L’amplificazione del punto G per aumentare il piacere sessuale femminile

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEAumentare il volume del punto G? Una nuova tecnica, ancora poco conosciuta in Italia, lo permette!

Il  G-Spot Amplification™ o G-Shot™è un metodo sicuro, veloce, efficace e indolore per amplificare o aumentare il volume del punto di Grafenberg (G-Spot o punto-G) per mezzo di una sostanza dalla formulazione originale. L’ingrediente attivo è un collagene sottoposto a un particolare trattamento che rende superflui i test allergologici preliminari, diversamente dalla maggior parte dei prodotti a base di collagene presenti sul mercato.

Il trattamento, che avviene in ambulatorio con una semplice anestesia locale e dura pochi minuti, rende più facile localizzare il punto-G e pertanto aiuta la donna a ottenere il massimo piacere sessuale. Il G-Spot Amplification™  è stato inventato e messo a punto dal dr. David Matlock del Laser Vaginal Rejuvenation Institute™  Medical Associates, Inc., un centro medico statunitense riconosciuto in tutto il mondo per le sue pionieristiche tecniche chirurgiche di ringiovanimento vaginale e di laser-vaginoplastica.

Gli studi del dott. Matlock confermano che il 95% delle donne sottoposte al trattamento riportano un aumento della gratificazione sessuale. Se questi risultati saranno confermati da ulteriori studi sono sicuro che in pochi anni questo semplice intervento diventerà tra le operazioni ambulatoriali più richieste dalle donne.

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Iniezione di acido ialuronico sul pene: il rapporto sessuale dura quattro volte di più!

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEL’eiaculazione precoce non fa più paura grazie ad un nuovo rivoluzionario metodo. Da oggi sarà possibile durare più a lungo mentre si fa l’amore grazie ad una ricerca scientifica che a portato alla creazione di un filler a base di acido ialuronico da iniettare sul glande. Quest’ultimo, una volta iniettato all’interno della parte terminale del pene, consentirebbe di aumentare di quattro volte la durata di un rapporto sessuale, almeno stando a quanto affermato da Alessandro Littara, direttore del Centro di Medicina sessuale di Milano.

La ricerca anti eiaculazione precoce, pubblicata di recente sulla rivista International Journal of Impotence Research è stata eseguita beneficiando della partnership di diversi centri universitari, fra cui l’Institute for Membrane and System Biology dell’Università di Leeds e il dipartimento di specialità chirurgiche di Reggio Emilia.

Per giungere alla scoperta di questo rivoluzionario metodo in grado di estendere l’orgasmo, i ricercatori hanno preso in esame un gruppo di oltre 100 pazienti con un’età compresa fra i venticinque e i quarant’anni. Tutti i soggetti in questione avevano una partner fissa da almeno 12 mesi e soffrivano di eiaculazione precoce. Il detto disturbo finiva con il manifestarsi dopo appena un minuto dall’inizio del rapporto sessuale.

Grazie alle iniezioni sul glande, l’80% di coloro che hanno preso parte allo studio è riuscito a migliorare le proprie performance sessuali. Oltre a riscontrare un considerevole aumento della durata delle proprie prestazioni, gli ex eiaculatori precoci hanno finito con il riscontrare anche una maggiore durata nel partner. Quest’ultimo caso si sarebbe verificato nel 70% dei casi. E’ inoltre stato riscontrato una crescita del volume del glande, tutto ciò senza alcun effetto collaterale o complicazione di sorta. Per quel che concerne i dettagli tecnici, la durata del filler si aggira intorno ai 12 mesi, tuttavia, l’effetto del medesimo in molti casi ha superato i 18 mesi.

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Meno lavori e più rischi la disfunzione erettile

MEDICINA ONLINE PC COMPUTER WORK TECNOPATOLOGIE DIPENDENZA DA INTERNET WEB SHOPPING ONLINE MASTURBAZIONE PORNOGRAFIA GIOCO D'AZZARDO UFFICIO LAVORO LAVORARE PROGRAMMARE LINGUAGGIO PROGRAMMAZIONE SEX ADDICTMai come in questo momento la canzone “Chi non lavora non fa l’amore” esprime un concetto veritiero: da una ricerca, condotta su maschi di cinque grandi Paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Germania) e’ infatti emerso che chi sta a casa dal lavoro, o lavora senza impegno, ha un più alto rischio di soffrire di disfunzione erettile, cioè quella che una volta veniva chiamata “impotenza sessuale”.

Lo studio, presentato a Riga durante un meeting internazionale che ha visto riunirsi i massimi esperti in Urologia e Andrologia, evidenzia che gli impotenti hanno un tasso di assenteismo del 29%, mentre l’assenteismo di chi e’ sessualmente attivo non supera il 18%.

