Disfunzione erettile: terapia orale, mininvasiva e chirurgica

MEDICINA ONLINE TESTICOLI ANATOMIA ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE COPPIA PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE MALE GENITALIA SEX.jpgLa disfunzione erettile, chiamata in passato impotenza è definita come “l’incapacità del soggetto di sesso maschile a raggiungere e/o mantenere una erezione sufficiente a condurre un rapporto soddisfacente”. Oggi non ci focalizzeremo sulle cause della disfunzione erettile, faremo invece chiarezza su tutte le terapie disponibili per questa patologia. Se volete sapere cause e prevenzione della disfunzione erettile, leggete invece: La disfunzione erettile (o impotenza): quali sono le cause e come prevenirla

Le terapie per la disfunzione erettile sono classificabili in tre grandi gruppi: la terapia orale (non invasiva), quella mininvasiva, quella chirurgica (invasiva).

1) TERAPIA ORALE (la terapia di prima scelta)

    • TADALAFIL, SILDENAFIL, VARDENAFIL (CIALIS, LEVITRA, VIAGRA)
      Farmaci messi a punto inizialmente per il trattamento dell’angina pectoris, nel corso degli studi clinici mostrarono di aumentare il numero delle erezioni nei pazienti trattati. Devono essere assunti da 30 a 60 minuti prima della prevista attività sessuale, possibilmente a digiuno. La loro azione ha una durata variabile che può arrivare anche alle 36 ore. Non provocano erezione direttamente ma potenziano il rilasciamento protratto della muscolatura liscia dei corpi cavernosi migliorando la qualità dell’erezione. Sono controindicati negli uomini che assumono farmaci a base di nitrati (compresse sub-linguali o cerotti adesivi che producono vasodilatazione delle coronarie) per il rischio di eccessivo abbassamento della pressione arteriosa anche in maniera grave. È efficace nel 50-80% degli uomini. Gli effetti collaterali possono essere: cefalea (16%), flushing (vampate di calore) nel 10%, dispepsia (7%), alterata percezione dei colori, maggiore sensibilità alla luce o visione sfocata (3%). Si consiglia utilizzarli con cautela nei pazienti cardiopatici in terapie complesse con più farmaci (antipertensivi ed antiaritmici) ed in pazienti con crisi lipotimiche (crisi di abbassamento della pressione arteriosa con perdita della coscienza). A tale proposito vi consiglio di leggere anche: Meglio Viagra, Cialis, o Levitra per trattare la disfunzione erettile? Un utile confronto tra i tre farmaci
    • Terapia sostitutiva ormonale
      Il desiderio sessuale è legato ad un buono stato di salute generale, più in particolare al giusto livello di androgeni (ormoni maschili) che regolano anche il tono muscolare, la funzione cardiaca, il tono dell’umore e della concentrazione. Anche se meno nota della menopausa, l’andropausa è quella condizione che inizia nell’uomo che ha superato i 50 anni di età e che si manifesta con una diminuita produzione di testosterone. La somministrazione di testosterone oltre a migliorare la libido e l’induzione dell’erezione, migliora il tono muscolare, riduce
      la stancabilità fisica, aiuta a mantenere il giusto peso forma, migliora la sensazione di benessere. La somministrazione di androgeni va sempre effettuata sotto controllo
      medico-specialistico, in particolar modo per gli effetti collaterali che può avere sulla prostata.
    • Yohimbina
      È un alcaloide estratto dalla corteccia dello Yohimbe (albero del Sud Africa).
      Dai primi del ‘900 è utilizzato come afrodisiaco. Possiede debole attività bloccante alfa adrenergica, cioè bloccherebbe gli stimoli nervosi che determinano spasmo dei vasi sanguigni e mancato rilasciamento della muscolatura dei corpi cavernosi e quindi favorirebbe l’afflusso di sangue al pene. Gli studi clinici non hanno dimostrato però molta efficacia per cui il farmaco non possiede vera e propria validazione scientifica.

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2) TERAPIA MINIVASIVA (FIC e Vacuum Device)

Farmacoprotesi (FIC)

