Il dilemma del porcospino: empatia e giusta vicinanza tra individui nella società

MEDICINA ONLINE PSICOLOGIA Arthur Schopenhauer Il dilemma del porcospino MENTE VICINANZA ANIMALI NATURA SONNO DORMIRE PET CUCCIOLO CUTE ANIMAL SLEEPING.jpgCome ben sapranno gli appassionati del bellissimo anime giapponese Neon Genesis Evangelion, in psicologia esiste una parabola ideata dal grande filosofo tedesco Arthur Schopenhauer chiamata “Il dilemma del porcospino”, metafora dei rapporti interpersonali, contenuta nel suo “Parerga e paralipomena”, volume II, capitolo XXXI, sezione 396. 

Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione. Così il bisogno di società, che scaturisce dal vuoto e dalla monotonia della propria interiorità, spinge gli uomini l’uno verso l’altro; le loro molteplici repellenti qualità e i loro difetti insopportabili, però, li respingono di nuovo l’uno lontano dall’altro. La distanza media, che essi riescono finalmente a trovare e grazie alla quale è possibile una coesistenza, si trova nella cortesia e nelle buone maniere. […] Con tale distanza il bisogno del calore reciproco è soddisfatto in modo incompleto, in compenso però non si soffre delle spine altrui. Colui, però, che possiede molto calore interno preferisce rinunciare alla società, per non dare né ricevere sensazioni sgradevoli.

I porcospini vicini tra loro si feriscono reciprocamente con gli aculei, ma i porcospini troppo lontani tra loro muoiono assiderati. Le soluzioni sono due: o avvicinarsi quel tanto che basta per non ferirsi e scaldarsi comunque, o avere talmente calore da poter uscire dal gruppo senza morire assiderati. Nella società queste soluzioni corrispondono rispettivamente all’accontentarsi di stabilire con gli altri una distanza di sicurezza che sopperisca, pur in maniera incompleta, al bisogno del contatto reciproco, oppure l’evitare del tutto il relazionarsi con gli altri esseri umani, purché si possieda un “calore interno” sufficiente a resistere al vuoto ed alla monotonia dell’esistenza in solitudine, rinunciando alla società.

Il dilemma del porcospino è molto importante per un medico, un’infermiere o per tutti quei casi in cui il proprio lavoro serve ad aiutare altre persone in momenti difficili delle loro vite. Il medico deve essere abbastanza “vicino” emotivamente al paziente, per evitare di essere freddo con lui, pur tuttavia deve essere abbastanza “lontano” da lui per evitare di farsi coinvolgere emotivamente, fatto che potrebbe portare il medico a svolgere male il proprio lavoro. In un’altra situazione simile, perennemente “in equilibrio sul filo”, si trova un professore nei confronti dei suoi studenti: l’essere troppo rigido potrebbe portare l’alunno ad odiare per sempre la sua materia, ma l’essere troppo permissivo potrebbe portare l’alunno ad impegnarsi poco negli studi. Cosa fare quindi? Il professore migliore non è né troppo buono, né troppo cattivo: deve essere “giusto” come “giusta” deve essere la distanza di sicurezza tra i due ruoli. A tal proposito vi consiglio di leggere anche: Insegnare bene significa…

Il dilemma del porcospino entrò fortemente a far parte della psicologia quando fu riscoperto da Sigmund Freud nel suo “Psicologia delle masse e analisi dell’Io“. Il neurologo e psicoterapeuta austriaco affermò che il suo viaggio negli Stati Uniti nel 1919 fu dovuto a questo: “vado negli USA per scovare qualche porcospino selvatico e leggere qualcosa”.

