Gli integratori per allenare il tuo cervello e sviluppare una memoria prodigiosa

MEDICINA ONLINE CERVELLO INTELLIGENZA IDEA STUDIOEcco a voi una lista di integratori utili per “alimentare” il vostro cervello durante i periodi di stress o quando è richiesto uno sforzo cerebrale maggiore, come durante gli esami all’università visto che la sessione estiva è ormai alle porte. Ma ricordate sempre che il vero segreto per tenere in forma il vostro cervello è: non fumare, mangiare bene, fare attività fisica e soprattutto… studiare con costanza!

Vitamine

  • Vitamina B1 (tiamina) È fondamentale per la salute del cervello. E presente nelle reazioni chimiche che permettono il rilascio dell’acetilcolina (vedi “colina”) nel cervello.
  • Vitamina B2 (riboflavina) È antiossidante, utile nella prevenzione dell’invecchiamento cerebrale.
  • Vitamina B3 (niacina) Se carente, provoca una diminuzione della memoria.
  • Vitamina B5 (acido pantotenico): È antiossidante, Permette all’organismo di utilizzare la colina.
  • Vitamina B6 (piridoxina) È antiossidante. Permette la conversione degli aminoacidi in neurotrasmettitori del cervello (vedi “fenilalanina” e “tirosina”).
  • Vitamina B12 (cobalamina) È un coenzima fondamentale per il cervello e i tessuti nervosi, indispensabile per i vasi cerebrali. Aumenta l’azione della vitamina C e di alcuni aminoacidi.
  • Vitamina C (acido ascorbico) È uno degli antiossidanti più efficaci. E’ un precursore per la produzione di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina e la norepinefrina.
  • Acido folico (vitamina B9) È concentrato nel cervello e nei fluidi spinali ed è essenziale per il funzionamento del cervello stesso. È anche indispensabile per la produzione di metionina.
  • Vitamina E (tocoferolo) È un potente antiossidante dei grassi (il cervello è composto per circa il 60% proprio di questi menti) e quindi previene e rallenta l’invecchiamento del cervello dovuto a ossidazione.

Leggi anche: Come funziona la nostra memoria e come facciamo per aumentarla: guida per prendere trenta e lode agli esami universitari

Inositolo 
Si trova in grande concentrazione nelle cellule cerebrali. È utile in caso di ansia e per migliorare la concentrazione.

Cisteina
È indicata soprattutto per la protezione delle membrane delle cellule del cervello dai danni dei radicali liberi, e quindi dall’invecchiamento cerebrale. Protegge anche dai danni causati dal fumo e dall’alcol.

Colina 
Un supplemento di colina (o lecitina) nell’alimentazione può migliorare le funzioni della memoria. Essa è alla base dell’acetilcolina, il neurotrasmettitore responsabile del controllo del pensiero e della memoria.

Fenilalanina e tirosina 
Il cervello utilizza questi due aminoacidi, la fenilalanina e la tirosina, per produrre la norepinefrina, un neurotrasmettitore che gioca un ruolo importante nelle funzioni cerebrali: sembra che controlli la memoria a lungo termine e, se scarsa, potrebbe provocare una diminuzione dei riflessi mentali e depressione. Per utilizzare questi aminoacidi, l’organismo necessito di vitamina C e B6.

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Metianina 
Questo aminoacido protegge il cervello dai danni provocati dalle sostanze tossiche come il mercurio e il piombo.

Cromo 
È un minerale utile per metabolizzare i carboidrati e produrre energia necessaria per l’intero organismo, anche per il cervello.

Germanio
È un minerale utile per ossigenare le cellule di tutto l’organismo, cervello compreso.

Magnesio
È un minerale utile per migliorare l’umore e la concentrazione.

Manganese 
È un minerale utile per produrre un enzima antiossidante (superossido dismutasi) efficace per combattere l’invecchiamento cerebrale precoce. Può essere assunto anche come oligoelemento (una fialetta al giorno, la mattina a digiuno, per un mese o due).

Potassio 
È un minerale utile per la trasmissione degli impulsi elettrici, molto attivo nei tessuti del cervello e nel sistema nervoso. Può essere assunto anche come oligoelemento (una fialetta al giorno, la mattina a digiuno, per un mese o due).

