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Informazioni su dott. Emilio Alessio Loiacono

Medico Chirurgo iscritto all’albo dei Medici Chirurghi di Roma con numero d’iscrizione 61477. Direttore del gruppo di ricerca Medicina OnLine.

Finasteride e disfunzione erettile: la Sindrome post finasteride

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Sindrome post finasteride

La finasteride si è dimostrata in grado di causare un’ampia gamma di disordini persistenti alla sospensione del trattamento sulla sfera emotiva e sessuale che vengono definiti nel complesso sindrome post finasteride. Tali disordini sono stati evidenziati in fase post marketing in particolare in pazienti che hanno fatto uso cronico della sostanza per il trattamento dell’alopecia androgenetica. Tale sindrome, pur descritta ed evidenziata in diversi studi e riprodotta in modelli murini, non è ancora formalmente riconosciuta dalla maggior parte delle autorità della farmacovigilanza (AIFA) perciò non è riportata nei foglietti illustrativi, nelle linee guida e non sono stati diramati bollettini volti ad informare specialisti e medici di famiglia di tale eventualità. Ciò contribuisce a generare erronee diagnosi di disfunzioni sessuali con causa psicologica, che vengono perciò affrontate in maniera inadeguata, e alla mancata segnalazione alle autorità di farmacovigilanza dei casi con grave sottostima del fenomeno. Non è stato attualmente individuato un fattore diagnostico (test di laboratorio) in grado di confermare la presenza della patologia: i classici parametri ormonali ematici comunemente associati alla comparsa di disfunzioni sessuali (abbassamento testosterone, innalzamento prolattina) risultano nella norma. L’eziologia della sindrome e l’incidenza sono sconosciuti, così come non sono noti trattamenti. Nella sindrome potrebbero essere implicati anche meccanismi di alterazione epigenetica.

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Sintomi

I sintomi di tale patologia possono comparire durante il trattamento persistere oppure, più raramente, comparire in corrispondenza della sospensione dell’assunzione della sostanza. I sintomi più comuni, che possono essere presenti contemporaneamente o meno, consistono in:

  • Sintomi sessuali: riduzione delle erezioni mattutine, disfunzione erettile, desiderio sessuale ipoattivo, disfunzione eiaculatoria con diminuzione dell’intensità orgasmica, riduzione del getto e del volume seminale, riduzione delle dimensioni del pene, induratio penis plastica, intorpidimento del pene, riduzione del volume testicolare e intorpidimento testicolare.
  • Sintomi fisici sistemici: ginecomastia, astenia cronica, svogliatezza, ipotrofia muscolare, debolezza muscolare, contrazioni muscolari, secchezza della cute, diminuzione della produzione del sebo, assottogliamento della pelle, melasma incremento del peso corporeo e della massa grassa, diminuzione della temperatura corporea, tinnito, riduzione di HDL, aumento dei trigliceridi.
  • Sintomi neurologici: riduzione della memoria, rallentamento dei processi cognitivi, diminuzione della comprensione, danni alla capacità di problem solving, depressione, ansia, insonnia, pensieri suicidi, piattezza emotiva, anedonia.

In uno studio osservazionale condotto dall’università di Trieste su 79 uomini è risultato che il sintomi più frequentemente riportato era la diminuzione della sensibilità genitale (rilevata nell’87,3% dei pazienti), diminuzione della forza eiaculatoria (riportata dall’82,3%), anedonia(75,9%),mancanza di concentrazione (72,2%) e diminuzione del tono muscolare (51,9%).

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Prevalenza

In uno studio è emerso che il 31,4% degli uomini che stavano assumendo un inibitore delle 5α-reduttasi (finasteride e dutasteride) che non soffrivano precedentemente di disfunzione erettile, hanno cominciato a sperimentare tale effetto collaterale che è persistito a seguito della sospensione nell’1,4% dei pazienti trattati. In altro studio retrospettivo, in cui si sono analizzate le segnalazioni di 4910 soggetti a seguito della assunzione di finasteride per il trattamento dell’alopecia androgenetica al dosaggio di 1 mg al giorno, sono stati identificati 611 casi di seri e persistenti effetti collaterali sia a livello sessuale (577 casi, pari al 11,8%), sia a livello mentale (39 casi, 7,9%) che sono risultati in 6 casi di suicidio.

Cause

Non è nota l’eziologia della patologia. Degli studi hanno evidenziato una significativa alterazione nel livello di neurosteroidi nel fluido cerebrospinale di pazienti con la patologia. In modelli animali si è osservato un aumento del livello di recettori per gli andorgeni nella corteccia cerebrale e un aumento della subunità beta-3 del recettore del GABA-A nel cerebellum.

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Finasteride: effetti collaterali e controindicazioni

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROLa finasteride (nome commerciale Proscar e Propecia) è un farmaco appartenente alla categoria degli inibitori della 5-alfa-reduttasi di tipo II, usato principalmente per il trattamento di ipertrofia prostatica benigna, cancro alla prostata ed alopecia androgenetica.

