Eczema: pelle arrossata con bolle, crosticine e prurito

eczema cure pelle lente cuteUn eczema (dal greco ἔκζεμα, derivato di ἐκζέω, «ribollire»), o dermatite eczematosa, è per definizione una reazione dermica infiammatoria (dermatite) pruriginosa e non infettiva. La patologia ha una patogenesi a carattere immunitario-irritativo.

Eziologia

Le cause sottese allo sviluppo dell’eczema non sono ancora state completamente chiarite, ma si suppone che comprendano una coesistenza di cause ambientali e cause genetiche.

A livello ambientale, l’eczema è stato ricollegato alla cosiddetta ipotesi dell’igiene, assieme a quanto avvenuto con l’asma[1]: l’eczema sarebbe quindi dovuto al miglioramento delle condizioni igieniche moderne e alla mancata interazione con gli antigeni ambientali presenti nello “sporco”, che determinerebbe una maturazione incompleta del sistema immunitario e una sua risposta abnorme verso alcuni antigeni, e quindi una maggior diffusione delle allergie. Lo sviluppo di eczema è stato associato ad alterazioni genetiche e della proteina filaggrina, in particolari alle varianti genetiche OVOL1, ACTL9 e IL4-KIF3A.

Sintomatologia

L’eczema può presentarsi come un insieme di piccole macchie rosse, oppure come gruppi di foruncoli infiammati o anche come placche umide e rilevate. Se è di tipo progressivo la malattia comincia con una piccola macchia rossa e progredisce poi con una serie di macchie più grandi a volte coperte di croste. L’eczema provoca prurito; tuttavia, il grattarsi determina un peggioramento della situazione, anche se temporaneamente il paziente può sentire un senso di sollievo. L’eczema è la più comune delle malattie della pelle. Può instaurarsi a qualunque età ed in persone apparentemente sane. Talvolta, l’eczema insorge perché la pelle è venuta in contatto con sostanze irritanti, soprattutto durante il lavoro. Per questo, sono particolarmente soggette all’eczema gli estetisti, i barbieri, i panettieri, i tipografi e coloro che lavorano nelle industrie chimiche. In altri casi, invece, può essere determinato da reazioni dell’organismo, che si manifesta particolarmente sensibile a certi generi di cibo quando il soggetto soffre di allergia alimentare. L’eczema è quindi una manifestazione allergica. La malattia può apparire in qualunque parte del corpo, ma con maggiore frequenza si instaura sulle mani, sulle gambe, sui piedi e sulle orecchie. L’eczema spesso non scompare facilmente e, in questo caso, si deve seguire un particolare regime alimentare o si deve evitare il contatto con la sostanza che lo ha provocato.

Complicanze

Le complicanze che possono nascere nelle forme di eczema sono infezioni che si aggiungono al quadro clinico preesistente, può manifestarsi eritrodermia, mollusco contagioso, verruche.

Diagnosi

La diagnosi si basa essenzialmente su anamnesi ed esame obiettivo. Nei casi più dubbi, è possibile eseguire una biopsia cutanea. Non è infrequente che l’eczema possa essere scambiato per una allergia alimentare.

Terapia

Il trattamento dipende dalla forma: possono essere somministrati cortisonici, steroidi ad uso topico, emollienti, idratanti per la pelle. Nei casi più gravi prednisone 1 mg/kg al giorno, PUVA terapia.

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Balanite, lichen planus, verruche, candida, gonorrea: le infezioni del pene

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVLe infezioni del pene e del glande sono diversi processi infettivi di origine batterica, virale, parassitaria o fungina che coinvolgono i genitali maschili ma che possono diffondersi anche ad altre aree del corpo e trasmettersi sessualmente al partner. Tra le infezioni più diffuse ricordiamo la balanite, le verruche genitali, la candidosi, il lichen planus e la gonorrea.

