I capelli secchi si osservano di solito quando l’attività secretiva delle ghiandole sebacee presenti nel cuoio capelluto viene drasticamente ridotta; di conseguenza, il capello poco lubrificato appare visibilmente secco, arido ed opaco. Ma non è tutto. L’aridità del capello e la mancanza di lubrificazione sebacea conferiscono alla chioma un aspetto poco elegante, debole, sfibrato; in questa chioma ribelle, ogni capello, carente del proprio nutrimento essenziale (sebo), tende a reagire, spezzandosi e formando doppie punte.
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Lo staff di Medicina OnLine
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Ricordate l’esperimento delle due ragazze statunitensi, Margaret Badore e Katherine Martinko, che hanno fatto la prova di lavarsi i capelli solo con acqua e bicarbonato per venti giorni?


Una tecnica antica ancora oggi attuale per contrastare la caduta dei capelli consiste nell’applicazione di sostanze rubefacenti (capaci cioè di determinare una congestione passeggera della cute, mediante il richiamo di sangue negli strati più superficiali della pelle) sul cuoio capelluto; tali sostanze – tra cui spicca per notorietà la capsaicina estratta dal peperoncino – sono in grado di indurre una vasodilatazione locale nella sede di applicazione, testimoniata dal lieve senso di bruciore e dall’arrossamento della zona interessata. L’aumentato afflusso di sangue porterebbe con sé nutrienti ed ossigeno a disposizione dei follicoli capilliferi, che avrebbero così a disposizione tutte le sostanze necessarie alla loro attività metabolica; l’afflusso locale di sangue viene stimolato anche dal massaggio regolare del cuoio capelluto, pratica generalmente raccomandata per contrastare la caduta dei capelli.