Profilattico: i consigli per evitare che si deteriori e come comportarsi quando si rompe durante il rapporto

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEPrima di cominciare chiariamo subito ai meno esperti a che serve il profilattico (o preservativo, o condom) e ricordiamo qualche consiglio utile per usarlo al meglio. Il preservativo è un mezzo di prevenzione dalle Malattie a Trasmissione Sessuale (Aids, Condilomi, Vaginiti, Clamidia, Herpes genitale, Tricomoniasi, Gonorrea, Sifilide, Epatite B), queste malattie infatti si possono trasmettere nei contatti intimi attraverso i fluidi corporei, quindi sperma e secrezioni vaginali, o per lesioni. Dunque il preservativo, che è un metodo contraccettivo di barriera, impedisce che il pene entri in contatto con le secrezioni vaginali e che lo sperma entri nella vagina. Ovviamente il profilattico va indossato prima dell’introduzione del pene nella vagina. L’uso del preservativo è dunque sintomo di maturità e di rispetto, per la propria persona e per quella del partner, fisso o occasionale che sia. Alcuni consigli pratici:

  • Evitare il contatto con il profilattico se si hanno ferite sulla mano
  • Il profilattico si usa sempre. Non solo in caso di penetrazione ma anche per il sesso orale.
  • Il preservativo va SEMPRE messo prima di cominciare il rapporto.
  • Gettare il profilattico in condizioni igieniche e in pattumiera ma non nel WC.
  • E’ necessario uscire dalla vagina subito dopo aver eiaculato afferrando il profilattico per il bordo.

Buttate via il profilattico e prendetene un altro se

  • il contenitore è rotto;
  • il profilattico è asciutto;
  • il colore è cambiato;
  • il profilattico è appiccicaticcio.

Consigli per evitare il deterioramento del profilattico

  • conservare il profilattico sigillato dentro l’astuccio lontano da fonti di luce e di calore;
  • non conservare il profilattico nel portafoglio ;
  • nel caso si utilizzino lubrificanti, non scegliere MAI prodotti a base oleosa;
  • usare il profilattico immediatamente dopo l’apertura della confezione sigillata;
  • non aprire la confezione dei profilattici con forza;
  • iniziare il rapporto quando la vagina è già ben lubrificata;
  • utilizzare un profilattico nuovo ad ogni atto sessuale.

Cosa fare se si rompe durante il rapporto?

  • Se il profilattico dovesse rompersi e l’eiaculazione avviene nella vagina, rivolgersi in consultorio.
  • La pillola del giorno dopo è un metodo contraccettivo d’emergenza che si somministra entro le prime 72 ore dopo un rapporto sessuale completo, in cui non si è utilizzato un metodo anticoncezionale o quando questo non ha funzionato.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Le 5 erezioni che ha l’uomo di notte: la tumescenza peniena notturna

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO CHE DORME SESSO SESSUALITA MASTURBAZIONE LETTO FACCIA VISODurante il sonno noi uomini neanche ci accorgiamo di loro. Ma succedono eccome. Fino a quattro o cinque volte per notte. Non che ci sia nulla Continua a leggere

Priapismo: quando l’erezione dura più di quattro ore

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZAIl priapismo è un’erezione patologica del pene, non spontaneamente riducibile, spesso dolorosa, prolungata oltre le 4 ore, persistente anche dopo l’eventuale orgasmo e comunque non necessariamente correlata a stimoli sessuali. Se non viene trattato in tempi utili, il priapismo – oltre a risultare piuttosto fastidioso ed imbarazzante – determina lesioni permanenti ai tessuti del pene, esitando in disfunzione erettile (impotenza). E’ quindi importante che ogni uomo sappia riconoscere quest’emergenza urologica, soprattutto alla luce del sempre più diffuso ed indiscriminato utilizzo, a scopo ricreativo, di farmaci contro la disfunzione erettile (viagra, levitra, cialis, papaverina, alprostadil ecc.). Per il nostro quotidiano angolo culturale vi ricordo che il termine priapismo deriva da Priapo, dio greco della fertilità, figlio di Afrodite, dotato di un membro mostruosamente pronunciato in lunghezza e rigidità. Le varie forme di priapismo vengono suddivise in due grandi categorie: quelle ischemiche o a basso flusso (priapismo venoso) e quelle non ischemiche o ad alto flusso (priapismo arterioso).

Continua la lettura su https://www.my-personaltrainer.it/salute/priapismo.html

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La lunghezza del pene si accorcia a causa dell’inquinamento

MEDICINA ONLINE UOMO TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOLe misure del maschio si stanno riducendo a causa dell’inquinamento. Lo afferma uno studio del sito inglese TheyFit specializzato nella commercializzazione dei preservativi.

Il pene si sta accorciando

Gli “addetti ai lavori” d’Oltremanica hanno confrontato la lunghezza media di un pene inglese in erezione: dieci anni fa era di 15,4 centimetri, mentre oggi si ferma a 12,95. Solo statistiche parziali, certo, ma che confermano lo studio condotto solo scorso anno dall’Università di Padova, che aveva rivelato come negli ultimi 60 anni il pene italico si fosse ridotto in lunghezza del 10 per cento.

