Olio essenziale di vaniglia: proprietà ed usi in cosmesi ed aromaterapia

Spa Essential Oil.Aromatherapy

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L’olio essenziale di vaniglia è estratto dalla specie Vanilla planifolia, originaria dell’America Centrale e delle Indie Occidentali. La Vanilla planifolia cresce bene in un clima caldo e umido, tipico tropicale. L’olio essenziale di vaniglia è prodotto soprattutto dalle coltivazioni di vaniglia del Messico e del Madagascar.

L’olio essenziale di vaniglia è estratto dai frutti che sviluppano sulle piante più mature, di almeno 3 metri d’altezza. I frutti sono dei lunghi baccelli (circa 23 cm) che maturano nel giro di 5 mesi. L’estratto di vaniglia, così come gli oli essenziali di vaniglia sono prodotti a partire dai baccelli della pianta.

I principali costituenti chimici degli oli essenziali di vaniglia sono la cosiddetta vanillina, l’acido vanillico, l’acido 4-idrossibenzoico e il 4-idrossibenzaldeide.

Le proprietà dell’olio essenziale di vaniglia

L’olio essenziale di vaniglia può essere impiegato in campo alimentare ma anche nel settore cosmetico e profumiero. Per la cosmesi naturale fai da te, l’olio di vaniglia può essere impiegato per la cura dei capelli.

Per rendere i capelli morbidi e setosi

L’olio essenziale di vaniglia illumina i capelli in modo naturale rendendoli più morbidi, setosi e luminosi. Aiuta a districare anche i capelli più trascurati e crespi. In ambito domestico è possibile preparare un balsamo fai da te mescolando diversi ingredienti quali:

  • 30  ml olio di avocado
  • 1 goccia di olio essenziale di rosmarino
  • 1 goccia di olio essenziale di lavanda
  • 7 gocce di olio essenziale di vaniglia

L’applicazione è semplice: bisogna massaggiare i capelli asciutti con questo unguento, prestando particolare attenzione alle punte, lasciare in posa per 15 minuti per poi procedere con un normale shampoo neutro.

In aromaterapia

Questo olio essenziale annovera importanti proprietà in campo dell’aromaterapia. I suoi effetti benefici possono essere sfruttati mediante la diffusione in ambiente o grazie a massaggi. Tra le proprietà più apprezzate segnaliamo quelle ansiolitiche, calmanti, antistress… L’olio essenziale di vaniglia è adatto per profumare gli ambienti domestici dediti al relax.

Come afrodisiaco naturale

Poche gocce di olio essenziale di vaniglia possono essere aggiunte alla biancheria della camera da letto per sfruttarne le proprietà afrodisiache.

Per un massaggio sensuale, è possibile aggiungere 10 docce di olio essenziale di vaniglia in due cucchiai di olio di mandorle. In alternativa è possibile preparare un bagno di coppia aggiungendo 20 gocce di olio essenziale di vaniglia nell’acqua della vasca da bagno. Per emulsionare, dovrete aggiungere l’olio essenziale contestualmente a una manciata di sale grosso (bagnate il sale grosso con l’olio essenziale e fatelo sciogliere nell’acqua della vasca da bagno).

Come antirughe

In cosmesi naturale, l’olio essenziale di vaniglia può essere usato per la preparazione di creme antirughe fai da te.

Aggiungete 7 gocce di olio essenziale di vaniglia a una base neutra di 100 grammi di crema per il viso. In alternativa potete preparare una crema antirughe fai da te unendo 25 ml di Olio di Argan a 10 gocce di olio essenziale di vaniglia. Applicate sul viso stando alla larga dagli occhi.

Dove comprare l’olio essenziale di vaniglia

In base al processo di estrazione, in commercio è possibile reperire olio essenziale di vaniglia a diverse concentrazioni. In erboristeria non è facile reperire olio essenziale di vaniglia puro al 100% perché di solito, per una questione economica, gli erboristi propongono olio essenziale di vaniglia già diluito in un altro olio vegetale. Molto comune è l’olio essenziale di vaniglia diluito in olio di jojoba, questa combinazione può tornare utile in caso vogliate impiegare l’olio essenziale di vaniglia per fare massaggi rilassanti o per preparare creme antirughe fai da te.

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Nei normali e displastici: quali sono le caratteristiche?

