Insonnia e disturbo del sonno “limit setting” nei bambini

MEDICINA ONLINE COMPLESSO DI EDIPO BAMBINO BIMBO MASCHIO FIGLIO MADRE MASCHIETTO AMORE SIGMUND FREUD FASE ORALE ANALE FALLICA FAMIGLIA PADRE UOMO DONNA PSICOLOGIA PEDAGOGIA SCUOLA MENTEIl disturbo del sonno “limit setting” (cioè il “disturbo del sonno da mancata identificazione del limite“) viene classificato come appartenente al gruppo dei disordini estrinseci del sonno, che sono una modalità delle insonnie infantili.

Descrizione

Si tratta di una forma di riduzione del tempo di sonno che usualmente insorge nell’età in cui il bimbo recupera un’autonomia motoria che gli permette di allontanarsi volontariamente dal posto per dormire. Fino a quel momento, l’incapacità psicologica e/o motoria ad uscire autonomamente dal letto costituisce il limite che confina il bambino nell’ambiente adibito al sonno, ciò che diventa rapidamente un condizionamento positivo all’addormentamento stesso: nel momento in cui il bambino cresciuto acquista la capacità e la coscienza di poter superare da solo quel limite logistico, la definizione del limite si costituisce o per autocontrollo o per il prevalere delle regole che gli adulti impongono.

Sintomi e segni

Il bambino con questo disturbo, al contrario di dormire, al momento di addormentarsi inventa invece una serie di «sotterfugi» che hanno l’intento di prolungare il periodo della veglia e di permettergli di rimanere al di fuori del «limite» sia temporale che logistico: bisogno di bere, bisogno di andare al bagno, paura del buio o del temporale, nostalgia della mamma per raggiungerla nel suo letto ed altre “scuse” per non dormire.

La perdita di sonno non è solo del momento di addormentarsi, ma può reinstaurarsi (per il ripetersi del «cerimoniale» comportamentale) anche nel cuore della notte, successivamente ad un risveglio notturno; in questo caso, la sonnolenza dei genitori potrà far perdere forza a quelle regole che invece di giorno erano state poste con sufficiente incisività. La mancanza di direttive precise può far sorgere nel bambino una situazione di ansia, che a sua volta rinforza il meccanismo dell’insonnia e amplifica il disturbo.

Il posticipare l’addormentamento ed il risvegliarsi frequente durante la notte, determina sonnolenza ed irritabilità diurna nel bambino, che può anche avere un calo nel rendimento scolastico.

Cause

La scomparsa del disturbo è condizionata dalla capacità, da parte di chi accudisce il bambino, di far recepire il messaggio che il momento di andare a letto è definito da regole inderogabili; se il bambino capisce che non ci saranno eccezioni, abbastanza rapidamente abbandonerà le richieste dilatorie e acquisirà un costume abbastanza ripetitivo e positivo per quanto riguarda l’addormentamento; tanto più che la «relativa rigidità» del genitore finisce in realtà per dargli sicurezza, eliminando, con l’eventuale ansia precedentemente presente, un’ulteriore causa dell ‘insonnia da «limit-setting».

Terapie

L’unica terapia efficace è quella di far comprendere al bambino che dormire è importante e necessario per la nostra vita, che il momento di dormire non può essere posticipato a nostro piacimento e che – dal momento che le ore della notte sono limitate e che il giorno dopo bisogna andare a scuola – posticipare l’addormentamento crea un inevitabile disagio il giorno dopo.

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