Alopecia e calvizie: differenza tra effluvio e defluvio in telogen e anagen

MEDICINA ONLINE CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA CALVIZIE PELO CAPELLO RASATO DECORSOI termini effluvio e defluvio sono spesso utilizzati in ambito dermatologico e, soprattutto in quello tricologico per indicare una perdita di capelli più o meno importante. Per poter fare una diagnosi adeguata e poter quindi intraprendere la cura più adatta, la prima cosa da fare è senza ombra di dubbio l’esame del tricogramma, cioè un’analisi della condizione di salute del capello. Stabilita la presenza di alopecia, cioè di perdita di capelli dovuta a cause genetiche o psicologiche, bisogna valutare se il fenomeno ha il carattere di effluvio o defluvio, acuto o cronico.

Effluvio

Per effluvio si intende la caduta di alcune centinaia, talvolta migliaia, di capelli al giorno. Tale fenomeno può creare ansia ma, di solito, è benigno e reversibile. In questi casi non vi sono danni al follicolo e, in condizioni di salute ottimali, il capello potrebbe ricrescere senza alcun problema. Nell’effluvio non c’è, quindi, una vera e propria perdita irrimediabile di capelli. Inoltre colpisce un’elevata percentuale di soggetti almeno una volta nella vita a causa dello stress. È possibile distinguere un effluvio in telogen, detto telogen effluvium, ed un effluvio in anagen, detto anagen effluvium.

Effluvio in telogen

Generalmente questo fenomeno segue un episodio emotivamente importante. E’ caratterizzato dalla caduta in telogenfase finale del ciclo vitale del capello, di un elevato numero di capelli al giorno. Il telogen effluvio è un fenomeno forte e di breve durata, che può colpire un numero altissimo di capelli, fino all’85%, provocandone una caduta diffusa che inizia dopo 12-15 settimane e può protrarsi per circa 3 mesi, che è la durata media della fase telogen. Trascorso questo tempo la caduta di capelli si arresta spontaneamente ed i capelli ricrescono.

Effluvio in anagen

Quando l’evento stressante che colpisce il capello nella fase anagen, cioè nella fase di crescita e sviluppo del capello, avviene la caduta di molte centinaia o migliaia di capelli che si manifesta dopo pochi giorni dall’evento che lo ha provocato. In questo caso all’esame del tricogramma il rapporto anagen e telogen può essere normale. Soltanto con l’esame microscopico si potrà osservare che buona parte, fino all’85%, dei capelli caduti sono anagen distrofici, cioè non hanno raggiunto il pieno sviluppo nella prima fase del loro ciclo vitale. La patologia clinica più importante e diffusa di anagen effluvio è l’alopecia areata.

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Defluvio

Per defluvio si intende una caduta di capelli non massiva, come nell’effluvio, ma in questo caso è definitiva e progressiva. Si considera un inizio di alopecia che, se non curata a dovere, si trasformerà nella patologia vera e propria. Anche in questo caso è possibile distinguere tra il telogen defluvium ed l’anagen defluvium.

Defluvio in telogen

E’ una caduta di capelli in telogen e si identifica praticamente con il defluvio androgenetico. Nel defluvio in telogen il numero di capelli caduti non supera il centinaio. L’esame del tricogramma appare leggermente alterato. Tra il 10 ed il 60% dei capelli caduti sono corti, appaiono poi sottili e con bulbi di diametro molto ridotto. Sono pertanto da considerarsi capelli che cadono prematuramente, cioè quando non hanno ancora raggiunto il loro massimo sviluppo.

Defluvio in anagen

Per defluvio in anagen di intende una caduta di capelli nella fase di crescita legata alla perdita progressiva del follicolo. Tra le forme più frequenti di questa forma di defluvio vi sono: il lupus eritematoso discoide, il lichen alopecizzante, la follicolite decalvante (una variante di alopecia cicatriziale), la pseudoarea di Brocq (sempre variante di alopecia cicatriziale).

L’intervento del medico e la scelta della cura sono strettamente legati al tipo di caduta, di qui la differenza tra effluvio e defluvio. Solo il secondo caso richiederà un approccio clinico più intenso e mirato. Nel caso dell’effluvio, invece, la caduta dei capelli si interromperà naturalmente. L’approccio per la cura del defluvio può essere curata con farmaci specifici e, solo in casi estremi e avanzati con il trapianto o l’autotrapianto.

