Visita ginecologica completa [3° VIDEO]

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Visita ginecologica completa [2° VIDEO]

MEDICINA ONLINE PENE MEDICO SBIANCAMENTO PELLE PENIENA SCROTO GLANDE SCURO CHIARO VAGINA PLASTICA LABBRA GRANDI PICCOLE Thai penis whitening trend raises eyebrowsLa visita ginecologica consiste nella valutazione dell’apparato genitale femminile sia dei genitali esterni che di quelli interni, con lo scopo di valutare lo stato di normalità dell’apparato genitale femminile ed escludere la presenza di patologie. Durante la visita ginecologica la paziente si siede sul lettino ginecologico a gambe divaricate ed il medico esegue l’esplorazione visiva della vulva e introduce in vagina un piccolo divaricatore in plastica monouso, che permette di visualizzare il collo dell’utero ed eseguire il Pap test. Rimosso il divaricatore, si procede all’esplorazione vaginale: il medico, attraverso un dito in vagina, valuta le caratteristiche dell’utero e delle ovaie. Nel seguente video viene mostrata una visita ginecologica completa.

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Visita ginecologica: ispezione dei genitali femminili

Nel seguente video viene mostrata l’ispezione esterna dei genitali femminili di una giovane paziente, eseguita durante una visita ginecologica di routine.

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Esame vaginale e rettale femminile [VIDEO]

Nel seguente video viene mostrato l’esame digitale di vagina e retto in una giovane paziente, eseguito durante una visita ginecologica di routine. Tale tipo di esplorazione permette al medico di individuare eventuali patologie e malformazioni di vagina, utero e retto (la parte terminale del colon, che precede l’ano). L’ispezione rettale è utile per la palpazione ginecologica degli organi interni, quanto la donna è vergine con imene integro e la vagina è quindi inaccessibile.

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Come si fa a capire se una ragazza è vergine o no?

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Dal punto di vista teorico, la verginità vaginale di una donna è correlata all’integrità di una membrana chiamata “imene”, che ricopre l’esterno dell’apertura della vagina:

  • se l’imene è integro, allora si presume che nessun pene sia mai penetrato nella vagina e che la donna sia vergine;
  • se l’imene è lacerato o assente (vedi immagine in alto, alla voce “orifizio vaginale aperto”), allora si presume che la donna sia stata già penetrata in vagina da un pene e quindi la donna non sia più vergine.

Quanto detto non è però sempre vero, per varie ragioni:

  • un imene lacerato o assente non indica necessariamente il fatto che la donna sia stata penetrata da un pene: l’imene si lacera anche in seguito alla penetrazione di dita (ad esempio durante la masturbazione fatta dalla donna stessa o da altre persone) oppure alla penetrazione di altro oggetto (ad esempio un sex toy come questo), o anche in seguito a traumi o patologie;
  • un imene parzialmente lacerato potrebbe indicare che non c’è stata una vera penetrazione peniena completa, ma solo uno o più tentativi di penetrazione non riusciti;
  • un imene assente non indica necessariamente che la donna sia stata penetrata: alcune donne possono nascere con una agenesia congenita dell’imene, cioè senza averlo del tutto fin dalla nascita;
  • un imene presente ed integro non indica necessariamente che la donna non sia mai stata penetrata (completamente o parzialmente, da pene, dita o altri oggetti) dal momento che alcuni imeni sono talmente elastici da resistere a vari tentativi di penetrazione peniena;
  • un intervento chirurgico come l’imenoplastica è in grado di ricostruire un imene lacerato, restituendo teoricamente la verginità alla donna;
  • un imene parzialmente lacerato potrebbe apparire integro ad un occhio meno esperto:
  • anche un imene integro può apparire parzialmente lacerato ad occhio meno esperto, per la normale presenza di uno o più forellini che permettono la fuoriuscita del sangue mestruale (vedi foto in alto: imene anulare, sepimentato e cribroso);
  • un imene potrebbe essere assente anche a causa di una imenotomia, cioè un intervento chirurgico in cui l’imene viene inciso. E’ una operazione che si rende necessaria in caso di “imene imperforato congenito“, cioè quando l’imene non presenta i normali forellini necessari per far defluire il sangue durante le mestruazioni, situazione che porta ad “ematocolpo” ed “ematometra“, cioè alla dolorosa raccolta di sangue rispettivamente nella vagina e nella cavità uterina.

