Differenza tra pelo e capello

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA PELO CAPELLO Pelle Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene HD.jpgSia i peli che i capelli hanno in comune alcune funzioni, come ad esempio:

  • funzione percettiva. Peli e capelli funzionano come veri e propri meccanismi sensori, in grado di captare stimoli tattili anche molto leggeri;
  • funzione protettiva. Peli e capelli hanno il compito di proteggere alcune zone del corpo (pensiamo ad esempio a come una folta capigliatura protegge la testa dai traumi, o come i peli delle ciglia e sopracciglia impediscono a sudori ed oggetti estranei di penetrare nell’occhio).

Esistono differenze tra i capelli ed i peli.

I capelli (o “peli terminali”) sono più grossi, più rigidi, più spessi e pigmentati, inoltre se non tagliati tendono a crescere virtualmente all’infinito. Sono presenti solo sulla testa.

I peli (o “peli del vello”), invece, sono molto più corti, morbidi e sottili dei capelli. Se non tagliati tendono a raggiungere una certa misura e fermarsi. Non sono così pigmentati come i peli terminali, tanto che in alcune zone sono praticamente invisibili se non osservati da vicino o con una lente. Sono presenti quasi in ogni parte del corpo anche se con lunghezza variabile, si pensi ad esempio alla differente lunghezza tra i peli dell’addome femminile ed i peli pubici o delle ascelle. Le aree cutanee assolutamente prive di peli (glabre) sono molto poche. Anche la fronte, apparentemente glabra, presenta peli del vello. Le uniche zone realmente glabre del corpo umano sono i palmi delle mani, le piante dei piedi, le labbra, le areole mammarie, il glande ed il clitoride.

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Perché il glande ha un colore diverso rispetto al resto del pene?

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PLASMA UOMO COME FUNZIONA AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRIl glande è quella struttura che si trova all’estremità del pene; su di esso si apre il meato urinario, attraverso fuoriesce l’urina e lo sperma durante l’eiaculazione. Il glande ha forma di tronco di cono, utile a favorire la penetrazione in vagina. Una delle caratteristiche che più risaltano del glande è il fatto che la sua superficie presenta una tinta diversa rispetto alla cute dell’asta peniena. Il glande ha infatti un colore tendente al roseo-violaceo, che diventa di un viola vivo durante l’erezione.

Questo particolare colore del glande, che lo caratterizza rispetto al resto del pene, è dovuto alla sua sensibilità: il glande è infatti la parte del pene più sensibile e tale qualità è dovuta alla sua elevata innervazione e vascolarizzazione, decisamente maggiori rispetto a quella della cute dell’asta del pene. E’ proprio questa elevata concentrazione di vasi sanguigni a fornire al glande il suo colore violaceo, che diventa viola acceso durante l’erezione proprio perché il pene si riempie di ancora più sangue.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Henné, caffè, the e cacao: copri i capelli bianchi con le tinte naturali

MEDICINA ONLINE SHAMPOO CAPELLI MASCHERA DEBOLI BIANCHI WHITE HAIR STYLE STYLIST GRAY COLOR CABELLO CANOSO COLORE TINTA COPRIRE COLOR COLORARE ACCONCIATURA TESTA DONNA RADICE PELO CAPELLO WALLPAPER SFONDO PICTURE PHOTO PICS.jpgÈ inevitabile. I capelli bianchi prima o poi spuntano a tutte. Si chiama “canizie” ed è un fenomeno che dipende da una diminuzione della melatonina presente nei capelli. Il colore dei capelli dipende infatti dall’azione dei melanociti, le cellule che producono la melatonina: poiché i melanociti che si trovano nel bulbo capillare con l’età diminuiscono, i capelli bianchi avanzano di conseguenza.

Rimedi naturali per coprire i capelli bianchi

Anche se i capelli bianchi sono sinonimo di saggezza e, negli ultimi anni, sono tornati di moda, molte persone preferiscono nasconderli. Per evitare lunghe ed estenuanti sedute dal parrucchiere e preservare la salute e la bellezza dei nostri capelli, rispettando l’ambiente, vi suggeriamo dei rimedi naturali che vi permetteranno di non spendere tempo e denaro in trattamenti con prodotti chimici, che potrebbero danneggiare tutta la capigliatura.

Tinture naturali per capelli bianchi 

Vediamo quindi come coprire i capelli bianchi senza ricorrere alla tinta tradizionale o all’aiuto del parrucchiere. Molti sono i sistemi di colorazione naturale per coprire i capelli bianchi senza tinta e molti sono usati fin dall’antichità. Uno dei più conosciuti e apprezzati è l’henné ma ce ne sono anche altri, il cui uso dipende dal colore che si vuole avere e dalla tipologia di capelli che si ha.

