Avocado: proprietà, controindicazioni, sapore, proteine, ricette e calorie

MEDICINA ONLINE AVOCADO FRUTTO FRUTTA DIETA COME SI MANGIA QUANTITA' GIORNALIERA CONTROINDICAZIONI QUANTO MANGIARNE SAPORE PROTEINE RICETTE VITAMINE CALORIE FA INGRASSARE DIMAGRIRE DIETA CIBO.jpgL’avocado è un frutto esotico che appartiene alla famiglia delle Lauracee originario dell’America centro-meridionale (Messico, Colombia, Perù), in Italia relativamente poco diffuso e coltivato soprattutto in Sicilia e Sardegna. Alle nostre latitudini la varietà più diffusa è la Fuerte, che matura tra novembre e febbraio. Il suo nome deriva dall’azteco “āhuacatl” parola che significa “testicolo”, per analogia alla forma di quest’organo. E’ un frutto “non pericoloso” dal momento che la sua spessa buccia impedisce ai pesticidi di penetrare nella polpa, inoltre c’è da considerare che la sua coltivazione richiede uno scarso uso di sostanze chimiche, quindi l’avocado è “amico” dell’ambiente. Solitamente l’avocado si mangia crudo perché la cottura ne può alterarne il sapore e renderlo vagamente amaro. Bisogna assicurarsi di consumare un frutto maturo, che deve essere aperto e privato del grande nocciolo centrale prima di ogni preparazione. Un “trucco” per capire se l’avocado che state per utilizzare è sufficientemente maturo è provare a sbucciarlo: se vi riuscite con facilità, allora è pronto per il consumo. In questo caso, potete facilmente prelevarne la polpa con un cucchiaio oppure aiutandovi con un coltello.

Il frutto di avocado

L’avocado può essere coltivato in casa facendo radicare il seme (a punta in su) nell’acqua, per poi trapiantarlo in terra ben drenata. Il frutto è una drupa a forma di pera, lunga dai 7 ai 20 centimetri e con un peso che può variare dai 100 ai 1000 grammi, anche se generalmente un frutto pesa intorno ai 200 grammi. Presenta un grosso seme centrale di 3-5 cm di diametro. La polpa è di colore giallo verde o giallo pallido, l’epicarpo (o buccia) può essere di colore verde o melanzana, liscio o rugoso.

Sapore dell’avocado

L’avocado ha un sapore talmente particolare da non somigliare a nessun altro, ha una consistenza “burrosa” e lascia un retrogusto in bocca molto particolare. Proprio per questi motivi non è apprezzato da tutti. E’ un sapore abbastanza neutro e “vegetale”, vagamente dolce, non acido, per alcuni assomiglia ad un melone anche se meno dolce di quest’ultimo. Per via del suo sapore neutro, in ogni caso, più che come semplice frutto da fine pasto, l’avocado si presta soprattutto a essere consumato come fosse una verdura, ad esempio al naturale con vinaigrette o olio e limone per un antipasto dal gusto esotico, su delle bruschette e come ingrediente in insalate ricche, anche insieme ad altri ortaggi. La polpa può essere frullata per ottenere creme di accompagnamento per piatti sia salati che dolci.

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Valori nutrizionali dell’avocado

Per ogni 100 grammi (mezzo frutto) l’avocado fornisce circa 160 calorie, 2 grammi di proteine e 15 grammi di grassi (di cui 2,1 g di acidi grassi saturi; 1,8  g di polinsaturi; 10 g di monoinsaturi). I carboidrati sono circa 9 g (zuccheri 0,7 g). L’avocado inoltre contiene elevata quantità di fibre (7 grammi), sali minerali (come potassio, fosforo, magnesio e calcio) e vitamine (vitamina C, vitamina B). Elevata la quantità di Potassio (più del doppio della quantità presente in una banana), di vitale importanza per bilanciare il rapporto sodio/potassio dell’organismo. L’avocado NON contiene colesterolo. I valori nutrizionali principali dell’avocado sono riassunti in questo schema:

Quantità per 100 grammi
Calorie 160

Indice glicemico: 10 (basso)

Grassi 15 g
Acidi grassi saturi 2,1 g
Acidi grassi polinsaturi 1,8 g
Acidi grassi monoinsaturi 10 g
Colesterolo 0 mg
Sodio 7 mg
Potassio 485 mg
Carboidrati 9 g
Fibra alimentare 7 g
Zucchero 0,7 g
Proteine 2 g

Proprietà antitumorali dell’avocado

L’avocado, come la maggioranza dei frutti esistenti, è ricco di vitamine che hanno potente effetto antiossidante che aiuta a prevenire e “riparare” i danni al DNA che portano al cancro. L’avocado inoltre aiuta il fegato a produrre il glutatione, considerato il più importante antiossidante nella prevenzione e dei tumori, tale molecola infatti “rigenera” gli altri antiossidanti ormai esauriti. L’alto contenuto di luteina, vitamina E e acido oleico contribuisce a prevenire il tumore al seno. Le prime due sono vitamine liposolubili facilmente assorbite in presenza del buon contenuto di grassi dell’avocado. Uno studio del 2005 ha infine riscontrato che l’aggiunta di avocado nell’insalata consente di assorbire da tre a cinque volte in più di molecole antiossidanti carotenoidi per la protezione contro i danni dei radicali liberi.

Benefici cardiovascolari dell’avocado

Per la sua presenza di acidi grassi “buoni”, l’avocado può aiutare a migliorare il flusso sanguigno e ridurre la pressione arteriosa. In uno studio su soggetti affetti da dislipidemia, il consumo regolare di avocado per una settimana ha ridotto del 17% il colesterolo totale, del 22% le LDL (il colesterolo “cattivo”) ed i trigliceridi e incrementato dell’11% le HDL (colesterolo “cattivo”), abbassando quindi indirettamente il rischio di infarto del miocardio e ictus cerebrale.

