Posso mettere incinta una donna dopo una vasectomia?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOLa vasectomia è un intervento chirurgico che rende l’uomo sterile, cioè non in grado di mettere incinta una donna. Solitamente è considerata efficace come la sterilizzazione femminile, ma più semplice, più sicura e meno costosa.

Come si pratica?
La vasectomia blocca chirurgicamente i piccoli condotti, chiamati dotti deferenti, attraverso i quali in condizioni normali passano gli spermatozoi prodotti dai testicoli, che, unendosi al plasma seminale prodotto da prostata e vescicole seminali, forma il liquido seminale (lo sperma). La vasectomia ha quindi l’effetto di rendere lo sperma virtualmente libero dagli spermatozoi.
Dopo aver anestetizzato lo scroto ed aver praticato una o due piccole aperture sulla sua superficie, il chirurgo recide i due dotti deferenti e ne asporta una piccola sezione; vengono poi chiusi uno od entrambi i margini del taglio con punti di sutura o con altre tecniche e, se necessario, viene suturata anche l’apertura (o le aperture) nello scroto. Esiste un’altra tecnica, detta vasectomia senza bisturi, che si basa su piccoli fori nello scroto e non necessita di punti di sutura. L’intervento chirurgico di solito dura meno di mezz’ora e nella quasi totalità dei pazienti non richiede degenza postoperatoria. Nella maggior parte dei casi si ha una completa guarigione in meno di una settimana.

E’ possibile mettere incinta lo stesso una donna?
La vasectomia è molto efficace come metodo contraccettivo, tuttavia la gravidanza è possibile anche dopo l’intervento, pur se perfettamente riuscito, ed anche a distanza di molti anni. Si stima che 15 coppie su 10.000 abbiano un figlio durante il primo anno successivo alla vasectomia. La possibilità di gravidanza è più probabile negli anni immediatamente successivi all’intervento e diminuisce col tempo.

Come è possibile?
Una vasectomia può fallire se i dotti deferenti non sono stati bloccati completamente durante l’intervento. Alcune volte le estremità tagliate del dotto si uniscono da sole, o un’apertura si allarga in modo tale da far passare lo sperma. Una gravidanza può anche accadere se una coppia non usa qualche altro genere di limitazione delle nascite subito dopo l’intervento, fin quando un controllo dello sperma non dimostri che l’uomo è davvero diventato sterile grazie alla vasectomia.

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Differenza tra parto naturale, indotto e pilotato

MEDICINA ONLINE PARTO GRAVIDANZA NATURALE CESAREO DIFFERENZE CHIRURGIA FOTO WALLPAPER PICTURE UTERO CHIRURGO OPERAZIONE RISCHI VANTAGGI VANTAGGI ALLATTAMENTO MADRE FIGLIO NEONATO MORTAìIl parto naturale è quello che avviene spontaneamente: inizia in modo del tutto naturale, senza dover ricorrere a farmaci, tuttavia ciò non si verifica sempre. Ci sono delle condizioni in cui l’induzione al travaglio è inevitabile, cioè in tutti quei casi in cui ci sia un pericolo per la salute della madre o del bambino, risolvibile con l’espletamento del parto.

Parto indotto
Il parto indotto si verifica quando il medico somministrano dei farmaci specifici per avviare il travaglio: questi farmaci stimolano in modo artificiale le contrazioni. Se si ricorre al parto indotto la mamma e il bambino vanno monitorate in modo costante, anche la somministrazione dei farmaci verrà fatto sotto stretto controllo da parte dei medici. In caso di parto indotto si usa farmaci a base di prostaglandine, che sono delle sostanze naturali prodotte dall’organismo, ma che la donna non riesce a produrre e quindi il travaglio non parte, la prostaglandine si somministra sotto forma di gel o candelette che si introducono nella vagina ogni 6 o 12 ore circa 2/3 volte. Il loro compito è ammorbidire il collo dell’utero in modo che si dilati dando il via alle contrazioni.

