“Instagram mi ha salvato dall’anoressia”: la storia di Emelle

MEDICINA ONLINE ANORESSIA Emelle Lewis Instagram saved my life Anorexic whose weight plummeted to just FIVE stoneÈ viva per “miracolo” Emelle Lewis, una studentessa di psicologia 22enne di Huddersfield, Gran Bretagna, così ossessionata dal suo peso corporeo da finire nell’incubo dell’anoressia e arrivare a pesare appena 31 kg.

Mi sentivo grassa e brutta

Emelle aveva solo 15 anni quando ha iniziato a dimagrire perché si sentiva “grassa e brutta”. Ha eliminato drasticamente le calorie e ha iniziato a frequentare ossessivamente la palestra.
“Tutto è iniziato al liceo – ha raccontato Emelle al Daily Mail – Mi sentivo troppo grassa. Le mie amiche erano fidanzate. Io, invece, non riuscivo a trovare un ragazzo”. Da quel momento è caduta nella trappola: si nutriva di gallette di riso, insalata e cereali. Si rifiutava di farsi curare e pensava che il resto del mondo le volesse rovinare la vita.
Era così magra che doveva indossare i suoi vestiti da bambina, ma era convinta di dover bruciare costantemente le calorie e di non poter stare mai seduta: “Quando ero malata, non pensavo di essere io il problema. Credevo di poter condurre una vita normalissima, nonostante la mia magrezza”.

Adesso sto bene: non sprecate la vita!

Poi è arrivata la svolta: “Mi ricordo che, un giorno, ero coricata e pensavo che sarei morta da un momento all’altro. Mi sono detta: ‘Non ti sei ancora realizzata. È veramente questa la fine che vuoi fare?’ No, non era quella… È stato molto difficile, ma da quel momento qualcosa nella mia testa è cambiato”. Emelle è riuscita a riprendersi, anche con l’aiuto delle storie di ragazze come lei su Instagram. Sul loro esempio ha provato a raccontarsi e a cercare di guarire.
Ora Emelle sta meglio e ha deciso di raccontare la sua storia per sensibilizzare l’opinione pubblica e persuadere altre ragazze come lei: “Adesso sto bene con me stessa. Mi piace il mio corpo. Anche se per un po’ di tempo ho dovuto ignorare la mia mente. Sono una persona più forte di prima e vedo il mondo con occhi diversi. La vita è troppo breve, non sprecatela”.

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Differenza tra anoressia ed anoressia nervosa

MEDICINA ONLINE ANORESSIA ANORESSICA ANOREXIA IMAGE IMMAGINI CORPO NON ESISTE PIU BULIMIA NERVOSA VOMITO OSSA DIMAGRIMENTO CIBO MANGIARE PSICHIATRIA DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARECon il termine “anoressia” si intende in medicina un disagio in cui la persona coinvolta si rifiuta di mangiare del cibo, che si verifica nel momento di alimentarsi. Nell’uso comune il termine “anoressia” è spesso usato come sinonimo di “anoressia nervosa” anche se ciò è errato.

L’anoressia può – per definizione – essere causata da svariate patologie e condizioni, che portano ad una diminuzione dell’appetito, alcune meno gravi mentre potenzialmente molto gravi. Una condizione che porta ad anoressia l’abbiamo sicuramente sperimentata tutti: la febbre. Quando abbiamo la febbre, il nostro appetito diminuisce. Alcune patologie e condizioni più gravi che portano ad anoressia sono:

  • polmoniti;
  • tumori maligni (cancro);
  • appendicite;
  • assunzione di alcuni farmaci;
  • assunzione di sostanze stupefacenti;
  • sindrome acuta da radiazioni;
  • epatite virale acuta;
  • malattia di Addison;
  • insufficienza renale cronica;
  • insufficienza cardiaca;
  • Malattia di Crohn;
  • demenza;
  • depressione;
  • anoressia nervosa;
  • tubercolosi;
  • talassemia.

