Con “parasonnia” (in inglese “parasomnia”) in medicina del sonno si indica un gruppo di disturbi del sonno caratterizzati da comportamenti anomali durante il Continua a leggere
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Quante ore per notte devi dormire per essere riposato e stare bene?
L’atto del dormire è assolutamente essenziale per la salute del nostro organismo, basti pensare che – insieme al mangiare, al bere ed Continua a leggere
Elettrooculografia (EOG): come si svolge l’esame e a che serve
Con elettrooculografia (EOG, in lingua inglese “electrooculography”) si indica una tecnica diagnostica usata in campo oculistico e neurologico per registrare la differenza di potenziale esistente tra Continua a leggere
Erezioni notturne involontarie, frequenti e continue: cosa indicano?
Le “erezioni notturne” sono erezioni del pene che avvengono durante il sonno, senza che l’uomo neanche se ne accorga, di solito quattro o cinque volte per notte con una durata di circa 10 minuti per episodio, ciò significa che un uomo passa circa 40/50 minuti a notte con una erezione in atto (in alcuni casi anche di più). Generalmente non indicano alcuna patologia, anzi sono un segnale di salute dei meccanismi di erezioni del pene e se scompaiono potrebbero indicare disfunzione erettile. In gergo medico questo fenomeno è chiamato “nocturnal penile tumescence” (tumescenza peniena notturna) ed è collegato ad una fase ben specifica del sonno e cioè al sonno REM (la fase in cui si sogna). Tale fase non è costantemente presente in tutto il periodo di sonno, ma si attiva a cicli; a tal proposito leggi anche:
- Perché sogniamo? Perché ricordiamo alcuni sogni e altri no? Cos’è un sogno lucido e la fase REM?
- Differenze tra fase REM e NON REM del sonno
L’erezione notturna potrebbe essere facilitata in caso si verifichi un sogno particolarmente emozionante o un sogno erotico. Se il soggetto si sveglia durante la notte, durante una fase REM, potrebbe succedere che si svegli con una erezione peniena già in atto o addirittura con lievi perdite di sperma, cosa che avviene ad esempio nel caso della tipica erezione mattutina che provano molti uomini al risveglio.
Perché si verificano le erezioni notturne?
Le cause delle erezioni notturne, non sono ancora del tutto note. Le ultime ricerche sembrano indicare che le erezioni notturne siano una forma di “ginnastica” che il pene compie autonomamente per “tenersi in forma” e favorire una ottimale funzione erettile permettendo di ossigenare i corpi cavernosi e mantenendo la giusta elasticità. Attraverso questa attività spontanea è possibile mantenere lo stato di efficienza della muscolatura liscia intra-cavernosa. Questo costituisce una forma di training, specie del muscolo pubo-coccigeo, così come avviene per gli altri muscoli del corpo grazie all’attività fisica. In alcuni casi particolare le erezioni notturne si verificano frequentemente ed in modo fastidioso: ciò potrebbe essere un segnale di una malattia prostatica, a tal proposito leggi: Erezioni notturne dolorose, bisogno di urinare e ipertrofia prostatica
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Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di diminuire infiammazioni e bruciori e migliorare la salute della prostata:
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Leggi anche:
- Le 5 erezioni che ha l’uomo di notte: la tumescenza peniena notturna
- Erezioni del mattino: che indicano? Devono essere sempre presenti?
- Erezione del pene: come mantenerla più a lungo possibile
- Erezione maschile: durata media con e senza stimolazione
- Erezione maschile: quando avviene
- Erezione del pene: come provocarla
- Ecografia prostatica transrettale: come si svolge, è dolorosa, a che serve?
- L’erezione deve essere rigida dall’inizio alla fine del rapporto sessuale?
- La qualità dell’erezione del pene determina il grado di piacere femminile?
- I farmaci per la disfunzione erettile determinano subito erezione?
- Come avere la più potente erezione della tua vita senza farmaci
- Disfunzione erettile (impotenza): cause, prevenzione e cure
- Esercizi per allungamento del pene (massaggio Jelqing): funzionano? Tecnica e rischi
- Mancata erezione da ansia da prestazione: 24 modi per combatterla
- Vincere l’ansia da prestazione sessuale con il sano egoismo
- Tecniche mentali per sconfiggere l’ansia da prestazione sessuale
- Ansia da prestazione sessuale: cos’è e come combatterla
- Ansia da prestazione sessuale: come sconfiggerla per sempre?