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Alopecia e calvizie: rimedi naturali contro la perdita di capelli

MEDICINA ONLINE CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA CALVIZIE PELO CAPELLO RASATOL’Alopecia androgenetica è una tipologia di calvizie (perdita di capelli) dovuta ad una suscettibilità del follicolo pilifero ad una miniaturizzazione di tipo androgenetico. È la tipologia di calvizie più comune e interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita. L’uomo tipicamente presenta una recessione dell’attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo. Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, e diverse eziologie rimangono sconosciute. La perdita di capelli androgenetica nell’uomo inizia sopra le tempie e al vertice, anche detto calvaria, dello scalpo. Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta.

L’alopecia è un problema multifattoriale, cioè scatenato da più cause, come patologie, stress, malattie autoimmuni, traumi e psoriasi; anche i fattori fisiologici influiscono ed aggravano sicuramente l’alopecia, come l’avanzare dell’età ed il cambiamento ormonale (alopecia androgenetica): in seno ai bulbi capilliferi, il testosterone soggiace all’attività dell’enzima  5-alfa-reduttasi che lo converte velocemente in diidrossi-testosterone: quest’ultimo va a legarsi con i recettori degli androgeni,  di conseguenza il bulbo pilifero si infiamma, il capello cade de il risultato finale è la formazione di minuscoli peletti.

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Farmaci o rimedi naturali?

Prima di adottare qualsiasi tipo di rimedio per contrastare la caduta dei capelli, sarebbe utile sottoporsi ad un controllo specialistico dal tricologo per la valutazione del quadro clinico: lo specialista potrebbe consigliare una cura farmacologica, come il minoxidil, la finasteride e l’estrone solfato, se lo ritiene opportuno, oppure consigliare alcuni rimedi naturali che, seppur meno efficaci nel contrastare la caduta, sono scevri da effetti collaterali significativi. La perdita dei capelli è in genere inevitabile, infatti quando si interrompe il trattamento erboristico, l’alopecia tende a ritornare o comunque ad aggravarsi: i rimedi naturali ad azione topica non agiscono intaccando direttamente l’enzima responsabile della caduta del capello, poiché solamente alcuni farmaci possono bloccare il 5-alfa-reduttasi, impedendo la conversione del testosterone in diidrossi-testosterone. Per coadiuvare tale effetto, possono essere utili integratori a base di serenoa repens, pigeo africano e semi di zucca assunti per os.

Rimedi naturali: effetti

Tra i rimedi naturali rientrano droghe che esplicano principalmente tre funzioni:

  1. Azione astringente: i principi attivi che promuovono quest’attività diminuiscono le secrezioni dei bulbi, agendo come sebo-regolatori (ricordiamo che la crescita del capello può essere “soffocata”, o comunque appesantita, dall’eccesso di sebo, che favorisce anche i fenomeni infiammatori locali).
  2. Attività eudermica: le droghe oleaginose conferiscono elasticità alla cute.
  3. Stimolazione del microcircolo: gli oli essenziali potenziano l’irrorazione sanguigna a livelle del bulbo pilifero. Inoltre, i principi attivi volatili esercitano proprietà disinfettanti (antisettiche).

Tutti i rimedi naturali ad azione topica dovrebbero essere accompagnati dal massaggio del cuoio capelluto, utile per favorire l’irrorazione ematica; nonostante i trattamenti naturali attenuino soltanto il processo dell’inarrestabile perdita dei capelli, sono in grado comunque di rallentare la velocità di metabolizzazione dell’enzima 5-alfa reduttasi, e di esplicare un discreto effetto sull’alopecia androgenetica.

Soluzione alcolica da frizionare

Come abbiamo prima accennato, il massaggio risulta fondamentale per la buona riuscita del prodotto erboristico: infatti, la frizione favorisce l’irrorazione del sangue. Si propone una soluzione alcolica, il che significa che i principi attivi sono sciolti in alcol: sono sufficienti poche gocce di prodotto, che dovranno essere distribuite sui capelli e frizionate fino all’assorbimento.

