L’abbraccio che ti salva la vita: la storia delle gemelle Brielle e Kyrie

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Roma Cavitazione Pressoterapia  Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Dieta Sessuologia Sex Pene PSA Ecografie Dermatologia Senologia ABBRACCIO TI SALVA LA VITABrielle e Kyrie, gemelle e figlie di Heidi e Paul Jackson, erano nate il 17 ottobre 1995, con dodici settimane di anticipo. Secondo i protocolli ospedalieri del tempo se capitava un parto gemellare prematuro, era obbligatorio collocare ogni gemello dentro incubatrici separate, per ridurre i rischi di infezione. Questo fu Continua a leggere

Il miracolo del piccolo Ward Miles

Era nato il 20 Luglio 2012, era nato 3 mesi e mezzo prima del termine, pesava soltanto 680 grammi e ha trascorso i suoi primi 107 giorni di vita in un ospedale nel Michigan. Ward Miles era nato con gravi problemi cardiaci, ma i suoi genitori non si sono arresi ed ora ha 16 mesi e gattona per casa. Eccolo qui, felice e sorridente! Il filmato giorno dopo giorno, dal primo abbraccio in corsia a oggi è diventato subito virale, una speranza per tutti i genitori e per tutti i bambini, un inno all’amore e alla vita. Le prime immagini del video ritraggono la mamma che abbraccia il suo bambino 4 giorni dopo la sua nascita. Quello è stato il primo abbraccio che ha ricevuto!

Ecco il video del piccolo Ward Miles:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Il miracolo della bambina nata con mezzo cuore

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO PAPA FAMIGLIA NEONATO BAMBINOIl Daily Mail ci racconta la storia di Sophie Maxwell, una bambina di 12 settimane che rimane aggrappata alla vita nonostante sia nata con mezzo cuore. La bambina è andata a casa per la prima volta dopo un intervento effettuato a soli cinque giorni di vita. La piccola soffre della sindrome del cuore sinistro ipoplasico, un disturbo congenito che porta il nascituro a non avere uno sviluppo nella parte sinistra del cuore. La madre, la ventisettenne Kerry Anne, ha spiegato che nonostante le sue difficoltà la piccola è allegra e gioviale e che se non fosse per il tubicino che le passa nel petto nessuno potrebbe pensare che la piccola abbia dei problemi. La madre ha aggiunto che la persona più longeva afflitta da questa patologia è arrivata a 21 anni. Per questo sente di avere a disposizione almeno un ventennio da passare con lei e che ogni secondo sarà prezioso.

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Benzina addio: in futuro useremo l’urina come carburante

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AUTOMOBILE MACCHINA TRAFFICO BENZINA STRADA CITTAAvete mai immaginato di far andare le vostre macchine, imbarcazioni, per accendere computer, elettrodomestici e tanto altro ancora utilizzando la pipì? Ebbene non state solo immaginando, perchè questa sarà la soluzione del futuro. L’innovazione ecologica, già sperimentata in altre parti del mondo, arriva dalla Sardegna e può condurre a risparmi anche dell’80%. Dunque a quanto pare grazie all’urina, si potrà risparmiare sul caro prezzo della benzina e gasolio. Questa geniale idea non è nuova, infatti, è stata sperimentata già in altre zone del Pianeta, ma fino ad ora nessuno l’aveva ancora progettata e resa quindi possibile.

Continua la lettura su https://www.eticamente.net/15732/lurina-sara-il-carburante-del-futuro-addio-caro-benzina.html

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E’ italiano il primo trapianto di mano bionica al mondo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO OSPEDALE CHIRURGIA SALA OPERATORIA OPERAZIONE CHIRURGICAPuò prendere in mano la penna, guidare e lanciare una palla a soli 15 giorni dal trapianto di protesi di mano. Walter Visigalli, il primo uomo a subire un intervento del genere, è ora anche il primo al mondo ad avere una protesi di mano bionica. I dettagli di questa nuova soluzione terapeutica sono stati presentati dal chirurgo Marco Lanzetta, presso l’Istituto Italiano di Chirurgia della Mano a Monza: ”Abbiamo sostituito il trapianto da donatore umano con quello da donatore tecnologico. L’utilizzo di questa protesi di mano bionica apre importantissimi scenari per le persone che subiscono amputazioni di arti, e che potrebbe far diventare il trapianto di mano, se fatto in giovane età, una misura temporanea, nel caso vi siano effetti collaterali d rigetto o cali di funzione, come avvenuto per Walter”.  

