Erezione maschile: durata media con e senza stimolazione

MEDICINA ONLINE TESTICULAR TESTICOLI PENE PROSTATA SEX SESSO GLANDE SEMEN SPERMA BIANCO GIALLO ROSSO MARRONE LIQUIDO TRASPARENTE EIACULAZIONE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VIAGSe un uomo adulto e sano, senza problemi di disfunzione erettile (impotenza) è eccitato e raggiunge una completa erezione, per quanto tempo è normale che la continui a mantenere stabile?

In presenza di stimoli visivi e/o mentali e/o manuali, l’erezione maschile può virtualmente durare per ore, specie se il soggetto è molto giovane e gli stimoli sessuali sono imponenti. Per mantenere una erezione a lungo è importante però che lo stimolo sessuale non sia solo potente, bensì sia rinnovato di tanto in tanto: l’erezione duratura è mantenuta più stabile da stimoli mediamente eccitanti rinnovati nel tempo, piuttosto che da un solo stimolo altamente eccitante ma che non viene rinnovato.

In assenza di stimoli visivi e/o mentali e/o manuali, l’erezione maschile di un uomo sano ha una durata piuttosto limitata: mediamente il pene tende a perdere turgidità dopo alcuni secondi che è cessato lo stimolo e torna ad uno stadio di completa flaccidità entro un tempo variabile che oscilla tra i 30 secondi ed un minuto.

In assenza di stimoli visivi e/o mentali e/o manuali, l’erezione maschile di un uomo che soffre di disfunzione erettile (psicologica od organica) ha una durata ancora più limitata, generalmente tra i 15 ed i 30 secondi.

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Muscolo soleo: anatomia, infiammazione, dolore, esercizi e stretching

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Anatomia in sintesi

Il soleo origina dalla testa e dal terzo superiore della faccia posteriore della fibula, dalla linea del muscolo soleo della tibia e dall’arco tendineo tra testa fibulare e tibia (arco tendineo del muscolo soleo) distalmente al muscolo politeo. Inserzione: il suo tendine si unisce a quello del muscolo gastrocnemio formando il tendine d’Achille (tendine calcaneare) che va ad inserirsi alla tuberosità calcaneare, nel terzo medio della faccia posteriore del calcagno. Il soleo è l’unico tra i muscoli che formano il tricipite della sura ad essere monoarticolare. E’ innervato dal nervo tibiale (L4-S1).

Leggi anche: Differenza tra distorsione, lussazione, sublussazione e strappo muscolare

Funzioni del muscolo soleo ed importanza nello sport

Con la sua azione flette plantarmente la caviglia e partecipa alla flessione del ginocchio. Sviluppa la sua massima potenza quando, partendo dalla posizione caviglia flessa e ginocchio esteso si contrae per estendere il piede. Il soleo è particolarmente importante nelle discipline di resistenza (alta percentuale di fibre rosse) mentre il gastrocnemio è più un muscolo di potenza.

Leggi anche: Muscolo tricipite della sura: anatomia e funzioni in sintesi

Dolore al soleo

Tipicamente un esercizio intenso o traumi vari possono determinare dolore al polpaccio ed al soleo. I danni più frequenti sono le infiammazioni e gli strappi, inoltre i gemelli ed il soleo sono i muscoli tipicamente interessati da contratture muscolari. Solo una approfondita indagine medica, che spesso utilizza RX ed ecografia ad elevata frequenza, può distinguere la patologia che interessa il polpaccio.

Leggi anche: Sindrome del piriforme: sintomi, esercizi, cura e recupero

Esercizi per il soleo

Gli esercizi da fare sono davvero numerosi. Il miglior allenamento per il muscolo monoarticolare, il soleo, è quello effettuato da seduto sulla macchina di Calf. Qui, infatti, il ginocchio è flesso e i gemelli sono detesi, favorendo lo sforzo e l’allenamento del solo soleo perché non possono contrarsi con tutta la loro potenza. L’esercizio risulterà più semplice nelle palestre dotate di una apposita macchina per il Calf seduto, basterà posizionare le ginocchia sotto il pad e il piede con i talloni fuori dalla pedana, dopo essersi seduti, e alzare ginocchia e peso caricato facendo perno con la pianta del piede. In caso contrario basterà adattare una panca e una pedana bassa per accrescere l’estensione angolare dell’esercizio. Seduti sulla panca con il bilanciere sulle cosce e i piedi stabili sul pavimento è possibile sollevare i talloni e il peso scelto per l’esercizio.

