La dieta ti sta facendo perdere massa magra o massa grassa? Scoprilo con la bioimpedenziometria

MEDICINA ONLINE DIETA DONNA PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOLa bioimpedenziometria (Body Impedence Assessment o B.I.A.) è una tecnica che permette la valutazione immediata e non invasiva della composizione corporea.
Questo tipo di analisi si sta affermando sempre più, come una metodica affidabile, ripetibile, non invasiva per la valutazione dei parametri correlati alla composizione corporea del soggetto.

Come funziona?

Dal punto di vista fisico, la bioimpedenza è la somme di 2 componenti: la resistenza elettrica e la reattanza.

  • La resistenza elettrica del corpo umano è inversamente proporzionale all’acqua totale contenuta nel corpo umano; inoltre, i  tessuti privi di grasso rappresentano dei buoni conduttori con una bassa resistenza, in quanto contengono una notevole quantità di acqua ed elettroliti; al contrario, il tessuto adiposo è un cattivo conduttore elettrico, in quanto offrono un’elevata resistenza elettrica. La resistenza elettrica non dipende quindi solo dal contenuto idrico dell’organismo, ma anche dalla proporzione esistente tra i vari tessuti.
  • La reattanza è invece la forza che si oppone al passaggio della corrente a livello di una struttura dotata di capacità, cioè che si comporta come un condensatore. Nel corpo umano, le membrane cellulari, costituite da un sottile doppio strato lipidico (isolante) interposto fra due ambienti ricchi di fluidi e proteine (conduttori) costituisce un ottimo modello di condensatore. La reattanza è quindi proporzionale alla massa totale dei tessuti privi di grasso.

Cosa ricavo da questi dati?

Il sistema è in grado di ricavare molti valori indicanti la composizione corporea del soggetto: Acqua totale corporea, Massa magra, Massa grassa, Massa cellulare, Rapporto tra acqua intracellulare e acqua extracellulare, e altri dati utili per determinare, non solo la composizione corporea in un dato momento, ma anche le sue variazioni con analisi ripetute a distanza di tempo, ad esempio in seguito ad una dieta o ad un cambio delle abitudini alimentari, o dell’attività fisica. La BIA inoltre ci consente di valutare l’entità di eventuali stati di ritenzione idrica ed infine permette di dimostrare se il trattamento dietoterapico sta facendo perdere realmente massa grassa e non massa magra e altri tessuti più importanti.

Prima del test

Ecco come comportarsi prima del test:

1. Pasti. Il test va effettuato almeno 5 ore dopo l’ultimo pasto.
2. Idratazione. Non bere grosse quantità di acqua nelle 2 ore immediatamente precedenti l’esecuzione del test.
3. Caffè. Non bere caffè nelle 4 ore precedenti il test.
4. Alcool. Non assumere alcool nelle 24 ore precedenti l’esecuzione del test.
5. Esercizio fisico. Attendere almeno 12 ore prima di eseguire il test, dopo un’esercizio fisico (l’esercizio fisico ha infatti importanti ripercussioni sul contenuto di acqua del corpo).

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Come si fa il test?

Si fa stendere il soggetto sul lettino a piedi nudi e si applicano gli elettrodi al piede e alla mano. Gli elettrodi sono in tutto 4:   una coppia sul dorso della mano (preferita la destra), di cui uno sull’articolazione metacarpo – falangea del III dito (elettrodo iniettore) e l’altro sull’articolazione radio-ulnare (elettrodo sensore), e una coppia sul dorso del piede omolaterale, di cui uno sull’articolazione metatarso – falangea del III dito (iniettore), e l’altro sull’articolazione tibiotarsica (sensore). Il paziente, supino, non a contatto con elementi metallici, può tenere scoperti solo mano e piede ipsilaterali, con arti inferiori divaricati di 45° e arti superiori abdotti di 30° per evitare contatti cutanei con il tronco; i cavetti dell’analizzatore sono collegati con pinzette agli elettrodi. I piedi debbono essere bene asciutti, per evitare dispersioni. Quanto tutto è pronto viene inviata la corrente a bassa intensità e l’Impedenziometro invia al computer collegato i dati acquisiti.