Benefici dell’avocado su cervello e sistema nervoso

L’avocado migliora le funzioni cerebrali e previene la demenza. In questa azione, l’avocado si avvicina molto al mirtillo, secondo il Dr Setven Pratt, autore del libro Superfoods Rx: Fourteen Foods Proven to Change Your Life. Inoltre il suo elevato contenuto di acido oleico e di grassi totali (circa il 15%) aiuta anche a mantenere la salute della mielina, una guaina che protegge nervi e neuroni, composta al 74% di grassi. Oltre a rivestire le strutture nervose, la mielina accelera la trasmissione neuronale e quindi aumenta la velocità dei processi mentali.

Proprietà nella dieta

E’ un ottimo o alimento nelle diete a basso impatto di cereali. Sostituire le calorie dei cereali con quelle dei grassi della frutta o dei prodotti animali è spesso necessario per combattere problemi di sovrappeso, ritenzione idrica, diabete e metabolismo rallentato. I grassi monoinsaturi dell’avocado aiutano a accelerare il metabolismo basale, che indica il livello di combustione delle calorie nello stato di riposo. Quindi, il regolare consumo di avocado può essere vantaggiosamente inserito in una dieta dimagrante.

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Protezione del fegato

L’avocado ha mostrato di avere proprietà antinfiammatorie, di proteggere il fegato dai danni indotti da sostanze chimiche: dal momento che i danni da queste sostanze chimiche sono molto simili a quelli causati dai virus, i ricercatori credono che l’avocado possa essere anche utile nella prevenzioni e cura delle epatiti.

Avocado contro la stitichezza

Come ben sappiamo, assumere fibre a sufficienza è fondamentale per l’intestino e per la salute del nostro organismo in generale. Ogni 100 grammi di avocado, assumiamo 7 grammi di fibre, ottimo per evitare la stitichezza: un avocado apporta al nostro organismo quasi la metà del fabbisogno giornaliero di fibra.

Quanto avocado mangiare al giorno?

Un avocado medio pesa circa 200 grammi e contiene circa 320 calorie e circa 30 grammi di grassi quindi è accostabile ad un secondo piatto. Ciò significa che, pur essendo l’avocado un frutto sicuramente sano per l’alto contenuto di vitamine e sali minerali, non bisogna certamente abusarne. In assenza di particolari patologie come il diabete, il nostro consiglio è quello di mangiare mezzo frutto al giorno (100 grammi, circa 160 calorie) o anche un frutto intero al giorno, sempre lontano dai pasti principali, come spuntino tra la colazione ed il pranzo, oppure come merenda tra pranzo e cena.

Mangiare un avocado al giorno fa male?

No, un frutto intero al giorno non “fa male” alla salute: se il vostro metabolismo basale è elevato e quindi la vostra dieta lo consente, come già prima anticipato potete arrivare a consumarne anche uno intero (di 200 grammi) al giorno. In caso di dubbio chiedete al vostro medico.

Avocado e diabete

L’indice glicemico dell’avocado è 10, un valore considerato molto basso, ciò, unito ai suoi valori nutrizionali, lo rende perfettamente inseribile nella dieta di un paziente diabetico, a patto di non abusarne: una dose moderata (mezzo frutto di avocado al giorno) assunta lontano dai pasti principali – è più che sufficiente per godere del suo gusto e dei vantaggi offerti dai suoi antiossidanti, senza rischiare di eccedere dal punto di vista calorico e glicemico. In ogni caso, prima di modificare arbitrariamente la vostra dieta, chiedete al vostro medico diabetologo.

Controindicazioni al consumo di avocado

Fermo restando che il limite della quantità giornaliera (massimo un frutto di 200 grammi al giorno) dovrebbe essere rispettato, non sono note particolari controindicazioni all’assunzione di avocado, tuttavia è bene ricordare che:

  • anche se l’allergia all’avocado è piuttosto, alcuni individui possono possederla, specie quelli allergici al lattice, che possono manifestare reazioni nei confronti di certi frutti come banana, kiwi o appunto avocado;
  • essendo molto ricco di potassio, la sua assunzione potrebbe rappresentare un problema per coloro che soffrono di insufficienza renale. È, dunque, consigliabile, in questi casi, consultare il proprio medico, per poter sapere se è opportuno consumare questo frutto o meno, ed in quale quantità;
  • in alcuni individui l’avocado può determinare problemi digestivi: questo effetto collaterale è causato dai FODMAP, carboidrati a catena corta di cui l’avocado è ricco e che alcune persone non sono in grado di digerire causando gonfiore, produzione di gas, crampi allo stomaco, diarrea o costipazione. A questi individui è consigliato non consumare questo frutto;
  • particolare attenzione devono prestare i pazienti diabetici, a tal proposito consultate il vostro diabetologo prima di assumere l’avocado.

Avocado in cucina

L’avocado si presta a moltissime preparazioni: ottimo a tocchetti nelle insalate oppure a fettine sul toast completato da un uovo in camicia, ma anche come base di salse, tra cui il celeberrimo guacamole. I modi come usare l’avocado in cucina sono veramente tanti, c’è anche chi ne usa la polpa come soluzione vegana del burro e della crema in torte, biscotti, mousse e dolci. Per la sua consistenza, può essere anche un ottimo ingrediente per dare cremosità a smoothie e frullati, avendo un gusto neutro non coprirà il sapore degli altri ingredienti.

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Il diabetico può mangiare l’avocado? Che indice glicemico possiede?

MEDICINA ONLINE AVOCADO FRUTTO DIETA COME SI MANGIA QUANTITA' GIORNALIERA CONTROINDICAZIONI QUANTO MANGIARNE SAPORE PROTEINE RICETTE VITAMINE CALORIE FA INGRASSARE DIMAGRIRE DIETA CIBO MANGIAREPer ogni 100 grammi (mezzo frutto) l’avocado fornisce circa 160 calorie, 15 grammi di grassi (di cui 2,1 g di acidi grassi saturi; 1,8  g di polinsaturi; 10 g di monoinsaturi). I carboidrati sono circa 9 g (zuccheri 0,7 g). L’avocado inoltre contiene elevata quantità di fibre, sali minerali (come potassio, fosforo, magnesio e calcio) e vitamine (vitamina C, vitamina B). L’avocado NON contiene colesterolo.

L’indice glicemico dell’avocado è 10, un valore considerato molto basso.