Una delle possibili patologie che portano ad anoressia, è appunto l’anoressia nervosa. L’anoressia nervosa è quindi un tipo particolare di anoressia determinata da un errato comportamento alimentare legato alla paura di ingrassare e di apparire grasso. Non tutte le anoressie sono quindi necessariamente anoressie nervose.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra sottopeso ed anoressia

MEDICINA ONLINE ANORESSIA ANORESSICA ANOREXIA IMAGE IMMAGINI CORPO NON ESISTE PIU BULIMIA NERVOSA VOMITO OSSA DIMAGRIMENTO CIBO MANGIARE PSICHIATRIA DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTAREQuando una persona ha una forte perdita di peso rispetto al peso forma, potrebbe in alcuni casi essere portata a chiedersi se è sottopeso o anoressica. Nel caso della donna che vedete nella foto in alto, è difficile essere nel dubbio: quando il dimagrimento è davvero eccessivo, è anoressia nervosa. Ma se il dimagrimento è più sfumato, come capire se si è “solo” sottopeso o se siamo anoressici? Tutte le persone in sottopeso sono anoressiche? Facciamo chiarezza.

Cominciamo col dire che si è sottopeso quando il nostro indice di massa corporea (IMC o anche BMI acronimo di Body Mass Index) scende al di sotto di un certo limite: in questo caso molto probabilmente la bioimpedenziometria andrà a sottolineare una diminuzione della percentuale di massa grassa e, in caso di magrezza pronunciata, anche della percentuale di massa magra. Chiunque può ritrovarsi ad essere sottopeso, per svariate ragioni. Perché si assume poco cibo rispetto al nostro fabbisogno calorico giornaliero, perché facciamo molto sport e non adeguiamo la nostra dieta al nostro aumentato metabolismo, perché il cibo che assumiamo è di scarsa qualità… Anche molte patologie, come l’ipotiroidismo, Malattia di Crohn od alcuni tumori maligni, possono determinare una perdita di peso improvvisa. Tra queste patologie, una è appunto l’anoressia, che è un disturbo psichiatrico che interferisce con il corretto comportamento alimentare.

Da quanto detto tutte le persone anoressiche sono sicuramente sottopeso (almeno nelle fasi finali della patologia, nelle iniziali il loro peso potrebbe essere ancora normale) mentre non è vero il contrario, dal momento che non tutte le persone sottopeso sono anoressiche.

Ma allora… quando una persona sottopeso può essere considerata anoressica? Esistono alcuni sintomi e segni che appartengono all’anoressia che possono chiarire tale limite e permettere la diagnosi. Essi sono:

  • peso corporeo sotto i limiti di normalità (inferiore all’85% del peso ideale, indice di massa corporea inferiore a 1,75 kg/m2);
  • ritardi mestruali e amenorrea (ritardo di almeno tre cicli mestruali consecutivi);
  • bassa temperatura corporea;
  • una forte ansia di ingrassare anche in presenza di evidente sottopeso;
  • depressione;
  • bradicardia;
  • fragilità di unghie e capelli;
  • osteopenia;
  • alopecia;
  • riduzione del volume del seno;
  • ipotensione;
  • pelle secca;
  • aspetto debilitato/cachettico.

Non tutti questi sintomi e segni sono presenti contemporaneamente nel paziente anoressico.

Nell’ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) in realtà è stata rimossa la presenza di amenorrea per tre cicli consecutivi, dal momento che non era applicabile ai maschi, alle femmine in età prepuberale o che assumessero pillole anticoncezionali o, più in generale, in donne che comunque fossero affette da anoressia pur in presenza di una minima attività mestruale; tuttavia per molti medici tale criterio risulta tuttora utile ai fini di una diagnosi rapida.

Nel caso in cui l’anoressia si accompagni a saltuarie abbuffate seguite da una serie di condotte di eliminazione del cibo, come il vomito autoindotto (anoressia nervosa di tipo bulimico), si registra anche una tipica erosione dei denti dovuta all’azione dei succhi gastrici determinata dal vomito.

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Stanco e di cattivo umore? Ecco i cibi che ti danno la carica ed i consigli per avere più energia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STANCO CATTIVO UMORE CIBI PIU ENERGIA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl cibo che mangiamo può aumentare l’energia in tre modi: apportando una quantità sufficiente di calorie, apportando molecole stimolanti come la caffeina e stimolando il metabolismo affinché bruci energia in modo più efficiente. Per quanto riguarda l’umore, i cibi migliori sono quelli che stabilizzano i livelli di zuccheri nel sangue e stimolano le sostanze che ci fanno sentire bene, come la serotonina (nota anche come “ormone del buonumore”).

