Ti ha punto una medusa al mare? Ecco i rimedi per guarire

MEDICINA ONLINE MARE MEDUSA ACQUA PUNTURA VELENO CURE RIMEDIO BRUCIORE PELLE GRATTARE DOLORE OCCHI SOLE USTIONE CONTATTO ANIMALE DANNO NUOTARE GAMBA.jpgOgni anno, puntuali come le vacanze, le meduse compaiono nei nostri mari. E ogni anno si parla di nuovo record di presenze: ultimamente nel Mediterraneo ne sono state avvistate anche alcune specie tropicali, forse attirate dell’innalzamento delle temperature. Ma non illudiamoci: le meduse non sono mai mancate, e la loro presenza è stata spiegata di volta in volta con l’impatto delle attività umane sull’ecosistema marino, sulla pulizia delle acque e con altri motivi più o meno plausibili. Normalmente compaiono verso la fine di aprile, dopo la fioritura del fitoplancton e la comparsa dei crostacei, e restano per tutta l’estate, con diverse specie che si alternano in base alla temperatura dell’acqua e alla presenza di nutrimenti. Non tutte le meduse ‘pungono’, e comunque quelle avvistate finora nel Mediterraneo non sono mortali, ma hanno solo effetti dermo-tossici (sì, ne esistono anche in grado di causare shock anafilattici mortali). Di sicuro c’è solo che conviene starne alla larga: anche le poche specie non urticanti infatti hanno i tentacoli dotati di cnidocisti, i piccoli organi che contengono il veleno, che se pure sono innocui per le mani e la pelle potrebbero comunque provocare infiammazioni dolorose o potenzialmente pericolose a parti più delicate del nostro corpo come occhi o mucose.

Come evitare le meduse?

Le meduse si spostano seguendo la corrente e non si indirizzano volontariamente contro o lontano da qualcosa. L’unico modo per evitarle è quindi quello di non fare il bagno in loro presenza. Non sarebbe nemmeno il caso di fidarsi troppo della distanza: alcune specie hanno tentacoli lunghi anche parecchi metri, e non è detto che in qualche modo non possano comunque toccarci.

Cosa fare se si viene punti da una medusa?

La sensazione di bruciore che si prova è dovuta a un liquido urticante che ha 3 effetti: paralizzante, infiammatorio e neurotossico. Il dolore e l’arrossamento sono immediati e durano circa 20 minuti; poi le sostanze tossiche si degradano per vie delle temperature elevate e rimane solo la sensazione di prurito. La prima cosa da fare in caso di puntura da medusa è quella di uscire dall’acqua e, rimanendo calmi, sciacquare la zona interessata con acqua di mare (e non con acqua dolce, che potrebbe aggravare l’effetto delle tossine). Ammoniaca o urina non servono, così come è controproducente sfregare l’area interessata con sabbia o pietre arroventate. La soluzione ideale sarebbe quella di un gel al cloruro d’alluminio, che non è facile da trovare in commercio. Se proprio si vuole essere previdenti la si può chiedere a un farmacista, oppure farsi consigliare un gel adatto anche alle punture di zanzare in grado di lenire il dolore senza controindicazioni. Fatto questo si può usare una tesserina di plastica (tipo il Bancomat, o il codice fiscale) per asportare i filamenti residui che possono essere rimasti sulla pelle.

Cosa fare una volta passato il bruciore

L’ideale sarebbe non esporre la parte ‘bruciata’ ai raggi diretti del sole: le punture di medusa rendono infatti particolarmente sensibile la pelle ai raggi solari, motivo per cui l’area bruciata diventa normalmente più scura. Tornati a casa può essere utile l’uso di una pomata antinfiammatoria.

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Perché l’acqua di mare (salata) è più densa dell’acqua dolce?

MEDICINA ONLINE SOLE MARE PAURA DELL ACQUA FEAR OF SWIMMING SPIAGGIA PISCINA MARE DONNA COSTUME SEA SAND GIRL BEACH SWIMMING WALLPAPER HI RES PICS PICTURE PHOTO BEAUTIFUL VETRO UVA UVB ULTRAVIOLETTI RADIAZIONE NEOLa densità dell’acqua salata è 1025 kg per metro cubo, mentre quella dell’acqua dolce è 1000 kg per metro cubo. Per quale motivo esiste questa differenza? Perché nell’acqua di mare (salata) vi sono disciolti materiali che fanno aumentare la sua densità. I materiali disciolti sono vari: il più presente è il cloruro di sodio (NaCl), più comunemente detto “sale da cucina”, presente tra il 70% e l’80% in percentuale rispetto al totale dei sali disciolti. Altri elementi molto presenti come sali disciolti in forma ionica, sono calcio, magnesio e carbonati, zolfo, potassio, nitrati e solfati.