Misurazioni

Alcune tipiche misurazioni ottenibili con la bioimpedenziometria, sono:

  • Acqua Totale in litri e in percentuale
  • Acqua Intracellulare in litri e in percentuale
  • Acqua Extracellulare in litri e in percentuale
  • Rapporto tra Massa Intracellulare ed Extracellulare
  • Indice di Benessere Indice di Massa Corporea (BMI)
  • Indice di Massa Cellulare Corporea (BCMI)
  • Massa Cellulare in kg e in percentuale
  • Massa Grassa in kg e in percentuale
  • Massa Magra in kg e in percentuale
  • Massa Muscolare in kg e in percentuale
  • Rapporto di scambio Sodio/Potassio
  • Metabolismo basale in kcal
  • Nomogrammi di idratazione e di cellularità.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Vi racconto perché chi fuma sigarette elettroniche per smettere, non solo è destinato a fallire, ma fumerà ancora più di prima

storia di un fumatore elettronico sigaretta elettronica

Premetto che quello che sto per scrivere è ovviamente una mia opinione e una generalizzazione e che sicuramente chi legge conoscerà il “fratello di un amico dello zio del cognato” che ha smesso di fumare grazie alle sigarette elettroniche. Premetto inoltre che spero con tutto il cuore di sbagliarmi con l’auspicio di trovarmi qui magari tra sei mesi a dirvi che la sigaretta elettronica ha debellato la piaga del tabagismo e io avevo fatto delle considerazioni assolutamente errate. Tuttavia vi faccio notare che quello che scrivo è basato non solo su profonde conoscenze della fisiologia e della biochimica del corpo umano ma anche, ed ancor più importante, sulla mia personale esperienza (sono stato fumatore per anni) e sui tantissimi amici e pazienti tabagisti che, da quando ho smesso, mi raccontano le loro esperienze cercando consigli per smettere con questa tossicodipendenza.

Inoltre non vendo libri antifumo, non vendo corsi per smettere, non vendo farmaci nè rimedi omeopatici per non fumare: insomma le mie parole sono totalmente imparziali ed in buona fede, mentre la stessa cosa non si può dire di tante persone che ogni giorno decantano le virtù delle e cig perchè poi, a scavar bene, scopri che non sanno manco da lontano cosa siano ad esempio i recettori ionotropici pentamerici come i nAChR importanti per capire come funziona la dipendenza dal tabacco e che hanno aperto un negozio di “tabacco elettrico” e quindi sono in pieno conflitto di interesse!

In questo articolo eravamo rimasti ad uno dei punti “contro” il fumare le sigarette elettroniche:

La diffusa percezione di una minore pericolosità di questo prodotto (non supportata da adeguati fondamenti scientifici) può portare a fenomeni negativi come il sovradosaggio.

Ho visto persone stare letteralmente tutto il giorno attaccate a questi strumenti, addirittura all’ospedale si “svapa” allegramente in corsia (medici, infermieri, pazienti) con la scusa che “tanto non fa male”. I risultati cominciano a vedersi a distanza di pochi mesi, la storia (per chi usa l’elettronica con nicotina) si riassume così:

1) Fumo l’e-cig perchè non fa male o almeno fa meno male e perchè voglio smettere. Quindi butto le vecchie sigarette nel cestino e speranzoso mi compro una bella elettronica!

2) Nell’ e-cig metto ricariche di nicotina a basso dosaggio (perchè il medico mi ha detto che per smettere devo gradatamente diminuire il contenuto di sostanza) però la forza di volontà non è sempre ferrea e, siccome posso fare un tiro in ogni momento e in ogni luogo, mi ritrovo distrattamente a fare qualche tiro molto spesso.