Il professore di psicologia statunitense Jon Maner e i suoi colleghi (Nathan DeWall, Roy Baumeister e Mark Schaller) hanno fatto riferimento al “problema del porcospino di Schopenhauer” quando interpretavano i risultati di alcuni esperimenti in cui si esaminava come le persone reagissero all’ostracismo e ad altre forme di esclusione. I loro risultati mostrano che, per persone cronicamente ansiose, l’esperienza del rifiuto conduce a divenire relativamente asociali; ma fra persone dalla disposizione maggiormente ottimistica, l’esperienza del rifiuto conduce a intensificati sforzi di avvicinarsi agli altri. I ricercatori conclusero:

…va ricordata la risposta che Schopenhauer stesso suggeriva al dilemma del porcospino: infatti Schopenhauer asseriva che le persone cercano naturalmente una distanza di sicurezza dagli altri. “In questo modo” scriveva “il mutuo bisogno di calore viene soddisfatto solo in parte; ma le persone almeno non si feriscono”.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Pepe, zenzero, curcuma… le 10 spezie disintossicanti contro il raffreddore

MEDICINA ONLINE PEPE DI CAYENNA PEPERONCINO PAPRIKA PAPRICA NERO VERDE GRIGIO ROSA BIANCO SAPORE PICCANTE DIFFERENZA CALORIE RICETTA CUCINA USO CUCINARE SALSA PASTA CARNE PESCE IRRITA GASTRITE FA MALE CONTROINDICAZIONICon l’avanzare dell’inverno il rischio di passare le feste tra raffreddore, influenza e tosse fastidiosa è piuttosto elevato, ma l’alimentazione naturale aiuta a superare questi mesi con le giuste difese ed energie.Per questo ci vengono in soccorso le spezie, preziose alleate di salute e dalle potenti virtù disintossicanti in grado anche di rafforzare il sistema immunitario. Lista alla mano, ecco le dieci spezie da conoscere contro i malanni della stagione fredda e da tenere sempre in dispensa.

1) Curcuma: utilizzata per la preparazione del curry e secondo gli studi ha proprietà antitumorali, basta aggiungerla a fine cottura.

2) Noce moscata: la noce moscata è un potente antisettico in grado di combattere i dolori reumatici e migliorare i processi digestivi. Attenzione a non esagerare: la noce moscata va utilizzata in piccole quantità. Aggiungiamola alle polpette, ai ripieni dei tortellini e dei cannelloni per un pranzo di Natale super profumato e gustoso.

3) Zenzero: mal di gola? Nell’acqua bollente mettiamo lo zenzero fresco tagliato a fettine con un cucchiaio di miele e succo di limone. Questa tisana è super gustosa e combatte i malanni di stagione.

4) Pepe: le varietà di pepe sono tantissime: aggiunto ai piatti dona un sapore intenso. Secondo gli studi ha proprietà diuretiche, antidepressive ed è un elisir di giovinezza in grado di combattere l’invecchiamento. Per approfondire, leggi anche:

5) Zafferano: secondo gli studi il prezioso pistillo ha un effetto antidepressivo e proprietà antiossidanti. Benefico per la salute di occhi e cervello, lo zafferano contrasta l’insorgenza di malattie degenerative.

6) Liquirizia: così gustosa, la liquirizia combatte stitichezza, pressione bassa e digestione lenta. Oltretutto, la liquirizia aiuta a espellere il catarro e calma la tosse: un infuso a metà pomeriggio ci restituirà energia e buon umore.

7) Menta: questa aromatica rinfresca, combatte la nausea e il mal d’auto e favorisce la digestione: basta fare un infuso di menta dopo il pasto. Il consiglio? Aggiungiamo la scorza d’arancia o di mandarino e la rosa canina, ricchissima di vitamina C.

8) Peperoncino: quando abbiamo il raffreddore e il mal di gola niente di meglio che un piatto di pasta con olio, peperoncino e aglio: il peperoncino è un cardioprotettore, migliora la circolazione e rafforza le difese immunitarie. Per approfondire, leggi anche:

9) Chiodi di garofano: un tempo venivano utilizzati solo per decorare le arance e preparare il vin brulé, ma masticarne uno allevia i sintomi di nausea e profuma l’alito. L’olio essenziale inoltre contrasta la stanchezza, è analgesico e dà energia.

10) Cumino: perché non aggiungere un pizzico di cumino alle verdure stufate? Secondo gli studi, questa spezia contrasta l’azione dei radicali liberi e stimola la disintossicazione del fegato, contribuendo al benessere dell’organismo.

