Rinunciò ai regali per donare valvole all’ospedale, morta a dieci anni la piccola Marta

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Studio Roma Ecografia Mammella Tumore Seno Muscoli Spalla Ginocchio Traumatologia Sport Arti Gambe Referto Articolare Medicina Estetica Radiofrequenza Cellulite Cavitazione MARTA MAGOSSO Neuroblastoma TACNel Natale 2014, la sua storia aveva commosso l’Italia: Marta Magosso, 10 anni, ricoverata in ospedale per neuroblastoma, aveva scelto di rinunciare ai regali di Natale donando i suoi risparmi, 475 euro, proprio all’ospedale dove era ricoverata per acquistare i tappi blu, cioè valvole speciali per la pulizia dei cateteri con cui tutti i bambini ricoverati nel reparto di oncoematologia devono convivere. Marta però non ce l’ha fatta: dopo tre anni di lotte, dimostrando tenacia e grande generosità si è arresa alla malattia. I medici avevano diagnosticato a Marta il neuroblastoma il 25 febbraio 2013. Dopo due anni di chemioterapia sembrava essere uscita dal tunnel ma a metà luglio ha avuto una ricaduta dal quale non si è più ripresa. Era in ospedale dal 2 dicembre ed è uscita solo nel giorno di Natale, che ha trascorso con la famiglia. La piccola lascia il padre Andrea, ex giocatore e allenatore del Valsugana Rugby Padova, mamma Sandra e la sorella Matilde.

Il neuroblastoma

Il neuroblastoma è un tumore che ha origine dalle cellule del sistema nervoso autonomo, cioè quell’insieme di strutture che controlla alcune funzioni involontarie come il battito cardiaco, la respirazione o la digestione. Nei bambini di età compresa tra 0 e 14 anni, i tumori maligni del sistema nervoso simpatico – quasi tutti classificati come neuroblastoma (96%) – rappresentano circa il 7% di tutti i tumori. Il neuroblastoma, in particolare, è di gran lunga più diffuso tra i bambini di età inferiore a un anno.

Il ricordo del papà

«Era sempre molto attenta agli altri e alle loro esigenze, qualità che ci rendeva molto orgogliosi e ci stupiva» racconta papà Andrea al Mattino di Padova. Nella sua letterina di Natale quest’anno aveva chiesto regali per i genitori, la sorella, i nonni e tutti quelli che si stavano dando da fare per lei.

Ti abbracciamo forte piccola Marta.

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Arrivederci Angelina

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Studio Roma Ecografia Mammella Tumore Seno TAC Muscoli Spalla Ginocchio Traumatologia Sport Arti Gambe Esperto Referto Articolare Medicina Estetica Radiofrequenza Cellulite Cavitazione ARRIVEDERCI ANGELINAQuando una tua paziente muore, anche una parte di te muore… Ti ho conosciuta per poco tempo ma quando ti chiedevo “come stai?” e tu rispondevi “bene”, il tuo sorriso mi riempiva di gioia… Ora potrai fare tutto quello che il tuo corpo ti impediva di fare… Arrivederci Angelina, ti voglio bene

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Buon anno nuovo a tutti noi!

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Tanti auguri per uno splendido anno nuovo: che il 2016 porti salute, gioia e pace a tutti noi!

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Buone feste e buon anno nuovo!

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Buone feste e buon 2016 a tutti e mi raccomando: durante questi giorni non esagerate con i cibi ipercalorici! Anche alla cena di Natale ed a capodanno, la salute è sempre la cosa più importante! Ancora auguri a tutti!

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Vergogna

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO VIOLENZA DONNE TRISTE DOLORE DEPRESSIONEGià il fatto stesso che debba esistere una “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne” un po’ mi fa vergognare di essere uomo…

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Non sarete mai dimenticati

Non penseresti mai possa succedere a te.
Era un semplice venerdì sera ad un concerto rock.
L’atmosfera era così serena, e tutti erano intenti a ballare e divertirsi.

Quando quell’uomo è arrivato all’ingresso e ha cominciato a sparare, tutti abbiamo pensato facesse semplicemente parte dello spettacolo.
Ma non era un attacco terroristico: è stato un massacro.

Dozzine di persone sono state colpite davanti ai miei occhi.
Il pavimento pieno di pozze di sangue.
I pianti di uomini adulti che stringevano i corpi morti delle proprie fidanzate hanno cominciato a riempire il locale.

Futuri demoliti, famiglie distrutte, in un istante.
Sola e sconvolta, ho finto di essere morta per più di un’ora, sdraiata tra chi era costretto a guardare i propri amati inerti…

Trattenevo il respiro, provavo a non piangere per non nutrire quegli uomini con la paura di cui erano alla disperata ricerca.
Sono stata estremamente fortunata ad uscirne viva, ma molti altri no.
Persone innocenti che erano lì per i miei stessi motivi: passare un venerdì sera sereno ascoltando musica.

