Leucemia linfoblastica acuta a cellule B: cause, diagnosi, sopravvivenza

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MLa leucemia linfoblastica acuta (LLA) è un tipo di leucemia di natura maligna con carattere progressivo, relativamente raro (il 9,5% di tutte le leucemie) seppur in aumento negli ultimi anni, con un picco di frequenza nelle età infantili tra 3 e 11 anni. La leucemia linfoblastica acuta può essere distinta, in base al fenotipo cellulare, in due forme che possono essere B o T in base al tipo di linfociti colpiti (linfociti B o T). La leucemia linfoblastica acuta a cellule B (LLA-B) è quindi un sottotipo della leucemia linfoblastica acuta in cui nella proliferazione maligna sono coinvolti i linfociti di tipo B. La leucemia linfoblastica acuta a cellule B è a sua volta classificata in base alla maturazione cellulare, il ciò costituisce un importante elemento prognostico ed epidemiologico:

  • LLA Pre-b;
  • LLA Pro-b;
  • LLA Common (CALLA positivo);
  • LLA B matura (LLA L3, Burkitt like).

Diffusione

La LLA-B è un tumore molto raro: la sua incidenza media è stimata essere di meno di 6 casi su 1.000.000 con prevalenza maggiore in età pediatrica.

Cause

Le cause specifiche della LLA-B non sono attualmente note, tuttavia le ricerche indicano che determinati fattori di rischio fanno aumentare il rischio di sviluppare leucemia. Avere uno o più fattori di rischio non significa che ci si ammalerà necessariamente di leucemia, come anche il non avere alcun fattore di rischio non indica che non ci si possa comunque ammalare di leucemia. I fattori di rischio noti, sono i seguenti:

  • Esposizione alle radiazioni. Le persone esposte a dosi massicce di radiazioni hanno maggiori probabilità di ammalarsi di leucemia.
  • Benzene. L’esposizione al benzene sul posto di lavoro può provocare leucemia. Il benzene è una sostanza molto usata nell’industria chimica, ma si può trovare anche nel fumo di sigaretta e nel gasolio.
  • Formaldeide. L’esposizione alla formaldeide, utilizzata nell’industria petrolifera e chimica, aumenta il rischio di sviluppare leucemia.
  • Precedenti famigliari di leucemia. È raro che diversi membri di una famiglia si ammalino di leucemia, ma la famigliarità è comunque un possibile fattore di rischio.
  • Età pediatrica. I bambini sono statisticamente più colpiti.
  • Allattamento al seno. Gli individui non allattati al seno, con latte artificiale e tirante materno, hanno un rischio aumentato di sviluppare la leucemia linfoide acuta.
  • Malattia di Alzheimer. Nella variante genetica della malattia di Alzheimer con gene NOTCH1 vi è una possibilità di ereditare il gene da generazione in generazione, tale mutazione porta all’insorgenza della leucemia linfoblastica acuta a cellule T e leucemia linfoblastica acuta pro-b.

Stratificazione in base al rischio

Si ha in base alla conta blastica, la stratificazione in base al rischio:

  • LLA a basso rischio (6%) prognosi: 30-85%
  • LLA a rischio standard (19%) prognosi: 25-75%
  • LLA a rischio intermedio (32%) prognosi: 15-50%
  • LLA ad alto rischio (34%) prognosi: 5-20%
  • LLA ad altissimo rischio (9%) prognosi: 0-5%

Sintomi e segni

I sintomi delle leucemie acute linfoblastiche delle cellule b, hanno una sintomatologia simile se non identica a quella delle altre forme di LLA, tuttavia risulta essere asintomatica per molto tempo fino a sfociare in una crisi blastica, e dunque (in gergo medico) a leucemia fulminante. Rispetto alla LLA-T molto più raramente si riscontra un’infiltrazione nell’encefalo e dunque una meningosi leucemica. La malattia tende ad essere asintomatica per 3 mesi nel 65% dei casi. I sintomi e segni più diffusi sono:

  • astenia (mancanza di forze);
  • facile affaticabilità;
  • febbre;
  • infezioni ricorrenti;
  • tachicardia;
  • pallore;
  • emorragie frequenti;
  • tosse;
  • dispnea;
  • vomito;
  • cefalea;
  • paraplegia;
  • linfoadenopatia;
  • epatomegalia (ingrossamentod el fegato);
  • splenomegalia (ingrossamento della milza).

In generale, più alto risulta dalle analisi il conteggio dei globuli bianchi nel sangue peggiore è la prognosi. Una diagnosi precoce, quando le cellule neoplastiche sono ancora limitate nel midollo osseo, garantisce una prognosi più favorevole, in quanto il numero dei linfoblasti è minore (sindrome pre-leucemica).