Effetti collaterali ed indesiderati della finasteride

Nello studio PLESS, gli effetti collaterali più frequentemente riportati sono stati quelli relativi all’apparato genitourinario. Il 3.7% dei pazienti in cura con finasteride e il 2.1% dei pazienti trattati con placebo hanno abbandonato lo studio a causa di effetti avversi su tale apparato. Negli anni dal secondo al quarto dello studio non è stata riscontrata una differenza statisticamente significativa nell’incidenza di disturbi dell’erezione, dell’eiaculazione e di calo della libido tra i pazienti trattati con il farmaco ed i pazienti nel gruppo di controllo.

Risultati simili sono stati ottenuti negli studi clinici con finasteride utilizzata per il trattamento dell’alopecia. I disordini dell’apparato genitourinario sono risultati non comuni (incidenza tra 1/100 e 1/1000). L’incidenza di tali effetti collaterali è diminuita fino allo 0,6% nel corso degli anni successivi al primo e fino al termine dello studio. Nella fase post-marketing sono stati riportati altri effetti collaterali comprendenti orticaria, esantema, prurito, gonfiore delle labbra e del volto, dolorabilità e ingrossamento della mammella, dolore testicolare. La persistenza di disfunzione erettile e di altri effetti avversi inerenti alla sfera sessuale dopo sospensione del trattamento con finasteride è stata verificata anche in fase postmarketing a seguito di segnalazioni ricevute via internet da alcuni utilizzatori del farmaco per alopecia. L’agenzia del farmaco svedese e del Regno Unito hanno richiesto alla società produttrice di aggiungere una nota riguardante queste segnalazioni nel foglietto illustrativo.

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Nell follow-up a 10 anni gli effetti collaterali sono stati riscontrati nel 6% dei pazienti (7 pazienti su 118). I ricercatori non hanno riscontrato insorgenza di ginecomastia, depressione e modificazioni della spermatogenesi. Nel 2009, l’agenzia di controllo per i medicinali e i dispositivi medici inglese (MHRA) ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta sugli studi clinici e sull’esperienza post-marketing con finasteride, secondo cui non si può escludere che la terapia con finasteride aumenti il rischio di contrarre carcinoma mammario. Secondo gli esperti dell’MHRA, nonostante nei dati clinici non sia rinvenibile un aumento significativo dell’incidenza del carcinoma mammario nei pazienti trattati con finasteride, rispetto ai pazienti trattati con placebo (7-8 su 100 000 pazienti per anno contro 3-8 su 100 000 pazienti per anno) si può osservare un trend di incremento dell’occorrenza del carcinoma mammario nei pazienti in cura con finasteride. Questo stesso trend non è rinvenibile negli studi clinici su Propecia. Nell’esperienza post-marketing, dal 1992 ad al 2009 sono stati riportati 50 casi di carcinoma mammario in pazienti in terapia con finasteride per problemi di ipertrofia prostatica (44 confermati da analisi medica) e 4 casi in pazienti in cura per alopecia (3 confermati) dal 1999 al 2009. Alla luce di questa ricerca il carcinoma mammario sarà incluso come effetto collaterale riportato durante gli studi clinici e nella fase post-marketing nei foglietti illustrativi del farmaco.

Dal 2005 a gennaio 2009 la finasteride è stata inserita nell’elenco delle sostanze proibite dell’agenzia mondiale antidoping, a causa della sua capacità di mascherare l’uso di steroidi allo scopo di incrementare le prestazioni sportive. L’avanzamento delle tecniche di controllo antidoping ha reso possibile la rimozione della finasteride dalla lista delle sostanze proibite. La finasteride è rimasta disponibile per gli atleti anche negli anni tra il 2005 e il 2009 all’interno del protocollo TUE (Therapeutic Use Exception – Eccezione per uso terapeutico).

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Ulteriori possibili effetti sull’organismo

Oltre agli effetti riscontrati nelle sperimentazioni cliniche e riportati nei foglietti illustrativi del farmaco, alcuni recenti studi hanno ipotizzato l’esistenza di altri effetti sull’organismo potenzialmente legati all’assunzione di finasteride. In alcuni studi preliminari non randomizzati, senza doppio cieco e senza gruppo di controllo, è stato ipotizzato che la finasteride possa indurre sintomi depressiviin pazienti predisposti. Secondo questa ipotesi, la finasteride impedirebbe l’alfa-riduzione del progesterone in allopregnanolone, un neurosteroide che secondo altri studi sarebbe carente negli individui depressi. Tuttavia, i ricercatori coinvolti in questi studi sostengono che allo stato attuale non sia possibile stabilire l’esistenza di un legame tra l’assunzione di finasteride e questi meccanismi fisio-patologici. In uno studio pilota su un solo soggetto, la finasteride è stata anche utilizzata come terapia per la sindrome di Tourette in sostituzione della classica terapia con antiandrogeni.

Controindicazioni

L’assunzione di finasteride è controindicata in pazienti affetti da gravi patologie epatiche o da ipersensibilità nei confronti del principio attivo o verso uno dei suoi eccipienti.
L’utilizzo di questo farmaco è controindicato anche durante gravidanza e allattamento.