MEDICINA ONLINE NEO NEI NEVO NEVI NORMALI TUMORE PELLE CARATTERISTICHE FORMA DIMENSIONI COLORENEI NORMALI

Un giovane adulto presenta in media da 10 a 20 nei. Generalmente, i nei normali (nevi melanocitici) hanno le seguenti caratteristiche:

  • DIAMETRO: di solito inferiore o uguale a 6 mm;
  • POSIZIONE: spesso concentrati sulla pelle esposta al sole del viso, del tronco, delle braccia e delle gambe;
  • INSORGENZA: più spesso nella prima infanzia fino a 35-40 anni;
  • UNIFORMITÀ: normalmente i nevi sono simili l’uno all’altro;
  • FORMA: simmetrica, rotonda o ovale;
  • BORDO: regolare, netto e ben definito;
  • COLORE: uniforme, di solito marrone, chiaro o scuro, o del colore della pelle;
  • EVOLUZIONE: il neo non cambia forma, dimensioni, colore o altre caratteristiche, oppure la cambia ma in tempi molto lunghi.

NEI DISPLASTICI

Questi nei sono generalmente grandi, “atipici” e rappresentano uno dei più importanti fattori di rischio per il melanoma: cioè non significa che chi li possiede ha necessariamente un tumore maligno della pelle, ma solo che ha un rischio più elevato di soffrirne. Clinicamente i nei displastici possono somigliare a un melanoma. Di solito, hanno le seguenti caratteristiche:

  • COLORE: variazione e irregolarità con puntini di color marrone, marrone scuro, rosso, blu o nero irregolarmente distribuiti;
  • DIAMETRO: generalmente superiore a 6 mm (le dimensioni della gomma di una matita), ma può anche essere inferiore;
  • FORMA: spesso asimmetrica; tracciando una linea nel mezzo, una metà appare chiaramente diversa dall’altra;
  • POSIZIONE: i nei a rischio sono spesso situati sulla pelle non esposta al sole;
  • EVOLUZIONE: il neo cambia forma, dimensioni, colore o altre caratteristiche, in breve tempo;
  • BORDO: irregolare e/o sfumato; il neo sembra sfumare verso la pelle circostante.

Per approfondire: Nei sospetti, riconoscere quelli normali ed i tumori: la regola ABCDE

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Le creme solari sono abbronzanti? Fanno abbronzare di meno?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Pelle spellata cinque consigli per salvare la nostra cuteCon la protezione solare alta mi abbronzo di meno?
Questa è una affermazione falsa, perché ci si abbronza comunque dal momento che la pelle reagisce all’esposizione solare producendo melanina per difendersi. La protezione solare elevata serve solo ad evitare che i raggi UV penetrino in profondità nella pelle, il che porta a conseguenze spiacevoli:

  • danneggiamento cellulare;
  • abbronzatura meno graduale e quindi meno duratura;
  • aumento del rischio di scottature;
  • aumento del rischio di tumore della pelle;
  • accelerazione del processo di invecchiamento cutaneo (più rughe).

Quindi è importante usare SEMPRE una protezione solare: il suo uso permette una abbronzatura graduale, sicura e duratura.

Le creme solari abbronzano?
Una crema solare non può mai abbronzare attivamente: se contiene dei filtri specifici per bloccare i raggi UV, non può nel contempo abbronzare, a meno che non contenga piccole percentuali di autoabbronzante.

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Olio essenziale di limone, proprietà e usi in cosmesi ed aromaterapia

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARIL’olio essenziale di limone è conosciuto per le sue innumerevoli proprietà, soprattutto per combattere la cellulite, eliminare l’acne in modo naturale e lenire disturbi d’ansia e nervosismo.

Olio essenziale di limone, proprietà benefiche

  • Calmante 
    Nell’aromaterapia, l’olio essenziale di limone è usato per rilassare la psiche. Vaporizzato nell’ambiente (con diffusori per oli essenziali) pare abbia la facoltà di rigenerare la mente e potenziare la concentrazione.
  • Antisettico
    Le proprietà antibiotiche e emostatiche si rivelano utili in caso di ferite, infezioni, stomatiti, afte, herpes, gengivite…
  • Tonificante 
    Stimola la circolazione linfatica e venosa, rafforza i vasi sanguigni e fluidifica il sangue. E’ un ottimo rimedio naturale per combattere la sindrome delle gambe pesanti. Questa stessa proprietà rende l’olio essenziale di limone un potente prodotto anticellulite.
  • Depurativo
    Disintossica dalle tossine in eccesso. L’azione depurativa, affiancata alle proprietà tonificanti, rendono l’olio essenziale di limone un eccellente anticellulite.
  • Purificante 
    Grazie alle sue proprietà purificanti, l’olio essenziale di limone è considerato un ottimo rimedio naturale contro acne, punti neri e imperfezioni del viso. Particolarmente indicato per chi ha la pelle grassa.
  • Proprietà schiarenti e azione anti-invecchiamento
    Riesce a schiarire fino a eliminare le macchie del viso. Le sue proprietà schiarenti sono affiancate alla capacità di promuovere la formazione di nuove cellule epidermiche. Per questo motivo è indicato per pelli che presentano macchie solari, macchie di vecchiaia, rughe o smagliature.

