Nell’elenco delle dipendenze patologiche, una delle forme più preoccupanti ed in aumento è la ludopatia, che diventa anno dopo anno sempre più un Continua a leggere
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Predicatore chiede 54 milioni ai fedeli per comprarsi un jet: “È quello che farebbe Gesù”
Ha chiesto pubblicamente ai suoi numerosissimi seguaci di regalargli la “piccola” cifra di 54 milioni di dollari per potersi comprare un jet privato, spiegando che: “se Gesù fosse sulla Terra oggi non starebbe certo cavalcando un asino”. L’idea viene riportata da Independent, ed il “profeta” che si è umilmente paragonato a Gesù è Jesse Duplantis, sconosciuto in Italia ma famosissimo negli USA, predicatore di 68 anni originario della Lousiana diventato ricchissimo grazie alle sue prediche televisive, che ha pubblicato anche un video sul suo sito web.
Ho posseduto tre jet
Nel video il predicatore avverte i fedeli: “Alcune persone credono che i predicatori non dovrebbero averne ma nella mia vita ho posseduto tre diversi tipi di jet. Credo davvero che i predicatori dovrebbero cercare tutti i mezzi, in tutti i modi disponibili, per portare il vangelo in tutto il mondo. Stiamo pregando Dio per un jet Dassault Falcon 7X nuovo di zecca”.
E’ Dio che me lo chiede
Stando alle parole del “profeta” sarebbe stato direttamente Dio a chiedergli non solo di possedere un jet, ma anche a specificare un tipo specifico di jet: “Dio mi ha detto: ‘Jesse, vuoi venire dove sono? Voglio che tu lo faccia con un Dassault Falcon 7X. Non ti ho chiesto di pregare per questo, ti ho chiesto di crederci’.” Duplantis ha chiesto quindi ai suoi numerosi seguaci di aiutare lui e sua moglie a finanziare l’acquisto indispensabile a predicare bene: saranno abbastanza generosi (o ingenui) da accontentarlo?
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A 5 anni regala i suoi risparmi al medico che ha curato la mamma dal cancro: “Sono per la ricerca”
Ha messo poche monete da cinque, due ed uno centesimi in una busta con su scritto “da Giovanni” e le ha regalate al medico che ha curato il cancro di sua madre. È la storia di Giovanni, 5 anni, che ha deciso di Continua a leggere
Come smettere di drogarsi o aiutare un amico a smettere
Dipendere da una droga può determinare dei veri e propri drammi, sia nel soggetto, che nella sua famiglia: la tossicodipendenza può infatti generare ripercussioni emotive, psicologiche ed economiche sia sul tossicodipendente che sulle persone in stretto contatto con lui. Se hai una persona cara che fa uso abituale di sostanze, o se tu stesso sei Continua a leggere
Differenza tra carta di credito, di debito (Bancomat) e prepagata ricaricabile
Una volta esisteva solo il Bancomat, ora invece esistono carte di credito, carte di debito, carte prepagate, carte conto tascabili… C’è indubbiamente il rischio di confondersi e non sfruttarne tutte le potenzialità, quindi proviamo oggi a spiegarvi la differenza tra le tipologie di carte più utilizzate.
Carta di debito (Bancomat)
Questa tipologia di carta, definita anche carta di pagamento, o più comunemente Bancomat (dal nome del circuito che utilizza in Italia), consente al suo possessore di utilizzare due servizi principali: il prelievo di denaro presso sportelli automatici e il pagamento del denaro presente nel conto, presso gli esercenti autorizzati. Con questa carta la spesa viene effettuata con la formula pay now, ossia la cifra spesa (o prelevata in contanti) viene addebitata immediatamente sul conto corrente o conto deposito al quale è associata la carta. Ciò significa che l’acquisto non è possibile laddove non ci sia disponibilità della cifra in conto o l’importo superi il massimale previsto dalla carta.
Carta di credito
Contrariamente alla tipologia precedente, con la carta di credito è possibile effettuare acquisti di importi superiori alla effettiva disponibilità del conto. Ciò in quanto il pagamento è regolato dalla formula pay later, ossia l’addebito in conto avviene in un momento successivo all’utilizzo della carta. Le carte di credito comuni (carta di credito a saldo) permettono di posticipare l’addebito alla metà del mese successivo all’acquisto, mentre le carte di credito revolving permettono di dilazionare l’addebito in più rate.