  • Noce (Juglans regia): il fitocomplesso si caratterizza per la presenza di Juglone, tannini, vitamina A e Vitamine del gruppo B, di conseguenza ne discendono proprietà antinfiammatorie, antisettiche  ed astringenti. La noce trova applicazioni anche in prodotti per il prurito e la desquamazione furfuracea.
  • Olmo (Ulmus campestris): il fitocomplesso è costituito soprattutto da tannini con attività astringente ed antinfiammatoria. L’olmo presenta uno spiccato tropismo cutaneo ed è un ottimo rimedio per le turbe cutanee di natura endogena, come l’alopecia.
  • Timo (Thymus vulgaris): l’olio essenziale, ricavato per distillazione in corrente di vapore, si caratterizza per la presenza di timolo, linalolo, pinene e carvacrolo. Il fitocomplesso promuove attività antibatteriche e balsamiche, determinando una blanda irritazione a livello del bulbo pilifero.
  • Bardana (Arctium lappa): la droga in questione riveste un importante tropismo cutaneo. I tetraterpeni, assieme a poliacetileni e fenoli, concorrono a determinare un’attività antibatterica e seboregloatrice (per questo motivo la bardana s’inserisce anche in prodotti contro la psoriasi). L’olio estratto dalla radice di bardana è molto utilizzato nelle formulazioni anti caduta.

Soluzione acquosa

Il secondo prodotto che analizzeremo è una soluzione acquosa (non alcolica, come il precedente): anche in questo caso è consigliabile frizionare accuratamente il prodotto sul cuoio capelluto.

  • Quillaja saponaria, pianta nota anche come Saponaria, il cui appellativo rimanda alle saponine triterpeniche presenti nel fitocomplesso, in particolare acido quillaico e sapotossine. Contrariamente a ciò che si pensa, applicata sul capello, la Saponaria non produce molta schiuma; è usata come veicolante ed umettante, nonostante il termine “umettante” sia improprio poiché le saponine (tensioattivi) diminuiscono il sebo superficiale.
  • Ortica (Urtica dioica): ricca di componenti azotati, aminoacidi, tannini, sali minerali ed acidi organici; l’ortica è nutriente e promuove l’azione esfoliante, oltre ad avere un’azione antiandrogena.
  • Rosmarino (Rosmarinus officinalis): il suo olio essenziale, costituito soprattutto da monoterpeni a basso peso molecolare, conferisce un’immediata sensazione di freschezza. Inoltre, rallenta la degenerazione del tessuto perché, paradossalmente, esercita un’infiammazione, seppur blanda, del tessuto: in questo modo è favorito il richiamo del sangue, di conseguenza l’irrorazione ai capillari sarà facilitata.
  • Capsico (Capsicum frutescens): il peperoncino è ricco di alcaloidi e vitamine. Come il rosmarino migliora l’irrorazione del cuoio capelluto provocando un’infiammazione potenzialmente utile in presenza di alopecia.

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Differenza tra alopecia maschile e femminile

Quali differenze ci sono tra alopecia androgenetica femminile e maschile?  Cominciamo col ricordare che l’alopecia androgenetica è una tipologia di calvizie (perdita di capelli) dovuta ad una suscettibilità del follicolo pilifero ad una miniaturizzazione di tipo androgenetico. Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, e diverse eziologie rimangono sconosciute. È la tipologia di calvizie più comune e interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita. Tra alopecia androgenetica femminile e maschile vi sono delle differenze molto significative, che è utile conoscere per affrontare il problema in maniera adeguata.

Alopecia androgenetica maschile 

La perdita di capelli androgenetica nell’uomo inizia sopra le tempie e al vertice, anche detto calvaria, dello scalpo. Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta. Questa condizione viene riferita come ‘corona ippocratica’, e di rado progredisce verso una calvizie completa. L’uomo è interessato da miniaturizzazione, ovvero da assottigliamento progressivo del bulbo capillare che comporta, come diretta conseguenza, la creazione di spazi vuoti nel cuoio capelluto. Il follicolo capillare cade e non vi è più la copertura della cute.

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Alopecia androgenetica femminile 

L’alopecia androgenica nella donna viene colloquialmente riferita come ‘calvizie femminile’, benché le sue caratteristiche possano verificarsi anche negli uomini. Causa di solito un diradamento diffuso senza recessione dell’attaccatura, e come la controparte maschile raramente porta a una perdita di capelli completa (alopecia totalis).

Da quanto detto appare già chiara una grande differenza: l’uomo tipicamente presenta una recessione dell’attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo, vedi foto in basso:

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Nella donna l’alopecia androgenetica si manifesta in maniera molto più tardiva rispetto all’uomo. Anche in questo caso si evidenzia con una caduta dei capelli che metterà in risalto il cuoio capelluto. La caduta dei capelli nelle donne in menopausa si caratterizza invece per una forte stempiatura molto simile alla forma maschile.