Diagnosi

Per la diagnosi di una LLA-B (analogamente alle altre forme di leucemia) si procede dopo un esame obbiettivo ad un emocromo, se quest’ultimo evidenzia una leucocitosi, e, a volte piastrinopenia e emoglobinopatia senza la presenza di un’infezione in corso si procede ad un agoaspirato del midollo (decisivo per la diagnosi di qualunque leucemia), se quest’ultimo evidenzia una contra di linfoblasti superiore al 25% delle cellule del midollo osseo si ha una diagnosi di leucemia linfoide acuta; ma solo dopo la tipizzazione dei tessuti ed a un esame citogenetico si stabilisce il tipo di leucemia in base alle cellule colpite da tale disordine, ed alle mutazioni genetiche che ne predicono il trattamento e dunque un fattore prognostico.

Morfologia

Analogamente alle altre forme di LLA la WHO ha stabilito tre tipi morfologici di LLA-b:

  1. LLA-L1 (35%) Piccoli blasti con scarso citoplasma.
  2. LLA-L2 (55%) Blasti medi con citoplasma variabile.
  3. LLA-L3/Burkitt like (10%) Con caratteristiche tipiche del linfoma di Burkitt, basi grandi o molto grandi a denso citoplasma.

Classificazione

Leucemia linfoblastica acuta COMMON

La LLA COMMON è la forma più comune di leucemia linfoblastica acuta, è la forma più frequente di leucemia nei bambini, costituisce il 25% di tutte le leucemie linfoidi acute. Spesso questa rara forma di leucemia viene indicata come LLA-CALLA+ (Common Acute Lymphoblastic Leukemia Antigene).

Mutazioni ed espressioni genetiche caratteristiche

La mutazione della LLA COMMON è la t(12;21), ed i linfoblasti nel 95% dei casi esprimono l’antigene CD10. La terapia di prima scelta per la forma COMMON è la chemioterapia ad altissime dosi, raramente accompagnata da trapianto di midollo osseo.

Prognosi

La LLA COMMON ha una prognosi drammaticamente migliore rispetto alle altre leucemie dello stesso tipo, la sopravvivenza a 5 anni nei bambini arriva al 75-80%, mentre negli adulti e nei giovani tocca il 60%. Le recidive, estremamente frequenti negli adulti fanno abbassare la prognosi dal 5 al 30%.

Leucemia linfoblastica acuta pre-B

La LLA-pre B è un tumore molto raro (2-5% di tutte le LLA) con un’incidenza di meno di 1 caso su 1 milione. La LLA pre-B in base al grado di maturazione si distingue in:

  • LLA pre-B tipica: questa forma, che costituisce il 40-60% di tutte le LLA pre-B, e l’1% di tutte le LLA, e la forma di leucemia linfoblastica acuta pre-B con il maggior grado di maturazione, il ciò però non altera la prognosi tipica delle LLA pre-B;
  • LLA early pre-B: questa forma costituisce il 40-60% delle LLA pre-B ed analogamente alla forma tipica l’1% di tutte le LLA pre-B. La forma early pre-B si caratterizza per uno stadio maturativo quasi indifferenziato. Ha una prognosi più scarsa rispetto alle altre forme di LLA. Spesso viene trattata impiegando sia gli schemi chemioterapici della LLA pre-B tipica che quelli della leucemia indifferenziata acuta.

Terapie

La terapia per la LLA pre-b prevede dai 6 ai 10 cicli di chemioterapia intensiva spesso accompagnata da trapianto di midollo osseo. Spesso vengono utilizzati protocolli sperimentali vista la bassa risposta alla chemioterapia.

Prognosi

La prognosi per questo tipo di leucemia è scarsa con sopravvivenza a 5 anni libera di malattia inferiore del 10-20%. Le anomalie genetiche che caratterizzano questa malattia rendono la malattia resistente ai farmaci causando ricadute e resistenze che portano generalmente al decesso del paziente con sopravvivenza media dagli 1 ai 7 mesi. La prognosi senza trattamento va dai 10 giorni ai 3 mesi.

Leucemia linfoblastica acuta pro-B

La LLA pro-B è la terza forma più frequente di LLA negli adulti e la più frequente nei neonati, è caratterizzata da cellule linfocitiche piuttosto mature. È una malattia rara con 3-5 casi su 1 milione. La LLA pro-B viene trattata con reggimi di chemioterapia intensiva spesso seguita da trapianto di midollo osseo. Vengono spesso impiegati protocolli sperimentali a base di chemioterapia per aumentare la sopravvivenza.

