Disturbo somatoforme e somatizzazione: cause, sintomi, cure

MEDICINA ONLINE STRESS NERVOSO CRISI URLO STANCHEZZA MENTE PSICOLOGIA ESAURIMENTO NERVOSO LAVORO PC COMPUTER PROFESSIONECon “disturbo somatoforme” (in inglese “somatic symptom disorder” o “somatoform disorder“) in medicina e psicologia si identifica un gruppo di varie tipologie di disturbi psichici caratterizzati dalla presenza di sintomi fisici che apparentemente fanno pensare a malattie o condizioni di natura organica, mentre in realtà sono in parte o totalmente causate da un disagio psichico ed alla cui base non risulta possibile rintracciare fenomeni fisiopatologici documentabili, almeno secondo le attuali conoscenze scientifiche. Il campo di studio che si occupa dei disturbi somatoformi è la psicosomatica.

Etimologia

Il termine “somatoforme” deriva dal termine greco “soma” (che significa “corpo”) e dal latino “forma” (che significa “aspetto”) proprio ad indicare il fatto che il disturbo somatoforme, pur essendo un disturbo correlato ad un disagio mentale, appare con l’aspetto tipico di un disturbo “organico” (del corpo).

Somatizzazione

Un disturbo somatoforme è il risultato di una “somatizzazione“: quest’ultima è un fenomeno per cui un individuo avverte sintomi fisici come risultato di una sofferenza psichica. La somatizzazione è un fenomeno ad eziologia multifattoriale, cioè è determinato da cause diverse che agiscono in sinergia tra loro, e può presentarsi all’interno di quadri clinici variamente eterogenei.

Caratteristiche

Un disturbo somatoforme determina la comparsa di sintomi tipicamente correlati alla disfunzione di un dato organo:

  • senza che però possa essere accertata alcuna patologia con le metodiche di indagine (ad esempio analisi del sangue, radiografie o TC);
  • in presenza di un disagio psicologico;
  • con un andamento in genere altalenante e/o progressivo: i sintomi di un disturbo somatoforme tendono a modificarsi nel tempo o comunque ad essere descritti via via in modo diverso dal paziente, in genere in correlazione all’aumento o alla diminuzione del disagio psicologico.

In questo quadro diagnostico rientrano disturbi tra loro molto diversi che hanno in comune tre caratteristiche:

  • l’attenzione del paziente si focalizza su uno o più fenomeni di natura somatica;
  • i sintomi fisici avvertiti dal paziente gli causano un forte disagio o limitazioni nel normale funzionamento sociale e/o professionale;
  • i sintomi fisici avvertiti dal paziente non sono suffragati dai referti attesi negli esami in laboratorio o di diagnostica per immagini e non sono riscontrabili in nessuna condizione medica riconoscibile.

Proprio perché i disturbi somatoformi non sono inquadrabili in nessuna condizione medica riconoscibile e non “appaiono” nelle indagini diagnostiche, può capitare che la diagnosi sia molto difficoltosa e non di rado alcuni medici “non credono” alla reale presenza dei sintomi descritti dal paziente.

Cause

Il disturbo somatoforme si viene a determinare quando il paziente sposta o converte un problema psicologico in un malessere fisico. Nel linguaggio comune si usa dire che una persona “ha somatizzato un problema”: una persona somatizza quando appunto “trasforma” un disagio della mente in un problema somatico (cioè avvertito a livello corporeo). Possibili condizioni o disturbi che possono determinare o favorire un disturbo somatoforme, sono:

  • stress psicologico prolungato;
  • disagio;
  • ansia;
  • paura e fobie;
  • traumi psichici;
  • disturbi dell’umore (ad esempio depressione);
  • disturbi d’ansia (ad esempio disturbo ossessivo compulsivo);
  • attacchi di panico;
  • meccanismi di difesa (ad esempio: rimozione).

Eventi e situazioni che possono determinare o favorire un disturbo somatoforme, sono ad esempio:

  • licenziamento;
  • fine di una relazione;
  • disoccupazione;
  • problemi economici (ad esempio debiti);
  • eccessivo lavoro o studio;
  • mancato raggiungimento di traguardi (ad esempio obiettivi professionali o nello studio);
  • burnout;
  • litigi dei genitori;
  • figlio o genitore con disabilità;
  • sindrome da abbandono;
  • bullismo;
  • inestetismi o deformità fisiche vere o presunte;
  • sindrome del cuore infranto;
  • mobbing;
  • minority stress;
  • diagnosi di una malattia terminale (ad esempio cancro metastizzato) o fortemente debilitante (ad esempio sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, diplegia, tetraplegia);
  • morte di una persona cara o di un animale di compagnia.

Sintomi e segni

Alcuni sintomi e segni che possono caratterizzare un disturbo somatoforme, sono:

  • nausea;
  • bruciore durante la minzione;
  • dolore addominale;
  • tensione muscolare;
  • cefalea (mal di testa);
  • dolori articolari;
  • reflusso gastroesofageo;
  • bruciore di stomaco;
  • gastrite;
  • polidipsia (sete intensa che porta al bisogno di una quantità di liquido superiore al reale fabbisogno idrico);
  • pollachiuria (emissione con elevata frequenza di piccole quantità di urina);
  • ansia;
  • difficoltà nella concentrazione e nella memoria;
  • amnesia;
  • astenia (mancanza di forza) fisica e/o mentale;
  • disfagia (difficoltà nel deglutire);
  • difficoltà nel parlare;
  • perdita della voce;
  • dispareunia (dolore durante il rapporto sessuale);
  • alterazioni sensoriali (ad esempio allucinazioni visive e/o uditive, alterazione nella percezione dei colori, cecità, sordità, sensazione di caldo o freddo, alterazione nella percezione di gusti e/o di odori);
  • iperventilazione;
  • dispnea (difficoltà a respirare);
  • tachipnea (aumento della frequenza respiratoria);
  • tachicardia (aumento della frequenza cardiaca);
  • aritmie cardiache, ad esempio extrasistole;
  • ipertensione arteriosa;
  • dolore al torace;
  • prurito;
  • orticaria;
  • sudorazione eccessiva;
  • aumento o diminuzione dell’appetito.

Leggi anche: Crisi psicogene non epilettiche: sintomi, diagnosi, cura, prognosi

Classificazione

I disturbi somatoformi sono diversi e si classificano in:

Terapia

Nella maggioranza dei casi la cura del disagio psicologico a monte del disturbo somatoforme, determina la diminuzione o la scomparsa dei sintomi fisici. Il disagio psicologico necessita l’intervento di un medico psicoterapeuta.

Per approfondire:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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