Differenza tra PM10 e PM2,5 e rispettivi effetti sulla salute

MEDICINA ONLINE INQUINAMENTO SMOG CANCRO CANCEROGENO FUMO INDUSTRIA SCARTI NUCLEARE TECNOLOGIA METALLI PESANTI PM10 NANOPARTICELLE MOLECOLE INDUSTRIALE OCCIDENTE TUMORE ARIA OSSIGENOLe polveri fini (o “sottili”) sono delle particelle inquinanti presenti nell’aria che respiriamo tutti i giorni, di natura organica o inorganica, a stato solido o liquido. Tali particelle sono capaci di adsorbire sulla loro superficie diverse sostanze con proprietà tossiche quali solfati, nitrati, metalli e composti volatili. Le polveri fini vengono classificate in base alla loro dimensione, che può determinare un diverso livello di nocività. Infatti, più queste particelle sono piccole più hanno la capacità di penetrare nell’apparato respiratorio:

  • Le PM10 hanno un diametro inferiore a 10 µm (micron) e possono essere inalate e penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio, dal naso alla laringe.
  • Le PM2,5 hanno un diametro inferiore a 2,5 µm e possono essere respirate e spingersi nella parte più profonda dell’apparato, fino a raggiungere i bronchi.
  • polveri ultrafini “UFP“: hanno diametro inferiore ad 0,1 µm e potrebbero essere addirittura in grado di filtrare fino agli alveoli ed ancora più in profondità nell’organismo e, si sospetta, entrare nel circolo sanguigno e poi nelle cellule.

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Origine delle polveri fini
Le fonti principali di polveri fini sono due:

  • fonti naturali
    • incendi boschivi
    • attività vulcanica
    • polveri, terra e sale marino alzati dal vento (il cosiddetto aerosol marino)
    • pollini e spore
    • erosione di rocce
  • fonti antropogeniche
    • traffico veicolare, sia dei mezzi diesel che benzina
    • uso di combustibili solidi per il riscaldamento domestico (carbone, legna e gasolio)
    • residui dell’usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture
    • attività industriale

Il livello di concentrazione delle PM10 nelle aree urbane aumenta nel periodo autunno-inverno, cioè quando al traffico veicolare si aggiungono le emissioni di polveri derivanti dall’accensione degli impianti di riscaldamento, in modo particolare quelli alimentati a biomasse legnose. Le condizioni meteorologiche di questo periodo, inoltre, favoriscono un innalzamento del livello delle polveri fini. Fenomeni atmosferici come quello dell’inversione termica, infatti, causano lo schiacciamento delle polveri al suolo e ne impediscono la dispersione.

Effetti acuti e cronici delle polvere sottili sulla salute dell’uomo
Studi epidemiologici, confermati anche da analisi cliniche e tossicologiche, hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico abbia un impatto sanitario notevole; quanto più è alta la concentrazione di polveri fini nell’aria, infatti, tanto maggiore è l’effetto sulla salute della popolazione.

  • Gli effetti di tipo acuto sono legati ad una esposizione di breve durata (uno o due giorni) a elevate concentrazioni di polveri contenenti metalli. Questa condizione può provocare infiammazione delle vie respiratorie, come crisi di asma, o inficiare il funzionamento del sistema cardiocircolatorio.
  • Gli effetti di tipo cronico dipendono, invece, da una esposizione prolungata ad alte concentrazioni di polveri e possono determinare sintomi respiratori come tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare e bronchite cronica. Per soggetti sensibili, cioè persone già affette da patologie polmonari e cardiache o asmatiche, è ragionevole temere un peggioramento delle malattie e uno scatenamento dei sintomi tipici del disturbo. Studi condotti in materia hanno anche registrato un aumento dei ricoveri ospedalieri e della mortalità per patologie respiratorie e cardiache direttamente riferibili all’inquinamento da polveri.

Consigli di comportamento
Adottando un comportamento più consapevole tutti i cittadini possono contribuire quotidianamente alla riduzione dell’inquinamento da polveri fini, ecco alcuni consigli:

  • usare di meno e meglio l’automobile;
  • far controllare periodicamente il motore e il consumo dei pneumatici dell’auto;
  • privilegiare nell’acquisto di un’auto nuova modelli a metano o GPL e comunque meno inquinanti;
  • praticare il carpool, ovvero usare la stessa macchina in più persone
  • ridurre la velocità di marcia;
  • muoversi in bicicletta o a piedi usare i mezzi pubblici.

