GHB (Acido Gamma Idrossibutirrico): come funziona la droga dello stupro

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE DEPRESSIONE PIANTO PIANGERE TRISTEZZA BIANCO E NERAL’acido gamma-idrossibutirrico, più comunemente chiamato GHB, è un acido grasso a corta catena che è presente naturalmente nel nostro organismo, come in quello di tutti i mammiferi viventi, ed è concentrato soprattutto nell’ipotalamo, nei gangli basali, nei reni, nel cuore, nei muscoli e nelle masse grasse. Il GHB è stato sintetizzato da Henri Laborit agli inizi degli anni sessanta ed ha velocemente trovato un ampio numero di utilizzi in ambito farmacologico, oltre che come droga d’abuso. Negli USA è stato approvato dall’FDA con il nome di Xyrem®, anestetico narcotico per via endovenosa utilizzato nella narcolessia, allo scopo di sfruttare la capacità della sostanza di indurre nell’uomo un incremento del sonno a onde lente ed il consolidamento degli episodi di sonno REM, e con il nome di Alcover®, meglio noto come “il metadone dell’alcool”, nella dipendenza da alcol e oppiacei, anche se questi trattamenti sono risultati poco efficaci. In campo medico è inoltre utilizzato per stimolare la produzione di GH (Growth Hormone, ormone della crescita), provocando incrementi da 9 a 16 volte, e come coadiuvante del parto (per le sue proprietà rilassanti e anti-spasmodiche).

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Essere state struprate e non ricordarselo: come funziona e come ci si difende dalla “droga dello stupro”

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Endocrinolog Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere fumare Droga dello Stupro GHBÈ di pochi giorni fa la notizia sui dati e sulle tipologie della cosiddetta “droga da stupro”: ben 83 donne ne sarebbero state vittime nell’ultimo anno, una cinquantina le diverse tipologie della sostanza con effetti analoghi: amnesia e possibilità che il ricordo, parziale o completo, riemerga dopo un po’ di tempo.

GHB

Il principio attivo della droga dello stupro è il GHB, l’acido gammaidrossibutirrico, che purtroppo circola in gran quantità nel mercato illegale, proprio come eroina, cocaina, marijuana o ketamina. In genere inodori e insapori – o comunque facilmente mescolabili a cocktail o succhi di frutta – le droghe da stupro stanno superando i confini notturni delle discoteche affollate per conquistare luoghi e circostanze “insospettabili”. Al bar, tra le mura domestiche – insomma ovunque ci sia la possibilità di aggiungere un po’ di sostanza in un bicchiere. Il comune di Torino, per esempio, ha redatto un breve documento al proposito (GHB Droga dello stupro Comune di Torino – Rape Drug), ma la questione è ancora nell’ombra. Monica Capizzano, criminologa, esperta in droga da stupro e nei reati annessi (DFSA, Drug Facilited Sexual Assault), è in contatto con l’unica associazione specializzata di vittime di questo crimine in Italia, la “Lanterna di Kay

POSSO OFFRITI DA BERE?  

Mi dice Capizzano: «Un drink offerto, magari con un sorriso ammiccante, può trascinarti in un’esperienza orribile. Non sono soltanto le donne a poter essere le vittime di questa violenza, ma anche gli uomini». Oltre ai casi di violenza letteralmente intesa, la somministrazione di una sostanza senza il consenso dell’interessato solleva due questioni: l’impossibilità di consentire al rapporto sessuale (come accade in tutti i casi in cui è impossibile dare o negare il consenso: stati di incoscienza o di coscienza profondamente compromessa) e il rischio di reazione alla sostanza stessa. Inoltre non è raro che gli abusi siano filmati e poi usati per ricattare il malcapitato, che all’apparenza è consenziente, magari un po’ stordito. «Per chi guarda la registrazione di un simile abuso, può sembrare di guardare qualcuno un po’ brillo: non conoscendo i sintomi è difficile dubitare che sia comunque abbastanza lucido da capire cosa sta accadendo e, soprattutto, da acconsentire».