Consiste nell’introduzione, mediante una siringa dotata di un sottilissimo ago, all’interno dei corpi cavernosi, di un farmaco che induce erezione. La FIC consente di ottenere una valida erezione ed esercita un effetto elasticizzante sul tessuto erettile “ginnastica vasoattiva”.
È oggi considerata una terapia di seconda scelta laddove hanno fallito le terapie orali.
Il dosaggio del farmaco scelto è strettamente individuale e va accuratamente determinato
per evitare effetti dannosi secondari quali il priapismo. È sempre raccomandabile avere la reperibilità dello specialista urologo quando si utilizzano tali terapie per far fronte ad eventuali imprevisti, è inoltre indispensabile controllare ogni 6-12 mesi lo stato di salute dei corpi cavernosi con un’ecografia. Per facilitare l’utilizzo di tali terapie in soggetti con scarsa manualità sono stati posti in commercio dispositivi automatici di autoiniezione. L’erezione indotta da farmacoprotesi è generalmente pronta (si manifesta in genere dopo10-20 minuti)
e duratura, migliora con la stimolazione sessuale.
I farmaci utilizzati sono: Prostaglandina E (PGE1 – alprostadil): il farmaco oggi più utilizzato per efficacia, maneggevolezza e sicurezza. È efficace nel 70-80% dei casi.
L’incidenza degli effetti collaterali è molto bassa. La dose varia da 5 a 20 microgrammi.
Casi di erezione prolungata sono segnalati nell’1%. È disponibile nelle farmacie italiane
a pagamento, mentre è gratis per i pazienti medullolesi.
Fenossibenzamina: ottimo e pronto effetto protesico ma scarsamente maneggevole per la sua lunga emivita (24 h) e per la facilità con cui induce priapismo.
Associazioni di farmaci: in caso di scarsa risposta ai farmaci standard (prostaglandine
e papaverina).
Papaverina + fentolamina: utilizzata a motivo della sua efficacia e di un costo relativamente modesto; è più efficace della sola papaverina.
Trimix (papaverina + prostaglandina + fentolamina): viene dosata e preparata sotto stretto controllo specialistico.

Dispositivi a vuoto (vacuum device)

Questi dispositivi creano “vuoto” attorno al pene in modo che il sangue viene costretto ad affluire all’interno degli spazi cavernosi. Sono costituiti da un cilindro di materiale plastico trasparente che viene posto intorno al pene e fatto aderire al pube utilizzando una crema lubrificante per un’adeguata tenuta d’aria. Collegato al cilindro c’è un meccanismo per pompare all’esterno l’aria e produrre il vuoto all’interno che faciliterà l’afflusso di sangue al pene. A tal punto, un elastico verrà Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma DISFUNZIONE ERETTILE IMPOTENZA TERAPIA VUOTO PENE Macchie Tatuaggi Capillari PELI RUGHE Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Peeling Pressoterapia Linfodrenante Pelle HD 01fatto scivolare dall’esterno del cilindro alla base del pene occludendo il deflusso venoso e favorendo la rimozione del cilindro. La pressione all’interno dei corpi cavernosi aumenta sino a valori simili a quelli ottenibili con la papaverina.
L’effetto compressivo dell’anello elastico riduce sia l’afflusso arterioso che il deflusso venoso causando un aspetto cianotico e l’abbassamento della temperatura del pene. L’anello costrittivo va rimosso al massimo dopo 30 minuti. Il maggior problema di questo sistema
è rappresentato dalla mancanza di spontaneità del rapporto sessuale. Per tale motivo è raccomandato nelle coppie stabilizzate. Necessita inoltre di una certa abilità manuale.
Questi dispositivi sono particolarmente indicati negli uomini anziani con relazioni stabili
e nel caso in cui altri trattamenti risultino inefficaci.

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3) TERAPIA INVASIVA (chirurgica correttiva, vascolare e protesica)

Chirurgia correttiva delle malformazioni:

1) incurvamento del pene congenito o secondario a trauma. Le tecniche chirurgiche di raddrizzamento consistono essenzialmente nel confezionamento di aree di controtrazione controlaterali alla curvatura, mediante plicature o riduzioni della guaina di rivestimento dei corpi cavernosi (albuginea)
in caso di curvature con angolo inferiore ai 90°. Quando l’incurvamento supera i 90° si procede alla correzione dell’angolo di curvatura mediante l’innesto di patch di derma autologo o liofilizzato (patch di allungamento).

2) pene nascosto e micropene: un eccessivo cuscinetto di grasso sovrapubico o un’eccessiva riduzione della cute che riveste
i corpi cavernosi possono nascondere parte del pene.tali difetti possono essere corretti con interventi di liposcultura o utilizzando la pelle prepuziale per aumentare la visibilità del pene.                                        

3) ipospadia: anomalia di sviluppo dell’uretra con sede anomala del meato uretrale esterno.

 4) induratio penis plastica: una volta stabilizzata farmacologicamente la malattia si può procedere ad escissione della placca ed a sostituzione della lesione con patch di derma autologo o liofilizzato con recupero del normale allineamento ed elasticità del pene. Nei casi estremi della malattia con estesa compromissione dei corpi cavernosi (albuginea e tessuto spongioso) è consigliato l’impianto di protesi malleabili.

5) traumi dei corpi cavernosi:

trauma Trauma del pene con frattura del corpo cavernoso

A) ematoma peniero da stravaso per frattura
del corpo cavernoso preparazione     chirurgica del corpo

B) soffusione emorragica sovrapubica     cavernoso ed evidenza della rottura

C) versamento emorragico scrotale

trauma trauma
Preparazione chirurgica del corpo cavernoso ed evidenza della rottura Sutura del corpo cavernoso fratturato

Quando non immediatamente risolti i traumi dei corpi cavernosi danno come esito delle lesioni molto simili a quelle indurative. Il trattamento è analogo a quello della induratio penis plastica e degli incurvamenti.

