Tricotillomania: cause, sintomi, diagnosi e terapia

MEDICINA ONLINE tricotillomaniTricofagia tricobezoario CAPELLI VOLTO DONNA TRISTE AIUTO  PELO STRAPPARSI SHAMPO CAPELLI SFIBRATI.jpgIl termine ‘tricotillomania’ significa letteralmente ‘abitudine di tirarsi i capelli’ (trico – capelli, tillo – tirare, mania- abitudine) e riguarda infatti l’abitudine compulsiva di strapparsi i capelli, procurandosi delle aree nude nel cuoio capelluto, nelle sopracciglia, nelle ciglia e, in casi piuttosto rari, anche nell’area pubica.

Comorbilità

Spesso chi soffre di tricotillomania sperimenta anche sintomi ricollegabili al disturbo ossessivo-compulsivo (disturbi da contaminazione, da controllo, superstizione eccessiva, compulsioni mentali ecc.) o al disturbo da disformismo corporeo (preoccupazione per un difetto dell’aspetto fisico)

Cause

Le ricerche sembrano dimostrare che la tricotillomania sia un’abitudine acquisista nell’infanzia e per questo si ipotizza che alla base vi sia un rapporto difficile con i genitori ed un conseguente bisogno di compensazione affettiva.Il comportamento si manifesta in genere in seguito ad un evento scatenante, specialmente nei soggetti timidi ed ansiosi, soprattutto in presenza di situazioni sociali difficili.

Leggi anche: La metà di noi al liceo ha sofferto di onicofagia e molti ne soffono tuttora senza saperlo, di che malattia si tratta?

Segni e sintomi

Sebbene ogni singolo capello o pelo sia di ridotte dimensioni, il soggetto che soffre di questo disturbo può presentare delle lesioni molto estese, specialmente nella regione frontoparietale, in genere dalla periferia verso il centro. Come in tutte le altre azioni coatte, il soggetto si sente costretto a questo tipo di comportamento, che ripete come un rito, pur riconoscendone l’assurdità. L’attuazione di questo rito consente infatti di tenere l’ansia sotto controllo (mentre il tentativo di resistervi determina un forte aumento dello stato ansioso). Lo strappo dei peli o dei capelli può essere limitato a particolari momenti, giorni o luoghi. In seguito allo strappamento, insorge un senso di gratificazione e di sollievo. In genere non viene compiuto in presenza di altre persone. La tricotillomania nell’adolescente è in genere accompagnata da scarsi risultati scolastici ed anche alla manifestazione di altro tipo di ossessioni, quali ad esempio l’onomatomania (ricerca ossessiva del significato delle parole), l’aritmomania (abitudine a fare dei calcoli mentali complicati, ritornando sempre da capo ad ogni minima esitazione), l’onicofagia (mangiarsi le unghie) o altri rituali relativi all’abbigliamento e alla toilette, che sono talmente invasivi da occupare molte ore della giornata del soggetto.

Varianti

Le varianti allo strappamento sono: attorcigliamento della ciocca, inserimento della ciocca di capelli nella bocca, tricofagia (mangiarsi i capelli). La tricofagia può causare problemi a livello intestinale, attraverso la formazione di boli di capelli, detti tricozoari.

Frequenza

Il disturbo è due volte più frequente nelle donne che negli uomini; nei bambini invece è più frequente fra i maschi, con un picco di incidenza che va tra i 2 ed i 6 anni. Sotto i due anni di vita capita spesso che i bambini si tocchino i capelli, ma la loro ancora precaria coordinazione motoria non gli consente di arrivare fino allo ‘strappo’ vero e proprio, che infatti avviene a partire dai ventiquattro mesi di vita.

Diagnosi

Secondo il manuale diagnostico degli psichiatri (DSM IV) la tricotillomania fa parte dei Disturbi del Controllo degli Impulsi. Per diagnosticare una tricotillomania devono essere presenti i seguenti sintomi:

  • Ricorrente strappamento dei propri capelli che causa una notevole perdita di capelli.
  • Senso crescente di tensione immediatamente prima di strapparsi i capelli, o quando si tenta di resistere al comportamento.
  • Piacere, gratificazione, o sollievo durante lo strappamento dei capelli. L’anomalia non è meglio attribuibile ad un altro disturbo mentale e non è dovuta ad una condizione medica generale (per esempio, una condizione dermatologica).
  • L’anomalia causa disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre aree importanti del funzionamento.

