Sindrome dell’ape regina: quando le donne odiano ed invidiano le altre donne

sindrome ape regina

Uomini che odiano le donne è un famoso libro di Stieg Larsson, che ha avuto tanto successo da meritarsi una versione cinematografica omonima uscita nel 2009, noto primo capitolo della trilogia “Millennium”. Citazioni cinematografiche a parte, l’argomento di oggi è un fenomeno noto da sempre, che potrebbe invece essere alla base di un romanzo chiamato “DONNE che odiano le donne“.

L’uomo l’ha capito, le donne no

Fenomeno conosciuto fin dalla notte dei tempi, si è iniziato a studiare dagli anni 70: è la leggendaria incapacità di alcune donne, non tutte per fortuna, di allearsi per far fronte comune ad una situazione avversa, che porta ad una competizione spesso estrema e senza esclusione di colpi bassi e bassissimi. Mentre l’uomo, che si la natura ha reso competitivo per ottenere sempre “la femmina migliore del branco con cui accoppiarsi”, ha compreso che spesso la cooperazione della “Teoria dei giochi” è un concetto che può far felici tutti i contendenti, invece la donna sembra non aver del tutto compreso questo fatto. Cio si è ultimamente sempre più concretizzato nella “Sindrome dell’ape regina” ovvero l’odio della donna (che ha raggiunto i vertici di una organizzazione) verso i suoi subordinati femminili. Tale donna al potere finisce con l’avere una sorta di predisposizione ad aiutare gli uomini escludendo qualsiasi velleità di solidarietà femminile.

Le donne preferiscono promuovere gli uomini

Il fenomeno è finito sotto la lente di ingrandimento di alcuni studiosi dell’Università di Cincinnati che hanno intervistato circa duemila dipendenti di alcune aziende statunitensi e hanno scoperto che si registra un allarmante incremento dell’incidenza di questa sindrome. Nella pratica quotidiana di un’azienda, una donna a capo di un reparto afflitta dalla Sindrome dell’ape regina, a parità di punteggio, ha la tendenza a promuovere un dipendente di sesso maschile rispetto ad uno di sesso femminile.

Donna capo: salute addio

Questo atteggiamento si ripercuote negativamente sulle dipendenti, ma anche sulla salute della donna capo: uno studio tedesco di qualche anno fa ha scoperto che le donne che ricoprivano ruoli rilevanti andavano soggette con maggiore frequenza ad emicranie, gastriti, insonnie e depressioni. Inoltre un sondaggio condotto in Gran Bretagna ha svelato che due donne su tre preferiscono avere un capo di sesso maschile, proprio perché il rischio di dover interagire con una donna manager soggetta a sbalzi di umore e invidie è elevato.

Gli uomini l’hanno capito:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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