3) “Ma tanto che mi importa della forza di volontà? Sto usando la sigaretta elettronica che non fa male e ci penserà lei a portarmi gradatamente a smettere!” Quindi senza neanche accorgermene sto tutto il giorno a svapare (esattamente come prima senza neanche accorgermene mi accendevo le sigarette tradizionali, anzi di più perchè ora posso farlo sempre e ovunque) quindi a fine giornata avrò assunto pari, se non maggiore, quantità di nicotina rispetto a quanta ne assumevo con le sigarette tradizionali. Oppure alzerò la quantità di nicotina altrimenti “i tiri non sanno di niente“, cioè parlo di quella sensazione che ha il fumatore quando passa da una maestosa “Malboro rossa” a una leggerissima “Phillip Morris One”.

4) Passano le settimane e la quantità di nicotina aumenta perchè svapo tutto il giorno, anche a lavoro in quei momenti dove prima, con le sigarette tradizionali, non avrei potuto assumere nicotina. In compenso non ho perso la gestualità legata al fumo e psicologicamente sono ossessionato dal farmi un tiro ogni cinque minuti visto che non sono più legato alle esigue pause caffè/pranzo per assumere la nicotina: posso fumare quando voglio!

5) Passa un mese e magicamente mi accorgo di quanto più bella era la sensazione di avere in bocca un morbido e rassicurante filtro di una cara vecchia fumosa sigaretta rispetto a questo freddo pezzo di “plastica e ferro”. Poi la moda sta “scemando” e tanti miei amici sono tornati alle sigarette normali: forse perchè sono più buone? E poi comincio a sentirmi uno scemo con questo affare in bocca mentre con le vecchie sigarette era così “normale” fumare, mi sentivo più a mio agio!

6) Una bella sera davanti alla tv mi accorgo di aver finito tutte le ricariche. Eppure voglio fumare. Ma sono le 11 di sera, il negozio “elettronico” è chiuso! Ehi, ma c’è il distributore automatico di sigarette “normali” qui sotto casa. Scendo, mi compro un pacchetto delle vecchie sigarette. Lo compro da 10, tanto ormai io non sono un fumatore vero! L’accendo. Mi accorgo di quanto sia poetica una vecchia sigaretta: il rumore del tabacco che brucia, la cara vecchia sensazione di un morbido filtro, quell’alone di fumo vero e consistente, quel piccolo falò (vero, non come la lucina delle elettroniche) che faccio illuminare ad ogni tiro…

State tranquilli: arrivati a questo punto siete tornati ad essere un fumatore. Anzi, per essere precisi non avete mai smesso.

Per essere ancora più precisi siete anche più fumatori di prima perché grazie all’e-cig:

1) con la scusa che faceva meno male e potevi fumare quando e dove volevi, tramite l’elettronica negli ultimi mesi avrete probabilmente assunto più nicotina di quanta ne avreste assunta se aveste fumato le tradizionali

2) non avrete abbandonato la gestualità (che è una delle componenti più importanti della dipendenza dalle sigarette)

3) vi siete per mesi deresponsabilizati accollando su quel pezzo di plastica quello che invece doveva poggiare sulla vostra forza di volontà e sulla ferrea convinzione di voler smettere

4) avete idealizzato ancora più di prima la tanto cara sigaretta tradizionale (già pensavate fosse buona, ora vi siete anche convinti che niente la potrà mai sostituire egregiamente)

5) vi siete abituati ad assumere nicotina a dosi SI più basse, ma più ravvicinate (due o tre tiri ogni 5 minuti)

6) vi siete abituati ad assumere nicotina in posti dove ora, con le tradizionali, non potete più fumare con relativo aumento di frustrazione e quindi di voglia di fumare

7) vi è inconsciamente rimasta la falsa percezione, che avevate sviluppato con l’e-cig, che “fumare non fa poi così male”

8) avete deluso l’amico, o il figlio, o l’amica, o i vostri genitori a cui avevate promesso che grazie alla sigaretta elettronica avreste smesso: ciò vi trasmette ansia e vergogna che non fanno che aumentare la vostra voglia di fumare