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Katherine Jenkins: la cantante fotomodella che dorme con gli occhi aperti

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA OCCHI VERDI TRUCCO COSMETICA CAPELLI BELLEZZA ESTETICA GIOCO DI SGUARDILa modella Katherine Jenkins è la soprano più famosa del Regno Unito, il suo primo Cd ha battuto tutti i record per le vendite di musica lirica e come se non bastasse i tabloid non perdono occasione di sbatterla in prima pagina per il suo look da fotomodella. Ce ne sarebbe abbastanza, scrive oggi il Daily Mail, per fare sì che Katherine Jenkins dorma un sonno profondo e felice tutte le notti. Eppure, rivela il quotidiano londinese, la 33enne cantante inglese praticamente non ha mai chiuso occhio in vita sua: dorme infatti con gli occhi parzialmente aperti, a causa di una rara malattia che l’ha colpita sin da quando era bambina.

Continua la lettura su https://www.repubblica.it/salute/2013/10/30/news/dormire_occhi_aperti-69844198/

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Sindrome di Proteo: l’uomo che non può smettere di crescere

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Cavitazione Dietologo Dieta Perdere Peso Roma Cellulite Sessuologia Sesso Gigantismo Proteo Ecografie Dermatologia Robert Smith Smettere CrescereTutti noi, se potessimo, vorremo crescere qualche centimetro in più. Tutti, o quasi: ci sono persone al mondo che invece hanno il problema opposto, come nel caso di Robert Smith. Conosciamo la sua storia grazie al Daily Mail. Robert Smith è un uomo di 24 anni, cittadino del Regno Unito. E’ prigioniero in casa propria perché soffre di una rara condizione medica, la Sindrome di Proteo, per la quale le sue ossa e la sue pelle non smettono di crescere.

É la stessa sindrome che si pensa abbia colpito nel 19° secolo Joseph Merrick, ai più conosciuto come “The Elephant Man” da cui è stato tratto il famoso omonimo film di David Lynch. La sindrome di Proteo è una rarissima malattia congenita, identificata per la prima volta dal dottor Michael Cohen nel 1979, e il cui nome è stato attribuito nel 1983 dal dottor Hans-Rudolf Wiedemann, in omaggio al dio Proteo della mitologia greca, in grado di trasformare il proprio aspetto fisico; probabilmente il riferimento era al fatto che le manifestazioni del morbo erano ogni volta differenti nei vari pazienti a cui era stata diagnosticata questa malattia.

Robert pesa 120 Kg e porta il 50 di scarpe, inoltre ha problemi di vista e di udito, soffre di idrocefalo ed epilessia e ha subito 74 operazioni chirurgiche. Come se non bastasse, è afflitto anche dal gigantismo, il che significa che la sua statura (circa 2 metri e 10) è destinata ad aumentare, così come l’idrocefalo e l’epilessia. La madre di Robert, ha affermato: «L’unico sollievo che ho è quando una badante si occupa di Robert per tre ore a settimana, ma io non cambierei Robert per nulla al mondo, è un gigante buono e affettuoso. Sarà meraviglioso quando riusciremo finalmente a comprare la sedia a rotelle».

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Creato un mini cervello in laboratorio

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO LABORATORIO MICROSCOPIOUna versione in miniatura del cervello umano è stata ottenuta in provetta dopo anni di ricerche. Il cervello è stato costruito a partire da cellule staminali umane pluripotenti, ossia cellule immature in grado di svilupparsi in ogni direzione. Di appena quattro millimetri, è frutto di uno studio guidato dall’Istituto di Biotecnologie molecolari dell’Accademia austriaca delle scienze, insieme alle Università di Edimburgo e Londra e all’Istituto Sanger, della Wellcome Trust. I ricercatori, coordinati da Madeline Lancaster e Juergen Knoblich, osservano: “Siamo fiduciosi che questo metodo permetterà di studiare una varietà di malattie legate allo sviluppo neurologico”. Il cervello in miniatura si è rivelato uno strumento unico per studiare l’intero processo di sviluppo del cervello umano: “Lo sviluppo delle regioni della corteccia – dicono i ricercatori riferendosi al mini cervello artificiale – avviene secondo un’organizzazione simile a quella che si osserva nei primi stadi di sviluppo del cervello umano”.

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