Ugola: anatomia, funzione, immagini, bifida, patologie, a cosa serve

MEDICINA ONLINE UGOLA BOCCA LARINGE FARINGE DENTI LINGUA PARLARE CONSONATI UVULARI DOLORE INFIAMMATA INFETTA INFIAMMAZIONE INFEZIONE CAVO ORALE TONSILLE PLACCHE CANTARE VOCE CORDE VOCALI.jpgIn medicina ed anatomia umana con “ugola” (anche chiamata “velopendulo” o “campana” o campanella”) si intende il prolungamento impari e mediano del palato molle di forma conica, che pende verticalmente al termine del cavo orale ed è facilmente osservabile dall’esterno senza strumentazione, semplicemente facendo aprire bene la bocca al paziente.

Etimologia

Il termine “ugola” deriva dal “uvula” che significa “piccola uva”, a ricordare la forma ovalare del frutto.

Funzioni dell’ugola

Apparentemente l’ugola non ha alcuna funzione e sembrerebbe una struttura anatomica di minore importanza, ma in realtà ciò è un errore. L’ugola ha infatti più di una funzione importante tra cui favorire la deglutizione e permettere una corretta fonazione (emissione della voce).

Ruolo nella deglutizione: dopo aver masticato, quando il cibo viene spinto nella faringe, l’ugola si solleva andando a separare le cavità orali da quelle nasali, di fatto favorendo lo spostamento del cibo dall’orofaringe verso l’ipofaringe (laringofaringe) e di conseguenza verso l’esofago grazie alla chiusura della laringe grazie all’abbassamento dell’epiglottide;

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Fonazione: altra importante funzione dell’ugola è quella di modulare la fonazione di alcuni suoni. In molte lingue, l’ugola viene infatti utilizzata per articolare diverse consonanti, note come consonanti uvulari. Il vibrante uvulare, usato nel francese arabo ed ebraico (non in italiano) ne è un esempio. L’alfabeto fonetico internazionale elenca le seguenti consonanti uvulari:

  • [q] occlusiva uvulare sorda;
  • [ɢ] occlusiva uvulare sonora;
  • [ɴ] nasale uvulare;
  • [ʀ] vibrante uvulare;
  • [ɢ̆] monovibrante uvulare;
  • [χ] fricativa uvulare sorda;
  • [ʁ] fricativa uvulare sonora.

Istologia

L’ugola è composta da tessuto connettivo e contiene diverse ghiandole racemose e fibre muscolari (musculus uvulae). Contiene anche ghiandole sierose che hanno la funzione di produrre saliva molto sottile.

Muscolatura

Imusculus uvulae si trova interamente all’interno dell’ugola, e la sua contrazione provoca l’accorciamento e allargamento dell’ugola. La contrazione cambia il profilo della parte posteriore del palato molle, consentendo al palato di adattarsi alla parete posteriore faringea, per aiutare a chiudere la rinofaringe durante la deglutizione.[3]

Nervi

L’ugola è innervata dal ramo faringeo del nervo vago.

Patologie dell’ugola

Infiammazione (uvulite)

La membrana mucosa attorno all’ugola può infiammarsi e gonfiarsi, causando l’espansione dell’ugola di 3-5 volte rispetto alla sua dimensione normale (uvulite). Quando l’ugola tocca la gola o la lingua, può dare sensazione di soffocamento, anche se non è presente alcuna sostanza estranea. Ciò può causare problemi nella respirazione, fonazione e nel mangiare.

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Infiammazione dell’ugola

Esistono molte teorie sulle cause dell’ingrossamento dell’ugola, fra di esse troviamo la disidratazione, il fumo, l’inalazione di sostante irritanti, la qualità dell’aria, le allergie e le infezioni batteriche e virali. Anche l’ulcera aftosa, formatasi nell’ugola, può dare gonfiore e sensazione di disagio. Per approfondire l’argomento, leggi: Ugola gonfia ed infiammata (uvulite): cause, sintomi e terapie

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Ugola bifida

Ugola bifida

Una particolare malformazione dell’ugola è l’ugola bifida (vedi immagine in alto), in cui essa appare scissa o spaccata in due o più parti a causa della fusione incompleta delle mensole palatine. I soggetti con questa condizione hanno la muscolatura ugulare più debole rispetto alle persone con un’ugola normale, cosa che può causare ricorrenti infezioni dell’orecchio medio. Durante la deglutizione, il palato molle viene spinto all’indietro, impedendo che cibo e bevande entrino nella cavità nasale: se il palato molle non riesce a toccare la parte posteriore della gola mentre si deglutisce, cibo e bevande possono più facilmente entrare nella cavità nasale e determinare infezione. La scissione dell’ugola è una condizione rara, e si verifica in circa il 2% della popolazione generale, anche se l’incidenza può aumentare in alcune popolazioni, come nei nativi americani, dove il tasso sale al 10%. L’ugola bifida è un sintomo comune della rara sindrome genetica di Loeys-Dietz, che è associata ad un aumentato rischio di aneurisma aortico. I neonati con palatoschisi hanno spesso anche l’ugola bifida. Per approfondire, leggi anche: Palatoschisi: cause, problemi derivanti e cure

Respirazione notturna

L’ugola può incidere nella respirazione durante il sonno; avere un’ugola allungata può causare vibrazioni che portano al russare. In alcuni casi, se l’ugola è particolarmente prominente, può causare delle apnee notturne, che possono essere trattate mediante la rimozione dell’organo di parte di esso, con un’operazione nota come uvulopalatofaringoplastica.

Si può parlare senza ugola?

Si, parlare senza ugola è possibile, specie nella lingua italiana. Il soggetto potrebbe avere difficoltà a pronunciare le consonanti uvulari prima elencate. E’ importante ricordare che in alcune persone, l’ugola – pur presente integralmente – non si riesce a chiudere correttamente sulla parte posteriore della gola, provocando l’insufficienza velofaringea, caratterizzata da una tipica parlata “nasale”, in cui il soggetto non è in grado di pronunciare correttamente alcune consonanti, specie la “m” e la “b”.

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