17 Novembre: Giornata internazionale del neonato prematuro

MEDICINA ONLINE NEONATO NEWBORN FOOT PIEDI BIMBO BAMBINO NATO PRETERMINE GIORNATA MONDIALE PREMATURI 17 NOVEMBRE AMORE PAPA MAMMA FIGLI GENITORI PRENDITI CURA.jpgOggi, 17 novembre è il World Prematurity Day, la giornata mondiale dei bimbi prematuri. La percentuale di mortalità dei neonati di peso inferiore ai 1000 grammi è diminuita da oltre il 90% a meno del 30% dagli anni ’60 al 2000, nonostante ciò, nel mondo attualmente un bambino su dieci nasce prematuro, il nostro pensiero oggi è tutto per lui, che non vedeva l’ora di venire al mondo!

Proteggi ciò che ami, soprattutto quando ciò che ami non può proteggersi da solo

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Gli amori del liceo non passano mai

MEDICINA ONLINE LICEO GIULIO CESARE GINNASIO STATALE ROMA AMORE TRA I BANCHI DI SCUOLA MI MANCANO I TUOI OCCHI E STATO BELLO INCONTRARSI PER CASO CI VEDIAMO TRA ALTRI 20 ANNI.jpgGli amori del liceo non passano mai

Trascorrono gli anni veloci, sfumano i decenni della giovinezza,
le strade si separano, si dimenticano i sogni,
ma non quegli occhi. Quegli occhi io non li dimenticherò mai.

Perché il miglior bacio è quello che ci si dà con lo sguardo,
quando i miei occhi si incontravano con i tuoi,
la prima volta in cui è successo, e mille volte dopo ancora…

Trascorrono gli anni veloci, sfumano i decenni della giovinezza,
le strade si separano, si dimenticano i sogni,
ma non gli amori del liceo. Quelli non passano mai.

Dedicata all’unica persona che, leggendola, capirà.
Il tempo non ci ha mai perduto

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Dopo quanto posso dire di aver smesso di fumare?

MEDICINA ONLINE SMETTERE DI FUMARE CHAMPIX VARENICLINA FUMO SIGARETTA TOP TABACCO NICOTINA TABAGISMO DIPENDENZA TOSSICODIPENDENZA DANNI FARMACO AIUTO PACCHETTO SIGARETTE SAPORE CANCRO POE’ una domanda che spesso ci facciamo dopo aver smesso di fumare. So che state cercando delle certezze – specie nel delicato momento in cui avete smesso di fumare da poco – ma in realtà, dal punto di vista scientifico, non c’è una vera e propria risposta: si ha smesso di fumare da quando… si è spenta l’ultima sigaretta. Ma non è una cosa che si può dire immediatamente al termine di ogni sigaretta, altrimenti anche un fumatore abituale potrebbe considerarsi un ex fumatore… tra una sigaretta e l’altra.

La mia esperienza

A me è successo, dopo 15 anni da fumatore, di spegnere una sigaretta e dire: da ora in poi mi impegno per non fumare mai più. Sono passati cinque anni da quell’ultima sigaretta e solo ora – a distanza di molto tempo e non dopo una settimana –  posso dire che effettivamente quel giorno ho realmente smesso di fumare. Questo significa che devono passare cinque anni per considerarsi ex fumatore? Ovviamente no. Ripeto: non c’è un arco temporale preciso per avere il bollino “ex fumatore” ed anche se ci fosse, sicuramente non varrebbe per tutti. Ogni ex fumatore ha passato i giorni successivi alla sua ultima sigaretta soffrendo i sintomi dell’astinenza. Io pensavo di volermi accendere una sigaretta ogni 10 minuti, in modo ossessivo, per almeno una decina di giorni dopo aver smesso di fumare. Ma poi il tempo passa, i sintomi di astinenza diminuiscono gradatamente ed un bel giorno capita che ti guardi allo specchio e ti dici: ce l’ho fatta: sono un ex fumatore. Ma sono un “ex fumatore” o sono un “non fumatore”? C’è differenza?