L’avocado è – in definitiva – un cibo sano dal punto di vista nutrizionale e perfettamente inseribile nella dieta di un paziente diabetico, a patto di non abusarne: una dose moderata (mezzo frutto di avocado al giorno) assunta lontano dai pasti principali – è più che sufficiente per godere del suo gusto e dei vantaggi offerti dai suoi antiossidanti, senza rischiare di eccedere dal punto di vista calorico e glicemico. In ogni caso, prima di modificare arbitrariamente la vostra dieta, chiedete al vostro medico diabetologo.

Importante: in caso di dubbio, il paziente diabetico può – sotto controllo medico – monitorare la propria risposta glicemica all’assunzione di certi alimenti, annotando i valori su un taccuino e raffrontando le relative glicemie.

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Pianta avocado: potatura, esposizione, temperatura, coltivarla a casa

MEDICINA ONLINE PIANTE BALCONE GIARDINAGGIO SEMINARE FRUTTO FRUTTA DIETA COME SI MANGIA QUANTITA' GIORNALIERA CONTROINDICAZIONI QUANTO MANGIARNE SAPORE RICETTE VITAMINE CALORIE FA INGRASSARE DIMAGRIRE DIETA CIBO.jpgL’avocado, un frutto morbido, cremoso e ricco di nutrienti, essenziale per piatti come il guacamole, può essere coltivato dal nocciolo rimasto dopo aver mangiato il frutto. Sebbene gli alberi di avocado cresciuti dal seme richiedano del tempo per produrre i frutti (a volte fino a 7-15 anni), coltivare un albero di avocado è un progetto divertente e gratificante che nel frattempo ti lascia con un albero davvero splendido. Una volta cresciuto, puoi aspettare che i frutti inizino a crescere o accelerare il processo mediante l’innesto o facendo germogliare dei rami produttivi sull’albero. Indipendentemente dal metodo che scegli, impara a coltivare il tuo albero di avocado da zero partendo dal passaggio numero uno!

1) Trova un luogo caldo per la crescita con luce solare parziale

Essendo una pianta subtropicale, l’avocado ama il sole. Originario dell’America Centrale, del Messico e delle Indie Occidentali, l’avocado si è sviluppato per prosperare in ambienti caldi e umidi. Anche se è stato allevato per crescere in luoghi lontani come la California, richiede sempre una buona esposizione alla luce del sole per crescere bene. Tuttavia, paradossalmente, le giovani piante di avocado possono essere danneggiate da un’eccessiva esposizione diretta (soprattutto prima di aver avuto il tempo di sviluppare ampie foglie). A causa di questo, se stai coltivando una pianta di avocado da un singolo seme, scegli un luogo che abbia una buona esposizione al sole durante il giorno, ma che non sia costantemente alla luce solare diretta.
I davanzali esposti al sole sono ottimi posti per coltivare l’avocado. Oltre a garantire che riceva luce solare solo durante una parte del giorno, i davanzali interni consentono di controllare attentamente la temperatura e l’umidità a cui la pianta viene esposta.

2) Evita il freddo, il vento e il gelo

La maggior parte delle piante di avocado non cresce bene in caso di maltempo. Neve, venti freddi e rapidi sbalzi di temperatura, che possono essere dannosi anche per le piante più resistenti, possono addirittura far morire le piante di avocado. Se vivi in una zona dal clima tropicale o subtropicale con inverni abbastanza miti, potresti cavartela tenendo la pianta fuori tutto l’anno. Tuttavia, se vivi in una zona dove la temperatura invernale rischia di scendere sotto lo zero, devi prepararti a spostare la pianta in casa durante l’inverno, per proteggerla dalle intemperie.
Le diverse varietà di avocado hanno differenti tolleranze alle temperature fredde. In generale, le varietà di avocado comuni elencate qui sotto, riceveranno danni significativi di congelamento alle temperature indicate:

  • Indiani Occidentali: -2,2-1,7 °C.
  • Guatemaltechi: -2,8-1,7 °C.
  • Hass: -3,9 -1,7 °C.
  • Messicani: -6,1 -2,8 °C.

3) Utilizza un terreno ricco con un buon drenaggio

Come molte altre piante da giardino comuni, l’avocado cresce meglio in un terreno ricco e con ghiaia. Questi tipi di terreni forniscono un grande contenuto di nutrienti per aiutare la pianta a crescere forte, riducono il rischio di un innaffiamento eccessivo e consentono una buona aerazione. Per ottenere i migliori risultati, prova ad avere una fornitura di questo tipo di terreno (come per esempio uno ricco di humus e sostanza organica) pronta da utilizzare come mezzo di impregnazione per il momento in cui le radici e lo stelo del tuo avocado sono ben definiti.
Per essere chiari, non devi necessariamente avere pronto il terriccio all’inizio del processo di crescita, dato che la coltivazione del seme di avocado inizia in acqua prima di essere trasferito nel terreno.

4) Usa un terreno con pH piuttosto basso

Come molte altre piante da giardino comuni, l’avocado cresce meglio in terreni che hanno un pH basso (in altre parole in terreni acidi, piuttosto che alcalini o basici). Per ottenere i migliori risultati, cerca di piantare l’avocado in un terreno con un pH di 5-7. A livelli di pH più elevati, la capacità della pianta di avocado di assorbire i nutrienti vitali come il ferro e lo zinco può ridursi in modo significativo, ostacolando la crescita.
Se il pH del terreno è troppo alto, considera l’utilizzo di una tecnica di abbassamento del pH, come l’aggiunta di materia organica o l’introduzione di piante alcalino-resistenti al tuo giardino. Puoi ottenere buoni risultati anche con un additivo del terreno come solfato di alluminio o di zolfo.

5) Rimuovi e lava il seme

Prelevare il seme da un avocado maturo è facile. Usa un coltello per tagliare l’avocado a metà per lunghezza su entrambi i lati, quindi afferra e gira il frutto per separare le due metà. Estrai il seme dalla metà a cui è attaccato. Infine, lava via qualsiasi residuo di avocado in eccesso attaccato al seme, finché non è perfettamente pulito e liscio. Generalmente, più maturo è l’avocado, maggiori sono le probabilità che il seme germini; scegli quindi avocado con la polpa soda o morbida, mai con la polpa dura perché il seme di un frutto acerbo può avere tempi di germinazione lunghi e, a volte, può non germinare affatto.
Non gettare via la polpa dell’avocado; prova a preparare la salsa guacamole, spalmala su un pezzo di pane tostato, o mangiala così come una deliziosa merenda nutriente.