Leggi anche: Muscolo obliquo esterno: anatomia e funzioni in sintesi

Lista di esercizi che coinvolgono il Soleo

Di seguito riporto una lista sintetica di esercizi che coinvolgono il muscolo soleo:

  • Push press davanti
  • Push press dietroSquat al multipower
  • Squat con bilanciere
  • Stacchi da terra con bilanciere
  • Stacchi da terra con bilanciere in posizione sumo
  • Affondi frontali con manubri
  • Affondi laterali con manubri
  • Calf machine in piedi
  • Calf rise con manubrio
  • Front squatLeg press a 45 gradi
  • Leg press orizzontale
  • Pistol squat al multipower
  • Pistol squat con manubri.

Leggi anche: Legamenti: cosa sono, dove si trovano ed a che servono?

Stretching per polpaccio e soleo

Il soleo e il polpaccio sono i muscoli più importanti per l’allenamento dei runners, oltre che degli sportivi, come i calciatori, che corrono a lungo durante l’attività sportiva. Un buon allenamento non può prescindere da una fase di riscaldamento e da una di defaticamento che preveda esercizi di stretching finalizzati proprio ad allungare e poi rilassare questi muscoli. L’obiettivo è quelli di favorirne il riscaldamento tutelandoli dai traumi che potrebbero derivare da uno sforzo fisico improvviso. Nel caso del soleo, che rappresenta uno dei pochi muscoli monoarticolari del corpo umano, gli esercizi da effettuare non sono così banali. Lo stretching tradizionale, infatti, non interessa adeguatamente questo muscolo che, protetto dal polpaccio, non effettua il giusto allenamento. Come risolvere questa situazione? Scegliendo gli esercizi giusti. Il tradizionale allungamento del polpaccio, con ginocchio esteso, deve tenere conto della necessità di allenare e “stirare” anche il soleo. Per questo motivo durante la flessione il ginocchio, invece che esteso, va flesso al fine di consentire una detensione del gastrocnemio a favore dello stretching per il soleo. Questi muscoli sono particolarmente stressati nei runner, soprattutto in condizioni climatiche particolarmente rigide o su percorsi complessi, caratterizzati da salite, montagne, oltre che in atletica leggera. Ecco perché vanno curati con esercizi ad hoc, capaci di tutelarli e prepararli allo sforzo o, al contrario, al riposo dopo l’attività fisica.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Erezione del pene: come provocarla

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVL’erezione peniena è il processo che porta all’aumento del turgore e delle dimensioni del pene e rappresenta un evento involontario. Tale fenomeno, che rispecchia lo stato di eccitazione sessuale maschile, è sostenuto dall’integrazione di stimoli di varia natura:

  • visivi: immagini e video di soggetti nudi e/o nell’atto di compiere atti sessuali;
  • uditivi: suoni e gemiti di soggetti che compiono atti sessuali;
  • olfattivi/gustativi: odori e gusti particolari considerati eccitanti dal soggetto;
  • tattili: carezze, massaggi o anche solo l’essere sfiorati;
  • mentali: ricordi o fantasie di atti sessuali;
  • fisici: la stimolazione diretta del pene come la masturbazione o la penetrazione.