  1. COPRIRE I CAPELLI BIANCHI CON L’HENNÉ

L’henné è una polvere naturale che si ottiene dal processo di essiccazione di una pianta di origine nord africana e indiana. Ne esistono diverse tonalità che permettono di coprire i capelli bianchi e sono tutte sul rosso-castano; meglio quindi farsi consigliare in base ai propri capelli e al risultato che si vuole ottenere. L’henné si acquista in erboristeria, in farmacia o nei negozi di prodotti per parrucchieri. Bisogna scegliere la tonalità più vicina al proprio colore naturale di capelli e miscelare la polvere con acqua bollente, fino ad ottenere una crema densa e senza grumi. Per rendere il colore più intenso si può aggiungere all’impasto anche del succo di limone o di aceto. Le dosi di prodotto da utilizzare dipendono dalla lunghezza dei capelli.  In ogni caso, una volta ottenuta la consistenza desiderata, si può passare all’applicazione sui capelli umidi, precedentemente lavati con shampoo neutro. Bisogna poi lasciare il prodotto in posa per il tempo indicato sulla confezione e in base all’intensità che si vuole ottenere, e risciacquare, applicando uno shampoo neutro. L’henné non penetra nel capello ma lo avvolge in un film protettivo, restituendo un colore che resta sui capelli per 6-8 settimane. Se la propria tonalità di capelli è più scura, l’henné può essere applicato con la stessa modalità, dopo essere stato mescolato all’indigo. Si tratta di un’altra polvere vegetale che, a differenza dell’henné, può tingere i capelli di nero, restituendo sfumature mogano o violacee, in base alla propria colorazione naturale.

  1. TINGERE I CAPELLI BIANCHI CON IL CAFFÉ

Uno dei rimedi più semplici e immediati è quello di tingere i capelli con il caffè. Basta fare una macchinetta di caffè forte, far raffreddare e versare sui capelli prima di lavarli. I capelli, sui quali è stato applicato il caffè, devono essere delicatamente massaggiati e il caffè deve essere lasciato in posa per almeno cinque minuti. È opportuno usare sempre il caffè naturale e non istantaneo, poiché questo contiene additivi. Per fissare meglio il colore e ottenere un effetto più duraturo, si può fare anche un ultimo risciacquo con l’aceto bianco. Grazie alla caffeina, il caffè agisce anche a contrastare la caduta dei capelli.

  1. TINTA NATURALE PER CAPELLI CON IL TÈ NERO

Per applicare questo rimedio sui capelli, bisogna prendere alcune foglie di tè nero e metterle in infusione in un litro d’acqua. Il passo successivo è far bollire per 30 minuti e lasciare in infusione per 24 ore. Trascorso questo tempo, l’acqua va filtrata e il composto applicato sui capelli, dove sarà lasciato in posa per circa un’ora, prima di procedere ad uno shampoo neutro. Il tè riesce a mascherare i capelli bianchi poiché è ricco di pigmenti e di antiossidanti benefici per la salute dei capelli.

  1. COME COPRIRE I CAPELLI BIANCHI CON SALVIA E ROSMARINO

Le erbe aromatiche sono tra i rimedi naturali meno noti per tingere i capelli ma sono molto efficaci. Il rosmarino si può usare per realizzare un infuso, da far raffreddare e usare come risciacquo dopo l’ultimo shampoo. Per usare la salvia, invece, bisogna portare a bollore un litro d’acqua e versarvi all’interno circa 200 gr di foglie, poi lasciare bollire per 30 minuti e far raffreddare. L’infuso può essere utilizzato come pre-shampoo, prima del lavaggio, cercando di lasciarlo in posa per almeno 30 minuti: l’impacco ravviverà il colore della chioma e scurirà i primi “fili” bianchi.

  1. TINGERE I CAPELLI CON IL CACAO

Anche con il cacao possiamo scurire i capelli bianchi in maniera naturale. In questo caso, occorre mescolare 3 cucchiai di miele con 3 cucchiai di cacao, fino a creare una crema densa. Il composto va lasciato agire sui capelli asciutti per circa un’ora, prima di risciacquare. I capelli saranno subito più scuri e avranno anche una gradevole profumazione.

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Posso usare la crema solare rimasta dall’estate scorsa?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Pelle spellata cinque consigli per salvare la nostra cuteA fine estate capita a tutti di avere ancora della crema solare che viene conservata per tutto l’inverno e, con l’arrivo di una nuova stagione e le prime giornate di mare, scatta la fatidica domanda: “Il solare dell’anno scorso lo posso ancora usare o lo butto?“.