Differenza tra carta di debito e di credito
La principale differenza tra le due tipologie è dovuta quindi al momento in cui viene addebitata la spesa: con la carta di debito spendiamo del denaro di cui siamo già in possesso, con la carta di credito spendiamo non solo una cifra che già possediamo, ma anche una cifra che ipotizziamo di avere disponibile in un prossimo futuro, ma di cui non abbiamo possesso al momento dell’acquisto, fatto che potrebbe risultare un problema quando si soffre di shopping compulsivo. Esistono altre differenze tra i due prodotti: tipicamente la carta di credito è dotata di massimali più elevati, funziona su circuiti di pagamento diversi, e viene richiesta come cauzione per la fruizione di determinati servizi (noleggio auto, prenotazione hotel, ecc). Servizi di credito di questa tipologia prevedono dei costi (così come il fatto di disporre di denaro “in prestito”), tipicamente compresi in un canone annuo, una commissione sulle spese o una commissione sulla rateizzazione del pagamento, laddove previsto, mentre invece una carta di debito ha generalmente costo zero o comunque più basso.
Carta prepagata ricaricabile
È un mezzo di pagamento concesso dall’emittente (banca o società di credito) a fronte di un esborso iniziale da parte del cliente. La caratteristica fondamentale è che l’utente potrà spendere solo il contante precedentemente caricato sulla card. Per comprendere al meglio tale aspetto è utile fare un esempio pratico:
Se l’utente acquista una carta pregata ed effettua una ricarica di 500 euro, potrà completare acquisti per un valore minore o uguale del budget considerato. Se ad esempio l’utente compra abbigliamento per un valore complessivo di 700 euro l’operazione non andrà a buon fine!
Questo ci fa capire come tale strumento sia adatto soprattutto ad una clientela giovane: ad esempio studenti fuori sede che ricevono una ricarica periodica sulla propria carta per far fronte alle spese quotidiane. Fin dal momento della loro introduzione, le prepagate hanno riscontrato un largo successo in tutto il mondo: la clientela privata prima ed aziendale dopo continuano a preferire tale strumento di pagamento alle più costose carte di credito o bancomat visti i costi di gestione praticamente nulli ed un’operatività elevata. Le carte prepagate hanno infatti i costi di gestione più bassi di tutti gli altri sistemi elettronici di pagamento. Esempi di carte ricaricabili sono Postepay e PayPal.
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Senzatetto le regala gli ultimi soldi che ha e lei gli cambia la vita per sempre
Un senzatetto le ha regalato gli ultimi soldi e lei gli ha cambiato la vita. Questa storia arriva dagli Stati Uniti ed ha per protagonisti la 27enne Kate McClure ed il senzatetto Johnny. La donna stava percorrendo l’interstatale 95 a Philadelphia quando la sua macchina si è improvvisamente fermata. Kate a quel punto si è accorta che la benzina era finita e ha iniziato ad andare nel panico. Non sapeva cosa fare ed era molto spaventata, fino a quando il senzatetto – solito rifugiarsi accanto al guard rail – si è avvicinato e le ha offerto il suo aiuto. L’uomo le ha detto di chiudersi in macchina ed è andato a piedi fino al distributore più vicino, comprando una tanica di benzina con gli ultimi soldi che gli erano rimasti. “Tornerò, fidati di me” le ha detto e poco dopo è tornato con una tanica di benzina.
Kate è riuscita a ripartire, ma in quel momento non aveva dei soldi da dare all’uomo. Così il giorno successivo è andata di nuovo a trovarlo, riportandogli i soldi, ma anche qualcosa da mangiare e dei vestiti. I due hanno iniziato a conoscersi e la ragazza ha scoperto che Johnny era un ex Marines e che in passato aveva studiato come paramedico, sino a quando i problemi finanziari e la droga l’avevano portato sulla strada. Colpita dalla storia di Johnny, Kate ha deciso di lanciare una raccolta fondi per Johnny sulla piattaforma GofoundMe. L’obiettivo era di 10mila dollari, ma la giovane è riuscita a raccoglierne quasi 300mila dollari, cambiando per sempre la vita di Johnny.