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Finasteride per ipertrofia prostatica ed alopecia androgenetica

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICLa finasteride (nome commerciale Proscar e Propecia) è un farmaco appartenente alla categoria degli inibitori della 5-alfa-reduttasi di tipo II (l’isoforma di tipo I è concentrata in particolar modo a livello di cute, ghiandole sebacee, sistema nervoso centrale e fegato, mentre l’isoforma di tipo II è maggiormente concentrata a livello di prostata e follicoli piliferi), un enzima intracellulare la cui funzione è quella di metabolizzare il testosterone in diidrotestosterone (DHT), un ormone androgenico che può essere causa di acne, calvizie e ipertrofia prostatica benigna. Dal 2006, scaduta la patente della Merck sul Proscar, il farmaco viene commercializzato anche come farmaco generico.

Per cosa viene usata la Finasteride?

La Finasteride è utilizzata principalmente per il trattamento di:

  • ipertrofia prostatica benigna;
  • cancro alla prostata;
  • alopecia androgenetica.

Dosaggio:

  • Patologie prostatiche: la dose raccomandata è pari a 5 mg, una volta al giorno, lontano dai pasti. Un trattamento di durata pari ad almeno sei mesi si può rendere necessario per stabilire se il farmaco sia in grado di determinare una risposta favorevole. Sono comunque possibili miglioramenti in tempi più brevi.
  • Alopecia androgenetica: le dosi sono di 1 mg al giorno da assumere a tempo indefinito.

Finasteride ed ipertrofia prostatica benigna

La finasteride fu messa inizialmente in commercio quale trattamento specifico per l’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Il dosaggio previsto è di 5 mg pro die. Vari studi hanno mostrato che sono necessari più di sei mesi di assunzione del farmaco affinché siano visibili benefici di un certo rilievo. Se, per un qualsivoglia motivo, il trattamento dovesse essere interrotto prima del periodo minimo previsto oppure se l’assunzione dovesse avvenire in modo discontinuo, gli effetti positivi esplicati dal farmaco potrebbero regredire. Uno dei problemi legati all’assunzione di finasteride è relativo alle concentrazioni sieriche di PSA (Prostatic Specific Antigen, antigene prostatico specifico); vi sono molti studi che affermano che l’assunzione di finasteride ad alte dosi (i 5 mg al giorno previsti per il trattamento dell’IPB) riduca significativamente i livelli sierici dell’antigene prostatico specifico; il problema è che detta riduzione è probabilmente un mero effetto di tipo farmacologico senza che vi sia efficacia preventiva o terapeutica (valori superiori ai 4 ng/ml meritano approfondimenti in quanto possono essere spia della presenza di patologie quali il tumore alla prostata, l’IPB ecc.); esiste quindi il rischio che i risultati della titolazione del PSA, che viene usata nel monitoraggio di patologie prostatiche sia benigne che maligne, risultino “normali” anche in presenza di carcinoma della prostata o di altra patologia di questo organo. Non vi è la certezza che quello che succede per assunzioni di 5 mg al giorno non succeda anche per dosaggi sì inferiori, ma continuativi come nel caso dei trattamenti anticalvizie; alcuni studi sembrano infatti indicare che anche a dosaggi più bassi gli effetti della finasteride sui livelli sierici di PSA siano gli stessi. Sembra quindi ragionevole che i soggetti che intendono iniziare il trattamento con la finasteride eseguano un test del PSA prima di cominciare la terapia, allo scopo di evitare risultati condizionati dal farmaco; inoltre, nel caso il valore dell’antigene salga di 0,3 ng/ml durante il trattamento con finasteride, è consigliabile effettuare un prelievo bioptico.

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Finasteride ed effetti collaterali permanenti nell’ambito della sfera sessuale

Alcuni degli effetti collaterali da assunzione di finasteride riguardano la sfera sessuale; fino a poco tempo fa si riteneva che, per assunzioni a basso dosaggio, tali effetti avessero carattere transitorio; studi piuttosto recenti hanno però messo in evidenza che tali effetti sono verosimilmente irreversibili sulla funzione sessuale maschile; per quanto riguarda i dosaggi più alti c’è addirittura il sospetto di un aumento del rischio di contrarre il cancro alla prostata. Per ottenere risposte definitive sulla questione saranno necessari ulteriori approfondimenti, ma c’è sicuramente abbastanza su cui riflettere, tant’è che l’Associazione Americana di Urologia raccomanda ai propri associati di informare dettagliatamente i propri pazienti sia su tali effetti collaterali sia sulle terapie alternative per l’IPB.

