Prendere il sole: ci si abbronza o no sotto le nuvole?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI MARE SPIAGGIAIl sole abbronza la nostra pelle anche quando è ricoperto da nuvole?

Gli ultravioletti (raggi UV) sono una delle componenti della luce solare e – pur non essendo visibili ad occhio nudo – sono estremamente potenti e responsabili non solo delle nostre abbronzature, ma anche di numerosi danni alla pelle. La presenza di nuvole di medio spessore che ricoprono il Sole non deve trarci in inganno: le piccole particelle di acqua che le costituiscono, assorbono infatti le radiazioni infrarosse (quelle calde) ma hanno un minore effetto sulle radiazioni ultraviolette, che quindi passano lo stesso. Mediamente una nuvola blocca solo un quinto dei raggi ultravioletti mentre circa l’80% di essi può penetrare attraverso le nuvole e giungere alla nostra pelle. Addirittura la presenza di foschia può determinare un effetto specchio che aumenta l’esposizione alle radiazioni ultraviolette. Col cielo nuvoloso rischiamo quindi lo stesso di ustionarci? Si, il rischio c’è lo stesso e per certi versi è anche maggiore, dal momento che abbiamo una percezione errata della quantità di Sole che stiamo prendendo. Solo quando il cielo presenta nuvole molto spesse, la quantità di raggi UV diminuisce in quantità considerevole.

Percezione errata

I rischi dell’esporsi al Sole sotto le nuvole sono essenzialmente legati al fatto che, essendo i raggi infrarossi bloccati in gran parte dalle nuvole, abbiamo una minore sensazione di calore sulla pelle e questo alimenta in noi la falsa percezione di essere esposti ad un Sole “innocuo”: in queste condizioni si tende ad allentare la protezione solare e gli occhiali da Sole, esponendoci per troppo tempo a raggi ultravioletti che invece oltrepassano facilmente le nubi. Occhi rossi, pelle che tira ed ustioni sono tipici, anche nelle giornate apparentemente nuvolose, specie durante i  mesi estivi e nelle ore comprese tra le 11 e le 14. Per questo motivo è bene – anche in caso di giornata nuvolosa – usare creme protettive e limitare il tempo di esposizione al Sole, specie le prime volte e se avete un fototipo chiaro.

I migliori prodotti per una abbronzatura luminosa e duratura

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere della tua pelle, che permettono di prendere il sole in sicurezza ed in grado di potenziare l’abbronzatura e farla durare a lungo:

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Differenza tra occhio di pernice, verruca e callo

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma PRURITO ALLA PELLE COSE COME FARE ALLEVIARLO Cuore Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Dietologo DermatologiaLa verruca plantare o, in genere, le verruche del piede sono davvero semplici da riconoscere. Tuttavia, possono essere confuse con i calli, i duroni o l’occhio di pernice. Vediamo le terapie e le cure per le une e per le altre. La prima differenza tra una verruca e un occhio di pernice è che la prima si cura, mentre il secondo è recidivo. La verruca è causata da un virus che si impianta nelle lesioni del piede, mentre il callo è un ispessimento della pelle sottoposta a continue sollecitazioni.

L’occhio di pernice è un tipo di tiloma (ispessimento della pelle) che si sviluppa sulle dita del piede a causa di una forte pressione, solitamente dopo aver indossato scarpe nuove, strette ed inadeguate. E’ un tipo particolare di callo che, anziché svilupparsi sulla pianta del piede, tende a svilupparsi tra le dita, inoltre l’occhio di pernice ha una forma più piccola rispetto ai calli.

Detto questo, bisogna anche dire che può accadere di confondere una verruca plantare con un callo. Il motivo è semplice: somigliano abbastanza, o meglio, spesso si confondono l’una nell’altra. Nel caso dell’occhio di pernice, la faccenda si fa ancora più complicata perché, essendo questo tipo di callo posto tra le dita, se il virus della verruca è impiantato anche esso nella stessa sede,il callo potrebbe non guarire con la semplice pedicure, inducendo a pensare a un fenomeno particolarmente produttivo e fastidioso. Ad ogni modo, il dermatologo saprà diagnosticare la presenza di verruca plantare e decidere la terapia da utilizzare per l’asportazione. La verruca plantare, infatti, va trattata con la crioterapia o con il laser che attualmente sono le tecniche più innovative ed efficaci.

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Come trovare ed eliminare facilmente i pidocchi?