L’impulso sessuale può essere scatenato da qualsiasi stimolo considerato eccitante dal soggetto, sia consciamente che inconsciamente. Può capitare ad esempio che un uomo sia etero ma che l’impulso sessuale sia innescato dalla visione del pene di un altro uomo, oppure può capitare che un oggetto particolare – che non appartiene al campo della sessualità – scateni l’erezione, come nel caso dei feticisti. Anche stimoli generalmente considerati sgradevoli, come il dolore o l’odore di urina/feci, possono determinare eccitazione in alcune categorie di uomini, come anche situazioni particolari che nulla hanno a che fare con la sessualità ma che nel soggetto rimandino a ricordi di una situazione eccitante capitatagli in passato: se – ad esempio estremizzando – un uomo ha avuto in passato un rapporto sessuale nella sala d’attesa di un dentista, il fatto di ritrovarsi in una sala d’attesa di un dentista (o immaginarsi di esserlo) potrebbe essere sufficiente a generare una erezione. Una erezione può essere provocata da stimoli uditivi, ciò diventa particolarmente vero in soggetti che hanno perso la vista e che quindi tendono a dare una importanza maggiore agli altri sensi.
L’erezione può anche essere manifestazione di patologia, come nel caso del priapismo, o rendersi manifesta in situazioni potenzialmente pericolose per la salute come l’asfissia nel bondage o in pratiche sado-masochistiche. Un sogno erotico ha la capacità di determinare erezione durante la notte. L’impulso sessuale può dipendere anche da categorie di persone come nel caso di parafilie come la pedofilia, la gerontofilia o la necrofilia. Anche senso di dominazione o di capacità di esercitare controllo o violenza su un altro essere umano o animale, possono generare eccitazione: l’erezione può essere scatenata virtualmente da qualsiasi emozione umana. A tal proposito leggi anche: Perversioni sessuali: dagli insetti sulle parti intime fino ai pannolini sporchi e le mestruazioni

Per mantenere una erezione a lungo è importante però che lo stimolo sessuale non sia solo potente, bensì sia rinnovato di tanto in tanto: l’erezione duratura è mantenuta più stabile da stimoli mediamente eccitanti rinnovati nel tempo, piuttosto che da un solo stimolo altamente eccitante ma che non viene mai rinnovato.

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Alopecia e calvizie: differenza tra effluvio e defluvio in telogen e anagen

MEDICINA ONLINE CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA CALVIZIE PELO CAPELLO RASATO DECORSOI termini effluvio e defluvio sono spesso utilizzati in ambito dermatologico e, soprattutto in quello tricologico per indicare una perdita di capelli più o meno importante. Per poter fare una diagnosi adeguata e poter quindi intraprendere la cura più adatta, la prima cosa da fare è senza ombra di dubbio l’esame del tricogramma, cioè un’analisi della condizione di salute del capello. Stabilita la presenza di alopecia, cioè di perdita di capelli dovuta a cause genetiche o psicologiche, bisogna valutare se il fenomeno ha il carattere di effluvio o defluvio, acuto o cronico.

Effluvio

Per effluvio si intende la caduta di alcune centinaia, talvolta migliaia, di capelli al giorno. Tale fenomeno può creare ansia ma, di solito, è benigno e reversibile. In questi casi non vi sono danni al follicolo e, in condizioni di salute ottimali, il capello potrebbe ricrescere senza alcun problema. Nell’effluvio non c’è, quindi, una vera e propria perdita irrimediabile di capelli. Inoltre colpisce un’elevata percentuale di soggetti almeno una volta nella vita a causa dello stress. È possibile distinguere un effluvio in telogen, detto telogen effluvium, ed un effluvio in anagen, detto anagen effluvium.

Effluvio in telogen

Generalmente questo fenomeno segue un episodio emotivamente importante. E’ caratterizzato dalla caduta in telogen, fase finale del ciclo vitale del capello, di un elevato numero di capelli al giorno. Il telogen effluvio è un fenomeno forte e di breve durata, che può colpire un numero altissimo di capelli, fino all’85%, provocandone una caduta diffusa che inizia dopo 12-15 settimane e può protrarsi per circa 3 mesi, che è la durata media della fase telogen. Trascorso questo tempo la caduta di capelli si arresta spontaneamente ed i capelli ricrescono.

Effluvio in anagen

Quando l’evento stressante che colpisce il capello nella fase anagen, cioè nella fase di crescita e sviluppo del capello, avviene la caduta di molte centinaia o migliaia di capelli che si manifesta dopo pochi giorni dall’evento che lo ha provocato. In questo caso all’esame del tricogramma il rapporto anagen e telogen può essere normale. Soltanto con l’esame microscopico si potrà osservare che buona parte, fino all’85%, dei capelli caduti sono anagen distrofici, cioè non hanno raggiunto il pieno sviluppo nella prima fase del loro ciclo vitale. La patologia clinica più importante e diffusa di anagen effluvio è l’alopecia areata.