6) Sospendi il seme in acqua

I semi di avocado non dovrebbero essere piantati direttamente nel terreno; invece, vanno messi in acqua fino a quando radici e fusto non sono sviluppati a sufficienza per sostenere la pianta. Un modo semplice per sospendere il seme in acqua è inserire tre stuzzicadenti ai lati del seme in modo che sia posizionato sul bordo di una tazza o una ciotola capiente. Non preoccuparti, non fa male alla pianta. Riempi la tazza o la ciotola con acqua fino a sommergere la parte inferiore del seme.
Assicurati che il seme sia posizionato in acqua con la parte superiore rivolta verso l’alto. La parte superiore dovrebbe essere sempre leggermente arrotondata o appuntita (come la cima di un uovo), mentre la parte inferiore, che è in acqua, dovrebbe essere leggermente più piatta e può avere una colorazione irregolare rispetto al resto del seme.

7) Posizionalo vicino a una finestra soleggiata e riempi di acqua quando necessario

Successivamente, posiziona il seme e il suo contenitore pieno d’acqua in un punto in cui riceverà la luce del sole occasionale (ma raramente diretta), come un davanzale che riceve solo poche ore di sole al giorno. Monitora la pianta, di tanto in tanto, e aggiungi acqua fresca ogni volta che il livello scende sotto la parte inferiore del seme. Nel giro di poche settimane e fino a un mese e mezzo, dovresti notare le radici che cominciano a emergere dal fondo del seme e un piccolo gambo dalla cima.
La fase di inattività iniziale può durare da 2 a 6 settimane circa. Potrebbe sembrare che non stia succedendo niente, ma sii paziente: alla fine vedrai che inizieranno a emergere le radici e lo stelo della pianta.

8) Quando lo stelo è lungo circa 6 cm, taglialo

Appena le radici e il fusto cominciano a crescere, continua a controllare i progressi e cambia l’acqua quando necessario. Quando il fusto raggiunge un’altezza di circa 6 cm, pota di nuovo a circa 3 cm di altezza. Nel giro di poche settimane questo dovrebbe portare allo sviluppo di nuove radici, e far in modo che lo stelo diventi un albero più forte e ampio.

9) Pianta il tuo seme di avocado

Poche settimane dopo la sua prima potatura, quando le radici della pianta sono spesse e sviluppate, e il suo stelo ha nuove foglie, potrai finalmente trasferirla in un vaso. Rimuovi gli stuzzicadenti e posiziona le radici verso il basso in un terreno ricco di sostanza organica, con un buon drenaggio. Per ottenere i migliori risultati, utilizza un vaso di circa 25-30 cm di diametro. Vasi più piccoli possono causare l’aggrovigliamento delle radici e inibire la crescita, se la pianta non viene trasferita in uno nuovo.
Non interrare completamente il seme nel terreno: ricopri le radici, ma lascia la metà superiore esposta.

10) Assicura alla pianta una buona esposizione alla luce del sole e annaffiature frequenti

Non appena travasi la pianta di avocado, annaffia abbondantemente, bagnando il terreno delicatamente ma accuratamente. Andando avanti, dovrai annaffiare in modo appena sufficiente a mantenere il terreno leggermente umido, senza mai saturare il terreno o renderlo fangoso. Metti l’avocado in un luogo dove riceverà molta luce solare, ma non alla costante luce diretta del sole durante il giorno, soprattutto se vivi in una zona dal clima molto caldo.

11) Abitua la pianta alle condizioni esterne in maniera graduale, se hai intenzione di spostarla fuori

Comincia dal mettere il vaso in un punto in cui riesce a ricevere la luce indiretta del sole per gran parte della giornata. Spostala quindi gradualmente in aree dove la luce è man mano più intensa. Alla fine sarà pronta a ricevere la luce diretta del sole in maniera costante.

12) Stacca le foglie dopo ogni 15 cm di crescita

Una volta che la pianta è stata travasata, continua con il tuo regime di annaffiature frequenti e di forte luce solare appena inizia a crescere. Periodicamente, monitora i suoi progressi con un righello o un centimetro: quando il fusto della pianta raggiunge un’altezza di circa 30 cm, stacca le nuove foglie in crescita. Appena la pianta continua a crescere, stacca via i nuovi e più alti gruppi di foglie, ogni volta che cresce di altri 15 cm.
Questo incoraggia la pianta a far crescere nuovi germogli, portando a un albero più sano e folto a lungo termine. Non preoccuparti di danneggiare la pianta: l’avocado è abbastanza forte da riprendersi da questa potatura di routine senza alcun problema.

13) Fai crescere la piantina fino a 60-90 cm di altezza

Come detto sopra, coltivare un albero di avocado da un seme non significa necessariamente che sarai in grado di ottenere dei frutti in un dato arco di tempo. Alcuni alberi di avocado possono impiegare alcuni anni per iniziare a produrre frutti, mentre altri possono impiegare molto più tempo o possono anche non portare mai buoni frutti. Per accelerare questo processo e garantire che il tuo albero produca ottimi frutti, utilizza la tecnica usata dai coltivatori professionisti: l’innesto. Per innestare avrai bisogno di un albero di avocado che sta già producendo buoni frutti e di una piantina di avocado alta almeno 60-75 centimetri.
Se puoi, cerca di trovare un albero “produttore” che sia resistente e senza malattie, per produrre buoni frutti. Un innesto di successo unisce insieme fisicamente le due piante, quindi dovrai utilizzare le piante più sane possibile per evitare problemi lungo il percorso.

14) Comincia in primavera

Unire le due piante mentre crescono e prima che il tempo diventi più secco è la maniera migliore per innestarle. Comincia in primavera e aspettati che ci vogliano almeno quattro settimane.

