Augmentin (amoxicillina) 875mg+125m compresse, foglietto illustrativo

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AUGMENTIN 875 MG/125 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Associazione di penicilline, inclusi gli inibitori delle beta-lattamasi.

Principi Attivi

Ogni compressa rivestita contiene amoxicillina triidrato corrispondente a 875 mg di amoxicillina e potassio clavulanato corrispondente a 125mg di acido clavulanico.

Eccipienti

Nucleo della compressa; magnesio stearato; carbossimetilamido sodico A; silice colloidale anidra; cellulosa microcristallina; filmatura della compressa; titanio diossido (E171); ipromellosa; macrogol (4000, 6000); dimeticone.

Indicazioni

Trattamento delle seguenti infezioni negli adulti e nei bambini: sinusite batterica acuta (diagnosticate in modo adeguato); otite media acuta; esacerbazioni acute di bronchiti croniche (diagnosticate in modo adeguato); polmonite acquisita in comunita’; cistite; pielonefrite; infezioni della pelle e dei tessuti molli in particolare cellulite, morsidi animale, ascesso dentale grave con celluliti diffuse; infezioni ossee ed articolari, in particolare osteomielite. Si devono tenere in considerazione le linee-guida ufficiali sull’uso appropriato degli agentiantibatterici.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo, a qualsiasi penicillina o ad unoqualsiasi degli eccipienti. Anamnesi positiva per gravi reazioni di ipersensibilita’ immediata (ad esempio anafilassi) ad altri agenti beta-lattamici (ad esempio cefalosporine, carbapenemi o monobattamici). Anamnesi positiva per ittero/insufficienza epatica dovuti ad amoxicillina/acido clavulanico.

Posologia

La dose che viene scelta per il trattamento di ogni singola infezionedeve tenere conto di: patogeni attesi e loro probabile suscettibilita’agli agenti antibatterici; gravita’ e sito dell’infezione; eta’, pesoe funzionalita’ renale del paziente, come descritto di seguito. L’usodi formulazioni alternative (ad esempio quelle che forniscono dosi piu’ alte di amoxicillina e/o di differenti rapporti di amoxicillina – acido clavulanico) deve essere considerato come necessario. Per adultie bambini di peso >= 40 kg questa formulazione fornisce una dose totale giornaliera di 1750 mg di amoxicillina/250 mg di acido clavulanico con dosaggio di due volte al giorno e di 2625 mg di amoxicillina/375 mgdi acido clavulanico per il dosaggio di tre volte al giorno, quando somministrato come raccomandato di seguito. Per i bambini di peso < 40kg, questa formulazione fornisce un massimo di dose giornaliera di 1000-2800 mg di amoxicillina/143-400 mg di acido clavulanico, quando somministrata alla dose raccomandata. Se si considera necessario aumentarela dose giornaliera di amoxicillina, si raccomanda di identificare un’altra formulazione per evitare la somministrazione di dosi elevate non necessarie di acido clavulanico. La durata della terapia deve esseredefinita in base alla risposta del paziente. Alcune infezioni (ad esempio le osteomieliti) richiedono periodi di trattamento piu’ lunghi. Il trattamento non deve essere proseguito oltre 14 giorni senza un controllo medico. Adulti e bambini di peso >= 40 kg. Dosi raccomandate. Dose standard: (per tutte le indicazioni) 875 mg/125 mg due volte al giorno. Dose piu’ alta (in particolare per infezioni quali otite media, sinusite, infezioni del tratto respiratorio inferiore ed infezioni deltratto urinario): 875 mg/125 mg tre volte al giorno. Bambini di peso <40 kg: si raccomanda che i bambini siano trattati con le compresse, sospensione o bustine pediatriche. Dosi raccomandate: 25 mg/3,6 mg/kg/al giorno a 45 mg/6,4 mg/kg/al giorno assunti in due dosi suddivise; fino a 70 mg/10 mg/kg/giorno suddivise in due dosi puo’ essere considerato per alcune infezioni (quali otite media, sinusite e infezioni del tratto respiratorio inferiore). In considerazione del fatto che le compresse non possono essere divise, i bambini di peso inferiore a 25 kg non devono essere trattati con le compresse. Dose ricevuta (mg/kg/pesocorporeo) nei bambini di peso compreso tra 25 kg e 40 kg a seguito diuna somministrazione singola di una compressa da 875/125 mg. Amoxicillina [mg/kg/peso corporeo] per dose singola (1 compressa rivestita), peso corporeo 40 kg: 21,9; peso corporeo 35 kg: 25,0; peso corporeo 30 kg: 29,2; peso corporeo 25 kg: 35,0; dose singola raccomandata [mg/kg/peso corporeo]: 12,5-22,5; acido clavulanico [mg/kg/peso corporeo] perdose singola (1 compressa rivestita), peso corporeo 40 kg: 3,1; peso corporeo 35 kg: 3,6; peso corporeo 30 kg: 4,2; peso corporeo 25 kg: 5,0; dose singola raccomandata [mg/kg/peso corporeo]: 1,8-3,2. I bambinidi peso inferiore a 25 kg devono preferibilmente essere trattati con la sospensione o bustine pediatriche. Non sono disponibili dati cliniciper le formulazioni 7:1 del farmaco relativi a dosi maggiori di 45 mg/6,4 mg per kg al giorno nei bambini di eta’ inferiore ai 2 anni. Nonsono disponibili dati clinici per le formulazioni 7:1 del prodotto neibambini di eta’ inferiore ai 2 mesi. Non e’ possibile pertanto fornire raccomandazioni posologiche in questa popolazione. Anziani: non si considera necessario un aggiustamento del dosaggio. Insufficienza renale: non e’ richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti con clearance della creatinina (CrCl) maggiore di 30 ml/min. Nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min, non c’e’ raccomandazione per l’uso di formulazioni del farmaco con un rapporto amoxicillina- acido clavulanico di 7:1, in quanto non sono disponibili aggiustamenti del dosaggio. Insufficienza epatica: dosare con cautela e monitorare la funzionalita’ epatica ad intervalli regolari. Modo di somministrazione: per uso orale. Somministrare all’inizio di un pasto per minimizzare la potenziale intolleranza gastrointestinale e ottimizzare l’assorbimento di amoxicillina/acido clavulanico. La terapia puo’ iniziareper via parenterale e continuata con una preparazione orale.

Conservazione

Conservare nel contenitore originale per proteggere dall’umidita’ Conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C.