Ex fumatore o non fumatore?

Sembra una distinzione da poco ed invece non lo è. Chiunque sia stato un fumatore abituale ed abbia smesso è un EX fumatore. Con “NON fumatore” ci si riferisce ad una persona che non ha mai fumato in vita sua. Dove sta la differenza? Per il resto della sua vita un EX fumatore ha un rischio molto più elevato di ricadere nel fumo, rispetto a chi non ha mai fumato in vita sua, esattamente come un ex alcolista o un ex eroinomane sono più a rischio di tornare ad essere un alcolizzato ed un eroinomane rispetto a chi non lo è stato mai in vita sua. Certo, più passa il tempo dall’ultima sigaretta spenta e più questo rischio di ricaduta si avvicina ad essere quasi accostabile a quello di un non fumatore, ma non sarà mai identico.

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Dieci anni

Mi preme comunque ricordare – anche per dare un bell’incentivo a chi ha smesso da poco tempo – che il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e cancro nell’ex fumatore torna a livelli accostabili a quelli di una persona che non ha mai fumato in vita sua, dopo circa 10 anni di astinenza dalle sigarette. Se vi sembra un periodo eccessivamente lungo, state sottovalutando i rischi delle sostanze cancerogene e RADIOATTIVE delle sigarette che avete per anni introdotto nel vostro corpo. Siamo ottimisti e vediamola così: il nostro organismo è così straordinario da rimettere a posto tutti i danni che gli avete inferto, in appena 10 anni! Però questo termine di 10 anni non ci deve suggerire che oltre tale limite temporale l’ex fumatore non è più a rischio di ricadute: possono anche passare mille anni, ma ad un fumatore basta anche solo fare qualche tiro da una sola sigaretta per ritornare nel circolo vizioso della dipendenza da nicotina e tornare ad essere un fumatore, magari ancora più incallito di prima. Questo per tornare al concetto che un “EX” sarà sempre più a rischio di un “NON”, anche a distanza di secoli.

Ma quindi?

Ma quindi quando puoi dire a te stesso: HO SMESSO DI FUMARE? Lo devi sapere tu. Devi sentirlo dentro. E soprattutto: devi essere sicuro che non accenderai mai più una sigaretta, anche se un meteorite stesse per distruggere la Terra. Quando i sintomi di astinenza saranno ridotti, quando non penserai più alle sigarette ogni 10 minuti e quando avrai la certezza che le sigarette non controlleranno mai più la tua vita qualsiasi cosa succeda… allora si: sarai dei nostri, sarai un orgoglioso EX FUMATORE!

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Cosa fare quando viene voglia di fumare: come faccio a reprimerla?

MEDICINA ONLINE SMETTERE DI FUMARE CHAMPIX VARENICLINA FUMO SIGARETTA TOP TABACCO NICOTINA TABAGISMO DIPENDENZA TOSSICODIPENDENZA DANNI FARMACO AIUTO PACCHETTO SIGARETTE SAPORE CANCRO POLMONI ICTUS INFARTOAvete appena smesso di fumare e vi siete resi conto di quanto sia difficile, specie i primi giorni, resistere ai sintomi da astinenza da nicotina e di quanto sia facile – invece – cedere alla voglia di fumare? Chi vi parla è stato fumatore per 15 anni e vi assicuro capisce perfettamente questa difficoltà. Oppure siete ancora fumatori e state pianificando tutta una serie di comportamenti che vi aiuteranno a non fumare più una volta che avrete smesso? Oppure avete un parente o amico che volete tenere lontano dalla nicotina? In tutti e tre i casi questo è l’articolo giusto: qui troverete i migliori consigli, da quelli apparentemente più banali a quelli più insoliti, per resistere alla dipendenza da nicotina e – soprattutto – PER PREVENIRLA. Con me (e con parenti, amici e pazienti) hanno funzionato e funzionano ancora oggi, dopo 5 anni che ho spento l’ultima sigaretta.