Quando si parla di oli essenziali ma in generale questo vale per tutti i rimedi naturali, sono due i fattori che determinano l’efficacia dei trattamenti; il primo è la costanza dell’impiego, il secondo fattore è la qualità: i principi attivi degli oli essenziali vengono conservati solo se il processo produttivo è seguito con estrema attenzione così da rispettare le caratteristiche di ogni pianta.

L’olio essenziale di limone può essere usato per sbiancare i denti, per rinforzare le unghie, per disinfettare (aggiungendo qualche goccia nella preparazione di detersivi fai da te), per eliminare la cellulite, per maschere di bellezza, per ottimizzare la manicure… Insomma, gli usi dell’olio essenziale di limone sono davvero numerosi.

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Olio di mandorle: proprietà ed usi in cosmetica

Spa Essential Oil.AromatherapyDelle mandorle si coltivano principalmente due varietà: mandorlo dolce (Prunus dulcis var. Dulcis) e il mandorlo amaro (Prunus dulcis var. Amara). L’estratto di mandorle amare, prima di entrare in commercio, subisce un processo di rimozione del cianuro. La presenza di cianuro nelle mandorle amare è data dall’attività idrolitica dell’enzima emulsina sull’amigdalina che in acqua libera acido cianidrico. Le mandorle amare sono di gran lunga più ricche di olio rispetto alle mandorle dolci. L’olio di mandorle è usato anche come balsamo e può essere usato per la produzione di sapone allo zolfo, ottimo per combattere la pelle grassa e l’acne.

Olio di Mandorle

Le mandorle sono una ricca fonte di olio. Stando alle analisi da laboratorio, le mandorle, in media, contengono circa il 44% di olio e di questo il 63% è costituito da acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico (conosciuto meglio come omega-9) e il 29% da acido linoleico (un acido grasso polinsaturo meglio conosciuto come omega-6). Solo il 9% è dato da grassi saturi. L’olio di mandorle dolci è una ricca fonte di vitamina E e una discreta fonte di vitamina K. L’olio di mandorle può essere prodotto a partire da mandorle dolci o da mandorle amare. E’ quasi insolubile in alcool ma di facile solubilità nel cloroformio o negli eteri, informazione preziosa per le case cosmetiche che impiegano l’olio di mandorle per le sue proprietà.

Olio di Mandorle – Proprietà

Nell’antichità, l’olio di mandorle amare era usato in medicina ma, anche in piccolissime dosi, provocava effetti molto gravi o addirittura letali, soprattutto sui bambini. Gli effetti erano quelli tipici da avvelenamento da cianuro. Oggi, l’olio di mandorle trova ampia uso in cosmetica, soprattutto quelli prodotto a partire dalle mandorle dolci. L’olio di mandorle è applicato sulla pelle come emolliente: stando agli esperti, l’olio di mandorle ammorbidisce, nutre e idrata la pelle. E’ l’olio più impiegato dai massaggiatori per lubrificare la pelle durante le sessioni di massaggio. L’olio di mandorle è molto delicato tanto che il suo impiego è consigliato per chi ha la pelle particolarmente delicata o sui bambini.

Il miglior olio di Mandorle dolci spremuto a freddo 100% puro, usato professionalmente dal nostro Staff, è questo: http://amzn.to/2B8nTjD

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Differenza tra ustione di primo, secondo, terzo e quarto grado

L’ustione è una lesione dei tessuti tegumentari (pelle ed annessi cutanei) provocata dall’azione di calore, sostanze chimiche, corrente elettrica o radiazioni. Possono essere di varia entità secondo l’intensità della temperatura, la durata del contatto e lo stato fisico della sostanza ustionante (solida, liquida o gassosa); in relazione alla gravità vengono distinte in gruppi:

1) Ustioni di primo grado (ustione epidermica o superficiale)
Le ustioni di primo grado, anche chiamate epidermiche o superficiali, sono le più lievi perché la lesione è limitata allo strato più superficiale della pelle; determinano la comparsa sulla cute di un semplice arrossamento (eritema) accompagnato da un dolore bruciante ma sopportabile e guariscono spontaneamente e rapidamente senza lasciare cicatrici sulla pelle.