Altra differenza sostanziale è che mentre nell’uomo le zone colpite da alopecia sono completamente prive di capelli, invece nella donna le zone interessate presentano comunque alcuni capelli, risultando in zone diradate e non completamente glabre.

L’alopecia androgenetica femminile – al contrario della maschile – porta soltanto ad un diradamento dei capelli ma non alla completa caduta dei capelli.

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Quali sono le cause dell’alopecia androgenetica?

Tra alopecia androgenetica femminile e maschile, inoltre, sussistono rilevanti diversità anche per quanto riguarda le cause: mentre nell’uomo il fattore principale è di natura puramente ereditaria, nella donna la calvizie è legata soprattutto ad aspetti di altro tipo, sia di natura endogena che esogena. La calvizie femminile è spesso legata, infatti, a scombussolamenti ormonali, all’utilizzo di alcuni tipi di farmaci o al sottoporsi a determinati tipi di trattamenti medici, a vizi poco salutari quali fumo ed alcol.

Fattori eziologici comuni a uomini e donne comprendono:

  • stress;
  • diete dimagranti eccessivamente severe;
  • carenza di ferro.

Quali possono essere la cure più efficaci contro l’ alopecia androgenetica maschile e femminile?

L’ alopecia androgenetica è la caduta dei capelli di tipo cronico, maschile e femminile, che può essere arginata  attraverso:

  • farmaci,
  • micro trapianto,
  • terapia laser.

Alcuni trattamenti utili per contrastare l’ alopecia androgenetica maschile e femminile sono rappresentati da fiale e shampoo che rinforzano il bulbo pilifero e rallentano la caduta.

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Perché i ragazzi hanno la barba e le ragazze no?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma BARBA BAFFI MODA CHE HA EFFETTI NEGATIVI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneNegli adolescenti maschi comincia a crescere la barba e ciò non avviene nelle ragazze: Per quale motivo? La spiegazione è semplice, ed è racchiusa in una parola: ormoni. Anche le ragazze hanno una peluria più o meno diffusa sul viso, tuttavia questa rimane meno manifesta, mentre nel ragazzo – con l’arrivo della pubertà – si formano i peli terminali (cioè quei peli duri, spessi e pigmentati, assenti prima della pubertà) a causa degli ormoni sessuali maschili, che le ragazze hanno in quantità minore.

Non a caso, nella donna con problemi ormonali, si può verificare irsutismo, una patologia caratterizzata dalla crescita anomala e presenza, nella donna, di peli terminali estesi in sedi tipiche maschili come ad esempio labbro superiore, mento, addome, schiena, intorno all’areola del capezzolo, petto centrale.

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Erezione del pene: come mantenerla più a lungo possibile

MEDICINA ONLINE ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE PAURA TIMORE COPPIA MENTE PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE MATRIMONIO FIDANZATI UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE SEXL’erezione peniena è il processo che porta all’aumento del turgore e delle dimensioni del pene e rappresenta un evento involontario. Tale fenomeno, che rispecchia lo stato di eccitazione sessuale maschile, è sostenuto dall’integrazione di stimoli di varia natura. Per mantenere una erezione a lungo è importante che lo stimolo sessuale che l’ha provocata duri a lungo e che sia intenso. E’ importante che tale impulso non sia solo potente, bensì sia rinnovato di tanto in tanto: l’erezione stabile viene resa più duratura da stimoli mediamente eccitanti rinnovati nel tempo (ad esempio cambiando posizione durante l’amplesso), piuttosto che da un solo stimolo altamente eccitante ma che non viene rinnovato. Di seguito, ecco alcuni consigli per alzare le possibilità di prolungare al massimo la durata delle tue erezioni, ovviamente nessuno di essi è una “pillola miracolosa”, tuttavia vi posso assicurare che sono gli unici che danno realmente risultati sul medio periodo, specie se seguiti simultaneamente. In fondo a questo articolo sono elencati anche alcuni ausili che permettono l’allungamento della lunghezza del pene senza chirurgia, utili anche per facilitare l’erezione.

1) Migliora la tua alimentazione

Alcuni cibi, come quelli grassi, fritti, contenenti zuccheri e trasformati, possono rallentare la circolazione sanguigna in tutto l’organismo e impedirti di mantenere l’erezione. Pertanto, aumenta il consumo di frutta, verdura, cereali integrali e grassi sani per migliorare la circolazione del sangue e mantenere l’erezione più a lungo; a tal proposito leggi: Esistono cibi in grado di migliorare davvero la prestazione sessuale?