Terapia

La terapia consiste anzitutto nel mettere il soggetto di fronte a questo problema che spesso viene da lui minimizzato o negato, in quanto rappresenta, oltre che un passatempo, anche un modo per tenere a bada l’ansia e la timidezza e non viene più visto come una forma di auto-punizione. Spesso i genitori non accettano la diagnosi ed il trattamento psicologico perché non hanno avuto modo di osservare il bambino mentre si strappa i capelli e trovano dunque inaccettabile pensare che alla base dell’alopecia vi siano problematiche psicologiche. Attraverso una psicoterapia è in genere possibile curare questo disturbo; nei casi più gravi si dovrà far uso di tranquillanti ed antidepressivi.

Decorso e prognosi

Il decorso della patologia può avere andamento continuo o remittente, può andare e venire per settimane, mesi o anni, e la zona di strappamento dei capelli o dei peli può variare nel tempo. La prognosi è riservata in quanto la tricotillomania non è una manifestazione isolata, ma è associata ad altri aspetti compulsivi, a scarsi risultati scolastici, a relazioni familiari deteriorate ecc. che andrebbero affrontate insieme al trattamento specifico per la tricotillomania.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Olio essenziale di menta piperita, proprietà ed usi

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARIL’olio essenziale di menta piperita è molto usato in aromaterapia. L’aromaterapia è una forma di medicina alternativa nella quale le sostanze aromatiche hanno grande importanza perché capaci di stimolare particolari sensi e centri del nostro organismo. 

In particolare, in aromaterapia, l’olio essenziale di menta piperita è usato per lenire l’emicrania cronica e il mal di testa. Un rimedio naturale contro il mal di testa consiste proprio nell’aggiungere 10 gocce di olio essenziale di lavanda, 2 gocce di olio essenziale di menta a 50 ml di olio vegetale. Dopo aver bagnato le dita in questo composto, basterà frizionare le tempie, la fronte e la nuca con movimenti circolari. Per chi soffre di emicrania cronica, è consigliato ripetere il trattamento per 2-3 volte al giorno.

 

Olio essenziale di menta piperita, proprietà e usi

Questo olio essenziale di menta piperita è perfetto da vaporizzare in casa, come profumatore naturale per ambienti ed è altrettanto ideale per l’aromaterapia. Esercita un potere rinfrescante e rilassante.

E’ utile contro infiammazioni, irritazioni, dolori muscolari, rigidità, mal di testa… conserva tutte le proprietà tipiche dell’olio essenziale di menta piperita. Tra i vari prodotti presenti sul mercato consigliamo questo perché puro al 100% e anche perché presenta la certificazione biologica della Soil Association, accreditata associazione britannica.

L’olio essenziale di menta si combina bene con l’olio essenziale di lavanda, di rosmarino e con l’essenza di limone.

L’olio essenziale di menta piperita è adatto per la produzione di saponi e detersivi fai da te o per fare candele profumate in casa.

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Olio di avocado: proprietà ed impieghi in cosmesi

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARINella cosmesi naturale, l’olio di avocado è apprezzato per le proprietà rigenerative e idratanti. In ambito alimentare, l’olio di avocado si presenta con un insolito punto di fumo che nella forma grezza raggiunge i 249 °C mentre nella forma raffinata raggiunge i 271 °C. Il punto di fumo dell’olio di avocado, così come quello di tutti gli altri oli vegetali presenti in commercio, dipende dai trattamenti e dall’intera filiera produttiva.

Olio di avocado, proprietà

Da un punto di vista alimentare, l’olio di avocado ha un alto contenuto di grassi monoinsaturi e vitamina E. Se usato per condire carote o pomodori, aumenta la biodisponibilità dei micronutrienti in essi contenuti: l’olio di avocado migliora l’assorbimento di carotenoidi e altre sostanze antiossidanti.