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Zinco 
È un minerale utile per produrre un enzima antiossidante (superossido dismutasi) particolarmente efficace per combattere l’eccesso di radicali liberi, causa di invecchiamento precoce. Inoltre, protegge dagli accumuli di piombo, tossico per il cervello. Può essere assunto anche come oligoelemento (una fialetta al giorno, la mattina a digiuno, per un mese o due).

Ginkgo Biloba 
Particolarmente conosciuta per la sua attività sulla circolazione venosa, arteriosa e capillare, la pianta è ampiamente utilizzata come fluidificante del sangue, perché ne diminuisce la viscosità, con benefici effetti, sull’irrorazione sanguigna dei tessuti cerebrali. Infatti, per la capacità di favorire una corretta distribuzione di ossigeno e glucosio al cervello, incrementa l’acuità mentale, la concentrazione, la memoria a breve termine, e l’abilità cognitiva. Numerose ricerche hanno anche dimostrato che l’uso del ginkgo contrasta i fenomeni di aterosclerosi negli anziani e rallenta la progressione del morbo di Alzheimer. Le sue foglie contengono terpeni, (ginkgolide B) che migliorano l’irrorazione dei tessuti; mentre i polifenoli e i flavonoidi (ginketolo, isiginketolo, bilabetolo, ginkolide) agiscono sulle membrane cellulari, stabilizzandole e contrastano la formazione di radicali liberi.

Lecitina di soia 
La fosfatidilserina migliora la memoria e la capacità cognitiva. Apporta colina (o Vitamina J), una sostanza organica essenziale per la funzionalità nervosa che migliora l’efficienza intellettuale e le capacità mnemoniche. La deficenza di colina può portare a problemi neurologici come per esempio il morbo di Alzheimer e ad un aumento della pressione arteriosa sistemica. L’utilizzo di lecitina è consigliato anche in caso di affaticamento mentale e in fase di preparazione di esami.

Omega 3
Gli omega 3 sono acidi grassi essenziali indispensabili per migliorare la risposta dei neurotrasmettitori delle cellule cerebrali, e di altri messaggeri. Queste sostanze risultano utili per favorire la funzionalità del sistema nervoso centrale, in quanto aiutano il processo di riparazione, quando le cellule sono danneggiate e sono perciò indicate in presenza di scarsa concentrazione, in caso di affaticamento eccessivo, scarsa lucidità, cattiva qualità del sonno e problemi di memoria.

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Glutammina
La Glutammina è l’aminoacido più abbondante presente nel corpo umano. Penetra agevolmente la barriera ematoencefalica entrando rapidamente nel cervello. Una volta all’interno del cervello, viene convertita in Glutammato, il più importante neurotrasmettitore eccitatorio del SNC. La Glutammina ed i suoi metaboliti giocano un ruolo di supporto in molti aspetti fisiologici della regolazione mentale. E’ dimostrato che migliorano il tono dell’umore, la performance mentale e la concentrazione.

Caffeina
Può essere indicato anche assumere caffeina, presente in caffè, cioccolato e nelle bevande energetiche, ma ricordando che il consumo eccessivo comporta nervosismo e irrequietudine. Un altro alleato è il glucosio, il carburante preferito del cervello: può incrementare, anche se a breve termine, le abilità mentali. Va però assunto con moderazione dato che il consumo eccessivo può avere ripercussioni su mente e corpo.

Ginseng
E’ forse il mio integratore preferito insieme al guaranà. La radice di questa pianta ha proprietà adattogene, cioè è in grado di incrementare la resistenza dell’organismo allo stress psicofisico, che si verifica nei cambi di stagione in particolar modo, o durante il verificarsi di situazioni che mettono a dura prova il nostro organismo e la nostra psiche come il cambio del posto di lavoro o un periodo di intensa attività. Inoltre ha proprietà ipocolesterolemizzanti e ipoglicemizzanti. Con un’assunzione costante vedrai migliorare il tuo stato di vigilanza e benessere psicofisico generale. Un recente studio ha anche dimostrato che l’assunzione di ginseng determina un netto miglioramento della capacità di calcolo e deduzione logica, aumento dell’attenzione, del tempo di reazione e un prolungamento della sensazione di benessere, alleviando così il senso di stanchezza. Tieni presente, però, che è meglio evitarne l’uso se soffri di nervosismo, e in gravidanza. Un suo abuso può provocare mal di testa, ipertensione e insonnia, pertanto è consigliato per un periodo breve di circa un mese.