Avvertenze

Prima di iniziare la terapia, deve essere condotta un’indagine accurata riguardante precedenti reazioni di ipersensibilta’ alle penicilline,alle cefalosporine o altri agenti beta-lattamici. In pazienti in terapia con penicillina sono state segnalate reazioni di ipersensibilita’grave e occasionalmente fatale (reazioni anafilattoidi). Queste reazioni e’ piu’ probabile che si verifichino in soggetti con anamnesi di ipersensibilita’ alla penicillina e in soggetti atopici. Se compare unareazione allergica, si deve interrompere la terapia con amoxicillina/acido clavulanico e si deve istituire una appropriata terapia alternativa. Nel caso in cui venga provato che una infezione e’ dovuta ad un organismo amoxicillino-suscettibile si deve considerare un cambio di terapia da amoxicillina/acido clavulanico ad amoxicillina in accordo conle linee-guida ufficiali. Questa formulazione non e’ adatta per l’usonel caso vi sia un rischio elevato che i presunti patogeni abbiano unaridotta suscettibilita’ o resistenza agli agenti beta-lattamici, nonmediata da beta- lattamasi suscettibili all’inibizione da parte dell’acido clavulanico. Questa formulazione non deve essere usata per trattare S. pneumonia penicillino-resistente. Si possono presentare convulsioni in pazienti con insufficienza della funzionalita’ renale o in quelli che ricevono alte dosi. Si deve evitare la somministrazione di amoxicillina/acido clavulanico qualora si sospetti la mononucleosi infettiva, in quanto in questa condizione l’utilizzo di amoxicillina e’ statoassociato alla comparsa di rash morbilliforme. L’uso concomitante diallopurinolo durante il trattamento con amoxicillina puo’ aumentare laprobabilita’ di reazioni allergiche cutanee. L’uso prolungato puo’ causare occasionalmente lo sviluppo di organismi resistenti. La comparsadi un eritema generalizzato con pustole causato da febbre durante lafase iniziale del trattamento, puo’ essere un sintomo di pustolosi esantematosa generalizzata acuta (AGEP). Questa reazione richiede una sospensione ed e’ controindicata qualsiasi successiva somministrazione diamoxicillina. Amoxicillina/acido clavulanico deve essere usata con cautela in pazienti con evidente compromissione epatica. Eventi epaticisono stati riportati particolarmente nei pazienti maschi ed anziani epossono essere associati al trattamento prolungato. Questi eventi sonostati raramente riportati nei bambini. In tutte le popolazioni, segnie sintomi si verificano generalmente durante o subito dopo il trattamento ma in alcuni casi possono essere evidenti solo dopo parecchie settimane successive all’interruzione del trattamento. Questi eventi sonoin genere reversibili. Gli eventi epatici possono essere gravi e, incircostanze estremamente rare, sono stati riportati decessi. Questi sisono verificati quasi sempre in pazienti con gravi malattie preesistenti o che stavano assumendo farmaci noti per avere potenziali effettiepatici. Colite associata agli antibiotici e’ stata segnalata con quasi tutti gli agenti antibatterici e puo’ essere di gravita’ da lieve apericolosa per la vita. Pertanto, e’ importante tenere in considerazione questa diagnosi nei pazienti che presentano diarrea durante o dopola somministrazione di qualsiasi antibiotico. Se dovesse sopravvenirecolite associata ad antibiotici, amoxicillina/acido clavulanico deve essere immediatamente sospesa, deve essere consultato un medico e iniziata una appropriata terapia. In questa situazione i farmaci peristaltici sono controindicati. Durante una terapia prolungata si consiglia diverificare periodicamente la funzionalita’ sistemico-organica, compresa la funzionalita’ renale, epatica ed ematopoietica. Raramente e’ stato segnalato allungamento del tempo di protrombina in pazienti in trattamento con amoxicillina/acido clavulanico. Un appropriato monitoraggio deve essere effettuato nel caso di somministrazione concomitante dianticoagulanti. Per mantenere il livello desiderato di anticoagulazione possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio degli anticoagulanti orali. Nei pazienti con insufficienza renale, il dosaggio deve essere aggiustato in base al grado di insufficienza. Nei pazienti con ridotta emissione di urina, e’ stata osservata molto raramente cristalluria, soprattutto con la terapia parenterale. Durante la somministrazione di amoxicillina a dosi elevate, si consiglia di mantenere una assunzione di liquidi ed una emissione di urina adeguate, al fine di ridurre la possibilita’ di cristalluria da amoxicillina. Nei pazienti con cateteri vescicali, deve essere mantenuto un controllo regolare della pervieta’. Durante il trattamento con amoxicillina, si devono utilizzarei metodi enzimatici con glucosio ossidasi ogni volta che si effettuano test per la presenza di glucosio nelle urine in quanto possono presentarsi risultati falsi positivi con i metodi non enzimatici. La presenza di acido clavulanico puo’ causare un legame non specifico di IgG ealbumina da parte delle membrane dei globuli rossi, che porta a un falso positivo nel test di Coombs. Sono stati riportati risultati di testpositivi utilizzando il test Bio-Rad Laboratories Platelia Aspergillus EIA in pazienti che ricevevano amoxicillina/acido clavulanico e chesono stati conseguentemente trovati esenti da infezioni da Aspergillus. Con il test bio-Rad Laboratories Platelia Aspergillus EIA, sono state riportate reazioni incrociate con polisaccaridi non -Aspergillus e polifuranosio. Pertanto risultati positivi nei test in pazienti che ricevono amoxicillina/acido clavulanico devono essere interpretati con cautela e confermati da altri metodi diagnostici.

Interazioni

Anticoagulanti orali: gli anticoagulanti orali e le penicilline sono stati ampiamente usati nella pratica clinica senza segnalazioni di interazioni. Tuttavia, in letteratura vi sono casi di aumentato rapporto internazionale normalizzato in pazienti in corso di mantenimento con acenocumarolo o warfarin, ai quali era stato prescritto un trattamento con amoxicillina. Se e’ necessaria la co-somministrazione, il tempo diprotrombina o il rapporto internazionale normalizzato devono essere attentamente monitorati nel caso di aggiunta o sospensione di amoxicillina. Inoltre, possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio deglianticoagulanti orali. Metotrexato: le penicilline possono ridurre l’escrezione di metotrexato, causando un potenziale aumento nella tossicita’. Probenecid: l’uso concomitante di probenecid non e’ raccomandato.Il probenecid riduce la secrezione tubulare renale di amoxicillina. Dall’uso concomitante di probenecid puo’ conseguire un prolungato aumento dei livelli di amoxicillina nel sangue ma non di acido clavulanico.

Effetti Indesiderati

Frequenza degli effetti indesiderati: molto comune (>=1/10); comune (da >=1/100 a <1/10); non comune (da >=1/1.000 a <1/100); rara (da >=1/10.000 a <1/1.000); molto rara (<1/10.000); non nota. Infezioni e infestazioni. Comune: candidosi mucocutanea; non nota: sviluppo di organismi non-suscettibili. Patologie del sistema emolinfopoietico. Rara: leucopenia reversibile (compresa neutropenia), trombocitopenia; non nota:agranulocitosi reversibile, anemia emolitica, prolungamento del tempodi sanguinamento e di protrombina. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: edema angioneurotico, anafilassi, sindrome tipo malattia da siero, vasculite da ipersensibilita’. Patologie del sistema nervoso. Non comune: vertigini, cefalea; non nota: iperattivita’ reversibile, convulsioni. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea; comune:nausea, vomito; non comune: cattiva digestione; non nota: colite associata ad antibioitici, lingua nera villosa. Patologie epatobiliari. Noncomune: aumento delle AST e/o ALT; non nota: epatite, ittero colestatico. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. non comune: rashcutanea, prurito, orticaria; raro: eritema multiforme; non nota: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, dermatite esfoliativa bollosa, pustolosi esantematosa generalizzata acuta. Patologierenali e urinarie. Non nota: nefrite interstiziale, cristalluria.

Gravidanza E Allattamento

Studi negli animali non indicano effetti dannosi, diretti o indiretti,relativi alla gravidanza, allo sviluppo embrionale/fetale, al parto oallo sviluppo postnatale. Dati limitati sull’uso di amoxicillina/acido clavulanico durante la gravidanza negli esseri umani non indicano unaumento nel rischio di malformazioni congenite. In un unico studio indonne con rottura prematura, pretermine, della membrana fetale, e’ stato segnalato che il trattamento profilattico con amoxicillina/acido clavulanico puo’ essere associato ad un aumento del rischio di enterocolite necrotizzante nei neonati. L’uso in gravidanza deve essere evitato, a meno che non sia considerato essenziale da parte del medico. Entrambe le sostanze sono escrete nel latte materno (non sono noti gli effetti dell’acido clavulanico sul bambino che viene allattato). Di conseguenza, nel bambino che viene allattato sono possibili diarrea e infezioni micotiche delle mucose, cosi’ che l’allattamento debba essere interrotto. Amoxicillina/acido clavulanico deve essere somministrato durante il periodo dell’allattamento solo dopo che il rischio/beneficio sia stato valutato da parte del medico

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Plenaer (salbutamolo) 25mg+10mg spray, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA AEROSOL ASMA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS INTRAMUSCOLO PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROINDICAZIONIDenominazione

PLENAER

Categoria Farmacoterapeutica

Adrenergici per aerosol.