2) Ustioni di secondo grado (ustione dermica o a spessore parziale)
Le ustioni di secondo grado, anche chiamate dermiche o a spessore parziale, sono quel tipo di ustioni in cui oltre ad essere interessato lo strato superficiale della pelle vi è un coinvolgimento anche dello strato di tessuto sottostante; queste ustioni causano un’intensa infiammazione cutanea, gonfiore e formazione di vescicole ripiene di liquido (flittene), sono molto dolorose e la guarigione è molto lenta. Le ustioni di secondo grado, possono essere ulteriormente divise in:

  • ustione dermica superficiale: interessa epidermide ed il solo lo strato più superficiale del derma;
  • ustione dermica intermedia: interessa epidermide e parte del derma;
  • ustione dermica profonda: interessa l’epidermide e l’intero strato tissutale sottostante con compromissione di follicoli piliferi e ghiandole sudoripare.

3) Ustioni di terzo grado (ustione a tutto spessore)
Le ustioni di terzo grado, anche chiamate a tutto spessore, sono ustioni molto gravi in quanto vi è un interessamento profondo dei tessuti; la pelle appare annerita, fredda, secca e dura, non è presente dolore per la distruzione delle terminazioni nervose e la guarigione richiede tempi lunghi lasciando cicatrici permanenti che possono richiedere interventi di chirurgia plastica. Se l’ustione è particolarmente estesa, può mettere a rischio la vita del paziente.

4) Ustioni di quarto grado
Le ustioni di quarto grado sono le più invasive: comportano lesioni di diversa gravità ai tessuti più profondi, come muscoli o ossa, determinando spesso la necessità di amputazione. Anche in questo tipo di ustione, come in quella di terzo grado, non si prova dolore nella zona interessata e, se estesa, mette a rischio la vita del paziente.

MEDICINA ONLINE USTIONE PRIMO SECONDO TERZO GRADO 1 2 3 TIPI.png

Tipo Strati coinvolti Aspetto Consistenza Sensazione Tempo di guarigione Prognosi Esempio
Superficiale (primo grado) Epidermide Rossore senza vesciche Secca Dolorosa 5-10 giorni Ottima guarigione; scottature ripetute aumentano il rischio di melanoma Sunburn.jpg
Spessore parziale superficiale (secondo grado) Si estende al derma superficiale (papillare) Rossastro con vesciche chiare Umido Molto doloroso Tra le 2 e le 3 settimane Infezione locale/cellulite ma generalmente nessuno sfregio Scaldburn.jpg
Spessore parziale profondo (secondo grado) Si estende nel derma profondo (reticolare) Giallo o bianco; possibile formazione di vesciche Abbastanza secca Pressione e disagio, il dolore può essere assente 3-8 settimane Cicatrici, contratture (può richiedere l’escissione e innesti cutanei) Major-2nd-degree-burn.jpg
A tutto spessore (terzo grado) Si estende su tutto il derma Rigido e bianco/marrone/nero; nessuno sbiancamento Come il cuoio Senza dolore Molto lunga (mesi) e incompleta; necessità di autotrapianto o trapianto di tessuto epidermico sintetico Cicatrici, contratture, amputazione (raccomandata escissione precoce) 8-day-old-3rd-degree-burn.jpg
Quarto grado Si estende per tutta la pelle fino all’adipe, ai muscoli e alle ossa Nero; carbonizzato con escara Secca Senza dolore Richiede escissione Amputazione, significativa compromissione funzionale e, in alcuni casi, decesso Ожог кисть.jpg

Fonti di calore

Le più comuni sono: fuoco e liquidi. Altre sono: metalli caldi, sostanze chimiche tossiche (in questo caso si parla di causticazione) o corrente elettrica ad alto voltaggio. Essi possono agire per irradiazione (raggi solari, fiamme, vapori) o per contatto diretto (liquidi bollenti, infiammabili, corpi solidi, corrente elettrica). Le cause più frequenti di ustione sono: gli infortuni sul lavoro; seguono gli incidenti domestici (soprattutto bambini e anziani). Gli agenti eziologici dell’ustione variano con l’età. Essi condizionano l’entità e la gravità della lesione termica.