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Guaranà
Oltre al ginseng avrai sentito spesso parlare anche del Guaranà per le stesse proprietà contro stanchezza e astenia psicofisica, ma tieni presente che l’estratto secco di Guaranà contiene tra i suoi principi attivi la guaranina, una sostanza simile alla caffeina, pertanto non deve ma essere assunto da chi soffre di tachicardia e insonnia, ipertiroidismo oltre che in caso di gravidanza. Il suo utilizzo deve essere breve e solo in caso di necessità. Solitamente viene utilizzato prima di un esame scolastico per stimolare l’attenzione e la concentrazione e aumentare la capacità di apprendimento, e per un ciclo di 15 giorni al massimo. Se invece stai seguendo una dieta il guaranà potrebbe aiutarti a smaltire i grassi accumulati e favorire la perdita di peso aumentando la resistenza agli stimoli della fame. L’assunzione deve essere di una compressa al mattino e non superare il mese di assunzione.

Ed infine un “in bocca al lupo” a tutti gli studenti dell’ultimo anno di liceo e a tutti gli studenti universitari!

Prodotti ottimi per contrastare la stanchezza e migliorare memoria e concentrazione, sono:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Il quoziente intellettivo? Un mito da sfatare

MEDICINA ONLINE CERVELLO INTELLIGENZA IDEA STUDIOAvete provato, magari per semplice curiosità, a sottoporvi ai test per misurare il quoziente intellettivo e il risultato è stato deludente? Non vi Continua a leggere →

Vivi accanto ad un fumatore? rischi demenza ed Alzheimer

MEDICINA ONLINE CIGARETTE SIGARETTA FUMO PASSIVO ATTIVO TERZIARIO DANNI DIFFERENZE NICOTINA SMETTERE DI FUMARE NO STOP SMOKING CANCRO POLMONE TOSSICODIPENDENZA VIZIO ARIA TUMOREIl fumo passivo può essere pericoloso tanto quanto quello attivo, Una ricerca internazionale condotta da scienziati provenienti da Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna è riuscita a trovare una correlazione tra il respirare il fumo espirato dagli altri e la demenza. La pericolosità del fumo passivo è ormai cosa nota. Basta pensare al forte rischio di imbattersi in malattie cardiache, vascolari e respiratorie. Ora il cerchio delle possibili conseguenze note, grazie a questa ricerca pubblicata sulla rivista di settore Occupational and Environmental Medicine, diventa più ampio, inserendo anche patologie come l’Alzheimer e la demenza come possibili conseguenze.

Continua la lettura con https://medicinalive.com/neurologia/fumo-passivo-favorisce-demenza/

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Vuoi tenere in forma il tuo cervello? comincia ad allenare i tuoi muscoli

MEDICINA ONLINE PALESTRA ALLENAMENTO UOMO MUSCOLI PESI BELLEZZA GINNASTICA PESISTICAIl luogo comune che associa un fisico esile a un cervello superlativo (e viceversa un corpo palestrato a una scarsità di materia grigia) è destinato a morire. Sempre più ricerche confermano che l’esercizio fisico non si limita a rinforzare i muscoli e a prevenire le malattie cardiovascolari. Migliora anche le prestazioni mentali e aiuta a prevenire malattie del cervello come il morbo di Alzheimer.
I benefici più evidenti sono a livello della memoria, la prima funzione cerebrale a “perdere colpi” (comincia a decadere dai 25 anni in poi), come dimostra uno studio condotto alla Columbia University e pubblicato sulla rivista PNAS.

Continua la lettura con https://www.assomensana.it/Magazine/Attivita-fisica/23-Lo-sport-sviluppa-neuroni/#:~:text=Il%20luogo%20comune%20che%20associa,e%20a%20prevenire%20le%20malattie%20cardiovascolari.

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Cos’è un attacco ischemico transitorio (TIA)? Impara a riconoscerlo e potrai salvare una vita, anche la tua

MEDICINA ONLINE UOMO TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOSiete a cena con degli amici ed uno di loro, all’improvviso, appare disorientato, non riesce a riconoscervi, ha difficoltà a muoversi o ad articolare le parole? Non sottovalutate mai questo tipo di evento anche se è durato solo per un tempo molto breve, specialmente se il vostro amico è in avanti con gli anni e magari è obeso, è iperteso e fuma. Si potrebbe trattare infatti di un attacco ischemico transitorio, anche chiamato TIA, e agire in fretta può salvare il vostro amico da deficit neurologici permanenti o peggio, dalla morte. Già, ma cosa è di preciso un TIA e come si riconosce? I nostri mezzi di informazione, ricolmi di programmi spazzatura, spesso mancano di informazioni veramente importanti come l’educazione alimentare, o quella sessuale o semplicemente nozioni come queste che possono salvare una vita. Cercherò oggi di spiegarlo in maniera semplice e accessibile a chiunque perché anche i “non addetti ai lavori” devono essere al corrente di tali informazioni.