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Abbassamento della voce: cause, rimedi, quando andare dal medico

MEDICINA ONLINE CORDE VOCALI POLIPI NODULI GRANULOMI VOCE LESIONE PARLARE FONAZIONE LOGOPEDIA NERVI RICORRENTI LARINGE FARINGE GOLA DOVE SONO ANATOMIA A CHE SERVONOL’abbassamento della voce è un disturbo a carico delle corde vocali caratterizzato da alterazioni del tono, che diviene più basso, e del timbro della voce, che diviene più aspro. Il soggetto colpito dall’abbassamento della voce fatica a parlare con un tono naturale. La condizione è espressione di un’infiammazione della laringe che può a sua volta dipendere dalla presenza di alcune patologie.

L’abbassamento della voce indica malattia grave?

Non sempre l’abbassamento di voce è sintomo di una malattia grave. La causa potrebbe infatti risiedere anche in un mal di gola o nell’abuso della voce, in questi casi la condizione si risolve in pochi giorni, tuttavia potrebbe essere anche causato da un tumore della laringe, quindi – specie se il sintomo è prolungato nel tempo – non va mai sottovalutato.

Quali malattie possono causare un abbassamento della voce?

Le patologie che si possono associare all’abbassamento della voce sono le seguenti:

  • infiammazioni della laringe;
  • miastenia gravis;
  • sindrome dell’ovaio policistico;
  • tumori della laringe.

Si ricorda che questo non è un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di persistenza del sintomo.

Quali sono i rimedi contro l’abbassamento della voce?

Non è semplice stilare i rimedi per trattare l’abbassamento della voce dal momento che non è una condizione a sé stante, ma è un sintomo che accomuna diverse patologie. È dunque necessario curare la malattia che ne è alla base. In generale, però, il riposo della voce migliora la condizione, indipendentemente dalla causa. Le persone con l’abbassamento di voce dovrebbero quindi per prima cosa non sovraffaticare evitando di parlare o sussurrare per lunghi periodi, successivamente, se il sintomo continua, il medico dovrà individuare e curare la malattia specifica a monte che genera l’abbassamento di voce.

Abbassamento della voce: quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di abbassamento della voce è sempre bene rivolgersi al proprio medico, in particolare se affetti da una delle malattie correlate a questo disturbo (vedere elenco patologie associate).

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Differenza tra lobectomia, pneumonectomia, segmentectomia e resezione atipica

MEDICINA ONLINE POLMONI VIE AREE LOBI SEGMENTI CHIRURGIA LOBECTOMIA TUMORE CANCRO ASPORTAZIONE POLMONE LUNG CONSEGUENZE COMPLICANZE

MEDICINA ONLINE POLMONI VIE AREE LOBI SEGMENTI CHIRURGIA LOBECTOMIA TUMORE CANCRO ASPORTAZIONE POLMONE LUNG CONSEGUENZE COMPLICANZE.jpgI tumori maligni polmonari sono la prima causa di morte per cancro in Italia e nel mondo: si calcola che in Italia ben 4 persone ogni ora scoprono di essere affetti da questa patologia estremamente pericolosa. Le possibilità di guarigione sono comunque presenti, ma dipendono – come per la maggioranza dei tumori – dallo stadio della malattia al momento della diagnosi: più precocemente il cancro viene diagnosticato e migliore è la prognosi per il paziente. La chirurgia toracica ha ovviamente un ruolo cardine nel’iter terapeutico del tumore polmonare: tramite l’intervento chirurgico la neoplasia può essere radicalmente asportata.