9) avete collezionato l’ennesimo fallimento quindi si fa ancora più forte dentro di voi la convinzione che “non siete capaci a smettere” precludendo forse definitivamente ogni nuovo tentativo

10) nel migliore dei casi avete smesso diminuendo gradatamente la nicotina nell’e cig soffrendo molto di più che se aveste smesso di botto: passare da venti “bionde” a zero e soffrire l’astinenza per dieci giorni e poi essere liberi è molto meglio che torturarsi per mesi diminuendo milligrammo per milligrammo! Un po’ come farsi la ceretta e strappare lentamente la striscia di carta! E’ un concetto espresso molto bene anche nel famoso libro di Allen Carr

Tutta questa storia poi non prende in considerazione quei soggetti, ne conosco molti, che anzichè buttare le vecchie sigarette e dedicarsi solo alle e-cig, fumano contemporaneamente sigarette elettroniche (magari sul lavoro) e sigarette tradizionali (magari nelle pause dal lavoro). L’effetto di questa abbuffata di nicotina sul corpo è quello di una tromba d’aria su una capanna di paglia: ricordatevi che la nicotina è un pesticida, non un succo di frutta! La nicotina non è innoqua: i suoi potenti effetti vaso/bronco costrittivi, quando assunta in alte dosi, sono distruttivi in soggetti che già soffrono di altre malattie molto diffuse come ipertensione arteriosa o asma bronchiale.

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Sigarette elettroniche: preferirle alle sigarette tradizionali o smettere del tutto?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SIGARETTA ELETTRONICA FUMARE NICOTINA FUMO SMETTERELa risposta del sottoscritto è ovviamente: la seconda che hai detto! Chi vi parla è una persona che ha smesso da quasi sette mesi, quindi poco prima che scoppiasse la moda delle sigarette elettroniche. Non nascondo che se fossi stato ancora oggi un fumatore forse un “e-cig” l’avrei acquistata nella speranza di provare a smettere.

Fermo restando che smettere del tutto è SEMPRE l’opzione migliore, si possono comunque considerare alcuni fattori pro e contro la sigaretta elettronica.

Sigaretta elettronica: perché preferirla alle sigarette tradizionali?

1) Il funzionamento dell’e-cigarette non prevede l’inalazione dei prodotti cancerogeni derivanti dal processo di combustione che nella sigaretta elettronica non è previsto: questo dato è certamente importantissimo e rappresenta forse il motivo principale che spinge molti fumatori a passare all’ e-cig.

2) È possibile “caricare” la sigaretta elettronica anche con liquidi privi di nicotina, escludendo anche la sostanza responsabile della dipendenza (anche se non sempre questo è certo!).

3) Pur non potendo essere considerata, allo stato attuale della conoscenza scientifica, un metodo per smettere di fumare, è ragionevole ritenere che l’e-cigarette, in mano a persone dotate comunque di buon senso e ferma volontà di smettere,  possa essere inserita in un più ampio programma di disuassefazione basato su terapie riconosciute e svolto sotto controllo medico.

4) Il costo complessivo dell’uso della sigaretta elettronica è mediamente più basso di quello delle “bionde” tradizionali.

Sigaretta elettronica: perché lasciarle perdere e smettere veramente del tutto

1) Non esistono studi scientifici completi e imparziali riguardanti l’e-cigarette. Perciò non si può sostenere in alcun modo né che sia completamente innocua né che costituisca un modo efficace per smettere col vizio (non è equiparabile a sostituti nicotinici farmacologici come cerotti o gomme da masticare).

2) Per quanto riguarda la versione contenente nicotina, l’assunzione di tale sostanza può comportare il mantenimento della dipendenza, questo è ancor più vero quando si pensa che con l’ e-cig è comunque conservata la componente “gestuale” del fumare. Insomma si pensa di fumarla per smettere ed invece ciò non avviene!