MEDICINA ONLINE PIDOCCHI CAPELLI BAMBINO MAMMA CERCARE ELIMINARE UCCIDERE HAIR PEDICULOSI PARASSITI RADICE TESTA PERICOLOSI.jpgI pidocchi sono degli insetti di colore bianco-grigiastro capaci di infestare sia gli animali sia gli uomini, tuttavia le specie che attaccano il genere umano sono la Pediculs Humanus, che colpisce il cuoio capelluto, e la Pthirus Pubis, che invece si riproduce peli pubici, ciglia e sopracciglia.
Il Pediculus Humanus è il pidocchio più temuto dai più piccoli, poiché non appena i bambini cominciano l’anno scolastico spesso diventano vittime di questi fastidiosi parassiti che, dopo essersi insediati nel cuoio capelluto, aderiscono al capello formando le uova, che si schiudono dopo sette giorni. Una volta nati, i pidocchi i nutrono del sangue, ecco perché provocano un forte prurito nel soggetto colpito da peducolosi.
Di seguito riportiamo alcune indicazioni su come individuare questi parassiti e come debellarli.

Prevenire la peducolosi

E’ importante non scambiarsi indumenti, in particolare cappelli, sciarpe e maglioni. Se si hanno dei sospetti di peducolosi è opportuno applicare un prodotto specifico sotto forma di gel, lozione, mousse termosensibili.

Come individuare i pidocchi

La peducolosi provoca arrossamento cutaneo, specialmente vicino alle orecchie e sulla nuca, provocando prurito al cuoio capelluto, specialmente di notte. In presenza di questi sintomi è necessario ispezionare attentamente il cuoio capelluto aiutandosi con un pettine a denti fitti e una lente d’ingrandimento.

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Un pidocchio al microscopio

Come debellare i pidocchi

Lavare abiti e copricapo, coperte e cuscini ad una temperatura di almeno a 60 C°; mentre spazzole, elastici per capelli e fermagli dovranno restare a bagno in acqua molto calda e sapone per almeno 1 ora. Mettere in sacchetti di plastica gli oggetti che non possono essere lavati. Ripetere la procedura dopo una settimana, cambiando la tipologia del prodotto usato per detergere alla terza recidiva della peducolosi.
Oltre al trattamento per l’ambiente circostante, vestiti e oggetti, occorre fare molta attenzione nel curare il soggetto attaccato, utilizzando frequentemente un pettine a denti fitti per rimuovere le lendini, ovvero le uova del parassita. Non porta invece alcun vantaggio il taglio dei capelli, che rischia invece di creare disagio nel bambino e, soprattutto, nella bambina.
Eliminare in modo definitivo i parassiti con una terapia indicata dal pediatra, che potrà consigliare prodotti a base di permetrina, piretrine naturali sinergizzate, malathion e dimeticone.

False credenze sui pidocchi

Diffuse false credenze sui pidocchi, sono:

  • “La pediculosi è sinonimo di sporcizia.” E’ falso, al contrario vengono attaccati più facilmente i capelli puliti, in particolare quelli fini e chiari.
  • “Il pidocchio salta da una testa all’altra.” Non è vero, perché il pidocchio non può muoversi da solo ma è necessario un contatto diretto.
  • E’ necessario disinfestare i luoghi in cui sono state persone affette da pediculosi.”Non è vero poiché sugli oggetti i pidocchi non vivono più di un giorno, poiché non trovano nutrimento.
  • “La pediculosi si previene o si cura con l’uso di shampoo.” Falso, infatti, le formulazioni diluite o che seguite da un precoce risciacquo hanno una scarsa efficacia, anzi possono indurre resistenza agli insetticidi. Qualsiasi prodotto, per debellare i pidocchi, deve rimanere a contatto con i capelli per alcune ore o, meglio, per tutta una notte.
  • “Il soggetto colpito deve rimanere isolato a lungo.” No, un bambino ad esempio, potrà tornare a scuola il giorno successivo al primo trattamento.
  • “I pidocchi possono portare altre malattie.” Falso, la pediculosi del capo non ha conseguenze sulla salute, il pidocchio infatti non è in grado di trasmettere agenti infettivi da un soggetto all’altro.
  • “Gli animali domestici portano i pidocchi.” Non è vero, poiché il pidocchio del capo colpisce sono gli esseri umani, mentre le specie ospitate dagli animali non possono infestare gli uomini.