L’olio di avocado è tra i pochi oli vegetali commestibili non ricavato dai semi, infatti la produzione avviene per mezzo di premitura della stessa polpa carnosa dell’avocado.

Il profilo di acidi grassi contenuti nell’olio di avocado è molto simile a quello dell’olio di oliva: sono entrambi ricchi di acido oleico. Nello specifico, l’olio di avocado contiene per il 76% di grassi monoinsaturi (acido oleico e acidi palmitoleico), per il 12% di acidi grassi polinsaturi (acido linoleico e acido linolenico), e per il 12% di saturi (acido palmitico e acdo stearico). L’antiossidante per antonomasia presente nell’olio vegetale è il cosiddetto a-tocoferolo, che nell’olio di avocado è presente a livelli di 70-190 mg per ogni litro di prodotto.

La produzione di olio di avocado ha soprattutto scopi cosmetici a causa della sua elevata capacità di penetrazione cutanea e rapido assorbimento.

L’olio di avocado si produce a seguito dell’essiccazione della polpa di avocado così da rimuovere quanti più acqua possibile (fino al 65% della polpa di avocado è composta da acqua). Dopo la disidratazione, l’olio di avocado è estratto mediante premitura a freddo (per la produzione di olio di avocado a uso alimentare) o mediante alte temperature e solventi se l’olio di avocado è destinato al settore cosmetico.

Prima di arrivare all’industria cosmetica, l’olio di avocado viene sbiancato, raffinato e deodorato.

In ambito della cosmesi naturale, l’olio di avocado è famoso per le sue proprietà benefiche:

  • Idrata la pelle
    L’olio di avocado, se applicato localmente, aiuta a idratare la pelle. E’ un rimedio naturale ottimo contro la pelle secca ed è efficace anche contro il prurito. E’ aggiunto ad altri elementi idratanti per migliorarne l’assorbimento a livello cutaneo.
  • Migliora la salute del cuoi capelluto
    Può alleviare i sintomi di prurito del cuoio capelluto, inoltre, quando regolarmente applicato può aiutare la crescita dei capelli.
  • Aumenta la produzione di collagene
    L’olio di avocado migliora e aumenta la produzione di collagene che diminuisce gli effetti dell’invecchiamento.
  • Rimedio naturale contro eczema e psioriasi 
    L’olio di avocado sembrerebbe un ottimo rimedio naturale per la cura di condizioni quali eczema, psoriasi…
  • Dermatite 
    Nei bambini, l’olio di avocado può essere usato per alleviare e curare la dermatite e le irritazioni da pannolino.
  • Altri benefici
    L’olio di avocado sembrerebbe favorire la guarigione da ferite e ustioni della pelle.

Dove comprare l’olio di avocado?
L’olio di avocado a uso cosmetico si trova nei negozi di articoli di bellezza più forniti.

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Differenza tra filtri solari fisici e chimici: pro e contro

MEDICINA ONLINE ABBRONZATURA SOLE MARE MONTAGNA MELANINA PELLE CUTE SOLE MARE PISCINA RADIAZIONE SOLARE NUVOLE ALTITUDINE UVA UVB INFRAROSSII filtri UV sono quelle sostanze destinate a proteggere la pelle dalle radiazioni solari, tramite l’assorbimento, la diffusione o la riflessione delle radiazioni stesse. In vendita, esistono diversi prodotti adatti a tal scopo: creme in grado di garantire protezione solare, grazie a filtri solari fisici e filtri solari chimici. Le molecole che sono utilizzate come filtri solari variano da Paese a Paese. Scopriamo di più in merito.

