Il “soffocamento” (anche chiamato “asfissia”) è la condizione nella quale la normale respirazione è impedita a causa di vari Continua a leggere
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Soffocamento: definizione, cause, sintomi, morte
Con “soffocamento” (anche chiamato “asfissia”) in medicina, ed in particolare in medicina legale, ci si riferisce alla temibile e potenzialmente letale condizione nella quale la normale respirazione è Continua a leggere
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Rich Piana
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Differenza tra soffocamento e strangolamento
Soffocamento (o asfissia)
E’ necessario subito chiarire che il termine “soffocamento” ed “asfissia” indicano la stessa cosa: la condizione nella quale la normale respirazione di un individuo è impedita a causa di vari fattori diretti o indiretti che impediscono il corretto scambio di gas con l’ambiente. Le cause di soffocamento sono principalmente Continua a leggere
Asfissia: sintomi, cure ed in quanto tempo si muore
Con “asfissia” in medicina ci si riferisce alla pericolosa condizione nella quale la normale respirazione è impedita a causa di vari fattori diretti o indiretti che impediscono il corretto scambio di gas con l’ambiente. Una asfissia viene generalmente accompagnata da “dispnea” cioè dalla sensazione di Continua a leggere
Differenza tra asfissia e soffocamento
Sia il termine “asfissia” che “soffocamento” indicano la stessa cosa: la condizione nella quale la normale respirazione di un individuo è Continua a leggere
Differenza tra castrazione chimica e chirurgica
La castrazione è una tecnica che permette di rimuovere – o rendere comunque non funzionanti – le gonadi di un essere umano o di un animale, rendendolo irreversibilmente sterile, cioè impedendo al maschio di poter mettere incinta una femmina ed alla femmina di poter essere messa incinta. La castrazione può essere eseguita tramite operazione chirurgica (castrazione chirurgica) in cui vengono estirpate le gonadi (testicoli ed ovaie), oppure tramite l’inibizione o la distruzione dei gametociti (spermatozoi ed ovuli) con mezzi ormonici o genericamente chimici (castrazione chimica) o con raggi röntgen (castrazione radiologica). Detto in parole povere nella castrazione chimica vengono tolti testicoli o ovaie, in quella chimica no.
Castrazione chirurgica
La castrazione chirurgica è un tipo di castrazione. E’ una tecnica chirurgica che permette di rimuovere le gonadi di un essere umano o di un animale, rendendolo irreversibilmente sterile, cioè impedendo al maschio di poter mettere incinta una femmina ed alla femmina di poter essere messa incinta. Nel maschio la rimozione dei testicoli viene effettuata tramite una orchiectomia, mentre nelle femmine la rimozione delle ovaie viene effettuata tramite ovariectomia, operazione più complessa rispetto all’orchiectomia vista la posizione anatomica delle ovaie. Rimuovendo i testicoli, luogo dove sono prodotti gli spermatozoi, e le ovaie, luogo dove risiedono gli ovuli, il soggetto diventa sterile in modo permanente ed irreversibile.
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Per quali motivi di pratica la castrazione chirurgica?
La castrazione chirurgica si pratica negli uomini per determinate malattie del testicolo, in genere per tumore o traumi (spesso deve essere asportato un solo testicolo, ed in questo caso si parla di “emicastrazione“); nelle donne per lo più la castrazione viene effettuata in corso d’isterectomia o per inibire l’ulteriore evoluzione di determinati tumori maligni. Negli animali la castrazione chirurgica si pratica generalmente per evitare cucciolate indesiderate e, nei maschi, per rendere l’animale più tranquillo ed eliminare comportamenti aggressivi legati alla sessualità.
Castrazione chimica
La castrazione chimica è un tipo di castrazione, temporanea e solitamente non definitiva, provocata da farmaci a base di ormoni, indirizzata alla riduzione della libido e dell’attività sessuale di un individuo. Il farmaco più in uso attualmente è il medrossiprogesterone che agisce sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone.
Per quali motivi di pratica la castrazione chimica?
La castrazione chimica è stata sviluppata come misura temporanea preventiva per soggetti che hanno commessi stupri o violenza sessuale su minori ed è applicata come parte della pena di reati a sfondo sessuale, in diversi paesi, inclusi gli Stati Uniti e Canada, Russia, Polonia, Regno Unito, Svezia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Germania e Francia. Spesso, la legislazione prevede che lo stesso pedofilo possa richiedere la castrazione chimica su base volontaria, talora ottenendo sconti di pena. In Italia è stata invocata come pena di reati a sfondo sessuale da diversi esponenti politici, specie quelli appartenenti alla sfera del centro-destra.
Al di fuori dell’ambito della prevenzione e repressione del crimine, la castrazione chimica viene eseguita come fase preliminare nel trattamento ormonale per il cambiamento di sesso, da uomo a donna, nei soggetti transessuali. In questo caso, la trasformazione è irreversibile dopo circa sei mesi dall’inizio del trattamento farmacologico.
Il famoso matematico e informatico Alan Turing, padre dell’informatica teorica, fu sottoposto a castrazione chimica dopo la condanna, nel 1952, per omosessualità (che all’epoca era considerata reato). Questa si ipotizza che fu la causa del suo suicidio, commesso due anni dopo.
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Differenza tra congelamento, assideramento ed ipotermia
Cos’è il congelamento?
Il congelamento è il raffreddamento localizzato di alcune parti del corpo dovute all’esposizione a basse temperature. In genere sono colpite le estremità, quali le dita (delle mani e dei piedi), la punta del naso, le guance e le orecchie.
Quando si verifica il congelamento?