15) Fai un taglio a forma di T nella piantina

Con un coltello affilato, fai un taglio a forma di T sul fusto della pianta a circa 20-30 cm dal suolo. Taglia orizzontalmente circa un terzo dello spessore del fusto, quindi ruota il coltello e taglia circa 2-3 cm lungo il fusto verso il suolo. Usa il coltello per sbucciare la corteccia dal fusto.
Ovviamente, evita di tagliare troppo in profondità nel fusto. Il tuo obiettivo è quello di “aprire” la corteccia lungo il lato, in modo da poter inserire un nuovo ramo, e non danneggiare la piantina.

16) Preleva una gemma da un albero “produttore”

Quindi, trova una gemma dall’aspetto sano sull’albero che produce il frutto che hai selezionato. Rimuovila dall’albero facendo un taglio diagonale che inizia circa 1 cm al di sotto della gemma e termina circa 2-3 cm al di sotto di esso. Se la gemma è nel centro di una sezione di ramo o ramoscello, piuttosto che alla punta, fai un taglio di un centimetro al di sopra della gemma per rimuoverla.

17) Unisci la gemma alla piantina

Porta la gemma che hai rimosso dall’albero “produttore” nel taglio a forma di T sulla piantina. La parte verde sotto la corteccia di ogni pianta deve essere a contatto; se questo non avviene, l’innesto può fallire. Una volta posizionata la gemma nella fessura del taglio della piantina, fissala nella sua posizione con delle bande elastiche o con fasce di gomma (disponibili presso i negozi di giardinaggio).

18) Aspetta che la gemma attecchisca

Se il tuo lavoro di innesto riesce, la gemma e la piantina dovrebbero finalmente guarire insieme, formando una sola pianta. In primavera questo può accadere in un mese o meno, ma nei mesi di crescita più lenti potrebbero essere necessari fino a 2 mesi. Una volta che la pianta è completamente guarita, puoi rimuovere le bande di gomma. Se vuoi, puoi anche tagliare con attenzione il fusto della pianta originale di un centimetro o due sopra il nuovo ramo per renderlo il nuovo ramo “principale”.
Una volta che il ramo che hai introdotto nella pianta cresce di dimensioni sufficienti, dovrebbe iniziare la produzione di frutti di alta qualità, proprio come avrebbe fatto sul vecchio albero. Utilizzando questa tecnica, i coltivatori professionali sono in grado di mantenere risultati consistenti su tutti i loro alberi di avocado.

Consigli

  • Annaffia frequentemente, ma non eccedere. Rispetto ad altre piante del tuo giardino, quelle di avocado possono richiedere molta acqua. Tuttavia è importante ricordare che l’eccesso di acqua è un potenziale problema per quasi tutte le piante, avocado incluso. Cerca di evitare di annaffiare così frequentemente o talmente tanto che il terreno dell’albero diventi liquido o fangoso. Utilizza un terreno con buon drenaggio (uno ricco di sostanze organiche è di solito una buona scelta). Se il tuo albero è in vaso, assicurati che il fondo contenga fori di drenaggio per permettere all’acqua di fuoriuscire. Segui questi semplici consigli, e la tua pianta sarà esente dal pericolo di un eccesso di irrigazione. Se le foglie della pianta cominciano a ingiallire e hai innaffiato spesso, questo può essere un segno di eccessiva irrigazione. Ferma immediatamente l’innaffiamento e ricomincia solo quando il terreno è asciutto.
  • Fertilizza solo occasionalmente. Potrebbe anche non essere necessario un fertilizzante per far crescere un albero di avocado forte e sano. Tuttavia, se utilizzati in maniera ragionevole, i fertilizzanti possono notevolmente aumentare la crescita di una giovane pianta. Una volta che l’albero è ben definito, aggiungi alla terra un fertilizzante per agrumi equilibrato durante la stagione di crescita, secondo le istruzioni fornite con il fertilizzante. Non esagerare: quando si tratta di fertilizzante commerciale, di solito è meglio non esagerare. Annaffia sempre dopo la fertilizzazione per garantire che il fertilizzante venga assorbito nel terreno e consegnato direttamente alle radici della pianta.
    Come molte piante, l’avocado in genere non dovrebbe essere fertilizzato se molto giovane, in quanto può essere molto sensibile alla “bruciatura” che può derivare da un uso eccessivo di fertilizzanti. Prova ad aspettare almeno un anno prima della concimazione.
  • Impara come combattere i parassiti e le malattie comuni dell’avocado. Come ogni coltivazione agricola, le piante di avocado possono soffrire di una varietà di parassiti e malattie che possono minacciare la qualità del frutto della pianta o addirittura mettere in pericolo l’intera pianta. Saper riconoscere e risolvere questi problemi è fondamentale per mantenere un albero di avocado sano e produttivo. Ecco solo alcuni dei parassiti e delle malattie più comuni dell’avocado (per ulteriori informazioni, consulta una fonte di botanica).

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Alcol: effetti sulla salute diretti ed indiretti a breve e lungo termine

MEDICINA ONLINE ALCOL ALCOOL ALCOLICI BIRRA VINO VODKA ETILICO METABOLISMO ETANOLO DROGA DIPENDENZA ALCOLISTA BERE TOSSICODIPENDENZA AIUTO ANONIMI SUPERALCOLICI RUM COCKTAIL CONSIGLI MARITO FEGATO CIRROSI EPATICA.jpgL’alcol etilico, anche chiamato “etanolo”, è una sostanza liquida estranea all’organismo, non essenziale, è tossica per le cellule ed è un potente agente tumorale. L’alcol etilico, oltre all’acqua, è il principale componente delle bevande alcoliche; queste ultime contengono altri principi nutritivi (vitamine, sali minerali, proteine, zuccheri) ma sono presenti solo in minime tracce, per questa ragione le bevande alcoliche non possono essere considerate un alimento infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica l’alcol fra le droghe; pur essendo una droga giuridicamente legale, è comunque una sostanza molto tossica che provoca danni diretti alle cellule di molti organi, tra cui il fegato e il Sistema Nervoso Centrale. Pur possedendo un elevato valore calorico (7 Kcal per grammo, inferiore solo ai grassi), non è utilizzabile dall’organismo per il lavoro muscolare, ma solo per il metabolismo di base, risparmiando sull’uso di altri principi nutritivi quali grassi e zuccheri (per questo gli alcolici fanno ingrassare).

