Cos’è la radiazione solare? Cosa sono i raggi ultravioletti? Che danni possono provocare alla nostra pelle?

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Diversi tipi di raggi ultravioletti: la profondità di penetrazione dipende dalla loro lunghezza d’onda

Quale miglior occasione di prendere un po’ di abbronzatura, se non in questi bei giorni di sole? Eppure tutti noi sappiamo che prendere il sole nasconde anche dei pericoli per la nostra pelle, ma davvero conosciamo tutta la verità sulla radiazione solare e sui danni che possono provocare i raggi ultravioletti sul nostro organismo? Scopriamo oggi insieme tutti i segreti della luce solare e gli effetti che provoca nel nostro corpo! Cominciamo come al solito dal principio, facendoci una domanda apparentemente banale:

Che cos’è la luce del sole?

La vita sulla terra viene sostenuta da essa, è la luce solare, generata a partire dalle reazioni termonucleari che avvengono appunto nel sole. La radiazione solare è energia che, a partire dal sole, giunge sulla terra, sotto forma di radiazioni elettromagnetiche a vare frequenze o lunghezze d’onda. Nell’avvicinarsi a noi, la radiazione solare viene in gran parte assorbita dall’atmosfera terrestre che agisce da vero e proprio filtro. Le radiazioni che riescono a oltrepassare questa barriera protettiva naturale sono composte da tre diversi tipi di luce:

  1. luce visibile ad occhio nudo;
  2. luce infrarossa, invisibile e responsabile del senso di calore;
  3. luce ultravioletta, che con le sue diverse lunghezze d’onda è causa della tanto ambita abbronzatura.

Gli effetti di questi tipi di luce sull’organismo sono variabili, così come diversa è la modalità di assorbimento.

Luce visibile (circa 38% della luce solare totale): non è pericolosa per la salute e non aggredisce la cute ma può talvolta provocare fastidiosi bagliori agli occhi. La luce è molto importante per la regolazione di alcune attività corporee come il ciclo sonno veglia e l’andamento circadiano degli ormoni. E’ inoltre in grado di stimolare la produzione di serotonina, un importante neurotrasmettitore, responsabile, tra l’altro, del senso di euforia.

I raggi infrarossi (60%): per gli effetti termici che determinano, vengono riprodotti artificialmente e usati a scopo terapeutico. La loro caratteristica più importante è la trasmissione di calore allo strato superficiale della pelle (strato corneo). Pertanto un eccessivo assorbimento può danneggiare la pelle per ipertermia e provocare sintomi che vanno dalla vasodilatazione alla disidratazione cutanea.

I raggi ultravioletti (circa 2%): gran parte dei raggi U.V vengono riflessi dallo strato corneo superficiale e solo una piccola quota arriva negli strati più profondi dell’epidermide. A seconda della lunghezza d’onda, si suddividono in Uv-A, Uv-B e Uv-C. La loro caratteristica più importante è la lunghezza d’onda che ne determina la profondità di penetrazione cutanea.

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Come sono classificati i raggi ultravioletti?

I raggi UV sono distinti in :

  • UVA (98%) : lunghezza d’onda: 320 – 400 nm. Gli U.V-A, hanno effetti ottimi sull’abbronzatura (anche se inferiori agli U.V-B) e moderati sul danneggiamento cutaneo. Vista la loro elevata lunghezza d’onda sono tuttavia in grado di penetrare in profondità nel derma distruggendo capillari, collagene ed elastina, provocando eritemi e danneggiando la pelle.
  • UVB (2%): lunghezza d’onda: 280 – 320 nm. I raggi U.V-B, hanno una capacità di penetrazione inferiore e non riescono a superare le strutture più superficiali della pelle. Gli effetti deleteri sono comunque importanti poiché i raggi U.V-B sono in grado di alterare il materiale genetico contenuto nel DNA aumentando il rischio di comparsa di tumori cutanei. La radiazione UV-B è molto più efficace della radiazione UV-A nel provocare l’eritema.
  • UVC: lunghezza d’onda: 100 – 280 nm. I raggi UV-C sono particolarmente dannosi per la salute ma vengono trattenuti dalla fascia di ozono e per questo non hanno effetti particolari sulla pelle. Il rischio di esposizione a questi raggi aumenta in alta quota.

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Quali sono gli effetti dei raggi ultravioletti sul nostro corpo?