I diversi tipi di intervento chirurgico

Gli interventi chirurgici in caso di tumore maligno sono vari ed hanno diversa invasività: la possibilità di essere sottoposti ad uno specifico tipo di intervento piuttosto che un altro, viene valutata dai medici in base alla stadiazione della malattia, al tipo istologico ed alle condizioni generali del paziente con particolare riguardo alla riserva respiratoria ed alla funzionalità cardiaca. In base a tali fattori, il chirurgo sceglie una lobectomia, una pneumonectomia, una segmentectomia o una resezione atipica polmonare. Per comprendere le differenze, serve ricordare che i polmoni sono divisi in lobi: tre a destra e due a sinistra ed a loro volta i lobi sono divisi in vari segmenti (vedi foto in alto). L’intervento chirurgico di scelta per l’asportazione di un tumore polmonare circoscritto ad un lobo è la lobectomia (asportazione di uno di questi cinque lobi) alla quale deve sempre essere associata l’asportazione dei linfonodi mediastinici omolaterali.

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Pneumonectomia

La pneumonectomia è la resezione (asportazione) di un intero polmone, eseguita per via toracotomica. Ha un impatto funzionale notevole sul paziente e per questo è stata sostituita, laddove possibile, dalla lobectomia e dalla sleeve resection. Proprio per tale invasività e per le conseguenze negative sulla qualità della vita del paziente, viene impiegata solo quando la posizione o l’estensione della massa tumorale e dei linfonodi coinvolti non consente di effettuare una lobectomia o un altro tipo di intervento meno invasivo.

Lobectomia

La lobectomia è l’intervento di resezione polmonare più frequente in chirurgia toracica ed è quello preferito perché meno invasivo e con meno conseguenze negative sulla vita del paziente. Una lobectomia si può eseguire con tecnica VATS (Video Assisted Thoracoscopic Surgery, la meno invasiva) attraverso tre o quattro piccole incisioni cutanee, o per via toracotomica, la più invasiva. Con una lobectomia si rimuove un intero lobo polmonare e si associa sempre l’asportazione dei linfonodi mediastinici. Lo spazio residuo viene rapidamente occupato dalla riespansione del restante parenchima polmonare.

Segmentectomia

La segmentectomia è la resezione di un segmento polmonare, unità anatomo-chirurgica ventilata da un bronco segmentario e vascolarizzata da un ramo dell’arteria polmonare. Può essere eseguita sia in VATS che attraverso una toracotomia.

Resezione atipica

La resezione atipica è una resezione chirurgica del parenchima polmonare che non segue i piani anatomici di suddivisione lobare o segmentaria dei  bronchi o dei vasi polmonari. Si effettua generalmente per via toracoscopica.

Sleeve lobectomy o resezione a manicotto

La Sleeve lobectomy è la resezione di un manicotto bronchiale, con il suo lobo coinvolto e reimpianto del bronco a valle sul bronco principale. Se anche l’arteria polmonare è coinvolta, è possibile eseguire la stessa procedura a carico del vaso. E’ un intervento complesso che permette di evitare la pneumonectomia, restituendo al paziente una buona qualità di vita dal punto di vista funzionale. E’ gravato da un tasso di complicanze più alto rispetto agli altri interventi.

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Lobectomia polmonare: tecnica chirurgica, conseguenze, complicanze

MEDICINA ONLINE POLMONI VIE AREE LOBI SEGMENTI CHIRURGIA LOBECTOMIA TUMORE CANCRO ASPORTAZIONE POLMONE LUNG CONSEGUENZE COMPLICANZE.jpgCon “lobectomia polmonare” ci si riferisce ad un intervento chirurgico che ha l’obiettivo di rimuovere un lobo polmonare, cioè una parte specifica del polmone e non l’intero polmone.

Lobectomia polmonare: quando si pratica?

La lobectomia polmonare viene eseguita nel caso di patologie che abbiano compromesso in modo irreparabile la funzionalità della zona colpita, quali per esempio tubercolosi, ascessi polmonari cronici, bronchiectasie, cisti bronchiali, tumori benigni o maligni.

Lobectomia polmonare: quali sono i vantaggi?

La lobectomia polmonare, rispetto all’asportazione totale di un polmone, è un intervento di durata minore, a cui sono correlati minori rischi, complicazioni ed effetti collaterali, inoltre ha l’enorme vantaggio di conservare al paziente una maggiore capacità respiratoria evitando quelle alterazioni anatomiche e funzionali che si possono manifestare a carico dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio in conseguenza dello svuotamento di una metà del torace. Ciò determina quindi un minor impatto dell’intervento sulla qualità della vita del paziente e minori complicanze a livello polmonare.