1) Prendi un foglio e scrivi i motivi per cui non vuoi più fumare

Un sistema che per me ha funzionato è stato scrivere su un foglio i motivi per cui non volevo più fumare ed ogni volta che mi riveniva (e mi riviene!) voglia di fumare, rileggevo lentamente e con calma tutte le motivazioni per cui avevo voluto così tanto smettere. Prova a farlo anche tu: ti aiuteranno a controllarti! Ecco qui qualche esempio in cui forse ti ritroverai e che ha fornito molta motivazione al sottoscritto:

  • Perché vuoi fare una rampa di scale senza avere il fiatone.
  • Perché vuoi bene alla tua salute.
  • Perché vuoi evitare di avere il catarro ogni mattina.
  • Perché vuoi smettere di perdere soldi inutilmente.
  • Perché non vuoi essere uno schiavo delle tue dipendenze.
  • Perché stai perdendo il sonno, dimenticando di mangiare e ti senti sempre stanco e nervoso a causa delle sigarette.
  • Perché vuoi tornare a respirare bene.
  • Perché vuoi che la tua vita duri 11 anni di più.
  • Perché vuoi goderti una serata al ristorante con gli amici, anziché fare avanti/indietro ad ogni portata per andare fuori a fumare.
  • Perché senti di aver perso il rispetto per te stesso, la tua dignità e “il controllo sulla tua vita”.
  • Perché vuoi apparire più bello e con una pelle più giovane.
  • Perché vuoi bene ai tuoi cari e ti rendi conto che fumargli vicino danneggia anche la loro salute.
  • Perché vuoi smettere di avere l’alito cattivo.
  • Perché vuoi smettere di far respirare il tuo fumo ai tuoi figli.
  • Perché non vuoi dare il cattivo esempio ai tuoi figli.

2) Avere fiducia nel tempo

Se sei un ex fumatore da pochi giorni ed ogni 10 minuti devi resistere alla voglia di fumare, ti invito a riflettere sul fatto che i sintomi di astinenza sono maggiori i primi giorni e tendono a diminuire col tempo quindi la strada che ti attende è sempre più facile – giorno dopo giorno – di quella che hai già percorso. Non disperarti quindi: abbi fiducia in te e nel fatto che la voglia “matta” di oggi, domani sarà più facile da governare e tra una settimana diminuirà ancora.

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3) Ricordati che basta un tiro per tornare nel circolo vizioso

Ogni volta che mi riviene voglia di fumare, il mio cervello elabora sempre la stessa frase: è passato così tanto tempo da quando ho smesso che ormai sono “fuori pericolo”: non mi farà certo male fare qualche tiro! Mi accendo solo una sigaretta e basta. Ed invece no, non fate questo errore! Riflettete sul fatto che basta solo un tiro per ritornare nella dipendenza. Soprattutto se l’ex fumatore è stato un forte fumatore, ha solo due scelte: o non fumare mai più e rimanere ex fumatore, o farsi “anche solo un tiro” e tornare ad essere fumatore abituale. Non esiste “fumo solo una e basta” perché poi tornerà ad essere “ne fumo solo una ogni tanto” e finirai col tornare a fumare più di prima. A tal proposito leggi anche: Non fare più nemmeno un tiro: il libro gratuito per chi ha smesso e per chi vuole smettere di fumare

4) Stevia

Esiste una pianta che sembrerebbe avere il potere di diminuire i sintomi di astinenza e quindi il desiderio di fumare, sto parlando della stevia rebaudiana o, più semplicemente stevia, una pianta che viene spesso usata come dolcificante naturale in alternativa allo zucchero o al miele. La stevia è reperibile in forma liquida in tutti i negozi di alimenti naturali o supermercati ma può essere anche coltivata facilmente a casa e può aiutarvi a sentire meno i sintomi dell’astinenza da nicotina; a tal proposito leggi: La stevia ti aiuta a smettere di fumare sigarette: come assumerla