Carboidrati
I carboidrati sono vitali se volete dare una “spinta” a energia e umore. Sono la fonte di energia preferita dall’organismo. Inoltre, favoriscono l’incremento  dei livelli di serotonina. L’importante è evitare i dolciumi. Questi infatti causano l’aumento e il calo repentini dei livelli di zuccheri nel sangue, comportando stanchezza e cattivo umore.
Preferite i cereali integrali, come pane integrale e riso integrale. Il corpo assimila i cereali integrali lentamente, mantenendo stabili i livelli di energia e di zuccheri nel sangue.

Anacardi, mandorle e nocciole
Questo tipo di frutta secca non solo è ricco di proteine, ma contiene anche magnesio, un minerale che gioca un ruolo fondamentale nella conversione degli zuccheri in energia.
Varie ricerche affermano che la carenza di magnesio causa un calo drastico del livello di energia fisica e mentale. Il magnesio si trova anche nei cereali integrali e in alcuni tipi di pesce, incluso l’ippoglosso.

Noci brasiliane
Le noci brasiliane sono una fonte salutare di selenio, un aiuto naturale per l’umore. Gli studi hanno dimostrato un legame tra carenza di selenio e cattivo umore. Questo minerale è reperibile in minore quantità nella carne, nei fagioli, nei frutti di mare e nei cereali integrali.

Carni magre
La carne magra di maiale e manzo, il pollo senza pelle e il tacchino sono fonti salutari di proteine, incluso l’aminoacido tirosina. La tirosina aumenta i livelli di dopamina e norepinefrina, sostanze che aiutano la concentrazione.
Le carni contengono vitamina B12, un aiuto contro insonnia e depressione.

Salmone
Il pesce grasso, come il salmone, è ricco di acidi grassi omega 3.
Gli studi affermano che queste sostanze proteggono dalla depressione. In ogni caso, gli omega 3 offrono un’ampia gamma di benefici, tra cui preservare la salute del cuore. Potete trovare gli omega 3 anche nella frutta secca e nella verdura a foglia di colore verde scuro.

Verdura a foglia
Un altro nutriente in grado di ridurre il rischio di depressione è l’acido folico. Come per gli acidi grassi omega 3, è possibile trovare l’acido folico nella verdura a foglia verde, inclusi gli spinaci e la lattuga romana. Anche i legumi, la frutta secca e gli agrumi sono un’ottima fonte di acido folico.

Fibre
Le fibre sono una sorta di stabilizzatore di energia. Rallentano la digestione, assicurando un apporto stabile di energia durante il corso dell’intera giornata.
Consumate quindi fagioli, frutta, verdura, pane e cereali integrali.

Acqua
Disidratazione e stanchezza vanno di pari passo. Alcuni studi affermano che anche una lieve disidratazione può rallentare il metabolismo e minare il livello di energia. La soluzione è semplice: bere molta acqua o altre bevande non zuccherate ad intervalli regolari.

Frutta e verdura fresche
Un altro modo per mantenere un livello adeguato di idratazione ed energia, è quello di consumare alimenti ricchi di acqua come frutta e verdura fresche.
Altri cibi utili all’idratazione sono l’avena e la pasta, la quale assorbe acqua durante la cottura.

Caffè
Il caffè è considerato uno degli alimenti più popolari quando si tratta di ridare vigore al nostro livello di energia, e sembra che funzioni, almeno a breve termine.
La caffeina influisce sul metabolismo migliorando temporaneamente concentrazione ed energia. Mini porzioni di caffè vi permetteranno di essere concentrati e attenti più a lungo rispetto ad una singola dose elevata.
In ogni caso, consumate sempre una quantità adeguata e salutare di caffeina che non influisca sul vostro sonno notturno. La carenza di sonno è nemica giurata del vostro livello di energia.


Una fonte alternativa di caffeina è ovviamente il tè. La ricerca afferma che la combinazione di caffeina e dell’aminoacido L-teanina, presente nel tè, migliora il livello di attenzione, il tempo di reazione e la memoria. E’ stato anche dimostrato che il tè nero aiuta a contrastare gli effetti dello stress.

Cioccolato fondente
Alcuni cubetti di cioccolato fondente sono un valido aiuto contro stanchezza e cattivo umore. Anche in questo caso è bene sottolineare la presenza di caffeina in combinazione con un altro stimolante chiamato teobromina.

Colazione
Se è vostra intenzione mantenere il buonumore e un livello adeguato di energia durante la giornata, evitate di saltare la colazione.
Gli studi dimostrano che le persone che fanno colazione ogni mattina, presentano un maggiore livello di energia durante il giorno e il loro umore è influenzato positivamente. A questo proposito, il miglior tipo di colazione prevede la presenza di fibre e nutrienti (reperibili nei carboidrati integrali), di grassi “buoni” e di alcuni tipi di proteine magre.