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Lobectomia polmonare: descrizione intervento

La lobectomia polmonare, nella maggioranza dei casi, viene praticata in caso di tumore maligno polmonare in aree anatomiche polmonari circoscritte. L’intervento è svolto in anestesia generale, con paziente intubato ed alla lobectomia viene associata la linfoadenectomia ilo-mediastinica (asportazione del lobo polmonare che contiene la malattia con i linfonodi loco-regionali).
La via di accesso standard tradizionalmente più praticata per questo tipo di interventi è la toracotomia postero-laterale: si tratta di una incisione di circa 15-20 centimetri sul torace, con sezione del muscolo gran dorsale e divaricazione delle coste per una visione diretta del cavo pleurico.

Lobectomia polmonare: conseguenze

Le conseguenze negative a breve termine di una lobectomia praticata tramite toracotomia postero-laterale sono rappresentate da:

  • dolore nel sito di intervento;
  • dolore alla gola possibile dopo l’intubazione;
  • limitazione funzionale dell’arto superiore;
  • difficoltà a respirare profondamente ed a tossire con efficacia.

Tali conseguenze tendono a diminuire nel tempo ma tendono comunque a permanere anche a medio/lungo termine. Per un completo recupero sono necessari alcuni mesi, ed in un 30% dei casi il paziente può essere affetto da dolore cronico post-toracotomico: un dolore persistente di tipo neurogeno che può durare molti mesi se non anni. Con l’intento di ovviare a questo tipo di problematiche, stiamo assistendo in questi anni ad uno sviluppo di tecniche mininvasive in chirurgia toracica: si tratta di effettuare gli stessi interventi per la cura dei tumori del polmone – tipicamente lobectomia più linfoadenectomia – non per via “aperta” mediante toracotomia, ma in VATS (Video Assisted Thoracic Surgery), con tre piccole incisioni cutanee, nessuna sezione muscolare e nessuna divaricazione costale. I più recenti sviluppi di questa metodica consentono addirittura di eseguire l’intervento mediante una singola incisione di 4-5 centimetri, come nel caso della VATS Uniportale.

Lobectomia polmonare: possibili complicanze

Le possibili complicanze di una lobectomia polmonare, includono:

  • infezioni;
  • emorragie;
  • complicanze relative all’anestesia usata;
  • polmone collassato;
  • necessità di respirazione artificiale a lungo termine;
  • danni agli organi o strutture adiacenti.

Fattori di rischio che possono aumentare la possibilità di complicanze, sono:

  • fumo di sigaretta;
  • età avanzata;
  • sovrappeso ed obesità;
  • diabete;
  • malattie cardiovascolari;
  • malattie delle vie respiratorie;
  • malattie della coagulazione del sangue;
  • eccessivo consumo di alcol.

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Lobectomia: significato e cause dell’asportazione chirurgica del lobo

MEDICINA ONLINE POLMONI VIE AREE LOBI SEGMENTI CHIRURGIA LOBECTOMIA TUMORE CANCRO ASPORTAZIONE POLMONE LUNG CONSEGUENZE COMPLICANZECon “lobectomia” si intende l’asportazione chirurgica del lobo di un organo. Con “lobo“, in anatomia, ci si riferisce alle parti più o meno ben individuate in cui alcuni organi risultano suddivisi, grazie alla presenza sulla loro superficie di solchi o di scissure. Tali “divisioni”, approfondendosi più o meno nella compagine dell’organo, ne individuano parti ben distinguibili e dotate a volte di una propria autonomia anche funzionale. Esempi di organi divisi in lobi, sono: i polmoni, il cervello, il fegato, la tiroide, la prostata. L’asportazione chirurgica di uno o più lobi di tali organi, prende il nome rispettivamente di:

  • lobectomia polmonare;
  • lobectomia cerebrale;
  • lobectomia epatica;
  • lobectomia tiroidea;
  • lobectomia prostatica.