Da quanto detto appare quindi chiaro che è estremamente difficile dire con certezza se una donna sia vergine o no unicamente osservando il suo imene, inoltre in questa sede stiamo considerando solo la verginità relativa alla vagina: non è detto che una donna “vaginalmente vergine” non abbia mai avuto alcun rapporto sessuale; ad esempio potrebbe aver avuto uno o più rapporti anali e/o orali.

Che cos’è l’imene?

L’imene è una membrana mucosa che ricopre l’esterno dell’apertura della vagina. Nel primo rapporto completo solitamente avviene la deflorazione, cioè la rottura dell’imene, evento che viene fatto coincidere con la perdita della verginità. Molti pensano che, finché si è vergini – cioè finché non avviene la rottura di questa membrana – rimanere incinta sia impossibile, ma ciò non è vero. Come già prima accennato, l’imene – anche quando è integro – non è infatti a “tenuta stagna”, bensì possiede una piccola apertura (a volte anche più di una, di grandezza variabile, come potete vedere sul lato sinistro della foto in alto). Tali forellini permettono il normale passaggio verso l’esterno del sangue mestruale e delle secrezioni: un imene nato senza aperture, impedirebbe tale deflusso, causando i prima citati ematocolpo ed ematometra e rendendo necessaria una imenotomia.

Leggi anche: Rottura dell’imene (deflorazione): come avviene, è dolorosa?

Come individuare l’imene? Com’è fatto un imene integro?

L’imene è situato subito prima dell’inizio della vagina, non in profondità, appena dopo le piccole labbra. Una donna lo può vedere anche da sola, usando uno specchietto, sedendosi sul bidet a cosce aperte e con una fonte di luce davanti: se l’imene è integro si vede una specie di plica di tessuto carnoso, rosa-rosso, attaccata alle pareti vaginali subito all’interno delle piccole labbra, che non chiude completamente l’orifizio vaginale. Solitamente nel mezzo dell’imene, anche se ancora integro, vi sono uno o più forellini fisiologicamente necessari per la fuoriuscita delle mestruazioni anche prima del primo rapporto, come già prima più volte accennato.

Leggi anche: Come si fa a capire se l’imene si è davvero rotto o no?

Com’è fatto un imene lacerato?

Quando la donna non è più vergine – o comunque in tutti quei casi in cui l’imene è stato lacerato – il tessuto che compone l’imene potrà apparire in vari modi:

  • come un anello di tessuto di colore uguale alla mucosa vaginale, inserito tutt’intorno all’ingresso della vagina;
  • come dei resti di tessuto come delle piccole sporgenze rosa-rosse.

Potrebbe anche essere praticamente non più visibile, specie se la donna ha già avuto vari rapporti, vedi immagine in alto sul lato destro.

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Differenza tra collo dell’utero e cervice

MEDICINA ONLINE VAGINA VULVA APPARATO GENITALE FEMMINILE SCHEMA ANATOMIA UTERO TUBE FALLOPPIO OVAIOQuesta domanda, che può apparire banale agli “addetti ai lavori”, è invece un dubbio piuttosto ricorrente tra i pazienti. Quindi qual è la differenza tra il “collo dell’utero” e la “cervice”? Non c’è alcuna differenza: sono sinonimi ed indicano entrambi la stessa parte del corpo, che corrisponde alla “cervice uterina” cioè la porzione inferiore dell’utero che è rivolta in basso verso la vagina, collegando quest’ultima con il corpo dell’utero.

