E’ nato tramite parto cesareo in Texas il primo bimbo concepito negli Usa con fecondazione assistita su una donna sottoposta a trapianto di utero. Non è il primo nel mondo, nato in questo modo: il primo bebè al mondo figlio di una madre con utero trapiantato era venuto alla luce a Göteborg, in Svezia nel settembre 2014. Ora si aggiunge alla lista degli 8 interventi di questo tipo già riusciti nel mondo, anche quello americano, confermato da fonti ufficiali del Baylor University Medical Center di Dallas. Proprio in questa struttura la madre del piccolo si è sottoposta al trapianto di utero: la donna era nata infatti senza l’organo. L’American Society for Reproductive Medicine parla di “un’altra pietra miliare nella storia della medicina riproduttiva”.
“Facciamo trapianti di continuo, tutti i giorni – ha dichiarato il dott. Giuliano Testa, a capo della sperimentazione in corso al Baylor Center – Ma questa non è la stessa cosa: ciò che questo tipo di trapianto significa per queste donne è difficile da descrivere a parole“.
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Si definisce “parto pretermine” o “prematuro” un parto il cui travaglio ha luogo tra la 22ª e la 37ª settimana completa di gestazione: in questo caso il neonato è detto “pretermine” o prematuro” e le sue possibilità di sopravvivenza si riducono tanto più precoce è stato il parto. Oltre ad un ridotta possibilità di sopravvivenza, il bimbo prematuro ha più elevato rischio di sviluppare una serie di patologie e condizioni, tanto più superiore quanto più è stata precoce la data del parto.
La possibilità di sopravvivenza del neonato pretermine (parto precedente alla 37ª settimana), dipende fortemente dalla data del parto: più precoce sarà il giorno della sua nascita e minori saranno le sue possibilità di sopravvivenza (e maggiore il rischio di complicanze neurologiche), che raggiungono praticamente lo 0% in caso di nascita alla 20ª settimana di gestazione. Tuttavia la salute del neonato, non dipende solamente dalla data del parto, ma anche da innumerevoli altri fattori, tra cui il peso alla nascita, l’Indice di Apgar ed eventuali problemi accorsi durante il parto.
La maggioranza delle gravidanze ha una durata di circa 40 settimane e se il neonato nasce entro tale limite (che si estende fino alle 42 settimane) viene detto “neonato a termine“; tuttavia circa il 10% dei parti avviene prima di tale durata. Non tutti i parti che avvengono prima della 40ª settimana sono prematuri: un neonato nato tra la 37ª e la 42ª settimana è considerato a termine.
Una ricerca scientifica
I capelli della donna incinta possono prevedere se la madre soffrirà di depressione post-partum misurandone la quantità del principale ormone dello stress (il cortisolo): lo dimostra uno studio spagnolo condotto da María Isabel Peralta Ramírez
La visita ginecologica consiste nella valutazione dell’apparato genitale femminile sia dei genitali esterni che di quelli interni, con lo scopo di valutare lo stato di normalità dell’apparato genitale femminile ed escludere la presenza di patologie.