Finasteride ed alopecia androgenetica

La finasteride è probabilmente il farmaco più usato nella terapia della calvizie; i risultati ottenuti sono considerati di un certo rilievo dal momento che, dopo un periodo di 12 mesi di trattamento, si osserva una ricrescita moderata o densa nel 48% dei casi; dopo un periodo di 24 mesi la percentuale sale al 66%; l’efficacia del trattamento migliora in caso di combinazione con il minoxidil (formulazioni al 2 e al 5%). Come detto in precedenza, la finasteride agisce inibendo l’enzima 5-alfa-reduttasi, per la precisione il tipo 2 che è localizzato nell’epididimo, nella prostata, nella guaina epiteliale dei follicoli piliferi ecc.; l’inibizione dell’enzima causa una riduzione del DHT circolante il cui eccesso è una delle cause della calvizie. Alle dosi indicate (ricordiamo che la FDA ne ha approvato l’uso come trattamento anticalvizie alla dose di 1 mg al giorno) il farmaco ha una bassa percentuale di effetti collaterali (tra i quali vengono segnalati diminuzione della libido, riduzione dell’eiaculato, difficoltà nel raggiungimento e/o nel mantenimento dell’erezione, ginecomastia, dolore testicolare, ritenzione idrica, accumulo di adipe, reazioni allergiche ecc.) ritenuti comunque transitori o reversibili in caso di sospensione del trattamento (posizione che secondo alcuni autori non è condivisibile, si veda quanto riportato nella parte finale del paragrafo precedente). Il trattamento con finasteride può essere effettuato solo dietro prescrizione medica; il costo di un mese di terapia si aggira sui 55 euro (28 compresse da 1 mg); quest’ultima deve essere continuativa, infatti, nel caso essa venga sospesa, la situazione tornerà allo stato di pre-trattamento nel giro di 9-12 mesi circa. Il farmaco è controindicato nelle donne e nei bambini oltre che in caso di ipersensibilità verso qualsiasi componente del prodotto.

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Una riflessione sugli effetti collaterali della Finasteride

Visti gli effetti collaterali del farmaco, che in alcuni casi potrebbero essere veramente pesanti, viene da chiedersi se valga veramente la pena di ricorrere al farmaco per questioni estetiche. L’aspetto estetico è sicuramente una condizione facilitante, ma è perlomeno curioso constatare come molte persone tendano a sopravvalutare determinate soluzioni: un uomo calvo di 50 anni, con un cattivo stile di vita, se avesse tutti i capelli, quanti anni dimostrerebbe? Probabilmente 50 o più. In altri termini, se si può essere favorevoli alla chirurgia estetica per soluzioni decisamente migliorative e durature (per esempio il rimodellamento di un naso orribile, un nuovo aspetto può cambiarti la vita), è necessario valutare con molto spirito critico quelle soluzioni che di fatto migliorano di poco con svantaggi non indifferenti (si veda l’esempio del vestirsi bene nella pagina sull’errore di importanza).

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I 5 modi per evitare di arrossire sul volto ed apparire imbarazzati

MEDICINA ONLINE PERCHE SI ARROSSISCE AMORE IMBARAZZO EMOZIONE VOLTO STRESS PELLE ROSSA RAGAZZA DONNA FACCIA ERITEMA AMORE RIMEDI face swatch red blush skin hiding.jpgCome abbiamo visto in questo articolo, arrossire in viso è un meccanismo automatico determinato da emozioni forti ed improvvise. Pur essendo impossibile impedire che esso si verifichi, esistono vari sistemi per limitarlo al massimo e prevenirlo. Vediamone alcuni.

1) Rilassati

Come prima accennato, arrossire è un meccanismo automatico e non c’è un sistema che lo impedisca del tutto, tuttavia – essendo determinato da forti emozioni – imparare a controllare lo stress potrebbe limitare il tuo rossore. Quando ti capita di arrossire, puoi provare a rilassare i muscoli (soprattutto quelli di spalle e collo) per cominciare a riacquistare il giusto colorito. Prova a rilasciare la tensione che senti. Mantieni la postura eretta, con le gambe bilanciate. Per rilassarti, prova a:

  • inspirare ed espirare profondamente;
  • ricordare a te stesso che non è la prima volta che arrossisci e probabilmente non sarà l’ultima;
  • ricordare che arrossire è qualcosa di naturale, di cui non devi vergognarti;
  • pensare al fatto che arrossire può addirittura essere un segno di salute e piacevole e può spingere la persona che hai di fronte (e che magari ti piace) a fare il primo passo;
  • prova a sorridere: rende le guance di un colorito rosso naturale e inoltre ci fa sentire felici, distruggendo così ogni ansia sociale;
  • chiudi gli occhi e pensa di essere in un posto diverso da dove sei.

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2) Prova a richiamare l’attenzione sul tuo arrossire

Se una persona va a un appuntamento e fa qualcosa di incredibilmente imbarazzante, un modo apparentemente paradossale per salvare la situazione potrebbe essere il richiamare l’attenzione proprio su quello: “Bene, questo è stato imbarazzante. Ti giuro che non sono sempre così impacciato!”. Facendo in questo modo, si smaschera l’imbarazzo, che di solito svanisce quasi subito. Puoi fare la stessa cosa con il tuo arrossire.

3) Lavati la faccia

Lavarsi la faccia con acqua fredda tende a diminuire il rossore, perché il freddo determina vasocostrizione e quindi minor afflusso sanguigno ai capillari.