Colpa dell’inquinamento

I maggiori responsabili del preoccupante restringimento sarebbero gli agenti inquinanti e i cambiamenti climatici, in grado d’influenzare il sistema endocrino. A livello globale, infatti, i più dotati sono gli africani, mentre i coreani chiudono loro malgrado questa classifica molto particolare. I sudanesi (16.47 centimetri) inseguono in vetta i sorprendenti ecuadoriani (17,77 cm), mentre le posizioni di coda sono tutte asiatiche, con una media di 10,9 centimetri per i giapponesi e di 9,66 per i nordcoreani.

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Tutte le tecniche per aumentare lunghezza e circonferenza del pene

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEQui di seguito elencherò una lista di alcune tecniche chirurgiche, che possono essere usate singolarmente o insieme tra loro, mirate all’aumento delle dimensioni (sia lunghezza che circonferenza) del pene maschile:

  • sezione laser del legamento sospensore del pene ed (eventuale) inserimento di distanziatore pubo-cavernoso;
  • vibroliposcultura sovrapubica;
  • lipopenoscultura con metodica di Colemann (per l’ingrossamento del pene);
  • laser-plastica cutanea sovrapubica;
  • laser-plastica cutanea peno-scrotale.

Per approfondire le singole tecniche, continua la lettura con: http://www.chirurgiasessuale.it/cs/lui/procedure.asp

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Iniezione di acido ialuronico sul pene: il rapporto sessuale dura quattro volte di più!

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEL’eiaculazione precoce non fa più paura grazie ad un nuovo rivoluzionario metodo. Da oggi sarà possibile durare più a lungo mentre si fa l’amore grazie ad una ricerca scientifica che a portato alla creazione di un filler a base di acido ialuronico da iniettare sul glande. Quest’ultimo, una volta iniettato all’interno della parte terminale del pene, consentirebbe di aumentare di quattro volte la durata di un rapporto sessuale, almeno stando a quanto affermato da Alessandro Littara, direttore del Centro di Medicina sessuale di Milano.

La ricerca anti eiaculazione precoce, pubblicata di recente sulla rivista International Journal of Impotence Research è stata eseguita beneficiando della partnership di diversi centri universitari, fra cui l’Institute for Membrane and System Biology dell’Università di Leeds e il dipartimento di specialità chirurgiche di Reggio Emilia.

Per giungere alla scoperta di questo rivoluzionario metodo in grado di estendere l’orgasmo, i ricercatori hanno preso in esame un gruppo di oltre 100 pazienti con un’età compresa fra i venticinque e i quarant’anni. Tutti i soggetti in questione avevano una partner fissa da almeno 12 mesi e soffrivano di eiaculazione precoce. Il detto disturbo finiva con il manifestarsi dopo appena un minuto dall’inizio del rapporto sessuale.

Grazie alle iniezioni sul glande, l’80% di coloro che hanno preso parte allo studio è riuscito a migliorare le proprie performance sessuali. Oltre a riscontrare un considerevole aumento della durata delle proprie prestazioni, gli ex eiaculatori precoci hanno finito con il riscontrare anche una maggiore durata nel partner. Quest’ultimo caso si sarebbe verificato nel 70% dei casi. E’ inoltre stato riscontrato una crescita del volume del glande, tutto ciò senza alcun effetto collaterale o complicazione di sorta. Per quel che concerne i dettagli tecnici, la durata del filler si aggira intorno ai 12 mesi, tuttavia, l’effetto del medesimo in molti casi ha superato i 18 mesi.

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Le “dimensioni” contano? Senza dubbio si

MEDICINA ONLINE UOMO GIOVANE TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOPrima o poi ogni uomo si è fatto questo domanda: “Le dimensioni del pene contano? E quanto contano?”. Questo quesito potrebbe finalmente avere ha una risposta scientifica. Secondo uno studio effettuato da ricercatori canadesi in concorso con ricercatori australiani e pubblicato sulla rivista dell’Accademia Americana delle scienze, le dimensioni del pene sarebbero considerate dalle donne uno dei principali motivi di fascino di un uomo.

Il team di scienziati, guidati da Brian S. Mautz, ha arruolato un gruppo di 105 donne e mostrato loro 53 immagini, animate e rigorosamente a grandezza naturale, ritraenti corpi maschili diversi in base ad altezza, forma del corpo e dimensione del pene. Il risultato è che le “misure” contano: sono risulktati più attraenti uomini alti, con pene grande e forma del corpo a V, cioè con spalle larghe e vita stretta. Michael Jennions dell’Australian National University (ANU), ha affermato:

“E’ possibile che, prima che gli esseri umani indossassero vestiti, le femmine usassero le ‘dimensioni’ dell’organo sessuale maschile come uno dei fattori di scelta del maschio con cui accoppiarsi e che questo abbia contribuito all’evoluzione della sua morfologia. Infatti gli uomini hanno l’organo leggermente più lungo e marcatamente più largo degli altri primati. I nostri risultati suggeriscono che gli esseri umani hanno un pene più grande perché in passato le femmine preferivano accoppiarsi con maschi meglio dotati”. 