Balanite

La balanite (dal greco antico: βάλανος, bálanos, «ghianda», itis, «infiammazione») è un’irritazione e un’infiammazione, con comparsa di rossore, della testa del glande spesso estesa anche al prepuzio. In quest’ultimo caso viene meglio definita balanopostite. Le cause della balanite sono frequentemente correlate a batteri (Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus, Neisseria gonorrhoeae) ma a volte è sostenuta da miceti come la candida albicans. Può essere una balanite traumatica di tipo irritativo, da farmaci, allergica da contatto. Irritazione, prurito intimo, desquamazioni sono segnali di una origine batterica. I sintomi sono irritazione del glande, prurito, arrossamento, disturbi della minzione, edema, ingrossamento delle ghiandole linfatiche inguinali, lesioni ulcerative, secrezioni biancastre e/o maleodoranti dal pene, dolore durante i rapporti. In alcuni casi c’è sanguinamento. Le terapie includono antibiotici (se l’infezione è batterica) e gli antimicotici (se l’infezione è fungina). Anche il o la partner sessuale, sebbene sia asintomatica, dovrebbe sottoporsi al trattamento farmacologico specifico.

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Lichen planus

Il lichen planus (LP), o lichen ruber planus (LRP), è una dermatosi infiammatoria ad andamento cronico-recidivante ed eziologia sconosciuta che colpisce cute, mucose e unghie, si configura nella categoria delle malattie autoimmuni. Le cause non sono ancora del tutto note. Numerosi farmaci tra cui antibiotici, anticonvulsivanti, antidepressivi, antimalarici, antipertensivi, diuretici, FANS, metalli e farmaci biologici sono stati associati allo sviluppo di reazioni lichenoidi. L’amalgama dentale, contenente mercurio, è un possibile fattore di rischio benché non sia stata provata una chiara associazione con la patologia. Altri fattori di rischio sono esposizione a p-fenilendiammina, dimetilfumarato, noce di Betel, radioterapia, depressione e disturbi d’ansia. Anche le intolleranze alimentari, come quella al lattosio, non vanno trascurate. In alcuni studi (ma non in altri) si è riscontrata un’associazione tra infezione da HCV e lichen planus; il possibile ruolo di questo virus rimane perciò incerto. È stato inoltre associato ad infezioni da herpesvirus tra cui HHV-3, HHV-6, HHV-7 e in rari casi ad infezioni da HBV e in seguito a somministrazione di vaccino antiepatite B. I sintomi sono: lesioni papulose o placche pruriginose, erosive e recidivanti sulla pelle, prurito locale con balanite e postite, dolore durante i rapporti. La terapia dipende dall’elemento a monte che l’ha determinato. Il lichen reticolare non richiede alcun trattamento in quanto è asintomatico. In rari casi si può osservare una superinfezione da Candida albicans che causa bruciore e rende necessario un trattamento antimicotico. Nel lichen erosivo vengono impiegati soprattutto i corticosteroidi. In prima istanza si usano i corticosteroidi topici come il desametasone in soluzione viscosa, il flucinonide in gel o il betametasone in tavolette da sciogliere in bocca. Nel lichen atrofico dei genitali (come nella forma più grave sclero-atrofica) vengono impiegati due nuove molecole: il tacrolimus e il pimecrolimus, con ottimi risultati soprattutto se si considerano i pesanti effetti collaterali dei cortisonici (atrofia dell’epitelio e graduale perdita dell’elasticità delle mucose e della cute) che restano un’arma valida nelle forme più gravi.

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Verruche genitali

Il condiloma acuminato (anche chiamato verruca genitale, verruca venerea, verruca anale e verruca anogenitale) è una malattia altamente contagiosa a trasmissione sessuale. La causa risiede in alcuni sottotipi di Papillomavirus umano (HPV). Tra i sintomi ricordiamo: dolore, irritazione, prurito, dispareunia, dolore durante la minzione. Può degenerare in cancro. Terapia: è consigliato trattare i condilomi con farmaci antivirali ed immunomodulatori. Possono essere usati anche elettrocoagulazione, laser terapia o escissione chirurgica.