Se anche voi volete addentrarvi nel gustoso mondo delle spezie, vi consigliamo alcuni prodotti di ottima qualità, selezionati dal nostro Staff di esperti:

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Mi sento solo ed annoiato: le 20 cose da fare a casa per vincere noia e solitudine

MEDICINA ONLINE GIAPPONE JAPAN HIKIKOMORI RECLUSO DENUNCIA MORTE PADRE CASA ROOM HOUSE ALONENoia e solitudine possono “uccidere” una persona, specie quando – per vari motivi – si è costretti a stare da soli a casa per lunghi periodi. Oggi vi consigliamo le 20 cose che potete fare, sia da giovani che da adulti, per ingannare noia, solitudine e tristezza e Continua a leggere

Sesso: a Natale boom di ricerche online e picco di nascite 9 mesi dopo

MEDICINA ONLINE MASTURBAZIONE CRONICA COMPULSIVA OSSESSIVA VIDEO COOLIDGE PORNO WEB INTERNET ONLINE PORNOGRAFIA PORNOGRAFICO SEX SESSO SESSUALITA DISTURBO RIPETUTO EIACULAZIONE SPERMA TESTOSTERONE CERVELLO ORMONI UOMO DONNENel periodo natalizio c’è un’impennata di interesse sul sesso a livello mondiale, un picco che, non a caso, coincide 9 mesi dopo con un boom di nascite, il settembre dell’anno successivo. E’ uno dei dati che emerge da una ricerca pubblicata su Scientific Reports e diretta dal prof. Luis M. Rocha della Scuola di Informatica e Ingegneria dell’Indiana University. Questo studio è il primo sguardo a livello planetario sulla riproduzione umana in relazione agli stati d’animo delle persone e all’interesse per il sesso online ed, attinge a dati provenienti da circa 130 Paesi che includevano le ricerche su Google collegate al sesso dal 2004 al 2014 e il 10% di post pubblici su Twitter dalla fine del 2010 all’inizio del 2014.

Natale e fine del Ramadan

L’analisi ha rivelato che l’interesse per argomenti ‘hot’ ha dei picchi significativi durante le principali celebrazioni culturali o religiose: c’è un maggiore uso della parola ‘sesso’ o di altri termini sessuali nelle ricerche sul web. Questi picchi, poi, corrispondono in modo sostanziale ad un aumento delle nascite 9 mesi dopo nei Paesi in cui sono disponibili dati sulla natalità. Inoltre, l’effetto è stato osservato in due culture diverse: il picco maggiore si è avuto a Natale nei Paesi a maggioranza cristiana e all’Eid-al-Fitr, la celebrazione che segna la fine del Ramadan, nei Paesi a maggioranza musulmana. Un fenomeno che però, curiosamente, non si verifica a Pasqua: forse proprio il clima natalizio, con l’aumentata attenzione ai più piccoli, è in grado di innescare un “effetto famiglia” che va a braccetto con un’aumentata voglia di maternità e paternità.

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Abbassamento della voce: cause, rimedi, quando andare dal medico

MEDICINA ONLINE CORDE VOCALI POLIPI NODULI GRANULOMI VOCE LESIONE PARLARE FONAZIONE LOGOPEDIA NERVI RICORRENTI LARINGE FARINGE GOLA DOVE SONO ANATOMIA A CHE SERVONOL’abbassamento della voce è un disturbo a carico delle corde vocali caratterizzato da alterazioni del tono, che diviene più basso, e del timbro della voce, che diviene più aspro. Il soggetto colpito dall’abbassamento della voce fatica a parlare con un tono naturale. La condizione è espressione di un’infiammazione della laringe che può a sua volta dipendere dalla presenza di alcune patologie.

L’abbassamento della voce indica malattia grave?

Non sempre l’abbassamento di voce è sintomo di una malattia grave. La causa potrebbe infatti risiedere anche in un mal di gola o nell’abuso della voce, in questi casi la condizione si risolve in pochi giorni, tuttavia potrebbe essere anche causato da un tumore della laringe, quindi – specie se il sintomo è prolungato nel tempo – non va mai sottovalutato.

Quali malattie possono causare un abbassamento della voce?

Le patologie che si possono associare all’abbassamento della voce sono le seguenti:

  • infiammazioni della laringe;
  • miastenia gravis;
  • sindrome dell’ovaio policistico;
  • tumori della laringe.