Altro dubbio ricorrente è dove cade l’accento: si pronuncia “cervìce” o “cèrvice”? La pronuncia corretta è la prima, con l’accento sulla i.

E ricordate che in medicina nessuna domanda è mai banale, quindi in caso di dubbi non abbiate remore a chiedere al vostro medico il significato di un termine scientifico che non conoscete.

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Trapianto utero: nato il primo bambino negli USA

MEDICINA ONLINE NEONATO BIMBO BAMBINO PANNOLINO INFERMIERA NEWBORN SCHIACCIA CADE MORTE TRAUMA CULLAE’ nato tramite parto cesareo in Texas il primo bimbo concepito negli Usa con fecondazione assistita su una donna sottoposta a trapianto di utero. Non è il primo nel mondo, nato in questo modo: il primo bebè al mondo figlio di una madre con utero trapiantato era venuto alla luce a Göteborg, in Svezia nel settembre 2014. Ora si aggiunge alla lista degli 8 interventi di questo tipo già riusciti nel mondo, anche quello americano, confermato da fonti ufficiali del Baylor University Medical Center di Dallas. Proprio in questa struttura la madre del piccolo si è sottoposta al trapianto di utero: la donna era nata infatti senza l’organo. L’American Society for Reproductive Medicine parla di “un’altra pietra miliare nella storia della medicina riproduttiva”.

“Facciamo trapianti di continuo, tutti i giorni – ha dichiarato il dott. Giuliano Testa, a capo della sperimentazione in corso al Baylor Center – Ma questa non è la stessa cosa: ciò che questo tipo di trapianto significa per queste donne è difficile da descrivere a parole“.

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Visita ginecologica: come avviene, mestruazioni, preparazione, quando si fa

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Quali domande mi farà la ginecologa?

La visita ginecologica inizia con una prima parte colloquiale, seduti alla scrivania. La prima domanda riguarderà il motivo della visita: è un controllo di routine o c’è una ragione particolare (sintomi insoliti da indagare, esigenza di iniziare l’assunzione di un contraccettivo ormonale…)? Poi, se ci si trova davanti a quel medico per la prima volta, si dovrà ricostruire l’anamnesi familiare, patologica e fisiologica, per cui le domande riguarderanno: malattie o irregolarità mestruali presenti in famiglia, malattie avute in passato e patologie attuali (ipertensione, diabete…), caratteristiche del ciclo mestruale (a che età è iniziato, durata, regolarità ecc).

Come si svolge la visita ginecologica vera e propria?

Durante la visita ginecologica la paziente si siede sul lettino ginecologico a gambe divaricate ed il medico esegue l’esplorazione visiva della vulva e introduce in vagina un piccolo divaricatore in plastica monouso, che permette di visualizzare il collo dell’utero ed eseguire il Pap test. Rimosso il divaricatore, si procede all’esplorazione vaginale: il medico, attraverso un dito in vagina, valuta le caratteristiche dell’utero e delle ovaie.
La visita ginecologica a volte può essere completata da un’ecografia transvaginale di supporto (ecografia Office o ambulatoriale), per valutare la presenza o il sospetto di patologie come fibromi, polipi endometriali o cisti ovariche.
La visita e l’ecografia non sono dolorose. Se il medico avverte tensione muscolare inviterà la paziente a rilassarsi e questo migliorerà la qualità della visita.

A cosa servono i particolari gambali del lettino?

Una delle cose che più caratterizza la visita ginecologica (e può spaventare le pazienti ai primi approcci) è il lettino con i gambali, ovvero i supporti su cui appoggiare gli incavi delle ginocchia prima di sdraiarsi. La loro funzione è quella di farti assumere e mantenere senza troppo sforzo la posizione più adatta per farti visitare, ovvero supina e con i muscoli addominali rilassati.

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Perché è importante?

