Una scoperta italiana che potrà personalizzare le terapie per il tumore al seno: sono stati identificati quei geni in grado di predire il rischio Continua a leggere
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Malattia di Ménétrier: cause, sintomi, diagnosi e terapie
La malattia di Ménétrier (anche chiamata “malattia di Ménétrier” o “gastrite ipertrofica gigante“; in inglese “Ménétrier’s disease“) è una rara gastropatia iperproliferativa precancerosa, caratterizzata da marcata iperplasia delle Continua a leggere
Carcinoma metastatico della tiroide: sintomi, diagnosi, cura
Il carcinoma metastatico della tiroide è causato da metastasi provenienti da tumori maligni di altri organi e rappresenta circa il 2% circa del Continua a leggere
Linfoma maligno tiroideo: caratteristiche, sintomi, mortalità
Il linfoma maligno tiroideo è un linfoma che prende origine all’interno della ghiandola tiroide. Non viene definito linfoma Continua a leggere
Tumore al polmone operabile ed inoperabile: stadiazione
Le forme di carcinoma polmonare vengono classificate in base a vari fattori:
- “T” indica l’estensione e la localizzazione del tumore;
- “N” indica coinvolgimento linfonodale;
- “M0” indica l’assenza di metastasi;
- “M1” indica la presenza di metastasi;
- il numero accanto alla lettera indica la gravità (maggiore è il numero e maggiore è la gravità).
Differenza tra fratture patologiche, fisiologiche e da stress
Per frattura si intende l’interruzione della continuità di un segmento osseo. In base alle cause che la generano è possibile differenziare tra due tipologie di frattura: patologica e fisiologica (anche chiamata “frattura traumatica“). Se la frattura riguarda solo l’osso è detta “isolata”, mentre se coinvolge anche i legamenti è detta “associata”. Le fratture possono inoltre essere “composte” (quando i due monconi ossei risultano allineati tra loro), “scomposte” (in cui i due monconi non sono allineati)o “esposte” (i monconi rompono la cute ed arrivano a comunicare con l’esterno). Il punto preciso di interruzione è detto rima di frattura, mentre l’area circostante è definita focolaio di frattura. La differenza più importante, ai fini dell’argomento di questo articolo, è quella tra frattura di tipo traumatica, patologica o da stress:
- fratture fisiologiche (o traumatiche): avvengono in un osso sano, con normale resistenza meccanica. Essendo le ossa di un adulto estremamente robuste, generalmente è necessario un trauma che possiede una forza medio-elevata per generare una frattura ossea. Sono le fratture più frequenti, diffuse soprattutto tra individui giovani ed adulti, specie se svolgono attività ad alto rischio di impatti violenti (come gli sportivi);
- fratture patologiche: avvengono in un osso NON sano, con ridotta resistenza meccanica. Tale minore resistenza può essere determinata da molte patologie locali e sistemiche come osteoporosi, tumore osseo o metastasi ossea che indeboliscono progressivamente l’osso. Sono fratture meno frequenti, generalmente diffuse maggiormente tra gli anziani.
Quindi mentre una frattura fisiologica avviene in un osso sano che è stato sottoposto ad un trauma di potenza medio-alta, una frattura patologica invece avviene in un osso indebolito (a causa di una patologia). Per generare una frattura in un osso così indebolito è sufficiente un trauma di potenza medio-bassa.
Le fratture da stress (chiamate anche “fratture da durata”) avvengono su un osso sano a normale resistenza meccanica e sono causati da microtraumi ripetuti varie volte nel tempo. Tali microtraumi singolarmente sarebbero troppo deboli per generare un frattura traumatica, tuttavia, la loro ripetizione nel tempo, indebolisce progressivamente anche l’osso più robusto e lentamente ma inesorabilmente determinano lesione e frattura dell’osso. E’ tipica degli sportivi.
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Differenza tra cancro e metastasi
Per capire bene i concetti di “cancro” e di “metastasi” è di fondamentale importanza comprendere il significato del termine “tumore”. Un tumore (anche chiamato “neoplasia“) è una massa di tessuto anormale che origina da una singola cellula mutata nel suo DNA e che cresce in eccesso ed in modo incontrollato rispetto ai tessuti normali. Un tumore, al contrario dei tessuti sani, ha potenzialmente la caratteristica di invadere i tessuti e gli organi circostanti, per continuità o tramite il sistema circolatorio o quello linfatico, grazie alle metastasi.
E’ importante anche capire che un tumore può essere fondamentalmente di benigno o maligno (in quest’ultimo caso prende il nome di “cancro”). Quindi quando diciamo “cancro” ci stiamo riferendo ad un tumore maligno (e non ad un tumore benigno). Tale distinzione è estremamente importante perché mentre i tumori benigni hanno gravità minore, i tumori maligni hanno invece delle caratteristiche che li rendono più pericolosi ed aggressivi. Una di queste caratteristiche è appunto quella di dare avvio a metastasi a distanza, cosa che invece i tumori benigni NON sono in grado di fare.