- Ansia da prestazione femminile: perché viene e come si supera?
- Micropene: quanto misura, complicazioni, c’è una cura?
- Meglio Viagra, Cialis, o Levitra per trattare la disfunzione erettile? Un utile confronto tra i tre farmaci
- Come distinguere un vero orgasmo femminile da uno “finto”
- Come misurare correttamente la lunghezza del pene
- Qual è il record di distanza per uno schizzo di sperma?
- Qual è il record mondiale di masturbazione maschile?
- Fino a che eta l’uomo può avere erezioni?
- I farmaci per la disfunzione erettile sono pericolosi per il cuore?
- Il varicocele può avere conseguenze sulla attività sessuale?
- Esistono cibi in grado di migliorare davvero la prestazione sessuale?
- Quali farmaci possono danneggiare l’erezione?
- Fumo ed alcool causano disfunzione erettile (impotenza)?
- I farmaci contro l’impotenza comprati su internet sono sicuri?
- Come funziona l’erezione del pene?
- Ciclismo e bicicletta possono causare disfunzione erettile?
- Le dimensioni del pene determinano il grado di piacere femminile?
- L’eiaculazione precoce è un sintomo di disfunzione erettile?
- Il pene può essere allungato o no?
- Erezione di clitoride [VIDEO] Attenzione: immagini sessualmente esplicite
- Erezione clitoride: come funziona [IMMAGINI]
- Quanto è lungo il clitoride più grande del mondo?
- Mappa mondiale della lunghezza del pene: gli italiani quale posizione occupano?
- Di quanto si allunga il pene durante l’erezione
- Erezione di pene con protesi peniena [VIDEO] Attenzione: immagini sessualmente esplicite
- Perché il freddo e l’ansia riducono le dimensioni del pene?
- Come avere un’eiaculazione più abbondante e migliorare sapore, odore, colore e densità dello sperma?
- Orgasmi multipli maschili: come avere due eiaculazioni di seguito
- Vagina troppo larga per rapporti sessuali soddisfacenti: quali le soluzioni?
- Andrew Wardle: “Sono nato senza pene ma sono stato con oltre cento donne”
- Quali sono le forme di pene più comuni?
- Smegma femminile, vulviti e cattivi odori vaginali: cura e prevenzione
- Si spalma lo sperma fresco di un suo amico sul viso [VIDEO]
- La ragazza vegana che beve sperma fresco ogni giorno
- L’uomo con il pene più grande del mondo:”Faccio sesso orale da solo e da morto donerò il mio pene a…”
- Cosa NON devi assolutamente fare prima di un rapporto sessuale
- Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello
- La vagina è uguale in tutte le donne?
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Erezioni del mattino: che indicano? Devono essere sempre presenti?
Le tipiche erezioni peniene che l’uomo prova al momento del risveglio, devono essere sempre presenti? La risposta è no: se è vero che la presenza di erezioni di buona qualità al risveglio è un chiaro segnale di buon funzionamento del sistema erettile, è falso che esse debbano essere presenti ad ogni risveglio come è falso che una loro assenza sia sintomo di cattivo funzionamento del pene e dei meccanismi erettivi.
Perché si verifica l’erezione mattutina?
L’erezione mattutina è dovuta a vari motivi. Generalmente l’erezione è accompagnata ad un bisogno fisiologico di urinare: l’urina gonfia la vescica per tutta la notte e va a stimolare la mattina la prostata, determinando inconsciamente una sottospecie di piacere che stimola l’erezione peniena. Inoltre, dato che urina e sperma fuoriescono nell’uomo dallo stesso condotto (l’uretra), esistono dei meccanismi che impediscono la fuoriuscita di urina quando si verifica l’erezione, in modo da non far mescolare urina e liquido seminale: tale meccanismo potrebbe essere messo in funzione tramite l’erezione per evitare perdite accidentali di urina al mattino. La vescica piena inoltre tende ad ostacolare anche l’abbandono del sangue dai corpi cavernosi del pene favorendo l’erezione. A tutto ciò si aggiunge il fatto che l’uomo presenta al mattino un altissimo livello di testosterone, fatto che potrebbe favorire l’erezione.
