Finiti i tempi in cui sedersi sul divano a guardare il piccolo schermo era sinonimo di noia del rapporto: oggi guardare serie tv fa bene alle relazioni. Un modo per sentirsi uniti. Una vera e propria medicina per le incomprensioni. Insomma: guardare serie tv sembrerebbe essere la nuova “terapia di coppia”. Lo spiega uno studio pubblicato sul Journal of Social and Personal Relationships. Le coppie che guardano insieme quelli che chiamavamo “telefilm” sono più legate. Questo avviene in particolare quando i partner non hanno amici in comune e per questo la condivisione di spettacoli televisivi, libri e film rende la loro relazione sentimentale più solida.
Lo studio
La ricerca, coordinata da Sarah Gomillion, psicologa della Aberdeen University, è stata condotta somministrando un questionario a 259 studenti (97 uomini e 162 donne). Ognuno di loro aveva una relazione da almeno 4 mesi. I partecipanti dovevano valutare la qualità della propria vita di coppia e fornire informazioni su quanti amici condividessero con il partner. Inoltre era chiesto loro di indicare quanti film e serie fossero abituati a guardare insieme o da soli.
Secondo i risultati della ricerca, le relazioni sono migliori quando si condivide il tempo davanti alla televisione, e questo è particolarmente significativo per chi non ha ancora molte conoscenze in comune. “Una potenziale spiegazione”, affermano gli scienziati, “è che la relazione migliori soltanto perché i partner trascorrono più tempo insieme”. Ma per eliminare questa ipotesi, hanno tenuto anche conto del tempo che la coppia passava insieme senza guardare tv. Il risultato? Guardare insieme le serie tv consente di creare una rete sociale condivisa e una relazione stabile.
Show televisivi per conoscersi
Non si parla della quantità di tempo spesa insieme. Ma proprio di quella destinata alla visione di questi show televisivi in compagnia del partner. I media moderni hanno un effetto terapeutico sulla vita di coppia. Soprattutto se la storia è a distanza oppure se si hanno pochi amici in comune. Questo perché permettono di condividere un’esperienza comune. Per la precisione, la simbiosi e l’identificazione con la gioia e il dolore dei personaggi, la condivisione di un’esperienza esterna di tipo emotivo.
Amate stare accoccolati sul divano davanti a TWD? Probabilmente in voi c’è un grande interesse per lo spirito di sopravvivenza. Siete fanatici di Grey’s Anatomy? Forse avete entrambi bisogno di superare la paura delle malattie in nome dell’amore e dei rapporti.
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Chiudere un rapporto – senza fare disastri – è spesso una cosa estremamente difficile, anche perché la maggior parte delle volte uno dei due prova ancora interesse per l’altro. A volte alla base c’è una causa banale, o un periodo particolarmente negativo. Bisogna capirne le vere ragioni. E poi provare, insistere, e non arrendersi alle difficoltà. Ma poi, ovviamente, arriva quel momento in cui la rottura è inevitabile. E bisogna fare le cose in maniera delicata se non si vuole provocare un disastro, affettivo, sociale e relazionale. Ecco cinque consigli per una rottura soft e senza troppi strascichi:
La passione di una donna non invecchia e la vita sessuale prosegue dopo gli “anta” e dopo uno o più figli. Ovviamente il segreto è accettare i cambiamenti. Secondo studi recenti le donne più attive sessualmente sarebbero proprio le quarantenni e le cinquantenni. Tanto che sono sempre di più le donne di questa età che ricercano partner più giovani, che possano loro garantire appagamento. Una vita sessuale appagante pare sia l’ingrediente fondamentale per tenere alta l’autostima, sentirsi in forma e psicologicamente serene. Non è necessario essere stati grandi amanti nel passato. In questa nuova fase della vita si possono scoprire altre forme di approccio alla sessualità. Il sesso dopo i 50 anni si può assaporare con una nuova intimità che gli impegni passati hanno impedito. La sessualità nella seconda metà della vita poi, aiuta a ritrovare la voglia di vivere e condividere, di amare in maniera più pura, esperta, libera da condizionamenti sociali e familiari. Insomma: il sesso dopo i 50 anni deve essere consapevole.
Dieci anni fa, ad un cineforum estivo, un’amica mi ha presentato una ragazza. Mi ha colpito subito: molto carina, anche se un po’ timida e riservata. Tra noi è subito scattato un bel feeling e dopo la prima serata in gruppo abbiamo iniziato ad uscire da soli. Non ci abbiamo messo molto ad affezionarci e a metterci insieme, ma con calma. Con tanta calma. Anche dal punto di vista sessuale: lei non era proprio il tipo da andare a letto con uno la prima sera. Neanche la seconda né la terza, per la verità. Finché un giorno ho deciso di invitarla da me. In programma: a cena un piatto di pasta e un’insalata (non sapevo cucinare), nel dopocena baci ed effusioni fino a, speravo io, il dunque. La cena è filata liscia, il dopo cena pure anche se lei era un po’ rigida e nervosa, e nemmeno io riuscivo a rilassarmi molto.
Quella che vedete in foto è indubbiamente una bella donna in atteggiamento provocante, tuttavia nasconde un incredibile segreto che è veramente difficile da credere. Nella realtà quella che vedete è una… bambola! Si, una bambola!
Le donne spesso sopravvalutano alcuni loro difetti (sbagliando) ma altre volte fanno l’errore opposto (sbagliando ancor di più!). Ecco oggi
Un caso davvero eccezionale, come eccezionale è stato l’intervento chirurgico realizzato al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo da Marcello Cimador, associato di Chirurgia pediatrica e responsabile dell’Urologia pediatrica. Il piccolo era stato dichiarato alla nascita come appartenente al sesso femminile, ma ulteriori accertamenti eseguiti presso la Neonatologia del Policlinico Universitario di Palermo avevano poi accertato un corredo cromosomico maschile. La famiglia ha avviato quindi la procedura per il cambio di sesso da femmina a maschio presso l’anagrafe del comune di nascita. Il caso è stato poi affidato al professore Marcello Cimador, che ha pianificato la strategia chirurgica per restituire al piccolo la sua identità di maschio, con dei genitali appropriati al proprio sesso cromosomico. E’ stato prima ricostruito il pene, poi sono stati asportati utero e vagina.
Un 21enne è stato morso sul pene da un ragno velenoso, per la seconda volta nell’arco di soli cinque mesi ed è stato ribattezzato “l’uomo più sfortunato d’Australia”. Il giovane ha subito il secondo incidente mentre stava utilizzando una toilette portatile all’interno di un cantiere, nello stato del New South Wales. “Questa volta è stato un po’ più doloroso”, ha raccontato l’uomo all’emittente Kiis Fm. spiegando di essersi immediatamente sottoposto alle cure necessarie. Il ragno in questione è il Latrodectus hasselti meglio conosciuto come ‘ragno dalla schiena rossa’, una specie molto comune in Australia e responsabile ogni anno di almeno 4mila morsi ai danni di esseri umani.