2) Pensa più a te stesso

Molti uomini, durante la prestazione sessuale, si preoccupano più del fatto se la donna stia o no provando piacere: ciò genera ansia e può determinare una diminuzione dell’erezione. Impara a pensare di più al tuo piacere! A tal proposito leggi: Vincere l’ansia da prestazione sessuale con il sano egoismo

3) Fai attività fisica regolarmente

L’esercizio fisico può aiutare a migliorare la circolazione del sangue, ridurre, naturalmente, l’ipertensione e il colesterolo, ristabilire l’equilibrio ormonale, ma anche a dimagrire. Tutti questi fattori ti permetteranno di combattere la disfunzione erettile e, quindi, mantenere l’erezione; a tal proposito leggi: Vuoi aumentare il testosterone e combattere l’impotenza? Iscriviti in palestra

4) Mantieni il tuo equilibrio ormonale

La maggior parte degli uomini comincia ad avvertire un calo di testosterone intorno all’età di 50. Lo squilibrio ormonale può dipendere da molteplici motivi, come l’aumento di peso, la cattiva alimentazione e la mancanza di esercizio fisico. Consulta il tuo medico per sottoporti a un controllo dei livelli ormonali e discutere dei trattamenti che possono consentirti di aumentare i livelli di testosterone. A tal proposito leggi: Come aumentare il testosterone per migliorare muscoli e rapporti sessuali

5) Allena il tuo muscolo pubococcigeo

Per mantenere una erezione potente più a lungo, sono molto utili gli esercizi di Kegel, a tal proposito leggi: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce

6) Mantieni una buona igiene orale

Una serie di studi medici hanno dimostrato che la disfunzione erettile è legata alle malattie gengivali. Quindi, usa ogni giorno il filo interdentale e lava i denti almeno due volte al giorno in modo da ridurre il rischio di questa patologia e migliorare la tua capacità di mantenere l’erezione; a tal proposito leggi: Hai mal di denti? Rischi l’impotenza

7) Smetti di assumere steroidi anabolizzanti

Gli steroidi anabolizzanti, di cui alcuni atleti abusano frequentemente, possono causare ipogonadismo (restringimento dei testicoli) e diminuire i livelli di testosterone; a tal proposito leggi anche: Steroidi anabolizzanti: effetti collaterali fisici e psicologici in uomo e donna

8) Impara a gestire lo stress

Le tensioni psicologiche possono aumentare i livelli di cortisolo e adrenalina all’interno dell’organismo, procurando uno squilibrio ormonale e la costrizione dei vasi sanguigni. Se sei una persona stressata, cerca qualche modo per eliminare dalla tua vita i fattori che sono fonte di tensioni o trova un altro modo più sano di gestire lo stress. Pratica la respirazione profonda e lo yoga, ascolta musica oppure dedica più tempo alle tue attività preferite; a tal proposito leggi: Tecniche mentali per sconfiggere l’ansia da prestazione sessuale

9) Consulta il medico riguardo all’assunzione dei farmaci che possono aiutarti a curare la disfunzione erettile

Viagra, Cialis e Levitra sono tutti farmaci che possono aiutarti a combattere questo problema e ti consentono di mantenere l’erezione per periodi di tempo più lunghi; a tal proposito leggi anche: Meglio Viagra, Cialis, o Levitra per trattare la disfunzione erettile? Un utile confronto tra i tre farmaci

10) Consulta il medico per capire se dei farmaci che assumi determinano disfunzioni sessuali

Alcuni farmaci possono ridurre libido e prestazione sessuale, a tal proposito leggi: Quali farmaci possono danneggiare l’erezione?

11) Evita la masturbazione compulsiva

La masturbazione compulsiva con video pornografici online, può determinare difficoltà nel mantenere erezione e disfunzione erettile; a tal proposito leggi:

12) Considera la possibilità di rivolgerti a uno psicoterapeuta per trattare la disfunzione erettile

Se il medico sospetta che i tuoi problemi di erezione siano di natura psicologica – oppure se sei tu ad avere un simile dubbio – valuta l’opportunità di avvalerti della consulenza di un professionista della salute mentale. Un bravo psicologo può aiutarti a superare i problemi di disfunzione erettile.

13) Prova diverse posizioni sessuali per migliorare la circolazione del sangue

Se stai sopra la tua partner o in piedi durante un rapporto sessuale, hai la possibilità di aumentare l’afflusso di sangue al pene e mantenere l’erezione.

