L’ovaio “multifollicolare” va distinto dall’ovaio “policistico”(PCOS). Per ovaio multifollicolare si intende semplicemente un ovaio contenente molti follicoli e questo di per sé non è indice di patologia. Per ovaio policistico, invece, si intende una situazione più complessa, in cui la morfologia ecografica delle ovaie (che contengono tanti piccoli follicoli) non è che uno degli aspetti di un corteo anatomico-funzionale (che prende il nome di sindrome dell’ovaio policistico). Nell’ovaio policistico è anche aumentata la componente non follicolare dell’ovaio (stroma) ed il loro volume. Ciò comporta una alterata produzione ormonale da parte delle ovaie che si esprime in sintomi quali modificazioni del ciclo mestruale, assenza dell’ovulazione, crescita di peli in aree del corpo che normalmente ne sono prive (irsutismo). Pertanto, se si tratta di ovaia in atteggiamento multifollicolare, non ha problemi per una eventuale gravidanza.
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L’aspetto policistico delle ovaie riscontrato in ecografia, però, non è di per sé indice di PCOS: in molte donne l’ecografia mostra un aspetto policistico delle ovaie senza che a questo si associ alcun disturbo dell’ovulazione. In questi casi si parla non di PCOS ma di ovaio multifollicolare, una situazione molto diversa dalla PCOS e che nella maggior parte dei casi non crea seri problemi di infertilità.
L’ovaio multifollicolare non è quindi una situazione grave e spesso non inibisce l’ovulazione, invece l’ovaio policistico è una vera e propria patologia, che comporta squilibri ormonali e spesso inibizione dell’ovulazione e sviluppo di cisti.
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Nel 2014 i casi di Ebola, e i conseguenti decessi registrati a seguito della contrazione della malattia, sono aumentati e il rischio di internazionalizzazione dell’epidemia esiste, sebbene in Italia sia ridotto al 5-10%, rispetto al 20% di Belgio, Francia e Inghilterra, stati che hanno collegamenti aerei diretti con i paesi dell’Africa, dove è presente la malattia.
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C’è differenza tra ratto e topo? La risposta sembra scontata, infatti se la domanda venisse posta alla maggior parte delle persone, queste risponderebbero che non vi è alcuna differenza. In effetti, sono in tanti ad usare i due termini indifferentemente per indicare lo stesso animale. In realtà i ratti e i topi sono due animali diversi che condividono alcune caratteristiche. Secondo la classificazione zoologica, entrambi appartengono all’ordine dei Roditori (lo stesso di cui fa parte anche lo scoiattolo) ed entrambi fanno parte della famiglia dei Muridi, per questo presentano caratteristiche morfologiche molto simili.
Che differenza c’è tra osteopata e fisioterapista? Il fisioterapista è riconosciuto a livello sanitario nazionale come medico, al contrario l’osteopata non è considerato come tale, per cui deve necessariamente ottenere la laurea in medicina chirurgica o la qualifica di fisioterapista. La sostanziale differenza tra i due sta nell’approccio che hanno verso il paziente; infatti, il fisioterapista si occupa dei sintomi a livello locale e mette in pratica terapie fisiche, come ad esempio i massaggi, per curare le patologie riscontrate. L’osteopata al contrario, ha un approccio più generico sia nella diagnosi della patologia che nella terapia stessa e utilizza delle tecniche per modificare la postura, lavorando su tutto il corpo.
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Esistono delle differenze tra ansia e attacchi di panico ed è utile comprenderne le caratteristiche per individuarle e combatterle. Uno studio sull’ansia afferma che questo disturbo dovrebbe essere maggiormente preso in esame dalla ricerca sulla salute mentale perché è più comune di quanto si pensi. Gli scienziati dell’Università di Cambridge hanno recentemente affermato che sono i giovani sotto i 35 anni, le donne e gli individui affetti da problemi di salute ad esserne particolarmente colpiti. Si stima che 4 persone su 100 soffrono di ansia.
Il matrimonio è definito nell’articolo 29 della Costituzione come l’atto con cui due persone, di sesso opposto, rendono pubblica la loro volontà di concretizzare una comunione spirituale e materiale di vita. Ed è “ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. Può essere celebrato in presenza dell’ufficiale di stato civile o in chiesa.