Sigaretta elettronica: per smettere di fumare non servono trucchi che spostano il problema

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SIGARETTA ELETTRONICA FUMARE NICOTINA FUMO SMETTEREHo ricevuto questo messaggio da un lettore del sito e ho deciso di pubblicarlo perché offre spunti interessanti.

Buongiorno dottore, sono un ex fumatore “analogico”, e devo dire che a portarmi a smettere è stato anche l’aumento dei prezzi del pacchetto, o quanto meno ha agevolato la scelta. Oggi provo fastidio se qualcuno mi fuma (analogicamente) accanto, ma quando (e capita sempre più spesso) qualcuno mi e-fuma vicino il fastidio cresce, perché alcuni e-fumatori ritengono di non dovermi chiedere il permesso di farlo, forse reputando che, dato che per loro si tratta di un’alternativa salutare (ma lo è?) al fumo, io possa sorbirmi passivamente il loro fumo (o vapore?), senza considerare o meno l’eventualità che io non voglia inalare sostanze che per di più mi sono sconosciute. Inoltre la mancanza di divieti cautelativi per questi prodotti, favorisce la diffusione del fumo elettronico anche e soprattutto in quei locali pubblici dove era stato felicemente bandito il tabacco (non rimpiangerò mai i pub fumosi…).
Ben venga la tassazione e la regolamentazione. Per smettere ci vuole volontà, non trucchi che non risolvono il problema ma lo spostano.

Messaggio firmato

E voi cosa ne pensate?

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Le sigarette sono radioattive e le aziende produttrici ce l’hanno tenuto nascosto per anni

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMO SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA UOMOForse non tutti sanno che tra le circa 4.000 sostanze aspirate con le sigarette, almeno una cinquantina delle quali tossiche e cancerogene, ce ne sono anche di radioattive. Ma il fatto sconvolgente, denunciato dai ricercatori dell’Università di Los Angeles su Nicotine and Tobacco Research è la reticenza a rendere noto questo particolare di cui le aziende sarebbero a conoscenza da molti anni.

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/11_ottobre_27/sigarette-radioattive-polonio-valetto_252c5b10-f98a-11e0-bc4b-5084eabf7820.shtml

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Il pacchetto di sigarette che ti parla e ti invita a smettere di fumare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA UOMOAlcuni ricercatori dell’Universita’ di Stirling, nel Regno Unito, hanno creato a scopo di ricerca dei pacchetti di sigarette davvero particolari: hanno la capacità di… parlare! L’obbiettivo è che sia il pacchetto di sigarette stesso a far smettere di fumare il tabagista, “parlando” direttamente con lui! Due i messaggi audio registrati finora, ma in futuro potrebbero essere di più. I ricercatori dell’Università di Stirling hanno testato il pacchetto parlante su un gruppo di ragazzi di età compresa tra i 16 e i 24 anni ma ben presto saranno testati anche su altre fasce d’età. 

I messaggi incorporati in questi pacchetti di sigarette sono per ora due: il primo messaggio dà un numero di telefono da chiamare per ricevere consigli e aiuto su come smettere di fumare; il secondo messaggio informa il tabagista che le sigarette riducono la fertilità. Coloro che si sono sottoposti all’esperimento hanno dichiarato che questa trovata è abbastanza incisiva, soprattutto per la ripetizione del messaggio: quest’ultimo infatti parte ogni volta che il consumatore apre il pacchetto per prendere una sigaretta. Secondo l’esperimento l’efficacia maggiore si è registrata soprattutto fra le ragazze di circa 16 anni.

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Scatta l’aumento record per le sigarette: un motivo in più per smettere

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZAProprio ieri, 16 ottobre 2013, ho festeggiato un anno da quando ho smesso di fumare. Sono veramente soddisfatto della mia scelta e spero che tutti voi lettori fumatori possiate trovare la forza e la voglia per prendere quel pacchetto che avete in tasca o in borsa e buttarlo definitivamente nella spazzatura. Non volete farlo per la vostra salute? Non volete farlo per la salute dei vostri figli? Non volete farlo per essere più belli e per avere più energia “sotto le coperte”? Presto avrete un motivo in più per smettere, visto che viene ad essere colpito qualcosa che di questi tempi sta soffrendo già veramente molto: il portafogli.