Chirurgia vascolare del deficit erettile

Le cause più frequenti di disfunzione erettile organica sono quelle vascolari
che possono essere di due tipi:

1) Insufficienza arteriosa (ipoafflusso): erezione incompleta
2) Insufficienza venosa (iperdeflusso): erezione breve (difficoltà di mantenimento)
Dal perfetto bilanciamento del flusso sanguigno arterioso e venoso all’interno dei corpi cavernosi dipende infatti, oltre che l’integrità, anche la durata dell’ erezione. A seconda del tipo di defici (arterioso o venoso) si procede con:

1) Chirurgia del deficit erettile da insufficienza arteriosa: sono stati ideati numerosi interventi chirurgici volti ad aumentare il flusso sanguigno dei corpi cavernosi quando la portata delle arterie dorsali del pene o delle arterie cavernose si mostra insufficiente. Con tecniche diverse si è attuata una deviazione della circolazione ematica da altri distretti a quello penieno mediante by-pass arteriosi (epigastro-cavernoso, epigastro-dorsale termino/laterale o termino/terminale). Tali interventi sono stati ormai abbandonati sia per la loro complessit à che per l’alta incidenza di trombosi e quindi di chiusura dell’anastomosi che di fatto ne vanifica gli effetti positivi.

2) Chirurgia del deficit erettile da disfunzione veno-occlusiva (dvo o fuga venosa):
è una condizione che viene a verificarsi quando esiste un difetto dei meccanismi preposti al mantenimento del sangue all’interno dei corpi cavernosi (sistema corporo-occlusivo) con conseguente impossibilità per i corpi cavernosi di raggiungere e mantenere una pressione adeguata al raggiungimento di una valida erezione. Il sangue defluisce dai corpi cavernosi attraverso 3 sistemi di drenaggio venoso: il superficiale (v. Dorsale superficiale), l’ intermedio (v. Dorsale profonda) ed il profondo (v. Cavernose e crurali). L’intervento consiste nel ridurre il deflusso del sangue dai corpi cavernosi, legando, sezionando ed asportando una delle principali vie di scarico venoso: la vena dorsale profonda con le sue emissarie (vene Circonflesse). Nei casi più complessi si può agire anche sul sistema delle vene cavernose e crurali.

Chirurgia protesica

Obiettivo della chirurgia protesica è quello di sostituire i corpi cavernosi difettosi con degli analoghi artificiali che consentano al pene di mantenere un adeguato livello di rigidità tale da consentire la penetrazione.
È quindi indicata solo su quei soggetti che hanno subito un danno fisico ed irreversibile della struttura erettile dei corpi cavernosi e che quindi non si giovano dei trattamenti farmacologici non invasivi. Va considerata come ultima scelta terapeutica.
Va consigliata solo a pazienti “motivati” con un buon equilibrio e con una buona vita relazionale ed affettiva che hanno ben compreso che la protesi rappresenta l’unico mezzo meccanico che consente di avere un rapporto.
L’impianto di protesi peniene consiste nell’inserire all’interno dei corpi cavernosi dei cilindri di materiale plastico inerte che li sostituiscono nella funzione erettile. I cilindri vengono posizionati nel tessuto spongioso dei corpi cavernosi all’interno della guaina albuginea. L’indicazione all’impianto delle protesi viene oggi limitata alle fibrosi estese dei corpi carnosi, ai casi estremi di induratio penis plastica, a ben definite forme di deficit erettile di origine psicogena in pazienti che rifiutano o non si giovano di terapie farmacologiche alternative non invasive.Indicazioni all’inserimento di protesi peniene

Fibrosi dei corpi cavernosi Fibrosi post-iniettiva (farmacoprotesi)
Fibrosi post-chirurgica
Esiti di priapismo
Induratio Penis Plastica avanzata
Insuccesso di altri trattamenti Deficit erettile vasculogenico
Deficit erettile psicogeno
Rifiuto del paziente di trattamenti alternativi

Le protesi si dividono in due grosse categorie: le semirigide e le gonfiabili.
Entrambe presentano vantaggi e criticità che possono essere così riassunti:

1) semirigide: basso costo, semplicità di impianto, semplicità di utilizzo, elevata affidabilità
nel tempo. Il pene mantiene costantemente una erezione che può indurre imbarazzo.

2) gonfiabili: alto costo, impianto complesso, utilizzo a volte difficoltoso, ridotta affidabilità
nel tempo per rottura di un componente. Ottimo effetto estetico.
Il pene riesce a simulare un’erezione normale.
A volte non garantiscono la rigidità necessaria per un’agevole penetrazione.