Prodotti contro i pidocchi

I migliori prodotti per eliminare definitivamente i pidocchi, consigliati dal nostro Staff di esperti:

Continua la lettura con: Perché vengono i pidocchi, come riconoscerli ed eliminarli

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Bruciore della pelle al tatto con e senza arrossamento: cause, cure, prodotti consigliati

MEDICINA ONLINE PELLE COLLO MACCHIE ROSSO PRURITO GRATTARE GLICEMIA DIABETE ANALISI INSULINA ZUCCHERO CARBOIDRATI CIBO MANGIARE DIETA MELLITO TIPO 1 2 CURA TERAPIA FARMACI STUDIO NUOVE TIl bruciore alla pelle, con o senza prurito e arrossamento, può essere determinato da un numero enorme di condizioni e patologie, essendo Continua a leggere

Irritazione cutanea in neonati, bambini e gravidanza: i soggetti più a rischio

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Prendere il sole in gravidanza le regole da seguire per la sicurezza nostSebbene l’irritazione cutanea sia un fenomeno che possa colpire qualsiasi individuo, vi sono alcune categorie di persone che sono definite più “a rischio”. Tra queste categorie abbiamo:

  • Neonati: i neonati soffrono spesso di pelle arrossata e irritata, specialmente nelle zone a contatto con il pannolino come i glutei e le parti intime. In generale la maggiore tendenza dei neonati a sviluppare arrossamenti e irritazioni cutanee è legata al fatto che la cute non è ancora del tutto pronta a fare da barriera protettiva.
  • Bambini: sebbene meno sensibile di quella dei neonati, la pelle dei bambini è comunque più delicata di quella degli adulti, per cui può essere soggetta ad arrossamenti ed irritazioni frequenti. Inoltre i bambini sono facilmente esposti al contagio delle malattie esantematiche.
  • Donne in gravidanza: a causa dei continui cambiamenti ormonali, la pelle in gravidanza è più sensibile ed è quindi soggetta maggiormente allo sviluppo di bruciore, arrossamento, prurito ed irritazione. Man mano che si procede con la gravidanza è frequente la comparsa di bruciore e rossore sulla cute della pancia a causa della dilatazione provocata dalla crescita del feto.

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Ci si abbronza con il trucco?

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Prendere il sole è davvero rilassante per molte di noi, tuttavia come fare quando vogliamo prendere il sole senza fare a meno del nostro trucco? In teoria con il makeup addosso ci si abbronza di meno ed in maniera non omogenea. Come fare allora?

Per prima cosa il beauty case delle vacanze dovrebbe contenere solo l’essenziale: un buon mascara waterproof, un paio di ombretti o matite colorate e un rossetto luminoso.
La pelle infatti merita finalmente di respirare, senza dimenticare che con l’uso di creme solari per proteggere l’epidermide, fondotinta, correttore e quant’altro potrebbero creare un orrendo effetto “maschera” che con il passare delle ore tenderà a lucidarsi o colare.

In passato make up e creme solari erano considerate quasi completamente incompatibili, ma per fortuna oggi le nuove formulazioni più leggere ci vengono incontro! Truccarsi in spiaggia non è più un tabù: bisogna però scegliere i prodotti giusti. Lasciate nell’armadietto di casa i prodotti che utilizzate normalmente in città e armatevi di trucchi ad hoc.

Partiamo dalla base. Sul mercato esistono oggi ottimi fondotinta solari: si tratta di un fondotinta compatto ideato appositamente per la belle stagione, quando il rialzo delle temperature fa durare pochissimo gli altri prodotti. Unendo gli evidenti effetti cosmetici ad un’effettiva ed efficace protezione solare dai raggi UV (definibile in base al tipo di pelle: protezione bassa, media o alta) e grazie alla sua composizione di sostanze come vitamine e sali minerali, questo tipo di fondotinta minimizza le imperfezionidonando uno splendido effetto bronzato. La formulazione a lunga tenuta, garantisce la resistenza al sudore e al sebo in eccesso e gli esperti assicurano anche all’acqua.

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Come per tutti i fondotinta è essenziale scegliere la gradazione perfetta per il nostro colore di pelle per evitare orrendi distacchi cromatici tra mento e collo! In questo caso però c’è una difficoltà in più: nel momento dell’acquisto la vostra pelle sarà cadaverica dopo mesi rintanate in scuole e uffici e non saprete esattamente quale gradazione d’abbronzatura raggiungerete a fine vacanza. Come orientarsi? L’ideale è scegliere una o massimo due tonalità più scure di quella di partenza, tenendo conto dei giorni a disposizione per abbronzarsi. Attenzione però a non esagerare!