Effetti dell’alcol diretti a breve termine

Subito dopo essere assunto, l’etanolo viene in parte assorbito dallo stomaco ed in parte dall’intestino. Se lo stomaco è vuoto, tale assorbimento è più rapido. L’alcol assimilato, attraverso il sangue, passa al fegato, che ha il compito di metabolizzarlo. Finché il fegato non ha completato la digestione però l’etanolo continua a circolare diffondendosi nei vari organi. L’alcol può facilmente oltrepassare le membrane cellulari e provocare lesioni, fino alla distruzione delle cellule. Nello stato di ubriachezza l’alcol nel sangue raggiunge tutti gli organi, cervello compreso, uccidendo migliaia di neuroni, e il danno cerebrale è irreversibile.
Con un’ubriacatura si perdono circa 100.000 neuroni, tanti quanti quelli di una giornata di vita.

L’alcol provoca una iniziale euforia e perdita dei freni inibitori, ma a quantità progressivamente crescenti corrispondono effetti come riduzione della visione laterale (visione a tunnel), perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea e confusione. Quantità eccessive di alcol possono portare fino al coma e alla morte. La velocità con cui il fegato riesce a rimuovere l’alcol dal sangue varia da individuo ad individuo; in media, per smaltire un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica l’organismo impiega 2 ore. Se si beve molto alcol in poco tempo lo smaltimento è più lungo e difficile, e gli effetti più gravi.

Effetti dell’alcol diretti a medio/lungo termine

L’utilizzo prolungato di alcol nel tempo può aumentare il rischio di sviluppare varie patologie più o meno gravi, e anche a basse dosi l’alcol accresce il rischio per alcune malattie. Secondo dati forniti dall’OMS, il consumo di 20 grammi di alcol al giorno (pari a circa 2 bicchieri di vino) determina un aumento percentuale di rischio:

  • del 100% per la cirrosi epatica;
  • del 20-30% per i tumori del cavo orale, faringe e laringe;
  • del 10% per i tumori dell’esofago;
  • del 14% per i tumori del fegato;
  • del 10-20% per i tumori della mammella;
  • del 20% per l’ictus cerebrale.

Chiaramente, all’aumentare delle quantità di alcol aumenta anche la percentuale di rischio.

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Effetti dell’alcol indiretti

  • L’alcol è la causa di circa la metà degli 8.000 decessi conseguenti ad incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte per gli uomini al di sotto dei 40 anni. La guida sotto stato di ebbrezza ha causato, nel 2005, ben 4.107 incidenti stradali e le infrazioni accertate dalla Polizia Stradale nel 2006 per guida sotto l’influenza di alcol sono state 24.803. Tra i guidatori in stato psico-fisico alterato, chi è sotto l’effetto di alcol rappresenta il 70.2%. L’abuso di alcol è la causa della crescente mortalità giovanile per incidente stradale, per più del 40% dei casi, e del 46% dei morti di età compresa fra i 15-24 anni.
  • Secondo dati forniti dall’OMS, ogni anno nella Regione Europea circa 73 mila morti e più di 2 milioni di ricoveri o visite ospedaliere, sono dovuti ad atti di violenza interpersonale. L’alcol appare come fattore determinante almeno nel 40% dei casi.
    Negli Stati Uniti, le statistiche indicano come l’86% dei casi di omicidio, il 37% delle aggressioni e il 60% delle violenze sessuali avvengono sotto l’effetto dell’alcol.
    Il rapporto tra uso di alcol e violenza è dovuto agli effetti di disinibizione, alterazione dei meccanismi di elaborazione delle informazioni, riduzione dell’attenzione. Ma, sempre a causa di questa alterazioni, l’assunzione di alcol aumenta anche il rischio di subire atti di violenza, perché incapaci di interpretare correttamente le situazioni.
  • Il 6.8% di tutte le disabilità che vengono registrate in un anno è attribuibile all’alcol e complessivamente il 10% dei ricoveri è legato all’abuso di alcol.
    Ogni anno in Italia circa 40.000 individui muoiono a causa dell’alcol per cirrosi epatica, tumori, infarto emorragico, suicidi, aborti, omicidi, incidenti in ambiente lavorativo, domestico e incidenti stradali.

È fondamentale evitare l’assunzione concomitante di farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (per esempio ansiolitici e antidepressivi).

Effetti dell’alcolismo sui rapporti famigliari

La sofferenza derivante dai problemi legati all’alcol comporta un’alterazione della comunicazione e delle modalità relazionali all’interno della famiglia stessa, nei confronti sia del partner, sia dei figli.  Per i giovani la famiglia è un ambiente di socializzazione particolare, dove l’individuo si forma facendo riferimento alle figure parentali presenti, secondo forme di comunicazione che sono determinanti per il processo di crescita. I problemi alcol-correlati incidono negativamente sulle modalità relazionali e sulla comunicazione, rendendola difficile o interrompendola totalmente.
È molto importante che in famiglia ci sia da parte dei genitori, al di là delle parole, un “esempio educativo” al non uso di alcol e sostanze psicoattive. L’abitudine al consumo eccessivo di bevande alcoliche da parte dei genitori influenza il comportamento dei figli. Infatti, considerando i giovani tra 11 e 17 anni, la percentuale di chi consuma anche in maniera saltuaria o occasionale bevande alcoliche è pari al 26,3%. Percentuale che sale al 32,8% se almeno uno dei genitori fa uso non moderato di bevande alcoliche. (ISTAT – L’Uso e l’Abuso di Alcol in Italia 2006). È opportuno ricordare che il nesso tra le relazioni famigliari deteriorate e i comportamenti alcol-correlati non è determinata, ma piuttosto rappresenta un fattore di rischio.

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L’alcol è una droga?