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Defluvio

Per defluvio si intende una caduta di capelli non massiva, come nell’effluvio, ma in questo caso è definitiva e progressiva. Si considera un inizio di alopecia che, se non curata a dovere, si trasformerà nella patologia vera e propria. Anche in questo caso è possibile distinguere tra il telogen defluvium ed l’anagen defluvium.

Defluvio in telogen

E’ una caduta di capelli in telogen e si identifica praticamente con il defluvio androgenetico. Nel defluvio in telogen il numero di capelli caduti non supera il centinaio. L’esame del tricogramma appare leggermente alterato. Tra il 10 ed il 60% dei capelli caduti sono corti, appaiono poi sottili e con bulbi di diametro molto ridotto. Sono pertanto da considerarsi capelli che cadono prematuramente, cioè quando non hanno ancora raggiunto il loro massimo sviluppo.

Defluvio in anagen

Per defluvio in anagen di intende una caduta di capelli nella fase di crescita legata alla perdita progressiva del follicolo. Tra le forme più frequenti di questa forma di defluvio vi sono: il lupus eritematoso discoide, il lichen alopecizzante, la follicolite decalvante (una variante di alopecia cicatriziale), la pseudoarea di Brocq (sempre variante di alopecia cicatriziale).

L’intervento del medico e la scelta della cura sono strettamente legati al tipo di caduta, di qui la differenza tra effluvio e defluvio. Solo il secondo caso richiederà un approccio clinico più intenso e mirato. Nel caso dell’effluvio, invece, la caduta dei capelli si interromperà naturalmente. L’approccio per la cura del defluvio può essere curata con farmaci specifici e, solo in casi estremi e avanzati con il trapianto o l’autotrapianto.

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Alopecia e calvizie: rimedi naturali contro la perdita di capelli

MEDICINA ONLINE CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA CALVIZIE PELO CAPELLO RASATOL’Alopecia androgenetica è una tipologia di calvizie (perdita di capelli) dovuta ad una suscettibilità del follicolo pilifero ad una miniaturizzazione di tipo androgenetico. È la tipologia di calvizie più comune e interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita. L’uomo tipicamente presenta una recessione dell’attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo. Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, e diverse eziologie rimangono sconosciute. La perdita di capelli androgenetica nell’uomo inizia sopra le tempie e al vertice, anche detto calvaria, dello scalpo. Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta.

L’alopecia è un problema multifattoriale, cioè scatenato da più cause, come patologie, stress, malattie autoimmuni, traumi e psoriasi; anche i fattori fisiologici influiscono ed aggravano sicuramente l’alopecia, come l’avanzare dell’età ed il cambiamento ormonale (alopecia androgenetica): in seno ai bulbi capilliferi, il testosterone soggiace all’attività dell’enzima  5-alfa-reduttasi che lo converte velocemente in diidrossi-testosterone: quest’ultimo va a legarsi con i recettori degli androgeni,  di conseguenza il bulbo pilifero si infiamma, il capello cade de il risultato finale è la formazione di minuscoli peletti.

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Farmaci o rimedi naturali?

Prima di adottare qualsiasi tipo di rimedio per contrastare la caduta dei capelli, sarebbe utile sottoporsi ad un controllo specialistico dal tricologo per la valutazione del quadro clinico: lo specialista potrebbe consigliare una cura farmacologica, come il minoxidil, la finasteride e l’estrone solfato, se lo ritiene opportuno, oppure consigliare alcuni rimedi naturali che, seppur meno efficaci nel contrastare la caduta, sono scevri da effetti collaterali significativi. La perdita dei capelli è in genere inevitabile, infatti quando si interrompe il trattamento erboristico, l’alopecia tende a ritornare o comunque ad aggravarsi: i rimedi naturali ad azione topica non agiscono intaccando direttamente l’enzima responsabile della caduta del capello, poiché solamente alcuni farmaci possono bloccare il 5-alfa-reduttasi, impedendo la conversione del testosterone in diidrossi-testosterone. Per coadiuvare tale effetto, possono essere utili integratori a base di serenoa repens, pigeo africano e semi di zucca assunti per os.