Aumento record

Sta per scattare infatti l’aumento record per le sigarette voluto dal governo e questa non è la sola brutta notizia per i fumatori visto che ulteriori aumenti sono già programmati per i prossimi tre anni. I consumatori delle “bionde” dovranno sorbirsi a partire dal primo gennaio 2014 almeno quaranta centesimi di aumento per ciascun pacchetto. Non che sia il primo, ma, certamente, è l’incremento più consistente mai messo in atto in una volta sola. Il rincaro così come concepito dai tecnici di Fabrizio Saccomanni è programmato per tappe: sarà di ben il 18,7% in tre anni. Dopo i quaranta centesimi del 2014, infatti, seguiranno almeno due aumenti di venti centesimi a pacchetto dal 2015 in poi.

Troppo aumento, minori entrate

Tutto questo serve per ricavare qualche soldo per questa Italia in piena crisi economica, anche se i risultati sperati (le maggiori entrate) potrebbero essere minori delle aspettative. Dovete infatti sapere che proprio l’anno scorso, tra gennaio e giugno del 2012, le vendite di tabacchi lavorati hanno messo a segno un calo del 9%. Detta così sembra che qualche campagna contro il tabagismo abbia sortito l’effetto sperato. E invece no. Semplicemente sembra essere stata raggiunta la soglia massima di tassazione portando il prezzo del pacchetto oltre i 5 euro e quindi nel migliore dei casi qualcuno ha smesso, nel peggiore si è rivolto al mercato di contrabbando delle sigarette. E’ quello che molti prevedono che avverrà anche con l’ultimo aumento dell’IVA: i prezzi aumentano, la gente non compra, i ricavi per lo Stato diminuiscono. Ma l’Economia non è proprio la mia materia, forse è meglio se torno alla mia amata Medicina!

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In forte aumento il numero di minorenni che fuma la sigaretta elettronica

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SIGARETTA ELETTRONICA FUMARE NICOTINA FUMO SMETTEREIl fumo elettronico è un fenomeno consistente anche Oltreoceano, soprattutto fra i giovani. La quota di studenti delle scuole medie e superiori che utilizzano le ‘e-cig’ risulta raddoppiata nel 2012 rispetto all’anno precedente, mostrano i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc): per esempio, uno studente su 10 delle scuole superiori ha dichiarato di aver provato la ‘e-cig’ durante l’anno precedente, mentre nel 2011 era uno a 20.

Circa il 3% dei ragazzi ha dichiarato di aver utilizzato una sigaretta elettronica negli ultimi 30 giorni. In totale, 1,8 milioni di studenti delle scuole medie e superiori ha ammesso di aver ‘svapato’ nel 2012. “E’ un fenomeno che sta prendendo davvero piede fra i giovani”, evidenzia Thomas Frieden, direttore dei Cdc.

Una delle maggiori preoccupazioni tra i funzionari della sanità americana è che le ‘e-cig’ diventino un cancello d’entrata per il fumo ‘vero’ tra giovani che altrimenti non avrebbero mai provato le sigarette. Ma l’indagine ha rilevato che la maggior parte degli studenti che avevano sperimentato la sigarette elettronica, aveva anche fumato sigarette tradizionali. Eppure, uno studente delle scuole medie su 5 non aveva mai acceso una sigaretta normale, così come il 7% dei ragazzi delle superiori. Sempre secondo i dati dei Cdc, il 6% degli adulti nel 2011 aveva provato una ‘e-cig’, una percentuale doppia rispetto al 2010. Per il 2012 i numeri non sono ancora disponibili ma lo saranno a breve.

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La cura estetica migliore? Smettere di fumare!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMO SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA UOMOIn molti mi hanno chiesto come mai in questo sito mi dedico così tanto alla trattazione dello smettere di fumare. Ci pensavo proprio questa mattina ed il rispondere a tutti voi mi da l’occasione di trattare un argomento importante, una cura estetica veramente formidabile, efficace, senza effetti collaterali né controindicazioni ed assolutamente gratuita per tutti, per cui vi consiglio di continuare a leggere.