Il congelamento si verifica in conseguenza dell’esposizione diretta al freddo, coinvolgendo la pelle e i tessuti sottostanti, con temperature comprese tra –4 e –10 °C ma si può manifestare anche con temperature meno rigide in certe condizioni, come ad esempio quando la persona indossa vestiti bagnati, oppure se il soggetto è anziano e/o ha patologie particolari, oppure ancora se resta immobile per un lungo periodo di tempo.
Sintomi iniziali di congelamento
I sintomi della fase iniziale di un congelamento, sono:
- lieve dolore iniziale che scompare, assieme alla sensibilità;
- cute leggermente pallida;
- sensazione di formicolio della parte interessata;
- aumento della vasocostrizione vasale con conseguente aumento della pressione arteriosa;
- tachicardia e tachipnea (aumento della frequenza cardiaca e respiratoria);
- possibile gonfiore e indurimento.
Sintomi tardivi di congelamento
Se non trattato precocemente, il congelamento nelle fasi più avanzate porta a:
- progressivo arresto della circolazione del sangue nella parte colpita;
- assenza completa di sensibilità;
- pelle cianotica (di colore bluastro);
- formazione di bolle (prima sierose poi emorragiche);
- dolori molto intensi.
L’ultimo grado di congelamento porta al blocco della circolazione nella parte interessata: si hanno fenomeni ischemici (scarso afflusso di sangue) e successivamente necrotici (morte) dei tessuti.
Cosa fare in caso di congelamento
- isolare il soggetto dal freddo trasportandolo in un luogo riparato;
- riscaldare il soggetto con indumenti pesanti o col calore del proprio corpo;
- sostituire gli indumenti bagnati e/o stretti;
- proteggere le parti interessate dalla lesione con cotone idrofilo;
- riscaldare le parti congelate in modo graduale;
- somministrare bevande zuccherate e calde;
- proteggere l’infortunato da vento e umidità;
- rimuovere ogni ostacolo alla circolazione sanguigna;
- asciugare la parte con delicatezza;
- riscaldare le parti in acqua con temperatura tra i 35 e i 40°C (in mancanza d’acqua riscaldare con indumenti o con le mani senza strofinare);
- controllare frequenza cardiaca e respiratoria;
- provvedere a contattare il numero per le emergenze 112 o condurre il soggetto in ospedale .
Cosa NON fare in caso di congelamento
- è sconsigliato frizionare le parti interessate con mani, alcol o neve;
- non cercare di bucare le bolle eventualmente presenti nella ferita;
- non esporre al caldo eccessivo il soggetto ed evitare il contatto diretto con oggetti caldi;
- evitare se possibile il riscaldamento con fonti di calore secco (fuoco, stufa, marmitta auto, ecc.);
- evitare aumenti troppo repentini della temperatura corporea;
- non “lanciarsi” in tecniche di rianimazione se non siete esperti in tali tecniche;
- non somministrare farmaci, droghe, sigarette o alcolici.
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Assideramento (o ipotermia)
L’assideramento (anche chiamato “ipotermia”, i due termini sono sinonimi) è il raffreddamento di tutto il corpo (sotto i 35°C) dovuto all’esposizione prolungata a basse temperature. Vi è diminuzione della temperatura corporea (3°C ogni ora), da cui deriva una progressiva e marcata riduzione delle funzioni vitali.
IMPORTANTE: mentre il congelamento interessa principalmente le estremità ed è meno grave, l’assideramento interessa invece il corpo nella sua interezza, è spesso la naturale conseguenza di un congelamento prolungato ed è più grave di quest’ultimo, potendo determinare coma e morte del soggetto.
Sintomi iniziali di assideramento
I sintomi della fase iniziale di un assideramento, sono:
- accentuato pallore del viso e del corpo;
- presenza di brividi e agitazione;
- polso accelerato e respiro rapido (aumento della frequenza cardiaca e respiratoria);
- senso di fame;
- aumento della diuresi;
- nausea;
- vertigini;
- difficoltà respiratorie;
- marcata debolezza;
- brividi;
- dolori articolari e muscolari.
Sintomi tardivi di assideramento
Se non trattato precocemente, l’assideramento nelle fasi più avanzate porta a:
- difficoltà o scarsa coordinazione nei movimenti;
- stato di confusione mentale;
- diminuzione della diuresi o anuria;
- sonnolenza;
- frequenza cardiaca rallentata;
- polso aritmico;
- frequenza respiratoria rallentata;
- rigidità muscolare.
Se l’esposizione al freddo continua e la temperatura corporea scende al di sotto dei 30°C si verifica uno stato di incoscienza e le funzioni vitali sono estremamente rallentate, che via via peggiorano fino alla completa assenza fino all’arresto cardiaco ed al decesso del soggetto.
Cosa fare in caso di assideramento
- portare l’infortunato in un ambiente riscaldato, o riparato da vento e umidità
(spostarlo sempre con movimenti lenti e mantenerlo in posizione orizzontale); - sostituire gli indumenti bagnati con altri asciutti e caldi;
- somministrare bevande calde;
- controllare frequenza respiratoria e cardiaca e – se necessario – mettere in pratica tecniche di rianimazione se conosciute;
- somministrare ossigeno;
- contattare il 112 o – se possibile – provvedere all’immediato ricovero in ospedale.
Cosa NON fare in caso di assideramento
- l’innalzamento della temperatura troppo rapido;
- la somministrazione di bevande alcoliche;
- i massaggi alle estremità;
- non somministrare farmaci, droghe, sigarette o alcolici;
- non rimanere vicino al soggetto nel caso in cui CIO’ POSSA METTERE A RISCHIO LA TUA VITA;
- non “lanciarsi” in tecniche di rianimazione se non siete esperti in tali tecniche.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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