In alternativa potete scegliere una crema colorata: leggere e luminose, idratano e regalano un’aria estremamente naturale con quel tocco di colore che soprattutto nei primi giorni di mare ci può veramente salvare!

In spiaggia poi puntate tutto su sopracciglia e ciglia: un arco sopraccigliare perfettamente depilato intensificherà immediatamente il vostro sguardo. Aggiungete solo un tocco di mascara waterproof, che resiste alle alte temperature e all’acqua senza il fastidioso “effetto panda” e sarete perfette! Vietati in questi casi gli ombretti: in polvere o in crema, anche le formule più moderne faticano a resistere ad acqua, sudore e afa, finendo irrimediabilmente per colare e irritare gli occhi!

E per le labbra? Con il sole il rischio disidratazione è alle porte: nutrire, proteggere e colorare sono quindi le parole d’ordine. Per fortuna oggi esistono degli ottimi lipgloss che uniscono al filtro solare quel tocco glam a cui proprio non potete rinunciare: albicocca, arancio, rosa corallo e fucsia sono i colori più indicati e da Kiko a Mac le proposte non mancano.

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Integratori per abbronzarsi di più: funzionano? Quali sono i migliori e quali evitare?

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MEDICINA ONLINE ABBRONZATURA UOMO DONNA MARE PISCINA SOLE PELLE CUTE MELATONINA CREMA OLIO ABBRONZANTE SCOTTATURAIn commercio troviamo un’ampia varietà di integratori per l’abbronzatura che mirano ad apportare importanti sostanze capaci di favorire un’abbronzatura perfetta e di stimolare la produzione della melanina. Ma funzionano davvero? E quali sono i migliori integratori per preparare la pelle all’esposizione al sole? Ma cominciamo con la prima domanda che dobbiamo porci:

Cosa contiene un integratore per l’abbronzatura?

Cerchiamo di capire quale sia composizione degli integratori alimentari per l’abbronzatura. Ovviamente ognuno possiede una sua “ricetta” specifica, ma generalmente un integratore specificatamente creato per favorire l’abbronzatura contiene minerali, vitamine specifiche come le vitamine E e C, il betacarotene (il precursore della vitamina A), vitamina PP (nicotinammide), amminoacidi,  antiossidanti ed altri ingredienti che possono aiutare la pelle a reagire immediatamente all’esposizione ai raggi del sole, a ridurre i danni alle cellule causati dallo stress ossidativo e anche a prevenire eritemi e scottature solari. Fermo restando che il modo migliore per proteggere la pelle quando ci si espone al sole è quello di applicare la giusta crema solare con una adeguato fattore di protezione, gli integratori possono comunque fornire un supporto perché preparano la pelle ai raggi del sole.

Leggi anche: Ci si abbronza attraverso i vetri?

Betacarotene

Conosciuto come l’integratore migliore per l’abbronzatura, il betacarotene è un colorante vegetale contenuto in alimenti come carote, paprika, peperoncino e tanto altro ancora. Il betacarotene viene venduto anche sotto forma di integratori solari in compresse poiché apporta durante tutto l’anno notevolissimi benefici alla pelle. Oltre alle proprietà abbronzanti di cui parleremo tra poco, il betacarotene sembrerebbe particolarmente utile per i fumatori e per coloro che hanno pelli mature: la sua azione antiossidante permette infatti di rallentare i processi di invecchiamento delle cute, sia che essi siano provocati da fattori esterni come appunto il fumo e l’inquinamento ambientale sia che essi siano dovuti ai fisiologici cambiamenti del corpo. L’assunzione di betacarotene aiuta perciò a contrastare la comparsa delle rughe ma non solo. Esso procura risultati visibili anche in caso di pelle acneica e secca e in caso di problematiche cutanee come arrossamenti ed eritemi di vario genere. Favorisce oltretutto la crescita sana delle ossa, sostiene la vista e si pensa che protegga anche dall’insorgere di malattie a carico del cuore e del sistema sanguigno.  Essendo inoltre il precursore della vitamina A, il betacarotene è anche un valido sostegno per le donne in gravidanza: se assunto infatti correttamente, coadiuva – specialmente negli ultimi mesi della gestazione – allo sviluppo e al buon funzionamento delle cellule e dei tessuti del bambino. Ma torniamo ora al punto centrale della questione, ovvero a come è possibile facilitare e migliorare l’abbronzatura grazie alle virtù di questa sostanza. Il betacarotene – se assunto durante il mese precedente all’esposizione solare  – predispone la pelle a ricevere i raggi del sole senza incorrere in rischi e pericoli per la salute. Esso aiuta infatti a prevenire le scottature solari e ad imbrunire la pelle in modo più veloceomogeneo e senza chiazze. Per quanto riguarda invece le controindicazioni, si sconsiglia l’assunzione di questo integratore in concomitanza con terapie farmacologiche anti-colesterolo e di chiedere in ogni caso il parere di un esperto. Le modalità e le dosi di assunzione dipendono dalla percentuale di betacarotene contenute in ogni specifico integratore. Il quantitativo ideale è solitamente pari ad una capsula giornaliera. Il prezzo medio degli integratori a base di betacarotene si aggira intorno ai 20 euro per ogni 40 grammi di prodotto.