IL CORPO VIENE ANESTETIZZATO

Almeno come tipologia di sostanza: il GHB è stato sintetizzato in America, è utilizzato dagli anestesisti e nel trattamento dell’alcolismo cronico. «Sempre negli Stati Uniti ne avrebbero scoperto l’uso alternativo che se ne poteva fare, e la sostanza è stata soprannominata “Date rape drug”. Il GHB ha il potere di annullare le reazioni, si diventa un oggetto nelle mani altrui, un corpo in balia di un’altra persona. Una volta ripresa coscienza, non ci si ricorda quasi nulla di quanto è accaduto. Durante la violenza la vittima è in uno stato di forte disinibizione, tanto da incitare al rapporto, ovviamente senza rendersene conto. Dalla testa al bacino la ricezione degli stimoli è quasi attiva: la vittima parlerà, sicuramente non in maniera logica, e inciterà al rapporto sessuale il suo aggressore perché la droga avrà annientato tutti i suoi freni inibitori; dal bacino in giù, compresi i genitali, il corpo è come anestetizzato».

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BLACKOUT

L’assunzione provoca un black out: chi l’ha assunta non ricorderà nulla dell’accaduto. «Il ricordo potrebbe anche non tornare più, se non con dei flash dopo alcuni mesi, quasi come un incubo, delle immagini cui non si sa dare un significato rilevante, che lasciano “soltanto” inquietudine, angoscia e reazioni che possono essere clinicamente rilevanti, come depressione o sintomi post traumatici. Non si ricorda l’accaduto, ma ci si sente schiacciati da qualcosa che non si riesce a capire, per cui non si chiede nemmeno aiuto e magari assistenza medica e legale. Se poi la vittima riesce a ricordare l’evento, si pensi allo shock di aver scoperto di essere stati abusati senza aver nemmeno avuto la “volontà”, in quei momenti, di chiedere aiuto o rifiutare».

ASTINENZA E INTERAZIONI FARMACOLOGICHE

A parte la questione del consenso – sia al rapporto sessuale sia, prima ancora, all’assunzione – ci sono dei rischi fisici importanti. «Il GHB provoca dipendenza fisica con crisi di astinenza se somministrato più volte; crisi che possono durare da 3 a 15 giorni, caratterizzate da ansia, tremori, crampi muscolari e insonnia. Il GHB compromette fortemente le capacità di guida. Consumare GHB può essere molto pericoloso per chi è in terapia con farmaci antiretrovirali, in particolare con inibitori della proteasi, poiché sembra esista un meccanismo di interazione. Le conseguenze possono essere fatali». Non è usata esclusivamente per gli abusi sessuali, ma anche per frodi e raggiri – in ogni circostanza criminale in cui fa comodo avere la vittima fuori uso, incapace di difendersi, di chiedere aiuto o anche solo di accorgersi di cosa stia succedendo.

LOTTARE CONTRO L’IGNORANZA

«Il dato più allarmante? La non conoscenza – continua Capizzano. Tante persone subiscono stupri, ma non se ne rendono conto. Hanno assunto a loro insaputa droghe specifiche, che all’estero si trovano anche nei sexy shop, che fanno sì che abbiano comportamenti inintenzionali e senza ricordi, senza che addirittura se ne rendano conto. Alla fine dello scorso anno tali sostanze sono state sequestrate in tutta Italia». C’è molta ignoranza anche da parte delle forze dell’ordine, degli operatori psicologici e sul fronte della difesa legale. «Non ci sono ancora le persone formate che sanno trattare queste sostanze. È grave perché le vittime ci sono già e spesso non si sa come accoglierle né come trattarle».

DOPO 96 ORE NON SI RILEVA PIU’

Per trovare tracce di GHB sarebbe necessario fare alcuni esami specifici delle urine e del sangue nel giro di poche ore dall’assunzione. «Dopo 96 ore non si trova più nulla. Bisogna fare l’analisi del capello. Ma è un’analisi mirata, non puoi andare a cercare tutte le droghe, ma proprio il GHB. Spesso si fanno analisi generiche e così non si riscontra nulla di insolito. Si cercano per lo più marijuana, eroina, cocaina, anfetamine e benzodiazepine ma non il GHB – che rimane invisibile».