La lobectomia si rende necessaria in tutti quei casi in cui una parte di un organo risulti danneggiata, ad esempio per la presenza di un tumore, ma tuttavia le restanti parti dell’organo sono sane e funzionanti: in tale maniera la chirurgia raggiunge la massima efficienza possibile. Uno dei tipi più diffusi di lobectomia, è quella polmonare, in cui ad essere asportato è un lobo polmonare. Ricordiamo che i lobi polmonari sono 3 nel polmone di destra e 2 nel polmone di sinistra e sono ulteriormente divisi in segmenti (vedi foto in alto). La lobectomia polmonare viene eseguita nel caso di patologie che abbiano compromesso in modo irreparabile la funzionalità della zona colpita, quali per esempio tubercolosi, ascessi polmonari cronici, bronchiectasie, cisti bronchiali, tumori benigni o maligni. La lobectomia polmonare, rispetto all’asportazione totale di un polmone, ha il vantaggio di conservare al paziente una maggiore capacità respiratoria evitando quelle alterazioni anatomiche e funzionali che si possono manifestare a carico dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio in conseguenza dello svuotamento di una metà del torace.

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I maschi esagerano i sintomi dell’influenza? E’ un falso mito

MEDICINA ONLINE FEBBRE INFLUENZA TEMPERATURA MISURARE TERMOMETRO MERCURIO DIGITALE BAMBINI NEONATO RAFFREDDORE TOSSE 2018 FARMACI TERAPIA CURA SUFFUMIGI ASMA RESPIRO DISPNEA POLMONI NOTTE GIORNO CORTISOLO ASPIRINA TACHIPIRI“Gli uomini si lamentano troppo quando hanno una semplice influenza”. Quante volte lo abbiamo sentito in vita nostra? Ma è un luogo comune o forse i maschi hanno “ragione a lamentarsi di più” delle donne? Una ricerca canadese sembra dare “ragione” agli uomini, giustificando – almeno in parte – quella che gli inglesi “man flu”, cioè l’esagerazione dei sintomi di influenze e raffreddori tipici dei maschi.

Il testosterone non aiuta

L’articolo è stato pubblicato sul numero natalizio della rivista Bmj, tradizionalmente dedicato a ricerche ‘fuori dagli schemi’ e cita una serie di ricerche precedenti in questo campo. In un caso uno studio sui topi ha ad esempio suggerito che il testosterone limita la risposta immunitaria all’influenza, mentre alcuni ormoni femminili la accelerano. Alcuni esperimenti su piccoli gruppi di persone hanno anche trovato che le cellule di maschi e femmine rispondono diversamente ai virus del raffreddore. “Ricerche fatte in Usa – sottolinea l’autore, Kile Sue della Memorial University of Newfoundland – mostrano che gli uomini hanno tassi di morte più alti per influenza in confronto alle donne, mentre dati raccolti a Hong Kong dimostrano che i maschi hanno una maggiore probabilità di essere ricoverati per complicazioni dell’influenza rispetto alle donne”.

Tempi di recupero doppi per gli uomini

L’autore della ricerca cita anche un sondaggio fatto da un magazine popolare che dimostra che gli uomini impiegano il doppio a recuperare dalle malattie virali. In definitiva, secondo Sue, l’accusa che si fa agli uomini di reagire in modo eccessivo alle malattie è infondata, anche se buona parte delle ricerche citate non tiene conto di fattori diversi come la maggiore propensione delle donne a prendersi cura di se stesse evitando comportamenti a rischio come il fumo. “E’ perché le donne sono più resilienti che riescono a gestire meglio le malattie o è perché i sintomi sono meno severi? – afferma al Guardian -. Non ne siamo sicuri, ma penso che dovremmo quantomeno avere il beneficio del dubbio”.

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Mezzo milione di italiani con influenza: picco per Natale e capodanno

MEDICINA ONLINE TOSSE STARNUTO MAL DI GOLA INFLUENZA RAFFREDDORE VELOCE POTENTE VIRUSIl numero di casi stimati nell’ultima settimana disponibile è pari a circa 122.000, per un totale di circa 467.000 casi totali di influenza nell’autunno/inverno 2017/18. Più colpiti i bambini: nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 5,15 casi per mille assistiti, nella fascia 5-14 anni a 2,29/mille, nella fascia 15-64 anni a 1,96, e tra le persone di età pari o superiore a 65 anni a 1,27 casi per mille assistiti. L’incidenza osservata in alcune regioni, avvisano però da InfluNet, è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato i loro dati.