Parto pilotato
Si parla di parto pilotato quando il travaglio è già iniziato ma le contrazioni sono deboli e non costanti e di conseguenza non vi è un’adatta dilatazione della cervice uterina, in questo caso il ginecologo può prendere la decisione di pilotare il parto somministrando dei farmaci specifici che permettono di regolare le contrazioni e il travaglio. Si ricorre al parto pilotato solo se il travaglio è già iniziato naturalmente ma essendo le contrazioni deboli c’è bisogno di un aiuto per diminuire i tempi. In caso di parto pilotato si utilizza l’ossitocina, un ormone prodotto dall’ipofisi che serve per provocare le contrazioni. Viene somministrata per via endovenosa con delle flebo. In entrambi i casi è importante che la mamma e il bambino siano tenuti sotto stretta osservazione, monitorando la pressione e la frequenza cardiaca, viene tenuto sotto controllo anche il liquido amniotico in caso abbia tracce di sangue o di meconio.

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E’ possibile rimanere incinta in menopausa?

MEDICINA ONLINE DONNA GRAVIDANZA INCINTA PANCIA ANATOMIA IMMAGINI FETO BAMBINO BIMBO POSIZIONE PODALICO ESERCIZI MANIPOLAZIONE GINECOLOGO OSTETRICOLa menopausa è l’evento fisiologico che corrisponde al termine del ciclo mestruale e quindi dell’età fertile della donna: le ovaie non producono più follicoli ed ormoni estrogeni.

Quando si verifica la menopausa?
La menopausa spontanea, o fisiologica, si verifica normalmente in un periodo che oscilla tra i 45 ed i 50 anni.

E’ possibile rimanere incinta in menopausa?
Non è possibile se si tratta di vera menopausa; nel dubbio – prima di avere rapporti non protetti – chiedete consiglio al vostro medico. E’ invece possibile una gravidanza durante la premenopausa.

Premenopausa, postmenopausa o perimenopausa
Il termine premenopausa indica il periodo precedente l’ultima mestruazione; postmenopausa indica il tempo successivo l’ultima mestruazione. Per perimenopausa intendiamo un periodo più esteso rispetto alla premenopausa, che si esaurisce dopo un anno all’atto della menopausa.

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Gravidanza: è possibile viaggiare e prendere l’aereo o fa male al bimbo?

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA INCINTA PRENDERE AEREO AEROPLANO VIAGGIARE VACANZE ESTATE VIAGGIO MALE BIMBO BAMBINO FETO PRESSIONE LIQUIDO AMNIOTICO AMNIOS.jpgLa gravidanza non è una malattia. Se la futura mamma se la sente, quindi, nulla che vieta che possa viaggiare e muoversi durante i nove mesi limitandosi a prendere solo qualche precauzione:

  • evitare i paesi in cui siano richieste particolari vaccinazioni;
  • evitare di stancarsi eccessivamente durante i viaggi sottoponendo il fisico a uno stress eccessivo:
  • in caso di viaggi in paesi esotici o, comunque, con condizioni igieniche diverse dalle nostre, porre molta attenzione ai cibi e bere solo acqua imbottigliata o bibite industriali;
  • fare attenzione agli sbalzi di temperatura, utilizzare sempre un cappellino per evitare colpi di calore ed evitare le attività estreme e le località eccessivamente isolate (campeggiare nella giungla con il pancione non è necessario!);
  • durante i lunghi spostamenti in macchina, effettuare diverse pause durante il tragitto per sgranchire le gambe e rimettere in moto la circolazione.

Posso viaggiare in aeroplano o fa male al bambino?
Al contrario di quello che dicono molte leggende metropolitane, l’aereo è uno dei mezzi di trasporto più indicati durante i nove mesi. Nessuna controindicazione, quindi, a volare a meno che ci siano chiare indicazioni mediche (per esempio, per chi soffre di trombosi, problemi di circolazione e problemi cardiaci). In linea di massima, le compagnie aeree accolgono donne in gravidanza fino alla 36° settimana di gestazione. Ma è bene sempre informarsi, prima di partire, per conoscere in merito le indicazione del vettore con cui si dovrebbe volare. A ogni modo, per evitare problemi, si consiglia, soprattutto dal sesto mese in poi, di portare sempre con sé il certificato medico firmato dal proprio ginecologo che attesti il buono stato di salute e il nulla osta a volare.