All’interno di entrambe le categorie esiste una serie di sottogruppi con caratteristiche specifiche per ogni indicazione. La decisione sulla scelta del tipo di protesi da impiantare varia da caso a caso e deve essere presa insieme al paziente ed alla partner.
Le protesi semirigide debbono conciliare la necessità di una adeguata rigidità con un certo grado di flessibilità, così da essere esteticamente accettabili quando non sono in uso. Sono costituite da un cilindro di materiale plastico inerte che contiene al suo interno un’armatura metallica malleabile che, aumentandone la rigidità, favorisce la penetrazione. Le protesi gonfiabili sono costituite da una coppia di cilindri di materiale plastico inerte che raggiungono la rigidità desiderata grazie ad un liquido che viene fatto circolare a pressione al loro interno. Si dividono in:

1) protesi tricomponenti: coppia di cilindri da inserire nei corpi cavernosi + serbatoio da inserire nello spazio prevescicale + pompa di attivazione da inserire nello scroto. I tre componenti vengono collegati da tubi che permettono il flusso del liquido dal serbatoio ai cilindri per l’erezione ed in senso inverso per la detumescenza.

2) protesi bicomponenti: coppia di cilindri da inserire nei corpi cavernosi + serbatoio e pompa di attivazione associati e posti nello scroto. I due componenti sono collegati da tubi che consentono il flusso del liquido nelle due direzioni.

3) protesi monocomponenti: cilindro con pompa e serbatoio integrati. I cilindri inseriti nei corpi cavernosi contengono nell’estremità distale il complesso pompa/serbatoio che viene attivato con una pressione sul glande. Una seconda pressione attiva la valvola per sgonfiare la protesi consentendone la detumescenza.

Protesi idraulica bicomponente Protesi idraulica monocomponente
Protesi idraulica tricomponente Protesi semirigida

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Le 6 cose che gli uomini con il pene piccolo vogliono che la donna sappia

MEDICINA ONLINE UOMO GIOVANE TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTONella vita, tutto quello che puoi fare è giocare con le carte che ti hanno dato. E quando si tratta delle misure del pene, mentre alla maggior parte degli uomini è toccata una mano decente, c’è una minoranza che ha avuto quello che la società percepisce come il jolly del mazzo. Nel caso non fosse chiaro, parlo del pene piccolo e del micropene (quando il pene eretto misura meno di 7 cm). Ma cosa sappiamo dei peni piccoli e degli uomini che li possiedono? E più importante ancora, cosa vogliono farti sapere costoro?

1. IL PENE PICCOLO FUNZIONA COMUNQUE IN MODO NORMALE

La vasta maggioranza dei peni molto piccoli funziona perfettamente. Personalmente, non ho alcun problema con l’erezione, o l’eiaculazione, o nemmeno l’andare al bagno. I problemi più comuni che si presentano nell’avere un membro piccolo nella società odierna sono di ordine psicologico e basati sull’ansia da prestazione sessuale. Possono essere piccoli, ma se la cavano anche loro!

2. È DIFFICILE AVVERTIRE LE DONNE IN ANTICIPO CHE HAI IL MICROPENE

Gli uomini con il pene piccolo si trovano costretti in un circolo vizioso quando si tratta di dire alle potenziali partner delle dimensioni del pene. Potresti sentirti ingannata all’ultimo momento, se hai investito del tempo in un uomo solo per scoprire che ha un membro molto piccolo, ma ci sono motivi per cui lui potrebbe non voler tirare fuori la questione. Molti uomini microdotati affermano che provvedere a un avvertimento preliminare è problematico perché le donne spesso reagiscono male. Molti dicono che le partner si offendono a causa dell’avvertimento anticipato perché verrebbe dato per scontato che vogliono fare sesso. Altri affermano che le donne si sentono altresì insultate dall’avvertimento perché questo implicherebbe che l’uomo li ritiene superficiali. C’è anche il rischio che gli uomini perdano la donna a cui sono interessati veramente prima di aver avuto la possibilità di scoprire se hanno intesa sessuale. Onestamente, non esiste un metodo ideale per dirlo a qualcuno.

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3. PER FAVORE NON DIRMI CHE HO IL PENE GROSSO

Quando si raggiunge l’intimità, molti uomini con un micropene subiscono il commento di donne ben intenzionate che affermavano di trovare il loro organo normale o addirittura grosso. Se una donna mi dicesse questo, penserei che è veramente gentile e lo prenderei comunque come segno di buon cuore. Ma la maggior parte degli uomini reagirebbero differentemente. I maschi microdotati sanno di averlo piccolo, e la maggior parte di loro si sente frustrato quando una donna ben intenzionata dice di trovare il micropene grande o di dimensioni normali. Si sentano compatiti, il che, di ritorno, rinforza l’idea che ci sia qualcosa di sbagliato in loro – con esito opposto a quella che era, probabilmente, l’intenzione della partner. Se ami il tuo uomo e vuoi farlo sentire meglio con il suo membro piccolo, sarebbe probabilmente meglio dire che ti piace la sua misura piuttosto che negarne la dimensione ridotta.