Cosa sono

Cosa sono i filtri solari fisici e chimici? I filtri solari sono delle sostanze – le quali possono essere sia naturali, nel caso dei filtri fisici, che sintetiche, nel caso dei filtri chimici – che vengono inserite all’interno dei prodotti cosmetici, in modo tale da proteggere dai danni provocati dalla radiazione solare: dunque, ad esempio, nel caso delle creme solari, i filtri solari fisici o chimici sono responsabili della protezione solare, il cui valore sta ad indicare quanto il prodotto proteggerà dal sole la pelle. Secondo il regolamento CE n.1223/2009 del 30 novembre 2009 sui prodotti cosmetici, i filtri UV sono delle “sostanze destinate esclusivamente o prevalentemente a proteggere la pelle da determinate radiazioni UV attraverso l’assorbimento, la riflessione o la diffusione delle radiazioni UV”. Le molecole che vengono utilizzate come filtri solari sono diverse da Paese a Paese: allo stato attuale, ad esempio, l’Unione Europea consente l’uso di 28 molecole, le quali possono essere utilizzate come filtri solari all’interno di prodotti cosmetici. I filtri solari possono essere suddivisi in filtri fisici e filtri chimici e agiscono riducendo la quantità di radiazioni luminose che colpiscono la zona su cui vengono applicati e, dunque, ad esempio sulla pelle.

Le differenze

Esistono delle differenze tra i filtri solari fisici e i filtri solari chimici. Vediamo meglio, nel dettaglio, di cosa si tratta.

Filtri solari chimici

I filtri solari chimici non sono altro che delle molecole sintetiche, le quali sono in grado di assorbire e scomporre le radiazioni del sole. Essi trattengono l’energia dei raggi solari e la rilasciano come forma di calore, aumentando, di fatto, la sensazione di caldo provata sulla pelle: in poche parole, i filtri chimici assorbono parte delle radiazioni solari e rilasciano l’energia sotto forma di calore per poter assorbire altre radiazioni solari. Può capitare, però, che i filtri solari chimici non siano sintetici, ma naturali: solo per citare qualche esempio, il gamma-orizanolo si estrae dalla crusca di riso; ci sono, poi, l’acido cinnamico contenuto nella cannella, i carotenoidi, la vitamina E e molti altri.

Filtri solari fisici

I filtri solari fisici sono formati, invece, da piccole particelle minerali, dunque di tratta molto spesso di filtri solari naturali: i più noti sono l’argille, lo zinc oxide e il titanium dioxide. È da precisare, però, che i filtri fisici possono anche essere prodotti artificialmente e, dunque, essere sintetici. I filtri solari fisici sono in grado di riflettere i raggi solari, per cui questi non possono raggiungere la cute ma, a differenza dei filtri solari chimici, non trattengono il calore e non penetrano nella pelle, restando in superficie e lasciandone attraversare solo una quantità limitata. Inoltre, non prevedono la scomposizione delle radiazioni: respingono, infatti, sia le frequenze UVA che quelle UVB e, quindi, non interagiscono con le radiazioni solari e non vengono alterati.

I pro e i contro

Sia i filtri solari fisici che i filtri solari chimici offrono vantaggi e svantaggi. Vediamo meglio, nel dettaglio.

Filtri solari chimici

I filtri solari chimici hanno il vantaggio di essere particolarmente efficaci e di riuscire a garantire delle protezioni solari più elevate, garantendo un’abbronzatura omogenea. Lo svantaggio di questi filtri è quello di assorbire l’energia solare e, dunque, presentano il rischio di dare il via a reazioni fotochimiche.

Filtri solari fisici

I filtri solari fisici sono fotostabili, non vengono danneggiati dalle radiazioni solari e, inoltre, grazie alla loro composizione, sono particolarmente sicuri per la salute della pelle. Lo svantaggio di questi filtri sta nel fatto di non poter garantire protezioni elevate senza, però, produrre un effetto bianco; sebbene sia possibile utilizzare dei filtri solari fisici in forma micronizzata di biossido di titanio e ossido di zinco per ridurre il problema o trovarli associati ai filtri chimici in alcune formulazioni.

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I requisiti di un buon filtro solare

Come abbiamo visto, i filtri solari fisici e i filtri solari chimici agiscono e funzionano in modo differente, ma risultano essere ugualmente validi ed efficaci per la protezione solare, la quale è determinata, invece, dal cosiddetto fattore di protezione, al quale il consumatore deve prestare attenzione.