La risposta è “dipende”, infatti senza generalizzare bisogna considerare alcuni fattori prima di decidere se utilizzarla ancora o buttarla nella pattumiera per evitare di usare un prodotto che ha perso efficacia ed espone la pelle a rischio scottature.

I solari, come tutti i cosmetici, hanno una data di scadenza valida dall’apertura del prodotto, indicata da un numero vicino alla scritta PAO e generalmente per le creme solari è di 8-12 mesi, quindi stando a questo potrebbero essere usati – anche se al limite – da un’estate all’altra, mentre il discorso è diverso se sono stati usati per una vacanza tropicale o in montagna durante il periodo invernale.

Ancora più importante della scadenza è la corretta conservazione dei solari che possono essere compromessi da caldo ed aria che influenzano soprattutto la componente grassa del prodotto.

Un altro fattore da tenere presente è la formulazione del solari, infatti quelli in crema entrano più facilmente in contatto con aria, dita e microbi, inoltre se il tappo non viene chiuso ermeticamente la sabbia si può sempre infilare; discorso diverso con i solari spray che temono solo le alte temperature.

Se il solare non è scaduto prima di portarlo di nuovo al mare o in piscina è bene fare un facile test casalingo, controllando se odore, colore e consistenza non sono alterate; il buon senso poi consiglia di cambiare solare se l’anno precedente ci siamo scottati, scegliendone uno con Spf più alto.

Al momento dell’acquisto di un nuovo solare bisogna orientarsi verso un prodotto con un adeguato fattore protettivo e osservare con attenzione tutta la gamma di prodotti disponibili, scegliendo ove possibile prodotti novità che non saranno sicuramente dell’anno in corso, non essendo disponibili l’estate precedente.

Se sono solo pochi i giorni o week-end che si potranno dedicare all’abbronzatura, sparsi durante l’estate, una soluzione per evitare di conservare il solare da un anno all’altro è acquistare confezioni piccole o monodose.

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Differenza ghiandole eccrine ed apocrine

MEDICINA ONLINE CLASSIFICAZIONE GHIANDOLE ESOCRINE ENDOCRINE ANFICRINE ORMONI SECRETO SIEROSE MUCOSE MISTE MEROCRINE APOCRINE OLOCRINE ECCRINE PARIETALI TUBULARI GLOMERULARI SEMPLICI COMPOSTE ACINOSE ALVEOLARILe ghiandole sudoripare sono ghiandole esocrine tipiche dei mammiferi. Esse partecipano principalmente alla regolazione della temperatura corporea mediante l’emissione del sudore, ma i loro compiti non si limitano a questo. Si distinguono due tipi di ghiandole sudoripare:

  • le ghiandole sudoripare eccrine, presenti su tutta la superficie cutanea e particolarmente concentrate nelle ascelle, sulla fronte, palmo delle mani e pianta dei piedi, mentre sono assenti a livello di glande, clitoride, superficie interna del prepuzio, piccole labbra e faccia interna del padiglione auricolare. Le ghiandole eccrine sono in numero variabile tra 2 e 5 milioni per individuo e producono un sudore incolore e pressoché inodore che, con la sua evaporazione, impedisce un eccessivo aumento della temperatura corporea.
  • le ghiandole sudoripare apocrine, presenti solo in alcune zone: ascelle, areole mammarie, regione inguinale e perineale. Sono più numerose nella donna rispetto all’uomo e le persone di colore ne possiedono circa tre volte tanto rispetto ai caucasici. Le ghiandole apocrine producono, a partire dalla pubertà, un sudore bianco-giallastro e di odore pungente, la cui funzione (più nell’animale che nell’essere umano) è quella di stimolare, con il suo odore, l’interesse sessuale. Un’eccessiva produzione di questo tipo di sudore può generare odori sgradevoli e creare problemi nei rapporti interpersonali. Molte delle ghiandole presenti nel corpo umano sono ghiandole apocrine modificate (ad esempio la ghiandola mammaria, le ghiandole perinali, le ghiandole ceruminose auricolari e le ghiandole di Moll delle palpebre).