Il miglior integratore alimentare di beta carotene in capsule, scelto, usato e consigliato dal nostro Staff medico, è questo: http://amzn.to/2FQymQ0

Inoltre vi consigliamo questo integratore abbronzante completo: http://amzn.to/2AXxtS5

Leggi anche: Ci si abbronza con il trucco?

Melanina

Chi vuole un’abbronzatura veloce senza ricorrere al betacarotene deve indirizzarsi verso prodotti che favoriscano la secrezione della melanina. Questa sostanza, da non confondere con la melatonina (la sostanza che induce il sonno), viene prodotta naturalmente dall’organismo e permette sia di accelerare la tintarella che di difendere la pelle dai raggi ultravioletti. Chi utilizza integratori o creme solari alla melanina vegetale avrà perciò anche il vantaggio di una maggiore protezione nei confronti dei raggi UV. Gli integratori che stimolano la melanina sono quindi ideali per chi ha la pelle molto chiara e sensibile. La pelle dei bambini è particolarmente povera di questa sostanza e potrebbe rivelarsi perciò utile incoraggiarne la produzione attraverso l’alimentazione. I cibi più utili in questo caso sono quelli ricchi di vitamina A e vitamina C: oltre alle carote (e al loro succo), ricordiamo quindi la zucca, le albicocche, le patate dolci, le bietole, gli spinaci, il cavolo nero, i peperoni rossi, il guava, il kiwi, le arance, le fragole, i mirtilli ed il broccolo. Gli integratori di melanina, a differenza di quelli al betacarotene, hanno inoltre il vantaggio di non provocare il classico inestetismo della pelle giallastra, causato però soltanto dal sovraddosaggio. Gli integratori di melanina sono composti per lo più da vitamine e minerali (soprattutto selenio), si trovano facilmente in vendita online ed in farmacia ed hanno prezzi variabili a seconda della loro specifica formulazione.

Leggi anche: Le creme solari sono abbronzanti? Fanno abbronzare di meno?

Tarassaco e Reishi

Nonostante sia il tarassaco che il fungo reishi siano conosciuti principalmente per altre proprietà, sono in molti a sostenere che la loro assunzione si riveli utile anche nei confronti dell’abbronzatura. Possono essere consumati entrambi sia come bevanda che come integratori e sembrerebbero ambedue in grado di aumentare in modo compatto l’abbronzatura, oltre che di proteggere la pelle.

Tirosina

La tirosina è un aminoacido che aiuta a creare melanina. Naturalmente, il corpo produce abbastanza tirosina grazie alle proteine della nostra dieta. Quando la tirosina è in eccesso, il corpo ne espelle il surplus ma quando essa è in difetto, basterebbe mangiare più proteine per aumentarne la sua produzione.

Leggi anche: Ho pelle e capelli scuri: ho bisogno della protezione solare?

Potenziali benefici

Gli integratori solari contengono sostanze funzionali utili per migliorare la risposta al sole e ridurre i danni ossidativi. Se consideriamo l’esposizione ai raggi ultravioletti come un potenziale fattore stressante, infatti, l’utilizzo di un complemento per l’abbronzatura può essere utile per attivare la melanina e potenziare i naturali meccanismi di protezione della pelle.
In particolare, gli integratori per l’abbronzatura risulterebbero validi nel:

  • rinforzare le auto-difese della pelle dagli effetti nocivi indotti dai raggi ultravioletti;
  • stimolare la sintesi di pigmenti protettivi della pelle, come la melanina;
  • favorire la formazione del collagene ed il mantenimento di una pelle normale e abbronzata;
  • proteggere la pelle dall’azione dannosa delle specie reattive dell’ossigeno (radicali liberi);
  • ridurre l’eventuale reazione infiammatoria associata all’eccessiva esposizione al sole, come edema, arrossamento e comparsa di bolle;
  • prevenire l’invecchiamento cutaneo fotoindotto (photoaging).