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Candidosi

Rare nell’uomo, al contrario della candidosi femminile, molto più diffusa e sintomatica. Cause: la causa è un fungo, la Candida albicans. Sintomi: bruciore circoscritto, dolore durante i rapporti, dolore durante la minzione, eritema localizzato, prurito, irritazione genitale. La terapia si serve di applicazione topica di antimicotici specifici (ad esempio Clotrimazolo o Miconazolo), eventualmente associando antifungini ad azione sistemica (ad esempio Polienici o Echinocandine).

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Gonorrea

La gonorrea (dal greco “gonos”: seme; e “reo” : scorro;) o blenorragia (dal greco “blenos”: muco; e “ragoo”: erompo;) è una malattia a trasmissione sessuale. La causa risiede nel batterio Neisseria gonorrhoeae. È popolarmente nominata “scolo”. I termini si riferiscono al principale sintomo, ossia le perdite uretrali. I sintomi includono: irritazione a livello del glande, perdite biancastre-giallognole e maleodoranti dal pene, dolore durante la minzione, bruciore e prurito. Nei casi più complessi, l’infezionee degenera in prostatite, epididimite e sterilità. La terapia include antibiotici (macrolidi, chinoloni e cefalosporine).

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Occhiaie: tutte le cause ed i rimedi

MEDICINA ONLINE OCCHI COSA SONO LE OCCHIAIE PERCHE VENGONO CURO CURA TERAPIA TRATTAMENTO EYES TRUCOS DE BELLEZA BELLEZZA VISO DONNA RIMEDI NATURALI CHIRURGIA MEDICINA ESTETICA PELLE SCURA PANDA OCCHIO NEROCerchi neri sotto gli occhi? Le occhiaie sono tanto comuni quanto brutte da vedersi, rovinano lo sguardo e l’aspetto generale, ci fanno apparire sempre stanche ed il trucco sembra evidenziare il problema. A volte si tratta di un fenomeno passeggero, provocato dalla momentanea mancanza di sonno, dal ciclo mestruale in arrivo o da un’effettiva stanchezza generale. Ma non rari i casi in cui le occhiaie perdurano nel tempo. Diventa allora importante scoprirne le cause e trovare i giusti rimedi.

Le cause delle occhiaie

Essenzialmente le occhiaie sono provocate da una errata microcircolazione nella zona dell’occhio, dove la pelle è sottile e particolarmente delicata e può capitare che vi sia un ristagno dei fluidi ematici. Questo non provoca solo i cerchi neri, ma anche il gonfiore, le classiche “borse sotto agli occhi” che accompagnano di frequente le occhiaie. Di solito c’è una preponderante predisposizione genetica che può aggravarsi con un cattivo stile di vita o semplicemente con l’età (quando soprattutto la pelle si assottiglia ulteriormente e la circolazione sanguigna comincia ad avere dei problemi). Non va inoltre dimenticato che donne di origine asiatica o africana potrebbero avere un pigmento in eccesso nell’area oculare in questione. Le occhiaie possono anche presentarsi, seppur raramente come conseguenza di problemi di salute seri al fegato, ai reni, alla tiroide o all’apparato cardiocircolatorio. Dunque cosa fare in tutti questi casi?

Migliorare lo stile di vita per combattere le occhiaie

Le regole basilari per prevenire le occhiaie sono poche: una corretta alimentazione, ore di sonno adeguate ed una buona idratazione dell’area oculare. Vitamina C e K, Sali minerali possono aiutare sia attraverso l’alimentazione che contenute nei cosmetici. Un massaggio delicato aiuta il microcircolo. Va limitato il fumo di sigarette ed il consumo di alcool che incidono sulla circolazione del sangue in modo negativo.

I rimedi per le occhiaie

Quotidianamente è possibile coprire le occhiaie con un correttore, ma se si vuole risolvere definitivamente la questione bisogna rivolgersi ad un medico, o in casi più estremi, ad un chirurgo. Tamponi freddi, o creme idratanti alla caffeina potranno essere suggeriti, oppure trattamenti più drastici per togliere la pigmentazione della pelle (se quello fosse il problema). Anche l’acido ialuronico usato come filler sembra avere una discreta efficacia sulle occhiaie, con trattamenti da fare però solo presso uno specialista. Un ottimo aiuto viene fornito, in medicina estetica, dalla radiofrequenza monopolare. Infine se il problema è veramente grande, si accompagna a rughe e “borse” e si vuole risolvere in maniera drastica un chirurgo plastico potrà sottoporvi alla blefaroplastica.