4. LE PROCEDURE PER AUMENTARE LE DIMENSIONI DEL PENE SONO UN MITO

Da cosa dipenda la lunghezza del pene, nessuno lo sa. E la realtà è che la chirurgia di incremento del pene è pericolosa, dolorosa, costosa, e in rari casi nel quale è stata un successo, può ridurre le sensibilità e il godimento del sesso. Vengono scritte un sacco di sciocchezze su cosa gli uomini microdotati possono ottenere con la chirurgia se la misura è un vero problema, ma questo avviene in modo quantomeno semplicistico. In termini di lunghezza l’aumento massimo al quale si può ragionevolmente aspirare è uno o due centimetri, il che, quando possiedi un membro piccolo, non fa praticamente alcuna differenza. Anche nel Regno Unito, dove l’aumento del seno è mutuabile per alcune donne, gli uomini devono pagare quello del pene di tasca propria. In breve, la chirurgia per avere un pene più grosso è solo una perdita di tempo.

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5. “IL MIO RAGAZZO HA IL PENE PICCOLO”. OVVERO: NON DIRLO MAI ALLE AMICHE

Uno dei problemi più fastidiosamente comuni che gli uomini con micropene riferiscono sono i pettegolezzi sulle misure del loro membro tra le donne con le quali hanno dormito e le amiche. Quando gli uomini lo scoprono si sentono derubati della propria dignità e questo spesso ne distrugge la sicurezza durante i rapporti sessuali per il resto della loro vita. Immagina come ti farebbe sentire se avessi un disturbo vaginale e ognuno sul tuo posto di lavoro lo sapesse. È molto difficile trovare un uomo con un pene piccolo che non ha sofferto qualche forma di bullismo a causa di questo ma, di nuovo, sono relativamente rari per cui sarà probabilmente difficile in primo luogo trovare un uomo microdotato.

6. IL SESSO PUÒ ESSERE GRANDIOSO COMUNQUE

La maggior parte degli uomini con il membro molto piccolo hanno problemi di natura sessuale sia per come la gente reagisce o parla delle misure del pene o perché non hanno acquisito abbastanza esperienza per migliorare le loro performance. Nel mio caso è una combinazione di entrambi, ma se guardo alla situazione oggettivamente, ci sono uomini là fuori che hanno vita sessuale grandiosa pur avendo micropene. Se a un uomo interessa veramente della donna con il quale sta, e se lei è di mentalità aperta, lui troverà altri modi di soddisfarla sessualmente.

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Micropene: intervista a due uomini che hanno il pene piccolo

MEDICINA ONLINE UOMO TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOQuanti anni hai?

Ragazzo A: Venticinque.

Ragazzo B: Trentatré.

Vai a letto con le donne, gli uomini o entrambi?

Ragazzo A: Con le donne.

Ragazzo B: Con le donne, anche se ho avuto qualche esperienza omo quando ero all’università.

Pensi di avere un pene piccolo. Quanto è grosso?

Ragazzo A: 10 centimetri, in erezione. Quattro quando è moscio.

Ragazzo B: Otto centimetri quando è in erezione.

[Nota: la dimensione media del pene è di 9,02 cm a riposo e di 12,9 cm in erezione]

Quando hai capito di avere un pene più piccolo della norma?

Ragazzo A: Quando ero un ragazzino. Avevo 13 anni, e quando mi cambiavo, prima di fare nuoto, vedevo che il pene dei miei compagni era parecchio più grande del mio. Il mio a confronto era minuscolo. Così ho iniziato a farci attenzione quando mi capitava di vedere un ragazzo nudo, e ho capito che il mio era piccolo.

Ragazzo B: Avevo più o meno 13 anni, e vedevo gli altri in palestra. Vedevo che loro avevano un pene più grande del mio e anche già i peli pubici, e io mi sentivo uno sfigato. Cercavo di nascondere i genitali per evitare che gli altri se ne accorgessero e mi prendessero in giro. Pensavo che fossi solo un po’ in ritardo con lo sviluppo, ma quando mi sono spuntati i peli pubici a 15 anni, ho capito che il mio pene non cresceva.

Mentre stavi diventando grande, come ti sentivi pensando al tuo pene?

Ragazzo A: Ero imbarazzato. Quando dovevo cambiarmi, nello spogliatoio, mi nascondevo in un angolino, avevo paura che gli altri me lo vedessero e ridessero di me.

Ragazzo B: Mi sentivo a disagio, volevo che fosse più grande. Con le ragazze non riuscivo ad andare oltre al bacio, perché avevo paura che a scuola (e poi anche un ufficio) tutti mi avrebbero preso in giro per le dimensioni del pene.

E ora come ti senti?

Ragazzo A: Con il tempo ho accettato il fatto che non posso farci niente, devo accettare il fatto che ho il pene piccolo e basta. Non mi sento a mio agio se devo cambiarmi di fronte ad altri uomini e faccio fatica a parlarle. Però non me ne vergogno più come quando ero piccolo.

Ragazzo B: Ora sono felice così, perché ho il feticcio dell’umiliazione. Ho aperto un profilo su Twitter dove ne parlo, è un sito fetish in cui gli uomini con il pene piccolo si fanno ridicolizzare e punire da donne superiori e dominanti. Le donne rimangono vestite mentre gli uomini si denudano o si vestono con della lingerie femminile o si truccano, e devono masturbarsi o fare qualcosa di umiliante, tipo una specie di strip tease.

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In base alla tua esperienza, le dimensioni contano davvero?