3) A causa della mancanza di un quadro legislativo organico, di una standardizzazione dei processi di produzione e col diffondersi di un mercato clandestino esiste una percentuale d’incertezza sulla reale composizione del prodotto che acquistiamo. In un periodo di profonda crisi economica come questa in cui viviamo sono molte le persone che comprano l’e-cig da rivenditori cinesi improvvisati col risultato di trovarsi in bocca materiali e sostanze chimiche impensabili!

4) Questo è uno dei punti più paradossali dell’intera vicenda: la diffusa percezione di una minore pericolosità di questo prodotto (non supportata da adeguati fondamenti scientifici) può portare a fenomeni negativi come il sovradosaggio o la creazione di un nuovo strumento con cui alcune categorie di persone, soprattutto i più giovani, possono cadere nella dipendenza. Riguardo quest’ultimo punto devo aprire un capitolo a parte che potrete leggere in questo link!

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Sigarette elettroniche: benzene (cancerogeno) e tracce di nicotina anche nelle ricariche “nicotina zero”

MEDICINA ONLINE SIGARETTA ELETTRONICA FUMARE NICOTINA FUMO SMETTERENuove scoperte e nuove indagini dei Nas contribuiscono a mettere la massima cautela quando si parla di sigarette elettroniche come l’alternativa salutare alle sigarette tradizionali, soprattutto quando i prodotti in esame provengono dalla Cina. Un gruppo di specialisti dell’Università di Torino interpellati dal pm Raffaele Guariniello, nell’ambito dell’inchiesta sulla salubrità delle sigarette elettroniche, ha scoperto nelle ricariche alcune irregolarità importanti. La perizia tecnica è stata condotta su alcuni campioni di prodotto importato dalla Cina e sequestrato dai carabinieri del Nas di Torino. Le analisi degli esperti rivelano che “mediamente il livello di nicotina presente è inferiore alla quantità dichiarata” sulle confezioni.

Nei campioni messi invece in commercio con la dicitura “nicotina zero” è stata comunque riscontrata la presenza di nicotina. Insomma una persona può essere convinta di non assumere nicotina mentre invece questa è presente lo stesso. Infine il dato più preoccupante: i periti hanno trovato livelli “significativi e preoccupanti” di benzene (sostanza cancerogena presente nelle sigarette ordinarie) nei liquidi di ricarica, dello stesso ordine di grandezza prodotto da una sigaretta tradizionale. Il PM Guariniello ha comunicato i dati delle analisi al Ministero della Salute. Aspettiamo con un po’di preoccupazione di sapere quali saranno le nuove scoperte.

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Bulimia nervosa: mangio troppo e senza controllo, come faccio a capire se ne soffro?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE STANCA BIANCO E NERO DEPRESSIONE SUICIDIO DISTURBO PAURACos’è la bulimia?

La bulimia (dal greco, composto di bôus “bue” e limós “fame” cioè ‘fame da bue’) è, insieme all’anoressia nervosa, uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare, detti anche Disturbi Alimentari Psicogeni (DAP). Ciò che contraddistingue la bulimia è un problema dell’alimentazione per cui una persona ingurgita una quantità di cibo eccessiva per poi ricorrere a diversi metodi per riuscire a non metabolizzarlo e, quindi, non ingrassare (vomito autoindotto, utilizzo di lassativi, purghe, digiuni e intenso esercizio fisico). La bulimia nervosa si può definire come un disturbo egodistonico, in quanto i sintomi vengono vissuti come estranei e fastidiosi, tanto che molto spesso è il paziente stesso a richiedere spontaneamente un trattamento, al contrario dell’anoressia.

Quanto è diffusa la bulimia in Italia?

In Italia il disturbo colpisce circa l’1% delle giovani donne, più al sud.  L’età d’esordio è indicativamente compresa fra i 12 e i 25 anni, anche se il picco di maggior frequenza è a 17-18 anni. È frequente negli adolescenti e nei giovani adulti. Colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile (90%).