Quali sono i requisiti che un buon filtro solare deve avere, dunque? Occorre che i filtri solari abbiano e garantiscano:

  • Buona stabilità chimica e fotostabilità, ovvero con un sistema filtrante resistente al calore
  • Buona tollerabilità da parte di mucose e pelle
  • Assorbimento massimo di UVA e UVB
  • Solubilità in acqua
  • Buon profilo tossicologico
  • Resistenza all’acqua e al sudore

I filtri solari devono anche:

  • Non essere irritanti e assorbiti dalla cute
  • Essere inodore, insapore e incolore
  • Non causare lo scolorimento di pelle e tessuti
  • Indicare il fattore di protezione solare, il quale è visibile sulle etichette con la sigla SPF (Sun Protection Factor), indicando anche il tempo di esposizione solare e la capacità di fermare la radiazione solare formata dai raggi UVA e UVB, ma anche UVC e IR

Prima di acquistare una crema solare, è necessario pensare a determinati fattori, quali:

  • Il fototipo, ovvero il tipo di pelle che si ha
  • Il tipo di prodotto da usare
  • L’intensità delle radiazioni
  • Il principio attivo usato, nonché la sua concentrazione
  • Le condizioni atmosferiche
  • Il fattore di protezione

Tenete, inoltre, presente che gli autoabbronzanti non danno alcuna protezione dalle radiazioni solari e che i prodotti dopo-sole, ad esempio, calmano l’irritazione della pelle, idratandola e rinfrescandola solo dopo l’esposizione solare.

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Il fattore di protezione

Il fattore di protezione è uno dei fattori più importanti da tenere in considerazione prima dell’acquisto di una crema solare: questo va scelto, soprattutto, in base al proprio fototipo e, dunque, al tipo di pelle che si ha. Vediamo nella tabella i valori che lo riguardano.

Tipo di protezione Valore
Bassa Da 2 a 6
Media o moderata Da 8 a 12
Alta Da 15 a 25
Altissima Da 30 a 50
Ultra-alta o schermo totale Otre 50

È importante, quindi, avere cura della propria pelle e valutare, attentamente, le caratteristiche dei prodotti in vendita, leggendo le etichette, il fattore di protezione, il tipo di filtro e le sostanze in essi contenute: l’esposizione frequente e prolungata ai raggi solari è dannosa per la pelle e può provocare, tra le altre cose, macchie solari, eritemi, scottature e precoce invecchiamento cutaneo, oltre ad aumentare il rischio di comparsa di tumori della pelle.

Donne in gravidanza e bambini

Infine, un’attenzione particolare deve essere rivolta alle donne in gravidanza e ai bambini: sia la pelle dei più piccoli che delle mamme in dolce attesa è particolarmente sensibile, per cui è necessario utilizzare delle creme solari con un fattore di protezione ultra-alto, evitando l’esposizione prolungata al sole e, soprattutto, durante le ore più calde della giornata.

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Differenza tra orticaria, esantema ed eritema

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Orticaria

L’orticaria è una patologia dermatologica, ad eziologia variabile, caratterizzata dall’improvvisa comparsa di un’eruzione cutanea, più o meno pruriginosa, la cui lesione elementare è il pomfo. Le lesioni interessano prevalentemente l’epidermide, ma possono anche estendersi agli strati più profondi della pelle, portando ad una condizione nota come angioedema, e sono dovute prevalentemente alla liberazione di istamina. Non esiste una zona di cute preferenzialmente coinvolta nella patologia. A seconda della durata delle lesioni si parla di orticaria acuta, se scompaiono entro sei settimane, altrimenti si parla di orticaria cronica. Per approfondire: Orticaria acuta e cronica: cause, sintomi, diagnosi, immagini, cura, rimedi

Esantema

L’esantema (nota anche come “rash“) è un’eruzione cutanea di pustole, vescicole o bolle. Le eruzioni sono tipiche – anche se non esclusiva – di alcune malattie dei bambini, come il morbillo, la rosolia, la varicella, note appunto come malattie esantematiche, e per lo più di origine virale. Per approfondire: Eruzioni esantematiche, eritematose, vescicolo-bollose e pigmentarie da farmaci

