Sostanze ad azione stimolante sul sistema nervoso centrale che causano insonnia

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA COCAINA CRACK DROGA SOSTANZA DIPENDENZALe sostanze che hanno dimostrato capacità di alterare l’organizzazione del sonno e di causare insonnia sono numerose e molte di esse sono state studiate sul piano clinico, neurofisiologico e polisonnografico. Le sostanze per le quali è stata messa in evidenza la possibilità che la loro utilizzazione (più o meno corretta, più o meno vantaggiosa) determini, con meccanismi anche differenti (talora di segno opposto), la comparsa di insonnia, possono essere attribuite a quattro gruppi diversi (più o meno omogenei):

  • sostanze ad azione stimolante sul sistema nervoso centrale (SNC);
  • sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale;
  • alcol;
  • altre sostanze.

In questo articolo ci occuperemo in particolare delle sostanze ad azione stimolante sul SNC.

Sostanze ad azione stimolante sul SNC

Le sostanze ad azione stimolante sul sistema nervoso centrale (SNC), per l’intrinseca natura della loro azione farmacologica, causano spesso insonnia; senza entrare nel
merito dei singoli meccanismi di azione, possiamo dire che l’effetto «insonnia» si inserisce nell’effetto più generale della stimolazione del sistema, dove si assiste ad un aumento di attività neuronale per incremento di eccitabilità, dipendente o da un blocco di meccanismi inibitori o da sollecitazione di meccanismi eccitatori; in linea generale si
può anche dire che l’effetto stimolante si realizza sia a livello di strutture corticali che a livello di distretti profondi sottocorticali.

Le sostanze responsabili

Le sostanze che, in misura tuttavia differente in termini quantitativi, possono stimolare il SNC  e determinare insonnia, sono:

  • amfetamina e altre sostanze amfetamino-simili (amine simpaticomimetiche);
  • cocaina;
  • nicotina;
  • metilxantine (caffeina, teina e anche teofillina).

L’uso che se ne fa, o se ne è fatto, in campo terapeutico, riguarda il loro possibile effetto stimolante nella narcolessia, la presenza di effetti simpaticomimetici periferici, la riduzione del senso della fame o il controllo dell’eccitamento e dei disturbi dell’attenzione nell’età infantile.

Leggi anche:

Quadro polisonnografico

Da un punto di vista polisonnografico, si nota che i farmaci appartenenti a questo gruppo agiscono in maniera abbastanza stereotipa sull’organizzazione ipnica notturna; sono paradigmatici, a questo proposito, i risultati osservati nello studio degli effetti dell’amfetamina sull’uomo: riduzione della quantità del sonno REM e allungamento della sua latenza, riduzione del sonno a onde lente, aumento globale del tempo di veglia (durante la quale aumentano le componenti EEG rapide). Collateralmente, si può ricordare che gli effetti di questi farmaci sono più evidenti nel soggetto sonnolento, con una scomparsa dei cosiddetti microsonni che possono comparire in regime di privazione di sonno. Lo studio degli effetti rebound dopo sospensione di queste sostanze evidenzia risposte inversamente proporzionali a quelle descritte durante l’assunzione, in particolare: ridotta latenza di sonno, ridotta latenza di fase REM, aumento globale del
tempo di sonno, aumento del sonno REM.

Per approfondire:

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Questa voce è stata pubblicata in Farmaci, terapie e sostanze d'abuso, Medicina del sonno, Neurologia, psichiatria, psicoterapia e riabilitazione cognitiva e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.