COME DIFENDERSI DALLA DROGA DELLO STUPRO

Per cominciare, non perdere d’occhio il proprio bicchiere. Capizzano prosegue l’elenco dei possibili rimedi: «I locali potrebbero adottare solo bottiglie chiuse, sigillate. Oppure usare un bicchiere da proteggere in qualche modo. In Usa ne avevano creato uno che s’illuminava in presenza di sostanze. Non girarsi mai quando si ordina un cocktail. Ricordarsi che spesso la droga viene somministrata da una persona che si conosce, qualcuno di cui ci si fida e non da un estraneo. Il primo allarme per capire che può esserti successo è: non ricordare. Anche magari dopo aver bevuto solo un bicchiere. Bisogna controllare se qualcosa manca, se si hanno indumenti messi in modo strano. O dei lividi. Dei segni fisici, che possono essere più o meno evidenti e che possono essere diversi se si è donna o uomo. A volte è difficile trovarli. Se hai un buco temporale è un sintomo significativo. Come sono tornata a casa? Chi mi ha accompagnato? In quel caso si devono raccogliere le urine e farsele analizzare. L’associazione “La Lanterna di Kay” ha uno sportello dedicato, un numero attivo 24 ore su 24 (373 7388232), una consulenza legale e psicologica – tutto per non far sentire sole le vittime, che nel 90% dei casi non vogliono denunciare, perché si sentono abbandonate e spesso non credute».

Articolo di Chiara Lalli, pubblicato su https://www.giornalettismo.com/droga-stupro-come-funziona/

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Eiaculazione precoce: gli uomini la curano con alcol e droghe. E sbagliano

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMINI GRUPPO AMICI BRINDANO FELICITA ALCOL BIRRA VINO ALCOLICI ALCOLISMO TOSSICODIPENDENZACocaina, eroina, fantomatici farmaci acquistati su internet o alcol. Il tutto per tentare di risolvere un problema che affligge circa il 25% dei maschi in tutto il mondo, l’eiaculazione precoce. E’ la pericolosa scelta ‘fai-da-te’ intrapresa “da almeno un terzo dei pazienti che poi arrivano dal medico in cerca di soluzioni efficaci, che di certo non trovano ricorrendo a sostanze illecite”. A sottolinearlo François Giuliano, urologo dell’Università di Versailles, oggi a Madrid a margine della presentazione di un campagna europea di sensibilizzazione su questo problema sessuale.

“Molti uomini – dice Giuliano all’Adnkronos Salute – durante il week-end”, quando gli incontri sessuali sono più facili, “prendono l’abitudine di bere alcol, che effettivamente ritarda l’eiaculazione, ma di certo non puo’ essere una soluzione duratura per una vera e propria malattia”. Eppure, sottolinea Vincenzo Mirone, docente di Urologia dell’università Federico II di Napoli, “le terapie oggi ci sono: e’ disponibile la dapoxetina, un farmaco efficace che ritarda di 4-5 volte il tempo di durata del rapporto e che va assunto due o tre ore prima dell’incontro sessuale. Ma, al contrario dell’impotenza che abbiamo curato con vari medicinali ormai disponibili sul mercato da anni, risolvere il problema dell’eiaculazione precoce sara’ piu’ difficile: gli uomini tendono non solo a parlarne meno, ma a non rendersi nemmeno conto dell’esistenza del problema”.

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Cosa accomuna una droga, le ortensie ed il gas usato dai nazisti nei campi di concentramento?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FIORI BLU NATURA ORTENSIE PRATO PIANTAPer rispondere a questa strana domanda partiamo dalle ortensie: colorate, lilla o blu, e profumatissime. Se ne devono essere accorti anche molti giovani in Germania, che hanno pensato di provare l’ebbrezza di fumarle, per procurarsi lo “sballo”. E’ proprio questa infatti la nuova frontiera delle droghe, quelle cosiddette “di strada” o “fai-da-te”: costano poco e si possono realizzare in modo semplice. Avete capito bene: la nuova moda in Germania è fumare le ortensie. E sta prendendo piede molto rapidamente anche perchè pare che gli “effetti” sono assicurati. Anche le conseguenze, però, dal momento che fumare questi fiori può essere molto pericoloso, persino mortale. A lanciare l’allarme sulla nuova droga degli adolescenti è stato il giornale svizzero in lingua francese Le Matin , che spiega come la nuova moda si sta diffondendo soprattutto nella Baviera tedesca. I giovani hanno iniziato da qualche tempo a raccogliere fiori e foglie di ortensia, le fanno seccare e poi le fumano, come fossero semplici foglie di tabacco.

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Krokodil, la droga killer che scarnifica le persone, si sta diffondendo anche in Italia

MEDICINA ONLINE FARMACI COMPRESSE PASTIGLIE DOSI SOSTANZA DROGA TOSSICDIPENDENZA SUICIDIO TRISTEZZA TRISTE DISPERAZIONE MORTE DOLORE LSD EROINA COCAINASi chiama Krokodil, ed è una droga ancora poco diffusa e conosciuta qui da noi, ma che sta lentamente conquistando anche l’Italia dopo il successo ottenuto negli ultimi 3 anni in Russia, Ucraina, Bielorussia, Siberia e Germania.

Gli effetti sono tre volte più potenti di quelli dati dall’eroina e il costo è decisamente più accessibile. Ma non è solo questo che la rende pericolosa, anzi, pericolosissima: già perché, dose dopo dose, questo miscuglio (tra l’altro facilissimo da riprodurre anche nella cucina di casa propria) di codeina, benzina, olio, detersivo industriale e iodio, provoca in chi lo assume profonde piaghe sulla pelle che spesso portano alla necessità di amputare l’arto. La pelle si squama proprio come quella di un coccodrillo – da qui il nome – e le ossa si “sciolgono”: gli effetti sono devastanti.

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In Italia il primo allarme-Krokodil è scattato ad agosto del 2012, ma ad oggi la situazione pare sia peggiorata. Tutti gli operatori sanitari sono stati messi in allerta dal DPA (Dipartimento Politche Antidroghe) italiano che ha invitato a segnalare prontamente qualsiasi caso sospetto.

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“Siamo di fronte ad un mix di sostanze molto pericoloso” ha dichiarato da Giovanni Serpelloni, capo del DPA “che dopo essere stato cucinato a domicilio, viene iniettato per endovena dai tossicodipendenti, immediatamente con gravi ed irreparabili danni ai tessuti. Vogliamo ricordare ai consumatori di evitare qualsiasi assunzione di questa sostanza in caso ne venissero in contatto, e agli operatori di segnalare immediatamente eventuali casi riscontrati al Sistema di Allerta, attivando contemporaneamente cure antibiotiche in ambiente specialistico”.

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Bastano un paio di iniezioni per creare dipendenza, e gli effetti devastanti si vedono da subito. Già dalla prima dose i tessuti vengono danneggiati in modo irreparabile: il tessuto osseo comincia a dissolversi e la pelle a squarciarsi. I drogati di Krokodil di solito non sopravvivono per più di 3 anni. Solo un tossicodipendente su 100 riesce a disintossicarsi.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Il momento migliore per smettere di fumare è ADESSO: il fumatore vive 11 anni di vita in meno

MEDICINA ONLINE SIGARETTA ELETTRONICA FUMARE NICOTINA FUMO SMETTEREA volte i miei pazienti che fumano mi chiedono quale sia il momento migliore per smettere di fumare.

La risposta politically correct è ovviamente che è meglio farla finita col fumo in un momento di grande tranquillità mentale e fisica: dire addio alle sigarette e sopportare i sintomi dell’astinenza è ovviamente più difficile quando attraversiamo momenti di stress.

La risposta giusta, quella che mi verrebbe da rispondere in un ipotetico mondo ideale, è ORA. SMETTI SUBITO DI FUMARE! SPEGNI IMMEDIATAMENTE LA SIGARETTA CHE HAI ORA IN BOCCA E BUTTA IL PACCHETTO CHE HAI IN TASCA!

Smettere di fumare è sempre la scelta migliore da fare a qualsiasi età.  Una volta venne da me un paziente anziano e mi disse: “Dottore ormai ho quasi 80 anni, perché dovrei smettere proprio ora che mi rimane poco da vivere?”. Io risposi “Se smette la sua vita si allungherà: se davvero è sicuro di avere poco da vivere anche solo questa possibilità dovrebbe bastarle per smettere subito!”.

Smettere di fumare da “grandi” è cosa importantissima ma smettere da “piccoli” è ancora meglio. Ricordate che la cosa veramente migliore da fare è smettere IL PRIMA POSSIBILE: prima si smette e maggiori saranno i vantaggi a lungo termine sulla nostra salute.

A dimostrare quanto poc’anzi affermato i ricercatori inglesi della prestigiosa Università di Oxford che, tra il 1996 ed il 2001, avrebbero reclutato quasi 1.300.000 donne inglesi, tutte nate tra il 1938 ed il 1960, delle quali avrebbero fatto parte fumatrici (il 20% del campione analizzato), ex – fumatrici (il 28% del campione analizzato) e non fumatrici (il 52% del campione analizzato).