MEDICINA ONLINE ALCOL ALCOOL ALCOLICI BIRRA VINO VODKA ETILICO ETANOLO DROGA DIPENDENZA ALCOLISTA BERE TOSSICODIPENDENZA AIUTO ALCOLISTI ANONIMI SUPERALCOLICI RUM COCKTAIL COME USCIRNE CONSIGLI MARITO.jpgL’alcol etilico, anche chiamato “etanolo”, è una sostanza liquida che si forma per fermentazione di alcuni zuccheri semplici o per distillazione del mosto fermentato. L’alcol è una sostanza estranea all’organismo, non essenziale, è tossica per le cellule ed è un potente agente tumorale. L’alcol etilico, oltre all’acqua, è il principale componente delle bevande alcoliche; queste ultime contengono altri principi nutritivi (vitamine, sali minerali, proteine, zuccheri) ma sono presenti solo in minime tracce, per questa ragione le bevande alcoliche non possono essere considerate un alimento.
Non è una sostanza nutriente o utile, ma provoca danni diretti alle cellule di molti organi, tra cui il fegato e il Sistema Nervoso Centrale. Pur possedendo un elevato valore calorico (7 Kcal per grammo, inferiore solo ai grassi), non è utilizzabile dall’organismo per il lavoro muscolare, ma solo per il metabolismo di base, risparmiando sull’uso di altri principi nutritivi quali grassi e zuccheri (per questo gli alcolici fanno ingrassare). Spesso sottovalutato, ricordiamo che l’alcol è pericoloso per la salute dell’organismo e non a caso è stato inserito al quarto posto nella classifica Lancet della pericolosità delle droghe, prima di anfetamine, LSD ed ecstasy. I rischi maggiori per un alcolista sono il coma etilico (anche mortale), la malnutrizione per difetto, gli incidenti mortali ed i reati commessi sotto l’influsso dell’alcol. La speranza di vita media di un alcolista è di 12 anni minore rispetto alla media della popolazione generale.

L’alcol è una droga?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica l’alcol fra le droghe; pur essendo una droga giuridicamente legale, è comunque una sostanza molto tossica per la cellula epatica, più di molte droghe illegali, ed è causa di una tossicodipendenza il cui grado è superiore rispetto alle droghe più conosciute. Non determina danni solo alla salute di chi la assume, bensì – indirettamente – si rende protagonista di numerosi decessi causati dagli incidenti stradali commessi sotto il suo effetto.

Come tutte le droghe, anche l’alcol:

  • ha un potere psicoattivo (è in grado cioè di modificare il funzionamento del cervello);
  • se assunto in modo continuo nel tempo induce assuefazione (per ottenere lo stesso effetto bisogna aumentare la dose);
  • quando non viene assunto può determinare i sintomi di “craving“, cioè dell’astinenza;
  • può nel tempo instaurarsi un legame specifico che condiziona negativamente lo stile di vita della persona che ne fa uso, mettendone a rischio la salute fisica, psichica, familiare e sociale.

Secondo l’OMS l’Europa è la Regione dove si beve più alcol al mondo. Il consumo d’alcol per abitante è il doppio rispetto alla media mondiale. L’alcol è il terzo fattore di rischio per i decessi e per le invalidità in Europa, e il principale fattore di rischio per i giovani. Una famosa ricerca che indicava come positivo per la salute il consumo di un bicchiere di vino al giorno, si è rivelata poi essere falsa. Il vino, la birra e gli alcolici ed i superalcolici in genere, non fanno mai bene al nostro organismo e sarebbe preferibile escluderli completamente dalla nostra alimentazione.

Diverse ricerche scientifiche hanno determinato che esistono persone particolarmente predisposte a sviluppare abuso alcolico e dipendenza. Il nuovo impiego di tecniche di neuroimmagine applicate al campo delle dipendenze ha reso possibile capire quali siano le disfunzioni a livello neurale delle persone affette da dipendenza. La predisposizione può quindi essere prodotta da fattori fisici e genetici, ma, assieme ai condizionamenti famigliari (ad esempio genitori alcolisti) e sociali, rappresenta un fattore di rischio, e non una necessaria predeterminazione all’alcolismo. E’ importante ricordare però, che tutte le persone possono correre il rischio di diventare dipendenti se sufficientemente esposti ad alcol e sostanze, poiché queste coinvolgono i circuiti neuronali della sopravvivenza, ossia quelli che regolano fame, sesso, emozioni, memoria, gratificazione. In altre parole: non tutti i soggetti predisposti diventano necessariamente alcolisti e non tutti i soggetti non predisposti sono necessariamente al riparo dal diventare alcolisti.

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Alcol: come comportarsi con un alcolista?

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La finalità del trattamento ospedaliero, della durata media di tre settimane, è la disintossicazione e l’avvio di un programma terapeutico-riabilitativo per quelle situazioni che presentano gravi conseguenze fisiche legate all’uso di alcol e sostanze stupefacenti o problematiche alcolcorrelate complesse.

Durante il ricovero viene anche eseguita una valutazione internistica e psichiatrica generale dello stato di salute. Una volta terminato il periodo di ospedalizzazione alle persone viene data la possibilità di proseguire il percorso riabilitativo attraverso l’inserimento in gruppi di auto-aiuto, come i Club degli Alcolisti in Trattamento o degli Alcolisti Anonimi.

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Alcol: alcolemia, quantità per poter guidare, multe e minori di 16 anni

MEDICINA ONLINE ALCOL ALCOOL ALCOLICI BIRRA VINO VODKA ETILICO METABOLISMO ETANOLO DROGA DIPENDENZA ALCOLISTA BERE TOSSICODIPENDENZA AIUTO ANONIMI SUPERALCOLICI RUM COCKTAIL CONSIGLI MARITO FEGATO CIRROSI EPATICA.jpgLa legge quadro (L. 125 del 30/03/2001) su alcol e problemi alcolcorrelati stabilisce che si può definire bevanda alcolica ogni prodotto che contiene alcol con gradazione superiore a 1,2 gradi. Secondo la legge, quindi, è possibile definire analcolica una bevanda che abbia una quantità di alcol inferiore a questo valore (ad esempio alcune birre analcoliche).