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Eliminare i peletti dal viso con rimedi casalinghi e con il laser

La presenza di peli in eccesso sul viso è per molte persone un inestetismo che causa disagio. In genere il viso di una donna è ricoperto da una sottilissima peluria, quasi invisibile ad occhio nudo. A volte, però, la peluria è piuttosto consistente, o vi sono peli lunghi in alcune “zone critiche“: sulle guance, sul labbro superiore, sotto il mento, sul collo. Una peluria abbondante e scura sul viso potrebbe essere il segnale di squilibri ormonali in atto, e in questo caso conviene rivolgersi ad uno specialista, per un esame più approfondito.

Per eliminare i peli superflui del viso vi sono diversi trattamenti che si possono utilizzare tra cui le pinzette, che sono indolore una volta usate, oppure le cere ai minerali che aderiscono efficacemente ai peli, strappandoli e assicurando una depilazione sicura e semplice. Le cere sono adatte a tutti i tipi di pelle, in particolar modo a quelle più sensibili. Inoltre, eliminano il pelo, compreso il bulbo pilifero, e sono testate clinicamente. Se la zona è irritata o infiammata, oppure ci sono brufoletti o ferite, è meglio non utilizzare il prodotto. Per la depilazione dei peli superflui del viso sono disponibili sul mercato oltre alle cere e alle pinzette, anche le creme depilatorie. Sono assolutamente sconsigliati i rasoi perché, una volta usati, fanno ricrescere il pelo più lungo e robusto, quindi vanno evitati in una zona delicata come il viso. Inoltre, esistono i prodotti schiarenti che non eliminano il pelo ma lo schiariscono, rendendolo meno evidente. Mentre per risolvere definitivamente il problema viene in aiuto la tecnologia e si utilizza la fotoepilazione a mezzo luce pulsata ad alta intensità (IPL – Intense Pulsed Light) più comunemente detta laser. Questo si basa sul concetto della foto termolisi selettiva. Il laser emette luce monocromatica ad una data frequenza, in modo da colpire selettivamente la melanina presente nel bulbo del pelo distruggendolo. Produce un fascio di luce altamente concentrata, che viene assorbita in modo selettivo dalla melanina contenuta nel bulbo del pelo. Per la fototermolisi selettiva, l’energia luminosa si trasforma in energia termica, provocando una esplosione delle cellule del bulbo pilifero e la eliminazione dello stesso, per cui il pelo non ricrescerà più. Il trattamento consente di raggiungere una riduzione del patrimonio bulbare pari al 70% – 80% e richiede una seduta di pochi minuti ed un ciclo di almeno quattro sedute, a cadenza mensile. I costi variano ovviamente a seconda del medico che effettua il trattamento ma anche e soprattutto in base alla zona su cui bisogna agire.

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Lo scrub: a che serve e da cosa è composto?

MEDICINA ONLINE SCRUB VISO CORPO FREQUENZA LAVARE LAVAGGIO PELLE DERMA VISO SKIN BAGNO FACCIA DONNA COSMETICI BICARBONATO ACQUA SAPONE DETERGENTE WOMAN YOUNG GIRL EXFOLIATING HER FACE BODYGommage o scrub o scrubbing è un termine della lingua inglese utilizzato per indicare un tipo di trattamento estetico che interessa per lo più il viso e finalizzato alla esfoliazione dell’epidermide. Consiste in sostanza nella rimozione di quello strato superficiale di cellule morte e sporcizia che viene ad accumularsi col tempo sulla pelle. Esso favorisce pertanto l’ossigenazione dei tessuti, il rinnovamento della cute e previene il cosiddetto “incarnimento” dei peli. Il gommage si applica sempre dopo la detersione, a volte congiuntamente alla vaporizzazione della pelle; l’effetto ottimale si ottiene a pelle pulita con pori dilatati e circolazione cutanea particolarmente attiva. Consiste, sostanzialmente, nella rimozione meccanica dello strato in eccesso di cellule morte e sporcizia attraverso l’uso di superfici abrasive come il guanto di crine; spesso l’abrasione è accompagnata dall’azione chimica di particolari creme a base di acidi di frutta che ne migliorano l’efficacia.