ETA(anni) CAUSA DI USTIONE
< 3 scottature
3-14 incendio di vestiario
5-60 incidenti sul lavoro
>60 incendio di abitazione, perdita di coscienza vicino a fonti di calore, fumare a letto

Superficie interessata dall’ustione
La gravità dell’ustione non si giudica solamente dalla profondità ma anche dall’estensione delle lesioni e dalla localizzazione della zona colpita. Una ustione di terzo grado che interessa un’area molto piccola, è ad esempio meno grave di una ustione di secondo grado che interessa il 70% della superficie corporea. Una ustione di media entità, ma molto estesa, può infatti produrre una maggior disidratazione ed anche un iperfunzionamento del metabolismo corporeo per la gran dispersione di calore che avviene attraverso la regione corporea non ricoperta dalla pelle andata distrutta. Iperfunzionamento che induce catabolismo di proteine e grassi trasformati in glucidi e quindi gravi problemi di malnutrizione. Per un rapido calcolo della superficie corporea interessata da una ustione, si usa spesso in medicina d’urgenza la “regola del 9”.

Altri fattori di gravità
Oltre al grado e all’estensione, in terzo luogo la gravità di un’ustione dipende dalla sede corporea interessata (zone ricoperte di peli e da uno strato cutaneo più spesso proteggono meglio di quelle glabre con pelle sottile, come le superfici flessorie e le pieghe articolari), ma anche dalle condizioni generali dell’infortunato:

  • età (i più a rischio sono i bambini piccoli e gli anziani);
  • condizioni fisiche e lesioni concomitanti (fattori aggravanti l’ustione sono la contemporanea presenza di traumi cranici, fratture, disidratazione corporea);
  • malattie preesistenti (è più pericolosa in presenza di cardiomiopatie, broncopneumopatie, diabete e malattie epatiche o renali).

Shock da ustione
Se le ustioni sono molto estese, sia in superficie che in profondità, si può instaurare una sofferenza generale che prende il nome di “shock da ustione”, a tal proposito leggi: Shock da ustione: cos’è, quando si verifica e quali sintomi provoca

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Peli incarniti: cause, creme, infezione, depilazione e rimedi naturali

MEDICINA ONLINE PELI INCARNITI CAUSE CREME INFEZIONE DEPILAZIONE ZONE RIMEDI PELLE CUTE DOLORE COME RIMUOVERLI.jpgI peli incarniti sono dei peli che, successivamente alla depilazione, ricrescono sottopelle, senza fuoriuscire dall’epidermide. I peli non riescono ad uscire al di fuori dell’epidermide soprattutto per due ragioni: pelle secca o peli ricci. La pelle secca è dura e quindi difficile da rompere per i peli; nel secondo caso, si tratta della tendenza a curvarsi dei peli ricci che quindi non si svilupperanno verticalmente verso l’epidermide.

Conseguenze

Oltre ad essere antiestetici poiché visibili ma inarrivabili per cerette e rasoi, i peli incarniti possono determinare infiammazione (follicolite). Ogni pelo incarnito forma un piccolo brufolo quasi sempre pruriginoso e lievemente doloroso. Questi brufoletti segnalano la presenza di leggere irritazioni, dall’irritazione si passa facilmente all’infezione del follicolo pilifero, con formazione di pus e sangue.
Queste infiammazioni quindi, non solo sono antiestetiche, ma provocano prurito, bruciore, dolore e a volte dopo la guarigione, lasciano piccole ma brutte cicatrici.

Leggi anche: Eliminare i peletti dal viso con rimedi casalinghi e con il laser

Come prevenire i peli incarniti

Di seguito elenchiamo alcune regole per prevenire i peli incariniti:

  • Mantenere la pelle idratata: una pelle idratata e morbida consente al pelo di uscire facilmente.
  • Esfoliare la pelle: l’eliminazione delle cellule morte libera i pori consentendo la fuoriuscita del pelo, me contrastando la formazione di infezioni.
  • Scegliere il sistema di depilazione più adatto alla parte ed alle specifiche esigenze: il sistema di depilazione dovrebbe variare non solo in base alla zona da trattare, ma anche in base alla lunghezza e alla quantità dei peli.
  • Non accostare nella stessa depilazione diversi metodi: è sbagliato applicare creme depilatorie o passare la lametta, su una cute già stressata dallo strappo di ceretta; abbiate cura di aspettare almeno 12 ore prima di reintervenire sulla pelle.
  • Curare l’infezione causata dai peli incarniti prima di effettuare una nuova depilazione: l’utilizzo di rasoi, creme o depilatori su zone infette provoca infatti un aumento dei batteri e della stessa infezione.