Erezioni e fase REM del sonno
Il fenomeno delle erezioni notturne è collegato ad una fase ben specifica del sonno e cioè al sonno REM. Tale fase non è costantemente presente in tutto il periodo di sonno, ma si attiva a cicli. Pertanto se il risveglio capita nel corso di una fase REM potremo vedere l’erezione, ma se il risveglio accade in un’altra fase del sonno non ci sarà erezione visibile e questo in assenza di qualunque anomalia dell’erezione.
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17 marzo: Giornata mondiale del sonno
Il 17 marzo è la Giornata mondiale del sonno: un evento annuale che ha lo scopo di richiamare l’attenzione sul sonno e sui disturbi ad esso connesso. Ecco una serie di miei articoli che riguardano l’attività che occupa ben un terzo delle nostre vite: il dormire!
- Le dieci cose che sicuramente non sai sui sogni
- Perché sbadigliamo e ci stiracchiamo? Perché lo sbadiglio è contagioso? Attrazione sessuale, noia ed altri misteri nascosti negli sbadigli
- Sognare topi, serpenti, gatti, sangue… Perché alcuni sogni sono ricorrenti e cosa significano?
- La donna deve dormire più dell’uomo: il cervello di lei lavora più di quello di lui
- Dimmi come dormi e ti dirò chi sei
- Dormire senza struccarsi invecchia la pelle di dieci anni
- La morte per mancanza di sonno è davvero possibile? Per quanto tempo si può restare svegli?
- Sbadigliamo per sonno o per noia? Entrambe le risposte sono sbagliate
- Tumescenza peniena notturna, ovvero: le cinque erezioni che ha l’uomo di notte mentre dorme
- Diventare più belli? basta dormirci su, ti spiego come!
- La dieta per dormire bene, combattere l’insonnia e svegliarsi la mattina riposati
- E tu di che insonnia soffri? I cinque disturbi più frequenti sotto le coperte
- Vi insegno le 12 regole d’oro per battere l’insonnia ed avere un sonno perfetto
- Indossi sempre lo stesso pigiama? Ecco quali sono i rischi per la tua salute
- Dormire poco ti consuma il cervello ma correre te lo ricostruisce
- Chi non riesce ad alzarsi presto la mattina è più intelligente e creativo
- Usare lo smartphone a letto prima di andare a dormire potrebbe ucciderti
- Narcolessia: cause, sintomi, cure e terapia farmacologica
- Differenze tra fase REM e NON REM del sonno
- Perché sogniamo? Perché ricordiamo alcuni sogni e altri no? Cos’è un sogno lucido e la fase REM?
- Diventare più belli? basta dormirci su, ti spiego come!
- Stress: non basta dormire nel weekend per recuperare
- Beth, la “bella addormentata” esiste davvero
- Le cinque regole d’oro per dormire bene
- Bambini: meno dormono e più mangiano
- Paralisi del sonno e allucinazioni ipnagogiche: cause, pericoli, rimedi
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Perché abbiamo gli incubi?
Spesso il sonno è tormentato dai cosiddetti incubi, ossia sogni particolarmente realistici e dal contenuto pauroso che si manifestano durante la fase REM, nelle prime ore dell’alba, creando angoscia e sensazioni negative nel dormiente, il quale è portato spesso a muovere rapidamente l’occhio oppure addirittura a svegliarsi.
Fino al 1700 l’incubo era attribuito all’influenza di spiriti maligni e stregonerie, successivamente le cause sono state attribuite a diversi fattori, legati sia a reazioni psicologiche che fisiologiche.
Sebbene su di esse ci siano opinioni contrastanti, i motivi per cui si originano sono da ricercarsi nella specifica circostanza e possono quindi cambiare da persona a persona.
Spesso la causa più comune è dovuta ad un pasto abbondante o spuntino fatto prima di coricarsi, il quale porta il metabolismo a lavorare durante il sonno e il cervello ad essere più attivo.