Il movimento (sempre circolare) del guanto di crine sulla pelle, soprattutto in zone in cui il tessuto da asportare è particolarmente coriaceo (ginocchia, gomiti), dev’essere deciso e profondo. Essendo una procedura di abrasione è consigliato farlo saltuariamente e solo in zone che necessitano di tale operazione, utilizzando componenti abrasivi non eccessivamente aggressivi sulle parti delicate, vanno evitate le zone stressate. Lo scrub viso va effettuato con moderazione evitando il contorno occhi.

Esistono diversi tipi di esfolianti in cosmesi estetica; normalmente se ne utilizzano tre tipi:

  • Scrub: viene considerato un esfoliante di tipo meccanico; al suo interno contiene sostanze quali pietre, sali, polveri o gherigli di semi che effettuano un’esfoliazione (eliminazione delle cellule morte dello strato corneo) meccanica. Infatti il prodotto applicato sul viso e massaggiato, permette la desquamazione di queste cellule, apportando maggior luminosità al viso e permettendo una migliore penetrazione delle sostanze cosmetiche applicate successivamente. Se ne consiglia l’uso principalmente su pelli ispessite facendo attenzione nel massaggio a non abradere l’epidermide. Gli strumenti cosmetici professionali per la pulizia meccanica del viso sono realizzati in acciaio chirurgico di alta qualità. È resistente, leggero e maneggevole. L’utilizzo del materiale consente di riutilizzare gli accessori nel lavoro, a condizione che vengano effettuate regolari disinfezione e sterilizzazione.
  • Gommage: esfoliante più delicato che contiene al suo interno polvere di avena o riso, ecc. È sempre un esfoliante meccanico perché necessita di movimenti “gommanti” che si attuano sul viso al fine di eliminare le cellule morte in modo meno aggressivo per l’epidermide, adatto a pelli sensibili. L’unica attenzione è rivolta alle pelli con couperose; in quel caso il massaggio gommante non deve protrarsi eccessivamente in quanto può stimolare eccessivamente la micro circolazione.
  • Peeling: Effettua un’azione chimica in quanto lo strato corneo, ormai morto, viene eliminato o per mezzo di prodotti che contengono acidi (i più noti sono gli acidi della frutta come ad esempio l’acido glicolico), oppure tramite enzimi che decompongono le cellule morte agendo da cheratolitici. Nel settore estetico possono essere utilizzati solo prodotti con percentuali di acido ridotto, diversamente che nel campo medico, mentre per il prodotto enzimatico l’unica accortezza è quella di essere utilizzato nella fase di risciacquo, altrimenti la lisi potrebbe proseguire causando possibili micro fessurazioni.

La procedura di peeling chimico è il processo di rimozione degli strati superiori e successivo rinnovamento fisiologico della pelle grazie alla sua naturale esfoliazione utilizzando formulazioni chimiche appositamente selezionate.

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Peeling chimico per una pelle nuova

Che cosa sono i peelings?

I peelings sono delle soluzioni chimiche che consentono di migliorare e levigare la cute del volto rimuovendo gli strati più superficiali danneggiati da eventi patologici (cicatrici, esiti da acne, lesioni precancerose, ecc.), da iperpigmentazione o dagli effetti dell’invecchiamento (rughe, perdita di elasticità e tonicità della pelle, ecc.).

Vari tipi di peelings
Esistono diversi tipi di peelings che si distinguono in:
Peelings superficiali e molto superficiali (derivati degli alfaidrossiacidi AHA).
Peelings intermedi (derivati dell’acido tricloroacetico TCA).
Peelings profondi (derivati del fenolo).

