No, non è la solita tesi complottista. Da più di un anno DARPA (agenzia governativa degli Stati Uniti di sviluppo di nuove tecnologie in ambito militare) è per davvero impegnata in un progetto chiamato TNT: un programma che ha come obiettivo quello di esplorare vari metodi di neuro-stimolazione sicuri per attivare la plasticità sinaptica, cioè la capacità del cervello di cambiare e modificare i punti di connessione tra i neuroni. In altre parole, attraverso la stimolazione del sistema nervoso, DARPA spera di accelerare la capacità di apprendimento del cervello stesso. L’enorme vantaggio deriva dalla possibilità di “scaricare” le conoscenze dopo aver messo le nostre menti in uno stato ricettivo e neuro-plastico. Per fare un esempio pratico, si potrebbe imparare un nuovo mestiere, senza la necessità di dover studiare o di fare pratica.
La strategia DARPA
DARPA finanzia otto progetti in sette istituzioni diverse. Tutti i progetti sono parte di un programma unico che prima studierà i fondamenti dietro la plasticità del cervello, poi si concluderà con test fatti su persone. La prima parte del programma TNT servirà per svelare i meccanismi neurali che consentono la stimolazione nervosa per influenzare la plasticità del cervello. La seconda parte del programma metterà in pratica tutto quello che è stato appreso nei vari esercizi di allenamento.
Il programma TNT
I ricercatori stanno lavorando con specialisti di lingua straniera, analisti di intelligence e altri che addestrano il personale con lo scopo di raffinare la piattaforma TNT così da soddisfare le esigenze di formazione militare. I ricercatori confronteranno l’efficacia dell’uso di un dispositivo impiantato per stimolare il cervello contro la stimolazione non invasiva. Esamineranno sia l’etica dell’apprendimento avanzato attraverso la neuro-stimolazione sia i modi per evitare effetti collaterali e potenziali rischi.
Gli obiettivi TNT
Il TNT Pogram Manager, Doug Weber, in un comunicato stampa, ha dichiarato: “Il Dipartimento della Difesa opera in un mondo complesso e interconnesso in cui le competenze umane come la comunicazione e l’analisi sono essenziali. Il Dipartimento ha spinto le frontiere della formazione per massimizzare tali competenze. L’obiettivo di DARPA con TNT è quello di migliorare ulteriormente i metodi di formazione esistenti in modo che gli uomini e le donne delle nostre forze armate possano operare a pieno potenziale”.
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Lo staff di Medicina OnLine
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Il 29 maggio 1985 a Bruxelles si consumò una delle peggiori tragedie della storia del calcio, sicuramente quella più nota perché avvenuta prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.
Un fulmine è composto da due fasi: il lampo (la luce che si vede partire dalla nuvola fino ad arrivare a terra) ed il tuono (il caratteristico suono). Si può calcolare quanto il temporale è distante da noi, grazie ad una semplice tecnica:
Una rara fotografia di Albert Einstein mentre da lezioni sulla Teoria della relatività, negli anni ’20.
La rivista “Nature” ha recentemente pubblicato uno studio nel quale si cerca di capire se possa esistere o meno un limite naturale all’età degli esseri umani. Secondo gli studiosi, la crescita della durata massima della vita è destinata a rallentare fino al capolinea. In pratica i ricercatori avrebbero trovato un punto limite: la probabilità che un essere umano viva più di 125 anni è una su 10 mila. Sempre secondo gli scienziati questo limite non sarebbe dovuto a geni programmati per la morte o l’invecchiamento, ma si tratterebbe di un effetto collaterale dettato dalle 3 fasi principali della vita: nascita, crescita e riproduzione.
Se dovessi scegliere cosa mangiare nell’ultimo pasto della tua vita cosa sceglieresti? Forse da buon italiano vorresti un bel piatto di pasta, una pizza o un arrosto, ad ogni modo qualcosa di speciale, non tutti però seguirebbero questa linea di pensiero. Recentemente Henry Hargreaves, un fotografo statunitense, ha ricreato e fotografato gli ultimi piatti richiesti da alcuni tra i più famosi condannati a morte del Texas. Quando un carcerato veniva condannato a morte, nel suo ultimo giorno di vita gli veniva richiesto che tipo di pietanza volesse mangiare prima di passare a miglior vita.
Cosa succede quando si muore?
Le unità di cure palliative o di terapia intensiva degli ospedali hanno uno stretto rapporto con la morte, dando luogo a numerose esperienze che sfuggono a qualsiasi spiegazione razionale. Pazienti che intuiscono il momento esatto in cui moriranno, altri che sembrano decidere da sé il giorno e l’ora, affrettando o ritardando la morte, sogni premonitori di familiari o presentimenti di terze persone che senza neanche sapere che qualcuno è ricoverato o ha subito un incidente sono sicuri che sia morto. Solo i professionisti sanitari che lavorano da vicino con i pazienti terminali conoscono in prima persona la portata e la varietà di queste strane esperienze. La scienza non è stata capace di offrire alcun tipo di risposta, per cui in genere vengono descritte come eventi paranormali o soprannaturali. Un’etichetta “troppo vaga per la grandezza di queste esperienze”, secondo l’infermiera britannica Penny Sartori, che da circa vent’anni lavora nell’unità di terapia intensiva. Una carriera sufficientemente solida per aver visto di tutto, intuire standard ed elaborare ipotesi su questi fenomeni. È a tal punto così che sta per discutere una tesi di dottorato sul tema, le cui conclusioni principali verranno anticipate nel libro The Wisdom Of Near-Death Experiences (La saggezza delle esperienze vicine alla morte, Watkins Publishing).