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Dipendenza da gioco d’azzardo: cosa fare per smettere di scommettere e di giocare
Il gioco d’azzardo, che riguardi il calcio, i cavalli, il poker, le slot machine o qualsiasi altro sistema di scommesse online o dal vivo, a dispetto del nome, non è quasi mai né un gioco, né un vizio, bensì una vera e propria tossicodipendenza dalla dopamina, sostanza che il nostro corpo produce in molte situazioni, tra cui quella del “brivido del gioco” (a tal proposito, leggi anche: Quali sono le funzioni della Dopammina?). Sia chiaro: giocare d’azzardo “ogni tanto” non rappresenta un problema, tuttavia questo articolo si riferisce a quello che nel DSM-5 (la quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) viene descritto come disturbo da gioco d’azzardo (da cui l’acronimo DGA), inserito nel capitolo sui disturbi correlati a sostanze e da addiction. Il DGA è stato definito “dipendenza senza sostanza“ perché, esattamente come un tossicodipendente dipende da una data sostanza, nel disturbo da gioco d’azzardo il giocatore è dipendente da un comportamento.
Sono un giocatore d’azzardo patologico o no?
Per capire se siete o non siete dipendenti dal gioco d’azzardo, vi invitiamo a leggere i seguenti nove punti: se vi ritrovate in almeno quattro tra i seguenti nove sintomi, allora probabilmente siete affetti da disturbo da gioco d’azzardo (anche se ovviamente la valutazione dovrà essere effettuata da un medico).
- ho preoccupazione per il gioco d’azzardo (pensieri persistenti sul gioco). Il giocatore è assorbito dal gioco durante tutta la sua giornata, anche quando non gioca. Per esempio è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a pianificare la prossima impresa di gioco, a trovare nuove tecniche e sistemi per aumentare le possibilità di vincita e ad escogitare modi per procurarsi denaro per giocare;
- ho necessità di giocare sempre più soldi per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato (tolleranza). Esattamente come un tossicodipendente ha bisogno di dosi di sostanza sempre crescenti per provare il piacere che aveva con le prime dosi, allo stesso modo un giocatore patologico ha bisogno di aumentare i soldi giocati per avere lo stesso “brivido” che provava con le prime giocate;
- ho praticato vari tentativi di ridurre il gioco o di smettere, senza riuscirci. Il giocatore patologico, negli attimi di lucidità, si rende conto di avere un problema e tenta di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, tuttavia o non ci riesce affatto, oppure ha successo ma dopo breve tempo ha una ricaduta e torna a scommettere;
- ho irrequietezza e/o irritabilità quando non è possibile giocare d’azzardo. Nei momenti in cui per qualche motivo non può giocare (ad esempio se è a lavoro oppure se non ha soldi per giocare o ancora se sta provando a smettere), il giocatore si sente nervoso e nulla può farlo tornare tranquillo se non il tornare a giocare;
- gioco d’azzardo per evitare il malumore e non affrontare i problemi. Il giocatore d’azzardo patologico gioca per sfuggire ai propri problemi (ad esempio licenziamento, lutto, litigi con il proprio partner) o per alleviare un umore disforico (ad esempio tristezza, senso di impotenza, senso di colpa, ansia, depressione);
- ritorno spesso a giocare nel tentativo di rivincere il danaro precedentemente perso. Nella maggioranza dei casi tutti i giocatori d’azzardo patologici tendono a perdere somme di denaro via via maggiori e ciò li porterà a tornare a giocare sempre più soldi nel tentativo di “rifarsi delle perdite”. Ovviamente questo comportamento è un vero e proprio circolo vizioso che può portare il giocatore alla bancarotta;
- mento agli altri circa l’entità del problema. Tipicamente il giocatore dice bugie o minimizza l’entità del proprio problema con le altre persone, tra cui famigliari, amici e perfino terapeuti e medici. Ad esempio può riferire di giocare 10 minuti al giorno mentre in realtà passa varie ore nel gioco, oppure di spendere pochi euro al giorno mentre in realtà ne brucia centinaia;
- ho perso una relazione o un’opportunità significativa a causa del gioco d’azzardo. Il giocatore patologico può ad esempio aver divorziato, o perso il lavoro, o perso opportunità scolastiche o di carriera a causa del gioco d’azzardo;
- altre persone hanno dovuto farsi carico dei miei problemi finanziari conseguenti al gioco d’azzardo (operazione di salvataggio). Capita spesso che il giocatore arrivi a spendere non solo i propri soldi, ma anche a contrarre pesanti debiti o vendere oggetti importanti (ad esempio automobile o casa). In questi casi altre persone (famigliari, amici…) devono farsi carico di questi problemi, ad esempio con prestiti.