Leggi anche: Follicolite da depilazione inguinale ed alle gambe: rimedi naturali

Zone maggiormente interessate

Le parti del corpo più esposte al problema, sono le gambe, la zona bikini e le ascelle per le donne, e la pancia il petto ed il volto per gli uomini.
Per le donne, il problema sembra più diffuso perché sono molteplici le zone da depilare e le modalità di depilazione fai da te, spesso effettuate senza adeguata accortenza e preparazione, che quindi sottopongono zone del corpo delicate, come ascelle e bikini, a continuo stress.
Anche gli uomini sono però soggetti al problema dei peli incarniti a causa dell’uso quotidiano del rasoio per la rasatura della barba che sottopone la pelle ad uno stress continuo nonostante la pelle maschile sia generalmente più spessa e resistente di quella femminile. Il problema della follicolite da barba si verifica soprattutto nei soggetti con pelo molto riccio e talvolta, in casi gravi è necessario evitare la rasatura e farsi crescere la barba. Inoltre i canoni di bellezza attuali impongono un corpo muscoloso e glabro, per cui molti giovanissimi depilano anche altre parti del corpo, soprattutto il torace, con conseguente maggiore possibilità di avere peli incarniti.

Leggi anche: Differenza tra ceretta brasiliana e classica: pro, contro e consigli per farla bene

Quali sono le tecniche di depilazione responsabili dei peli incarniti?

La depilazione quindi, sia che si tratti di parti estese che di zone piccole e delicate, andrebbe sempre effettuata con le opportune cautele. L’ideale sarebbe rivolgersi a centri estetici che effettuano trattamenti delicati e con un adeguata preparazione della pelle; è raro però che si ricorra sistematicamente a questi ultimi, per motivi economici, ma anche di altra natura: fragilità capillare oppure impossibilità o indisponibilità nell’aspettare i tempi necessari tra una ceretta e l’altra, poiché per fare la ceretta c’è bisogno di far crescere i peli ad una lunghezza adatta allo strappo. Quindi molto più comunemente si ricorre a rasoi o creme, pratiche veloci ma sicuramente irritanti per le zone delicate e i maggiori responsabili dei peli incarniti.Vediamo quindi quali sono gli effetti dei diversi metodi depilatori.
Il rasoio è il sistema peggiore in quanto non solo taglia il pelo obliquamente rendendone più difficile la fuoriuscita, ma le lame rimuovono le cellule superficiali rendendo la pelle più delicata e quindi più soggetta ad irritazioni ed infiammazioni.
Le creme depilatorie semplici ed indolori, eliminano i peli grazie a sostanze che indeboliscono la struttura della cheratina. Anche in questo caso però, i peli vengono recisi ma non strappati dal bulbo e quindi si incarniscono più facilmente. Inoltre le sostanze chimiche sono piuttosto irritanti e quindi facilitano le infiammazioni.
Gli epilatori elettrici grazie alle testine rotanti strappano i peli dal follicolo. Se usati correttamente, cioè mantenendolo in posizione verticale e quando i peli sono della giusta lunghezza, non causano peli incarniti in quanto strappano il pelo senza spezzarlo.
La ceretta sembra essere il metodo più adatto per diminuire l’incidenza di peli incarniti, essa infatti, se fatta quando il pelo è abbastanza lungo, lo ingloba tutto nella cera strappandolo con tutto il bulbo. Purtroppo è controindicata per chi soffre di vasodilatazione, soprattutto quella a caldo, così come in generale lo strappo di una qualsiasi ceretta è controindicato per chi soffre di fragilità capillare.

Leggi anche: La differenza tra epilazione e depilazione e le rispettive tecniche

Che fare per evitare la formazione di peli sottopelle?

La prevenzione è il vero rimedio per combattere i peli incarniti: cura della pelle e una corretta depilazione, sono gli unici veri alleati nella lotta ai peli incarniti. La pelle deve essere quindi idratata, morbida e pulita dalle scorie quanto più spesso possibile, per favorire la fuoriuscita del pelo: l’idratazione deve avvenire attraverso l’applicazione di creme ed in generale lozioni a base di olio ed acqua (molto usate sono quelle a base di olio di mandorle), che ammorbidiscono ed umidificano la pelle, prevenendone la secchezza. Bisogna tenere presente inoltre che le fasi immediatamente precedenti e successive alla depilazione sono fondamentali per aiutare la pelle a sopportate lo stress del rasoio o della ceretta, e prevenire peli incarniti: la pelle quindi va ben idratata soprattutto dopo la rasatura. Inoltre è bene proteggere le zone appena depilate evitando indumenti troppo stretti che strofinando sulla pelle possono accentuare l’irritazione.
L’esfoliazione, ovvero l’eliminazione meccanica delle più superficiali cellule morte delle pelle, necessaria per rimuovere ogni ostacolo che ostruisce i pori, può essere attuata in diversi modi:

  • Molto diffuso è l’utilizzo di solito attraverso guanti o spugnette specifiche, che sfregate contro la pelle, portano via le cellule morte, senza però irritare la cute. I guanti esfolianti sono prodotti in vari materiali e venduti sia in farmacia che nei comuni venditori di prodotti per l’estetica ed il benessere. Importante è scegliere dei guanti fatti con estratti naturali, per diminuire l’incidenza di irritazioni ed allergie causati da materiali grezzi, che tendono a procurare abrasioni più che esfoliazioni della pelle.
  • Un altro rimedio simile, è lo scrub, ovvero l’applicazione di lozioni granulate che hanno un simile effetto esfoliante ma sicuramente inferiore rispetto ai guanti; il massaggio effettuato con questi composti granulati ha comunque vari benefici: oltre ad una leggera esfoliazione è utile ad esempio come contributo per la riattivazioni della microcircolazione.

Il metodo preventivo e curativo più usato, resta comunque il guanto esfoliante, utile ad eliminare lo strato superficiale della cute, sia come quotidiana cura preventiva della pelle che come metodo per “liberare” i peli già incarniti.

Leggi anche: Ceretta: quale scegliere? Tecniche a confronto con pro e contro

Trattamenti contro i peli incarniti

Che fare se nonostante tutto i peli non riescono ad uscire dal derma e continuano a crescere sotto pelle creando rossori e infezioni batteriche soprattutto nelle zone più delicate? Ovviamente se l’infezione risulta dolorosa e protratta nel tempo, bisogna rivolgersi al medico per la prescrizione di farmaci, spesso sotto forma di crema, per risolvere il problema. Se infatti i foruncoli non vengono curati e l’epidermide viene ancora stressata con pinzette non disinfettate, e depilazione con rasoi e cerette la situazione si può aggravare sviluppando infezioni ancora più gravi. Quando si è in presenza di peli incarniti quindi si dovrebbe sospendere ogni trattamento di depilazione fino a quando la situazione non si sia completamente ristabilizzata. Se il problema persiste per eliminare i peli superflui si può pensare di ricorrere alla terapia laser per un’epilazione definitiva.

Leggi anche: Depilazione inguine: i metodi più efficaci, indolori e sicuri

Rimedi naturali e fai da te

Nella maggior parte dei casi, però, è possibile eliminare i peli incarniti con rimedi semplici e casalinghi.
Il trattamento più efficace è quello di massaggiare la parte con acqua calda ed oli (mandorla o karitè) in modo da ammorbidire la pelle, aprire i pori e far fuoriuscire il pelo che potrà essere poi estratto con un ago o con una pinzetta sterilizzata.
Un rimedio fai da te per curare l’inestetismo è quello delle cipolle.

Ingredienti:

  • Due grosse cipolle rosse.
  • 1 cucchiaio di olio di oliva.
  • 1 bicchiere di sale grosso da cucina.

Preparazione:

  • Tagliate le cipolle sottilmente e cospargetele interamente di sale.
  • Lasciate macerare le cipolle per oltre due ore e poi unite l’olio.
  • Impastate il tutto e lasciate ancora riposare.
  • Quando il composto sarà omogeneo versatelo in acqua calda e lasciate emulsionare per circa un’ora.

Applicazione:

  • Mescolate e bagnate una spugnetta nel liquido ottenuto e con questa strofinate delicatamente la parte con i peli incarniti.
  • Grazie al potere antinfiammatorio della cipolla ed alla capacità emolliente dell’olio, la pelle sarà decongestionata ed i pori si apriranno lasciando fuoriuscire i peli che potranno facilmente essere eliminati con la pinzetta.

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Mappatura dei nei e dermatoscopia in epiluminescenza per la diagnosi di melanoma

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La tecnica
È una tecnica molto semplice, efficace e rapida che si serve di un dermatoscopio (una lente di ingrandimento da 10 a 30 volte che incorpora una luce) per studiare i nei o le lesioni presenti sulla pelle. Spesso, per evitare la dispersione della luce a contatto con lo strato corneo, i dispositivi utilizzano una luce polarizzata; altre volte, basta una luce normale ma in questo caso dev’essere utilizzato un liquido incolore, per esempio un olio minerale. Attualmente esistono dei macchinari digitali (dermatoscopia digitale) che non solo permettono di visualizzare la lesione ma registrano le immagini in formato digitale in modo che il medico possa valutare l’evoluzione del neo o della lesione sospetta.