Come agiscono
I peelings chimici agiscono sulla cute rompendo i legami intercellulari dei vari strati dell’epitelio. L’azione dipende dal tipo di peeling usato:

molto superficiale (assottigliamento o rimozione dello strato corneo)
superficiale (necrosi di una parte o di tutta l’epidermide fino allo strato basale)
medio (necrosi dell’epidermide e di una parte o di tutto il derma papillare)
profondo (necrosi dell’epidermide fino al derma reticolare)

Scopo del peeling chimico

Lo scopo del peeling chimico è quello di rimuovere gli strati cutanei superficiali per migliorare e correggere le rughe sottili del viso, migliorare la pigmentazione cutanea (macchie), rendere meno visibili le smagliature. Oltre alle rughe del viso, il peeling chimico può essere utilizzato in altre aree corporee sia per il miglioramento della qualità cutanea, sia per la riduzione della visibilità delle smagliature.

Quali difetti estetici possono essere corretti con i peelings superficiali?

I peelings superficiali derivati degli alfaidrossiacidi (AHA) come l’acido glicolico, l’acido lattico, ecc, consentono di eliminare le rughe più superficiali del volto e delle mani, restituire tonicità alla cute, rimuovere piccole macchie della pelle e migliorare la qualità della cute acneica e gli esiti da acne.

Quali difetti estetici possono essere corretti con i peelings intermedi?

I peelings intermedi derivati dell’acido tricloroacetico (TCA), utilizzati a varie concentrazioni, permettono di eliminare le rughe meno superficiali del volto e di rimuovere le macchie della cute e piccole cheratosi.

Quali difetti estetici possono essere corretti con i peelings profondi?

I peelings profondi derivati del fenolo, usati a varie concentrazioni, consentono di eliminare le rughe più profonde del volto, rinnovare completamente la cute, rimuovere le macchie anche più estese e le lesioni precancerose, migliorare le cicatrici e gli esiti da acne e ottenere un notevole ringiovanimento del volto senza ricorrere alla chirurgia estetica (si parla in questo caso di lifting non chirurgico).

Pre peeeling

Per la preparazione della pelle si consiglia, nelle due settimane precedenti il peeling, l’uso di formulazioni domiciliari contenenti alfa – idrossi – acidi, allo scopo di ottenere un risultato più evidente e una più rapida riepitelizzazione. Tale più rapida riepitelizzazione diminuisce il rischio di infezioni e complicanze. L’uso di cosmetici contenenti acido glicolico assicura allo stesso modo una più veloce guarigione della pelle, riducendo l’incidenza di iperpigmentazioni post-infiammatorie. Anche l’uso di sostanze depigmentanti (idrochinone, acido cogico, acido azelaico) può essere consigliabile per prevenire ed attenuare la comparsa di iperpigmentazioni post-infiammatorie.

Che tipo di anestesia viene praticata?

Il trattamento con peelings superficiali e intermedi non richiede alcun tipo di anestesia, mentre i peelings profondi necessitano di una anestesia locale con sedazione e vengono effettuati in regime di day hospital o con ricovero in clinica per una notte.

Metodo

Una soluzione acida (generalmente acido glicolico a varie concentrazioni, ma possono essere impiegati, in base alle necessità, altri prodotti più aggressivi, come l’ acido tricloroacetico o il fenolo) viene applicata sul viso per pochi minuti. Il trattamento, che va normalmente ripetuto più volte, elimina lo strato superficiale ed invecchiato dell’ epitelio, rigenerandolo e donando nuova lucentezza alla pelle. Il peeling chimico viene effettuato in ambulatorio, richiede circa 15-20 minuti e non è doloroso. Poichè i peeling chimici assottigliano gli strati cutanei superficiali, il trattamento non è consigliabile nei mesi estivi, e richiede l’ applicazione di crema protettiva dopo l’ effettuazione.

Post peeling

La pelle deve essere detersa con un detergente delicato, risciacquata con cura ed estrema delicatezza. E’ necessario asciugare la cute evitando qualsiasi tipo di sfregamento o irritazione per non provocare l’esfoliazione precoce. Mantenere la cute costantemente protetta con un prodotto emolliente. Ma soprattutto, evitare in maniera assoluta esposizioni al sole o a lampade UVA – UVB per almeno due mesi dopo l’applicazione del peeling.