Ragazzo A: Credo che sia una cosa che mette a disagio più me che le ragazze. Però non sono mai riuscito a far venire una donna con la penetrazione. Quando ho perso la verginità, avevo paura che la mia ragazza scoppiasse a ridere o che se ne andasse, e quindi ritardavo il momento in cui l’avremmo fatto. Ma quando poi alla fine l’abbiamo fatto, lei non ha detto niente, e non abbiamo mai affrontato l’argomento. Poco dopo che ci siamo lasciati, però, ho visto che su MySpace scherzava con due sue amiche sul fatto che io avessi il pene “minuscolo.” Sono stato da cani per settimane. Da allora ho preferito affrontare la questione con le altre ragazze che ho avuto, al posto di ignorare il problema.

Ragazzo B: Sì. Sono stato con delle ragazze che erano visibilmente deluse, e l’hanno raccontato alle loro amiche. Una sera in discoteca ho conosciuto una ragazza e siamo andato a casa mia, ma ha quando ha visto il mio pene si è rifiutata di fare sesso con me. E la settimana dopo, tutti in discoteca sapevano che avevo il pene così. Ci sono rimasto malissimo, ma poi l’idea che le ragazze ridessero un po’ mi eccitava. Mi eccita pensare che ci sono donne bellissime che sanno che ho il pene piccolo e credono che non potrebbe soddisfarle, soprattutto visto che nella nostra cultura si pensa che alle ragazze piaccia il pene grosso. E poi, se ho una ragazza fissa, fantastico sulla mia possibilità che lei mi tradisca con un altro che ha il pene enorme, mentre io li guardo fare sesso.

E con gli altri ragazzi?

Ragazzo A: Se sono in uno spogliatoio, l’impulso è sempre quello di nascondermi dagli altri. E se vado in un bagno pubblico non uso mai il vespasiano. Il problema è che se ho il pene piccolo quando ho un’erezione, quando è a riposo è proprio minuscolo. E nella nostra cultura, avere il pene piccolo non è una cosa accettabile. Avere il pene enorme è una cosa da macho, averlo piccolo no. Tra ragazzi si scherza su chi ce l’ha più grosso, e se mi trovo in una situazione del genere sto al gioco, anche se ce l’ho piccolo.

Ragazzo B: Non credo sia più una cosa importante. Era un problema quando andavo a scuola, ma eccetto qualche messaggio spiacevole su Twitter (di cui me ne frego), direi che non è una cosa su cui ci si prende in giro tra maschi.

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Le dimensioni del tuo pene influenzano il modo in cui fai sesso?

Ragazzo A: Il mio pene è piccolo anche di circonferenza, quindi preferisco le posizioni in cui la vagina della mia partner è più stretta. La mia posizione preferita è una doggy rivisitata, in cui io entro dentro di lei, lei chiude le gambe e io tengo le mie divaricate. Così la sensazione è più stretta, e ci dà più piacere. Non sono mai riuscito a far venire una donna solo con la penetrazione, e quindi mi concentro molto sui preliminari, soprattutto sul sesso orale. E alla mia ragazza fa impazzire il fatto che usi la bocca così tanto tra le sue gambe! Quando invece sta sopra, tende a inclinarsi il più possibile all’indietro. Così è come se spingesse il mio pene in avanti, e lei dice che così entra più in profondità e spinge contro la sua vagina. E poi i cock ring che vibrano sono davvero ottimi alleati.

Ragazzo B: Non sono proprio un esperto, ma la posizione del missionario funziona. La doggy va bene ma lei deve spingersi un po’ più all’indietro. Mi piace anche quando lei sta sopra, ma di solito per lei non è il massimo. A lisca di pesce invece non funziona. Mi è capitato che mi abbia chiesto “ma è già dentro?” Una volta, con una delle mie ex, ho messo una cintura fallica. È stato eccitantissimo vedere la sua reazione con qualcosa che in confronto al mio era enorme.

Vorresti avere il pene più grosso?

Ragazzo A: Sì. Penso che il fatto di avere il pene piccolo sia il motivo della mia scarsa autostima, ma cerco di non essere troppo in imbarazzo e me ne faccio una ragione. Averne parlato con la mia ragazza, e aver capito che per lei non è un problema mi ha aiutato a stare bene. Abbiamo una vita sessuale appagante, e la nostra cultura, che ci dice che dobbiamo averlo grosso, è sbagliata. Ho il pene piccolo, ma sto imparando che va bene così, e lo sto accettando. Forse un giorno potrei addirittura andarne fiero.

Ragazzo B: Una volta sì, ma adesso non più. Dopo le prime umiliazioni ho imparato a sentirmi a mio agio, ho capito che c’è una nicchia a cui piace e a me piace così. Può sembrare strano, ma vorrei quasi averlo più piccolo. Ho pensato anche a seguire delle diete o degli esercizi apposta per ridurlo. Ma a parte gli interventi chirurgici (che non prenderei in considerazione) non c’è modo di ridurlo.

C’è qualcosa che le donne dovrebbero sapere riguardo al pene piccolo?