In che età compare la bulimia?

Generalmente compare attorno ai 12-14 anni (tarda preadolescenza) o nella prima età adulta (18-19 anni).

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Descrizione clinica

Clinicamente la bulimia è denotata da episodi in cui il soggetto sente un bisogno compulsivo di ingerire spropositate quantità di cibo, correlati da una spiacevole sensazione di non essere capace di controllare il proprio comportamento.
L’episodio bulimico è caratterizzato dall’atteggiamento compulsivo con cui il cibo è ingerito e non dal desiderio di mangiare un determinato alimento.

Cosa scatena un episodio bulimico?

Gli episodi bulimici possono essere scatenati da alterazioni dell’umore, stati d’ansia o stress. In alcuni casi gli episodi bulimici possono anche essere programmati anticipatamente.

Tipi di bulimia

Si distinguono due tipi di bulimia:

  • con condotte di eliminazione, che vede il soggetto ricorrere regolarmente a vomito autoindotto oppure all’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi;
  • senza condotte di eliminazione, che vede il soggetto bulimico adottare regolarmente comportamenti compensatori inappropriati (digiuni o/e intensa attività fisica), ma non dedicarsi al vomito autoindotto o all’uso di lassativi, diuretici o enteroclismi.

Quando NON è bulimia

Non vengono considerati episodi bulimici quei casi in cui vi è un’elevata assunzione di cibo saltuariamente e in contesti e situazioni particolari, né il continuo “spiluccare” durante la giornata.

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Come faccio a capire se ho la bulimia nervosa?

Capire se si soffre di bulimia nervosa non è semplice e palese come nel caso dell’anoressia nervosa. Le persone colpite sono generalmente normopeso, alcune in lieve sottopeso o sovrappeso e una piccolissima parte in grave sovrappeso.
Il DSM IV-Text Revision (cioè il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, accettato in tutto il mondo) stabilisce che, per poter effettuare la diagnosi di Bulimia Nervosa, debbano essere rispettati cinque criteri.

  1. Il primo di questi criteri sottolinea come il comportamento caratteristico dei pazienti con bulimia nervosa sia rappresentato dalla presenza di ricorrenti abbuffate, termine con il quale ci si riferisce ad una condizione definita da due precise caratteristiche, entrambe necessarie:
    A) l’ingestione, in un periodo di tempo definito (ad esempio, un periodo di due ore), di   una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle   persone assumerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili (Criterio A1)
    B) la sensazione di perdere il controllo durante l’episodio, come, ad esempio, la  sensazione di non riuscire a controllare cosa e quanto si sta mangiando (Criterio A2)
  2. Il secondo criterio indispensabile per fare diagnosi di bulimia nervosa è rappresentato dal frequente ricorso a inappropriati comportamenti compensatori, per prevenire l’incremento ponderale (Criterio B), tra i quali quello più utilizzato è il vomito auto-indotto, sebbene siano di comune riscontro anche l’abuso di lassativi, di diuretici e di enteroclismi o altri farmaci, nonché la pratica del digiuno o di esercizio fisico eccessivo.
  3. Terzo criterio: il paziente deve presentare un minimo di due episodi di abbuffate e comportamenti compensatori inappropriati alla settimana, per almeno tre mesi (Criterio C).
  4. Il quarto criterio (Criterio D) stabilisce che nei pazienti con bulimia nervosa l’autostima e la valutazione di loro stessi debbano essere indebitamente influenzate dalla forma e dal peso corporei.
  5. In ogni caso, non è giustificata la diagnosi di bulimia nervosa, se il disturbo si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa (Criterio E).