Principi Attivi

Salbutamolo (come Salbutamolo solfato) e flunisolide.

Eccipienti

Soluzione da nebulizzare flaconcino azzurro (componente 1): acqua depurata; per il flaconcino bianco (componenete 2): glicole propilenico, sodio edetato, acqua depurata. Sospensione pressurizzata per inalazione contiene: sorbitan trioleato, triclorofluorometano, diclorodifluorometano.

Indicazioni

Broncopneumopatie croniche ostruttive: asma bronchiale, bronchite asmatica, bronchite cronica, enfisema post-bronchitico.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ ai componenti o sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. Processi infiammatori virali e tubercolari locali.

Posologia

>>Soluzione da nebulizzare. Adulti: 2 flaconcini sterili azzurri (componente 1) + 2 flaconcini sterili bianchi (componente 2), pari a 1 mg di salbutamolo + 1 mg di flunisolide, corrispondenti a 2 ml di soluzione, una-due volte al giorno. In funzione della gravita’ della patologia, la posologia consigliata puo’ arrivare fino a: 4 flaconcini steriliazzurri (componente 1) + 4 flaconcini sterili bianchi (componente 2),pari a 2 mg di salbutamolo + 2 mg di flunisolide, corrispondenti a 4 ml di soluzione, una – due volte al giorno. Bambini: 1 flaconcino sterile azzurro (componente 1) + 1 flaconcino sterile bianco (componente 2), pari a 0,5 mg di Salbutamolo + 0,5 mg di Flunisolide, corrispondentia 1 ml di soluzione, una – due volte al giorno. In funzione della gravita’ della patologia, la posologia consigliata puo’ arrivare fino a:2 flaconcini sterili azzurri (componente 1) + 2 flaconcini sterili bianchi (componente 2), pari a 1 mg di Salbutamolo + 1 mg di Flunisolide,corrispondenti a 2 ml di soluzione, una – due volte al giorno Non e’consigliabile somministrare ai bambini al di sotto di 4 anni di eta’.La soluzione da nebulizzare deve essere usata con nebulizzatori elettrici anche a ultrasuoni e puo’ essere diluita con soluzione fisiologica. Al momento dell’uso miscelare nell’ampolla del nebulizzatore il componente 1 azzurro e il componente 2 bianco. Si prega di far presente aipazienti portatori di handicap visivo che sul flaconcino azzurro e’ riportato in carattere Braille il numero “1” e sul flaconcino bianco ilnumero “2”. >>Sospensione pressurizzata per inalazione. Adulti: 2 spruzzi per due volte al giorno, pari a 400 mcg di salbutamolo + 1 mg diflunisolide die. In funzione della gravita’ della patologia, la posologia consigliata puo’ arrivare fino a 2 spruzzi per tre-quattro volte al giorno, pari a 600-800 mcg di Salbutamolo + 1,5-2 mg di Flunisolidedie. Bambini: 1 spruzzo per due-tre volte al giorno, pari a 200-300 mcg di Salbutamolo + 0,5-0,75 mg di Flunisolide die. In funzione della gravita’ della patologia, la posologia consigliata puo’ arrivare fino a: 2 spruzzi per due-tre volte al giorno, pari a 400-600 mcg di Salbutamolo + 1-1,5 mg di Flunisolide die. I bambini devono utilizzare la sospensione pressurizzata per inalazione sotto controllo di un adulto, attenendosi strettamente alle dosi consigliate. Non e’ consigliabile somministrare ai bambini sotto i 6 anni di eta’.

Conservazione

Soluzione da nebulizzare: conservare a temperatura non superiore a 25gradi C e lontano da fonti di calore. Sospensione pressurizzata per inalazione: il boccaglio deve essere sempre protetto dalla polvere. Conservare il flacone a temperatura non superiore a 25 gradi C, lontano dafonti di calore e non gettarlo sul fuoco anche quando e’ vuoto.

Avvertenze

Il farmaco deve essere somministrato con cautela nei pazienti affettida insufficienza cardiaca, da cardiopatia ischemica e da grave ipertensione. E’ importante che la dose sia portata alla minima dose efficaceper il controllo dell’asma e che sia rivista regolarmente. Infatti possibili effetti sistemici, quale soppressione surrenalica, anche acuta, ritardo della crescita nei bambini e adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, cataratta e glaucoma, possono insorgere in seguito a trattamento con corticosteroidi inalatori a dosi elevate per periodi prolungati. Si sono verificati casi molto rari di crisi surrenaliche acute in ragazzi esposti a dosi piu’ alte di quelle raccomandate per periodi prolungati. I sintomi da insufficienza surrenalica inizialmente sono aspecifici ed includono anoressia, dolore addominale, perdita di peso, stanchezza, mal di testa, nausea, vomito; sintomi specificiin caso di trattamento con corticosteroidi inalatori comprendono ipoglicemia con riduzione dello stato di coscienza e/o convulsioni. Situazioni che potrebbero potenzialmente determinare una crisi surrenalica sono: traumi, interventi chirurgici, infezioni e rapida riduzione del dosaggio. I pazienti che ricevono dosi elevate devono essere strettamente valutati e la dose gradualmente ridotta. Il monitoraggio della riserva surrenalica puo’ anche essere necessario. Ci sono evidenze di raricasi di ischemia miocardica associata all’uso di salbutamolo. I pazienti con preesistenti patologie cardiache gravi che ricevono salbutamolo per patologie respiratorie, devono essere avvertiti di informare ilproprio medico qualora si verifichi dolore toracico o sintomi di peggioramento della patologia cardiaca. Si possono presentare effetti sistemici con i corticosteroidi inalatori. I possibili effetti sistemici includono la sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressione surrenalica, ritardo della crescita in bambini e adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, cataratta, glaucoma e, piu’ raramente unaserie di effetti psicologici o comportamentali che includono iperattivita’ psicomotoria, disturbi del sonno, ansieta’, depressione o aggressivita’. E’ importante quindi che la dose del corticosteroide per inalazione sia la piu’ bassa dose possibile con cui viene mantenuto il controllo effettivo dell’asma. E’ estremamente importante l’utilizzo corretto della sospensione pressurizzata per inalazione per permettere alfarmaco di penetrare nelle parti piu’ distali delle diramazioni bronchiali, e quindi di svolgere al meglio il suo effetto terapeutico. Il boccaglio della sospensione pressurizzata deve essere mantenuto sempre pulito lavandolo spesso con acqua tiepida.

Interazioni

Si sconsiglia la somministrazione contemporaneamente a farmaci -bloccanti, ad altri corticosteroidi attivi per via aerosolica e ad altri agonisti dei recettori 2-adrenergici.