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Perché l’acqua di mare è salata?

MEDICINA ONLINE SOLE MARE COPPIA AMORE UOMO DONNA USTIONE SOLARE RADIAZIONE ABBRONZATURA PISCINA ACQUA NUOTO NUOTARE SPIAGGIA NUVOLEIn origine l’acqua del mare era dolce come quella dei fiumi. L’attuale concentrazione di sale (circa 35 grammi per chilo d’acqua) risale “soltanto” a un miliardo di anni fa. Come si è formata? Bisogna andare molto più indietro nel tempo. Cioè a quando, quattro miliardi di anni fa, la Terra ha iniziato a raffreddarsi. Torrenti di pioggia si sono abbattuti sul pianeta per migliaia di anni e l’acqua si è depositata nelle depressioni della crosta terrestre formando i primi mari.

Abissi più dolci

Le acque che, nel frattempo, hanno continuato a scorrere sulla superficie dei continenti, si sono via via arricchite di sali minerali prelevati dalla terra, e li hanno riversati negli oceani in formazione. La salinità dei mari varia anche a seconda della loro profondità ed è sensibilmente più alta verso la superficie, e là dove si verifica una forte evaporazione. Più scarsa è invece in quei mari in cui l’apporto d’acqua dolce è più consistente, per esempio in vicinanza di un estuario.

Non tutti i mari sono salati allo stesso modo

Nel Mar Morto, il lago salato situato fra Israele e Giordania, la salinità dell’acqua (e quindi la sua densità ed il suo peso specifico) è talmente elevata che per galleggiare non serve neppure nuotare. In un litro di acqua del Mar Morto ci sono 365 grammi di sale, contro i 35 presenti mediamente nell’acqua degli oceani. Questo per farvi capire che il galleggiamento è facilitato in modo diverso in base al mare in cui state nuotando.

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Perché si verificano le maree?

MEDICINA ONLINE POLAR STARS SPACE GALAXY GALASSIA MOON SEA LEVEL MAREA ECLIPSE LUNA STELLA POLARE TROVARE LUNA FACCIA APOLLO PIANETA LIGHT SPEED TERRA EARTH SPACE SPAZIO HI RESOLUTION WALLPAPER NASA IMAGE PICTURE PICS.jpgIn alcuni luoghi della terra avviene circa due volte al giorno, in altri succede in particolari momenti della giornata, in altri ancora non avviene mai. Stiamo parlando della marea, il fenomeno periodico che provoca l’innalzamento o all’abbassamento di mari, laghi e oceani sparsi nel mondo.

Tecnicamente è definibile come un’onda estesa – chiamata “onda di marea” – e se oggi siamo in grado di dare una spiegazione scientifica al loro affascinante meccanismo lo dobbiamo agli studi intrapresi da Newton sulla legge di gravitazione universale, secondo cui la forza di attrazione tra due corpi è inversamente proporzionale al quadrato delle loro distanze, e direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse.

La formazione delle maree prevede perciò la combinazione di due fattori fisici: la forza gravitazionale che la Luna esercita sul nostro pianeta e la forza centrifuga prodotta dalla rotazione terrestre intorno al baricentro del sistema Terra-Luna. Dalla combinazione di queste forze possiamo trovarci in presenza di un flusso – alta marea – o di un riflusso – bassa marea.

L’alta marea si verifica quando la Luna, essendo più vicina, esercita una forza gravitazionale maggiore sui punti del meridiano che attraversa e ha perciò una forza centrifuga inferiore.

Nello stesso momento, dall’altro lato della Terra si verifica il fenomeno inverso: la forza centrifuga è maggiore di quella gravitazionale esercitata dalla Luna. In queste condizioni la somma delle forze provoca il sollevamento delle masse d’acqua sia sul lato della Terra che guarda la Luna, sia su quello opposto. Di conseguenza, nei luoghi che si trovano a 90° rispetto alla linea immaginaria che collega Terra e Luna, le due forze si indirizzano verso il centro della Terra originando il fenomeno della bassa marea.
Il fenomeno si ripete ciclicamente all’incirca ogni 12 ore e 25 minuti con variazioni nel livello delle acque che possono raggiungere anche i 15 metri. Sono più intense (maree vive) quando Luna, Terra e Sole si trovano in posizione di allineamento (in fase di opposizione – Luna piena – o di congiunzione – Luna nuova) e più ridotte (maree stanche) durante le fasi lunari di Primo e di Ultimo quarto, quando la Luna si trova a 90° rispetto all’allineamento Terra-Sole. Nonostante la sua enorme massa, a causa della sua maggiore distanza dal nostro pianeta, l’attrazione gravitazionale del Sole non incide però sulla formazione delle maree quanto quella della Luna.