Nel caso abbiate legittimi sospetti che voi o un vostro caro siate stati colpiti da TIA o ictus o emorragia cerebrale, leggete immediatamente questo articolo per sapere cosa fare: Ictus, emorragia cerebrale cerebrale e TIA: cosa fare e cosa assolutamente NON fare

Cos’è un attacco ischemico transitorio e chi colpisce?

Si definisce TIA (acronimo di “transient ischemic attack”, il modo anglosassone di chiamarlo) o attacco ischemico transitorio, un disturbo temporaneo di irrorazione sanguigna ad una parte limitata del cervello, e si manifesta con un deficit neurologico che permane, per definizione, per un periodo inferiore alle 24 ore: se i sintomi persistono per un tempo maggiore si parla di “ictus” (in inglese stroke). Il TIA, pur essendo una malattia ritenuta tipica nell’età avanzata, può colpire anche i giovani e, in alcuni casi, i bambini, tuttavia solo il 5,5% di tutti i TIA colpisce sotto i 45 anni di età.

Tipi di attacco ischemico transitorio e cause

L’attacco ischemico transitorio può essere di due tipi:

  • ischemico: dovuto alla stenosi (cioè alla chiusura parziale o totale) di un’arteria cerebrale (un vaso sanguigno che porta sangue al cervello). Tale restringimento patologico determina la drammatica situazione in cui le cellule che prima venivano nutrite da quell’arteria non sono più nutrite ed in brave tempo vanno incontro a necrosi (cioè muoiono, ciò è irreversibile). In questo caso si parla di ischemia cerebrale ed è la causa maggiore di TIA. Per quale motivo un’arteria si può chiudere del tutto o parzialmente? Le cause possono essere diverse, una tra le più diffuse è perché al suo interno si forma un trombo che chiude definitivamente un’irregolarità dell’arteria stessa (la placca ateromatosa): in questi casi si parla di trombosi cerebrale. Un’altra tipica causa di ostruzione si verifica quando l’arteria viene raggiunta da coaguli partiti da lontano (emboli), generalmente dal cuore o da placche delle arterie che portano il sangue al cervello: in questo caso si parla di embolia cerebrale.
  • emorragico: dovuto alla rottura di un’arteria cerebrale: In questi casi si parla di emorragia cerebrale (rappresenta una causa minore, ma non certo sottovalutabile, di TIA). Il fattore principale che determina l’ischemia emorragica è la pressione arteriosa troppo alta (ipertensione arteriosa) che determina turbolenze del flusso sanguigno che possono rompere vasi sanguigni normali o che hanno un problema di parete o che sono dilatati (questi ultimi sono detti aneurismi).

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Diagnosi di attacco ischemico transitorio

La diagnosi certa di avere avuto un attacco ischemico transitorio si ha solo di fronte a una tomografia computerizzata (TC) e, nel caso la TC sia risultata normale, una risonanza magnetica (RM) del cranio. La TC e la risonanza magnetica cerebrale sono i primi esami che si eseguono – insieme a quelli del sangue – dopo l’arrivo in ospedale perché sono i migliori per verificare sito e natura del disturbo, fornendo un’immagine dettagliata del cervello e dell’area colpita e mostrando eventuali segni di sofferenza ischemica. Altra tecnica diagnostica usata è l’angiografia cerebrale, che – grazie ad un mezzo di contrasto – consente di valutare il flusso sanguigno nei vasi arteriosi e venosi del collo e dell’encefalo. A supporto, può essere eseguito anche un ecocardiogramma, utile per accertare un’embolia cardiaca. Una volta definita la diagnosi è possibile stabilire la terapia più opportuna, che può essere sia farmacologica, che chirurgica.

Come i non addetti ai lavori possono riconoscere un TIA?

Ecco la parte più importante dell’articolo: una lista di sintomi che permettono il riconoscimento di un TIA, anche se – ovviamente – la sintomatologia è piuttosto variabile in quanto dipende dalla zona del cervello colpita, dall’estensione della parte interessata e dalla rapidità con la quale il vaso arterioso si chiude.