Se usati in associazione con cosmetici che proteggono la pelle, riflettendo e/o attenuando le radiazioni grazie all’attività dei filtri solari, gli integratori per l’abbronzatura sono quindi un valido aiuto per ottenere un colorito intenso e mantenerlo più a lungo.

Questi prodotti aiutano, inoltre, ad attivare le difese cutanee e a limitare i danni causati dal sole, sia immediati, che tardivi. Ciò è possibile grazie al mix di sostanze utili a migliorare la fotoprotezione e a contrastare gli effetti nocivi dei raggi ultravioletti, come carotenoidi (tra cui beta-carotene, astaxantina, licopene e  luteina), vitamine (A, C ed E) ed oligoelementi (come zinco, selenio, rame e magnesio). Gli integratori solari sono consigliati specialmente a chi ha una carnagione molto chiara (fototipo I e II), per preparare la pelle al sole e prevenire l’insorgere di eritemi, scottature ed intolleranze cutanee. Questi complementi alimentari sono ideali anche per le persone che per svariati motivi (problemi di salute, attività lavorativa ecc.) non si espongono al sole da molto tempo, in quanto supportano il metabolismo della pelle che deve adattarsi all’irraggiamento intenso della stagione estiva. L’utilizzo di una protezione solare (creme e prodotti topici) ha la funzione di fornire un aiuto esterno, creando una sorta di barriera che limita l’interazione del sole con la nostra pelle. Quest’azione risulta fondamentale se vengono considerate le esigenze di prevenzione dei tumori cutanei. Di contro, tuttavia, questo schermo riduce la sintesi endogena di vitamina D nella pelle. Per questo motivo, l’assunzione di integratori solari ed la cura dell’alimentazione possono agire in sinergia per proteggere dalle alterazioni patologiche delle ossa ed affrontare al meglio la stagione estiva.

Leggi anche: Fototipo 0 1 2 3 4 5 6: significato, colore, caratteristiche, come abbronzarsi

Questi integratori per l’abbronzatura servono davvero?

Certamente si, a patto di scegliere prodotti di qualità e che si inizi il trattamento almeno tre settimane prima della primissima esposizione al sole in modo da garantire alla pelle il tempo giusto per prepararsi. Dal punto di vista clinico questo tipo di integratori sono efficaci soprattutto per chi ha una pelle fotosensibile o è vulnerabile ad eritemi e scottature, o anche per chi soffre di vitiligine e dermatiti solari.

Leggi anche: Posso usare la crema solare rimasta dall’estate scorsa?

Come scegliere il miglior integratore?

Quando si sceglie un integratore per preparare la pelle all’abbronzatura bisogna tener conto della composizione e dei sui ingredienti. Il prodotto deve contenere sostanze che stimolano la produzione e la tenuta della melanina e che svolgano un’azione anti radicali liberi e antiossidante. Come abbiamo ormai intuito nel corso dell’articolo, l’integratore ideale deve contenere:

  • betacarotene: nella quantità massima di 7,5 mg stabiliti dal Ministero della Salute;
  • antiossidanti: proteggono le cellule dai radicali liberi e dallo stress ossidativo;
  • tirosina o altri aminoacidi: favoriscono la produzione di melanina.

Leggi anche: Prendere il sole al seno fa male? Come abbronzarlo in sicurezza

Quali prodotti evitare?

Come abbiamo appena visto, il prodotto deve contenere betacarotene ma non bisogna esagerare. Un’eccessiva integrazione di betacarotene può rappresentare un rischio per alcune categorie di persone, come le donne che cercano una gravidanza, quelle incinte e i fumatori. Alcuni studi hanno, infatti, messo in evidenza che un’assunzione quotidiana di più di 20 grammi di betacarotene può essere associata ad un aumento del rischio di tumore ai polmoni nei forti fumatori, ma anche di mortalità generale, e di funzionalità della prostata. Evitare inoltre i prodotti che contengono cantaxantina, si tratta di una sostanza che non favorisce la produzione naturale di melanina ma semplicemente colora la pelle e può essere nociva.

C’è bisogno della prescrizione del medico?