14) Indossa il preservativo per ridurre la sensibilità

In alcuni casi, potresti avere difficoltà di questo genere se soffri di ipersensibilità durante i momenti di intimità con la tua partner.

15) Usa integratori alimentari

Alcuni integratori (come ginseng, guaranà, ginko biloba ed ossico nitrico), possono aiutarti a mantenere una erezione più potente e duratura. Qui di seguito trovate una lista di integratori acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

16) Bevi alcolici con moderazione

Il consumo eccessivo e frequente di alcol può interferire con le normali funzioni corporee, tra cui la capacità di mantenere l’erezione. Consulta il tuo medico per determinare la quantità di alcol che dovresti limitare in base alle tue condizioni di salute. Preferibilmente evita completamente di assumere alcolici (birra, vino, superalcolici…).

17) Smetti di fumare

Il fumo può restringere i vasi sanguigni e compromettere la circolazione del sangue, causando problemi di erezione. Pertanto, smetti di fumare il prima possibile e segui un programma di disintossicazione dal fumo che ti aiuti a sbarazzarti definitivamente di questo vizio. Leggi anche: Fumo ed alcool causano disfunzione erettile (impotenza)?

18) Parla apertamente col tuo partner delle preoccupazioni relative ai tuoi problemi di erezione

È probabile che abbia idee o suggerimenti su come aiutarti quando fate sesso. Può essere utile se sospetti che le tue difficoltà dipendano dai vostri rapporti sessuali; a tal proposito leggi anche: Mancata erezione da ansia da prestazione: 24 modi per combatterla

19) Rivolgiti al medico

Se l’impossibilità di mantenere una erezione efficace per il tempo necessario ad un normale rapporto, prendi in considerazione anche il consultare un medico che saprà aiutarti nel capire innanzitutto se il problema è solo psicologico (in tal caso uno psicoterapeuta potrà fare al caso tuo) o se coinvolge anche la sfera organica. La disfunzione erettile può essere causata dal diabete di tipo 2, ipertensione, determinati farmaci, stress e anche dal sovrappeso. Per risolvere questo problema, il medico ti consiglierà il trattamento più corretto e adatto al tuo quadro clinico.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: http://amzn.to/2HRt3Ah

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Dermatite seborroica: immagini, sintomi, calvizie, dieta, shampoo e farmaci

MEDICINA ONLINE DERMATITE SEBORROICA IMMAGINI NUCA CUOIO CAPELLUTO CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA AREATA O ANDROGENETICA DIFFERENZE CALVIZIE PELO CAPELLO RASATO DECORSO 1La dermatite seborroica (chiamata anche eczema seborroico) è una dermatite che colpisce principalmente zone come il cuoio capelluto, la faccia, il torace e il condotto uditivo. In particolare, le zone ricche di ghiandole sebacee della pelle hanno una maggiore probabilità di essere colpite. Può essere confusa con la rosacea.

Quanto è diffusa?

La dermatite seborroica interessa il 5% dell’intera popolazione mondiale. Il 90% dei casi è riscontrato nella civiltà occidentale, il 6% nel continente africano e il restante 4% nel resto del mondo. I picchi sono registrati durante l’età infantile, adolescenziale (nella maggior parte delle volte) e nella mezza età. Se la malattia inizia durante la fascia infantile c’è il rischio che rimanga permanente a vita, se invece inizia durante la fascia adolescenziale normalmente si risolve col passare degli anni.

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Cause della dermatite seborroica

La causa di questa patologia non risulta essere ancora chiara: funghi del genere Malassezia, in particolare Malassezia furfur (precedentemente conosciuto come Pityrosporum ovale) e Malassezia globosa, sono presenti in notevole quantità nelle zone colpite.
Tuttavia una precisa relazione con questo fungo non è stata ancora provata. Nelle zone affette si riscontra un incremento della moltiplicazione cellulare, la produzione di sebo non aumenta ma esso cambia di composizione, così da irritare il cuoio capelluto. Inoltre i capelli potrebbero diventare secchi, crespi, arruffati, non uniformi, e soprattutto molto oleosi. Si presenta anche sul viso (attorno al naso e alla bocca, e sulle sopracciglia) e sul glande (sotto forma di pasta bianca, cioè pelle morta mista a secrezioni liquide, da non confondere col normale smegma). La causa più accreditata tra i ricercatori è una elevata sensibilità del soggetto alla Malassezia furfur. Fattori sospettati di contribuire all’insorgere di tale patologia sono:

  • anomalie del sistema immunitario;
  • condizioni ormonali;
  • malattie neurologiche (es. malattia di Parkinson, ictus);
  • stress;
  • privazione di sonno;
  • carenze vitaminiche: mancanza di biotina (vitamina B8), mancanza di piridossina (vitamina B6).