Ragazzo A: Non bisogna rimandare la discussione, meglio essere sinceri al riguardo. Se un ragazzo ha il pene piccolo, probabilmente si vergogna. Fallo sentire a suo agio, e il sesso sarà più bello per entrambi. Ah, meglio evitare i nomignoli. Una volta una mia ex mi ha detto che avevo un “cetriolino,” e non è andata a finire molto bene.

Ragazzo B: Se stai con un ragazzo che ha il pene piccolo, impara a conoscerlo, e fai in modo che lui conosca come sei tu. Dovete scoprire cos’è che fa stare bene entrambi. Non avere timore di fargli delle domande, o di dirgli quello che non va. E nonostante io abbia il pene piccolo e il feticcio dell’umiliazione, sono una persona felice e socievole.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Lui ha il pene piccolo? I 7 trucchi per raggiungere lo stesso l’orgasmo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI (2)Se il tuo ragazzo ha il pene piccolo, o addirittura un micropene (quando il membro maschile non supera i sette centimetri da eretto), il sesso può diventare un problema, ma non ti devi disperare: esistono molti modi per avere una soddisfacente vita sessuale. Come prima cosa, devi ricordarti che la questione delle dimensioni del pene non è fondamentale per il raggiungimento dell’orgasmo: la vagina è un organo elastico, e il piacere può venire anche in presenza di un membro piccolo, capace – nella maggior parte dei casi – di una stimolazione più che sufficiente. Il sesso poi è più della semplice penetrazione e l’orgasmo può arrivare in tanti modi diversi: nella maggioranza dei casi l’orgasmo viene raggiunto dalla donna attraverso la stimolazione clitoridea. E qui la dimensione del pene è totalmente (o almeno parzialmente) ininfluente: tra sesso orale, l’utilizzo delle mani, lo sfregamento ed i sex toy, ci si può divertire coinvolgendo tutto, a prescindere dalle dimensioni del pene. Sembrerà poi strano, ma esistono anche alcuni benefici nel frequentare un uomo con un pene non così grande: intanto il sesso orale su di lui può essere più facile da realizzare. E poi puoi provare le gioie del sesso anale senza avere fastidiosi disturbi. Non solo: in genere un pene più piccolo raggiunge l’erezione più velocemente e facilmente, perché necessita di un afflusso di sangue inferiore, inoltre la mantiene più a lungo rispetto ad uno grande. Ti abbiamo convinta? Forse no… Comunque qui sotto trovi i nostri migliori sette consigli per fare del buon sesso con un uomo con un pene piccolo:

1. CERCA DI AVERE UN ORGASMO PRIMA DELLA PENETRAZIONE

Se arrivi al momento della penetrazione avendo già avuto un orgasmo, allora il fatto che lui entri dentro di te diventa la ciliegina sulla torta piuttosto che l’evento fondamentale attorno al quale giocarsi il tutto per tutto.

2. SCEGLI LE POSIZIONI GIUSTE PER IL PENE PICCOLO

Le posizioni di lei sopra e dell’amazzone rovesciata sono ideali per stringere i muscoli del pavimento pelvico e trattenere più fermamente il pene all’interno. Oppure puoi rendere la posizione del missionario più soddisfacente facendo riposare le caviglie o i polpacci sulle spalle del partner e inclinando in su il bacino. Questo ti permette, a te o al tuo partner, il massaggio del clitoride.

3. ABBINA MICROPENE E DITA

Fai inserire al partner il pene e contemporaneamente un dito. Se sei distesa sulla schiena, gli esperti consigliano di usare il pollice, applicando pressione in basso verso l’ano. Questo dà alla vagina la sensazione di riempimento e pure di più, e crea una sensazione piacevole anche al pene.

4. NIENTE LUBRIFICANTE

Se lui ha un micropene, potresti prendere in considerazione l’idea di non applicare lubrificante: il gel riduce la frizione, che rappresenta un bonus per alcuni peni, ma può ostacolare le sensazioni di quelli più piccoli. Se sei una che tende a lubrificarsi da sola molto in modo naturale, considera di rimuovere un po’ del tuo lubrificante naturale prima della penetrazione.

5. PROVA I GIOCHI ANALI

Se sei nuova all’esperienza anale, un pene piccolo può, francamente, essere una benedizione. Prova il sesso anale nella posizione sul fianco mentre lui ti abbraccia da dietro. Il tuo partner può allungarsi e massaggiarti con le dita o con un vibratore il clitoride per una stimolazione extra. Considera anche la sperimentazione della doppia penetrazione con i sex toy come i dildo e i plug anali.

6. USA GLI ANELLI FALLICI

Gli anelli fallici sono magici perché mantengono il flusso sanguigno nell’asta del pene, aumentano la sensazione del partner e procurano un “attrezzo” molto rigido per te. In più la maggior parte ha una sporgenza fatta apposta per stimolare il clitoride. Andare a comprarne uno con il partner può rappresentare già di per sé un preliminare.