Si ricorda che questo non è un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di persistenza del sintomo.

Quali sono i rimedi contro l’abbassamento della voce?

Non è semplice stilare i rimedi per trattare l’abbassamento della voce dal momento che non è una condizione a sé stante, ma è un sintomo che accomuna diverse patologie. È dunque necessario curare la malattia che ne è alla base. In generale, però, il riposo della voce migliora la condizione, indipendentemente dalla causa. Le persone con l’abbassamento di voce dovrebbero quindi per prima cosa non sovraffaticare evitando di parlare o sussurrare per lunghi periodi, successivamente, se il sintomo continua, il medico dovrà individuare e curare la malattia specifica a monte che genera l’abbassamento di voce.

Abbassamento della voce: quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di abbassamento della voce è sempre bene rivolgersi al proprio medico, in particolare se affetti da una delle malattie correlate a questo disturbo (vedere elenco patologie associate).

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Orphan: esiste davvero l’ipopituitarismo, la malattia citata nel film?

MEDICINA ONLINE Orphan esiste davvero ipopituitarismo la malattia citata nel filmAttenzione: questo articolo contiene SPOILER sul film “Orphan”

Nel 2009 è uscito un film, di genere thriller/horror psicologico, chiamato Orphan, in cui si cita una malattia chiamata “ipopituitarismo” che rende la protagonista (Isabelle Fuhrman, vedi immagine in alto, all’epoca 13enne) esteticamente simile ad una bambina, mentre nella realtà ha oltre 30 anni. Esiste davvero questa malattia? Certamente esiste, anche se i suoi effetti nel film sono un po’ troppo “accentuati” ed inverosimili dal punto di vista medico.

Nell’ipopituitarismo si verifica una diminuzione della secrezione di uno o più degli otto ormoni normalmente prodotti dalla ghiandola pituitaria (anche chiamata “ipofisi“) che si trova nella base del cervello. Quando l’ormone deficitario è quello della crescita (anche chiamato “somatotropina“), si verifica il “nanismo ipofisario” in cui la persona da adulta raggiunge un’altezza massima che solitamente non supera i 120 cm.

Nel nanismo ipofisario il soggetto mantiene proporzioni corporee corrette (braccia e gambe più piccole del normale, ma proporzionate al resto del corpo), fatto questo che lo differenzia dal nanismo acondroplastico, che è una malattia genetica autosomica dominante in cui gli arti NON sono proporzionati al resto del corpo. Nel film la malattia è accentuata: nella realtà una donna ultratrentenne con nanismo ipofisario, apparirà si più “piccola” del normale, ma non certo uguale ad una bambina.

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Differenza tra i vari tipi di disturbo di personalità

MEDICINA ONLINE Un film di Denis Villeneuve. Con Jake Gyllenhaal, Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon, Stephen R. Hart. Thriller psicologico, durata 90 min. - Canada, SpagI disturbi di personalità sono dieci e la psichiatria li divide in tre gruppi principali chiamati cluster:

  • cluster A: caratterizzato da comportamenti “strani”, “bizzarri” (disturbi paranoide, schizoide, schizotipico);
  • custer B: caratterizzato da comportamenti “drammatici”, “instabili” (disturbi antisociale, borderline, istrionico, narcisistico);
  • cluster C: caratterizzato da comportamenti “ansiosi”, “timorosi (disturbi evitante, dipendente e ossessivo compulsivo).

In realtà difficilmente un disturbo della personalità si presenta in maniera così netta e distinta nel paziente: spesso più disturbi coesistono nella stessa persona in modo sfumato.

Cluster A (disturbo paranoide, schizoide, schizotipico)

1. Disturbo Paranoide di Personalità

Il Disturbo di Personalità Paranoide è caratterizzato da una sfiducia diffusa verso gli altri, comprese le persone familiari come gli amici e il partner. La persona teme costantemente che gli altri vogliano nuocergli ed è costantemente alla ricerca di indizi per confermare le sue paure. Questi soggetti sono di indole diffidente e guardinga, e tendono ad interpretare negativamente intenzioni e azioni altrui. Sulla base della loro sospettosità, possono arrivare frequentemente ad attuare rappresaglie e addirittura azioni legali contro le altre persone. In generale, questi soggetti possono aver la tendenza a vivere una vita ritirata e avere difficoltà a impegnarsi in relazioni strette.