Tutte, durante gli anni della sperimentazione scientifica oggi alla nostra attenzione, sarebbero state accuratamente esaminate e, successivamente, catalogate sulla base dell’abitudine al fumo, delle sigarette consumate quotidianamente, degli anni trascorsi dall’accensione della prima sigaretta e dal consumo dell’ultima sigaretta, delle patologie preesistenti, delle malattie ereditarie o genetiche, dello stato di salute al momento della raccolta dei dati, dell’età, dell’abitudine a consumare alimenti salutari e a fare attività fisica.

Codesti parametri sarebbero poi stati accuratamente riesaminati a tre e otto anni di distanza dalla conclusione dello studio vero e proprio.

Ebbene, come dichiarato dagli esperti della rivista scientifica The Lancet che, in questi giorni, avrebbe avuto l’opportunità di pubblicare i risultati della sperimentazione condotta ad Oxford, smettere di fumare prima dei trent’anni equivarrebbe ad eliminare qualsiasi rischio legato al fumo e a vivere quanto i propri coetanei, smettere di fumare intorno ai trent’anni equivarrebbe, in media, a perdere un mese della propria vita e smettere di fumare prima dei 40 anni equivarrebbe a morire 12 mesi prima dei propri coetanei.

Non smettere di fumare o, ancora, smettere di fumare ben dopo i 40 anni, invece, avrebbe le più catastrofiche conseguenze giacché chiunque ricadrebbe in codesta categoria potrebbe morire con ben 11 anni di anticipo rispetto ai propri coetanei non fumatori.

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Cosa accomuna mangiare cioccolato, fare una corsa, provare un orgasmo e lanciarsi col paracadute?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA CHE CORRE SPORT ALLENAMENTO RUNNER MARATONETA CORREREIn questo momento stai mangiando del cioccolato? Hai appena finito appena l’allenamento mattutino o la camminata serale? Hai appena letto una barzelletta che ti ha fatto ridere a crepapelle? Se la risposta è si, il tuo corpo in questo momento sta producendo molecole simili alla morfina. Questi oppioidi sono denominati endorfine e sono responsabili dell’attivazione di moltissimi processi corporei che, a loro volta, alleviano il dolore e migliorano l’umore.

Che cosa sono endorfine e come funzionano?

La parola “endorfina” significa “la morfina nel corpo” (endo =“prodotta all’interno del corpo” orfina = ” simile alla morfina”). Le endorfine sono proteine prodotte dalla ghiandola pituitaria e dall’ipotalamo. Esse si legano ai recettori oppioidi delle cellule cerebrali, specialmente nel talamo e nel sistema limbico, inibendo la trasmissione nocicettiva periferica (il dolore) al sistema nervoso centrale e influenzando l’emotività e il comportamento. Le endorfine svolgono azioni di coordinazione e controllo delle attività nervose superiori, tanto da poter essere eventualmente correlate con l’instaurarsi di espressioni patologiche del comportamento, nel caso in cui il loro rilascio divenisse incontrollato. Come anche numerosi alcaloidi di derivazione morfinica, le endorfine sono in grado di procurare uno stato di euforia o di sonnolenza, più o meno intenso a seconda della quantità rilasciata.  Ce ne sono circa venti tipi e sono divise in quattro gruppi: alfa-endorfine, beta-endorfine, gamma-endorfine e sigma-endorfine.

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Quali sono i modi per far produrre al nostro corpo le endorfine?

Ecco dodici modi per far produrre al nostro corpo più endorfine e quindi per diminuire il dolore e avere un senso generale di benessere:

1. Mangiare del peperoncino.
2. Fare sport: chi fa sport ha livelli di beta-endorfine nel corpo più elevati di coloro che non lo praticano.
3. Avere un orgasmo.
4. Fare una seduta di agopuntura.
5. Mangiare il cioccolato.
6. Fare qualcosa di “estremo”: Bungee jumping, un giro sulle montagne russe, un lancio con il paracadute…
7. Ridere: più è lunga la risata, meglio è.
8. Prendere il sole.
9. Vedere uno spettacolo che vi piace e/o ascoltare della bella musica.
10. Pensare positivamente. Ciò invocherà “l’effetto placebo”.
11. Fare alcuni respiri profondi.
12. Aumentare il contatto fisico con il vostro partner (studio condotto dal Dr. Candace Pert della Johns Hopkins University).