Pasti frequenti
Un’altra strategia per stabilizzare i livelli di zuccheri nel sangue, energia e umore è quella di consumare piccoli pasti o spuntini ogni tre/quattro ore, piuttosto che pochi pasti sostanziosi. Questi mini-pasti possono essere composti da burro di arachidi spalmato su crackers integrali, mezzo panino con tacchino e insalata oppure cereali integrali con latte.

Attività fisica
Oltre a modificare la vostra dieta, il consiglio immancabile è quello di evitare una vita sedentaria. Ricordate che praticare attività fisica – anche moderata – contribuisce a qualsiasi età ad aumentare il livello di energia e a migliorare il buonumore. Anche una camminata di 15 minuti può essere di aiuto e i benefici aumentano praticando esercizio fisico con maggiore frequenza. Gli studi indicano che svolgere attività fisica regolarmente può essere di aiuto contro la depressione. Inoltre, può favorire cambiamenti a livello psicologico che garantiscono un livello maggiore di energia durante il corso della giornata.

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Mi dicevano “sei grassa” così decisi che non avrei mangiato più. Mai più. La testimonianza di una paziente anoressica

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOHo diciassette anni e ancora oggi non riesco a capire come sia iniziato tutto. Questa è la mia testimonianza su come sono diventata anoressica, nella speranza possa servire a qualcuno.
Per salvarsi. Ho capito cosa fosse l’anoressia incontrando una mia amica che non vedevo da un po’ di tempo: era sempre stata bella, con un fisico invidiabile, bionda, occhi azzurri, gambe lunghissime, ma quando l’ho rivista, mi sono sentita male. Le si vedeva la tristezza negli occhi, i jeans che portava, anche se taglia XS, le andavano larghi e non fasciavano le sottilissime gambe. E quel poco trucco che si metteva non serviva a nasconderle il viso scavato da una magrezza esagerata.

A me non sarebbe mai potuto succedere

Poi, la mia migliore amica, che era molto legata a questa ragazza, un giorno mi ha detto “voglio provare a vomitare” e io la presi sul ridere, perché io e lei eravamo sempre rimaste lontane da questi problemi, non mi sarei mai sognata di resistere ad una bella pizza, o a un gelato, o alla Nutella: a me non sarebbe mai potuto succedere di diventare anoressica. Ero un po’ sovrappeso, oscillavo tra i 60kg e i 62kg per 171cm d’altezza, però sapevo di essere carina, e questo me lo confermavano tutte le persone che avevo accanto. Dopo la fatidica frase della mia migliore amica, lei entrò in quel tunnel per prima. Era il primo quadrimestre del 2006. Iniziò a dimagrire, a scuola non mangiava più come prima, non toccava proprio cibo, mentre io mi mangiavo due merendine ogni mattina; non era più quella di prima, la vedevo triste. Le altre sue amiche, più sveglie di me, cominciarono a darle i numeri di psicologi e di centri d’assistenza, le stavano sempre addosso, e piano piano mi isolarono, perché dicevano che non ero degna di essere la sua migliore amica, che non pensavo alla sua felicità. Non le parlai più, e dopo le vacanze di Natale tornai a scuola con qualche kilo in meno. Non avevo fatto nulla per dimagrire, ma le mie “amiche” mi guardarono subito storto, facendosi chissà quali storie in testa. Questa è l’introduzione del problema che poi è sfociato in qualcosa di molto più grave. E’ successo tutto nel giro di pochi mesi, tra febbraio e agosto del 2008.

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Vomito e cocaina

A febbraio, pesavo 60kg, e volevo dimagrire, a qualunque costo, ma ancora avevo poca forza di volontà, e non avevo dei supporti mentali che mi aiutassero ad andare avanti. Cominciai a vomitare, ma poi pensavo che stavo facendo un errore, mi piaceva troppo mangiare, quindi abbandonai tutto. *A giugno, coi pochi compiti che ci davano dato che stava per finire la scuola, avevo più tempo di navigare su Internet e decisi di fare un blog, e proprio quel blog, le persone che ho conosciuto e la piccola famiglia che si era creata, mi hanno in qualche modo rovinato la vita.
Inizialmente, provai a digiunare per qualche giorno, o a mangiare veramente poco, e bevevo tanto, ma davvero tanto, soltanto birra. Bevevo per dimenticare tutto quello che mi stavo facendo. E fumavo, sigarette e anche canne, tante. E una sera, durante una festa, ho anche sniffato cocaina, perché mi avevano detto che, anche se a lungo andare, faceva dimagrire, e faceva perdere il senso della fame, quel senso che mi rincorreva dalla mattina fino alla sera.