Le ghiandole sudoripare eccrine producono ininterrottamente piccolissime
quantità di sudore (circa 400 mg al minuto) di cui non riusciamo ad accorgerci perché evapora subito anche a temperatura ambiente: si parla di perspiratio insensibilis.
L’eliminazione di liquidi attraverso la pelle (traspirazione cutanea) consente di disperdere con l’evaporazione una quantità di calore pari a 15 kcalorie all’ora, se la traspirazione è “insensibile”, ma che può aumentare quando la sudorazione si fa evidente, sotto forma di goccioline di sudore che fuoriescono dai pori. In questo caso, si parla di perspiratio sensibilis, perché la traspirazione cutanea è ben visibile. La produzione di sudore eccrino non è continua, ma dipende da diversi stimoli che influenzano anche le regioni in cui avviene la produzione stessa. Il caldo, per esempio, provoca una sudorazione prevalentemente sulla fronte, sul collo, sul dorso, sul torace e sul dorso delle mani. Stimoli emozionali riguardano invece le regioni delle ascelle, lati del tronco, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi. In 24 ore può essere prodotta una quantità variabile di sudore, che può arrivare anche a 10-12 litri. L’attività delle ghiandole è controllata dall’ipotalamo e le fibre nervose efferenti per le cellule sercernenti sono colinergiche, mentre sono adrenergiche per le cellule mioepiteliali.

Le ghiandole eccrine prendono il nome dal tipo di secrezione che operano, cioè eccrina. Essa prevede la secrezione del solo prodotto delle cellule, tramite trasporto attivo e diffusione, con la caratteristica peculiare di non accumulare il proprio secreto. Si differenziano dalle ghiandole sudoripare apocrine che partecipano alla secrezione con parte della membrana apicale e del citoplasma.

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Quale tinta scegliere in base al tuo colore originale?

MEDICINA ONLINE MEGAN FOX NUDE NAKED  VOLTO FELICE DONNA RAGAZZA CAPELLI SGUARDO TINTA SUMMER MORA PELLE SKIN OCCHI AZZURRI CHIARI TERAPIA EYES TRUCOS BELLEZZA VISO DONNA SEXY SEX  MEDICINA ESTETICA PELLE CASTANA CUTE YOUNG GIRL.jpgQuali sono le tinte migliori in base al vostro colore originale per coprire i capelli bianchi? Ecco alcuni nostri consigli:

Per le bionde e le rosse:
Sei fortunata, perché la comparsa dei capelli bianchi è discreta sulla tua capigliatura chiara e ti lascerà il tempo di decidere. Per camuffarli ottenendo un effetto naturale, l’operazione consigliata alle bionde è il balayage, che permette di confondere le ciocche bianche tra quelle bionde, senza renderti prigioniera delle colorazioni ogni mese!

Per le brune
Non esiste niente di meglio della colorazione per mascherare i capelli bianchi; ma anche in questo caso bisognerà armarsi di pazienza perché la ricrescita sarà rapida e si vedrà quasi subito rispuntare il bianco!

Attenzione: se scegli la colorazione fai-da-te per le colorazioni ripetute, usa prodotti con gli ingredienti naturali e senza ammoniaca

Lo sapevi? Se hai soltanto il 20 o 30% di capelli bianchi, gli shampoo coloranti andranno bene; ma se i capelli bianchi sono di più, avrai bisogno di optare per una colorazione, anche fai-da-te, ma più coprente. In commercio ne esistono diverse che si possono fare tranquillamente a casa, ottenendo ottimi risultati.

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Colorare o no i capelli bianchi?

MEDICINA ONLINE SHAMPOO CAPELLI MASCHERA DEBOLI BIANCHI WHITE HAIR STYLE STYLIST GRAY COLOR CABELLO CANOSO COLORE TINTA COPRIRE COLOR COLORARE ACCONCIATURA TESTA DONNA RADICE PELO CAPELLÈ inevitabile. Prima o poi tutte dobbiamo affrontare l’arrivo dei capelli bianchi, un momento non sempre facile e piacevole. Certo, per alcune i primi capelli bianchi appaiono presto rispetto alle altre, ma in ogni caso, è meglio accettarli e adattarsi, piuttosto che farne un dramma e deprimersi.

Il fenomeno dei capelli bianchi

La comparsa dei capelli bianchi è il risultato di una diminuzione della melanina. Ecco come funziona il processo di colorazione dei capelli: I melanociti, cellule responsabili del colore dei capelli, dei peli e della pelle, fabbricano la melanina che, in realtà, è un pigmento scuro. Quest’ultimo viene trasferito nei cheratinociti, le cellule che producono i capelli, situati nei bulbi. Se, producendo il capello, queste cellule hanno ricevuto molti pigmenti scuri, la capigliatura sarà bruna, altrimenti sarà bionda. Con gli anni, i capelli diventano progressivamente bianchi poiché nel bulbo i melanociti col tempo si sono esauriti e sono stati sostituiti da bolle d’aria.