5) Resistete 2 o 3 minuti

Oggi la voglia di fumare mi viene mediamente una volta al mese ma quando ho smesso, specie i primi giorni, la sigaretta si materializzava nel mio cervello circa una volta ogni 10 minuti. Una ossessione martellante a cui è facile cedere prima o poi. Tuttavia il lato positivo era che il pensiero arrivava velocemente ma altrettanto velocemente spariva. Bastava resistere 2 o 3 minuti massimo e il “picco di desiderio” spariva: la battaglia era vinta. Imparate a resistere per 2 o 3 minuti ogni volta e vincerete la guerra! Per resistere può essere utile trovare un rapido diversivo, che vediamo nel punto seguente.

6) Fate qualcosa che vi impegni il cervello

Per creare un diversivo efficace, scegli un’attività che puoi iniziare con estrema rapidità, nel momento stesso in cui cominciate a sentire i sintomi della mancanza del fumo. Alcuni esempi che con me funzionano sono:

  • alzarsi per bere un bicchiere d’acqua;
  • mangiare un frutto;
  • fare degli stiramenti;
  • andare su Amazon e cercare qualche offerta interessante;
  • lavarsi i denti, la faccia, i capelli…;
  • usare una tecnica di rilassamento;
  • stendere lo smalto per le unghie;
  • stendere una crema idratante sul viso o sulle mani;
  • mangiare una caramella o un pezzo di liquirizia;
  • alzarsi dal tavolo prima del solito;
  • andare su Facebook, Twitter, Instagram o altro social per controllare le notifiche;
  • chiamare o chattare un amico/a;
  • guardarsi allo specchio e vedere che senza fumo la pelle è più bella;
  • suonare uno strumento musicale;
  • mettersi un lucidalabbra;
  • leggere (o rileggere) il libro di Allen Carr “E’ facile smettere di fumare se sai come farlo”;
  • fare una lista dei viaggi che ti piacerebbe fare;
  • contare i soldi risparmiati evitando di comprare le sigarette e fare una lista delle cose che ti ci potresti comprare;
  • farsi la barba;
  • leggere i miei articoli sullo smettere di fumare cliccando qui;
  • cantare una canzone;
  • uscire di casa e vai a passeggiare;
  • mettere a posto la scrivania;
  • fare una partita ad un videogames sullo smartphone;
  • accendere la radio;
  • vedere un video divertente su You Tube;
  • fare una doccia;
  • vedersi un telefilm che ci piace;
  • rileggere più volte la famosa lista vista al punto 1 di questo articolo.

Non usate una tecnica diversiva che abbia bisogno di eccessiva preparazione: deve essere effettuabile rapidamente e senza la necessità di troppi oggetti. Usate una azione piacevole: una azione noiosa non vi aiuta a resistere sul lungo periodo.

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7) Gomme, cerotti o pastiglie con nicotina

Non sono mai stato un grande fan dei sostituti delle sigarette contenenti nicotina anche perché con me non hanno funzionato, anzi hanno prolungato il periodo dei sintomi di astinenza una delle tante volte in cui ho provato a smettere senza riuscirci. E’ però vero che tali sistemi per qualcuno funzionano quindi, se vi prende una voglia improvvisa, potreste aiutarvi assumendo un una gomma o una pastiglia di nicotina da sciogliere sotto la lingua: agiscono rapidamente e forniscono una piccola dose di nicotina che calma l’astinenza. Al posto di questi sistemi rapidi, potete pensare ad un approccio più “24 ore su 24”, applicando un cerotto alla nicotina che rilascia nicotina in modo lento per tutto il giorno. Attenzione però a non esagerare: troppe gomme o cerotti in contemporanea possono fare molto male alla salute. Chiedete sempre consiglio al vostro medico su come assumerli.