Ma il brutto sogno può essere scaturito anche a seguito dell’assunzione di medicinali, o dovuto ad agenti fisiologici come febbre alta, disturbi psichici quali stress e ansia, ricollegabili a situazioni negative o eventi traumatici della vita quotidiana. In questo ultimo caso può essere utile cercare di interpretare il sogno lavorando sul disagio psicologico, al fine di attenuare il conseguente disturbo.
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- Narcolessia: cause, sintomi, cure e terapia farmacologica
- Differenze tra fase REM e NON REM del sonno
- Perché sogniamo? Perché ricordiamo alcuni sogni e altri no? Cos’è un sogno lucido e la fase REM?
- Diventare più belli? basta dormirci su, ti spiego come!
- Stress: non basta dormire nel weekend per recuperare
- Beth, la “bella addormentata” esiste davvero
- Le cinque regole d’oro per dormire bene
- Bambini: meno dormono e più mangiano
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Narcolessia: cause, sintomi, cure e terapia farmacologica
La narcolessia (narcolepsy) è un disturbo neurologico cronico che si manifesta con ipersonnia, cioè una eccessiva sonnolenza diurna. Il paziente ipersonniaco non riesce a rimanere vigile per tutto l’arco della giornata, può infatti andare incontro a situazioni di sonno improvviso da cui non riesce ad esimersi (per esempio si può addormentare durante una conversazione, durante un pasto o addirittura mentre sta guidando), inoltre potrebbe avere parecchie difficoltà a svegliarsi al mattino. Può essere difficile per un ammalato rimanere sveglio durante gli orari di scuola o di lavoro, ciò rende difficile – se non impossibili per il narcolettico – lo svolgimento di alcune professioni dove è necessario tenere alta la concentrazione per periodi lunghi.
Leggi anche: Beth, la “bella addormentata” esiste davvero
Fisiopatologia
Nel soggetto sano esistono due fasi diverse di sonno: il sonno NON REM o NREM (non rapid eye movement), costituito da sonno leggero e profondo, e il sonno REM (rapid eye movement), in cui si manifestano circa l’85% dei sogni. Nel sonno REM, inoltre, si assiste ad una condizione di paralisi a carico di quasi tutti i muscoli del corpo, eccetto i muscoli oculari e il diaframma, che sostiene la respirazione. Quando ci si addormenta, il sonno inizia nelle fasi più leggere di sonno NREM per poi approfondirsi progressivamente. Ogni 90 minuti circa il sonno NREM lascia spazio al manifestarsi del sonno REM. Nel soggetto sano questa alternanza NREM e REM si ripete più volte nel corso della notte.
Nei soggetti affetti da narcolessia si assiste ad una rapida ed atipica emergenza di sonno REM, nei 15-20 minuti che intercorrono dopo l’addormentamento, e ad intrusioni di sonno REM durante il giorno. Gli attacchi di sonno diurni compaiono in genere ogni 90-120 minuti e, spesso, al risveglio da un sonnellino di 5-15 minuti, il soggetto ricorda di aver sognato e si sente discretamente riposato.
Leggi anche:
- Come rilassarsi velocemente la sera subito prima di dormire in 20 passi
- Colpo di sonno improvviso alla guida: cause, conseguenze, rimedi
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Che cosa causa la narcolessia?
La narcolessia è una patologia la cui causa scatenante non è ancora conosciuta. Recenti ricerche hanno mostrato che numerosi neurotrasmettitori sono coinvolti. Il più importante di questi è l’ipocretina (anche conosciuta come orexina), che nei narcolettici si è dimostrata ridotta all’interno del liquor cefalo-rachidiano, fino alla completa scomparsa nel 90% dei soggetti affetti da narcolessia con cataplessia. È stata inoltre evidenziata una riduzione dei neuroni ipotalamici secernenti questo composto in rilievi autoptici di soggetti affetti.
Solamente 1% dei casi di narcolessia presenta familiarità. Il rischio del riscontro di narcolessia fra parenti di primo grado è del 1% – 2%, quindi 30 – 40 volte più alto della popolazione generale. Questo significa che i fattori genetici giocano un ruolo fondamentale in questa patologia.