Leggi anche: Drogarsi di corsa: “runner’s high” anche detto “sballo del corridore”

I maratoneti? Tutti drogati di endorfine: “lo sballo del corridore”

Con il termine Runner’s High (sballo del corridore) si intende una certa sensazione di euforia riscontrata da molti atleti durante la pratica sportiva prolungata. Prima che fossero compiute mirate ricerche al riguardo, questa condizione era per lo più attribuita a cause psicologiche invece che ad una causa neurochimica. Alcune ricerche relativamente recenti (2008) hanno infatti provato la dipendenza di questa sensazione euforica dal rilascio di endorfine da parte dell’ipofisi durante l’esercizio fisico di una certa durata (la durata minima varia soggettivamente, ma in genere non è mai inferiore ai trenta minuti di sforzo fisico continuativo). Tale endorfine – con il meccanismo descritto poche righe più su –  agiscono come una vera e propria droga. Essendo necessario uno sforzo prolungato, il runner’s high è molto più frequente in atleti specializzati nelle attività aerobiche, in particolare maratona (da qui il nome) o ciclismo.

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Sarà vietato fumare le sigarette elettroniche nei luoghi pubblici?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SIGARETTA ELETTRONICA FUMARE NICOTINA FUMO SMETTEREDal mio punto di vista è una ottima notizia, ma purtroppo non sarà altrettanto ottima per gli appassionati di sigaretta elettronica: l’Italia, sulla regolamentazione delle sigarette elettroniche, potrebbe seguire il modello francese. Il Consiglio superiore di sanità (Css), che si riunirà oggi alle 14 per discutere a 360 gradi di regole sulle e-cig, sarebbe intenzionato a seguire la strada già intrapresa in Francia pochi giorni fa. La notizia è stata anticipata da Adnkronos Salute. Per gli esperti francesi, fumare la sigaretta elettronica è pur sempre fumare: di conseguenza bisogna applicare le stesse misure adottate per il tabacco, tra cui il divieto nei luoghi pubblici. Anche gli esperti del Css sarebbero intenzionati a seguire questa strada, dal momento che considerano il documento francese “molto importante”. E’ dunque presumibile che anche l’Italia “si muova in questo senso”.

Nel frattempo, in Francia

Solo pochi giorni fa è stato annunciato che la sigaretta elettronica sarà vietata nei luoghi pubblici nel paese. Lo ha deciso il ministro francese della Sanità, Marisol Touraine, dopo la consegna al suo dicastero di uno studio (qui trovate lo studio, ma è in francese!) di Bertrand Dautzenberg, professore di Pneumologia dell’Università Pierre et Marie Curie di Parigi. Dalle anticipazioni, il responso del luminare è poco incoraggiante: si consiglia il divieto di consumo in luoghi pubblici e di pubblicità, oltre all’istituzione di un sistema di autorizzazioni per la vendita. È vero che l’e-cig può aiutare a smettere di fumare, ma secondo l’esperto, non è sana al 100% e il suo libero uso potrebbe incitare al consumo.

Nel nostro paese considera urgente divieto di fumare le sigarette elettroniche nei luoghi pubblici anche il Codacons, che ha inviato una diffida al ministero della Salute e a quello dello Sviluppo economico, chiedendo di analizzare i liquidi che alimentano le e-cigarettes “al fine di eliminare ogni rischio di diffusione di sostanze tossiche e/o nocive per la salute umana e per l’ambiente”.

I dati dei fumatori elettronici

Secondo un’indagine dell’Istituto superiore di sanità-Doxa, 500.00 fumatori sono passati abitualmente alla e-cig, spesso abbinandola a quella tradizionale. Piacciono, soprattutto a giovani e giovanissimi, anche perché si pensa che le sigarette elettroniche facciano meno male e possano essere utili a smettere con le ‘bionde’ tradizionali. Nella fascia d’età 15-24 anni, infatti, la prevalenza dei consumatori di e-cig è più del doppio rispetto ai consumatori di sigarette tradizionali. Dallo studio emerge però che solo il 10% di chi è passato alla e-cig (in genere da non più di qualche mese) ha effettivamente detto addio alle ‘bionde’. Sei su dieci tra i consumatori abituali, invece, stanno riducendo (chi poco, chi drasticamente) il fumo delle sigarette tradizionali mentre c’è uno ‘zoccolo duro’, circa il 22%, che non ha cambiato le sue abitudini rispetto alle bionde e fuma le une e le altre.

FONTE La Repubblica – 4.06.2013

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