8) Usa un farmaco

Io ho smesso così. Esistono vari tipi di farmaci per smettere di fumare, ma io vi indico l’unico che con me abbia davvero funzionato: il Champix. Mi ha salvato la vita. Per approfondire leggi: Champix: funziona davvero per smettere di fumare?

9) Evita gli alcolici

Vari studi hanno confermato che l’assunzione di alcolici tende ad aumentare la voglia di assumere nicotina, quindi se avete appena smesso e volete prevenire la voglia di fumare il più possibile, evitate – o almeno limitate il più possibile – l’assunzione di alcolici: la vostra salute ve ne sarà doppiamente grata.

10) Evita pasti troppo abbondanti

Per lo stesso motivo del punto precedente, cerca di evitare pasti troppo abbondanti. La nicotina ha un’azione anoressizzante di conseguenza una volta abbandonate le sigarette l’appetito aumenta, quindi se avete smesso di fumare da poco la vostra voglia di mangiare sarà alle stelle, anche perché le vostre papille gustative “rinate” vi faranno sentire meglio i sapori e l’assenza di dopamina determinata dall’assenza delle sigarette, vi spingerà verso cibi estremamente gustosi ed ipercalorici . Ed invece dovete cercare di contenervi, sia per evitare l’obesità, sia perché pasti troppo abbondanti fanno aumentare in voi la voglia di fumare. Meglio mangiare più volte e con minori quantità, piuttosto che poche volte e tanto: avrete meno voglia di fumare.

11) Evita il caffè o il tè

Bere caffè o tè può farti aumentare la voglia di fumare: nei primi giorni in cui ho smesso di fumare, io li ho evitati accuratamente (specie il caffè, pur amandolo molto) e vi posso assicurare che questo mi ha aiutato molto a smettere.

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12) Ricordate i benefici

Anche se non avete seguito il consiglio del punto 1 (compilare una lista con i motivi per cui hai smesso di fumare), se vi viene voglia di accendervi una sigaretta potete comunque fermarvi un istante e richiamare alla mente uno dei benefici immediati che avete ottenuto smettendo di fumare: non avete più un alito da fumatore, i vostri figli non respirano più le sostanze tossiche contenute nel fumo passivo, siete liberi dalla schiavitù della sigaretta, i vostri capelli e i vostri vestiti non hanno più l’odore sgradevole lasciato dalla sigaretta… Per altre motivazioni ritorna al punto 1.

13) Evitate amici che vi fumano davanti

Uno dei sistemi per evitare di pensare continuamente alle sigarette è quello di evitare accuratamente amici fumatori e posti dove il fumo di sigaretta è sempre intorno a voi: occhio non vede, cuore non duole!

14) Ricordati quanto è stato difficile smettere

Come già accennato al punto 2, i sintomi di astinenza tendono a diminuire nel tempo quindi è probabile che i tuoi sintomi siano minori oggi rispetto al giorno in cui hai deciso di spegnere l’ultima sigaretta. Se cedi ora e ritorni ad essere fumatore – ammettendo che il tuo scopo ultimo sia comunque smettere del tutto prima o poi – dovrai “tornare al punto di partenza” e soffrire ancora più di ora per riprovare a smettere. Ricordati: è più facile resistere di fumarsi una sigaretta quando si è ex fumatori, piuttosto che smettere di fumare quando si è fumatori.

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Domanda su omosessualità in test di medicina: è polemica

MEDICINA ONLINE AULA UNIVERSITA ESAME TEST INGRESSO LIBRO STUDENTI PROFESSORI INSEGNAMENTO INGRESSO MIUR PROGRESS MEDICINA SAPIENZA AULETTA BANCHI SCUOLA PROFESSORE DOTTORE.jpgPolemica nelle facoltà di medicina e chirurgia di tutta Italia. La spiegazione la scrive sul suo profilo Facebook Cathy La Torre, legale ed esponente di Sinistra italiana:

“Abbiamo avuto, in forma anonima, una delle domande del test Progress sottoposta oggi a 33.000 studenti di Medicina. I test progress sono somministrati a tutti gli studenti di medicina per valutarne i progressi nell’apprendimento. Fra le domande vi è ‘quale sia la stima del verificarsi dell’omosessualità nell’uomo?’, inserita nel contesto di un test su diagnosi, genetica, malattie e comportamenti da tenere dinnanzi a certe malattie. Dunque vogliamo sapere, e lo pretendiamo: se la comunità medica italiana, ritiene ancora che l’omosessualità sia una malattia? Vogliamo sapere che senso ha chiedere a dei futuri medici la stima dell’omosessualità nell’uomo? Viene anche chiesta la stima della eterosessualità dell’uomo? Perché è bene ricordare che eterosessualità e omosessualità sono entrambe “varianti” naturali del comportamento umano. Pretendiamo una risposta dalla Conferenza del Presidi delle facoltà di Medicina: perché questa domanda nel 2017? Non certo per rendere medici e scienziati persone migliori e con meno pregiudizi. Indignarci e chiedere spiegazione, è una delle poche armi nelle nostre mani”.

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli in merito al caso ha detto: ”È di una gravità inaudita che sia stata inserita una simile domanda nel Progress test di medicina e chirurgia. È francamente incredibile e a dir poco inaccettabile che l’omosessualità sia stata inserita nella categoria delle malattie. Mi auguro che la Conferenza dei corsi di laurea in medicina provveda ad eliminare dall’elenco delle domande del Progress test quel vergognoso quesito, che le risposte ad esso date non siano tenute in considerazione ai fini della valutazione del progresso nell’apprendimento di studentesse e studenti, e che il responsabile di quanto accaduto sia adeguatamente sanzionato”.

Ricordiamo che il Progress test è un particolare test che viene organizzato ogni anno dalla Conferenza dei Presidenti dei Collegi didattici dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia delle università italiane e non ha nulla a che vedere con l’esame di Stato in Medicina di cui responsabile è il Miur. È nato nelle università italiane nel 2008 con l’obiettivo di monitorare i livelli di preparazione progressivamente raggiunto dagli studenti nel corso dell’iter universitario.

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Chirurgia robotica cardiaca e toracica: primo intervento in Italia

MEDICINA ONLINE SURGEON SURGERY EMERGENCY ROOM CHIRURGIA OPERAZIONE CHIRURGO TEAM TRAPIANTO SANGUE BISTURI EMERGENZA CUORE CERVELLO OSPEDALE MORTE ERRORE FERRI VASCOLAREIl 14 novembre scorso è stato effettuato all’Ospedale Universitario di Siena un intervento di chirurgia robotica cardiaca e toracica in contemporanea per la prima volta in Italia. L’intervento è stato inserito all’interno del programma di cardiochirurgia mininvasiva, coordinato dal dottor Gianfranco Lisi, insieme alla Uoc di Chirurgia toracica, diretta dal professor Piero Paladini.

Il prof. paladini ha spiegato: “Il paziente di 73 anni era affetto da una neoformazione polmonare un’insufficienza mitralica severa, riscontrata durante gli accertamenti preoperatori per la patologia del polmone. Durante la stessa seduta operatoria è stato quindi risolto il problema cardiaco, con plastica della valvola mitrale, ed è stato asportato un lobo polmonare per l’altra patologia. L’utilizzo dell’approccio chirurgico robot-assistito combinato cardiaco e toracico non è mai stato eseguito prima. L’averlo proposto al nostro paziente consegue ad una consolidata attività robot-assistita in Chirurgia toracica, con oltre 120 procedure eseguite, cui si associa un’innovativa esperienza nella cardiochirurgia robotica, in particolare nella correzione dei vizi valvolari mitralici. Operare in queste condizioni così innovative e stimolanti rappresenta una sinergia di alto livello a elevata specializzazione nella nostra realtà sanitaria regionale e nazionale”.