Rimedi naturali: effetti

Tra i rimedi naturali rientrano droghe che esplicano principalmente tre funzioni:

  1. Azione astringente: i principi attivi che promuovono quest’attività diminuiscono le secrezioni dei bulbi, agendo come sebo-regolatori (ricordiamo che la crescita del capello può essere “soffocata”, o comunque appesantita, dall’eccesso di sebo, che favorisce anche i fenomeni infiammatori locali).
  2. Attività eudermica: le droghe oleaginose conferiscono elasticità alla cute.
  3. Stimolazione del microcircolo: gli oli essenziali potenziano l’irrorazione sanguigna a livelle del bulbo pilifero. Inoltre, i principi attivi volatili esercitano proprietà disinfettanti (antisettiche).

Tutti i rimedi naturali ad azione topica dovrebbero essere accompagnati dal massaggio del cuoio capelluto, utile per favorire l’irrorazione ematica; nonostante i trattamenti naturali attenuino soltanto il processo dell’inarrestabile perdita dei capelli, sono in grado comunque di rallentare la velocità di metabolizzazione dell’enzima 5-alfa reduttasi, e di esplicare un discreto effetto sull’alopecia androgenetica.

Soluzione alcolica da frizionare

Come abbiamo prima accennato, il massaggio risulta fondamentale per la buona riuscita del prodotto erboristico: infatti, la frizione favorisce l’irrorazione del sangue. Si propone una soluzione alcolica, il che significa che i principi attivi sono sciolti in alcol: sono sufficienti poche gocce di prodotto, che dovranno essere distribuite sui capelli e frizionate fino all’assorbimento.

  • Noce (Juglans regia): il fitocomplesso si caratterizza per la presenza di Juglone, tannini, vitamina A e Vitamine del gruppo B, di conseguenza ne discendono proprietà antinfiammatorie, antisettiche  ed astringenti. La noce trova applicazioni anche in prodotti per il prurito e la desquamazione furfuracea.
  • Olmo (Ulmus campestris): il fitocomplesso è costituito soprattutto da tannini con attività astringente ed antinfiammatoria. L’olmo presenta uno spiccato tropismo cutaneo ed è un ottimo rimedio per le turbe cutanee di natura endogena, come l’alopecia.
  • Timo (Thymus vulgaris): l’olio essenziale, ricavato per distillazione in corrente di vapore, si caratterizza per la presenza di timolo, linalolo, pinene e carvacrolo. Il fitocomplesso promuove attività antibatteriche e balsamiche, determinando una blanda irritazione a livello del bulbo pilifero.
  • Bardana (Arctium lappa): la droga in questione riveste un importante tropismo cutaneo. I tetraterpeni, assieme a poliacetileni e fenoli, concorrono a determinare un’attività antibatterica e seboregloatrice (per questo motivo la bardana s’inserisce anche in prodotti contro la psoriasi). L’olio estratto dalla radice di bardana è molto utilizzato nelle formulazioni anti caduta.

Soluzione acquosa

Il secondo prodotto che analizzeremo è una soluzione acquosa (non alcolica, come il precedente): anche in questo caso è consigliabile frizionare accuratamente il prodotto sul cuoio capelluto.

  • Quillaja saponaria, pianta nota anche come Saponaria, il cui appellativo rimanda alle saponine triterpeniche presenti nel fitocomplesso, in particolare acido quillaico e sapotossine. Contrariamente a ciò che si pensa, applicata sul capello, la Saponaria non produce molta schiuma; è usata come veicolante ed umettante, nonostante il termine “umettante” sia improprio poiché le saponine (tensioattivi) diminuiscono il sebo superficiale.
  • Ortica (Urtica dioica): ricca di componenti azotati, aminoacidi, tannini, sali minerali ed acidi organici; l’ortica è nutriente e promuove l’azione esfoliante, oltre ad avere un’azione antiandrogena.
  • Rosmarino (Rosmarinus officinalis): il suo olio essenziale, costituito soprattutto da monoterpeni a basso peso molecolare, conferisce un’immediata sensazione di freschezza. Inoltre, rallenta la degenerazione del tessuto perché, paradossalmente, esercita un’infiammazione, seppur blanda, del tessuto: in questo modo è favorito il richiamo del sangue, di conseguenza l’irrorazione ai capillari sarà facilitata.
  • Capsico (Capsicum frutescens): il peperoncino è ricco di alcaloidi e vitamine. Come il rosmarino migliora l’irrorazione del cuoio capelluto provocando un’infiammazione potenzialmente utile in presenza di alopecia.