Le metastasi sono cellule tumorali maligne che si staccano dal tumore maligno originario e si diffondono a distanza in altri tessuto ed organi dove possono riprodursi e generare nuovi tumori. Le modalità di spostamento delle cellule metastatiche sono diverse, solitamente si diffondono per continuità (vicinanza anatomica tra organi) o tramite il sistema linfatico o sanguigno.
Quando un paziente ha un cancro, la presenza o l’assenza di metastasi a distanza è un fattore estremamente importante. Il fatto che ci siano delle metastasi, nella maggior parte dei casi, indica infatti spesso che il tumore maligno è in una fase più avanzata e molto più difficile da curare, fatto che purtroppo determina una riduzione delle possibilità di sopravvivenza del paziente. L’assenza di metastasi, invece, indica tumore maligno localizzato solo nell’organo dove si è formato, quindi più facile da curare e con prognosi più favorevole per il paziente.
Tutti i tumori danno metastasi? No, ribadiamo che solo i tumori maligni (cioè il cancro) possono dare metastasi.
Un cancro con metastasi è più pericoloso di un cancro senza metastasi? Generalmente si, ma ciò non è necessariamente vero in tutti i casi. Ad esempio un tumore maligno localizzato e senza metastasi poterebbe portare al decesso del paziente, mentre un tumore maligno con metastasi ben localizzate potrebbe essere curato. Rimane però il fatto che la presenza di metastasi è – nella stragrande maggioranza dei casi – un indicatore prognostico estremamente negativo e non auspicabile.
La presenza di metastasi indica che la malattia è terminale? No. Seppur grave e peggiorativa della prognosi, la presenza di metastasi non indica necessariamente che il paziente è destinato a morire, dal momento che la medicina ha sviluppato tecniche terapeutiche come radio- e chemioterapia, capaci potenzialmente di far regredire la malattia.
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Differenza tra tumore e cancro: sono la stessa cosa?
Cancro e tumore sono usati spesso come sinonimi, ma non sono due parole necessariamente equivalenti, quindi NON devono essere usati come sinonimi. Cominciamo con lo spiegare che un tumore (dal latino tumor, “rigonfiamento”, anche chiamato “neoplasia“) è una massa di tessuto anormale che:
- origina da una singola cellula mutata nel suo DNA;
- ha dato origine ad una progenie di cellule;
- cresce in eccesso ed in modo incontrollato rispetto ai tessuti normali;
- persiste in questo stato dopo la cessazione degli stimoli che hanno indotto il processo; a tale proposito leggi anche: Differenza tra tumore e tessuto normale con esempi di tumori benigni e maligni
Differenza tra tumore e cancro
Un tumore può essere benigno o maligno. Un tumore maligno viene anche chiamato “cancro”:
- le parole “cancro” e “tumore maligno” sono sinonimi;
- le parole “cancro” e “tumore benigno” NON sono sinonimi.
Quindi un cancro è sempre un tumore maligno, mentre un tumore non è necessariamente un cancro. Per approfondire leggi anche: Cos’è un tumore? Perché viene il cancro? Quali sono le cause?
Qual è la differenza tra un tumore benigno ed un tumore maligno (alias cancro)?
La distinzione tra tumori benigni e maligni è estremamente importante perché i primi sono estremamente meno gravi dei secondi. Le differenze principali riguardano il tipo di replicazione cellulare, il tipo cellulare, la terapia e la prognosi:
- Sia nel tumore benigno sia nel cancro, riproduzione delle cellule tumorali è incontrollata, ma, mentre nel benigno le cellule proliferate restano limitate al tessuto/organo in cui sono nate, nel maligno (cancro) le cellule mutano ancora più profondamente estendendosi agli organi vicini, fenomeno conosciuto come diffusione delle metastasi.
- Le cellule di un tumore benigno sono simili alle cellule del tessuto in cui il tumore è sorto, invece le cellule di un tumore maligno tendono ad essere molto diverse da quelle del tessuto di origine, a volte talmente diverse da rendere il tessuto di origine di difficile individuazione.
- I tumori benigni sono certamente patologie potenzialmente gravi, ma più raramente portano a decesso del paziente, mentre invece i tumori maligni portano più facilmente al decesso del paziente, proprio a causa del processo di metastatizzazione, che fa si che le cellule alterate colonizzino gran parte dell’organismo, attaccando organi vitali come cuore e cervello. Per questa ragione in caso di tumore maligno diventa fondamentale intervenire, anche chirurgicamente, prima che le cellule tumorali arrivino ad altri organi. Insomma mentre con un tumore benigno si può convivere, a volte anche ignorando di averlo, con un tumore maligno (cancro) bisogna correre ai ripari il prima possibile perché potenzialmente mortale.
- In caso di tumore maligno, è importante intervenire al più presto con la terapia adeguata allo stato di diffusione della malattia, ad esempio con chirurgia, chemioterapia o radioterapia. In caso di tumore benigno, invece, la tempestività è molto meno importante ed anzi spesso il medico, anziché decidere per la sua asportazione, opta per una osservazione attenta e solo se il tumore benigno dovesse mutare caratteristiche (ad esempio: lipoma che aumenta in dimensioni) allora sceglierà di asportarlo chirurgicamente.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine