Bodybuilder 19enne muore per la rottura dell’aorta: usava steroidi anabolizzanti e testosterone

MEDICINA ONLINE Andrej Gajdos FARMACI LISTA ANNI ALLENAMENTO MUSCOLI PESI GINNASTICA GUINNESS RECORD MORTE DEAD DEATH CUORE PATOLOGIA STEROIDI DOPING SOSTANZE DOPANTI GH BODYBUILDER BODYUn ragazzo di 19 anni, Andrej Gajdos, con la passione per il bodybuilding è morto sul colpo all’esterno di un supermercato nella sua città, Weston-super-Mare, in Inghilterra. Dall’autopsia è emerso che l’adolescente è morto a causa della rottura dell’aorta, un evento molto raro a questa età. Sul caso è stata aperta un’inchiesta. Da un esame post mortem è emerso che nel corpo del 19enne, che andava in palestra due volte al giorno, c’erano tracce di steroidi anabolizzanti e testosterone.

La sua famiglia ha anche trovato quattro diversi tipi di steroidi nel suo appartamento. Il medico che ha effettuato l’autopsia ha affermato che il cuore del giovane bodybuilder pesava 680 grammi, mentre un cuore normale pesa in media tra i 400 e i 500 grammi. “La sua storia in palestra mi ha fatto sospettare che stava prendendo steroidi da molto tempo, i muscoli della parte superiore del suo corpo erano enormi”, ha spiegato.

Il medico ha comunque affermato di non poter essere certo che gli steroidi siano stati la causa diretta della sua morte. La madre del ragazzo ha descritto suo figlio come un giovane conosciuto e amato da molte persone e per i suoi funerali ha creato un pagina di raccolta fondi che ha superato l’obiettivo iniziale di 2500 sterline: “Era un bodybuilder molto forte e sognava di diventare il nuovo The Rock”.

Londra, 4 agosto 2007

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“Mangiavo solo pizza ed energy drink”: ex bodybuilder muore di tumore

MEDICINA ONLINE DEAN WHARMBY PALESTRA MORTO ALLENAMENTO PESI MUSCOLI PALESTRA DOPING PROTEINE MORTE INTEGRATORE BODY BUILDING 14 FARMACI ILLEGALI PROIBITI ANFETAMINE TREMBOLONE OBESO MUSE’ morto nell’ospedale in cui era ricoverato a causa di un tumore al fegato, dopo quasi un anno di battaglia. Dean Wharmby, ex bodybuilder che per anni ha assunto circa 10 mila calorie al giorno soprattutto grazie a tantissima carne, energy drink, pizza e panini, prima di morire aveva ammesso l’assunzione di steroidi. La sua battaglia contro il tumore era anche diventata virale: sulla sua pagina Facebook lui e la compagna Charlotte Rigby avevano documentato tutta la situazione, compreso l’approccio alla cura, basato sulla medicina naturale e su una dieta rigorosa.

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Synthol nei bicipiti: bodybuilder a rischio amputazione delle braccia

MEDICINA ONLINE SYNTHOL BICIPITI GONFIARE OLIO BODYBUILDER APUTAZIONE BRACCIA PALESTRA MUSCOLI INIEZIONI RISCHI DANNO AUMENTARE IPERTROFIA Romario Dos Santos Alves.jpgIl desiderio di un bodybuilder di diventare enorme iniettandosi olio nelle braccia gli ha fatto rischiare la vita. Solamente 3 anni fa Romario Dos Santos Alves di 25 anni era un bodybuilder nella media che viveva a Goiana in Brasile. Andava in palestra per costruirsi i muscoli nel modo più veloce possibile, e per questo ascoltò i suggerimenti degli amici. In un’intervista ha affermato: “Mi hanno fatto conoscere il Synthol e sono stato entusiasta dei risultato. Per questo ho perso il controllo.”

Synthol: cos’è?

Il Synthol è un cocktail di olio, antidolorifici ed alcool che si inietta nei muscoli, in questo caso nei bicipiti, con l’obiettivo di farli apparire più “grossi”. I muscoli, in apparenza, si sono infatti molto ingrossati, ma alla fine Alves è diventato dipendente da esso. “Se si prende una volta ci sarà sicuramente una seconda volta: è coinvolgente”. Per farsi aiutare dalla moglie per le iniezioni in posti che non riusciva a raggiungere da solo, le raccontava che non c’era alcun problema con il liquido, in quanto sarebbe stato espulso naturalmente dopo poco tempo. Cosa che non accadde, e la sua salute cominciò a sgretolarsi.

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Il corpo si ribella

I suoi bicipiti si erano gonfiati fino a diventare di 62 cm, ma l’olio ha iniziato a procurargli dolore ed una costante insufficienza renale a causa delle tossine. L’inizio di una successiva depressione lo ha anche spinto a tentare il suicidio. La moglie ha quindi minacciato di lasciarlo se avesse continuato ad usare il Synthol. A quel punto il medico gli annuncia che ci sarebbe stato bisogno di amputargli entrambe le braccia in quanto i muscoli erano diventati di pietra. Fortunatamente, però, i medici sono stati in grado di rimuovere tutti i blocchi induriti di Synthol dalle sue braccia senza amputarle. “Ho deciso di non prendere più tutte queste sostanze, per le quali ho vissuto momenti difficili e sono quasi morto di fame” ha continuato Alves nell’Intervista.

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Mai più sostanze

Ormai sono due anni che non si inietta più niente, ma la tentazione di utilizzare altri farmaci per migliorare il muscolo è ancora forte. “Due settimane fa ho acquistato una sostanza chiamata Estigor, un ormone per cavalli. Ho messo l’ago nel petto e risucchiato l’aria per vedere se era in vena. Non ne è venuto niente, mi sono bloccato ed ho iniziato a sudare. La mia mente ha cominciato a ricordare le cose che ho vissuto ed ho pensato che non potevo farlo, non potevo cedere alla tentazione di nuovo.” Alves racconta le sue esperienze così che altre persone non cadano nella trappola della dipendenza. Ha ancora l’ambizione di diventare un bodybuilder professionista, ma senza usare farmaci ed aggiunge: “Sarei potuto morire perché volevo muscoli più grandi: non ne vale la pena”.

Articolo di pubblicato su blastingnews.com

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Quante proteine devo assumere ogni giorno? Troppe proteine fanno male?

MEDICINA ONLINE MANGIARE DIETA CIBO DIMAGRIRE PROTEINE CARNE SALUMISono domande che mi sento rivolgere spesso, sia da pazienti che frequentano la sala pesi della propria palestra, sia da pazienti che vogliono semplicemente imparare a nutrirsi in maniera adeguata.

Quante proteine giornaliere?

Confrontando le linee guida ufficiali, notiamo come il corretto fabbisogno giornaliero di proteine ovviamente varia in modo soggettivo, specie in funzione dello stile di vita e del metabolismo:

  • per un soggetto adulto sedentario e/o con un basso metabolismo basale, un quantitativo di 1 g grammi di proteine per kg di peso corporeo è adeguato;
  • per soggetti adulti mediamente attivi e/o con un medio metabolismo basale, si ritiene che assunzioni da 1.1 ad 1.4 g/kg di peso corporeo sono adeguati;
  • per soggetti molto attivi o addirittura atleti e/o con un alto metabolismo basale, si arriva ad assunzioni da 1.5 a 2 g/kg di peso corporeo;
  • se il soggetto pratica sport di potenza e/o ha l’obiettivo sportivo di aumentare copiosamente la muscolatura, si giunge fino ad assunzioni di 2.5 g/kg di peso corporeo ed oltre, ovviamente sotto stretto controllo medico.

Troppe proteine fanno male?

E’ il concetto di “troppo” che è estremamente variabile, visto che il buon senso è sempre più raro al giorno d’oggi! Consumate da soggetti sani, entro i parametri prima indicati, le proteine sono da ritenersi sicure ed anzi necessarie al nostro organismo. Studiando consumi superiori (come avviene, ad esempio, nei soggetti che cercano un aumento muscolare particolarmente spiccato e quindi tendono ad assumere integratori proteici) alcuni ricercatori hanno suppostoun potenziale danno renale causato dall’aumento dell’escrezione di azoto durante il metabolismo proteico, aumento di escrezione che causerebbe un innalzamento della pressione glomerulare e un’iperfiltrazione. Tuttavia tali risultati sono ancora controversi: altri autori affermano che assunzioni non eccessivamente superiori al consigliato, in soggetti sani, sono generalmente associate ad adattamenti funzionali non ascrivibili a danno o patologia. Questo comunque non significa che oltrepassare l’assunzione proteica giornaliera consigliata sia utile o produttivo. Per quel che riguarda il nostro corpo ricordate sempre che “la virtù sta nel mezzo”!

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Mike Matarazzo: la vita e la lettera del bodybuilder morto a causa del doping

MEDICINA ONLINE Mike Matarazzo DEATH DEAD MORTE BODY BUILDING DOPING LETTERA MUSCOLI.jpgA 48 anni il 16 agosto 2014 è purtroppo venuto a mancare il culturista statunitense Mike Matarazzo. Michael Richard Matarazzo – questo il suo vero nome – è stato a lungo un bodybuilder professionista IFBB.

La carriera

Nato l’8 novembre 1965 a Boston, Massachusetts (USA), da una famiglia di origini italiane, Matarazzo si è poi trasferito a Venice, in California, per approfondire la sua carriera di bodybuilding. Ex pugile, Matarazzo ha vinto per la prima volta la Gold’s Gym Classic nel 1989 in Massachusetts. Noto principalmente per le sue braccia e polpacci massicci, il suo miglior piazzamento nella competizione Mr. Olympia (su sette presenze totali) è stato nono, nel 1998. Matarazzo era alto 5 piedi e 10 pollici (178 cm). Pesava 250 libbre (113 kg) durante le competizioni e 275 libbre (124 kg) in off-season. L’ultima apparizione di Matarazzo in un evento di bodybuilding professionale è stata al Mr. Olympia del 2001, dove si è piazzato 21°.

Il ritiro

Matarazzo è stato costretto al ritiro a causa di un intervento chirurgico a cuore aperto subito l’8 dicembre 2004 a causa dell’ostruzione delle arterie coronariche. L’8 novembre 2007, Matarazzo ha subito un infarto del miocardio, il suo secondo problema cardiaco dall’operazione del 2004. Il 3 agosto 2014 Matarazzo è stato ricoverato nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale di Stanford a Palo Alto a causa di complicazioni cardiache, probabilmente legate all’uso smodato di farmaci dopanti. Morì il 16 agosto in attesa di un trapianto di cuore. In base all’opinione dei medici che lo avevano in cura, i farmaci che assumeva hanno avuto un ruolo importante nei problemi cardiaci che hanno determinato il decesso del culturista. Al momento della sua morte risiedeva a Modesto, in California, ed era stato costretto a smettere di lavorare a causa della sua funzione cardiaca, estremamente più bassa del normale.

La lettera di Mike Matarazzo

Come abbiamo visto, la vita di Mike Matarazzo è stata dedicata al body building che però – oltre a dargli tante gioie – gli ha sicuramente segnato la vita causandogli problemi di salute, in particolare problemi cardiaci, con molta probabilità legati al doping, come confermato da lui stesso. Ecco le parole di Mike Matarazzo in una sua famosa lettera:

“Da dove inizio? Dovrei dire che tutto ciò che mi ha portato ai miei problemi di cuore è iniziato nell’attimo in cui ho iniziato seriamente a competere nel bodybuilding. Al fine di diventare sempre più grosso, ho mangiato cinque, sei, sette chili di carne rossa al giorno, senza verdure. E sono stato alla larga anche dalla frutta a causa del suo contenuto in zuccheri.
La cosa peggiore sono state le sostanze chimiche. Ho così tanti ricordi dell’essere rimasto in una stanza d’albergo durante la settimana, cinque giorni o due giorni prima di una gara, facendo cose indicibili al mio corpo – steroidi, ormone della crescita, diuretici – non risparmiando nulla di quello che noi bodybuilders facciamo per ottenere una determinata forma.
Questo ha determinato tutta la mia vita, perciò a tutti quei ragazzi che si trovano nell’eterna ricerca di ottenere braccia e polpacci da 50 cm o più, e a tutti quelli che sono così convinti della loro capacità di non morire mai, io dico: cambiate il vostro punto di vista.
La vostra preoccupazione dovrebbe essere quella di ottenere un corpo quanto più in salute possibile, perché l’intenzione dovrebbe essere quella non solo di arrivare fino alla vostra prossima gara o fino alla fine di un contratto di bodybuilding, ma di vivere a lungo. E a lungo per l’essere umano è una quantità di tempo pari al nulla. Il tempo se ne va veloce, anche più veloce quando la vostra salute se ne è andata e ormai non avete più niente per cui vivere.”

