L’astronauta Luca Parmitano è stato proposto per tornare a volare nel 2019 sulla SSI (Stazione Spaziale Internazionale). La decisione definitiva è prevista per la primavera del 2017. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Jan Woerner, nella conferenza ministeriale dell’Esa che si chiude oggi in Svizzera, a Lucerna.
La decisione formale sarà presa nella primavera del 2017 dal principale forum per il coordinamento e la risoluzione delle questioni relative all’equipaggio della Stazione Spaziale, il Multilateral Crew Operations Panel (Mcop).
Luca Parmitano, che ha già volato nel 2013, ha ricevuto la Distinguished Service Medal della Nasa come riconoscimento per il sangue freddo dimostrato durante la passeggiata spaziale che fu interrotta a causa di perdite d’acqua nel suo casco.
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Leonardo da Vinci vegetariano e l’aneddoto sugli uccelli
E’ impossibile sapere con certezza se il grande Leonardo da Vinci fosse o no vegetariano, ma molti e sostanziosi indizi lo lascerebbero intendere. La celebre frase del genio rinascimentale:
“verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, e anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto”
sembra dimostrare, insieme a molte altri indizi, il suo amore per la natura e gli animali, e quanto li rispettasse e tenesse in considerazione. Tra i vari indizi a sostegno della tesi di un Leonardo vegetariano, ci sarebbe anche un ricco ricettario di cucina a lui attribuito in cui sono descritti solo piatti a base di frutta e verdura, nessuno di carne. Troppo poco forse per giungere a conclusioni certe, ma abbastanza per consentirci di rimanere nel dubbio! L’unica cosa assolutamente certa è che il genio del Rinascimento era amante degli animali, come dimostrano i suoi stessi taccuini e varie testimonianze di suoi contemporanei. L’aneddoto che segue è raccontato da Giorgio Vasari (1511-1574), pittore e biografo:
Passeggiando tra le bancarelle del mercato a Firenze, un giorno Leonardo si imbatté in un venditore di uccellini, tutti, ovviamente, chiusi in gabbia. Commosso fino alle lacrime, il grande artista li comprò tutti e poi li lasciò volare via, liberi.
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Leonardo Da Vinci era appassionato di cucina!
Leonardo di ser Piero da Vinci, comunemente noto come Leonardo da Vinci, è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, e non solo in Italia, ma in tutto il mondo! Il genio del Rinascimento si occupò con enorme profitto di moltissimi campi tra cui architettura, scultura, ingegneria ed anatomia umana. Fin qui tutte cose già note. Quello che però forse non sapete è che il genio toscano trovò il modo di occuparsi anche di… cucina! A darcene prova è il suo Codice Atlantico, in cui l’autore narra di aver inventato una grande macchina in grado di fare quello che lui stesso chiama uno “spago mangiabile”. In parole povere si trattava dell’antenata rinascimentale di una moderna macchina per fare la pasta in casa! Ma il suo genio applicato in cucina non si ferma qui: si devono infatti a lui gli “antenati” del cavatappi, dell’affettatrice, del frullatore e del trita aglio, non poco per un uomo vissuto nel ‘400! Inoltre sembra che Leonardo stesso si cimentasse ai fornelli con grande successo e di sicuro era esperto nel cucinare le torte, come lui stesso afferma in una lettera indirizzata a Ludovico il Moro nel 1482: “[ ] e faccio delle torte che non hanno uguali”.
A lui attribuito c’è infine anche un ricco ricettario di cucina in cui sono descritti solo piatti a base di frutta e verdura, nessuno di carne, cosa che sembrerebbe indicare – assieme ad altri indizi – che il genio fosse vegetariano. A tal proposito leggi anche: Leonardo da Vinci vegetariano e l’aneddoto sugli uccelli
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Non farti dare limiti e soprattutto non darteli tu stesso
“Non farti dare limiti artificiali che non siano veramente i tuoi. E soprattutto non darteli tu stesso, ma se hai dei sogni e delle ambizioni prova a trovare una strada. Tante volte un ostacolo è solo un messaggio che la vita ti dà. Devi trovare un’altra strada, ma non vuol dire che non puoi arrivare a destinazione.”
Samantha Cristoforetti; ingegnere ed astronauta, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, ha il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni).
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È morto Umberto Veronesi, ha dato la speranza ai malati di tumore
Umberto Veronesi, oncologo e uomo politico, è morto nella sua casa di Milano all’età di 90 anni. Da alcune settimane le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate. Era circondato dai familiari, dalla moglie e dai figli.
Nato a Milano, il 28 novembre 1925, ha passato la sua vita a combattere il cancro con impegno e due parole d’ordine: ricerca e laicità. E poi le altre battaglie: quella per l’eutanasia, per la cultura scientifica, per l’alimentazione vegetariana.
Veronesi è stato primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia (un intervento chirurgico per rimuovere il tumore dalla mammella in modo meno invasivo) dimostrando come nella maggioranza dei casi le curve di sopravvivenza di questa tecnica, purché abbinata alla radioterapia, sono le medesime di quelle della mastectomia (l’intervento in cui la mammella viene interamente asportata), ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore.
Laureatosi in medicina e chirurgia presso l’Università Statale di Milano nel 1952, decide di dedicarsi allo studio e alla cura dei tumori: dopo alcuni soggiorni all’estero (Inghilterra e Francia) entra all’Istituto Nazionale dei Tumori come volontario e ne diventa direttore generale nel 1975.