I raggi ultravioletti hanno vari effetti sul nostro organismo, tra questi i più importanti sono quattro:

  • favoriscono la pigmentazione della cute stimolando la produzione di melanina;
  • favoriscono il trofismo e l’accrescimento osseo stimolando la sintesi della vitamina D;
  • svolgono un’azione disinfettante a livello della cute, favoriscono la circolazione e stimolano di conseguenza l’attività dei globuli bianchi;
  • accelerano la proliferazione pilifera.

Radiazioni ultraviolette, pelle, melanina, abbronzatura

Le radiazioni ultraviolette aumentano il numero di melanociti attivi (i melanociti sono cellule molto presenti nell’epidermide – quasi duemila per mm2 – che contengono melanina, un pigmento nero/bruno), stimolando la neomelanogenesi, cioè la produzione di melanina, ). Questa sostanza (presente anche nei  capelli e in alcune parti dell’occhio) è responsabile dell’abbronzatura a breve e a lungo termine. La melanina ci garantisce un colorito più scuro e protegge la nostra pelle dagli effetti negativi delle radiazioni solari agendo come un vero e proprio filtro: essa ostacola la penetrazione dei raggi ultravioletti negli strati più profondi della cute. I raggi ultravioletti (in particolar modo i raggi U-V-B) determinano inoltre un ispessimento della nostra cute: un maggiore spessore cutaneo impedisce infatti ai raggi ultravioletti di penetrare in profondità e danneggiare le cellule.

Quali danni determina la sovraesposizione al sole?

Il nostro corpo, insomma, si difende bene dall’assalto dei raggi solari (fotodanneggiamento), tuttavia ci sono situazioni in cui perfino questi meccanismi di difesa sono costretti a capitolare, ed è allora che si possono verificare danni al nostro organismo.

1) Eritema

L’eritema è un arrossamento cutaneo, responsabile di sintomi come calore e bolle. A seconda della gravità del danno inflitto al DNA, la cellula può anche andare incontro a morte prematura. Ecco perché l’ustione grave è particolarmente dolorosa e si accompagna quasi sempre a vesciche e a vistose spellature (esfoliazione cutanea) . La scottatura si attenua e regredisce gradualmente nel giro di pochi giorni. L’entità dell’eritema, che a sua volta dipende dal fototipo e dalla dose di raggi U-V assorbiti, è proporzionale al tempo di guarigione.

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2) Discromie

La mancanza di un’adeguata protezione cutanea durante l’esposizione solare può causare la comparsa di spiacevoli inestetismi come le discromie o macchie cutanee. Sebbene in molti casi il sole non è il diretto responsabile, può diventarlo in particolari circostanze. E’ il caso, per esempio, delle lentigo senili, che compaiono solitamente in tarda età adulta a causa di prolungate esposizioni ai raggi ultravioletti solari o artificiali (lampade abbronzanti).

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3) Tumori benigni e maligni della pelle

Anche la cute può essere colpita da tumori; è il caso, per esempio del carcinoma squamoso e del cancro melanomabasocellulare, (spesso definiti “tumori cutanei non melanoma” ) non mortali in quanto non creano metastasi. Anche nei e verruche sono esempi di tumori cutanei, benigni e non mortali. Il melanoma maligno della pelle, pur essendo meno frequente dei precedenti, può essere letale. Un’esposizione prolungata al sole, specie per i soggetti maggiormente fotosensibili aumenta il rischio di sviluppare questo tipo di patologia. In particolare è bene valutare anche il tempo di esposizione totale durante il corso dell’anno e della vita (specie durante l’infanzia) poiché, come abbiamo detto, il rischio di cancro alla pelle aumenta con l’aumentare del tempo e dell’intensità di esposizione. A prova di ciò c’è il fatto che i tumori della pelle si sviluppano soprattutto a livello delle parti del corpo più esposte al sole come viso, orecchie, collo, braccia, spalle e dorso.

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4) Rughe

Un’abbronzatura eccessiva causa la rottura del collagene e delle altre strutture cellulari cutanee con conseguente cedimento strutturale e comparsa di rughe più o meno accentuate. Secchezza e ruvidezza, disidratazione, riduzione dell’elasticità e della sensibilità cutanea sono altre conseguenze di un invecchiamento precoce del derma che deve pertanto essere adeguatamente protetto durante l’esposizione solare.