Per questo tipo di prodotto non c’è bisogno della prescrizione del medico, ma è sempre bene chiedere il parere di un esperto prima di esporsi al sole, specie se si ha la pelle molto chiara o con molti nei o con precedenti di melanomi in famiglia, oppure se si soffre di allergie a farmaci o sostanze. La consultazione del medico è soprattutto indicata nel caso di sofferenza di patologie quali, il diabete, alcune intolleranze alimentari, allergie ad alcuni farmaci e problemi della pelle. Infine è importante il parere medico se si è una donna incinta.

Leggi anche: Nei sospetti: riconoscere quelli normali ed i tumori

I migliori prodotti per una abbronzatura luminosa e duratura

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere della tua pelle, in grado di migliorare l’abbronzatura e farla durare a lungo:

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Differenza tra filtri solari fisici e chimici: pro e contro

MEDICINA ONLINE ABBRONZATURA SOLE MARE MONTAGNA MELANINA PELLE CUTE SOLE MARE PISCINA RADIAZIONE SOLARE NUVOLE ALTITUDINE UVA UVB INFRAROSSII filtri UV sono quelle sostanze destinate a proteggere la pelle dalle radiazioni solari, tramite l’assorbimento, la diffusione o la riflessione delle radiazioni stesse. In vendita, esistono diversi prodotti adatti a tal scopo: creme in grado di garantire protezione solare, grazie a filtri solari fisici e filtri solari chimici. Le molecole che sono utilizzate come filtri solari variano da Paese a Paese. Scopriamo di più in merito.

Cosa sono

Cosa sono i filtri solari fisici e chimici? I filtri solari sono delle sostanze – le quali possono essere sia naturali, nel caso dei filtri fisici, che sintetiche, nel caso dei filtri chimici – che vengono inserite all’interno dei prodotti cosmetici, in modo tale da proteggere dai danni provocati dalla radiazione solare: dunque, ad esempio, nel caso delle creme solari, i filtri solari fisici o chimici sono responsabili della protezione solare, il cui valore sta ad indicare quanto il prodotto proteggerà dal sole la pelle. Secondo il regolamento CE n.1223/2009 del 30 novembre 2009 sui prodotti cosmetici, i filtri UV sono delle “sostanze destinate esclusivamente o prevalentemente a proteggere la pelle da determinate radiazioni UV attraverso l’assorbimento, la riflessione o la diffusione delle radiazioni UV”. Le molecole che vengono utilizzate come filtri solari sono diverse da Paese a Paese: allo stato attuale, ad esempio, l’Unione Europea consente l’uso di 28 molecole, le quali possono essere utilizzate come filtri solari all’interno di prodotti cosmetici. I filtri solari possono essere suddivisi in filtri fisici e filtri chimici e agiscono riducendo la quantità di radiazioni luminose che colpiscono la zona su cui vengono applicati e, dunque, ad esempio sulla pelle.

Le differenze

Esistono delle differenze tra i filtri solari fisici e i filtri solari chimici. Vediamo meglio, nel dettaglio, di cosa si tratta.

Filtri solari chimici

I filtri solari chimici non sono altro che delle molecole sintetiche, le quali sono in grado di assorbire e scomporre le radiazioni del sole. Essi trattengono l’energia dei raggi solari e la rilasciano come forma di calore, aumentando, di fatto, la sensazione di caldo provata sulla pelle: in poche parole, i filtri chimici assorbono parte delle radiazioni solari e rilasciano l’energia sotto forma di calore per poter assorbire altre radiazioni solari. Può capitare, però, che i filtri solari chimici non siano sintetici, ma naturali: solo per citare qualche esempio, il gamma-orizanolo si estrae dalla crusca di riso; ci sono, poi, l’acido cinnamico contenuto nella cannella, i carotenoidi, la vitamina E e molti altri.

Filtri solari fisici

I filtri solari fisici sono formati, invece, da piccole particelle minerali, dunque di tratta molto spesso di filtri solari naturali: i più noti sono l’argille, lo zinc oxide e il titanium dioxide. È da precisare, però, che i filtri fisici possono anche essere prodotti artificialmente e, dunque, essere sintetici. I filtri solari fisici sono in grado di riflettere i raggi solari, per cui questi non possono raggiungere la cute ma, a differenza dei filtri solari chimici, non trattengono il calore e non penetrano nella pelle, restando in superficie e lasciandone attraversare solo una quantità limitata. Inoltre, non prevedono la scomposizione delle radiazioni: respingono, infatti, sia le frequenze UVA che quelle UVB e, quindi, non interagiscono con le radiazioni solari e non vengono alterati.