In caso di uso frequente di condotte di eliminazione, il paziente presenta spesso il segno di Russell; per approfondire: Segno di Russell in anoressia e bulimia: cause ed interpretazione

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Vi svelo perché TUTTE le diete che avete fatto in vita vostra NON hanno MAI funzionato (prima parte)

MEDICINA ONLINE DIETA DONNA PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOÈ dimostrato: tutte le diete, o almeno quelle intelligenti, cioè quelle bilanciate e compilate da esperti del settore, sono potenzialmente in grado di far dimagrire chiunque senza eccezioni. Allora perché su di voi non funzionano? Perché i vostri tentativi di mettervi a dieta sono stati un disastro? Perché continuate a permanere in una situazione di disagio in cui credereste a tutto purché sia utile per farvi perdere un po’ di peso? Anche voi appartenente a quella folta schiera di persone che ha tentato invano ogni tipo di dieta. Anche voi trascorrete interi periodi ad acquistare riviste che parlano di dimagrire. Anche voi parlate con le amiche di quella dieta miracolosa, di quel nuovo sport che promette di rimodellarvi dalla testa ai piedi. Anche voi vi siete iscritti in palestra e poi avete mollato. Fermatevi un momento a riflettere: perché è stato un insuccesso? Perché non avete mai ottenuto i risultati sperati ed ogni volta vi siete ritrovati al punto di partenza?

Continua la lettura con https://articoli.nonsolofitness.it/it/item/659-perche-le-diete-non-funzionano.html

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Diete iperproteiche ed integratori di proteine: sono davvero utili o fanno male?

MEDICINA ONLINE PALESTRA ALLENAMENTO UOMO MUSCOLI PESI BELLEZZA GINNASTICA PESISTICAProteine, dieta Dukan, alimentazione iperproteica, integratori: sono le parole d’ordine di tutti quelli che aspirano ad un corpo tonico, asciutto e muscoloso. Le proteine sono certamente importanti, anzi fondamentali, per il benessere e le funzioni organiche di ciascun individuo, ed ancor di più per tutti gli sportivi, ma ciò non significa che seguire un’alimentazione basata quasi esclusivamente sulle proteine, o mandar giù litri di integratori proteici sia la giusta strada da seguire. Ecco una lista delle 11 informazioni sulle proteine che potrebbero interessarvi:

Continua la lettura con https://articoli.nonsolofitness.it/it/item/2542-proteine-tutto-quello-che-non-avresti-mai-voluto-sapere.html

Per approfondire: Troppe proteine fanno male ai reni o al fegato? Qual è il fabbisogno giornaliero di proteine?

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Il latte fa male alle ossa? Si, ma solo se sei iscritto a Facebook

MEDICINA ONLINE MILK LATTE PASTORIZZATO STERILIZZATO UHT ALTA QUALITA FRESCO LUNGA CONSERVAZIONE MICROFILTRATO INTERO PARZIALMENTE SCREMATO LIPIDI GRASSI COLESTEROLO BAMBINI NEONATI LATTANTI DIETA CALORIE GIRASOLEPrima o poi Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, dovrà rispondere se non a Dio almeno alla sua coscienza per aver creato il più grosso sistema di diffusione di stupidaggini mai esistito. Una volta le sciocchezze viaggiavano lente, spesso circoscritte a piccole aree geografiche. Raramente si diffondevano in un’intera nazione e, quando accadeva, potevano essere facilmente derise e sconfessate. Chi ha qualche anno in più di sicuro ricorderà di tutti gli automobilisti che viaggiavano con un CD appeso allo specchietto retrovisore per sfuggire agli autovelox. Una bufala che si diffuse presto ma altrettanto presto scomparve. Con Facebook è diverso, perché il numero di stupidaggini che ogni giorno invade il social network è enorme, e per diffonderle basta cliccare su “condividi”, non serve neppure avere un’automobile! Rincorrere ogni sciocchezza sarebbe una lotta persa in partenza, spiegare le ragioni è spesso noioso, e le persone preferiscono cliccare link che riportano poche frasi ad effetto.

Continua la lettura con https://articoli.nonsolofitness.it/it/item/2567-il-latte-fa-male-alle-ossa-si-ma-solo-se-sei-iscritto-a-facebook.html

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