Effetti Indesiderati

Dopo somministrazione di dosaggi molto elevati e per lunghi periodi e’possibile la comparsa di effetti indesiderati imputabili sia a salbutamolo sia a flunisolide. Sono riconducibili a salbutamolo effetti quali aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e tremori muscolari. Molto raramente sono state segnalate aritmie cardiache, ischemia miocardica. Sono riconducibili a flunisolide effetti quali insorgenza di soppressione surrenalica, ritardo della crescita in bambinie adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, cataratta e glaucoma. Flunisolide inoltre puo’ essere causa di comparsa nel cavo orale di infezioni localizzate di tipo fungino; candida che tuttavia, senza interrompere il trattamento, regrediscono rapidamente dopo appropriata terapia locale. Queste infezioni possono essere prevenute o ridotte al minimo se i pazienti provvedono a sciacquare accuratamente la bocca dopo ogni somministrazione. Disturbi psichiatrici: iperattivita’ psicomotoria, disturbi del sonno, ansieta’, depressione, aggressivita’,disturbi di comportamento.

Gravidanza E Allattamento

Si sconsiglia l’uso durante la gravidanza.

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Xavin (budesonide) 0,5mg/2ml aerosol, foglietto illustrativo

pharmacist suggesting medical drug to buyer in pharmacy drugstore

Denominazione

XAVIN

Categoria Farmacoterapeutica

Farmaci per disturbi ostruttivi delle vie respiratorie per aerosol.

Principi Attivi

Un contenitore monodose da 0,5 mg/2 ml contiene, come principio attivo, 0,5 mg di budesonide. Un contenitore monodose da 1 mg/2 ml contiene,come principio attivo, 1 mg di budesonide.

Eccipienti

Disodio edetato, sodio cloruro, polisorbato 80, acido citrico monoidrato, sodio citrato diidrato, acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

E’ indicato nel trattamento dell’asma bronchiale. Il prodotto e’ ancheindicato nel trattamento della laringotracheobronchite acuta (croup).

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti o a sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. Generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.

Posologia

Per l’asma bronchiale, il dosaggio e’ individuale. La dose iniziale dovrebbe essere di 0,25 – 0,5 mg due volte al giorna per i bambini di eta’ superiore a 3 mesi e fino a 12 anni. In alcuni casi la dose puo’ essere ulteriormente aumentata fino a 1 mg due volte al giorno. Per gliadulti e gli anziani, invece, la dose iniziale e’ di 0,5 – 1 mg due volte al giorno. In caso di necessita’ la dose puo’ essere ulteriormenteaumentata. Nei casi in cui venisse richiesto un maggior effetto terapeutico e’ possibile somministrare dosi superiori; infatti i rischi dieffetti sistemici sono bassi, se confrontati con quelli rilevabili a seguito di un trattamento in associazione con glucocorticosteroidi orali. La dose di mantenimento e’ individuale. Una volta ottenuti i risultati clinici desiderati, la dose di mantenimento dovrebbe essere gradualmente ridotta fino al raggiungimento della minima quantita’ necessaria per controllare i sintomi. Per i pazienti trattati con steroidi orali, quando si inizia il passaggio dal trattamento con gli steroidi orali al prodotto, il paziente dovrebbe essere in una fase di relativa stabilita’. Una dose elevata del farmaco dovrebbe essere somministrata inassociazione con lo steroide orale, precedentemente usato, per circa10 giorni. Dopo questo periodo, la dose dello steroide orale puo’ gradualmente essere ridotta (per esempio di 2,5 mg di prednisolone o di unprodotto equivalente, ogni mese) fino al raggiungimento della quantita’ minima possibile. In molti casi e’ possibile sostituire completamente lo steroide orale con il medicinale. Sono di seguito riportati i dosaggi. Dosaggio da 0,25 mg, 1 ml di prodotto da nebulizzare (0,25 mg/ml); il prodotto deve essere miscelato con soluzione fisiologica 0,9% fino a raggiungere il volume di 2 ml. Dosaggio da 0,5 mg, 2 ml di prodotto da nebulizzare. Dosaggio da 0,75 mg, 3 ml di prodotto da nebulizzare (0,25 mg/ml). Dosaggio da 1 mg, 2 ml di prodotto da nebulizzare (0,5 mg/ml). Dosaggio da 1,5 mg, 3 ml di prodotto da nebulizzare (0,5 mg/ml). Dosaggio da 2 mg, 4 ml di prodotto da nebulizzare (0,5 mg/ml). Per la laringotracheobronchite, nei neonati e nei bambini la dose abituale e’ di 2 mg di prodotto che possono essere dati con una somministrazione unica o con due somministrazioni da 1 mg a distanza di 30 minutiuna dall’altra. Il tempo di nebulizzazione e la quantita’ del farmacoerogata da un nebulizzatore dipendono dalla velocita’ di flusso del compressore e dal volume di riempimento. In vitro, la quantita’ di budesonide erogata dal nebulizzatore dipende dalla velocita’ di flusso delcompressore e dal volume di riempimento. In vitro la quantita’ di budesonide erogata dal nebulizzatore varia tra il 30-70% della dose nominale, in funzione del tipo di nebulizzatore e compressore utilizzato e non tutti i nebulizzatori e compressori sono idonei per l’uso. Per ottenere la massima erogazione di budesonide e’ richiesto un compressore che garantisca un flusso da 5 a 8 l/min e un volume di riempimento di 2-4 ml. Gli studi eseguiti in vivo hanno dimostrato che la dose di budesonide nebulizzata somministrata ai pazienti varia tra l’11 ed il 22%della dose nominale. Si consiglia, per i bambini, l’uso di una maschera facciale a perfetta tenuta e ben aderente, in grado di ottimizzare la dose somministrata di budesonide. A causa della piccola quantita’ erogata di budesonide, i nebulizzatori ultrasonici non dovrebbero essereutilizzati per somministrare il farmaco.

Conservazione

I contenitori devono essere conservati nel contenitore originale, al riparo dalla luce. Non refrigerare o congelare.

Avvertenze

Il prodotto non determina un rapido miglioramento degli episodi acutidi asma, per i quali si consiglia di utilizzare un broncodilatatore abreve durata di azione. Il medico curante deve valutare con attenzionei casi di pazienti che non traggono beneficio dall’uso dei broncodilatatori a breve durata di azione o che aumentano il numero delle inalazioni rispetto all’usuale. In questi casi il medico deve valutare la necessita’ di incrementare la terapia con farmaci anti-infiammatori, adesempio aumentando le dosi di budesonide per via inalatoria o iniziando una terapia orale con glucocorticosteroidi. Particolare attenzione va posta nel trasferire un paziente dalla terapia glucocorticosteroideasistemica a quella per via inalatoria. Durante questo periodo di soppressione della funzione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrenale i pazienti possono manifestare segni e sintomi di insufficienza surrenalica seesposti a traumi, interventi chirurgici, infezioni (in particolare gastroenteriti) o altre condizioni associate ad una grave perdita di elettroliti. Durante questi episodi il prodotto, alle dosi raccomandate,e’ in grado di controllare i sintomi dell’asma, ma non ripristina le quantita’ fisiologiche dei glucocorticosteroidi sistemici e non promuove un’attivita’ mineralcorticoide sufficiente per far fronte alle emergenze. Durante la fase di soppressione della terapia glucocorticosteroidea sistemica alcuni pazienti possono manifestare malessere generico come ad esempio dolori muscolari e articolari. Una insufficienza glucocorticosteroidea generale dovrebbe essere sospettata nei rari casi di comparsa di sintomi quali stanchezza, mal di testa, nausea e vomito. Inquesti casi puo’ rendersi a volte necessario un temporaneo aumento della dose dei glucocorticosteroidi orali. La sostituzione del trattamento steroideo sistemico con la terapia per via inalatoria a volte puo’rendere manifeste allergie, come ad esempio riniti ed eczemi, precedentemente controllate dal trattamento steroideo sistemico. Queste manifestazioni allergiche possono essere sintomaticamente controllate con farmaci antistaminici e/o con preparazioni topiche. Al fine di ridurre la comparsa di mughetto orofaringeo i pazienti dovrebbero sciacquare labocca con acqua dopo ogni somministrazione. Dopo l’uso della mascherafacciale, la pelle del viso dovrebbe essere lavata con acqua per prevenire le irritazioni. Una ridotta funzionalita’ epatica puo’ influenzare l’eliminazione dei glucocorticosteroidi, cio’ puo’ essere clinicamente rilevante nei pazienti con funzionalita’ epatica gravemente compromessa. Speciali considerazioni sono necessarie nel caso di pazienti con tubercolosi polmonari e affetti da infezioni micotiche e virali. Glieffetti locali e sistemici del trattamento a lungo termine non sono completamente noti. Una volta ottenuto il controllo dell’asma, la doseda utilizzare nel trattamento di mantenimento dovrebbe essere la minima efficace. Il medico curante dovrebbe controllare con attenzione la crescita dei bambini e degli adolescenti che assumono corticosteroidi attraverso qualsiasi via di somministrazione e valutare i benefici della terapia corticosteroidea ed il controllo dell’asma rispetto alla possibilita’ di soppressione della crescita.