Picco di influenza da Natale in poi

Il dott. Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss) ha comunicato che “La stagione è ancora all’inizio e sta avendo un andamento analogo a quello dell’anno scorso. Molti dei casi di cosiddetta influenza in questo periodo sono in realtà dovuti a virus parainfluenzali: è il caso delle sindromi gastrointestinali con nausea, diarrea e vomito. La vera influenza è caratterizzata da febbre alta, dolori articolari e talvolta mal di gola con tosse secca. Per il resto, specie laddove i sintomi sono gastrointestinali, abbiamo a che fare con sindromi parainfluenzali. Si prevede che i casi aumenteranno a Natale con un picco fino alla fine di gennaio”.

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Differenza tra tracheotomia e tracheostomia

 

MEDICINA ONLINE Tracheotomy TRACHEOTOMIA TRACHEA ELETTROCARDIOGRAMMA SINUSALE INTUBAZIONE ENDOTRACHEALE TRACHEA TUBO FARMACI URGENZA EMERGENZA MASSAGGIO CARDIACO ARRESTO RESPIRAZIONE BOCCA RIANIMAZIONECon “tracheotomia” in campo medico si intende un intervento chirurgico caratterizzato dall’incisione chirurgica della trachea, con l’obiettivo di creare nel collo del paziente una via respiratoria alternativa a quella naturale bocca/naso.

Con “tracheostomia” in campo medico si intende un procedura chirurgica utilizzata per creare un’apertura (o stoma) sul collo, a livello della trachea. Tale operazione si esegue congiungendo i margini di un’incisione cutanea, praticata sul collo, al tubo tracheale. Una volta collegate le due aperture, si infila un piccolo tubo, detto cannula tracheostomica, che consente di convogliare aria nei polmoni e di respirare. La tracheostomia è, solitamente, un rimedio a lunga permanenza.

Temporanea e permanente

In entrambi i casi appare chiaro che l’obiettivo è comune ed è quello di consentire la respirazione in individui, che per svariati motivi – temporanei o permanenti -, non possono respirare in modo fisiologico. I due termini non sono però sinonimi ed indicano tecniche diverse, usate in patologie e condizioni differenti, pur se in alcuni casi sovrapponibili. La tracheotomia prevede la creazione di un’apertura sempre temporanea sulla trachea, effettuata con una semplice incisione del collo attraverso cui si inserisce il tubo che permette il passaggio dell’aria; invece la tracheostomia è spesso (ma non necessariamente) permanente e prevede una modificazione del tratto tracheale.

Tracheotomia: quando viene praticata?

Questo intervento viene praticato in varie situazioni, ad esempio:

  • di routine nei pazienti che necessitano di intubazione endotracheale per periodi, in genere, superiori ad una settimana (es. stato di coma prolungato);
  • all’inizio di interventi chirurgici alla testa e al collo che rendono impossibile l’intubazione attraverso la bocca;
  • nelle urgenze, in caso di ostruzione delle vie aeree superiori che impediscano la normale respirazione.

Al termine del periodo di intubazione, dell’intervento e dell’urgenza, la tracheotomia viene rimossa, salvo se è indispensabile per sopraggiunti motivi.

Tracheostomia quando viene praticata e quando non è permanente?

La tracheostomia viene praticata, solitamente, come rimedio permanente, in tutte quelle situazioni (gravi o non gravi) in cui non è previsto un recupero delle normali capacità respiratorie. Casi tipici di uso della tracheostomia, sono:

  • in caso di insufficienza respiratoria (in caso di ictu, coma, paralisi, sclerosi laterale amiotrofica (SLA), sclerosi multipla..);
  • in caso di blocco/ostruzione delle vie aeree superiori (ad esempio da tumore della laringe);
  • in caso di accumulo di fluido all’interno delle vie aeree inferiori e nei polmoni (in caso di traumi, infezioni gravi o patologie che impediscano di tossire, come l’atrofia muscolare spinale)

Quando il disturbo respiratorio è prolungato ma curabile, la tracheostomia può rappresentare una soluzione temporanea, ma di discreta durata, applicata in attesa che il paziente guarisca: quando la patologia è stata curata, la tracheostomia può essere rimossa.

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