Emmanuele A. Jannini, professore di endocrinologia e sessuologia all’Universita’ dell’Aquila ci spiega che gli uomini che soffrono di disfunzione erettile mostrano a livello lavorativo una minore produttivita’ rispetto agli uomini senza questo problema. Per questo studio e’ stato utilizzato il Work Productivity and Activity Impairment Questionnaire (WPAI), uno strumento validato, grazie al quale adesso abbiamo uno spaccato “sociale” di questa condizione cosi’ diffusa”. Quindi, piu’ sei forte in amore meno lavori. Ma un elemento accomuna tutti i lavoratori: la crisi. Infatti le difficolta’ economiche e lavorativo producono ansia, depressione e disagio sessuale.

“Il consiglio che devo dare e’ quello di andare dal medico e raccontare la propria disfunzione – precisa Jannini – per ricevere la corretta diagnosi e il giusto aiuto, anche farmacologico. E siccome siamo in tempo di crisi, magari con particolare attenzione anche i costi della terapia”. Lo studio dimostra infine che l’effetto della disfunzione erettile non riguarda solo chi e’ prossimo alla pensione. Sotto i cinquant’anni la percentuale di “tempo lavorativo” perduto e’ prossima al 10%, esattamente il doppio di quanto accade tra chi riesce a far l’amore senza problemi.

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Le “dimensioni” contano? Senza dubbio si

MEDICINA ONLINE UOMO GIOVANE TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOPrima o poi ogni uomo si è fatto questo domanda: “Le dimensioni del pene contano? E quanto contano?”. Questo quesito potrebbe finalmente avere ha una risposta scientifica. Secondo uno studio effettuato da ricercatori canadesi in concorso con ricercatori australiani e pubblicato sulla rivista dell’Accademia Americana delle scienze, le dimensioni del pene sarebbero considerate dalle donne uno dei principali motivi di fascino di un uomo.

Il team di scienziati, guidati da Brian S. Mautz, ha arruolato un gruppo di 105 donne e mostrato loro 53 immagini, animate e rigorosamente a grandezza naturale, ritraenti corpi maschili diversi in base ad altezza, forma del corpo e dimensione del pene. Il risultato è che le “misure” contano: sono risulktati più attraenti uomini alti, con pene grande e forma del corpo a V, cioè con spalle larghe e vita stretta. Michael Jennions dell’Australian National University (ANU), ha affermato:

“E’ possibile che, prima che gli esseri umani indossassero vestiti, le femmine usassero le ‘dimensioni’ dell’organo sessuale maschile come uno dei fattori di scelta del maschio con cui accoppiarsi e che questo abbia contribuito all’evoluzione della sua morfologia. Infatti gli uomini hanno l’organo leggermente più lungo e marcatamente più largo degli altri primati. I nostri risultati suggeriscono che gli esseri umani hanno un pene più grande perché in passato le femmine preferivano accoppiarsi con maschi meglio dotati”. 

Per approfondire: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello

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Mangiare yogurt ti renderà un vero macho

yogurt macho fertilitàIl team del celebre Massachusetts Institute of Tecnology (Mit) ha organizzato la scorsa estate uno studio sui topolini per capire meglio gli effetti dello yogurt Continua a leggere

Sei sedentario? hai il 44% di sperma in meno rispetto a chi fa attività sportiva

MEDICINA ONLINE UOMO GIOVANE TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOPer gli uomini sedentari non ci sono più scuse: se siete abituati a guardare la TV per più di 20 ore a settimana avete circa la metà degli spermatozoi dei vostri coetanei più attivi. Se invece vi dedicate con assiduità allo sport, da poche ore a settimana fino anche a 15 e oltre, con esercizi moderati o intensi, la vostra conta di spermatozoi è maggiore rispetto ai nullafacenti. La ricerca, pubblicata su British Journal of Sports Medicine ha studiato la qualità dello sperma di 189 uomini, provenienti da Rochester, negli Stati Uniti, tra i 18 e i 22 anni in un periodo compreso tra il 2009 e il 2010.

Continua la lettura con https://www.corriere.it/salute/13_febbraio_05/sperma-attivita-fisica-tv_62d16714-6f7a-11e2-b08e-f198d7ad0aac.shtml

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Mal di testa? combattilo col sesso

MEDICINA ONLINE UOMO TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOIl sesso fa passare il mal di testa? Molto probabile. Lo rivela una ricerca scientifica tedesca che è stata pubblicata all’interno della prestigiosa rivista Cephalalgia, edita dalla Società internazionale delle cefalee.

Per giungere a questa conclusione, che di fatto renderebbe vana la classica frase “Stasera no, ho mal di testa” utilizzata per sottrarsi alle avances del proprio partner, i neurologi dell’Università di Munster hanno analizzato ben 400 pazienti affetti da emicrania e cefalea a grappolo, i quali erano in cura da più di due anni. Tra i volontari che avevano avuto rapporti sessuali durante un attacco di emicrania o cefalea, moltissimi hanno riferito che i sintomi apparivano del tutto alleviati. In un caso su cinque, poi, il dolore al capo sembrava del tutto scomparso, al punto che sopratutto gli uomini hanno spiegato di “utilizzare il sesso a mò di terapia”.