I pro e i contro

Sia i filtri solari fisici che i filtri solari chimici offrono vantaggi e svantaggi. Vediamo meglio, nel dettaglio.

Filtri solari chimici

I filtri solari chimici hanno il vantaggio di essere particolarmente efficaci e di riuscire a garantire delle protezioni solari più elevate, garantendo un’abbronzatura omogenea. Lo svantaggio di questi filtri è quello di assorbire l’energia solare e, dunque, presentano il rischio di dare il via a reazioni fotochimiche.

Filtri solari fisici

I filtri solari fisici sono fotostabili, non vengono danneggiati dalle radiazioni solari e, inoltre, grazie alla loro composizione, sono particolarmente sicuri per la salute della pelle. Lo svantaggio di questi filtri sta nel fatto di non poter garantire protezioni elevate senza, però, produrre un effetto bianco; sebbene sia possibile utilizzare dei filtri solari fisici in forma micronizzata di biossido di titanio e ossido di zinco per ridurre il problema o trovarli associati ai filtri chimici in alcune formulazioni.

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I requisiti di un buon filtro solare

Come abbiamo visto, i filtri solari fisici e i filtri solari chimici agiscono e funzionano in modo differente, ma risultano essere ugualmente validi ed efficaci per la protezione solare, la quale è determinata, invece, dal cosiddetto fattore di protezione, al quale il consumatore deve prestare attenzione.

Quali sono i requisiti che un buon filtro solare deve avere, dunque? Occorre che i filtri solari abbiano e garantiscano:

  • Buona stabilità chimica e fotostabilità, ovvero con un sistema filtrante resistente al calore
  • Buona tollerabilità da parte di mucose e pelle
  • Assorbimento massimo di UVA e UVB
  • Solubilità in acqua
  • Buon profilo tossicologico
  • Resistenza all’acqua e al sudore

I filtri solari devono anche:

  • Non essere irritanti e assorbiti dalla cute
  • Essere inodore, insapore e incolore
  • Non causare lo scolorimento di pelle e tessuti
  • Indicare il fattore di protezione solare, il quale è visibile sulle etichette con la sigla SPF (Sun Protection Factor), indicando anche il tempo di esposizione solare e la capacità di fermare la radiazione solare formata dai raggi UVA e UVB, ma anche UVC e IR

Prima di acquistare una crema solare, è necessario pensare a determinati fattori, quali:

  • Il fototipo, ovvero il tipo di pelle che si ha
  • Il tipo di prodotto da usare
  • L’intensità delle radiazioni
  • Il principio attivo usato, nonché la sua concentrazione
  • Le condizioni atmosferiche
  • Il fattore di protezione

Tenete, inoltre, presente che gli autoabbronzanti non danno alcuna protezione dalle radiazioni solari e che i prodotti dopo-sole, ad esempio, calmano l’irritazione della pelle, idratandola e rinfrescandola solo dopo l’esposizione solare.

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Il fattore di protezione

Il fattore di protezione è uno dei fattori più importanti da tenere in considerazione prima dell’acquisto di una crema solare: questo va scelto, soprattutto, in base al proprio fototipo e, dunque, al tipo di pelle che si ha. Vediamo nella tabella i valori che lo riguardano.

Tipo di protezione Valore
Bassa Da 2 a 6
Media o moderata Da 8 a 12
Alta Da 15 a 25
Altissima Da 30 a 50
Ultra-alta o schermo totale Otre 50

È importante, quindi, avere cura della propria pelle e valutare, attentamente, le caratteristiche dei prodotti in vendita, leggendo le etichette, il fattore di protezione, il tipo di filtro e le sostanze in essi contenute: l’esposizione frequente e prolungata ai raggi solari è dannosa per la pelle e può provocare, tra le altre cose, macchie solari, eritemi, scottature e precoce invecchiamento cutaneo, oltre ad aumentare il rischio di comparsa di tumori della pelle.

Donne in gravidanza e bambini

Infine, un’attenzione particolare deve essere rivolta alle donne in gravidanza e ai bambini: sia la pelle dei più piccoli che delle mamme in dolce attesa è particolarmente sensibile, per cui è necessario utilizzare delle creme solari con un fattore di protezione ultra-alto, evitando l’esposizione prolungata al sole e, soprattutto, durante le ore più calde della giornata.

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