Per prima cosa rispondo alla vostra domanda. Perché insistere così tanto sullo smettere di fumare? Per almeno quattro motivi di cui uno personale e tre professionali:

1) Ho spento l’ultima sigaretta quasi un anno fa, forse scrivere così tanto sullo smettere di fumare è una maniera inconscia per tenere viva in me la promessa di non fumare mai più.

2) Come medico sento il bisogno di aiutare ed informare più gente possibile sui rischi del fumare e sui sistemi per smettere, tutti i medici dovrebbero condividere con me questa responsabilità (ed invece pare che il mestiere del medico sia quello che statisticamente fuma di più).

3) Trattando da anni di  problemi legati alla dietologia mi è capitato spessissimo di avere a che fare con persone che giungono da me perché sono ingrassate vari kg, proprio a causa dell’aver smesso di fumare. Trattare il sovrappeso da cessazione del tabagismo significa non soltanto dare una dieta e mandare a casa il paziente, ma anche accompagnarlo psicologicamente nei difficili momenti successivi all’ultima sigaretta, quelli non a caso più a rischio di ricaduta.

4) Trattando soprattutto di medicina e chirurgia estetica vi assicuro che qualsiasi trattamento che io vi posso proporre sarà molto più efficace se siete non fumatori o ex fumatori, rispetto a chi viene da me con un pacchetto di sigarette giornaliero sui polmoni.

Proprio a questo proposito vi voglio parlare oggi di come il fumo sia una delle cose peggiori che potete fare se state cercando la bellezza del corpo. Ormai è infatti chiaro il legame tra fumo e invecchiamento cutaneo: le fumatrici sui 50 anni hanno molte più rughe delle loro coetanee che non fumano, ma già prima dei 30 la differenza può essere evidente.

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I danni legati a questo tipo di problema non sono visibili subito, il processo è lento e mediamente ci vogliono circa 10 anni per poter notare quello che dermatologicamente viene descritto come smoker’s face e che ovviamente, non coinvolge soltanto la pelle del viso.

Fumare significa aumentare il processo di ossidazione della pelle e rallentare la microcircolazione dermica e ciò contribuisce alla formazione di vari inestetismi:

1) Più rughe: il numero di radicali liberi aumenta e compromette la sintesi di collagene ed elastina.

2) Colorito spento: i vasi sanguigni si restringono, l’apporto nutritivo e il flusso dell’ossigeno diminuiscono.

3) Couperose: i capillari perdono elasticità e la cute è più soggetta ad arrossamenti e irritabilità cutanea.

4) Rischio cellulite: l’alterazione della microcircolazione favorisce il ristagno dei liquidi e provoca la riduzione del metabolismo.

5) Minori difese: gran parte degli ossidanti dell’organismo viene consumato per contrastare l’azione tossica della sigaretta, così la pelle affronta il difetto degli stress ambientali.

Anche i gesti rituali che accompagnano ogni sigaretta accesa favoriscono tutta una serie di inestetismi:

1) Il continuo movimento delle labbra per aspirare il fumo accentua le rughe in questa zona già molto fragile.

2) La nuvoletta che si forma dopo ogni tiro è nociva quanto il fumo aspirato. L’irritazione degli occhi provoca frequenti lacrimazioni e strizzate che favoriscono la formazione di microrughe.

3) La nicotina provoca macchie antiestetiche in punti sensibili: dita, unghie denti.

Per cui vi ricordate quando all’inizio dell’articolo vi dicevo del trattamento estetico formidabile ed efficace? Questo trattamento è SMETTERE DI FUMARE: non solo è gratuito ma ci guadagnerete parecchi soldi risparmiati!