Questo mondo è crudele.
Atti come questo non fanno altro che sottolineare la depravazione degli esseri umani, e le immagini di quegli uomini che volteggiavano su di noi come avvoltoi mi daranno tormento per il resto della mia vita.

Il modo in cui prendevano meticolosamente la mira prima di sparare tutti coloro che erano all’esterno della pista senza alcuna considerazione. Non sembrava vero.
Aspettavo che qualcuno finalmente mi dicesse che si trattava soltanto di un incubo.

Ma essere sopravvissuta a questo orrore mi ha dato la possibilità di accendere i riflettori sui veri eroi.
All’uomo che mi ha rassicurato e messo a repentaglio la sua vita pur di proteggermi e coprirmi la testa; alla coppia le cui ultime parole d’amore mi hanno fatto riflettere su quello che ancora c’è di buono a questo mondo; alla polizia che è riuscita a salvare centinaia di vite; al perfetto sconosciuto che si è avvicinato a me in strada e mi ha confortato per tutti i 45 minuti in cui ho pensato che l’amore della mia vita fosse morto; all’uomo ferito che ho scambiato per lui, e che dopo essermi accorta della svista mi ha stretta e confortata, nonostante fosse il primo ad essere solo e spaventato; alla donna che ha aperto la porta di casa sua ai sopravvissuti; all’amico che mi ha offerto rifugio e si è preoccupato di andare a comprare dei nuovi vestiti così che non dovessi più indossare questo top sporco di sangue; a tutti voi che vi siete preoccupati di inviarmi messaggi di supporto.

Tutto questo mi fa pensare che ci sia del potenziale affinché questo mondo diventi migliore.
Che tutto questo non debba succedere mai più.

Ma per lo più questo messaggio è per quelle 80 persone che non sono state così fortunate, e che oggi non hanno avuto la possibilità di svegliarsi.. e per tutto il dolore che i loro amici e le loro famiglie dovranno affrontare.
Mi dispiace.

Non c’è niente che possa attenuare il dolore.
Mi sento privilegiata ad essere stata lì per il loro ultimo respiro.
E avendo davvero creduto che avrei fatto la stessa fine, posso assicurarvi che il loro ultimo pensiero non era rivolto alle bestie che hanno causato tutto questo, bensì a tutte le persone che hanno amato col cuore.

Mentre ero sdraiata in mezzo al sangue di sconosciuti, aspettando quel proiettile che avrebbe segnato la fine dei miei miseri 22 anni, non ho fatto che altro che visualizzare il volto di tutti coloro che amo, sussurrandogli “Ti voglio bene”.
Ancora, e ancora una volta.

Riflettevo sui momenti più belli della mia vita.
Desideravo che le persone che amo sapessero quanto, e mi auguravo che nonostante tutto avrebbero continuato a credere nel bene.
Per non lasciar vincere quelle bestie.

La notte scorsa, la vita di molte persone è cambiata per sempre… e tocca a noi essere migliori.
Tocca a noi vivere le vite che le povere vittime di questa strage hanno desiderato, ma che non saranno mai in grado di realizzare.

Riposate in pace, angeli.
Non sarete mai dimenticati.

Isobel Bowdery, sopravvissuta alla strage del Bataclan

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A Parigi

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare DEDICATO ALLE VITTIME DI PARIGI Infrarossi Cervicale Medicina Estetica Luce Pulsata Depilazione Macchie Capillari Dietologo Roma Radiofrequenza Cavitazione Cellulite PelleCessate d’uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.

Hanno l’impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell’erba,
Lieta dove non passa l’uomo.

Giuseppe Ungaretti, Non gridate più (contenuta nella raccolta “Il dolore” del 1947)

Dedicata a Valeria Solesin ed a tutte le vittime di Parigi.

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Darina Gromova, dieci mesi, morta in un incidente aereo

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare Reumatologo DARINA GROMOVA Morta Aereo Medicina Estetica Luce Pulsata Depilazione Macchie Capillari Mappatura Nei Dietologo Roma Radiofrequenza Cavitazione Cellulite PelleDarina Gromova, dieci mesi, all’aeroporto di San Pietroburgo poco prima della partenza per Sharm el Sheik. È la più giovane tra le vittime del disastro aereo di sabato nel Sinai: un Airbas 321 partito dall’Egitto per riportare i turisti in Russia che si è schiantato dopo essersi spezzato in volo.

Darina è morta insieme al suo papà Aleksei Gromov ed alla sua mamma Tatyana e ad altre 222 persone. Darina Gromova, dieci mesi, una vita spezzata prima di iniziare a vivere. Ricordiamoci di lei quando pensiamo che la nostra vita sia sfortunata.

Ciao Darina

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