5) Effetti sugli occhi

Forse l’effetto meno noto, ma ugualmente nocivo. Le radiazioni ultraviolette possono causare importanti danni alla cornea, alla retina e al cristallino con sintomi quali dolore corneale, fotosensibilizzazione, lacrimazione e spasmo delle palpebre. L’uso di occhiali protettivi non deve quindi diventare un semplice optional: occhiali a lenti scure devono essere sempre presenti in caso di esposizione prolungata, specie nelle ore più calde del giorno. Anche una montatura avvolgente è importante per impedire alle radiazioni di raggiungere i nostri occhi. Le lenti colorate sfumate o chiare, in molti casi non sono in grado di proteggere sufficientemente l’occhio. Per tutelare il consumatore, i produttori di occhiali da sole sono obbligati a riportare sui loro prodotti il potere filtrante che può andare da 0 (protezione quasi nulla) a 4 (protezione massima, utile in condizioni estreme, come in alta quota). E’ bene infine ricordare che la semplice chiusura delle palpebre non è da sola in grado di proteggere l’occhio dagli effetti dannosi della luce solare.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Finalmente un po’ di sole a Roma: buon week end a tutti!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO BAMBINO ACQUILONE SOLE TRAMONTO PANORAMA SILHOUETTEDopo un luglio talmente piovoso che sembrava di stare già in autunno, ecco arrivato agosto col suo carico di raggi solari: finalmente un po’ di sole (almeno qui a Roma!). Buon week end a tutti i lettori del blog, con la speranza che (almeno voi) possiate godervi le vacanze! 😀

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Prendere il sole fa bene alla salute del cuore: la vitamina D riduce il rischio di coronaropatia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA MARE COSTUME ABBRONZATURA ESTATE CALDO SPIAGGIA BAGNO SOLE VACANZEDa ieri è finalmente arrivata l’estate e subito una buona notizia: prendere la “tintarella” fa bene al cuore. Occorre ovviamente proteggersi e non esagerare: il rischio di contrarre un tumore della pelle è sempre in agguato. Ma prendere questa abitudine aiuta a migliorare la salute cardiovascolare, a confermarlo ci sono parecchi studi, tra cui quello – italianissimo – che vi presento oggi. Prendere il sole fa bene alla salute del cuore: è quanto emerge da una ricerca della facoltà di Medicina di Novara, presentata al convegno dell’American College of Cardiology a Washington. Gli studiosi, che hanno esaminato 1484 pazienti, hanno infatti verificato che un deficit di vitamina D, considerata la «vitamina del sole», era comune a 7 persone su 10 che avevano effettuato un’angiografia coronarica ed era associato a un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiache. In particolare, tra coloro che avevano una mancanza di vitamina D, la possibilità di andare incontro alla coronaropatia (malattia delle arterie coronariche) era maggiore del 32 per cento. Resta ancora da chiarire se un supplemento di vitamina D può aiutare a prevenire il rischio cardiovascolare. Nonostante non vi siano dati certi su questo, il consiglio dell’American College of Cardiology è di mangiare cibi ricchi di vitamina D come pesce, cereali e uova, e fare attività all’aperto.

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Primo mare, primo sole: i consigli per proteggere la nostra pelle dalle scottature (anche a tavola)

Fa molto caldo qui a Roma e sono sicuro che le spiagge di Ostia e Fregene in questo momento saranno molto affollate! La voglia di godersi il primo sole è sicuramente tanta e, ad essere sincero, se non avessi da lavorare, anche io sarei in spiaggia cullato dai raggi di sole! Nonostante non sia ancora estate, è necessario ricordare alcune precauzioni per evitare scottature e danni causati dall’esposizione ai raggi ultravioletti. Ecco alcuni pratici consigli che possono tornarvi molto utili per “salvare la vostra pelle” come diceva Ligabue in una vecchia canzone!

1) La protezione inizia prima di arrivare in spiaggia: perché i solari siano efficaci occorre applicarli una ventina di minuti prima dell’esposizione al sole. E’ poi importante che siano usati su tutta la superficie del corpo, anche nelle zone poi coperte dal costume. Vanno inoltre riapplicati ogni 2 o 3 ore, dopo un’immersione in acqua o dopo aver sudato

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2) Scegliere la protezione giusta: il corretto livello di protezione dipende dal fototipo di ciscuno. Chi ha occhi e pelle chiara, e capelli biondi ad esempio ha una pelle con minor capacità di resistere ai danni dei raggi ultravioletti. Chi, al contrario, ha occhi e capelli più scuri e carnagione olivastra ha un fototipo alto, ovvero può esporsi con maggior tranquillità al sole.