Leggi anche: Cataplessia: significato, cause e cura
Caratteristiche degli attacchi di sonno:
- possono durare dai 15 ai 60 minuti ciascuno circa;
- possono verificarsi più volte nell’arco di una giornata;
- di solito accadono dopo aver mangiato, ma possono verificarsi in qualsiasi momento, come ad esempio durante la guida, parlando con qualcuno, o durante altre situazioni in cui c’è poco movimento;
- in alcuni soggetti l’intensità dell’attacco è caratterizzata da una discreta progressività temporale che gli permette di interrompere consciamente le proprie azioni ed appartarsi in un luogo adatto prima di crollare a dormire.
A volte la persona può avere allucinazioni da sogno prima di dormire o durante un attacco. Quando ci si sveglia ci si sente riposati anche dopo un breve attacco. La narcolessia può anche essere associata ad una temporanea e improvvisa debolezza muscolare chiamata cataplessia, che di solito è causata da forti emozioni. Questo può essere associato a reazioni emotive come rabbia o risate ed essere simile alle crisi epilettiche e può comportare:
- improvvisa perdita di tono muscolare;
- temporanea incapacità di usare i muscoli (paralisi del sonno): questa condizione si verifica immediatamente dopo il risveglio o con l’insorgenza della sonnolenza.
Sintomi della narcolessia
- attacchi di sonno improvvisi, uno o più volte al giorno;
- eccessiva sonnolenza diurna (il narcolettico ogni 2 ore prova un forte impulso ad addormentarsi);
- cataplessia (perdita di forze causata da forti emozioni come il riso, l’imbarazzo, la collera fino alla caduta a terra);
- paralisi del sonno (il narcolettico si trova completamente paralizzato prima di addormentarsi o subito dopo il risveglio, mantenendosi perfettamente cosciente);
- allucinazioni ipnagogiche (il narcolettico sogna ad occhi aperti interagendo spesso con la realtà).
Leggi anche: Paralisi del sonno e allucinazioni ipnagogiche: cause, pericoli, rimedi
Se hai il dubbio che il tuo disturbo neurologico sia la narcolessia, la prima sintomatologia che compare è l’eccessiva sonnolenza diurna; la cataplessia la puoi manifestare entro 1-4 anni dall’inizio della sonnolenza, ma può tardare anche 40-60 anni. E’ presente una rapida ed atipica comparsa del sonno REM entro 15-20 minuti dall’addormentamento, puoi avere attacchi diurni di sonno ogni 90-120 minuti, con sonnellini di 5-15 minuti durante i quali poi ricordi di aver sognato e ti senti anche sufficientemente riposato, nel complesso hai comunque una discreta resistenza al sonno fra un episodio di riposo ed il successivo.
Leggi anche: Differenze tra attacco cataplettico ed attacco epilettico
Come si fa diagnosi di narcolessia?
Per una corretta diagnosi di narcolessia non è sufficiente valutare solo i sintomi clinici, è fondamentale ricorrere ad un centro del sonno per una accurata diagnosi strumentale. Per porre diagnosi di narcolessia è necessario che il soggetto lamenti presenza d’ipersonnia diurna quasi quotidiana da almeno 3 mesi, che potrà essere associata, quando presente, a storia di cataplessia.
I rilievi anamnestici devono essere confermati tramite l’esecuzione del test delle latenze multiple (Multiple Sleep Latency Test MSLT). MSLT è un test diurno dove 4-5 volte nel corso della giornata viene chiesto al paziente di provare ad addormentarsi . Ogni sessione può durare fino a 35 minuti e viene intervallata da 2 ore di pausa. Viene considerato indicativo della patologia il riscontro in corso di MSLT di una latenza media di addormentamento inferiore a 8 minuti e la comparsa di sonno REM in almeno 2 delle sedute.
Una polisonnografia notturna, in genere eseguita la sera prima dello svolgimento del MSLT, può evidenziare una comparsa precoce di sonno REM dopo l’addormentamento.
In alternativa, il dato anamnestico può essere confermato con dosaggio dell’ipocretina-1 liquorale, che deve risultare ≤110 ng/l.
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Quante persone soffrono di narcolessia?