Per approfondire: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello

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L’autopalpazione del testicolo ti salva dal cancro testicolare

MEDICINA ONLINE PENE EREZIONE SPERMA LIQUIDO SEMINALE ANATOMIA EIACULAZIONE PENETRAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO UOMO RAPPORTO SESSUALE SEX Male Genital and Rectal AnatomyL’incidenza del cancro testicolare è in continuo aumento con tre picchi significativi: il primo in età infantile, il secondo dai 15 ai 35 anni (il tumore più diffuso in questa fascia d’età) ed il terzo oltre i 50 anni. In Italia colpisce cinque uomini ogni centomila abitanti, un numero che, purtroppo, tende ad aumentare; quelli bilaterali hanno un’incidenza del 2 per cento.

Cause del cancro testicolare
Tra le cause ipotizzate per il tumore al testicolo vengono  annoverati: gli estrogeni (ormoni femminili) contenuti nella carne, negli insaccati ed in altri alimenti con grassi animali; l’inquinamento atmosferico, specialmente nelle grandi città; la predisposizione familiare; l’ipogonadismo (volume testicolare notevolmente ridotto); il criptorchidismo (testicoli non discesi nella sacca scrotale, anche se fissati successivamente nello scroto, cioé l’orchidopessi) hanno un’incidenza 10-20 volte superiore al normale.

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Sintomi
I sintomi possono iniziare con un’infiammazione e manifestarsi come epididimite e/o orchite, idrocele o semplice dolore. In ogni caso, ogni alterazione testicolare o tumefazione che non regredisca con cure mediche dev’essere considerata sospetta e, quindi, meritevole di un’ecografia scrotale e di un eventuale dosaggio dei marker tumorali.
Vi sono dei segnali, anche se non strettamente patognomonici di tumore al testicolo, da non trascurare, come il rigonfiamento del testicolo, la perdita di volume di un testicolo, la sensazione di pesantezza nello scroto, un dolore sordo nella parte inferiore dell’addome o all’inguine, l’improvvisa formazione di liquido nello scroto, dolore o senso di “disagio” nel testicolo o nello scroto, sangue nelle urine, il rigonfiamento o il rammollimento delle mammelle. Un test importante da potere fare a casa è l’autopalpazione.

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Come si fa l’autopalpazione del testicolo
La palpazione dei testicoli va effettuata dopo la doccia o un bagno caldo, quando lo scroto è del tutto rilasciato. Davanti ad uno specchio, in piedi, bisogna verificare che non siano presenti rigonfiamenti, quando siano presenti non allarmiamoci: può trattarsi semplicemente di una raccolta di liquido (idrocele), di una dilatazione delle vene del funicolo spermatico (varicocele) o di un’ernia inguino-scrotale.

Un testicolo più basso e/o leggermente più grosso rispetto all’altro non è patologico. Il testicolo va esaminato con entrambe le mani, con indice e medio nella zona inferiore e pollice in quella superiore. Un movimento inizialmente superficiale e rotatorio consentirà di esplorarne la superficie che, in condizioni di normalità, è liscia, uniforme e teso-elastica. La presenza di una irregolarità e/o formazione dura, aderente al piano sottostante, è da considerare sospetta.
Si continua l’esplorazione esercitando una modesta pressione in modo da percepire, se presente, un nodulo nel parenchima testicolare che potrà avere forma e dimensioni variabili, solitamente quanto una piccola nocciola, più duro rispetto al tessuto circostante. Questo tipo di palpazione non dovrebbe determinare dolore in condizioni fisiologiche.
Un altro elemento del testicolo da esplorare dall’alto in basso è l’epididimo (la struttura molle-parenchimatosa, tubulare, situata dietro e lateralmente al testicolo). Se l’epididimo è dolente al tatto, il più delle volte si tratta di epididimite (infiammazione dell’epididimo), o, se si apprezzano formazioni rotondeggianti da pochi millimetri a qualche centimetro, si tratta di comuni cisti.
L’autopalpazione dovrebbe essere eseguita una volta al mese dai quattordici anni in su, in modo da individuare con precocità qualsiasi formazione sospetta.

In caso di tumore, la chirurgia è indicata
Accertata la presenza di un tumore, l’asportazione del testicolo è sempre indicata, oltre che per estirpare il cancro, per studiare la malattia con l’esame istologico, indispensabile per la successiva fase terapeutica: radioterapia per i tumori seminomatosi, linfoadenomectomia retro peritoneale associata a cicli di chemioterapia per quelli non seminomatosi.
Oggi, grazie a nuovi chemioterapici, dopo la chirurgia, oltre il 95 per cento dei pazienti affetti dal tumore al testicolo guarisce. La maggiore complicanza è rappresentata dall’infertilità, ma, con le tecniche di fecondazione assistita, in molti casi è risolvibile.

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