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Le 10 fasi (più una) che accomunano tutti i fumatori: prima parte

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA OCCHIALI DA SOLE UOMOQuelle che vi sto per descrivere sono, secondo l’esperienza mia e di amici e pazienti fumatori, ex fumatori e mogli/mariti di fumatori, le fasi che attraversa (quasi) chiunque quando passa dallo stato di “non fumatore” al classico “un pacchetto al giorno” fino all’auspicabile “ho smesso di fumare”. Questo articolo è sia per i lettori fumatori che, credo, si ritroveranno facilmente in almeno una delle fasi, ma anche per i non fumatori: voglio dar loro uno “spaccato” della – assurda e in perenne contraddizione con se stessi – vita da fumatore in modo che possano comprendere meglio come funziona la trappola del fumo e magari aiutare una persona cara a smettere di fumare.

1) Fase “Io non diventerò mai un fumatore”
Al liceo andavo al mitico Giulio Cesare di Roma. All’epoca erano presenti vari giornali scolastici fatti dagli studenti, uno di questi era il “No surrender” su cui a volte scrivevo anche io. Uno degli articoli che ho scritto riguardava proprio i danni dal fumo e di quanto io fossi estremamente contrario alle sigarette. Poco più di un anno dopo, durante una gita scolastica a Venezia, mi sono ritrovato a fumare la mia prima sigaretta, spinto da una mia compagna di classe fumatrice. Questo per dirvi che non conta quanto voi siate maldisposti verso le sigarette: tutti i fumatori prima erano non fumatori, ma basta fare qualche tiro per ritrovarsi nel circolo vizioso della tossicodipendenza da nicotina, che dura potenzialmente tutta la vita.

2) Fase “Solo una sigaretta per provare”
Capita il giorno in cui tutti fumano e tu non vuoi essere da meno. Capita che la ragazza o il ragazzo che ti piace fuma e tu non vuoi essere da meno. Capita che il tuo migliore amico fuma ed è più “figo” di te e tu non vuoi essere da meno. Allora fumi la tua prima sigaretta, di solito nel fragore di una tosse esagerata. Pensi che ne vuoi provare solo una, per curiosità, tanto tu non diventerai mai un vero fumatore: a una persona sveglia come te non potrà mai succedere. Ed invece è già successo: non sempre ma molto spesso basta una sola sigaretta per innescare un circolo vizioso che può durare tutta la vita.

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3) Fase “Ne fumo poche, non diventerò mai dipendente dal fumo”
Dopo la prima sigaretta di solito capita che il soggetto non compri le sigarette visto che lui si sente convinto di essere un “non fumatore”. Quello che il soggetto fa è “scroccare” una sigaretta ogni tanto ai suoi amici, che dopo un po’ cominceranno a dirgli “basta fregarmi le sigarette, perché non te le compri?”. Il soggetto fuma poco, a volte può capitare che durante la settimana non fumi per poi farsene un paio il sabato sera. Questo alimenta in lui la convinzione di non essere un “un vero” fumatore perché lui riesce a controllarsi al contrario di tutti i suoi amici che invece fumano abitualmente. “Io fumo solo in occasioni speciali o la sera quando esco con gli amici, un pacchetto mi dura dieci giorni, io non sono un fumatore vero, e poi fumo pure le sigarette light che fanno meno male”. Frasi sentite mille volte, specie dai più giovami. Aiutato da questa convinzione decide, per non sentire i suoi amici lamentarsi, di comprarsi le sigarette. Ma non il pacchetto da 20 (“quello è da veri fumatori”) bensì quello da 10 che è “più adatto alle mie esigenze di non fumatore che fuma solo un paio di sigarette ogni tanto”.

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4) Fase “Da 5 a 10 a 20 sigarette al giorno”
La nicotina è una droga che crea dipendenza, assuefazione e, se negata al corpo, astinenza. Nella maggioranza dei casi ciò porta il fumatore “del sabato sera” ad aumentare sempre più la quantità di sigarette. In un arco di tempo estremamente variabile, e senza rendersene conto, si passa quindi dalle sigarette del week-end, al pacchetto da dieci sigarette ed infine a quello da venti, in alcuni casi perfino quest’ultimo diventa insufficiente a coprire il “fabbisogno giornaliero di nicotina”. Negli ultimi mesi della mia dipendenza io sono arrivato a fumare circa 25 sigarette al giorno. Di solito in questa fase di crescita del consumo, il soggetto è maldisposto ad ammettere agli altri, e soprattutto a se stesso, che non può fare a meno di fumare. Il risultato è che nell’uscita serale con gli amici dice agli altri e si autoconvince che se lui vuole può anche decidere di non fumare quella sigaretta che ha appena preso in mano. Per orgoglio non la fumerà ma nella sua testa per il resto della serata la voglia di fumare sarà altissima come anche il nervosismo. Nessuno riuscirà a convincere un fumatore ottuso che quella voglia e quel nervosismo sono nient’altro che i sintomi dell’astinenza dalla nicotina, esattamente come un eroinomane in astinenza da eroina ha voglia di farsi ed è nervoso.