Interazioni

Studi di cinetica condotti nei soggetti sani trattati con budesonide con o senza cimetidina alla dose di 1000 mg al giorno hanno evidenziato, dopo una singola dose, un leggero effetto inibitorio sul metabolismoepatico di budesonide con o senza cimetidina (valori per Cmax in nmol/l e di biodisponibilita’ sistemica in % di budesonide con o senza cimetidina rispettivamente di 3.3 vs. 5.1 nmol/l e 10 vs. 12%). Questo non ha rilevanza clinica.

Effetti Indesiderati

Nel corso delle sperimentazioni cliniche non sono stati identificati effetti indesiderati di frequente riscontro. La letteratura e l’esperienza dovuta alla commercializzazione del farmaco suggeriscono che si possono verificare le seguenti reazioni avverse: moderata irritazione della gola, tosse e raucedine; infezioni da candida nell’orofaringe; reazioni di ipersensibilita’ immediate e tardive che includono rash, dermatite da contatto, orticaria e angioedema; sintomi psichiatrici come irritabilita’, insonnia, depressione e disturbi comportamentali. Sono stati riportati casi rari, in seguito all’uso di glucocorticosteroidi per via inalatoria, di strie cutanee. Raramente, per meccanismi non noti, i farmaci somministrati per via inalatoria possono causare broncospasmo. Con la somministrazione per via inalatoria di glucocorticosteroidi possono raramente manifestarsi segni e sintomi di effetti glucocorticosteroidei sistemici quali ipofunzionalita’ surrenalica e riduzionedella velocita’ di crescita che probabilmente dipendono dalla dose, dal tempo di esposizione, dal trattamento concomitante e precedente consteroidi e dalla sensibilita’ individuale. Sono stati osservati alcunicasi di irritazione della pelle del viso a seguito dell’uso della maschera facciale per la nebulizzazione. Per prevenire l’irritazione la pelle del viso dovrebbe essere lavata dopo l’uso della maschera facciale. Invitare il paziente a segnalare al medico curante o al farmacistal’eventuale comparsa di sintomi o segni che non sono stati riportati.

Gravidanza E Allattamento

Categoria B3. La somministrazione di budesonide ad animali gravidi e’associata, come per gli altri glucocorticosteroidi, ad anomalie dellosviluppo fetale. L’attinenza di quanto osservato negli animali all’uomo non e’ stata stabilita. Come per altri farmaci la somministrazione di budesonide durante la gravidanza richiede la valutazione dei benefici terapeutici della madre rispetto ai rischi per il feto. Nelle donnein gravidanza l’uso dei glucocorticosteroidi per via inalatoria dovrebbe essere preso in considerazione in quanto promuove meno effetti sistemici rispetto ai glucocorticosteroidi orali, ottenendo risposte polmonari simili. Non esistono informazioni in merito al passaggio di budesonide nel latte materno.

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Fumare marijuana fa ingrassare o dimagrire?

MEDICINA ONLINE FUMO FUMARE SIGARETTE SMETTERE MARIJUANA DROGA DHT DIPENDENZA MALE TUMORE CANCRO POLMONI TOSSICODIPENDENZA NICOTINA CANCEROGENO GRASSO METABOLISMO DIMAGRIRE INGRASSARE.jpgLa marijuana fa ingrassare? Porsi la domanda è quasi scontato visto che il consumo di cannabis produce un caratteristico aumento dell’appetito, ma trovare una risposta in realtà è piuttosto difficile. Se ne sono accorti ad esempio i ricercatori della University of Montreal, che in uno studio pubblicato sulla rivista Pharmacology Biochemistry and Behavior hanno scoperto come la cannabis possa determinare sia l’aumento che la perdita di peso, in funzione di una serie di specifiche caratteristiche del consumatore.

È noto, e spesso riportato da chi ne fa uso, che la cannabis causa un temporaneo aumento dell’appetito”, spiega Didier Jutras-Aswad, ricercatore della University of Montreal che ha coordinato lo studio. “Sulla possibilità che questo causi un aumento di peso a lungo termine però esistono dati estremamente limitati”.

Per chiarire la questione, i ricercatori canadesi hanno utilizzato le informazioni raccolte dal progetto Nicotine Dependence in Teens, un ampio studio che ha raccolto i dati di 1.

294 ragazzi, che a partire dai 12-13 anni di età hanno risposto annualmente a un questionario sulle proprie abitudini, come la dieta, il consumo di cannabis o sigarette, e sulle proprie condizioni di salute fisica e mentale, riportando tra le altre cose anche eventuali aumento o perdita di peso.

Analizzando i dati raccolti dallo studio, i ricercatori hanno potuto calcolare l’effetto del consumo di cannabis sull’aumento di peso dei ragazzi, scoprendo che si tratta di una relazione complicata, in cui entrano in gioco diversi fattori come il sesso e l’eventuale consumo di tabacco. In generale, i dati raccolti dimostrerebbero che la marijuana tende a determinare un aumento di peso nei consumatori di entrambi i sessi, ma nei maschi l’effetto risulta opposto (tendono a dimagrire) in caso consumino anche tabacco (tra le ragazze invece non c’è collegamento tra aumento di peso e sigarette).

Le differenze di genere emerse dallo studio rimangono attualmente senza spiegazione, ma gli autori hanno formulato diverse ipotesi al riguardo. “Il Thc e la nicotina non influenzano allo stesso modo i circuiti neurobiologici che controllano fame nel cervello dei due sessi”, chiarisce Jutras-Aswad. “Sappiamo inoltre che questi percorsi neurali sono modificati da fattori ormonali e possono subire fluttuazioni, in particolare durante il ciclo mestruale. Esistono infine possibili differenze psicologiche tra uomini e donne riguardo al rapporto con l’aumento di peso e la dieta, che potrebbero teoricamente spiegare perché gli uomini sembrino particolarmente sensibili alle interazioni tra utilizzo di cannabis, sigarette e aumento di peso”.

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Eutirox fa ingrassare o dimagrire?