Periodo di guarigione

Successivamente al peeling chimico si nota un lieve rossore nelle aree trattate per circa 24 ore (più a lungo nel caso dei peeling con agenti più potenti dell’ acido glicolico). Nei giorni successivi al trattamento è possibile notare una desquamazione superficiale nelle zone trattate. La ripresa delle normali attività dopo il peeling chimico con acido glicolico è immediata.

Dopo il trattamento con i peelings chimici residuano postumi significativi?

Quando vengono utilizzati peelings superficiali, gli unici postumi consistono in un lieve rossore che permane per 1-2 ore e, talvolta, nella formazione di qualche piccola crosticina che scomparirà dopo 3-4 giorni.
Quando vengono usati peelings intermedi, oltre ad un rossore iniziale, dopo 3-4 giorni si avrà un’esfoliazione che si completa dopo 6-7 giorni.
Nel caso di peelings profondi, invece, la zona trattata risulterà gonfia ed edematosa, andrà incontro a desquamazione, e nei 7-10 giorni successivi al trattamento si avrà il completo rinnovamento di tutti gli strati cutanei.

Durata del risultato

La durata del risultato è temporanea, poichè il peeling non interrompe il normale invecchiamento cutaneo. Il peeling va ripetuto periodicamente per il mantenimento del risultato.

Quali sono i rischi e le complicanze di questo tipo di trattamento?

Il trattamento estetico mediante peelings chimici è generalmente molto sicuro. Si tratta comunque di una procedura delicata dove le complicanze (difetti di pigmentazione, infezione e cicatrici anomale) sono rare ma possono accadere ed essere agevolmente risolte solo se il trattamento è eseguito da uno specialista in chirurgia plastica.

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Idratare la pelle durante i primi freddi autunnali

L’estate è ormai alle nostre spalle e con l’arrivo dell’autunno arrivano i primi freddi ma anche pioggia e vento e la nostra pelle soffre almeno quanto soffre sotto il sole estivo. Il freddo, il vento, la pioggia, infatti, attaccano la nostra pelle, rendendola arida, paonazza, con qualche macchia rossa. Solitamente i sintomi dell’aggressione degli elementi sulla nostra pelle sono: naso paonazzo, labbra screpolate e che bruciano, la pelle del viso che tira, occhi che lacrimano. Un fatto importante da considerare è che… non esistono più le mezze stagioni! Ciò per dirvi che la nostra pelle si ritrova a doversi adattare spesso troppo velocemente da una temperatura estiva mite ad un clima autunnale freddo e tale repentino cambiamento può crearle qualche problema.

Il freddo causa la restrizione dei vasi sanguigni, con conseguente disidratazione, soprattutto quando c’è molto vento; se avete già una pelle secca, poi, siete ancora più a rischio. Chi ha la pelle grassa, infatti, è più protetto grazie all’eccesso di sebo che, in questo caso, nutre e protegge; questo però non significa che chi ha la pelle grassa non deve far nulla per proteggerla.

Cosa fare?

Il primo consiglio è sicuramente quello di idratare la pelle, soprattutto quella del viso, che è più esposta, ma anche quella delle mani, se non avete l’abitudine di indossare guanti, e quella del corpo, che viene seccata da docce e bagni frequenti. Importantissimo, a volte anche più dell’idratazione, è usare creme emollienti. Controlla questo link per ulteriori informazioni: Freddo e mani ruvide: crema emolliente (e non idratante), guanti, saponi non aggressivi ed altri consigli

Cominciamo dal viso, la parte più delicata. Il viso va idratato sia di giorno che di notte perché la protezione sia completa ed efficiente. Durante il giorno l’applicazione della crema deve tendere alla protezione contro gli agenti atmosferici e all’effetto barriera per mantenere l’equilibrio idro-lipidico della pelle; di notte, invece, la crema dovrà avere un effetto calmante e riequilibrante e combattere gli effetti delle aggressioni subite durante il giorno.