La narcolessia sembra non avere un fattore di familiarità, infatti solo l’1% dei casi ha una predisposizione familiare e compare tra i 15 ed i 25 anni. Il disturbo della narcolessia è probabilmente sottodiagnosticato in tutto il mondo; si riscontra in 0,2-2 casi ogni 1000 abitanti e solo il 10-15% dei narcolettici presenta tutti i sintomi, inoltre l’85-100% dei pazienti narcolettici presenta gli stessi antigeni di istocompatibilità (cioè hanno un simile assetto genetico predisponente).
E’ consigliato l’uso di farmaci per la narcolessia?
Soltanto i farmaci sintomatici sono consigliati per la narcolessia con cataplessia, si tratta comunque di sostanze che attenuano/risolvono uno o più sintomi del malessere, ma non curano ciò che scatena questo disturbo neurologico.
Terapie per la narcolessia
- La terapia non farmacologica più efficace si basa sui sonnellini brevi ristoratori (pochi minuti fino al massimo di 1 ora) che consentono al fisico di resistere alcune ore, dopodiché la sonnolenza ricompare. Queste brevi fasi di sonno possono variare da 6-7 al giorno. Gli adulti possono aiutarsi con l’uso di caffeina, assolutamente da evitare nei bambini.
- La terapia farmacologica prevede l’assunzione secondo i casi di uno dei seguenti farmaci:
- Modafinil;
- Sodio Oxybato.
Il Modafinil attiva la veglia; in soggetti adulti si assume in compresse distribuite nell’arco della mattinata per controllare la sonnolenza diurna. E’ vivamente sconsigliata l’assunzione di Modafinil nelle prime ore del pomeriggio perchè si rischia di disturbare il sonno della notte successiva. Non ci sono molti dati riguardo lo studio del Modafinil nei bambini, alcuni mostrano effetti assumendo la stessa dose degli adulti, mentre ad altri è sufficiente metà della dose. Generalmente gli effetti collaterali sono leggeri e possono essere: mal di testa, ansia,nervosismo e rinite.
Il Sodio Oxybato ha proprietà sedative ed anestetiche, sostanzialmente induce in un sonno profondo, si assume in sciroppo prima di andare a letto e deve essere assunta una seconda dose dopo circa 3 ore. Il massimo dell’efficacia per combattere la sonnolenza diurna è l’associazione del sodio oxybato di notte con il modafinil di giorno. Gli effetti collaterali del Sodio Oxybato sono:
- nausea;
- sonnambulismo;
- perdita di peso;
- confusione al risveglio;
- enuresi;
- ipertensione arteriosa;
- vertigini;
- cefalea.
I farmaci prima menzionati non sono una cura definitiva: curano solo i sintomi ma non il disturbo a monte. Alcuni comportamenti consigliati sembrano però ridurre l’insorgenza di attacchi di sonno:
- mangiare frutta e verdura durante il giorno ed evitare pasti pesanti prima di importanti attività;
- pianificazione di un breve pisolino (da 10 a 15 minuti) dopo i pasti se possibile;
- pianificazione di un pisolino per il controllo del sonno diurno e ridurre il numero di imprevisti e improvvisi attacchi di sonno.
In presenza di questa malattia è doveroso informare gli insegnanti e le autorità di vigilanza circa la condizione di quanti sono stati colpiti da narcolessia, in modo da non punirli per essere “pigri” a scuola o al lavoro.
Leggi anche: Le dieci cose che sicuramente non sai sui sogni
Eventuali complicazioni
La narcolessia è una malattia cronica, che dura tutta la vita. Non si tratta di una malattia mortale né pericolosa in sé, ma può diventarlose gli episodi si verificano durante la guida, l’uso di macchinari o attività simili. A tal proposito è importante che la narcolessia sia controllata con la terapia del sonno, per limitare il rischio di eventuali complicazioni, che sono:
- infortuni ed incidenti: se gli attacchi si verificano durante le attività prima descritte;
- riduzione di affidabilità sul luogo di lavoro;
- riduzione delle attività sociali;
- effetti collaterali di farmaci usati per curare la malattia.
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Lo Staff di Medicina OnLine
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