MEDICINA ONLINE PESO BILANCIA MASSA BIOIMPEDENZIOMETRIA INDICE CORPOREA COCALORIE BASMATI BIANCO INGRASSARE DIETA COTTO CRUDO PIATTO CUCINA LIGHT MANGIARE DIMAGRIRE GRASSO DIABETE CARBOIIl farmaco Eutirox contiene l’ormone tiroideo levotiroxina sodica (T4), uguale a quello prodotto dalla ghiandola tiroidea anche se ottenuto in laboratorio per via sintetica e si presenta in compresse. I dosaggi disponibili sono:

  • 25 mcg;
  • 50 mcg;
  • 75 mcg;
  • 88 mcg;
  • 100 mcg;
  • 112 mcg;
  • 125 mcg;
  • 137 mcg
  • 150 mcg;
  • 175 mcg;
  • 200 mcg.

La T4 contenuta in Eutirox viene convertita nel nostro organismo nell’ormone triiodiotironina (T3), che regola numerose funzioni del metabolismo umano.
Eutirox si usa per trattare stati di ipotiroidismo nei quali il metabolismo, essendo diminuito, tende a far aumentare il peso del paziente.

Una volta che si è raggiunti un dosaggio terapeutico adeguato, il paziente diventa “eutiroideo”, cioè il suo metabolismo torna ad essere normale, cosa che lo può aiutare a ritrovare il suo peso forma, ma ovviamente ciò non vuol dire che tutti i kg di massa grassa eventualmente accumulati durante l’ipotiroidismo, all’improvviso debbano scomparire. Il farmaco in sé, al dosaggio adeguato, non fa né ingrassare, né dimagrire: se raggiunto l’eutiroidismo il paziente non perde i kg di grasso precedentemente accumulati e se non segue una dieta ed un programma di attività fisica adeguati, tenderà a rimanere in sovrappeso o ad aumentare di peso; se invece dovesse seguire una dieta ipocalorica associata ad attività fisica, tenderà a dimagrire.

Per questo motivo, una volta iniziata una terapia con Eutirox, si dovrebbe contemporaneamente procedere con una dieta ed un programma di attività fisica adeguati.

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Vasticor (pravastatina sodica) 20mg 40mg foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACI EFFETTI COLLATERALI INDICAZIONI CONTROINDICAZIONI EFFETTO DOSE DOSAGGIO PILLOLE CREMA PASTIGLIE SUPPOSTE SIRINGA INIEZIONE EMIVITA FARMACOCINETICADenominazione

VASTICOR COMPRESSE

Categoria Farmacoterapeutica

Agenti ipolipemizzanti/ipocolesterolemizzanti e ipotrigliceridemizzanti/inibitori della HMG-CoA riduttasi.

Principi Attivi

Pravastatina sodica.

Eccipienti

Lattosio monoidrato, povidone K30, cellulosa microcristallina, sodio croscarmellosa, magnesio stearato, magnesio ossido, ferro ossido giallo(E172).

Indicazioni

Trattamento dell’ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista, come aggiunta alla dieta, quando la risposta a quest’ultima e ad altri trattamenti non farmacologici (es. esercizio fisico, riduzione ponderale) e’ inadeguata. Riduzione della mortalita’ e morbilita’ cardiovascolare nei pazienti con ipercolesterolemia moderata o grave e ad alto rischio di primo evento cardiovascolare, in aggiunta alla dieta. Riduzionedella mortalita’ e morbilita’ cardiovascolare in pazienti con storiadi infarto miocardico o angina pectoris instabile e con livelli di colesterolo normali o elevati, in aggiunta alla correzione di altri fattori di rischio. Riduzione di iperlipidemia post-trapianto nei pazientisottoposti a terapia immunosoppressiva a seguito di trapianto di organo solido.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti. Epatopatie in fase attiva, inclusi inspiegabili, persistenti aumenti delle transaminasi sieriche, oltre 3 volte il limite superiore dellanorma (ULN). Gravidanza e allattamento.

Posologia

Prima di iniziare la terapia con pravastatina, devono essere escluse cause secondarie di ipercolesterolemia e i pazienti devono essere sottoposti a dieta ipolipidica standard, che deve essere mantenuta anche durante il trattamento. Pravastatina viene somministrata per via orale,una volta al giorno, preferibilmente la sera con o senza cibo. Ipercolesterolemia: l’intervallo di dosi raccomandato e’ 10-40 mg una volta al giorno. La risposta terapeutica si osserva entro una settimana e ilpieno effetto di una data dose si ottiene entro quattro settimane, pertanto si devono effettuare periodiche valutazioni del quadro lipidicoe aggiustare la posologia di conseguenza. La dose giornaliera massimae’ 40 mg. Prevenzione cardiovascolare: in tutti gli studi clinici di prevenzione di morbilita’ e mortalita’, l’unica dose di partenza e di mantenimento studiata e’ stata 40 mg al giorno. Posologia dopo il trapianto: in seguito a trapianto d’organo, si raccomanda una dose inizialedi 20 mg al giorno nei pazienti sottoposti a terapia immunosoppressiva. A seconda della risposta dei parametri lipidici, la dose puo’ essere aggiustata fino a 40 mg sotto stretto controllo medico. Bambini e adolescenti (8-18 anni di eta’) con ipercolesterolemia familiare eterozigote: l’intervallo di dosi raccomandato e’ 10-20 mg una volta al giorno tra 8 e 13 anni di eta’, in quanto dosi superiori a 20 mg non sono state studiate in questa popolazione, e 10-40 mg al giorno tra 14 e 18anni di eta’. Pazienti anziani: non e’ necessario un aggiustamento della dose in questi pazienti, a meno che non vi siano fattori di rischiopredisponenti. Insufficienza renale o epatica: nei pazienti con insufficienza renale moderata o grave, o con insufficienza epatica significativa si raccomanda una dose iniziale di 10 mg al giorno. La dose deveessere aggiustata secondo la risposta dei parametri lipidici e sottocontrollo medico. Terapia concomitante: gli effetti ipolipemizzanti della pravastatina sul colesterolo totale e sul colesterolo LDL sono potenziati se viene somministrata in associazione con una resina sequestrante gli acidi biliari (es. colestiramina, colestipolo). La pravastatina deve essere somministrata un’ora prima o almeno quattro ore dopo laresina. Per i pazienti che assumono ciclosporina, con o senza altri farmaci immunosoppressori, il trattamento deve iniziare con 20 mg di pravastatina una volta al giorno e il progressivo aumento della dose fino a 40 mg deve essere effettuato con cautela.

Conservazione

Nessuna particolare condizione di conservazione.