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Mi vedevo enorme

Una sera sono uscita col mio ragazzo, siamo andati in pizzeria, e quella pizza ha fatto scattare una serie di abbuffate, per tutta una settimana. Mi vedevo enorme e iniziai a piangere, giorno e notte. Credo sia proprio questo l’inizio della vera e propria storia perversa. Grazie al blog, avevo conosciuto ragazze che postavano i propri diari alimentari e si predisponevano un obiettivo da raggiungere. Diari alimentari che spesso non andavano oltre le 500 calorie giornaliere, quando il mio fabbisogno calorico giornaliero era almeno il triplo. Il primo blog che lessi, mi lasciò veramente perplessa, perché parlava di una ragazza (che effettivamente non rispondeva più a nessuno da settimane, era appena entrata in una clinica) che aveva raggiunto i 35 kili. Era una ballerina. Si abbuffava, e vomitava. Passava settimane a digiuno. Entrava nei supermercati e svaligiava il reparto dolciumi. Si condannava a morte ad ogni passo che faceva. Però, raccontava anche “dettagli” che in me fecero scattare qualcosa e, invece di farmi cambiare idea sul fatto di voler dimagrire, mi fecero sentire più forte.

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Cento calorie al giorno

Ho cominciato a cercare diete su diete, che non ho mai seguito, perchè cercavo solo quei pochi alimenti che, ad esempio,velocizzavano il metabolismo, o aiutavano ad andare in bagno, o bruciavano calorie. Il primo giorno della mia rovina l’ho passato con solo una pesca nello stomaco, mi sentivo forte e non volevo mangiare nient’altro. Segnavo tutto su un foglio di Word, calcolando le singole calorie di un alimento, e poi le sommavo a tutto quello che mangiavo in una giornata, e totalizzavo la somma finale.
Per una settimana, non sono andata oltre alle 100 calorie giornaliere. Avevo perso 2kg in una settimana. Mi sentivo sempre, ma sempre più forte, volevo andare avanti così. E più andavo avanti, più mi sembravano troppe quelle 100 calorie. Iniziai i digiuni. Sentivo lo stomaco brontolare, e mi piaceva, perché sapevo di poter controllare il mio corpo. Mi piaceva vedere quelle ossa del bacino sempre più sporgenti. Nel giro di 2 settimane, arrivai a pesare 56kg. E da lì a 10 giorni sarei dovuta partire con mio padre, e non avevo nessuna intenzione di farmi vedere in costume con tutto quel grasso che fuoriusciva da tutte le parti. Il digiuno andava avanti, colmavo i vuoti con delle tisane di thè verde e spremuta di limone diluita nell’acqua, perché avevo letto che faceva dimagrire. Acqua, thè verde e limonata.

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Scappavo in camera per vomitare

Intanto, cresceva in me l’ ossessione per il cibo, amavo cucinare e far da mangiare per gli altri. Preparavo porzioni enormi di cibo per gli altri, quasi come per compensare quello che non mangiavo io. Prima di partire, mi pesai: 53kg per 171cm. Ero in un albergo con pensione, dovevo mangiare per forza, ma la mia mente aveva escogitato vari piani. Convinsi mio padre a fare mezza pensione, così a pranzo mi sarei regolata io. Rimaneva il problema della colazione e della cena. A colazione, qualche cucchiaino di yogurt e un po’ di caffè amaro, senza zucchero. Preparavo 2 o 3 panini con formaggio e prosciutto, perché a pranzo sarei rimasta in camera, e quei panini finivano sempre in pattumiera; un giorno avevo portato su anche una pesca, e l’avevo addentata e avevo sputato tutto in un sacchetto, fino a lasciare il nocciolo, per lasciare le prove del mio pranzo consumato. A cena, qualche verdura scondita, quando andava male dovevo ingurgitare una piccola fetta di pesce o di carne, quasi mi mettevo a piangere, e scappavo sempre in camera, per vomitare. Mio padre ha passato una vacanza infernale, tra i miei e, sono sicura, i suoi pianti notturni. Diceva “Ma dove ti vedi grassa? Sei sottopeso, 52kg per la tua altezza sono troppo pochi. Se vuoi dimagrire ti mando da un dietologo, anche se più magra di così faresti schifo…” A causa di tutto il limone che mi ero bevuta prima di partire, per ben 10 giorni non riuscii ad andare in bagno e, tornata dalla vacanza, dovetti usare le perette che mi scaricarono completamente, facendomi *perdere altri 2 kg in una settimana.