5) Fase “Sono un fumatore, lo ammetto”
Per leggere questa fase e le successive, continua la lettura con: Le 10 fasi (più una) che accomunano tutti i fumatori: seconda parte

I migliori prodotti per il fumatore che vuole smettere di fumare
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, pensati per il fumatore che vuole smettere di fumare o che ha smesso da poco. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Il pacchetto di sigarette di colore blu chiaro contiene sigarette meno nocive del pacchetto blu scuro?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA OCCHIALI DA SOLE UOMOIn molti paesi, tra cui l’Italia, sui pacchetti di sigarette è vietato scrivere “light” o “leggero” oppure “a basso tenore di catrame”, perchè è stato appurato che tali messaggi inducono nel consumatore l’idea che le sigarette contenute in questi pacchetti siano meno dannose per la salute, cosa assolutamente non vera, anzi vari elementi ci portano a dire che le sigarette “light” facciano addirittura più male di quelle “standard”.
Ma uno studio non molto recente (è del 2009 e tuttavia è assolutamente attuale) ha dimostrato che oltre alla denominazione “light”, ci sono altri aspetti del “packaging” delle sigarette che indurrebbero i consumatori nello stesso errore di considerare alcune “bionde” meno dannose di altre.
Un equipe di ricercatori canadesi dell’Università di Waterloo in Ontario ha infatti evidenziato come anche il colore della confezione, o altre parole utilizzate sul pacchetto, “silver”, “smooth” influenzano l’acquirente.

L’esperimento

Lo studio, pubblicato su Journal of Public Health, si è basato sulle risposte di un cospicuo numero di volontari, 312 fumatori e 291 non-fumatori che sono stati sottoposti all’osservazione di una serie di pacchetti di sigarette, realizzati apposta per l’esperimento. I partecipanti osservavano coppie di pacchetti, che differivano per alcuni aspetti grafici, nel testo e nel colore ed esprimevano le proprie opinioni riguardo al grado di nocività delle sigarette contenute. Nel complesso, lo studio ha rilevato che l’80% dei partecipanti riteneva che la parola “smooth” indicasse un prodotto meno dannoso i quelli evidenziati con la parola “regular”. Allo stesso modo, tra la parola “silver” o “full taste” il 73% degli intervistati pensavano che le sigarette contenute nei pacchetti “silver” fossero meno dannose. Persino i numeri inclusi come parte della marca influenzano la percezione: l’ottanta per cento dei partecipanti riteneva che il prodotto con nel marchio il numero “6” fosse meno nocivo del prodotto presentato con il marchio “10”.

L’importanza del colore

Naturalmente i colori avevano un ruolo importante: più dei tre quarti degli uomini e delle donne che partecipavano allo studio, ritenevano che nel pacchetto di colore blu chiaro ci fossero contenute sigarette meno pericolose per la salute rispetto a quelle contenute nel pacchetto color blu scuro. Un rimedio, già preso in considerazione in moltissimi stati, potrebbe essere quello di introdurre il cosiddetto “plain pakaging”, ovvero la confezione delle sigarette in un pacchetto anonimo e standard, che conterrebbe solo il nome della marca, privo di logo grafico, con colori semplici, bianco o marrone, con sopra riportate le indicazioni degli ingredienti e le raccomandazioni sui rischi per la salute provocati dal fumo. Ciò secondo i ricercatori avrebbe un enorme potere dissuasivo soprattutto nei giovani che sono particolarmente sensibili alla comunicazione attualmente veicolata dalle grafiche e dai colori dei pacchetti.

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