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Differenza tra alopecia maschile e femminile

Quali differenze ci sono tra alopecia androgenetica femminile e maschile?  Cominciamo col ricordare che l’alopecia androgenetica è una tipologia di calvizie (perdita di capelli) dovuta ad una suscettibilità del follicolo pilifero ad una miniaturizzazione di tipo androgenetico. Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, e diverse eziologie rimangono sconosciute. È la tipologia di calvizie più comune e interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita. Tra alopecia androgenetica femminile e maschile vi sono delle differenze molto significative, che è utile conoscere per affrontare il problema in maniera adeguata.

Alopecia androgenetica maschile 

La perdita di capelli androgenetica nell’uomo inizia sopra le tempie e al vertice, anche detto calvaria, dello scalpo. Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta. Questa condizione viene riferita come ‘corona ippocratica’, e di rado progredisce verso una calvizie completa. L’uomo è interessato da miniaturizzazione, ovvero da assottigliamento progressivo del bulbo capillare che comporta, come diretta conseguenza, la creazione di spazi vuoti nel cuoio capelluto. Il follicolo capillare cade e non vi è più la copertura della cute.

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Alopecia androgenetica femminile 

L’alopecia androgenica nella donna viene colloquialmente riferita come ‘calvizie femminile’, benché le sue caratteristiche possano verificarsi anche negli uomini. Causa di solito un diradamento diffuso senza recessione dell’attaccatura, e come la controparte maschile raramente porta a una perdita di capelli completa (alopecia totalis).

Da quanto detto appare già chiara una grande differenza: l’uomo tipicamente presenta una recessione dell’attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo, vedi foto in basso:

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Nella donna l’alopecia androgenetica si manifesta in maniera molto più tardiva rispetto all’uomo. Anche in questo caso si evidenzia con una caduta dei capelli che metterà in risalto il cuoio capelluto. La caduta dei capelli nelle donne in menopausa si caratterizza invece per una forte stempiatura molto simile alla forma maschile.

Altra differenza sostanziale è che mentre nell’uomo le zone colpite da alopecia sono completamente prive di capelli, invece nella donna le zone interessate presentano comunque alcuni capelli, risultando in zone diradate e non completamente glabre.

L’alopecia androgenetica femminile – al contrario della maschile – porta soltanto ad un diradamento dei capelli ma non alla completa caduta dei capelli.

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Quali sono le cause dell’alopecia androgenetica?

Tra alopecia androgenetica femminile e maschile, inoltre, sussistono rilevanti diversità anche per quanto riguarda le cause: mentre nell’uomo il fattore principale è di natura puramente ereditaria, nella donna la calvizie è legata soprattutto ad aspetti di altro tipo, sia di natura endogena che esogena. La calvizie femminile è spesso legata, infatti, a scombussolamenti ormonali, all’utilizzo di alcuni tipi di farmaci o al sottoporsi a determinati tipi di trattamenti medici, a vizi poco salutari quali fumo ed alcol.

Fattori eziologici comuni a uomini e donne comprendono:

  • stress;
  • diete dimagranti eccessivamente severe;
  • carenza di ferro.

Quali possono essere la cure più efficaci contro l’ alopecia androgenetica maschile e femminile?

L’ alopecia androgenetica è la caduta dei capelli di tipo cronico, maschile e femminile, che può essere arginata  attraverso:

  • farmaci,
  • micro trapianto,
  • terapia laser.

Alcuni trattamenti utili per contrastare l’ alopecia androgenetica maschile e femminile sono rappresentati da fiale e shampoo che rinforzano il bulbo pilifero e rallentano la caduta.