Prognosi

La prognosi è scarsa con sopravvivenza libera da malattia a 5 anni al 15-30%. La sopravvivenza media è di 1 anno (forchetta: 1 mese-3 anni). Le ricadute costituiscono il 40% delle diagnosi di LLA pro-B.

Leucemia linfoblastica acuta B matura

La LLA L3 è una rara forma di leucemia linfoblastica acuta in cui vi è una proliferazione di linfociti B molto maturi. L’incidenza media è di 1 caso su milione. Per trattare la LLA L3 vengono impiegati agenti chemioterapici citotossici ad alti dosaggi, non si ricorre quasi mai a trapianto di midollo osseo. La remissione alla malattia è del 97% al primo blocco chemioterapico.

Prognosi

La prognosi è migliore rispetto agli altri tipi di LLA ma non vicina a quelli della LLA COMMON. I tassi di sopravvivenza sono del 60-75% a 2 anni e del 50% a 5 anni dalla diagnosi. Le recidive sono infrequenti (20% dei casi di LLA L3) e lì la sopravvivenza a 2 anni è del 20%.

Leucemia acuta linfoblastica pre-B con ipereosinofilia

La LLA pre-B ipereosinofila è da considerarsi un’entità distinta dalla LLA pre-B poiché esprime caratteri e decorso differente rispetto alle altre forme di LLA.La LLA pre-B con ipereosinofilia è una malattia estremamente rara con 35 casi riportati nella letteratura medica, l’incidenza annuale è di quasi 1 caso su miliardo.

Diagnosi e caratteristiche

Al momento della diagnosi in questa leucemia, nel sangue periferico vi è a parte un’alta conta di linfoblasti anche una notevole conta di eosinofili. Questo tipo di LLA nel decorso clinico presenta un importante interessamento del sistema cardiocircolatorio, un’alta sensibilità a gravi shock anafilattici ed un grave distress respiratorio aggravato da una correlata malattia cardiaca.

Terapie

Essendo una malattia orfana non ci sono protocolli per trattare tale forma di leucemia, per questo si ricorre al trattamento usato per la LLA pre-B. Si ricorre sempre a dei protocolli sperimentali di terapia genica e trapianti ematopoietici accompagnati da altissimi dosaggi di chemioterapia.

Prognosi

Non ci sono abbastanza casi per stabilire un valore prognostico. Sui 35 casi di tale patologia 10 sono deceduti al primo blocco di chemioterapia, altri 14 non hanno superato i 12 mesi, 6 sono deceduti per complicanze cardiovascolari, il resto hanno presentato una recidiva precoce e solo uno dopo terapia genica ha avuto una remissione completa.

Leucemia linfoide acuta con cellule a specchio

È una forma di leucemia estremamente rara con meno di 45 casi riportati nella letteratura medica. Presenta un andamento piuttosto cronico e recidivante, i linfoblasti sono molto maturi. È una forma somigliante alla leucemia linfatica cronica. L’età media della diagnosi è di 45 anni. La terapia impiegata nel trattamento di questa leucemia include la chemioterapia ad alti dosaggi. Il trapianto di midollo osseo spesso non è praticabile per le condizioni cliniche del paziente o l’impossibilità di trovare un donatore idoneo alla procedura. I pazienti non rispondono mai ai trattamenti chemioterapici e si va spesso in contro a recidive.

Prognosi

La prognosi è piuttosto buona. Su 45 pazienti solo uno è deceduto nell’anno, 2 sono deceduti nei successivi 2 anni per complicanze alla chemioterapia, 3 pazienti sono liberi da malattia, mentre la sopravvivenza nel resto è variata dai 3 ai 7 anni.

Leucemia linfoblastica acuta congenita di tipo B

La terapia usata nel trattamento di questa rarissima forma di leucemia è la chemioterapia, il trapianto di midollo osseo, e la terapia genica. Viene impiegato il protocollo INTER-FANT-99 nella totalità dei casi, tuttavia il trattamento è oggetto di un’alta tossicità a livello metabolico, il trattamento è agli ultimi step della sperimentazione.

Prognosi

La prognosi a 2 anni è del 20%, ma solo 17% di tutti i neonati affetti da questa neoplasia giunge fino all’ultimo follow-up, il tasso di incidenza delle recidive è del 60% (significativamente più alto rispetto alla norma).

Per approfondire, leggi:

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Cuore, sangue e circolazione, Medicina di laboratorio, chimica, fisica e biologia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.