Le creme dovranno essere scelte in base al tipo di pelle: molto cremose e grasse per le pelli secche, senza oli aggiunti per le pelli grasse, fluide per le pelli normali. Per le pelli mature potrà essere utile una crema ‘anti-età’.

Per le labbra, bisogna prestare un’attenzione doppia: innanzitutto, è preferibile utilizzare sempre un burro di cacao, anche sotto il rossetto, perché le labbra hanno bisogno di continua idratazione, altrimenti si spaccano e presentano quelle antiestetiche bolle caratteristiche non solo del troppo sole, ma anche del troppo freddo.

Anche gli occhi sono esposti alle aggressioni di vento e freddo, soprattutto la pelle attorno; si può idratare quella parte del nostro corpo applicando gel e creme specifiche per il contorno occhi tralasciando, invece, la crema viso, che è solitamente più grassa.

Per quanto riguarda le mani, innanzitutto, è importante l’utilizzo dei guanti, che proteggono almeno dal vento. Anche per le mani è importante l’idratazione continua, possibilmente ogni volta che ci si lava.

Anche il corpo ha bisogno di idratazione, anche se è coperto e quindi protetto dagli agenti atmosferici. Infatti, nonostante ciò, la pelle del corpo ha poche ghiandole sebacee, rispetto al viso, e quindi si secca più facilmente. Soprattutto, dopo la doccia o il bagno, è necessario mantenerla idratata con una crema un po’ grassa, se è molto arida, oppure con un latte, se è una pelle normale.

In sintesi?

Qualche consiglio generale vi permetterà di avere sempre una pelle liscia, morbida e perfetta:
1) utilizzate sempre una crema a base di retinolo perché questa particolare vitamina, un potente anti-ossidante ed uno stimolatore della produzione di collagene, è la sostanza che mantiene l’elasticità della pelle
2) evitate fumo, aria condizionata (che non umidifica l’aria), lampade
3) nell’utilizzo del fondotinta, fate sempre attenzione a quello che comprate, perché non sono tutti uguali e bisogna che ne acquistiate uno adatto al vostro tipo di pelle
4) evitate di andare a coricarvi troppo tardi la sera, perché così facendo non permettete alla pelle di rigenerarsi a dovere
5) nutrite le mani più del viso, perché esse non sono dotate di lipidi come il viso e sono più facilmente esposte agli agenti atmosferici e soprattutto all’acqua e ai detersivi.

FONTE

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Combattere l’acne con il laser

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-zona-compare-acne-rivela-problemi-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radiofrequenza-ecografiaA seconda della forma clinica manifestata (localizzazione, numero, severità e tipologia delle lesioni) e dopo un’accurata anamnesi ed esame obiettivo, viene indicato al paziente un percorso terapeutico che comprende uno o più tra i seguenti trattamenti:

  • terapia farmacologia topica e/o sistemica
  • dermoelettroporazione (microdermoabrasione e veicolazione transdermica dei farmaci);
  • laserterapia dermatologica.

In che cosa consiste la laserterapia dermatologica?

Le azioni terapeutiche del laser nei confronti dell’acne sono diverse:

  • riduce la popolazione batterica presente nei pori;
  • inibisce l’azione delle ghiandole sebacee riducendo la produzione di sebo;
  • diminuisce il processo infiammatorio in atto;
  • stimola il derma ed in particolare i fibroblasti alla produzione di collagene.

Quante sedute di laserterapia sono necessarie?

Nella maggior parte dei casi circa cinque sedute, a distanza di un mese l’una dall’altra, sono sufficienti per ottenere il risultato. La durata di ogni seduta è approssimativamente di 20 minuti.

Cosa aspettarsi dopo il trattamento laser?

E’ un trattamento privo di effetti collaterali e non è richiesto alcun periodo di convalescenza dolo il trattamento di laserterapia; il paziente può quindi riprendere le normali attività sociali. Può manifestarsi un eritema della durata transitoria di alcune ore che può facilmente essere coperto con del make-up.

Per approfondire: Trattare macchie cutanee, tatuaggi, capillari, cicatrici, acne, peli e rughe grazie ai laser usati in medicina estetica

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