Segni e sintomi di dermatite seborroica

I sintomi di dermatite seborroica compaiono gradualmente. In genere i primi segni sono la desquamazione della cute e del cuoio capelluto. I sintomi si verificano più comunemente in qualsiasi punto della cute del viso, dietro le orecchie e nelle zone caratterizzate da pieghe della pelle. L’arrossamento e la desquamazione possono verificarsi anche sulla pelle vicino alle ciglia, sulla fronte, ai lati del naso, sul torace e sulla zona superiore del dorso. Frequentemente si evidenziano squame giallastre e untuose, associate a eritema del volto e follicolite del cuoio capelluto. Possono essere presenti piccole croste e talvolta prurito. Quest’ultimo sintomo non sempre è presente ma in alcuni casi può risultare anche intenso. Nei casi più gravi, croste e lesioni squamose giallastre e rossastre compaiono lungo l’attaccatura dei capelli, dietro le orecchie, nel canale uditivo, sulle sopracciglia, sul ponte del naso, intorno al naso, sul petto e sulla parte superiore della schiena. Comunemente, i pazienti presentano un leggero arrossamento della pelle, lesioni cutanee squamose e, in alcuni casi, la perdita dei capelli. Altri sintomi includono la presenza di chiazze o croste spesse sul cuoio capelluto, pelle grassa, arrossata, coperta di squame biancastre o giallastre, prurito, dolore e scaglie giallastre e biancastre che possono attaccarsi al fusto del capello.
La dermatite seborroica può verificarsi in bambini molto piccoli, in genere con meno di tre mesi d’età, provocando la comparsa di una crosta giallastra, spessa ed oleosa, intorno l’attaccatura dei capelli e sul cuoio capelluto. Contrariamente a quanto avviene nell’adulto nei bambini il prurito, per quanto possibile, non domina il quadro clinico. Spesso, una dermatite da pannolino di difficile risoluzione si accompagna all’eruzione del cuoio capelluto. Di solito quando questa condizione si verifica nei neonati tende a risolversi in pochi giorni e senza alcun trattamento specifico. Negli adulti i sintomi della dermatite seborroica possono perdurare poche settimane oppure molti anni. La gran parte dei pazienti conosce periodi di benessere che si alternano con periodi di riesacerbazione. Questi ultimi talvolta costringono il paziente a presentarsi ad un dipartimento d’emergenza per essere trattato. Questa condizione viene riferita ad uno specialista quando i tentativi di trattamento standard si sono rivelati infruttuosi.

Dermatite seborroica: foto

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Trattamento

Un’adeguata igiene del cuoio capelluto è fondamentale nel trattamento della dermatite seborroica unita ad una dieta corretta, che comprenda adeguate porzioni di frutta e verdura, per assicurare il corretto apporto di vitamine e sali minerali essenziale per la salute del cuoio capelluto. Il trattamento precoce delle riacutizzazioni è considerato utile ed incoraggiato da parte degli specialisti. In tutti quei soggetti con dermatite coinvolgente il cuoio capelluto e tendenza a “frugare” e “scompigliarsi” o “appiattire” i capelli sono consigliate e risultano particolarmente utili tecniche di modifica del comportamento che possono comportare una marcata riduzione delle escoriazioni cutanee. La terapia raccomandata dai dermatologi è comunque a base di creme e/o shampoo al ketoconazolo o emulsioni corticosteroidee. Lo zinco piritione, il solfuro di selenio e l’octopirox sono alla base di altri shampoo che possono dare un aiuto nel trattamento di questa patologia. Per quanto riguarda il trattamento a base di corticosteroidi non va dimenticato che pomate e lozioni a base di mometasone furoato oppure clobetasolo propionato o ancora fluocinonide sono estremamente efficaci se applicati una o due volte al giorno sulla cute interessata, anche sul volto. Sfortunatamente l’applicazione topica di pomate e lozioni a base di corticosteroidi può accelerare la comparsa di recidive, e può favorire una importante riacutizzazione della condizione a causa di un “effetto di rimbalzo”. Per questo motivo il trattamento steroideo non è incoraggiato se non in casi selezionati e per un uso rigorosamente a breve termine (massimo due settimane). Il coinvolgimento della cute in genere risponde a ketoconazolo, a naftifine oppure a creme, lozioni ed emulsioni basate su ciclopirox olamina. L’interessamento del cuoio capelluto risponde bene a shampoo contenenti ketoconazolo e ciclopirox olamina, singolarmente oppure associati. Gli antistaminici vengono utilizzati principalmente in quei soggetti in cui prevale il prurito e per alleviare l’infiammazione.
Recentemente, la fototerapia si è dimostrata utile nel trattamento della dermatite seborroica. Possono essere utili seboregolatori topici e assumere boswelliaserrata che ha forti proprietà antinfiammatorie. Anche l’olio di semi di ribes nigrum ha proprietà antinfiammatorie ed è simile al cortisone. La caduta dei capelli nella dermatite seborroica è dovuta alla situazione di stress ossidativo presente a livello del bulbo pilifero. La caduta a cui si fa riferimento non è l’alopecia androgenetica, ma un effluvio causato da stress di diversa natura.