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Perché i ragazzi hanno la barba e le ragazze no?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma BARBA BAFFI MODA CHE HA EFFETTI NEGATIVI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneNegli adolescenti maschi comincia a crescere la barba e ciò non avviene nelle ragazze: Per quale motivo? La spiegazione è semplice, ed è racchiusa in una parola: ormoni. Anche le ragazze hanno una peluria più o meno diffusa sul viso, tuttavia questa rimane meno manifesta, mentre nel ragazzo – con l’arrivo della pubertà – si formano i peli terminali (cioè quei peli duri, spessi e pigmentati, assenti prima della pubertà) a causa degli ormoni sessuali maschili, che le ragazze hanno in quantità minore.

Non a caso, nella donna con problemi ormonali, si può verificare irsutismo, una patologia caratterizzata dalla crescita anomala e presenza, nella donna, di peli terminali estesi in sedi tipiche maschili come ad esempio labbro superiore, mento, addome, schiena, intorno all’areola del capezzolo, petto centrale.

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Erezione del pene: come mantenerla più a lungo possibile

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1) Migliora la tua alimentazione

Alcuni cibi, come quelli grassi, fritti, contenenti zuccheri e trasformati, possono rallentare la circolazione sanguigna in tutto l’organismo e impedirti di mantenere l’erezione. Pertanto, aumenta il consumo di frutta, verdura, cereali integrali e grassi sani per migliorare la circolazione del sangue e mantenere l’erezione più a lungo; a tal proposito leggi: Esistono cibi in grado di migliorare davvero la prestazione sessuale?

2) Pensa più a te stesso

Molti uomini, durante la prestazione sessuale, si preoccupano più del fatto se la donna stia o no provando piacere: ciò genera ansia e può determinare una diminuzione dell’erezione. Impara a pensare di più al tuo piacere! A tal proposito leggi: Vincere l’ansia da prestazione sessuale con il sano egoismo

3) Fai attività fisica regolarmente

L’esercizio fisico può aiutare a migliorare la circolazione del sangue, ridurre, naturalmente, l’ipertensione e il colesterolo, ristabilire l’equilibrio ormonale, ma anche a dimagrire. Tutti questi fattori ti permetteranno di combattere la disfunzione erettile e, quindi, mantenere l’erezione; a tal proposito leggi: Vuoi aumentare il testosterone e combattere l’impotenza? Iscriviti in palestra

4) Mantieni il tuo equilibrio ormonale

La maggior parte degli uomini comincia ad avvertire un calo di testosterone intorno all’età di 50. Lo squilibrio ormonale può dipendere da molteplici motivi, come l’aumento di peso, la cattiva alimentazione e la mancanza di esercizio fisico. Consulta il tuo medico per sottoporti a un controllo dei livelli ormonali e discutere dei trattamenti che possono consentirti di aumentare i livelli di testosterone. A tal proposito leggi: Come aumentare il testosterone per migliorare muscoli e rapporti sessuali

5) Allena il tuo muscolo pubococcigeo

Per mantenere una erezione potente più a lungo, sono molto utili gli esercizi di Kegel, a tal proposito leggi: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce

6) Mantieni una buona igiene orale

Una serie di studi medici hanno dimostrato che la disfunzione erettile è legata alle malattie gengivali. Quindi, usa ogni giorno il filo interdentale e lava i denti almeno due volte al giorno in modo da ridurre il rischio di questa patologia e migliorare la tua capacità di mantenere l’erezione; a tal proposito leggi: Hai mal di denti? Rischi l’impotenza

7) Smetti di assumere steroidi anabolizzanti

Gli steroidi anabolizzanti, di cui alcuni atleti abusano frequentemente, possono causare ipogonadismo (restringimento dei testicoli) e diminuire i livelli di testosterone; a tal proposito leggi anche: Steroidi anabolizzanti: effetti collaterali fisici e psicologici in uomo e donna