Quando succede

L’età media per la comparsa dei primi capelli bianchi è di 34 anni. Il fenomeno prende il nome di “canizie”. Tuttavia, a volte, questo processo inizia prima, perché la comunicazione tra i melanociti e le cellule che producono i capelli non avviene più correttamente. Ci sono alcuni casi, abbastanza rari, in cui questo processo può essere reversibile: in caso d’insufficienza renale cronica, o in seguito alle sedute di radioterapia. Gli ormoni e la genetica sono i maggiori responsabili di questo tipo di disfunzione anormale o troppo precoce.

Scegliere se colorare i capelli o lasciarli invecchiare

Puoi decidere di accettare i tuoi nuovi capelli bianchi, indipendentemente dalla tua età, giocando con pettinature sofisticate e glamour. Questo vuol dire anche scegliere la praticità, perché decidere di colorare i capelli bianchi implica di doversi prendere costantemente cura della propria capigliatura. Le donne che scelgono il bianco di solito ne sono contente, soddisfatte di aver valorizzato la propria naturalezza: si concentrano piuttosto sugli accessori, perché per illuminare il loro viso hanno preso l’abitudine di usare fasce, cappelli, occhiali colorati e divertenti, tutti dettagli che mettono in risalto il bianco dei loro capelli, ma anche il loro stile unico.

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Fumare marijuana fa ingrassare o dimagrire?

MEDICINA ONLINE FUMO FUMARE SIGARETTE SMETTERE MARIJUANA DROGA DHT DIPENDENZA MALE TUMORE CANCRO POLMONI TOSSICODIPENDENZA NICOTINA CANCEROGENO GRASSO METABOLISMO DIMAGRIRE INGRASSARE.jpgLa marijuana fa ingrassare? Porsi la domanda è quasi scontato visto che il consumo di cannabis produce un caratteristico aumento dell’appetito, ma trovare una risposta in realtà è piuttosto difficile. Se ne sono accorti ad esempio i ricercatori della University of Montreal, che in uno studio pubblicato sulla rivista Pharmacology Biochemistry and Behavior hanno scoperto come la cannabis possa determinare sia l’aumento che la perdita di peso, in funzione di una serie di specifiche caratteristiche del consumatore.

È noto, e spesso riportato da chi ne fa uso, che la cannabis causa un temporaneo aumento dell’appetito”, spiega Didier Jutras-Aswad, ricercatore della University of Montreal che ha coordinato lo studio. “Sulla possibilità che questo causi un aumento di peso a lungo termine però esistono dati estremamente limitati”.

Per chiarire la questione, i ricercatori canadesi hanno utilizzato le informazioni raccolte dal progetto Nicotine Dependence in Teens, un ampio studio che ha raccolto i dati di 1.

294 ragazzi, che a partire dai 12-13 anni di età hanno risposto annualmente a un questionario sulle proprie abitudini, come la dieta, il consumo di cannabis o sigarette, e sulle proprie condizioni di salute fisica e mentale, riportando tra le altre cose anche eventuali aumento o perdita di peso.

Analizzando i dati raccolti dallo studio, i ricercatori hanno potuto calcolare l’effetto del consumo di cannabis sull’aumento di peso dei ragazzi, scoprendo che si tratta di una relazione complicata, in cui entrano in gioco diversi fattori come il sesso e l’eventuale consumo di tabacco. In generale, i dati raccolti dimostrerebbero che la marijuana tende a determinare un aumento di peso nei consumatori di entrambi i sessi, ma nei maschi l’effetto risulta opposto (tendono a dimagrire) in caso consumino anche tabacco (tra le ragazze invece non c’è collegamento tra aumento di peso e sigarette).

Le differenze di genere emerse dallo studio rimangono attualmente senza spiegazione, ma gli autori hanno formulato diverse ipotesi al riguardo. “Il Thc e la nicotina non influenzano allo stesso modo i circuiti neurobiologici che controllano fame nel cervello dei due sessi”, chiarisce Jutras-Aswad. “Sappiamo inoltre che questi percorsi neurali sono modificati da fattori ormonali e possono subire fluttuazioni, in particolare durante il ciclo mestruale. Esistono infine possibili differenze psicologiche tra uomini e donne riguardo al rapporto con l’aumento di peso e la dieta, che potrebbero teoricamente spiegare perché gli uomini sembrino particolarmente sensibili alle interazioni tra utilizzo di cannabis, sigarette e aumento di peso”.

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