2. Il Disturbo Schizoide di Personalità

Coniato da Bleuler nel 1908, il termine ‘schizoide’ designa una naturale tendenza a dirigere l’attenzione verso la vita interiore piuttosto che sul mondo esterno. Nel Disturbo di Personalità Schizoide, la persona è distaccata e distante dal mondo esterno e incline all’introspezione e alla fantasia. Questi soggetti non hanno alcun desiderio di relazioni sociali, affettive o sessuali, sono indifferenti agli altri, alle norme sociali e alle convenzioni, e mancano di risposta emotiva, fino a poter apparire freddi ed insensibili. Raramente questa patologia arriva all’attenzione clinica, in quanto i soggetti affetti da questo disturbo non provano disagio per il loro isolamento, né sono eccessivamente preoccupate dal fatto di avere poche relazioni. Una visione alternativa è che i soggetti affetti da questo disturbo siano molto sensibili: nonostante abbiano un profondo desiderio di intimità, trovano l’iniziare e il mantenere una relazione troppo difficile ed angosciante, e ciò li conduce a ritirarsi nei loro mondi interiori. Per approfondire leggi anche:

3. Il Disturbo Schizotipico di Personalità

Il Disturbo Schizotipico di Personalità è caratterizzato da bizzarrie nell’aspetto, nel comportamento e nella comunicazione, unite ad anomalie di pensiero simili a quelle che si osservano nella schizofrenia. Le anomalie del pensiero possono includere credenze strane, pensiero magico (=convinzioni che i propri pensieri o parole influenzino il mondo, ad esempio possono temere di danneggiare qualcuno facendo pensieri aggressivi), sospettosità, ruminazioni ossessive ed esperienze percettive insolite. Le persone con disturbo schizotipico spesso temono le interazioni sociali e vedono gli altri come malintenzionati. Hanno inoltre “idee di riferimento”, cioè impressioni fugaci che oggetti, persone o situazioni abbiano un significato speciale per loro (ad esempio, possono pensare che i segnali di una vigilessa in mezzo al traffico siano una modalità con cui gli viene comunicato il loro destino). In media, le persone che soffrono di disturbo schizotipico hanno una probabilità relativamente maggiore di sviluppare successivamente schizofrenia.

Leggi anche:

Cluster B (disturbo antisociale, borderline, istrionico, narcisistico)

4. Disturbo Antisociale di Personalità

Il Disturbo Antisociale di Personalità, molto più comune negli uomini piuttosto che nelle donne, è caratterizzato dalla messa in atto di condotte che ledono i sentimenti e i diritti altrui. Questi soggetti tipicamente ignorano le regole e gli obblighi sociali, sfruttano gli altri per ottenere vantaggi personali, sono impulsive e irresponsabili, ostili e violenti e, a fronte dei danni che causano agli altri, non provano colpa. Inoltre, non si prendono la responsabilità dei propri comportamenti ma incolpano gli altri. Questi soggetti sono inclini all’abuso di alcol, di sostanze e non di rado hanno precedenti penali. In molti casi, non ha difficoltà a trovare relazioni, e possono anche apparire personaggi affascinanti (il cosiddetto ‘psicopatico affascinante’). Tuttavia, i loro rapporti sono di solito “di fuoco”, turbolenti e di breve durata.

5. Disturbo Borderline di Personalità

Nel Disturbo di Personalità Borderline, la persona sperimenta cronici sentimenti di vuoto, paure di abbandono e instabilità emotiva. Le relazioni sono intense ma gravemente instabili e tumultuose, caratterizzate da frequenti discussioni, rotture e cambiamenti drammatici nella visione degli altri, con oscillazione tra sentimenti di idealizzazione e totale svalutazione. Gli sforzi disperati per evitare l’abbandono (anche limitato) da persone significative si esplicano in minacce di suicidio e atti di autolesionismo, motivo per cui le persone con questo disturbo giungono più frequentemente di altri all’attenzione clinica. Vi è una inoltre una marcata instabilità nell’immagine di sé, nell’umore (con cambiamenti repentini), esplosioni di rabbia e di violenza (in particolare in risposta alle critiche) e una marcata impulsività, che si manifesta in abuso di sostanze, promiscuità sessuale, abbuffate e altre condotte rischiose.