Un circolo vizioso
Se sei qui è perché probabilmente sei un giocatore “problematico” (o lo è un tuo caro) e non riesci a mantenere lucidità e consapevolezza nel momento di puntare. Devi sapere che, anche se sei sicuro del contrario, non lo fai per divertimento e neanche per noia, ma lo fai per avere la tua dose di dopamina ed avere quelle emozioni tra la tua puntata e l’esito del tuo azzardo che ti hanno portato in un circolo vizioso che in realtà è una malattia, una “dipendenza comportamentale”. Questo circolo vizioso non si fermerà mai da solo, perché si autoalimenta, almeno finché ci sono soldi da giocare:
- finché vinci, non riesci a smettere perché credi che sia il “momento buono” quindi continui a giocare;
- quando inizi a perdere, giochi sempre di più per recuperare le perdite;
- quando sei in un periodo in cui sei “in pari”, continui a giocare aspettando la “grossa vincita” che aspetti da tempo.
Tutte queste situazioni – se non controllate, e quasi mai lo sono – portano, statisticamente, quasi sempre, a perdere tutto, momento in cui se va bene si smette di giocare (ma la famiglia è sul lastrico) e se va male si cercano soldi da strozzini o rubando.
Voglia di vincere o paura di perdere?
In tutte le situazioni prima elencate, la voglia di giocare dipende non dalla volontà di vincere soldi (come pensa il giocatore), bensì dalla volontà di provare di nuovo “il brivido” della scommessa, che è essenzialmente alimentato non dalla speranza di vincere, bensì dalla paura di perdere. Un giocatore che si ritrovasse in un casinò dove vince sempre sarebbe inizialmente contento, per poi annoiarsi, in assenza di quel “brivido”, che è correlato ad alti picchi di adrenalina e dopamina: il giocatore si sente vivo e prova piacere finché rischia di perdere, ma senza la paura di perdere si annoierebbe velocemente. Il gioco smette di essere quindi un modo di divertirsi, ma diventa un mezzo per raggiungere la propria dose giornaliera di dopamina, come lo è una dose di eroina per un eroinomane.
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Il circolo vizioso si può spezzare?
E’ dura, ma si può! Vediamo oggi alcuni consigli per spezzare il circolo vizioso della dipendenza da gioco d’azzardo compulsivo e patologico. Ti anticipo che – soprattutto se sei un giocatore accanito da molto tempo – questo non sarà un processo semplice e senza possibili ricadute, ma già il fatto che sei qui oggi significa che hai ammesso di avere un problema di gioco eccessivo, quindi – ti assicuro – sei già un passo avanti! Cominciamo:
1) Prendi un foglio e scrivi i motivi per cui vuoi smettere di giocare. Ecco qui qualche esempio in cui forse ti ritroverai:
- Perché vuoi smettere di perdere soldi inutilmente.
- Perché vuoi smettere di chiedere prestiti a genitori, amici, strozzini e banche per continuare a giocare.
- Perché vuoi ricominciare ad avere relazioni sane con i tuoi amici, con la tua compagna e con la tua famiglia, anziché passare la giornata nelle bische o davanti ad un pc.
- Perché vuoi essere in grado di vivere il presente piuttosto che stare di fronte allo schermo del tuo computer.
- Perché non vuoi essere uno schiavo delle tue dipendenze.
- Perché stai perdendo il sonno, dimenticando di mangiare e ti senti sempre stanco e nervoso a causa del tuo problema.
- Perché senti di aver perso il rispetto per te stesso, la tua dignità e “il controllo sulla tua vita”.