Eritema

Con “eritema” si indica un’irritazione cutanea, che affligge per lo più gli strati esterni della pelle causando un arrossamento della pelle determinato dall’aumentato apporto di sangue ai vasi sanguigni del derma superficiale. In medicina il termine è usato per tutte le affezioni cutanee che presentano un rossore più o meno esteso del tegumento che sparisce alla vitropressione. L’eritema si definisce attivo quando esprime la dilatazione dei vasi arteriosi: si presenta di colorito rosso vivo e può esservi un aumento della temperatura locale. È definito passivo quando causato da una stasi venosa, si presenta di colorito rosso-bluastro e con una diminuzione della temperatura locale. L’eritema presenta dimensioni, forma e localizzazione varia; scompare alla vitropressione a causa dell’interruzione del flusso sanguigno. Può manifestarsi per cause fisiche (meccaniche, termiche, radianti), chimiche, infettive (micosi, malattie esantematiche infantili), emotive (rossore improvviso, localizzato al volto e al collo, al verificarsi di situazioni imbarazzanti), o essere provocato da farmaci, disvitaminosi, disendocrinie o – ancora – comparire in corso di reazioni allergiche. Sono comuni eritemi dovuti a sensibilizzazione nei confronti di creme (spesso creme antismagliature) o oli applicati sulla pelle. Uno dei più comuni eritemi è l’eritema solare, causato da una sovraesposizione del soggetto ai raggi solari. Per approfondire: Ustione solare: cosa fare/non fare e tempi di guarigione

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Olio essenziale di lavanda, proprietà e impieghi

Spa Essential Oil.Aromatherapy

Spa Essential Oil.Aromatherapy

L’olio essenziale di lavanda è uno degli oli essenziali più diffusi e anche tra i più delicati. Non è irritante per la cute, ma prima dell’impiego di qualsiasi tipo di olio essenziale, vi consigliamo sempre di usarne qualche goccia diluito in olio vegetale sulla piega interna del gomito così da osservare eventuali reazioni cutanee.

In aromaterapia, l’olio essenziale di lavanda (Lavanda officinalis) è considerato un’autentica panacea: distende i muscoli, calma lo spirito, facilita il sonno e ha anche proprietà antibatteriche fino a favorire la digestione: questo rimedio naturale è usato soprattutto per il mal di stomaco e di pancia dei bambini, diluendo 2 gocce di olio essenziale di lavanda in un cucchiaio di olio d’oliva. Con le dita lubrificate con questa lozione, si andrebbe poi a massaggiare il pancino del bambino. Questo è solo uno degli utilizzi dell’olio essenziale di lavanda!

Olio essenziale di lavanda – Proprietà

L’olio essenziale di lavanda può vantare molteplici proprietà: è un calmante, utile contro l’insonnia, l’ansia, lo stress e il mal di testa. Tra le sue applicazioni, vediamo che è usato come cicatrizzante per piaghe, bruciature e per velocizzare il processo di guarigione da una puntura di insetto. Nella cosmesi naturale, l’olio essenziale di lavanda è apprezzato per il suo effetto contro acne e dermatosi.

Come usare l’olio essenziale di lavanda

Chi si sta interrogando sugli usi dell’olio essenziale di lavanda può contare su una moltitudine di preparati. Gli usi dell’olio essenziale di lavanda sono elencati di seguito:

  • Olio essenziale di lavanda per la cura della pelle
    Per eliminare brufoli, foruncoli, alleviare punture di insetto e bruciature, si consiglia di mettere 3 gocce di olio essenziale di lavanda su un batuffolo di cotone da applicare direttamente sulla zona interessata. Lasciate agire per 5 – 10 minuti.
  • Olio essenziale di lavanda contro il mal di testa
    Un rimedio naturale contro l’emicrania consiste nell’aggiungere 10 gocce di olio essenziale di lavanda e 2 gocce di olio essenziale di menta a un bicchierino (50 ml) di olio vegetale. Frizionate le tempie con un massaggio circolare usando questo composto. Chi soffre di mal di testa cronico può farlo 2 o 3 volte al giorno.
  • Olio essenziale di lavanda come rimedio naturale per ansia e insonnia
    L’olio essenziale di lavanda è considerato un blando calmante naturale. Aggiungete 2 gocce di olio essenziale sul cuscino per distendervi al meglio e predisporvi al sonno. Contro l’ansia, ponete qualche goccia di olio essenziale su un fazzoletto da inalare durante la giornata.
  • Olio essenziale di lavanda, rimedio naturale contro l’otite
    Aggiungete a 2 cucchiai di olio vegetale, 2 gocce di olio essenziale di lavanda, 2 gocce di olio essenziale di eucalipto radiata e 2 gocce di melaleuca. Frizionate e massaggiate delicatamente intorno alle orecchie.