Alcolemia

Con il termine “alcolemia” si intende la concentrazione di alcol presente in un litro di sangue. Viene misurata in grammi per litro, e il limite massimo di alcol consentito per poter mettersi alla guida di un veicolo è fissato a 0,5 g/litro.
L’effetto massimo dell’alcol viene raggiunto tra i 30 e i 90 minuti dopo aver bevuto, e dipende da diversi fattori:

  • la modalità di assunzione;
  • la gradazione alcolica della bevanda;
  • il peso e la costituzione fisica; una persona magra ha una quantità di sangue minore e quindi la concentrazione di alcol è superiore;
  • il sesso: la donna, rispetto all’uomo, fa più fatica a metabolizzare l’alcol e ha meno liquidi corporei;
  • l’età: sia i minori di 18 anni che gli anziani hanno una ridotta capacità di metabolizzare l’alcol;
  • l’etnia: alcune popolazioni sono più vulnerabili agli effetti dell’alcol;
  • salute del fegato: se il nostro fegato è già ammalato o affaticato a causa dell’assunzione contemporanea di farmaci, è meno efficiente nel suo lavoro di metabolismo dell’alcol.
BEVANDA QUANTITA’ GRADAZIONE ALCOLEMIA (g/l)
M
(70 Kg)
F
(55 Kg)
Birra
Alcolpop’s
1 lattina (330 ml)
1 birra media (500 ml)
1 bottiglia (275 ml)
0,26
0,40
0,22
0,39
0,60
0,33
Vino 1 bicchiere (125 ml)
2 bicchieri (1/4 ml)
11° 0,22
0,44
0,33
0,66
Super
Alcolico
1 misura stand. (40 ml)
2 misure stand.(80 ml)
40° 0,26
0,52
0,39
0,78

Alcol e guida (D.L. 3 agosto 2007 n. 117) Il Codice della Strada sancisce il divieto di guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche, stabilendo il limite di alcolemia a 0,5 grammi/litro.

SANZIONI

Chiunque guidi in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non costituisca più grave reato:

  • con l’ammenda da 500 a 2.000 euro e l’arresto fino a un mese, qualora sia accertata un’alcolemia compresa tra 0,5 e 0,8 g/litro, e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi;
  • con l’ammenda da 800 a 3.200 euro e l’arresto fino a tre mesi con la pena accessoria dello svolgimento di un’attività sociale gratuita e continuativa per 6 mesi, qualora si accertata un’alcolemia compresa tra 0,8 e 1,5 g/litro, e consegue la sospensione della patente da 6 mesi a un anno;
  • con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto fino a 6 mesi, qualora sia accertata un’alcolemia superiore a 1,5 g/litro, e consegue la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni.
  • Alla sospensione della patente segue l’obbligo, da parte del conducente, di sottoporsi a visita medica presso la Commissione Medica Provinciale Patenti entro 60 giorni, scaduti i quali il prefetto può disporre la sospensione della patente fino all’esito della visita medica.

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ACCERTAMENTO

L’accertamento del tasso alcolemico viene eseguito nel caso vi sia il sospetto di guida in stato di ebbrezza. Se il conducente rifiuta di sottoporsi ad accertamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.500 a 10.000 euro.

MODALITA’ DI ACCERTAMENTO

L’analisi del tasso alcolemico del sangue può essere rilevata in maniera indiretta, ossia misurando la concentrazione di alcol nell’aria espirata. Se la concentrazione di alcol corrisponde o supera 0.5 grammi per litro (g/l), il soggetto viene ritenuto in stato di ebbrezza. In caso di test positivo la rivelazione deve essere ripetuta ad un intervallo di tempo di 5 minuti.

Somministrazione di bevande alcoliche a minori o infermi di mente

Il gestore di un esercizio pubblico il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcoliche a un minore di sedici anni, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità è punito con l’arresto fino a un anno.
Se dal fatto deriva ubriachezza la pena viene aumentata, fino a comportare la sospensione dell’esercizio.

Somministrazione di bevande alcoliche a persona in stato di manifesta ubriachezza

Chiunque somministra bevande alcoliche a una persona in stato di manifesta ubriachezza, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno. Qualora il colpevole sia esercente un’osteria o un altro pubblico spaccio di cibi e bevande, la condanna comporta la sospensione dall’esercizio.

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Differenza tra bevanda alcolica fermentata e distillata

MEDICINA ONLINE BEVANDA BERE DRINK ENERGY CAFFEINA BERE DISCO DISCOTECA DROGA DIPENDENZA BICCHIERE ALCOL COCKTAIL DIABETE ZUCCHEROLe bevande alcoliche si distinguono in due categorie:

  • bevande fermentate
  • bevande distillate

Le bevande fermentate sono prodotte dalla trasformazione in alcol degli zuccheri contenuti nell’uva, in altri frutti o nei cereali. Di solito le bevande fermentate non possono avere un grado alcolico superiore a 16°, poiché oltre tale gradazione l’alcol blocca l’azione dei lieviti responsabili del processo di fermentazione.
Le principali bevande fermentate sono:

  • il vino: ottenuto dalla fermentazione dell’uva o del succo (mosto) d’uva (gradazione dai 9° ai 15°);
  • la birra: ottenuta dalla fermentazione del mosto di luppolo, malto, orzo mescolato ad altri cereali (gradazione dai 2° ai 7°);
  • il sidro: ottenuto dalla fermentazione del succo di mele o di pere (gradazione dai 4° ai 6,5°).

Le bevande distillate sono ottenute attraverso il processo della distillazione che consiste nel portare ad ebollizione una bevanda alcolica facendone successivamente raffreddare e condensare i vapori (l’alcol evapora ad una temperatura più bassa dell’acqua), in modo da aumentare la concentrazione dell’alcol.
Le bevande distillate si distinguono in:

  • acquaviti o superalcolici: ottenute dalla distillazione di bevande fermentate (ad es. il brandy dal vino, il calvados dal sidro) o di altri prodotti che hanno comunque già subito un processo di fermentazione (dalle vinacce la grappa, dai cereali il gin, il whisky e la vodka, dalla melassa il rhum); hanno una alta gradazione alcolica (dai 40° ai 50°);
  • liquori o digestivi: ottenuti da miscugli di alcol, più o meno diluito, con essenze o estratti di piante aromatiche con aggiunta di dolcificanti (gradazione dai 15° ai 60°).
BEVANDA BIRRA VINO APERITIVO SUPER
ALCOLICO
QUANTITA’ MEDIA 330 ml 125 ml 80 ml 40 ml
GRADAZIONE 4,5° 12° 18° 36°
CONTENUTO ALCOLICO 12 GRAMMI di ALCOL = UNITA’ ALCOLICA

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