- Perché scommettere sta cominciando a compromettere la tua vita (famiglia, lavoro, salute…).
- Perché vuoi tornare a provare piacere con le vere piccole gioie della vita, e non con il brivido della scommessa.
- Perché l’energia che usi per scommettere, la vuoi invece usare per fare un lavoro normale.
- Perché scommettere in modo compulsivo alla lunga può danneggiare il tuo cervello.
2) Rendi difficile l’accesso ai siti di scommesse. Molte persone passano la maggior parte delle loro giornate davanti a un computer per motivi di studio o di lavoro, quindi la tentazione di fare una capatina in qualche sito di scommesse è alta. Esistono però modi per rendere più complicato l’accesso ad essi.
- Se il tuo lavoro lo concede, evita di navigare in internet il più possibile.
- Esistono dei software che impediscono l’accesso ai siti di scommesse.
- Se puoi, disattiva la connessione a internet quando non ti serve. Crea un rituale elaborato che ti renda più difficile riattivarlo. Scegli una password lunga e complessa.
- Fai in modo di non ritrovarti mai con un computer (o un tablet/pc) da solo.
- Metti delle foto della tua famiglia sulla scrivania dove tieni il computer. Delle foto sorridenti delle persone che ami, magari di tuo fratello da piccolo, potrebbero aiutarti a non tenere atteggiamenti che non approverebbero.
- Per lo stesso motivo usa foto della tua famiglia come sfondo del tuo desktop, tablet e smartphone.
- Pianifica l’uso del tuo pc: lo potrai accendere solo in alcuni orari e lo dovrai tenere spento il resto del tempo.
Leggi anche: Dipendenza da alcol: come fare per smettere di bere alcolici e superalcolici
3) Non smettere di scommettere del tutto. Anche se il metodo migliore per disintossicarti è quello di smettere del tutto nello stesso momento, per alcuni è davvero difficile smettere del tutto dall’oggi al domani, in questo caso potrebbe essere utile un periodo di diminuzione graduale:
- Impegnati per limitare ogni giorno di più la quantità di tempo che passi a scommettere e di soldi: datti dei limiti temporali ed economici.
- Limita il numero di volte al giorno in cui scommetti.
- Limita la quantità di soldi che scommetti abitualmente.

4) Ricompensati per il tuo buon comportamento. Pianifica dei premi per ogni successo raggiunto, ad esempio se riesci a stare un giorno senza scommettere, mangia il tuo dolce preferito o fatti un piccolo regalo, come un paio di scarpe che volevi a tutti i costi. Evita solo di “mettere in palio” una “giocata”: ciò tende a mitizzare ancor di più un comportamento che invece devi imparare a dimenticare.
5) Mantieniti impegnato. La tua dipendenza dalle scommesse può essere nata perché ti sentivi solo, annoiato e non riuscivi a pensare a niente di meglio da fare. Adesso è il momento di prendere la vita nelle tue mani creando una routine significativa che ridurrà al minimo il tempo a tua disposizione per giocare. Ecco come:
- Allenati. Inizia ad amare la corsa, l’escursionismo o gli sport di squadra. Fare attività fisica ti terrà lontano dal computer e dalle sale scommesse e ti farà bene alla salute.
- Fai esercizio ogni pomeriggio, così di sera sarai stanco e preferirai andare a dormire, piuttosto che a giocare alle slot.
- Sviluppa degli hobby che ti tengano lontano dalle scommesse. Dipingi all’aperto, segui un corso di fotografia, ascolta musica, o passa del tempo a leggere nel parco. Fai tutto quello che puoi per allontanarti dal computer.
6) Capisci i motivi alla base. La dipendenza dal gioco d’azzardo spesso è il sintomi di un disturbo d’ansia che non deve essere sottovalutato. Spesso il desiderio di scommettere interviene in un momento in cui ci si sente tristi ed il brivido del gioco è un modo per evitare di pensare ai motivi per cui ci si sente così. Chiediti quali sono questi motivi, anche grazie all’aiuto di un medico e di uno psicoterapeuta.
Leggi anche: Cocaina: effetti a breve e lungo termine e loro durata
7) Sviluppa una relazione importante. Passare del tempo con amici intimi o un partner ti farà sentire più sicuro di te e ti terrà lontano dal gioco d’azzardo.