Shampoo consigliato

Uno shampoo molto utile contro la dermatite seborroica, consigliato dal nostro Staff medico, è il seguente: https://amzn.to/3qCkbbl

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Alopecia: qual è l’età di insorgenza nell’uomo e nella donna

MEDICINA ONLINE CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA CALVIZIE PELO CAPELLO RASATO DECORSOL’alopecia androgenetica è una tipologia di calvizie (perdita di capelli) dovuta ad una suscettibilità del follicolo pilifero ad una miniaturizzazione di tipo androgenetico. Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo e diverse eziologie rimangono sconosciute. È la tipologia di calvizie più comune ed interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita. L’età di insorgenza è estremamente variabile, anche se in oltre la metà dei soggetti il problema si manifesta macroscopicamente nel periodo di età compresa tra i 30 e i 40 anni, anche se nei casi più gravi tale condizione può esordire molto più precocemente.

Sia nel caso di alopecia androgenetica maschile che femminile la caduta dei capelli può essere essenzialmente di due tipi:

  • alopecia androgenetica rapida: la caduta dei capelli inizia precocemente, dopo la pubertà, in questo caso già a 20/25 anni ci si trova in fase piuttosto avanzata;
  • alopecia androgenetica lenta: la caduta dei capelli si manifesta in modo rilevante in modo più lento, intorno ai 35/50 anni.

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Differenza tra alopecia e dermatite seborroica

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Alopecia areata

Con “alopecia” si intende il processo di diminuzione della qualità e della quantità di capelli. A differenza della caduta di capelli stagionale, l’alopecia è una vera e propria malattia che non dipende da fattori ambientali o stagionali. Le cause dell’alopecia possono essere:

  • genetiche;
  • immunologiche, legate ad esempio a malattie autoimmuni come la tiroidite;
  • nutrizionali, legate a carenze alimentari o malattie come l’anemia;
  • psicologiche, che possono provocare alopecia da stress.

La manifestazione della malattia può avvenire in modo diverso, a seconda del tipo di alopecia di cui si è affetti, androgenetica o aerata.

Superficial Folliculitis

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica (chiamata anche eczema seborroico) è una dermatite, cioè una infezione del derma, una parte della pelle, che colpisce principalmente zone come il cuoio capelluto, la faccia, il torace e il condotto uditivo. In particolare, le zone ricche di ghiandole sebacee della pelle hanno una maggiore probabilità di essere colpite. Può essere confusa con la rosacea. La causa di questa patologia non risulta essere ancora chiara: funghi del genere Malassezia, in particolare Malassezia furfur (precedentemente conosciuto come Pityrosporum ovale) e Malassezia globosa, sono presenti in notevole quantità nelle zone colpite. Tuttavia una precisa relazione con questo fungo non è stata ancora provata. Nelle zone affette si riscontra un incremento della moltiplicazione cellulare, la produzione di sebo non aumenta ma esso cambia di composizione, così da irritare il cuoio capelluto.

Il collegamento tra alopecia e dermatite seborroica risiede nel fatto che spesso una è causa dell’altra e viceversa o – comunque – una è causa di aggravamento dell’altra e viceversa, accellerandone il decorso. E’ però importante ricordare che mentre l’alopecia interessa il cuoi capelluto, la dermatite seborroica invece – come prima accennato – non colpisce necessariamente il cuoio capelluto, bensì può interessare anche altre zone, specie viso, zone auricolari e torace.

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