8) Impara a gestire lo stress

Le tensioni psicologiche possono aumentare i livelli di cortisolo e adrenalina all’interno dell’organismo, procurando uno squilibrio ormonale e la costrizione dei vasi sanguigni. Se sei una persona stressata, cerca qualche modo per eliminare dalla tua vita i fattori che sono fonte di tensioni o trova un altro modo più sano di gestire lo stress. Pratica la respirazione profonda e lo yoga, ascolta musica oppure dedica più tempo alle tue attività preferite; a tal proposito leggi: Tecniche mentali per sconfiggere l’ansia da prestazione sessuale

9) Consulta il medico riguardo all’assunzione dei farmaci che possono aiutarti a curare la disfunzione erettile

Viagra, Cialis e Levitra sono tutti farmaci che possono aiutarti a combattere questo problema e ti consentono di mantenere l’erezione per periodi di tempo più lunghi; a tal proposito leggi anche: Meglio Viagra, Cialis, o Levitra per trattare la disfunzione erettile? Un utile confronto tra i tre farmaci

10) Consulta il medico per capire se dei farmaci che assumi determinano disfunzioni sessuali

Alcuni farmaci possono ridurre libido e prestazione sessuale, a tal proposito leggi: Quali farmaci possono danneggiare l’erezione?

11) Evita la masturbazione compulsiva

La masturbazione compulsiva con video pornografici online, può determinare difficoltà nel mantenere erezione e disfunzione erettile; a tal proposito leggi:

12) Considera la possibilità di rivolgerti a uno psicoterapeuta per trattare la disfunzione erettile

Se il medico sospetta che i tuoi problemi di erezione siano di natura psicologica – oppure se sei tu ad avere un simile dubbio – valuta l’opportunità di avvalerti della consulenza di un professionista della salute mentale. Un bravo psicologo può aiutarti a superare i problemi di disfunzione erettile.

13) Prova diverse posizioni sessuali per migliorare la circolazione del sangue

Se stai sopra la tua partner o in piedi durante un rapporto sessuale, hai la possibilità di aumentare l’afflusso di sangue al pene e mantenere l’erezione.

14) Indossa il preservativo per ridurre la sensibilità

In alcuni casi, potresti avere difficoltà di questo genere se soffri di ipersensibilità durante i momenti di intimità con la tua partner.

15) Usa integratori alimentari

Alcuni integratori (come ginseng, guaranà, ginko biloba ed ossico nitrico), possono aiutarti a mantenere una erezione più potente e duratura. Qui di seguito trovate una lista di integratori acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

16) Bevi alcolici con moderazione

Il consumo eccessivo e frequente di alcol può interferire con le normali funzioni corporee, tra cui la capacità di mantenere l’erezione. Consulta il tuo medico per determinare la quantità di alcol che dovresti limitare in base alle tue condizioni di salute. Preferibilmente evita completamente di assumere alcolici (birra, vino, superalcolici…).

17) Smetti di fumare

Il fumo può restringere i vasi sanguigni e compromettere la circolazione del sangue, causando problemi di erezione. Pertanto, smetti di fumare il prima possibile e segui un programma di disintossicazione dal fumo che ti aiuti a sbarazzarti definitivamente di questo vizio. Leggi anche: Fumo ed alcool causano disfunzione erettile (impotenza)?

18) Parla apertamente col tuo partner delle preoccupazioni relative ai tuoi problemi di erezione

È probabile che abbia idee o suggerimenti su come aiutarti quando fate sesso. Può essere utile se sospetti che le tue difficoltà dipendano dai vostri rapporti sessuali; a tal proposito leggi anche: Mancata erezione da ansia da prestazione: 24 modi per combatterla

19) Rivolgiti al medico

Se l’impossibilità di mantenere una erezione efficace per il tempo necessario ad un normale rapporto, prendi in considerazione anche il consultare un medico che saprà aiutarti nel capire innanzitutto se il problema è solo psicologico (in tal caso uno psicoterapeuta potrà fare al caso tuo) o se coinvolge anche la sfera organica. La disfunzione erettile può essere causata dal diabete di tipo 2, ipertensione, determinati farmaci, stress e anche dal sovrappeso. Per risolvere questo problema, il medico ti consiglierà il trattamento più corretto e adatto al tuo quadro clinico.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: http://amzn.to/2HRt3Ah

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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