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Il bambino più forte del mondo: bodybuilder a soli 9 anni [VIDEO]

Giuliano Stroe ha 9 anni, è nato il 18 giugno del 2004 e attualmente detiene il titolo di “bambino più forte del mondo“. È un un bodybuilder da quando aveva solo due anni e con la sua famiglia ora vive in Romania.

Nel 2009 è stato registrato nel libro dei Guinness World Record per aver battuto i suoi avversari nella dieci metri sulle mani tenendo un peso tra le gambe. Ma non finisce qui: il 24 febbraio 2010 ha raggiunto un nuovo record mondiale per il maggior numero di flessioni fatte senza mai far toccare i piedi al suolo.

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“Sono invincibile”, muore a 20 anni per il fisico perfetto: lo uccidono gli steroidi

Oly CooneyL’inglese Oli Cooney, ventenne della contea metropolitana del West Yorkshire, ossessionato dagli anabolizzanti, è morto d’infarto il 22 settembre scorso, ad appena 20 anni. Aveva già avuto due attacchi di cuore, ma nonostante ciò non aveva abbandonato la palestra e soprattutto non aveva smesso di assumere farmaci dopanti, dopo aver iniziato a 16 anni. I medici, dopo l’ischemia al cuore determinata dall’abuso di varie sostanze dopanti, gli avevano diagnosticato danni cronici e gli avevano ordinato di stare lontano dagli steroidi e diminuire il carico di allenamento.

Secondo alcuni il ragazzo aveva smesso di prendere sostanze anabolizzanti, ma continuava a frequentare la palestra a ritmi esagerati. A chi gli faceva notare che questo stile di vita era molto pericoloso, Oli Cooney rispondeva di “essere invincibile”.  I suoi genitori sperano che la storia del loro figlio possa servire a tutti quei ragazzi che amano fanno uso di steroidi, fungendo da monito a non assumerli. La madre di Oli ha raccontato al quotidiano Telegraph & Argus (da cui è anche presa la foto che vedete in alto): “Oli ha coltivato una passione sfrenata per il bodybuilding e sfortunatamente questa passione gli ha tolto la vita. Non vorremmo che nessuno passasse le pene dell’inferno che abbiamo vissuto. Non vorremmo che accadesse più”.

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“Sono invincibile”: morto a 20 anni ucciso dagli steroidi

MEDICINA ONLINE OLI COONEY DONNA PIU ANZIANA MONDO 80 ANNI ALLENAMENTO MUSCOLI PESI GINNASTICA GUINNESS RECORD MORTE DEAD DEATH CUORE PATOLOGIA STEROIDI DOPING SOSTANZE DOPANTI GH BODYBUDue attacchi di cuore e tre ictus non lo avevano fermato. Oli Cooney, 20enne della contea metropolitana del West Yorkshire, aveva continuato a frequentare la palestra e ad allenarsi senza sosta. E non aveva smesso di fare un massiccio uso di anabolizzanti. Gli stessi anabolizzanti che Oli credeva fossero necessari per mantenere il suo fisico perfetto. Gli stessi anabolizzanti che lo hanno ucciso il 22 settembre scorso, nonostante si sentisse “invincibile” come lui stesso affermava:

Steroids are fantastic, I don’t even mind the side effects

Che tradotto significa “Gli steroidi sono fantastici, non mi preoccupo degli effetti collaterali”. La notizia è stata resa pubblica e ripresa dai giornali britannici solo in questi giorni, dopo che una lunga inchiesta ha fatto luce sulle cause della morte del 20enne. 

Da quando aveva 16 anni Cooney aveva cominciato a passare tantissime ore in palestra e ad abusare di anabolizzanti. I dottori, all’indomani degli attacchi che avevano compromesso seriamente la sua salute, gli avevano diagnosticato un danno cardiaco cronico e gli avevano ordinato di stare lontano dai pesi e dagli steroidi.

Il ragazzo, però, aveva continuato a frequentare la palestra a ritmi impressionanti. E a chi gli faceva notare che questo stile di vita era pericoloso, Cooney non dava ascolto e sosteneva di “essere invincibile”. Spendeva 400 sterline al mese (circa 450 euro) in farmaci dopanti. Almeno fino alla mattina del 22 settembre quando, dopo una serata passata fuori, è crollato a terra tornando a casa ed è stato dichiarato morto pochi minuti dopo.

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