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4) Previeni le situazioni imbarazzanti

Devi scoprire quali sono le situazioni in cui arrossisci: quando ti arrabbi o quando sei agitato? Quando guardi una persona che ti piace? Oppure arrossisci quando l’attenzione è puntata su di te? In realtà, non devi evitare queste situazioni, ma cerca soltanto di renderti conto che non c’è ragione di arrossire in queste circostanze. Questo è il primo passo da fare per evitare l’imbarazzo di arrossire.
Fai una lista di tutte le volte che hai avuto questo problema di recente, specialmente nelle situazioni sociali. Prendi nota ci che cosa è successo. Ti hanno preso in giro? La gente se n’è accorta? Nella maggior parte dei casi, le persone normali non pensano che il rossore sia un problema e non ci fanno caso. E perché dovrebbero? Non è qualcosa che puoi controllare. Comincia a pensare che il rossore non è così importante come pensi.

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5) Trova delle tecniche che ti aiutino a rilassarti

Prepara corpo e mente a rilassarsi prima di arrossire, attraverso la meditazione e la ginnastica dolce. Sentirti rilassato e pensare di avere il controllo potrebbe aiutarti a prevenire il rossore.

  • Prova lo yoga: è l’esercizio perfetto per corpo e mente che ti aiuterà a concentrarti e stimolerà il tuo fisico affinché il sangue scorra lungo tutto il corpo e non solo in faccia. Prova diversi tipi di yoga, ne esistono dozzine; trova quello che va bene per te.
  • Prova la meditazione dolce: la parola “meditazione” può avere significati diversi. Prova semplicemente a diventare consapevole del tuo corpo e porta questa consapevolezza fuori da te stesso, per aiutarti a liberarti. Per prima cosa, concentrati sui pensieri nella tua testa e poi sposta gradualmente la tua consapevolezza fino ai confini del tuo corpo, finché non lo percepisci nel suo insieme.

Chiedi l’aiuto di uno specialista

Se la sola idea di arrossire ti crea tali problemi da impedirti una vita normale, potresti aver bisogno di un aiuto da parte di una specialista. Per approfondire, leggi: Eritrofobia, la paura di arrossire: cause, caratteristiche, cure e consigli

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Perché si arrossisce senza motivo o per amore? Cause e rimedi

MEDICINA ONLINE PERCHE SI ARROSSISCE AMORE IMBARAZZO EMOZIONE VOLTO STRESS PELLE ROSSA RAGAZZA DONNA FACCIA ERITEMA AMORE RIMEDI face swatch red blush skin hiding.jpgA chi non è mai capitato almeno una volta di sentire all’improvviso le guance scottare ed accorgersi di essere diventato rosso come un peperone? Questa è la reazione tipica che si ha quando ci si trova in determinate situazioni. Ma perché si arrossisce?  I veri motivi per cui si arrossisce sono ancor oggi oggetto di studi da parte di scienziati e psicologi. Quello che è dato ormai per certo è che si arrossisce senza poter fare nulla per evitarlo. E’ un meccanismo involontario, non lo possiamo controllare, almeno NON del tutto! E’ come la respirazione ed il battito del cuore: possiamo modularli con varie tecniche, tuttavia loro funzionano autonomamente. Non a caso ho citato battito cardiaco e respirazione: un aumento della loro frequenza tende infatti a verificarsi contemporaneamente alla comparsa del rossore. Inoltre il rossore si associa alla tipica sensazione di calore che sale verso il viso e successivamente interessa tutto il corpo

Zone del rossore

Il tipo di arrossamento può variare:

  • c’è chi arrossisce solo sulle guance;
  • chi sull’intero volto;
  • altri solo sulle orecchie o sul collo.

Motivi fisici dell’arrossamento

L’arrossamento tecnicamente è provocato dall’aumento del flusso sanguigno dovuto all’incremento di adrenalina nel nostro corpo. Questo capita in particolari situazioni di stress, o quando si verifica quello che gli studiosi chiamano “meccanismo di combatti o fuggi”. All’improvviso si prova imbarazzo, aumenta l’adrenalina, aumenta il flusso sanguigno ai capillari superficiali e si diventa rossi in viso. L’aumento del flusso ematico causa anche la forte sensazione di calore sulla faccia. Il rossore nel volto può essere determinato anche da varie condizioni e patologie, come vedremo in seguito. Quello che è ancora poco chiaro è il perché il rossore compaia principalmente sulle guance (molto più raramente anche sul collo) e non anche su tutto il resto del fisico. I capillari sono presenti in tutto il corpo, ma solamente quelli sul viso sono più soggetti al rossore.

Leggi anche: Perché piango sempre per tutto e senza motivo? Cosa posso fare?

Motivi psicologici che determinano rossore in viso

Nella maggior parte dei casi quando si arrossisce è perché in quel preciso momento si sta provando una forte emozione, quasi sempre imbarazzo. Il tutto accade all’improvviso: è una reazione istintiva ed emotiva nei confronti del contesto nel quale ci si trova. Con il rossore sul viso si manifesta, senza parlare, uno stato di imbarazzo e/o disagio. Quasi sempre l’arrossamento si verifica quando si sente in difetto o in colpa verso gli altri e si assume un atteggiamento difensivo che diventa manifesto tramite il rossore.