7) USA INTEGRATORI ALIMENTARI

Qui di seguito trovate una lista di altri integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile anche in caso di pene piccolo e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Qual è la lunghezza media del pene?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZALunghezza a riposo 9,16 centimetri ed eretto 13,12 centimetri. Circonferenza riposo 9,31 centimetri ed eretto 11,66 centimetri. Sono questi i numeri che emergono dallo studio pubblicato su British Journal of Urology International. Per stabilire quali fossero le dimensioni medie dell’organo riproduttivo maschile, David Veale del South London and Maudsley Nhs Foundation Trust e colleghi hanno deciso di contare solo su procedure standardizzate, affidandosi alle misurazioni dei clinici che le avevano adottate. I ricercatori hanno così considerato così le informazioni ottenute da 17 studi effettuati su un totale di oltre 15mila uomini in tutto il mondo. Le eccezioni ai numeri prima elencati, sono alquanto rare: solo 5 uomini su 100 hanno un pene in erezione di 16 centimetri e solo 5 su 100 ha un pene più piccolo di 10 centimetri. Spiega Veale: “Pensiamo che queste informazioni aiuteranno i medici a rassicurare la grande maggioranza degli uomini che le dimensioni del loro pene sono nel range della normalità”. Lo studio, racconta Science News, suggerisce anche che non ci sia una qualche correlazione tra dimensione del pene e altre caratteristiche fisiche come altezza, indice di massa corporea o numero di scarpe.

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Dare un nome al proprio pene ed altre cose che fanno gli uomini di nascosto

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (5)La rivista Glamour ha lanciato un sondaggio dedicato agli uomini e al loro rapporto con il sesso. Sono stati interpellati 1131 uomini (tra cui qualche celebrità) a cui sono state poste diverse domande. Le risposte sono state senza veli e senza censure! Ecco le 9 cose più piccanti o curiose che sono emerse:

1. Il 13% degli uomini ha un soprannome per il proprio pene e alcuni sono alquanto creativi (vedi Penisaurus Rex!).

2. Nonostante molti di loro abbiano affibbiato un nomignolo al proprio pene, ben il 41% degli uomini pensa che sarebbe strano che una donna desse il nome alla propria vagina.

3. Il 17% degli uomini intervistati dicono che il porno ha dato loro aspettative irrealistiche circa il sesso, però un 31% sostiene che il porno ha reso migliore la propria partner sessuale.

4. Il 52% vorrebbe una pillola maschile per evitare gravidanze indesiderate.

5. Giocattoli erotici in camera da letto? Il 70% degli uomini li possiede e il 30% li utilizza per compensare le proprie eventuali carenze!

6. Il 79% degli intervistati ammette di aver fantasticato su di una collega, il 43% sul proprio capo.

7. Secondo il 31% degli uomini non esiste l’amicizia platonica tra uomo e donna.

8. La maggior parte degli intervistati non si preoccupa troppo del proprio pene ma il 43% di quelli che invece lo fanno hanno il timore che sia troppo piccolo mentre solo il 4% che sia troppo grande!

9. Ebbene anche gli uomini simulano l’orgasmo: lo ha dichiarato il 31% degli intervistati. Difficile però capire come fare a simulare una eiaculazione!

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Il pene dei giovani si accorcia rispetto a quello dei loro nonni

MEDICINA ONLINE UOMO GIOVANE TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOL’organo sessuale maschile starebbe vivendo un periodo di “crisi”, il motivo? L’imbarazzate riduzione delle dimensioni. La Continua a leggere

Quanto deve durare un rapporto sessuale prima che si parli di eiaculazione precoce?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMOL’eiaculazione è l’emissione di sperma, attraverso il meato uretrale, causata dalle contrazioni dei muscoli alla base del pene e dell’epididimo, in seguito al raggiungimento dell’orgasmo maschile. L’eiaculazione viene detta “precoce” (in latino ejaculatio praecox) quando – a causa della difficoltà o incapacità da parte dell’uomo nell’esercitare il controllo volontario sull’eiaculazione – essa avviene in tempi eccessivamente rapidi. Ma cosa significa “tempi eccessivamente rapidi”? Grazie a dei ricercatori australiani oggi (forse) abbiamo una risposta precisa! Tre minuti: questa la soglia al di sotto della quale si tratterebbe di eiaculazione precoce. Il dato preciso su cui i medici possono basarsi per fare una diagnosi deriva da uno studio dei ricercatori del Centro australiano di salute sessuale, condotti dal direttore Chris McMahon, riportato sul prestigioso Journal of Sexual Medicine. Vi sembra troppo? Troppo poco? Personalmente ad un uomo che non riesca mai a trattenere l’eiaculazione per più di tre minuti di rapporto, io consiglierei di approfondire quantomeno il problema.

Ritardanti

Questi prodotti, selezionati dal nostro Staff di esperti, possono ritardare l’eiaculazione nel paziente che soffre di eiaculazione precoce, permettendo di far durare più a lungo il vostro rapporto sessuale:

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

Se credi di soffrire di eiaculazione precoce da cause psicologiche, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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