Nel 1965 ha partecipato alla fondazione dell’AIRC e ha fondato nel 1982 la Scuola europea di oncologia. Dal 1985 al 1988 presidente dell’Organizzazione europea per la ricerca e la cura del cancro.
Ha fondato, nel 1991, ed è stato direttore scientifico dell’IEO – Istituto europeo di oncologia una prima volta dal 1994 al 2000 e, successivamente, dal 2001 al 2014.
Nel 2003 ha dato vita alla Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica a livello nazionale in oncologia, cardiologia e neuroscienze e promuovere la divulgazione scientifica.
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Lorenzo il Magnifico: l’amore per la natura, gli animali e la prima giraffa in Italia
Lorenzo di Piero de’ Medici, detto Lorenzo il Magnifico, è stato signore di Firenze dal 1469 fino alla sua morte, avvenuta nel quartiere di Careggi a Firenze l’8 aprile del 1492. Raffinato e colto, Lorenzo il Magnifico fu anche scrittore, mecenate, poeta ed umanista, oltre ovviamente ad essere uno dei più grandi uomini politici del Rinascimento. Ma le qualità del “Magnifico” non si fermano qui. Il membro più celebre della più importante famiglia fiorentina di epoca rinascimentale, si contraddistinse anche per una coscienza ambientalista allora tutt’altro che comune, che spaziava dall’innato amore per gli animali al rispetto per tutto ciò che era naturale.
Fu per questo che il Magnifico fece allestire una fattoria, Le Cascine, presso la sua villa di Poggio a Caiano (Prato), che riempì di daini bianchi, pavoni, conigli e dove fece alloggiare anche la giraffa donatagli da Mohamed ibn-Mahfuz, in qualità di ambasciatore del sultano d’Egitto al-Ashraf Qaitbay della dinastia Burji. Si ritiene che sia stata la prima giraffa vivente vista in Italia dai tempi dell’antica Roma. Una giraffa che però non ebbe fortuna: poco dopo il suo arrivo infatti, l’animale si incastrò nella stalla, si spezzò il collo e morì e non si vide in Europa un’altra giraffa per quasi 300 anni.
In questa sua proprietà il grande politico si dedicò anche ad allevamenti di bachi da seta, alla produzione di alimenti come il formaggio e il miele e addirittura alla coltivazione del riso, che a fine ‘400 era ancora in fase sperimentale.
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Infortunio Alessandro Florenzi: legamento crociato rotto?
Continua la classica sfortuna – in temi di infortuni – della Roma. Al minuto 81 della partita di calcio tra Sassuolo e Roma, sul punteggio di 1 – 3 in rimonta, con Antonio Rüdiger appena entrato in campo, brutto infortunio per il calciatore Alessandro Florenzi che esce dal campo in barella con espressione dolorante e mani nei capelli. Esplicito il labiale di De Rossi quando il compagno era ancora a terra: “si è spaccato“, come esplicita è l’espressione dell’allenatore dei giallorossi Spalletti nello scambiare rapide parole con Florenzi mentre veniva portato negli spogliatoi: Alessandro avrebbe infatti detto al mister “Me so rotto il crociato“.
Ora si attendono gli esami di rito che potrebbero confermare quello che in molti temono, vista la particolare rotazione dell’articolazione notata dagli spettatori in diretta: la rottura del crociato del ginocchio sinistro o del legamento collaterale mediale.
La società per ora fa sapere che Florenzi ha subito un “trauma distorsivo al ginocchio sinistro“, il medico della squadra ci ha poi in parte rassicurato:”il ginocchio di Florenzi non si è gonfiato ed i test articolari son stabili“. Spalletti: “Mentre Alessandro usciva in barella mi ha stretto la mano e non voleva più lasciarmela tanto era il dolore che provava. Questo infortunio non ci voleva”. Aspettiamo gli esami strumentali per avere ulteriori informazioni.
Per approfondire: Articolazione del ginocchio: com’è fatta, quali sono le patologie, i sintomi e gli esami da fare ?
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A 85 anni batte il record mondiale di maratona
L’ingegnere Ed Whitlock, canadese ma inglese di nascita (è nato a Londra il 6 marzo 1931), alla veneranda età di 85 anni, ha polverizzato il record del mondo dei 42 km e 195 metri nella sua categoria (85-90), scendendo sotto il muro delle 4 ore: 3 ore e 56 minuti netti, ben 38 minuti in meno rispetto al precedente record di 4 ore 34 minuti 55 secondi. Ed Whitlock nel 2000 fu la persona più anziana a correre la maratona in meno di 3 ore col tempo di 2 ore 52 minuti e 47 secondi, inoltre è stato il primo ultrasettantenne a correre la specialità in meno di tre ore con il tempo di 2 ore 59 minuti e 10 secondi nel 2003.
Continuerò a correre finché potrò
“Miravo alle 3 ore e 50, ma dopo metà gara mi sono reso conto che era troppo difficile”, ha detto ai microfoni di CBC Radio One. “Nessuno sa quando arriverà l’ora dell’ultima corsa ma io continuerò a correre finché potrò”. Nel 2006 ha stabilito il record mondiale per il gruppo da 75 a 79 anni col tempo di 3h 08′ 35″ alla Toronto Waterfront Marathon e nella Maratona di Rotterdam il 15 aprile 2007 ha abbassato il suo tempo a 3h 04′ 54″. Il 26 settembre 2010 ha corso la Toronto Waterfront Half Marathon (mezza maratona) in 1h 34′ 23″.
PS Ed Whitlock è deceduto a Toronto, il 13 marzo 2017, ad 86 anni.
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