Quali sono le classiche situazioni che portano all’arrossamento del viso?

Ecco una lista di situazioni tipiche che determinano rossore in viso:

  • quando si viene presi in giro davanti ad altre persone;
  • quando siamo di fronte – o semplicmente pensiamo – ad una persona di cui siamo innamorati;
  • quando si è interrogati dall’insegnante e non si è preparati;
  • quando baciamo una persona che ci piace;
  • quando facciamo sesso;
  • quando si è colti in flagrante a fare qualcosa che non si dovrebbe;
  • quando proviamo un forte piacere o una forte paura;
  • quando si viene sbugiardati di fronte agli altri;
  • quando si riceve un complimento inaspettato;
  • quando si deve fare un discorso in pubblico;
  • quando si ricorda un’occasione in cui si è provato forte imbarazzo;
  • quando ci si arrabbia.

Si potrebbe andare avanti a lungo con questa lista: il rossore si può verificare in qualsiasi situazione in cui si prova una forte emozione, di qualsiasi tipo essa sia.

Leggi anche: Perché viene la pelle d’oca? A che serve?

Perché non tutti arrossiscono?

Non tutti arrossiscono. Alcuni diventano rossi come peperoni in pochi secondi anche con una emozione poco intensa, altri non lo diventano mai o solo raramente e con rossore poco evidente. Ciò dipenderebbe sia da motivi fisici (vascolarizzazione superficiale del viso più o meno fitta, pelle più o meno scura a causa di quantità più elevate o più basse di melatinina…) che psicologici (alcune persone sono ad esempio più “emotive” di altre), tuttavia i veri motivi di questa grande variabilità, non sono ancora stati del tutto chiariti.

Patologie e condizioni che determinano rossore

Ci sono alcuni casi in cui il rossore può essere determinato da condizioni o da patologie particolari. Tipici casi sono quando:

  • si assume una grande quantità di alcolici;
  • si è sessualmente eccitati;
  • si compie uno forzo pesante o a lungo;
  • si espone la pelle a freddo eccessivo;
  • quando si prende troppo sole senza protezione solare.

Un rossore patologico particolare è l’eritema a farfalla che compare nel Lupus eritematoso sistemico, a tal proposito leggi anche: Lupus eritematoso sistemico (LES): cause, sintomi e terapie

La fobia di arrossire

Il rossore in viso in alcuni casi sfocia in un vero e proprio disturbo psichiatrico: l’eritrofobia o ereutofobia, cioè la paura ossessiva di arrossire. Per chi soffre di questa patologia l’arrossire è praticamente una costante. Questa fobia, inoltre, può compromettere seriamente la vita lavorativa e sociale, tanto che molte persone che ne sono affette decidono di sottoporsi ad un intervento chirurgico, la simpaticectomia endotoracica, che va a limitare il problema.

Come evitare di arrossire

Esistono vari sistemi per limitare al massimo il rossore, li potete trovare in questo articolo: I 5 modi per evitare di arrossire sul volto ed apparire imbarazzati

Per approfondire, leggi: Eritrofobia, la paura di arrossire: cause, caratteristiche, cure e consigli

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Perché piango sempre per tutto e senza motivo? Cosa posso fare?

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  • depressione: nella maggior parte dei casi, la depressione comporta sintomi più evidenti rispetto al semplice pianto, ma fra questi può esservi anche la tendenza a piangere senza un’apparente causa;
  • ansia: molte persone piangono prima o dopo aver avuto un attacco di ansia o panico;
  • stress: elevati livelli di stress sono collegati a una maggiore tendenza a piangere. Se è questo il vostro caso, provate a gestire meglio lo stress, apprendendo una tecnica di rilassamento, praticando yoga o meditazione, o imparando a gestire in maniera più sana la vostra vita quotidiana;
  • sindrome premestruale: circa il 20-40% delle donne, per cause ormonali, sperimenta problemi emotivi durante il periodo della sindrome premestruale, che potrebbero sfociare in pianti apparentemente immotivati. Per lo stesso motivo piange spesso anche la donna incinta, specie se per lei è la prima gravidanza;
  • mancanza di sonno: proprio come i bambini, gli adulti che non dormono abbastanza tendono ad essere emotivamente più fragili, e quindi possono piangere senza una causa evidente.

Come fare ad affrontare e superare questo problema?