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Samuel Alexander Armas: la mano della speranza

MEDICINA ONLINE Samuel Alexander Armas la mano della speranza HAND OF OPE PIC PHOTO FOTO PICTURE.jpgLo statunitense Samuel Alexander Armas, nato il 2 dicembre 1999 a Villa Rica, Georgia (Stati Uniti), è diventato famoso prima ancora di venire al mondo, protagonista di un evento straordinario del quale lui non può ricordare assolutamente nulla. Il suo nome è sconosciuto a molti, ma la foto che ritrae la sua piccola manina mentre stringeva il dito del chirurgo che gli stava salvando la vita a sole 21 settimane di gestazione, ha fatto il giro del mondo attraverso internet. Quell’immagine è stata ribatezzata “Hand of Hope” (in italiano “La mano della speranza“), divenuta appunto un simbolo di speranza in tutto il mondo.

Una grave malformazione

La storia di Samuel inizia prima della sua nascita. Nel corso dei controlli effettuati durante la sua gravidanza, l’ostetrica Julie Armas, madre di Samuel, scopre che il feto è affetto da spina bifida, una grave malformazione della colonna vertebrale responsabile di disabilità motorie e funzionali che interessano soprattutto gli arti inferiori. Giunta alla 21° settimana di gestazione, la donna acconsentì a sottoporsi ad un intervento sì rivoluzionario ma molto rischioso: un chirurgo avrebbe corretto la spina bifida di Samuel Armas mentre era ancora nella pancia di sua madre.

La foto durante l’intervento

L’intervento chirurgico fetale venne effettuato il 19 agosto del 1999 da un’equipe medica del Vanderbilt University Medical Center di Nashville, capitale dello Stato del Tennessee (Stati Uniti), diretta dal chirurgo Joseph Bruner. Durante l’intervento, la mano del feto si estese attraverso l’incisione chiruirgica ed afferrò il dito del chirurgo. Ad assistere all’intervento/evento in sala operatoria anche l’allora fotografo freelance Michael Clancy, che immortalò la foto che vedete in questo articolo, divenuta rapidamente famosa in tutto il mondo.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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E’ possibile rimanere incinta con la pillola anche senza dimenticarla?

MEDICINA ONLINE PILLOLA CONTRACCETTIVA DIMENTICATA RISCHIO GRAVIDANZA INCINTA AUMENTARE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORELa pillola anticoncezionale o pillola contraccettiva è un farmaco contraccettivo ormonale. Si tratta del metodo contraccettivo reversibile con la più alta percentuale di efficacia, tuttavia questa efficacia è lievemente inferiore al 100%, pur se presa tutti i giorni, senza dimenticanze. Quindi SI, è possibile rimanere incinta, anche se non ci si è mai dimenticati di assumerla.

Ci sono vari motivi per cui una pillola contraccettiva, pur se assunta adeguatamente, non funzioni, come ad esempio il dosaggio. Se avete meno di 25 anni la vostra prima pillola non deve essere una pillola a basso dosaggio ormonale: in questo caso l’efficacia della pillola scende! Anche la contemporanea assunzione di altri farmaci può far diminuire l’efficacia della pillola: per questo è sempre importante informare il medico su tutte le terapie che si stanno portando avanti al momento della prima assunzione del contraccettivo orale.

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Posso rimanere incinta a 50 anni?

MEDICINA ONLINE DONNA GRAVIDANZA INCINTA PANCIA ANATOMIA IMMAGINI FETO BAMBINO BIMBO POSIZIONE PODALICO ESERCIZI MANIPOLAZIONE GINECOLOGO OSTETRICORimanere incinta a 50 anni è improbabile, ma non impossibile, tuttavia si tratta di rari casi eccezionali, senza considerare che diventare mamma a 50 anni è un rischio ed un pericolo, sia per la madre che per il feto. Già a partire dai 35 anni di età, sale il rischio che la gravidanza non avrà un buon esito, aumentando le possibilità di problematiche metaboliche e cardiovascolari. Inoltre, la probabilità di una gravidanza è inficiata anche dalla forte riduzione della fertilità femminile che si verifica già intorno ai 40 anni. Tutto ciò è comunque soggettivo: ad esempio una 40enne sana, normopeso ed in forma potrebbe infatti avere più possibilità di concepimento (e più possibilità di concepire figli sani) di una 35enne fumatrice, obesa, sedentaria e che soffre di una patologia all’utero.