Come si svolge l’esame?
L’esame, è simile ad una ecografia, semplice, rapido e indolore. Si esegue appoggiando il dermatoscopio digitale sulla pelle del paziente e visualizzando sullo schermo del computer la lesione sospetta. Il computer, permette di creare una cartella clinica personalizzata ed una mappa delle lesioni neviche. Le immagini potranno essere confrontate con altre immagini della stessa lesione raccolte in controlli successivi, così da poter monitorare ogni minimo cambiamento.

Quali sono le controindicazioni? 
Non ha nessuna controindicazione. Ovviamente la pelle indagata dallo strumento deve essere integra, cioè non deve avere lesioni sanguinanti.

Quando si utilizza?
È una tecnica sempre più diffusa grazie ai bassi costi e alle informazioni che permette di ottenere. Essendo molto utile nello studio dei tumori cutanei pigmentati, viene utilizzata sempre più spesso per studiare le lesioni che abbiano queste caratteristiche. Per la sua capacità di distinguere un’alta percentuale di lesioni benigne e maligne, è fondamentale nella diagnosi precoce del melanoma, specie nei soggetti che hanno casi di tumore cutaneo in famiglia. Spesso, la dermatoscopia viene utilizzata quando si deve realizzare un controllo generale durante il quale il medico analizza tutta la superficie della pelle, impiegando tra i 40 e i 60 minuti per farlo.

Chi deve sottoporsi a dermatoscopia?
In generale, si raccomanda una dermatoscopia periodica soprattutto a quelle persone che:

  • hanno molti nei;
  • hanno nei con caratteristiche particolari (nei asimmetrici, di diverso colore, rilevati…);
  • hanno nei che apparentemente stanno cambiando caratteristiche;
  • hanno nei congeniti (presenti alla nascita) di grandi dimensioni (diametro superiore ad 1 cm) ;
  • hanno l’abitudine di esporsi a radiazioni ultraviolette (naturali o con lampade abbronzanti);
  • hanno subìto ripetute scottature solari subite in età pediatrica o nell’adolescenza;
  • hanno precedenti familiari di cancro alla pelle.

Quali sono le caratteristiche di un neo sospetto?
A tal proposito, leggi questi due articoli:

Ogni quanto va fatta?
Questo dipende dal livello di rischio del paziente. Soggetti con molti nei specie se atipici, che apparentemente stanno cambiando forma/colore/caratteristiche, con casi di tumore cutaneo in famiglia, dovrebbero fare l’esame ogni 3/6 mesi. Nei soggetti con minore fattore

Quali sono i vantaggi?
In primo luogo, è una tecnica molto rapida. Per non parlare del fatto che sia uno strumento che ha costituito un notevole passo avanti nella diagnosi precoce e nel trattamento dei melanomi maligni. Se sei preoccupato per una lesione alla pelle o vuoi semplicemente controllare i tuo nei, non esitare a chiedere al tuo medico una dermatoscopia.

Cosa succede se un neo è fortemente a rischio?
Se il neo è a rischio (per esempio sta cambiando caratteristiche), il medico valuta se continuare con dermatoscopie periodiche per osservare l’andamento del neo nel tempo, oppure può procedere con una escissione chirurgica seguita da un esame istologico che può chiarire la natura benigna o maligna della lesione.

Perché è così importante?
Il melanoma è un tumore maligno della pelle che può insorgere su un neo presente da tempo (anche dalla nascita), o su una zona di pelle normale e per la sua elevata tendenza invasiva è responsabile della maggior parte dei decessi dovuti a tumori cutanei. Studi statistici sulla popolazione dimostrano un costante aumento dell’incidenza del tumore negli individui di pelle bianca. Quindi nei confronti del melanoma, come verso tutti i tumori maligni, l’unico vero approccio terapeutico consiste nella prevenzione e nella diagnosi precoce. Infatti, il melanoma si può considerare l’esempio più chiaro di neoplasia maligna nella quale un precoce trattamento costituisce la chiave per la sopravvivenza. La visita medica periodica con dermatoscopia è importante perché è l’unica che permette questa diagnosi precoce salvavita.

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