Gli interventi sono stati eseguiti al termine di una lunga e complessa fase di preparazione. Il paziente ha trascorso le prime 48 ore in Terapia intensiva cardiotoracica, diretta dal dott. Luca Marchetti, ed è stato successivamente trasferito in reparto dove la degenza è proseguita regolarmente senza alcuna complicanza e con un rapido e pieno recupero della funzione cardiaca e respiratoria. Il paziente sta bene ed è orgoglioso di essere stato il primo ad aver subito una operazione così all’avanguardia.

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Perché il cuore si trova a sinistra e non a destra nel torace?

MEDICINA ONLINE ELETTROCARDIOGRAMMA ECG ESAME ONDE ONDA P T U COMPLESSO QRS TRATTO INTERVALLO RR INTERPRETAZIONE SIGNIFICATO CUORE IMPULSO ELETTRICO NODO SENO ATRIALE SETTO ATRIO VENTRICOLO TORACE AORTA VENA ARTERIA.jpgImpariamo da bambini che il il cuore si trova a sinistra nel nostro petto, ma vi siete mai chiesto il perché di questa posizione? Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze di Alicante ha provato a dare una risposta a questa domanda, grazie ad una ricerca pubblicata su Nature.

Sulla ricerca si legge: “All’inizio dello sviluppo dell’embrione, tutti gli organi si trovano nella linea mediana del corpo, in alcuni invertebrati restano lì anche in seguito, quando l’individuo è adulto, mentre in altri, come l’essere umana, vengono distribuiti in luoghi diversi del corpo: il fegato a destra, ad esempio, e la milza o il cuore a sinistra” E proprio su questo spostamento si sono concentrati gli scienziati spagnoli. Ad oggi, l’opinione più diffusa era che ci fossero una serie di segnali nel lato sinistro dell’embrione che portavano a questa asimmetria, ma — come spiega al Pais Angela Nieto, a capo della ricerca — “abbiamo scoperto che esiste un ulteriore meccanismo: ci sono geni che si esprimono di più nel lato destro, e che spingono quindi il cuore verso la parte opposta. Annullando la funzione di questi geni in tutte e tre gli animali il cuore rimaneva al centro del corpo”.

Lo spostamento del cuore sul lato sinistro è quindi dovuto ad un controllo genetico della posizione dell’organo nel torace. Per approfondire, vi invitiamo a leggere l’articolo su Nature seguendo questo link.

Il cuore non è sempre posizionato a sinistra. Per approfondire, leggi questo articolo: Destrocardia, dexiocardia, cuore speculare, destroversione e destroposizione

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Lo sport aerobico potenzia la memoria e fa crescere il cervello

MEDICINA ONLINE TREADMILL RUNNER CARDIO CORRERE CORRIDORE CORSA APERTO TAPIS ROULANT MAGNETICO ELETTRICO MECCANICO DIFFERENZE DIETA DIMAGRIRE AEROBICA GRASSO CALORIE SALITA BOSCO CITTA SMOGIl dott. Joseph Firth della Western Sydney University, in collaborazione con la University of Manchester (GB), ha pubblicato sulla rivista Neuroimage uno studio unico nel suo genere, una meta-analisi di precedenti studi per un totale di 734 persone coinvolte, che ha portato alla considerazione finale che l’esercizio fisico aerobico (ad esempio la corsa o la cyclette) potenzia la memoria, fa “crescere” il cervello, infine ne contrasta l’invecchiamento che avviene fisiologicamente dopo i 40 anni.

Dall’esame dei dati a disposizione è emerso che la pratica sportiva aerobica contrasta il fisiologico restringersi del cervello che avviene a un tasso del 5% ogni decade che passa dopo i 40 anni. Inoltre è emerso che favorisce la crescita della parte sinistra dell’ippocampo (sede principale della memoria nel cervello) e potenzia le capacità mnemoniche. I risultati potrebbero avere implicazioni per la prevenzione delle demenze, conclude Firth.

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