Fino a che età si può rimanere incinta?

Non esiste una risposta unica a questa domanda: ogni donna è infatti diversa ed il ciclo ovarico risponde a un differente equilibrio ormonale; però la donna ha, in media, un picco di fertilità tra i 15 ed i 30 anni, che inizia a descescere lentamente dopo i 30 anni e, più rapidamente, dopo i 35 anni. Dopo i 40 anni le possibilità di avere figli, pur se non assenti, sono molto ridotte e diviene molto difficile se non impossibile che vi sia una gravidanza spontanea e naturale dopo i 45-50 anni. Se si verifica una menopausa (cessazione delle mestruazioni) “precoce”, tale limite potrebbe essere anticipato a prima dei 40 anni. In ogni caso, un bambino concepito dopo i 30 anni, ha una più alta possibilità di avere anomalie congenite e malattie genetiche, come la sindrome di Down. Per approfondire, leggi: Sindrome di Down: cause, sintomi in gravidanza e nei neonati

Menopausa

La menopausa è il fisiologico periodo della vita di una donna, caratterizzato dalla scomparsa del ciclo mestruale. Infatti, le ovaie iniziano la loro attività col menarca (la prima mestruazione) intorno ai 10-12 anni e continuano per tutta la vita, fino allo stop (tra i 45-55 anni). L’assenza della mestruazione, amenorrea, implica un decadimento della capacità fertile. I sintomi della menopausa, comunemente, sono: vampate di calore accompagnate a sudorazione eccessiva, secchezza vaginale con conseguenti rapporti sessuali dolorosi, ansia, insonnia, depressione e dolori articolari, ossei e muscolari diffusi. L’inizio della menopausa non è sinonimo di invecchiamento, ma i sintomi sono dovuti a una diminuzione degli estrogeni circolanti

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A che età si va in menopausa?

In genere tra i 45 ed i 50 anni. Si parla di menopausa precoce quando avviene prima dei 40 anni; menopausa prematura quando ha luogo prima dei 45 anni; e infine menopausa tardiva dopo i 55 anni d’età. I primi sintomi della menopausa sono le irregolarità mestruali, e non a caso dopo 6 mesi di assenza di mestruazioni si parla di pre-menopausa. La diagnosi definitiva avviene con un’amenorrea di 12 mesi.

Menopausa disturbi

disturbi della menopausa possono essere attenuati con una dieta ad hoc. In particolare per sopperire alla carenza ormonale è possibile mangiare soia, o in generale cibi ricchi di fitoestrogeni; per il rischio di problematiche ossee (osteoporosi) è giusto aumentare l’apporto di vitamina D. Inoltre, per evitare l’incremento del peso corporeo è giusto eliminare grassi, cibi ipercalorici o fritti.

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Diventare mamma

Le vampate di calore in gravidanza possono essere presenti, ma chiaramente non sono imputabili a una peri-menopausa. Diventare mamma è possibile prima che il ciclo diventi irregolare e la fertilità diminuisca, e quindi come si resta incinta? Le probabilità di rimanere incinta nei giorni fertili sono altissime; questi giorni comprendono l’ovulazione e i due giorni precedenti e i due giorni successivi a essa. Per approfondire: In quale giorno e settimana del ciclo è più probabile rimanere incinta?

Menopausa e gravidanza

Una gravidanza in menopausa, chiaramente una gravidanza non indotta con procreazione medicalmente assistita, è impossibile. In una menopausa franca e conclamata non si può rimanere incinta, sebbene nella fase immediatamente precedente, se ci sono ancora cicli, questo è possibile; tuttavia le probabilità sono ridotte, poiché gli ultimi cicli sono anovulatori, e quindi non c’è alcun ovulo fecondabile.