Avvertenze

La pravastatina non e’ stata valutata in pazienti con ipercolesterolemia familiare di tipo omozigote. La terapia non e’ adatta quando l’ipercolesterolemia e’ dovuta a un innalzamento del colesterolo HDL. L’associazione di pravastatina con fibrati non e’ raccomandata. Nei bambiniprima della puberta’, il rapporto rischi/benefici del trattamento deveessere attentamente valutato prima di iniziare la terapia. Sono statiosservati moderati aumenti delle transaminasi epatiche. Nella maggioranza dei casi, i livelli delle transaminasi epatiche sono tornati al loro valore basale senza richiedere la sospensione del trattamento. Prestare particolare attenzione ai pazienti che sviluppano un incrementodei livelli delle transaminasi; interrompere la terapia se gli aumentidell’alanina aminotrasferasi (ALT) e dell’aspartato aminotrasferasi (AST) superano di tre volte il limite superiore della norma e persistono. Prestare cautela quando si somministra pravastatina a pazienti conanamnesi di epatopatia o elevato consumo di alcool. La pravastatina e’stata associata all’insorgenza di mialgia, miopatia e molto raramenterabdomiolisi. Considerare la miopatia nei pazienti sottoposti a terapia con statine che presentino sintomi muscolari di natura inspiegata,come dolore o indolenzimento, debolezza muscolare o crampi muscolari.In tali casi, misurare i livelli di creatinchinasi (CK). Interromperetemporaneamente la terapia quando i livelli di CK sono >5 volte il limite superiore della norma o quando vi sono sintomi clinici gravi. Molto raramente si verifica rabdomiolisi, con o senza insufficienza renalesecondaria. La rabdomiolisi e’ una malattia acuta potenzialmente fatale della muscolatura scheletrica, che puo’ svilupparsi in qualsiasi momento durante il trattamento ed e’ caratterizzata da distruzione massiva muscolare associata a un aumento consistente della CK (di solito >30 o 40 volte i limiti superiori della norma), che porta a mioglobinuria. Il rischio di miopatia con le statine sembra essere dipendente dall’esposizione e pertanto puo’ variare a seconda dei singoli farmaci (acausa di differenze della lipofilia e della farmacocinetica), inclusoil dosaggio e il potenziale di interazione farmacologica. Sebbene nonvi siano controindicazioni muscolari alla prescrizione di una statina,certi fattori predisponenti potrebbero aumentare il rischio di tossicita’ muscolare e pertanto giustificare un’attenta valutazione del rapporto rischi/benefici e un controllo clinico speciale. Prima di iniziare la terapia in tali pazienti e’ indicata la misurazione della CK. Ilrischio e la gravita’ di disturbi muscolari durante la terapia con unastatina sono aumentati dalla co-somministrazione di farmaci che interagiscono con essa. L’uso di fibrati da soli e’ occasionalmente associato a miopatia. L’uso combinato di una statina e fibrati deve essere generalmente evitato. Effettuare con cautela la co-somministrazione di statine e acido nicotinico. Un aumento dell’incidenza di miopatia e’ stato descritto anche in pazienti che ricevevano altre statine in combinazione con inibitori del metabolismo del citocromo P450. Cio’ puo’ risultare dalle interazioni farmacocinetiche che non sono state documentate per pravastatina. Se associati alla terapia con statine, i sintomimuscolari di solito si risolvono con l’interruzione di tale terapia. Il controllo periodico della CK o di altri enzimi muscolari non e’ raccomandato in pazienti asintomatici sottoposti a terapia con statine. Tuttavia, controllare la CK prima di iniziare la terapia nei pazienti con speciali fattori predisponenti e in pazienti che sviluppano sintomimuscolari durante la terapia con una statina. Se i livelli basali di CK sono significativamente elevati (>5 volte il limite superiore dellanorma), misurarli nuovamente dopo circa 5-7 giorni per confermare i risultati. Una volta misurati, interpretare i livelli di CK nel contestodi altri fattori potenziali che possono causare danno muscolare transitorio, quali esercizio fisico strenuo o traumi muscolari. Prestare cautela in pazienti con fattori predisponenti, quali insufficienza renale, ipotiroidismo, storia pregressa di tossicita’ muscolare con una statina o fibrato, storia personale o familiare di disturbi muscolari ereditari o abuso di alcol. In questi casi, misurare i livelli di CK prima dell’inizio della terapia. Prendere in considerazione la misurazionedella CK prima di iniziare il trattamento in persone di eta’ > 70 anni, soprattutto in presenza di altri fattori predisponenti in questa popolazione. Se i livelli basali di CK sono significativamente elevati (>5 volte il limite superiore della norma), non iniziare il trattamentoe controllare nuovamente i risultati dopo 5-7 giorni. I livelli basali di CK possono essere utili anche come riferimento in caso di successivo aumento durante la terapia con una statina. I pazienti devono riferire immediatamente la comparsa di dolori, indolenzimento, debolezza ocrampi muscolari inspiegabili. In questi casi, misurare i livelli diCK. Se si rileva un livello di CK marcatamente elevato (>5 volte il limite superiore della norma), interrompere la terapia con statina. Considerare l’interruzione del trattamento se i sintomi muscolari sono gravi e causano disagio quotidiano, anche se l’aumento della CK rimane <=5 volte il limite superiore della norma. Se i sintomi si risolvono e ilivelli di CK ritornano nella norma, puo’ essere considerata la ripresa della terapia con statina al dosaggio piu’ basso e sotto stretto controllo. Se si sospetta una malattia muscolare ereditaria in tali pazienti, la reintroduzione della terapia con statina non e’ raccomandata.I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Con alcune statine sono stati riportati casi eccezionali di malattia interstiziale polmonare, soprattutto con la terapia a lungo termine. La sintomatologia puo’includere dispnea, tosse non produttiva e deterioramento dello stato di salute generale (stanchezza, perdita di peso, e febbre). Se si sospetta che un paziente abbia sviluppato una malattia interstiziale polmonare, interrompere la terapia con la statina. Alcune evidenze suggeriscono che le statine, come effetto classe, aumentano la glicemia e in alcuni pazienti, ad alto rischio di sviluppare diabete, possono indurreun livello di iperglicemia tale per cui e’ appropriato il ricorso a terapia antidiabetica. Questo rischio, tuttavia, e’ superato dalla riduzione del rischio vascolare con I’uso di statine e pertanto non deve essere motivo di interruzione del trattamento. Monitorare i pazienti a rischio (glicemia a digiuno 5.6 – 6.9 mmol/L, BMI>30kg/m^2, livelli elevati di trigliceridi, ipertensione) sia a livello clinico che a livello biochimico.

Interazioni

Fibrati: l’uso di fibrati da soli e’ occasionalmente associato a miopatia. E’ stato segnalato un aumento del rischio di eventi avversi a carico dell’apparato muscolare, inclusa rabdomiolisi, quando i fibrati vengono somministrati concomitantemente ad altre statine. Questi eventiavversi non possono essere esclusi con l’uso di pravastatina; pertanto, l’uso combinato di pravastatina e fibrati (ad es. gemfibrozil, fenofibrato) deve essere generalmente evitato. Se questa combinazione e’ ritenuta necessaria, e’ richiesto un attento controllo clinico e della CK dei pazienti che assumono tale terapia. Colestiramina/colestipolo: la somministrazione concomitante ha comportato una diminuzione di circail 40-50% della biodisponibilita’ della pravastatina. Non vi e’ statauna riduzione clinicamente significativa della biodisponibilita’ o dell’effetto terapeutico quando la pravastatina e’ stata somministrata un’ora prima o quattro ore dopo la colestiramina o un’ora prima del colestipolo. Ciclosporina: la somministrazione concomitante di pravastatina e ciclosporina comporta un aumento di circa quattro volte dell’esposizione sistemica alla pravastatina. In alcuni pazienti, tuttavia, l’aumento dell’esposizione alla pravastatina puo’ essere maggiore. Si raccomanda un controllo clinico e biochimico dei pazienti che ricevono questa associazione. Warfarin e altri anticoagulanti orali: i parametridi biodisponibilita’ allo stato stazionario per la pravastatina non sono risultati alterati a seguito della somministrazione di warfarin. Lasomministrazione cronica dei due prodotti non ha prodotto modificazioni dell’azione anticoagulante di warfarin. Prodotti metabolizzati dalcitocromo P450: la pravastatina non e’ metabolizzata in misura clinicamente significativa dal sistema del citocromo P450. Questo e’ il motivo per cui i medicinali che vengono metabolizzati dal sistema del citocromo P450, o ne sono inibitori, possono essere aggiunti a un regime stabile con pravastatina senza causare modificazioni significative dei livelli plasmatici di pravastatina, come e’ stato riscontrato con altrestatine. L’assenza di una significativa interazione farmacocinetica con la pravastatina e’ stata specificamente dimostrata per diversi prodotti, in particolare quelli che sono substrati/inibitori del CYP3A4, ad es. diltiazem, verapamil, itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi, succo di pompelmo e inibitori del CYP2C9 (ad es. fluconazolo). In uno di due studi sulle interazioni con pravastatina ed eritromicina, e’ stato osservato un aumento statisticamente significativo dell’AUC (70%) e della Cmax (121%) della pravastatina. In uno studio analogo con claritromicina, e’ stato osservato un aumento statisticamentesignificativo dell’AUC (110%) e della Cmax (127%). Sebbene queste variazioni fossero di entita’ modesta, occorre prestare cautela nell’associare pravastatina a eritromicina o claritromicina. Altri prodotti: negli studi sulle interazioni con aspirina, antiacidi (un’ora prima dellapravastatina), cimetidina, gemfibrozil, acido nicotinico o probucolonon sono state osservate differenze statisticamente significative della biodisponibilita’.