3) Non abbassare la protezione: in molti, dopo aver applicato delle creme solari ad alta protezione, nei primi giorni di sole, tendono a passare a protezioni di livello inferiore, ma non si dovrebbe mai fare. Questo perché gli studi ci dicono che la reale protezione non viene mai applicata a dovere, dunque sarebbe consigliabile mantenere una protezione alta nel tempo.

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4) Proteggersi anche quando si fa sport: è assolutamente consigliabile ricorrere alle protezioni solari anche quando si fa sport all’aria aperta, quando si suda e non si pensa all’azione dei raggi ultravioletti.

5) Massima attenzione ai bambini: i più piccoli che, specie in questa stagione e in estate trascorrono molto tempo fuori casa, vanno adeguatamente protetti, sempre. E’ infatti dimostrato che l’esposizione violenta ai raggi Uv (dunque con scottature) in età pediatrica è uno dei maggiori fattori di rischio per l’insorgenza di tumore della pelle in età adulta.

Leggi anche: Prendere il sole in gravidanza: le regole da seguire per la sicurezza nostra e del nostro bambino

6) La prevenzione si fa anche a tavola: è molto importante alimentarsi e idratarsi adeguatamente. In estate e quando ci si espone al sole maggiormente, è bene idratarsi, bevendo almeno due litri di acqua al giorno. La dieta poi aiuta a prevenire i danni dei raggi ultravioletti e a ripararli (vedi punto successivo).

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7) Sì a frutta e verdura di stagione in quantità: la natura ci fornisce ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno. Dopo un’esposizione al sole è bene introdurre degli antiossidanti naturali, primo tra tutti l’uva, che matura proprio ad estate inoltrata, quando la pelle ne ha più bisogno. Via libera poi a verdura e frutta colorata: pomodori, albicocche, meloni e pesche sono tutti ricchi di beta-carotene, che aumenta la naturale protezione della pelle nei confronti del sole.

8) Usa un multivitaminico: un integratori completo di vitamine e sali minerali, aumenta le possibilità di avere una abbronzatura perfetta. Noi vi consigliamo questo prodotto: https://amzn.to/3wPTlxT

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Pelle spellata: cinque consigli per salvare la nostra cute

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA MARE COSTUME ABBRONZATURA ESTATE CALDO SPIAGGIA BAGNO SOLE VACANZESpellare è normale dopo una scottatura causata dal sole, in quanto gli strati di pelle danneggiata vengono sostituiti e quindi cadono. È molto importante usare una crema solare protettiva quando si è all’esterno, anche nei giorni freschi, in modo da evitare che il sole danneggi la pelle. Ciò potrebbe portare alla formazione di rughe e potrebbe addirittura causare il cancro alla pelle.

IDRATARE LA PELLE
Bisogna aumentare il più possibile l’idratazione della pelle. L’acqua, insieme a tutto quel che contribuisce a restituire liquidi, può riportare elasticità all’epidermide. E una pelle elastica non si squama. Non bisogna lasciare che la propria pelle “soffra” la sete.

CALENDULA
Per le pelli spellate un ottimo ausilio arriva dalla calendula. Si tratta di un’erba lenitiva, che attenua il rossore e riporta la pelle sulla strada della salute. Si può acquistare una crema già pronta, meglio un gel, che è anche rinfrescante. Si applica sulle zone spellate e, non appena le parti iniziano a rimarginarsi, si passa una crema nutriente e idratante.

ALOE VERA
Difficile avere la pianta, si può andare in erboristeria e prendere il gel. Chi usa la pianta per la prima volta faccia attenzione e provi prima su una parte di pelle sana, perché l’estratto puro potrebbe causare allergia alle pelli più sensibili.

TIGLIO, LAVANDA, SALVIA
Ottimi rimedi sono creme e preparati a base di tiglio, di lavanda o di salvia, o anche di un mix di tutte e tre. La finalità è sempre far ‘ricompattare’ la pelle in modo da poter poi procedere a restituirle la sua naturale elasticità con altri rimedi.