In primo luogo, sarà importante riuscire a comprendere qual è la vera causa alla base di questo vostro malessere. Non importa cosa pensate, non si piange mai senza un’effettiva ragione, anche se essa può non essere nota a livello cosciente. Per meglio comprendere cosa sta effettivamente accadendo, potreste farvi aiutare da un professionista esperto, grazie al quale potrete ritrovare il vostro benessere mentale e fisico. Inoltre, potrà essere utile apprendere delle tecniche di rilassamento, o scrivere i vostri pensieri e le vostre sensazioni su un diario. Se il problema continua a lungo, meglio non sottovalutarlo: è opportuno l’aiuto di uno psicoterapeuta o di uno psichiatra. Ber ritrovare il benessere mentale, potrebbe essere utile assumere un integratore alimentare di magnesio: https://amzn.to/2MYZ2Bx da solo o anche in associazione con un integratore completo come questo: https://amzn.to/42hbovv

Se ti ritrovi spesso a piangere senza motivo apparente, oppure senti di non riuscire a trovare una “via d’uscita” ai tuoi problemi, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Si sporge nuda dall’auto per fare un video hot, sbatte contro un lampione e muore [VIDEO]

MEDICINA ONLINE AMBULANZA URGENZA EMERGENZA INCOSCIENZA TRAUMA POLITRAUMA INCIDENTE STRADALE 118 PARAMEDICO INTERVENTO PRONTO SOCCORSO RIANIMAZIONE MASSAGGIO CARDIACO RESPIRAZIONE BOCCA DEFIBRILLATORE.La donna si stava facendo filmare da un’amica. Tra pose hot e ammiccamenti vari, si è sporta troppo dal finestrino dell’auto e ha finito per sbattere violentemente contro un palo sulla strada a Punta Cana, nella Repubblica Dominicana.

Una donna russa è morta a seguito di un drammatico incidente d’auto avvenuto mentre stava girando un video erotico amatoriale. Natalia Borisovna Borodina, 35 anni, originaria di Mosca, si stava facendo filmare dalla conducente della vettura con un telefono cellulare, mentre si esibiva in pose sexy sulla parte superiore del finestrina dell’auto a seno nudo. Nel video choc si vede la donna, madre di un bimbo, che, mentre si sporge  dal macchina in movimento, batte con la testa contro un lampione e finisce fuori dal mezzo. L’impatto risulterà fatale.

Il video è stato registrato su un’autostrada vicino Punta Cana, nella Repubblica Dominicana. A filmare Natalia sarebbe stata la sua amica Ivanna Boirachuk, 32 anni, che era al volante. Nel filmato la donna ammicca e rida alla telecamera, ma in pochi secondi avviene l’irreparabile. I media russi scrivono che la 35enne è stata trasportata in ospedale dove è deceduta a seguito delle “gravi lesioni alla testa” subite nell’impatto con lampione.

Il video dell’incidente (attenzione, immagini forti) potete trovarlo seguendo QUESTO LINK.

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L’inquilino del terzo piano (1976): trama e spiegazione del film

MEDICINA ONLINE LINQUILINO DEL TERZO PIANO SPIEGAZIONE FINALE The Tenant is a 1976 psychological horror film Roman Isabelle Adjani Melvyn Douglas Shelley Winters 1964 Le locataire chimérique Roland Topor..jpg

Chi si nasconde davvero sotto queste bende?

Un film di Roman Polanski, con Roman Polanski, Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Bernard Fresson, Jo Van Fleet. Titolo originale “Le locataire”, in USA conosciuto come “The Tenant”. Drammatico, thriller psicologico, durata 125 min. – Francia 1976.

Trama senza spoiler

Trelkovski, modesto ed anonimo impiegato di origini polacche, prende possesso a Parigi di un appartamento la cui inquilina precedente, Simon Chule, si è uccisa buttandosi dalla finestra. Circondato da inquietanti e grotteschi vicini, Trelkovski scopre nell’appartamento orribili tracce dell’ex-inquilina, che lo porteranno a conseguenze drammatiche e totalmente impreviste. L’inquilino del terzo piano, insieme a “Repulsion” ed a “Rosemary’s baby”, completa la trilogia dedicata da Polanski al lato oscuro, ai meandri orrorifici della mente umana, sebbene gran parte della sua produzione possa a mio avviso ricondursi ad inquietudini sottili e morbose che l’essere umano sperimenta nella propria esperienza, basti pensare al meraviglioso “Una pura formalità“.

Leggi anche: Arrival (2016): trama, recensione e spiegazione del film

Spiegazioni (SPOLER)

Non esiste una spiegazione univoca e razionale a questo film veramente eccezionale di Polanski. Partiamo dal fatto che l’Inquilino del terzo piano inizia e termina con la stessa scena, un paio di occhi (vedi foto in alto) che spuntano da un corpo quasi interamente bendato e ingessato. Non sembra un grido “casuale”, bensì è il tipico urlo di chi riconosce il proprio carnefice ma non può indicarlo, oppure l’urlo terrorizzato che personalmente farei io se fossi bloccato a letto e vedessi me stesso dall’esterno del mio corpo. Quali le possibili spiegazioni a quell’urlo ed al film in generale?