6. Il Disturbo Istrionico di Personalità

Le persone con Disturbo di Personalità Istrionico cercano sistematicamente l’attenzione e l’approvazione degli altri, dalle quali dipendono fortemente. Spesso possono drammatizzare l’espressione dei sentimenti e apparire come se “recitassero una parte” (‘istrionico’ deriva infatti dal latino ‘histrionicus’, ‘appartenente all’attore’), nel tentativo di attirare l’attenzione. Le modalità di questi soggetti sono vivaci ed espressive, dedicano tipicamente molta attenzione al loro aspetto fisico e si comportano in modo sessualmente provocatorio o impropriamente seducente. Tuttavia, spesso non desiderano una relazione sessuale ma il loro comportamento esprime un desiderio di essere considerati ed accuditi. Date le modalità relazionali utilizzate, le altre persone possono con facilità coinvolgersi emotivamente con questi soggetti, ma i rapporti sono spesso superficiali e poco sinceri. Questo è particolarmente doloroso per loro, che sono particolarmente sensibili alla critiche e al rifiuto.

7. Disturbo Narcisistico di Personalità

Il Disturbo di Personalità Narcisistico prende il nome dal mito di Narciso, un bellissimo giovane che si innamorò del suo riflesso nell’acqua. Nel disturbo narcisistico di personalità, la persona ha tipicamente un senso esagerato del proprio valore (detto “grandiosità”), ha costantemente bisogno di essere ammirato e manca di empatia verso gli altri. Dal momento che credono di essere “speciali” e “superiori”, questi soggetti si aspettano di essere ammirati ed invidiati e si sentono autorizzati a sfruttare gli altri per i propri fini. Agli occhi degli altri, possono sembrare egocentrici, egoisti, insensibili e controllanti. Possono essere molto sensibili a fallimenti, sconfitte e critiche. Se vengono offesi o ridicolizzati, possono essere presi da un impeto di rabbia distruttiva e vendetta detta “rabbia narcisistica”.

Leggi anche:

Cluster C (disturbi evitante, dipendente e ossessivo-compulsivo di personalità)

8. Disturbo Evitante di Personalità

Nel Disturbo di Personalità Evitante, la persona presenta un forte desiderio di affetto e accettazione sociale ma evita i rapporti intimi e le relazioni per timore di essere inadeguata, inferiore, poco attraente e, di conseguenza, di venire criticata e rifiutata. Questi soggetti sono molto trattenuti nelle relazioni sociali, timidi ed isolati, evitano di incontrare persone a meno che non siano certi di piacere, e evitano di esporsi a qualsiasi novità o rischio. A differenza dai soggetti schizoidi, soffrono molto per la loro condizione di isolamento. Questo disturbo è fortemente associato ad esperienze di rifiuto reale o percepito durante l’infanzia. La personalità evitante è simile al disturbo d’ansia sociale.

9. Disturbo Dipendente di Personalità

Il Disturbo di Personalità Dipendente caratterizza persone con bassa autostima e con un bisogno eccessivo che gli altri si prendano cura di loro. Chi è affetto da questo disturbo tende a percepirsi come inadeguato ed incapace di badare a se stesso, tanto che delega decisioni circa questioni quotidiane e responsabilità ad altre persone. Ciò è dovuto in parte anche al fatto che questi soggetti sono riluttanti ad esprimere le proprie opinioni per paura di entrare in conflitto con le persone che si prendono cura di loro. Visto che temono fortemente l’abbandono, fanno di tutto per mantenere le relazioni di cui hanno bisogno. Spesso immaginano di essere “un tutt’uno” con questi altri protettivi, li idealizzano come “competenti” e “potenti” e si comportano nei loro confronti in modo sottomesso. Le persone con disturbo di personalità dipendente spesso si accompagnano con persone con disturbo di personalità di CLUSTER B, che si nutrono di questa considerazione incondizionata.

10. Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità

Il Disturbo di Personalità Ossessivo-Compulsivo (o personalità anancastica) è caratterizzato da tendenza al controllo, perfezionismo e dedizione al dovere e alla produttività a scapito del tempo libero. Questi soggetti sono eccessivamente preoccupati per i dettagli, le regole, le liste, l’organizzazione o gli schemi. Sono persone affidabili, responsabili, metodiche, ma anche rigide e inflessibili. Faticano a prendere decisioni e sono inclini al dubbio poiché sono abituati a considerare tutte le possibili opzioni da vagliare con i relativi pro e contro. Non tollerano gli errori e le imperfezioni, hanno dunque difficoltà a portare a termine le attività iniziate. Sono spesso tese, e tale ansia di fondo nasce dalla percepita mancanza di controllo sulle cose del mondo, che vorrebbero (illusoriamente) controllare. Di conseguenza tollerano difficilmente le “zone grigie” e tendono a semplificare l’universo in azioni o “assolutamente giuste” o “assolutamente sbagliate”. I soggetti con personalità ossessivo-compulsiva sono spesso uomini di successo, in particolare in campi intellettuali. Tuttavia, l’eccesso di coscienziosità li porta a non godere mai dei loro successi. Tipicamente non sono a loro agio nelle situazioni (emotive e relazionali) in cui non hanno controllo o quando sono esposti al cambiamento. Questo disturbo di personalità si differenzia dal Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC), che invece è caratterizzato da pensieri ossessivi indesiderati e azioni che il soggetto si sente obbligato a compiere per scacciare le ossessioni, a tal proposito leggi anche: Che cos’è il Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, come si riconosce, come si cura e come si distingue dal Disturbo ossessivo-compulsivo

Articoli sui disturbi di personalità:

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Roma, separate gemelle siamesi con midollo spinale ed ano in comune

MEDICINA ONLINE SORELLA SIAMESI BURUNDI CHIRURGIA SORELLE MASCHI FRATELLO FEMMINA FIGLI GEMELLI AMICI BAMBINI BIMBI GIOCO PASSEGGIATA BOSCO NATURA AMORE CAMMINARE GIOVENTU FAMIGLIA GENITORI.jpgUn complesso intervento chirurgico è stato eseguito all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: protagoniste Francine e Adrienne, due gemelline siamesi provenienti dal Burundi e separate nell’ospedale della Capitale il 30 novembre scorso. Le piccole, che tra pochi giorni festeggeranno i 7 mesi di vita, erano posizionate schiena contro schiena, unite per la zona sacrale (gemelle pigopaghe, molto rare) e condividevano il midollo spinale e la parte terminale dell’intestino ano-retto compreso lo sfintere anale. L’intervento di separazione si è concluso con successo, fanno sapere oggi i sanitari. In camera operatoria per la maratona chirurgica si sono alternate 4 diverse equipe per un totale di circa 25 persone, coordinate da Pietro Bagolan, direttore del Dipartimento di Neonatologia medica e chirurgica. Le piccole, dopo un periodo in terapia intensiva per i controlli post-operatori, sono ora tornate nella loro cameretta in Neonatologia.

Le 12 ore di intervento

La preparazione all’intervento molto delicato, a cui hanno lavorato medici e specialisti di 5 diverse aree (Neonatologia, Chirurgia plastica, Neurochirurgia, Anestesiologia e Rianimazione, Diagnostica per immagini) è durata 3 mesi e ogni fase è stata studiata e pianificata con l’ausilio di stampe 3D, Tac e risonanze tridimensionali. L’intervento è durato 12 ore. Tutte le parti anatomiche in comune sono state separate e poi ricostruite dai vari team secondo programma e tempi prestabiliti: i neonatologi hanno iniziato separando ano, retto e sfintere, quindi è stato il momento dei neurochirurghi per la separazione e l’immediata ricostruzione del midollo spinale e del sacco durale. Successivamente, in due diverse sale operatorie, i chirurghi neonatologi hanno ricostruito l’area sacrale di ciascuna gemella. I chirurghi plastici hanno terminato la complessa procedura occupandosi del ripristino e della chiusura dei tessuti.

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