COMPATEZZA DELL’EPIDERMIDE
Oltre a spalmare la crema per eliminare i brandelli di pelle, si può cercare di recuperare la compattezza dell’epidermide. Il nutrimento può arrivare da un gran numero di erbe, che favoriscono l’idratazione. Si può quindi prendere l’abitudine di bere almeno una volta al giorno una tisana alla calendula o ai frutti di bosco, al limone, alla camomilla o alla menta.

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Prendere il sole in gravidanza: le regole da seguire per la sicurezza nostra e del nostro bambino

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO GRAVIDANZA PANCIA MATERNITA MAMMA GINECOLOGIA CONCEPIMENTO PARTO PANCIONE FIGLIO MADRETutte le donne che hanno avuto almeno una gravidanza hanno sicuramente notato che la loro pelle in quei giorni era diventata più sensibile. Questo è dovuto allo stato ormonale tipico della dolce attesa. Anche questo fa parte di tutti quei cambiamenti a cui assistiamo durante i 9 mesi di gestazione. Non dobbiamo dimenticare però che questa maggior sensibilità va estesa anche all’esposizione solare. E per questo motivo dobbiamo sempre prendere delle precauzioni ogni volta che ci mettiamo al sole per abbronzarci un po’.

Continua la lettura su https://www.periodofertile.it/gravidanza/prendere-il-sole-in-gravidanza-le-regole-da-seguire#:~:text=Anche%20questo%20fa%20parte%20di,sole%20per%20abbronzarci%20un%20po’.

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La giornata ideale per avere un’abbronzatura perfetta

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA IN SPIAGGIA MARE ESTATE ABBRONZATURA SOLE CALDO VACANZE ABBRACCIOIn genere l’obiettivo di tutti in questo periodo è conquistare una splendida abbronzatura. Certo, per realizzare questo desiderio non è necessario sdraiarsi sotto il sole come le lucertole per tutto il giorno, con il rischio di incorrere in qualche spiacevole scottatura, per non parlare dei danni permanenti che il sole provoca alla pelle ed alla salute. Come fare, allora, per guadagnare una tintarella uniforme senza incappare in rischi? Vediamolo insieme.

La giornata ideale per un’abbronzatura perfetta in poche, semplici mosse

Ore 9.00 colazione leggera con fette biscottate e marmellata ed un succo di pomodoro o carote. Se avete fretta potete optare per un succo ACE. Fate una rapida doccia esfoliante. Evitate assolutamente di utilizzare deodoranti e profumi a base di alcol che possono provocare reazioni quando vi esporrete al sole.

Ore 10.00 iniziate a spalmarvi la crema solare PRIMA di andare in spiaggia: non tutti lo sanno ma queste creme iniziano a fare effetto dopo un certo periodo di tempo dall’applicazione. Il mio consiglio è di spalmarle circa 30 minuti prima dell’esposizione al sole e per essere efficaci devono essere spalmate regolarmente e generosamente.

Ore 10.30 direzione spiaggia. Per i più fortunati che possono raggiungerla a piedi o in bicicletta la giornata inizia nel migliore dei modi anche per il fisico ed il metabolismo. Arrivati in spiaggia posizionatevi più vicino possibile al bagnasciuga per godere della brezza che arriva dal mare e per avere l’acqua a portata di mano; fate una lunga e lenta nuotata in stile rana per risvegliare ogni muscolo distendendolo e tonificandolo. Fornitevi di kit di sopravvivenza ad una giornata di mare che è composto da: acqua a volontà, telo, creme protettive, cibi antiossidanti (carota, lattuga, ciliegie, pesche gialle, albicocche, anguria, uva), integratori di sali minerali e ombrellone;

Dalle 12:00 alle 15:30, è opportuno difendersi dai raggi solari trascorrendo la maggior parte del tempo all’ombra. Ricordatevi che i raggi solari riescono in parte ad attraversare il telo del vostro ombrellone (specie se è economico) e dei vostri indumenti. Concedetevi un pranzo light, magari a base di tonno, pomodori, insalata; concedetevi un sonnellino sotto l’ombrellone che arricchisce la giornata dedicata al relax. Ricordate di applicare le creme solari ogni 2 ore, scendendo man mano di fattore di protezione. Approfittate dello spazio in cui vi trovate per giocare in spiaggia con la palla, i racchettoni, nuotare e fare sport acquatici, passeggiare in acqua e sulla riva del mare: aumenterete la possibilità di abbronzarvi in modo uniforme e farete del bene a corpo e metabolismo.