Effetti Indesiderati

La frequenza degli eventi avversi e’ classificata come segue: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1000, <1/100),rara (>=1/10.000, <1/1000), molto rara (<1/10.000). >>Studi clinici.Patologie del sistema nervoso. Non comuni: vertigini, cefalea, disturbi del sonno, insonnia. Patologie dell’occhio. Non comuni: disturbi della visione (incluso offuscamento della visione e diplopia). Patologiegastrointestinali. Non comuni: dispepsia/bruciore di stomaco, dolori addominali, nausea/vomito, stipsi, diarrea, flatulenza. Patologie dellacute e del tessuto sottocutaneo. Non comuni: prurito, eruzione cutanea, orticaria, anomalie del cuoio capelluto/dei capelli (inclusa alopecia). Patologie renali e urinarie. Non comuni: disturbi della minzione(inclusa disuria, frequenza, nicturia). Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non comuni: disfunzione sessuale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comuni: affaticamento. >>Eventi di interesse clinico special.e Muscolo scheletrico: negli studi clinici, sono stati riportati effetti sul muscolo scheletrico, ad esempio dolore muscoloscheletrico, inclusa artralgia, crampi muscolari, mialgia, debolezza muscolare ed elevati livelli di CK. >>Effetti epatici. E’ stato segnalato un innalzamento delle transaminasi sieriche. >>Post marketing. Patologie del sistema nervoso. Molto rare: polineuropatia periferica, in particolare se utilizzato perun periodo prolungato, parestesia. Disturbi del sistema immunitario. Molto rare: reazioni di ipersensibilita’: anafilassi, angioedema, sindrome lupoide (lupus-like). Patologie gastrointestinali. Molto rare: pancreatite. Patologie epatobiliari. Molto rare: ittero, epatite, necrosiepatica fulminante. Patologie dell’apparato muscoloscheletrico e deltessuto connettivo. Molto rare: rabdomiolisi, che puo’ essere associata a insufficienza renale acuta secondaria a mioglobinuria, miopatia. Si riportano anche casi isolati di disturbi tendinei, talvolta complicati da rottura. >>Effetti di classe. Si riportano casi di incubi, perdita della memoria, depressione, casi eccezionali di malattia interstiziale polmonare (soprattutto con la terapia a lungo termine), diabete mellito la cui frequenza dipende dalla presenza o assenza di fattori dirischio (glicemia a digiuno >=5.6 mmol/L, BMI>30kg/m^2, livelli elevati di trigliceridi, storia di ipertensione).

Gravidanza E Allattamento

Gravidanza: la pravastatina e’ controindicata durante la gravidanza edeve essere somministrata alle donne in eta’ fertile solo se non hannointenzione di concepire e sono state informate del rischio potenziale. Si raccomanda speciale cautela nei bambini e nelle adolescenti in eta’ fertile, per assicurare la corretta comprensione del potenziale rischio associato alla terapia con pravastatina durante la gravidanza. Incaso di gravidanza pianificata o accertata, il medico deve essere immediatamente informato e la terapia con pravastatina deve essere interrotta a causa del potenziale rischio per il feto. Allattamento: una piccola quantita’ di pravastatina e’ escreta nel latte umano, pertanto lapravastatina e’ controindicata durante l’allattamento.

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Clarens (sulodexide) 250ULS 600ULS foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACI EFFETTI COLLATERALI INDICAZIONI CONTROINDICAZIONI EFFETTO DOSE DOSAGGIO PILLOLE CREMA PASTIGLIE SUPPOSTE SIRINGA INIEZIONE EMIVITA FARMACOCINETICADenominazione

CLARENS

Categoria Farmacoterapeutica

Antitrombotici.

Principi Attivi

Capsule molli: sulodexide 250 ULS. Soluzione iniettabile: sulodexide 600 ULS.

Eccipienti

Capsule molli: sodio laurilsarcosinato, biossido di silicio, triacetina, gelatina, glicerolo, sodio paraidrossibenzoato di etile (E 215), sodio paraidrossibenzoato di propile (E 217), biossido di titanio (E 171), ossido di ferro rosso (E 172). Soluzione iniettabile: sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Ulcere venose croniche.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, verso l’eparina e gli eparinoidi. Diatesi e malattie emorragiche.

Posologia

Capsule molli: 1 capsula 2 volte al di’, lontano dai pasti. Soluzioneiniettabile: 1 fiala al di’, per uso intramuscolare o endovenoso. Orientativamente si consiglia di iniziare la terapia con le fiale e, dopo15-20 giorni, proseguire con le capsule per 30-40 giorni. Il ciclo terapeutico completo va ripetuto almeno due volte l’anno.

Conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C.

Avvertenze

Non presenta particolari precauzioni d’uso. Comunque, nei casi in cuisia anche in atto un trattamento con anticoagulanti, e’ consigliabilecontrollare periodicamente i parametri emocoagulativi.

Interazioni

Essendo sulodexide una molecola eparino-simile puo’ aumentare gli effetti anticoagulanti dell’eparina stessa e degli anticoagulanti orali sesomministrato contemporaneamente.

Effetti Indesiderati

Con le capsule molli: disturbi dell’apparato gastroenterico con nausea, vomito ed epigastralgie. Con la soluzione iniettabile: dolore, bruciore ed ematoma in sede di iniezione. Inoltre, in rari casi, si puo’ avere sensibilizzazione con manifestazioni cutanee o in sedi diverse.

Gravidanza E Allattamento

Per motivi cautelativi, se ne sconsiglia l’uso in gravidanza, anche segli studi di tossicita’ fetale non hanno messo in evidenza effetti embrio-feto-tossici.

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I farmaci per la disfunzione erettile sono pericolosi per il cuore?

MEDICINA ONLINE CUORE HEART INFARTO MIOCARDIO NECROSI ATRIO VENTRICOLO AORTA VALVOLA POMPA SANGUE ANGINA PECTORIS STABILE INSTABILE ECG SFORZO CIRCOLAZIONEE’ vero che i farmaci per la cura della disfunzione erettile sono pericolosi per il cuore ?
No i farmaci che si utilizzano per migliorare l’erezione sono sicuri per la maggior parte dei pazienti e non danneggiano l’attività cardiaca. Tuttavia bisogna ricordare che non vanno assunti nei 6 mesi successivi ad un episodio di infarto, oppure in caso di pressione arteriosa molto bassa, nei pazienti con insufficienza cardiaca e sono assolutamente controindicati in tutti i pazienti che assumano i farmaci nitrati ed i suoi derivati, perché possono provocare fenomeni ipotensivi potenzialmente letali. E’ buona norma che se il paziente è malato di cuore consulti anche il suo cardiologo prima di assumere i farmaci per la cura dell’impotenza.

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