Menopausa precoce sintomi

Quali sono i sintomi della menopausa? I sintomi sono gli stessi della normale menopausa; tuttavia, quello che cambia, è la causa scatenante. Una menopausa precoce può essere dovuta ad anomalie cromosomiche, galattosemia, o nei casi più gravi se vi è chemioterapia, radioterapia, o interventi chirurgici sull’apparato genitale femminile.

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Dolori del parto: epidurale, controllo autonomo e medico

MEDICINA ONLINE PARTO GRAVIDANZA NATURALE CESAREO DIFFERENZE CHIRURGIA FOTO WALLPAPER PICTURE UTERO CHIRURGO OPERAZIONE RISCHI VANTAGGI VANTAGGI ALLATTAMENTO MADRE FIGLIO NEONATO MORTAìLa quantità di dolore sofferto durante il parto varia in maniera notevole da donna a donna. Per alcune il dolore è intenso e agonico, mentre altre provano poco o nessun dolore. Molti sono i fattori che influenzano la percezione del dolore: la paura (tocofobia), la quantità di parti precedenti, la presentazione del feto, alcune idee culturali sul parto, la posizione in cui si partorisce, il sostegno ricevuto durante il travaglio, i livelli di beta-endorfina e la soglia di dolore naturale peculiare della gestante. Le contrazioni uterine, sempre intense durante il parto, vengono percepite generalmente come dolorose, anche se il grado di dolore varia da donna a donna e ci sono addirittura alcune persone che trovano piacevoli queste sensazioni.

Controllo del dolore con strategie non mediche

Il corpo umano possiede dei sistemi per controllare il dolore del travaglio e del parto attraverso la secrezione di beta-endorfine. Come oppiace onaturale, prodotto dal cervello, la beta-endorfina ha proprietà simili alla petidina, alla morfina, e all’eroina, ed è stato dimostrato che agiscono sugli stessi recettori del cervello. Come l’ossitocina, la beta-endorfina è secreta dalla ghiandola pituitaria, e sono presenti alti livelli durante il sesso, la gravidanza, il parto, e l’allattamento. Questo ormone può indurre sensazioni di piacere ed euforia durante il parto.

Per alleviare le sensazioni dolorose del travaglio e del parto è possibile ricevere aiuto da una qualche preparazione psicologica, educazione, massaggio, ipnosi, terapia idrica in una vasca o doccia. Ad alcune donne piace avere qualcuno che le fornisca sostegno durante il travaglio ed il secondamento: spesso componenti di sesso femminile della famiglia come la madre, la sorella, una cara amica, il padre del bambino, un partner oppure un professionista addestrato (doula, levatrice, ostetrica). Alcune donne, avendone la possibilità, preferiscono partorire inginocchiate oppure sedute per poter spingere più efficacemente durante la seconda fase del parto, in modo che la gravità fornisca il suo aiuto favorendo la discesa del bambino attraverso il canale del parto.

Controllo medico del dolore da parto

Alcune partorienti credono che l’affidarsi ai farmaci analgesici sia innaturale, o si preoccupano che possa danneggiare il neonato in qualche modo, ma nonostante questo si preoccupano del travaglio del parto.

Il metodo adottato comunemente per il controllo medico del dolore da parto, che non presenta rischi per il nascituro, è la partoanalgesia o analgesia peridurale (chiamata anche epidurale), che agisce riducendo significativamente i dolori associati alle contrazioni e all’espulsione del feto.

La partoanalgesia si ottiene inserendo una piccola cannula pieghevole (o “cateterino”) negli spazi intervertebrali della porzione lombare della spina dorsale; questa metodica prevede l’utilizzo di aghi appositi e di una blanda anestesia locale che elimina il dolore durante la manovra. Una volta inserito, il cateterino viene lasciato in sede, consentendo al personale medico infermieristico di somministrare analgesici in base a necessità senza ripetere la manovra di inserimento.

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