1) Malattia mentale

Una delle possibili soluzioni, tra le più semplici, è che Trelkovski sia malato di una malattia mentale, ad esempio schizofrenia, che lo porta a travestirsi da donna e ad immaginare di essere Simone. La sua paranoia potrebbe essere scaturita dal suo carattere remissivo ed eccessivamente accomodante che lo espone all’aggressività degli altri: travestirsi da donna dal carattere forte potrebbe essere un sistema per sfuggire alla gabbia del suo carattere debole. La stessa malattia lo esporrebbe alle numerose scene irreali del film, che sarebbero allucinazioni, a tal proposito, leggi anche: Schizofrenia: sintomi iniziali, violenza, test, cause e terapie

2) Personalità multipla

Trelkovski è affetto da personalità multipla: dalla finestra vede sé stesso nel suo appartamento e ciò farebbe pensare ad uno sdoppiamento di personalità. Trelkovski riflette “il suo io” dall’altra parte. Ma il suo io è sé stesso o è Simone? Trelkovski vede dal suo appartamento Simone Choule che si toglie le bende perché ha una allucinazione o perché vede una delle sue personalità, quella di Simone? Ed è Simone una delle personalità di Trelkovki o è Trelkovski una delle personalità di Simone?

Leggi anche: Disturbo di personalità multipla: sintomi, terapie e film in cui è presente

3) Reincarnazione

Le innumerevoli simbologie egizie presenti nel film farebbero supporre la tematica della reincarnazione: Trelkowski e Simone sarebbero in realtà la stessa persona, l’una incarnata nell’altra, il che spiegherebbe la scena in cui Trelkowski, dalla finestra del proprio appartamento, vede una figura avvolta nelle bende (Simone e/o sé stesso nel futuro) nel bagno dello stabile; il bagno, coperto di geroglifici, rappresenterebbe una camera mortuaria egizia e Simone, in questa stanza, si toglie le bende come se fosse una mummia che si è risvegliata dalla morte.

Leggi anche: Una pura formalità (1994) spiegazione, analisi e significato del film

4) Un loop temporale

Il film inizia e termina con la stessa scena. Non una scena simile: è proprio la stessa, o almeno così ci vuole suggerire Polanski: alla fine del film siamo portati a pensare che sotto le bende di Simone, viste all’inizio del film, ci sia Trelkovski e non Simone. Questo sta forse a significare che Simone Choule è Trelkovski e che l’intera storia sia una specie di serpente che si morde la coda, come in un loop temporale senza uscita? In tal senso il film potrebbe essere inquadrato nell’ottica del loop circolare, a tal proposito, leggi: Bootstrap paradox e paradosso della predestinazione: spiegazione ed esempi nei film

5) Tutto il film è nella mente di Simone

Trelkowski sarebbe un personaggio fittizio creato dalla mente della stessa Simone quando si ritrova bloccata a letto, o una fantasia basata su un uomo che va a visitarla in ospedale. Di conseguenza, l’intera linea narrativa del film sarebbe fittizia, esclusa la breve scena introduttiva.

Leggi anche: Allucinazioni lillipuziane e Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie

6) Omosessualità latente

Simone crea Trekovski con l’immaginazione. La ragazza amava le donne e non gli uomini: lo dice Stella all’inizio del film. Per conquistare la sua amica, Simone avrebbe proiettato la sua personalità in un uomo, sentendo di possedere una identità sessuale maschile. Essendo stata respinta da Stella, si getta nel vuoto. Questo avvalora l’idea che solo Simone sia reale, mentre Trekovski – ed il suo rapporto d’amore con Stella – sarebbe solo immaginato.
Oppure il contrario: Trelkowski potrebbe essere reale e Simone la parte femminile che è sopita in lui e che lotta per manifestarsi. Il disagio mentale di Trelkowski potrebbe essere quindi il risultato della resistenza del sé uomo che cerca di evitare che la propria identità di donna esca allo scoperto oppure della insopportabile disforia di genere derivata dall’essere trans, cioè dal possedere una identità di genere (femminile) diversa dal sesso assegnato alla nascita (maschile). Ricordiamo che nella società dell’epoca, l’orientamento sessuale omosessuale ed una identità di genere diversa dal sesso descritto sui documenti, erano fonte di notevolissimo disagio e, vista la rigidità culturale, questo portava a meccanismi di difesa molto elevati che sfociavano in puro delirio. Per approfondire questi argomenti, leggi:

7) Non c’è alcuna spiegazione precisa

Questa potrebbe essere la migliore spiegazione possibile, non trovate? La vita stessa ci espone a domande a cui probabilmente non avremo mai replica del tutto certa ed i film, in quanto descrizione della nostra vita, perché dovrebbero mai darci tutte le risposte, togliendoci il gusto – tipicamente umano – di ricercarle con una curiosità mai sopita?

Il bello dell’arte

Le risposte che ha trovato il sottoscritto finiscono qui, almeno per ora. Nonostante le mie spiegazioni avete ancora la faccia di chi ha visto per la decima volta “2001 Odissea nello spazio” e non ha ancora capito cosa significano i 5 minuti finali o di chi continua a rivedere “Donnie Darko” nel tentativo di trovare una spiegazione assolutamente certa al film? Non vi preoccupate, siete in buona compagnia. Ho la vaga sensazione che neanche Roman Polanski potrebbe dare una risposta certa agli interrogativi della propria stessa opera e, almeno per quel che mi riguarda, questo è uno dei lati che amo di più in questo film e nell’arte in generale: la possibilità di interpretare, di ragionarci su, di confrontare le proprie idee con altri appassionati.

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