Sono varie le ipotesi messe in piedi al fine di spiegare questi risultati: una delle più accreditate, come dicono gli studiosi, assegna il merito al rilascio di endorfine nel corso dell’attività sessuale. Questi neurotrasmettitori sono agli antidolorifici naturali del nostro corpo e potrebbero agire sul sistema nervoso diminuendo o eliminando del tutto i sintomi del mal di testa. Gli studiosi dichiarano: “La maggior parte dei pazienti con emicrania o cefalea a grappolo non ha attività sessuale durante gli attacchi di mal di testa ma i nostri dati suggeriscono, tuttavia, che il sesso può portare a un alleviamento dei sintomi o alla loro scomparsa”

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Alcol, testosterone e sessualità: bere troppo può portare a disfunzione erettile

alcol impotenza 2L’alcol è un afrodisiaco?
Molto spesso, dopo aver bevuto una bevanda alcolica, gli uomini (ma anche le donne) sentono un desiderio crescente, insieme ad un’aumentata capacità di soddisfare la propria partner.
Il fatto è che, a volte, piccole dosi di alcol possono avere un effetto disinibente e migliorare le prestazioni sessuali, ma in realtà l’alcol, se viene assunto per lunghi periodi ed in quantità elevate, cronicamente diminuisce il livello di testosterone nel sangue provocando riduzione del desiderio sessuale, difficoltà di erezione, disfunzione erettile (impotenza), calo nella libido, anorgasmia e frigidità, quindi in generale un’inibizione della funzione sessuale.

Poco alcol disinibisce

L’alcol (vino, birra, cocktail, superalcolici…) è un’arma a doppio taglio: dal punto di vista neurochimico l’alcol riduce temporaneamente il controllo che il lobo frontale esercita sui nostri comportamenti istintivi, tra cui quelli sessuali. Questa parte del cervello è fondamentale perché lì “abita”, il controllore dei nostri comportamenti, colui che ci blocca quando vorremmo fare qualcosa che non è d’accordo con la nostra educazione, la nostra cultura, le nostre leggi. L’alcol è come se narcotizzasse lievemente questo censore interno, ed ecco che il comportamento diventa più disinibito: a piccole dosi, l’alcol è considerato un “facilitatore” sociale. Proprio perché, disinibendoci un po’, aumenta la capacità di interagire con il partner, ci rende meno (auto)critici e meno severi, più allegri e più divertenti con tutti. Il problema si presenta quando la quantità di alcol aumenta e tale abuso viene portato avanti per lunghi periodi: in questo caso, infatti, non solo sul momento mettiamo più facilmente in atto comportamenti pericolosi o addirittura antisociali (guida in stato di ebrezza, risse, violenze…), ma anche il nostro desiderio sessuale sul lungo periodo viene frenato e viene inibita la produzione di testosterone, riducendo la funzione sessuale globale. Ciò vale sia per l’uomo che per la donna).

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In che modo l’alcol riduce la funzione sessuale?

Il comando per produrre testosterone è impartito da una ghiandola situata alla base del cervello, detta ipofisi, che utilizza due “aiutanti” per trasmettere gli ordini: l’FSH (ormone follicolo stimolante) e l’LH (ormone luteinizzante). Quando il loro messaggio stimolatorio giunge ai testicoli, dove viene prodotto il testosterone.
L’alcol agisce sia sui testicoli, interagendo negativamente con le Cellule di Leydig; sia a livello dell’ipofisi, inibendo la capacità di produrre l’ormone LH. A livello testicolare, l’alcol interagisce con la membrana esterna delle cellule, ricca di acidi grassi; l’alcol ossida questi grassi, causando la rottura della membrana, e la conseguente morte cellulare; senza cellule di Leydig, il testosterone non può più essere prodotto.
Ma l’alcol agisce anche in un secondo modo: i ricercatori hanno dimostrato che esso inibisce la funzione della proteina Chinasi C, fondamentale per la produzione di LH; l’alcol, inoltre, può legarsi anche con le stesse molecole di LH, riducendo la loro capacità di stimolare la produzione di testosterone.

Leggi anche: Dipendenza da alcol: come fare per smettere di bere alcolici e superalcolici

Meno drink, più ormoni

Non c’è da stupirsi, dunque, dei risultati ottenuti al termine di uno studio condotto nel 2006 dal dott. Marc Walter, che ha dimostrato come il livello di testosterone presente nel sangue di alcuni pazienti in fase di disintossicazione da alcol cresca man mano che aumenta il periodo di astensione dalle bevande alcoliche. In un altro studio, condotto con dose giornaliera di alcol calibrata per il peso (3 grammi di alcol per chilo) è stato osservato un calo del livello di testosterone nel sangue nel giro di pochi giorni. L’assunzione continua di alcol, dunque, causa un’interruzione della produzione di testosterone, riducendo il desiderio sessuale e aumentando, contemporaneamente, il rischio di infertilità e di ipogonadismo. Sia l’esposizione acuta che cronica all’alcol provoca impotenza nell’uomo. Circa il 50% degli etilisti cronici di sesso maschile hanno disfunzione erettile e mostrano segni di femminilizzazione testicolare e ginecomastia (formazione di seno negli uomini).

E se al bere associate il fumo di sigaretta la situazione peggiora! seguite il link.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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