È utile sottoporsi periodicamente alla visita ginecologica ed al Pap test perché in questo modo è possibile effettuare una diagnosi precoce di varie patologie come il tumore all’utero, i fibromi o l’endometriosi, e ciò ovviamente migliora la possibilità di cura: la diagnosi precoce rende curabili e meno gravi patologie potenzialmente mortali.

Visita ginecologica: quando bisogna iniziare a farla?

Se non ci sono problematiche particolari, è consigliabile iniziare a frequentare lo studio del ginecologo intorno ai 20 anni, o comunque quando si desidera iniziare ad avere rapporti sessuali completi nel caso si abbiano dubbi da chiarire in materia di contraccezione.

Ogni quanto fare la visita ginecologica?

Per controlli di routine, una visita ogni 1 o 2 anni con Pap test ed ecografia è sufficiente per tenere sotto controllo i principali fattori di rischio per la salute femminile (tra cui malattie sessualmente trasmissibili e tumore del collo dell’utero e delle ovaie).

Quando farla più spesso?

E’ utile effettuare più controlli ginecologici ravvicinati in alcuni casi: se nella vostra famiglia sono presenti casi di malattie di interesse ginecologico (e quindi è più alto per voi il rischio di svilupparle a vostra volta), nel periodo della menopausa e, ovviamente, quando stiamo cercando di rimanere incinte e durante una gravidanza.

Cosa devo portare con me alla visita ginecologica?

Una buona abitudine è quella di radunare in una cartellina tutti i referti degli ultimi Pap test, ecografie ginecologiche ed esami del sangue, e portare tutto per farlo visionare al ginecologo. Anche il calendario mestruale su cui si annotano le date di inizio e fine delle mestruazioni può tornare utile.

Cosa bisogna fare (o evitare) prima della visita ginecologica?

La visita ginecologica non richiede una preparazione specifica, puoi lavarti come di consueto, ma andrebbero evitate lavande vaginali o creme locali nelle 72 ore precedenti perché potrebbero mascherare alcune condizioni. Inoltre, meglio astenersi dai rapporti completi per almeno 24 ore prima della visita. Puoi urinare prima della visita, a meno che il medico non ti avverta del contrario, non c’è bisogno di avere la vescica piena per fare l’ecografia.

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Posso fare la visita ginecologica se ho le mestruazioni?

Il momento ideale in cui la visita ginecologica dovrebbe essere effettuata è circa tra gli 8 ed i 10 giorni dall’inizio delle mestruazioni. Non è possibile fare la visita ginecologica con il ciclo, anche perché non si riuscirebbe a fare il prelievo per il Pap test o il tampone, tuttavia in casi di emergenza la visita ginecologica viene effettuata anche durante le mestruazioni.

Devo depilarmi prima di presentarmi alla visita ginecologica?

Non è indispensabile: come e quanto depilare la zona intima è una scelta assolutamente personale, e non ci sono obblighi neanche per quanto riguarda visita ginecologica e depilazione. L’unica cosa importante è sentirsi a proprio agio, senza preoccuparsi troppo di cosa potrebbe pensare il ginecologo – che è un medico e non presterà particolare attenzione a questo dettaglio.

Come vestirsi per la visita ginecologica?

Anche sotto questo punto di vista non ci sono risposte corrette o sbagliate: conta soprattutto sentirsi a proprio agio, per cui la scelta ideale sono pantaloni e scarpe comodi per spogliarsi facilmente, e magari una maglietta lunga per non sentirti subito troppo “esposta” mentre vai dalla zona spogliatoio al lettino ginecologico.

È normale avere delle perdite di sangue dopo la visita ginecologica?

Può capitare, e non è niente di particolarmente allarmante: durante la visita può essere utilizzato lo speculum ed essere eseguito un Pap test, cose possono causare piccole escoriazioni alle pareti interne e quindi un leggero sanguinamento che si risolve in maniera autonoma. Non c’è bisogno di intervenire, a meno che la perdita di sangue sia abbondante e non accenni a diminuire: in questo caso recarsi immediatamente dal medico.

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