Dove comprare l’olio essenziale di lavanda

Quando si parla di aromaterapia ed efficacia dei trattamenti con oli essenziali, sono due i fattori determinanti: quanto il vostro corpo è “intossicato” (e quindi meno predisposto a beneficiare del trattamento con oli essenziali) e la qualità dell’olio essenziale scelto. I principi attivi degli oli essenziali vengono conservati solo se il processo produttivo è seguito con estrema attenzione così da rispettare le caratteristiche di ogni pianta. Per queste ragioni vi invitiamo a comprare (online o in botteghe di fiducia) solo oli essenziali di qualità comprovata.

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Differenza tra scottatura ed ustione

MEDICINA ONLINE PENTOLA CUCINA USTIONE ACQUA CALDA BOLLENTE PRIMO SECONDO GRADO COSA FAREL’ustione è una lesione dei tessuti tegumentari (pelle ed annessi cutanei) provocata dall’azione di calore, sostanze chimiche, corrente elettrica o radiazioni. Possono essere di varia entità secondo l’intensità della temperatura, la durata del contatto e lo stato fisico della sostanza ustionante (solida, liquida o gassosa); in relazione alla gravità vengono distinte in primo, secondo,terzo e quarto grado.

La scottatura è una bruciatura determinata liquidi caldi o da gas, in particolare da bevande calde, dall’acqua di rubinetto a temperatura troppo elevata nel bagno e nella doccia, dall’olio usato per friggere e dal vapore. Le lesioni da scottature appaiono frequenti nei bambini al di sotto dei cinque anni.

Ustione è un termine più generico, causato da calore, caustici, elettricità o radiazioni, mentre scottatura si riferisce in particolare all’azione lesiva di liquidi e gas.

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Causticazione, folgorazione, calore e radiazioni: i diversi tipi di ustione

MEDICINA ONLINE CAUSTICAZIONE FOLGORAZIONE CALORE RADIAZIONI SOLE FULMINI CHIMICA ACQUA BOLLENTE RADIAZIONI ERITEMA PRIMO SECONDO TERZO GRADO DIVERSI.jpgL’ustione è una lesione dei tessuti tegumentari (pelle ed annessi cutanei) che può essere provocata dall’azione di:

  • calore (ustioni termiche) da fiamme, corpi metallici arroventati come il ferro da stiro o i fornelli, liquidi bollenti come l’acqua che bolle o l’olio che frigge, raggi solari);
  • sostanze chimiche (causticazioni) da acido muriatico, ammoniaca, soda caustica. Possono essere causate da oltre 25000 tipi di sostanze, molte delle quali sono basi forti (55%) o acidi forti (26%). La maggior parte dei decessi per ustioni chimiche è dovuta all’ingestione della sostanza caustica;
  • corrente elettrica (folgorazioni) classificate come derivanti da alta tensione (maggiore o uguale a 1 000 volt), da bassa tensione (meno di 1 000 volt) o quali ustioni secondarie dovute a un arco elettrico; nei bambini sono causate spesso dal contatto con cavi elettrici (60%) o prese elettriche (14%). Anche i fulmini possono provocare ustioni, spesso estremamente gravi;
  • radiazioni: le ustioni da radiazione possono essere causate dall’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti (come quelli provenienti dal sole, dalle cabine abbronzanti o da processi di saldatura) o alle radiazioni ionizzanti (come nel caso della radioterapia, dei raggi X o di un fallout radioattivo). L’esposizione al sole, in particolare, rappresenta la causa più comune di ustione superficiale da radiazione.

Le ustioni possono essere di varia entità secondo l’intensità della temperatura, la durata del contatto e lo stato fisico della sostanza ustionante (solida, liquida o gassosa).

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