Il loro verificarsi è legato anche a precise condizioni morfologiche (e meteorologiche) di alcune zone del pianeta, che per fattori legati al paesaggio non sono interessati all’effetto delle maree. Ne sono un esempio alcuni mari europei settentrionali, mentre altri, come l’oceano Pacifico, assistono il ripetersi dell’evento negli intervalli prestabiliti dall’astronomia.

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E’ normale arrossarsi e spellarsi dopo aver preso il primo sole?

MEDICINA ONLINE SOLE MARE PAURA DELL ACQUA FEAR OF SWIMMING SPIAGGIA PISCINA MARE DONNA COSTUME SEA SAND GIRL BEACH SWIMMING WALLPAPER HI RES PICS PICTURE PHOTO BEAUTIFUL VETRO UVA UVB ULTRAVIOLETTI RADIAZIONE NEOÈ normale arrossarsi? No , non è normale: se la pelle si arrossa molto, si è irritata e non abbronzata. Se vi arrossate non avete nulla di cui gioire perché la vostra abbronzatura è destinata a sparire in fretta, visto che la pelle eliminerà rapidamente per reazione le cellule morte superficiali portandosi via quel po’ di colore che vi siete illusi di aver preso. Ovviamente un lieve rossore dopo il primo sole è normale.

È normale spellarsi? No: se la pelle si esfolia in maniera molto visibile significa che l’avete sottoposta ad un’esposizione scorretta. L’esfoliazione naturale infatti non dovrebbe essere visibile a occhio nudo. Arginate il problema mantenendo la pelle ben idratata ed evitando esposizioni esagerate, specie nelle ore più calde della giornata.

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Buone vacanze e buon ferragosto a tutti!

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma BUON FERRAGOSTO VACANZE Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Dieta Grasso Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Luce Pulsata  Macchie Cutanee Pene Pressoterapia Massaggio Seno.jpgUn augurio di buone vacanze e buon ferragosto a tutti i lettori del blog!

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Abbronzatura: meglio prenderla al mare o in piscina?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PISCINA ACQUA NUOTARE CLORO MARE ESTATE SPORT (1)Per il nostro corpo non c’è differenza se la pelle viene esposta al sole al mare o in prossimità di una piscina: è indifferente. E’ però importante ricordare che nell’acqua delle piscine è presente il cloro che tende a sbiancare la pelle, quindi, se siamo soliti fare lunghi bagni tra una esposizione e l’altra, è preferibile andare al mare.

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Prendere il sole al seno fa male? Come abbronzarlo in sicurezza

La pelle del seno è molto sensibile al caldo e all’azione dei raggi solari: chi decide di mettersi in topless sotto il sole, oltre a seguire i consigli generali indirizzati a tutti i patiti della tintarella, dovrebbe prestare particolare attenzione al proprio seno, soprattutto se il seno ha subito dei trattamenti clinici. Usare la giusta crema è importante per schermare il più possibile i raggi solari, la parte del capezzolo e dell’aureola sono infatti ancora più sensibili del resto del corpo. La crema va scelta in base al fototipo. Meglio in ogni caso evitare esposizioni lunghe nelle ore più calde della giornata.

Prendere il sole in topless può far venire il tumore al seno?

L’esposizione al sole senza le dovute precauzioni è sicuramente un fattore di rischio per il tumore della pelle, tuttavia prendere il sole in topless NON è un fattore di rischio per il tumore al seno?

Se una donna si è sottoposta, o si sta sottoponendo, a trattamenti di chemio o radioterapia, deve seguire particolari indicazioni quando prende il sole?

Donne in trattamento radioterapico in atto o effettuato di recente, devono evitare l’esposizione ai raggi solari.

E le donne che invece si sono sottoposte a un intervento di chirurgia estetica o plastica al seno e che non vogliono rinunciare all’esposizione al sole?

Un intervento di chirurgia plastica sia ricostruttiva che estetica di per sé non preclude all’esposizione solare, tuttavia ogni ferita chirurgica recente, se esposta ai raggi solari, ha la tendenza ad iperpigmentarsi, cioè scurirsi: quindi meglio evitare l’esposizione dopo aver subito un intervento estetico recente al seno.

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