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Volevo solo perdere altri 5kg

Ero arrivata a 50kg per 171cm. A luglio mia madre iniziò a controllarmi, mi diceva sempre di mangiare lo yogurt perché faceva bene, di mangiare la carne perché aveva i carboidrati, di mangiare la pasta perché… Non la sopportavo più, e ancora adesso non tocco né pasta né pane. Durante la giornata lavorava, quindi a pranzo ero sempre da sola, e il mio cibo spettava al mio cane. A cena, me la cavavo con anguria o un piattino di riso, perché, all’inizio, a mia madre bastava vedermi mangiare. Ma così, persi un altro kilo e i 49kg li raggiunsi, anche se faticosamente.
I miei amici dicevano che ero magrissima, persone che non mi vedevano da qualche mese mi guardavano con gli occhi fuori dalle orbite, e altre mi guardavano ammirate, pregando di diventare come me. Poi, in questo agosto, sono stata da un dottore con mio padre, per parlare di questo problema e farci consigliare uno psicologo. Dopo la “visita”, mio padre iniziò a dirmi che dovevo ascoltare il dottore, che 50kg (non gli avevo detto di aver perso un ulteriore kilo) erano pochi per me e che ero sottopeso, e io sono scoppiata a piangere gridandogli in faccia, in mezzo alla strada, che io volevo solo perdere altri 5kg per arrivare a 45, nient’altro. E per due giorni non l’ho più visto, così, senza la sua presenza, persi altri grammi arrivando quasi a 48kg. Poi, si è stabilito a casa mia, essendo divorziato da mia madre, perché voleva starmi vicino, e mi mise sulla bilancia che segnò i 48. Ricorderò per sempre quella scena. Guardò la bilancia e scoppiò in un pianto per me straziante, e lo abbracciai, mentre mi diceva che non voleva che morissi, che mi amava troppo per vedere la sua unica figlia condannarsi a morte da sola.

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Mi vedo grassa

Da quel giorno, iniziai a mangiare poco, ma tutti i giorni, a pranzo e a cena, cose che mi preparava lui, anche se continuavo ad avere il terrore dell’olio, dei cibi fritti… di tutto. Non sono ingrassata di un grammo. Ultimamente sono iniziate le abbuffate, ma non le abbuffate normali. Abbuffate di frutta e verdura. Avevo dei seri attacchi di fame che colmavo con uva, tantissima uva, e carote, zucchine, cetrioli, piselli, fagioli, prugne, kiwi e pesche. Tutte cose che mi riempivano orrendamente il ventre e lo stomaco, perché appena mangiavo una pesca vedevo lo stomaco gonfiarsi. E sono arrivata addirittura a vomitare l’uva dopo un’abbuffata. Spesso di sera arrivavo ai 51kg, quasi 52, per quanta frutta e verdura mangiavo.
E vedere quel peso, proprio qualche giorno fa, mi ha fatto scattare ancora qualcosa dentro, una voglia pazza di raggiungere quell’obiettivo, i 45kg. Ho passato un giorno a digiuno, così per vedere che effetto mi faceva non toccare cibo dopo tanto tempo che non lo facevo. E il giorno dopo sono arrivata a meno di 49kg. Stamattina, ero meno di 48kg. Non riesco a definirmi malata, ma ho sicuramente una visione contorta del mio fisico, perché più mi guardo allo specchio, più mi vedo grassa. E ho il pensiero che anche quando raggiungerò quei 45kg, mi vedrò lo stesso inappropriata, e allora la cosa continuerà, e rovinerò la vita a me e a chi ho intorno. Il punto è che non mi interessa, perché il pensiero che ho in testa ora è solo uno: perdere peso. Ripetuto cento mila volte.