Ore 18:00 il corpo ha già fatto il pieno di sole ma non sottovalutate la possibilità di restare in spiaggia per fissare al meglio l’abbronzatura con raggi tenui del sole. Rientrati in casa concedetevi una doccia rinfrescante ed un ricco passaggio di crema idratante.

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Vuoi abbronzarti in totale sicurezza? Scopri a quale fototipo appartieni

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare abbronzarti sicurezza quale fototipo appartieniIl fototipo di una persona è una classificazione utilizzata in medicina, determinata sulla qualità e sulla quantità di melanina presente in condizioni basali nella pelle. Esso indica le reazioni della pelle all’esposizione alla radiazione ultravioletta ed il tipo di abbronzatura che è possibile ottenere tramite essa. Conoscere il proprio fototipo è il punto di partenza fondamentale per preservare la salute della propria pelle e per comportarsi correttamente durante l’esposizione alla radiazione ultravioletta della luce solare. La medicina distingue sei tipi di fototipo nell’adulto:

Fototipo 1

Caratteristiche: pelle bianca, lentiggini, capelli rossi, occhi chiari, celesti o verdi.

Sarebbe il caso di iniziare ad assumere degli integratori a base di betacarotene e flavonoidi un paio di settimane prima della partenza, per stimolare la produzione di melanina continuando per il soggiorno”. Attenzione: bisogna partire lentamente, con 15 minuti di esposizione il primo giorno arrivando a mezz’ora solo dopo una settimana. Come filtro, protezione molto alta in crema almeno fino al settimo giorno.

Fototipo 2

Caratteristiche: pelle rosata, capelli biondi, occhi chiari ma anche nocciola pallido

“In questo caso – dice l’esperto – bisognerebbe assumere fin da 15 giorni prima uno o più integratori per via orale a base di betacarotene e flavonoidi, proprio come nel primo caso. L’esposizione può aumentare, ma di poco: 20 minuti il primo giorno, mezz’ora dal secondo e massimo un’ora fino alla settimana. Anche in questo caso è indicata una protezione molto alta almeno fino al quarto giorno per poi diminuire. Fino al settimo giorno meglio una crema”. Un consiglio? Mangiate una coppa di more e mirtilli e un paio di fette d’anguria al dì.

Fototipo 3

Caratteristiche: : pelle dorata, capelli castani o bruni, occhi verde scuro o bruni

Per il fototipo 3 conviene seguire prima della partenza le stesse indicazioni del 2, sospendendo però l’integrazione una volta al mare o in montagna. Quanto all’esposizione, si può iniziare con 20-30 minuti per poi salire a 45 dal secondo al quarto giorno. Dal settimo in poi, anche due ore. La protezione indicata è alta fino al quinto giorno, poi media fino alla fine con crema, emulsione o latte”. In questo modo, avrete una pelle caffelatte nel giro di qualche giorno.

Fototipo 4

Caratteristiche: pelle normale/olivastra, capelli neri, occhi marrone scuro

L’indicazione del fototipo 2 rimane valida anche per chi ha la pelle più scura tuttavia si possono scegliere integratori a base di sali minerali, proseguendo per tutto il soggiorno. Si può partire subito con 30-45 minuti di esposizione fino al quarto giorno e passare a 1-2 per le altre giornate in spiaggia”. In questo caso la protezione indicata è alta all’inizio, media fino al traguardo della settimana e bassa in seguito. Si può scegliere fra gel, olio o latte. Un consiglio? Evitate i cibi piccanti e molto salati, favoriscono la sudorazione.

Fototipo 5

Caratteristiche: pelle scura, occhi e capelli scuri

La reazione al sole sarà un’abbronzatura intensa, per cui consiglio una protezione media nei primi giorni per poi passare a una bassa. In ogni caso, un latte a bassa protezione basta a mantenere luminosa l’abbronzatura.

Fototipo 6

Caratteristiche: pelle molto scura/nera, occhi e capelli neri

E’ consigliata una crema protettiva solo nel caso di esposizione continua e costante.

Piccola curiosità: la medicina usa per il bambino una classificazione del fototipo completamente diversa (tre fototipi e non sei).

I migliori prodotti per una abbronzatura luminosa e duratura

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere della tua pelle, in grado di migliorare l’abbronzatura e farla durare a lungo:

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