  • Frequentemente si ha una forma di debolezza o di completa incapacità a muovere una metà del corpo (braccio, gamba, faccia) e difficoltà a deglutire.
  • Se il lato colpito è quello destro alla paralisi motoria si aggiunge afasia, la non comprensione di ciò che viene detto e l’impossibilità a parlare.
  • Se il lato colpito è quello sinistro si ha agitazione, incapacità a rendersi conto del proprio stato o di riconoscere familiari o amici.
  • Se la parte colpita è quella posteriore del cervello i sintomi più evidenti sono legati alla vista (non si vede più da un lato o si ha una macchia scura nel centro del campo visivo).
  • Se è stata interessata un’ampia parte del cervello l’ammalato va rapidamente in coma e non risponde più ad alcuno stimolo.

Altri sintomi e loro significato:

  • Afasia: alterazione del linguaggio a vari livelli, comprensione, produzione, ripetizione, strutturazione. Il fenomeno quindi si può manifestare in vari modi: ad esempio può venire meno la capacità di riconoscere una parola o di scegliere la parola adatta. Una parola può essere sostituita con un’altra di significato diverso ma della stessa famiglia (ora invece di orologio), oppure può essere usata una parola sbagliata ma dal suono simile a quella giusta (zuccotto invece di cappotto), o una parola completamente diversa e senza alcun legame apparente con quella corretta; il disturbo inoltre può coinvolgere solo il parlato, la capacità di ripetere una frase, la strutturazione di un discorso di senso compiuto, o anche solo la capacità di scrivere.
  • Disartria: disturbo del linguaggio, nel quale si osserva un’errata pronuncia delle frasi
  • Emianopsia: perdita o alterazione della metà del normale campo visivo, su di un piano verticale od orizzontale
  • Emiplegia: paralisi di un lato del corpo
  • Mal di testa, molti addirittura riferiscono di un dolore improvviso e talmente forte da simulare una “pugnalata” nella testa.
  • Parestesia: alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo; un tipico esempio di parestesia è il formicolio, che si manifesta con una sensazione di pizzicorio alla pelle, come se vi passassero sopra delle formiche.
  • Perdita di coordinazione dei movimenti
  • Perdita di equilibrio
  • Vertigini: sensazione illusoria ed invalidante in cui il soggetto che ne è colpito avverte che il suo corpo o gli oggetti che lo circondano sono in continuo movimento oscillatorio.

Cosa fare se si sospetta un TIA o un ictus?

Per rispondere a questa domanda, leggi questo articolo: Ictus, emorragia cerebrale cerebrale e TIA: cosa fare e cosa assolutamente NON fare

Prevenzione di nuovi TIA

Superato l’evento, al soggetto viene indicata una opportuna strategia di prevenzione, che sonsiste principalmente in:

  • attività fisica adeguata a età e condizioni mediche generale;
  • alimentazione sana che preveda un buon apporto di acqua, vitamine e sali minerali e che soprattutto elimini grassi e sale;
  • abolizione del fumo e degli alcolici;
  • terapia farmacologica che prevenga la formazione di nuovi coaguli;
  • terapia farmacologica che controlli eventuali picchi pressori o aritmie che aumentano il rischio di nuovi attacchi;
  • controlli giornalieri della pressione sanguigna.

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Ti fumi una sigaretta? il tuo cervello invecchia

donna fumo sigaretta cervelloLa rivista “Age and Ageing” ha pubblicato una ricerca condotta da Alex Dregan del King’s College di Londra, che con il suo gruppo di lavoro ha studiato gli effetti che i fattori di rischio cardiovascolare come pressione alta, obesità e fumo posso avere sul cervello. E, tra le varie cose, è emerso anche un forte legame tra fumo e declino cognitivo.

Gli esperti hanno preso in analisi un campione di 8.800 soggetti di 50 anni le cui funzioni cognitive, nell’arco di otto anni, sono state misurate a più riprese con una serie di test. I risultati sono stati poi messi incrociati con altre informazioni, come il loro livello di rischio cardiovascolare e il loro stile di vita. È emerso che i soggetti fumatori che avevano la pressione alta davano una performance ridotta ai test su memoria, concentrazione, capacità di apprendimento, fluidità del linguaggio e via dicendo. Questo sta a significare che il fumo accelera il declino cognitivo, ancora più dell’ipertensione.

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Evoluzione del sistema nervoso negli animali, dall’Hydra all’uomo

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