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Valeria Levitina pesa 25 kg: è la ragazza più anoressica del mondo [VIDEO]

Valeria Levitina ha 43 anni, è alta 1,72 metri e pesa 25 kg: è la donna più magra al mondo. E’ nata in Russia, ma all’età di 16 anni si è trasferita a Monaco con la madre ed il patrigno. Si dedica alla carriera da modella, ma il suo peso era ritenuto eccessivo: 63 kg. Da lì parte un calvario fatto di privazione estrema del cibo che l’ha portata al peso attuale. Oggi vive e studia a Monaco. Vorrebbe diventare mamma ed è iscritta alla facoltà di Economia Aziendale per conseguire il dottorato in Economia, ma il suo fisico non riesce a sostenerla negli studi e la costringe a bere moltissimo caffè ogni mattina per alzare la pressione e mantenere la concentrazione. Purtroppo mangia sempre meno e non riesce ad uscire dal vortice dell’anoressia nervosa: “E’ una malattia che vive nella testa”, così Valeria Levitina ha definito il suo male.

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Cause di pancia gonfia: alimentazione ed emozioni

MEDICINA ONLINE DONNA CORPO DOLORE TRISTE PANCIA MESTRUAZIONI CICLOQuali sono le cause della pancia gonfia? Un problema comune a molte persone, in prevalenza donne. Una condizione che provoca un notevole disagio. Si ha la spiacevole sensazione di un addome innaturalmente pronunciato, condizione che rende fastidioso anche indossare abiti. Se il gonfiore aumenta dopo i pasti c’è da fare attenzione a determinati alimenti. Tra questi cavoli, cipolle, broccoli, cavolfiori. Anche cetrioli, peperoni, zuccheri raffinati, alcolici, bevande gasate, latte e formaggi, legumi, pane e pasta integrali.

Alimentazione e pancia gonfia

I dati scientifici più recenti hanno chiarito che esiste uno stretto rapporto tra alimentazione e infiammazione. I fenomeni di intolleranza alimentare sono dovuti principalmente a una specie di fenomeno di accumulo, come se si trattasse di un avvelenamento progressivo. E sono quindi differenti da quelli tipici delle allergie alimentari in cui la risposta patologica si evidenzia nel giro di pochi minuti dall’ingestione dell’alimento responsabile. La reazione di intolleranza viene facilmente trascurata perché somiglia, per certi aspetti, ad un lento avvelenamento.
Le intolleranze alimentari possono causare una serie di sintomi, talvolta diversi, ma legati a una causa infiammatoria immunologica. Gli alimenti che, generalmente, creano più intolleranze alimentari sono: latte vaccino, grano, glutine, olio d’oliva, uova, pomodoro, lieviti.

Non solo cibo: controllate le emozioni

La colite è sicuramente una delle cause della pancia gonfia più frequenti, perché il colon è pieno di terminazioni nervose che possono essere particolarmente sensibili agli impulsi che derivano dalle emozioni e dallo stress emotivo, collegato ad ira e ansia. Tali emozioni possono causare una contrazione anomala delle pareti del colon che viene così a provocare anomalie come stitichezza, diarrea e pancia gonfia. Curare quindi il colon curando anche la propria psiche è quindi una ottima idea.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere del vostro apparato digerente, in grado di combattere stipsi, fecalomi, meteorismo, gonfiore addominale, acidità di stomaco, reflusso, cattiva digestione ed alitosi:

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Io dico NO all’orgoglio curvy

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma IO DICO NO ALL'ORGOGLIO CURVY Grasso Obesità HD Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Nei Dietologo DermatologiaLeggo in giro “orgoglio curvy” o “bellezza senza taglia” e rimango sempre più perplesso. Ma cosa significa essere curvy? E’ davvero una cosa di cui andare orgogliosi e da sponsorizzare o solo una mossa di marketing da parte delle case di moda che sfrutta la pigrizia di chi è obeso?

Definizione di donna curvy

Per prima cosa partiamo dal significato di donna curvy che dovrebbe essere “donna tutta curve, prosperosa” o qualcosa di simile. Fin qui tutto bene, soprattutto se il concetto di “curvy” aiuta ad allontanare le donne dal pericolo dell’anoressia, spostando i canoni di bellezza dalla magrezza estrema – tanto pubblicizzata dagli stolti stilisti e dalle modelle, superpagate per essere malate – a degli standard più realistici di donna non “pelleossa” ma, appunto, con morbidezza e curve tutte femminili. Tutto bene a parte un “piccolo” problema:

…la mancanza di buon senso

Il problema si pone nel momento in cui, negli ultimi tempi, il concetto di curvy – da esaltazione delle belle curve – si è trasformato in una sorta di esaltazione acritica dell’obesità, con la tipica mancanza di buon senso che caratterizza noi esseri umani. Esaltare un modello di donna curvy, intesa come quelle che vedete nella foto in alto, non è troppo diverso dall’esaltare un modello di donna sottopeso o anoressica. Alcune mie pazienti, in evidente sovrappeso o addirittura obese, alla mia esortazione a perdere qualche kg, mi hanno risposto che loro non ne hanno bisogno, che si vedono belle “burrose” (?) come sono e che così piacciono ai loro mariti. Ma il problema non è la bellezza (quella è soggettiva ed a ognuno piace quello che piace): il problema è la salute, cioè la cosa più preziosa che abbiamo.

L’obesità è una malattia

L’obesità non solo è una malattia, ma è anche un fattore di rischio per la maggior parte delle malattie esistenti, dal cancro all’infarto del miocardio, dal diabete all’ictus cerebrale.

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Una delle modelle curvy più famose: Tess Holliday; 165 cm per 127 kg, taglia 54, 29 anni ed il colesterolo di una ottantenne

Esaltare acriticamente una bellezza come quella della foto, significa esaltare una malattia che racchiude in sé quasi tutte le altre patologie, in un mondo industrializzato che invece avrebbe bisogno di ben altri moniti, dal momento che l’obesità ed il diabete sono in fortissimo aumento, e noi italiani in questo siamo dei campioni essendo i nostri bambini al secondo posto al mondo per obesità infantile. Accettarsi per quello che si è e piacersi? Va benissimo, basta che poi una bambina vedendo certe foto, non mangi in maniera errata con la scusa che poi da obesa diventerà bella (specularmente quello che avviene con l’anoressia). Quindi se essere curvy significa NON essere sottopeso e NON vivere il proprio corpo in maniera patologicamente ossessiva, allora sono assolutamente d’accordo all’esaltazione del concetto. Al contrario io dico NO all’orgoglio curvy, se questo rappresenta la scusa per legittimare ed anzi invogliare le donne (e gli uomini) ad essere obesi, cioè malati.

Perché non una frattura?

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Entrambe malate

Anoressia nervosa ed obesità non devono essere MAI sponsorizzate. Sono patologie che determinano danni anche mortali all’organismo, ed una patologia NON DEVE ESSERE MAI “di moda”! Immaginatevi se domani dovesse diventare “sexy, di moda” fratturarsi un femore: che facciamo, sponsorizziamo una malattia (la frattura del femore)? E’ ovviamente una esasperazione concettuale, ma se ci pensate una frattura non è così diversa da anoressia nervosa ed obesità: sono tutte e tre patologie e la società deve battersi per NON invogliarle, soprattutto tra i giovanissimi.

Contraddizioni e disagio da fotoritocco

Prima di concludere lasciatemi inoltre fare un riferimento all’evidente contraddizione ed ipocrisia che traspaiono dall’orgoglio curvy rappresentato, nelle riviste di moda, da foto di donne sì obese, ma allo stesso tempo così pesantemente modificate con Photoshop, tanto da non avere neppure una piccola vena varicosa, o smagliatura o cellulite. Basta guardare la foto in alto: quelle donne, nella vita reale, hanno tantissimi difetti estetici correlati all’obesità, che vengono nascosti dal fotoritocco! Ed è qui l’evidente ed ipocrita contraddizione legata ad un certo tipo di orgoglio curvy visto come stile di vita vincente: se la donna vuole urlare al mondo intero che si accetta per quello che è e si sente bella così com’è, anche obesa, perché sente il bisogno di eliminare col fotoritocco tutti gli inestetismi che l’obesità comporta? Inoltre l’uso di Photoshop determina un altro classico problema non indifferente: la giovanissima che viene spinta a seguire questo “modello vincente” si troverà comunque a disagio quando, essendo in sovrappeso, si troverà ad avere la pelle a buccia d’arancia, con lassità e smagliature, e si sentirà inadeguata vedendo le modelle curvy senza un difetto perché photoshoppate. Da medico e da semplice persona, io la vedo cosi: se davvero ci deve essere un modello estetico da sponsorizzare, deve essere quello di normopeso e con qualche normale e realistico segno inestetico, non certo il modello anoressico/curvy con fotoritocco annesso.

La bellezza, così come la salute, è armonia, equilibrio

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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