8) Determina piccole mete personali graduali. A esempio comincia cercando di non scommettere per un giorno, poi per tre giorni consecutivi.

9) Parlane con un amico o col partner. Anche se i tuoi amici non saranno in grado di aiutarti a trovare un modo di uscirne, parlarne semplicemente con qualcuno ti farà sentire meno solo, anche perché probabilmente – vista la diffusione del fenomeno – forse anche lui potrebbe avere lo stesso problema, ed uscirne in due è più facili che da soli.
10) Cancella tutti i conti che hai. Elimina tutti i conti che hai presso siti di scommesse e sale di scommesse.
11) Cerca informazioni e parlane col medico e con lo psicoterapeuta. Se hai cercato di smettere di scommettere da solo e non sei stato in grado di farlo, potresti aver bisogno di chiedere aiuto.
- Trova aiuto su internet. Cerca l’argomento e leggi i consigli delle altre persone che soffrono di problemi simili su forum autorevoli. Tuttavia, se passare tempo su internet scatena la tua dipendenza, riduci al minimo il tempo che passi online o fallo con un amico.
- Parlane col medico e lo psicoterapeuta. Potranno consigliarti le giuste terapie, come quella farmacologica e quella cognitivo-comportamentale.
Se credi di avere un problema di dipendenza da gioco d’azzardo, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.
Per approfondire:
- Disturbo da gioco d’azzardo: diffusione, caratteristiche cliniche e interferenze sociali e professionali
- Disturbo da gioco d’azzardo: valutazione clinica, criteri, strumenti e test usati nella diagnosi
- Disturbo da gioco d’azzardo, terapie non farmacologiche: psicoterapia cognitivo comportamentale e SerD
- Disturbo da gioco d’azzardo: esposizione a segnali evocati, colloquio motivazionale, terapia famigliare
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- Disturbo da gioco d’azzardo: antidepressivi, litio, antiepilettici e antipsicotici atipici
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Compra sotto casa, rivende su Amazon: guadagna 200mila dollari al mese
Su Amazon sembrerebbe che ormai si trovino le migliori occasioni in assoluto, ma è davvero così? Cosa succede quando invece è la cara vecchia vendita al dettaglio ad offrire il prezzo più basso? E’ su queste domande che Ryan Grant statunitense di 28 anni, ha sfruttato le opportunità, guadagnando migliaia di dollari. Il procedimento, grazie alla app per venditori di Amazon è molto semplice: basta scansionare il codice a barre di un prodotto di un negozio “reale” per capire il suo valore sull’e-commerce. Se il prezzo di un articolo esposto nel supermercato è molto più basso, finisce nel carrello di Grant, che poi si premurerà di rivenderlo online. Facile.
In una prima fase l’attività di vendita su Amazon era dedicata ai libri di testo universitari che Grant raccoglieva a prezzi ribassati organizzando appositi eventi. Poi l’idea di vendere anche altri prodotti, dai videogiochi alle maniglie per le porte. In breve tempo, Grant, oberato dagli ordini, si è affidato ad un servizio di impacchettamento offerto dalla stessa Amazon, che si occupa della spedizione dietro un compenso che, però, permette di ottimizzare i tempi di vendita e i volumi. Nel 2013 Grant inizia a guadagnare abbastanza da abbandonare il suo vecchio lavoro di contabile; tre mesi dopo il profitto mensile aveva già raggiunto i 9mila dollari su 25mila di vendite. Da lì in poi il fatturato avrebbe raggiunto i 200mila dollari mensili.
Ogni settimana l’attività di caccia all’offerta vincente nei negozi e nei supermercati occupa a Grant 30 ore di tempo. I beni che offrono i migliori margini, ha spiegato a Cnbc, sono quelli stagionali: ad esempio, comprare addobbi natalizi a Santo Stefano, per poi rivenderli nell’arco dell’anno. C’è sempre qualcuno che è disposto a comprare nelle stagioni meno prevedibili. Grant si dice convinto che la sua formula sia un business assolutamente replicabile, tanto che per promuovere il suo modello, suggerito a quanti siano insoddisfatti del proprio lavoro, ha aperto anche un blog.
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