Differenza tra bevanda alcolica fermentata e distillata

MEDICINA ONLINE BEVANDA BERE DRINK ENERGY CAFFEINA BERE DISCO DISCOTECA DROGA DIPENDENZA BICCHIERE ALCOL COCKTAIL DIABETE ZUCCHEROLe bevande alcoliche si distinguono in due categorie:

  • bevande fermentate
  • bevande distillate

Le bevande fermentate sono prodotte dalla trasformazione in alcol degli zuccheri contenuti nell’uva, in altri frutti o nei cereali. Di solito le bevande fermentate non possono avere un grado alcolico superiore a 16°, poiché oltre tale gradazione l’alcol blocca l’azione dei lieviti responsabili del processo di fermentazione.
Le principali bevande fermentate sono:

  • il vino: ottenuto dalla fermentazione dell’uva o del succo (mosto) d’uva (gradazione dai 9° ai 15°);
  • la birra: ottenuta dalla fermentazione del mosto di luppolo, malto, orzo mescolato ad altri cereali (gradazione dai 2° ai 7°);
  • il sidro: ottenuto dalla fermentazione del succo di mele o di pere (gradazione dai 4° ai 6,5°).

Le bevande distillate sono ottenute attraverso il processo della distillazione che consiste nel portare ad ebollizione una bevanda alcolica facendone successivamente raffreddare e condensare i vapori (l’alcol evapora ad una temperatura più bassa dell’acqua), in modo da aumentare la concentrazione dell’alcol.
Le bevande distillate si distinguono in:

  • acquaviti o superalcolici: ottenute dalla distillazione di bevande fermentate (ad es. il brandy dal vino, il calvados dal sidro) o di altri prodotti che hanno comunque già subito un processo di fermentazione (dalle vinacce la grappa, dai cereali il gin, il whisky e la vodka, dalla melassa il rhum); hanno una alta gradazione alcolica (dai 40° ai 50°);
  • liquori o digestivi: ottenuti da miscugli di alcol, più o meno diluito, con essenze o estratti di piante aromatiche con aggiunta di dolcificanti (gradazione dai 15° ai 60°).
BEVANDA BIRRA VINO APERITIVO SUPER
ALCOLICO
QUANTITA’ MEDIA 330 ml 125 ml 80 ml 40 ml
GRADAZIONE 4,5° 12° 18° 36°
CONTENUTO ALCOLICO 12 GRAMMI di ALCOL = UNITA’ ALCOLICA

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Tutte le bugie ed i falsi miti su alcol ed alcolismo

MEDICINA ONLINE ALCOL ALCOOL ALCOLICI BIRRA VINO VODKA ETILICO METABOLISMO ETANOLO DROGA DIPENDENZA ALCOLISTA BERE TOSSICODIPENDENZA AIUTO ANONIMI SUPERALCOLICI RUM COCKTAIL CONSIGLI MARITO FEGATO CIRROSI EPATICA.jpgL’alcol etilico, anche chiamato “etanolo”, è una sostanza liquida estranea all’organismo, non essenziale, è tossica per le cellule ed è un potente agente tumorale. L’alcol etilico, oltre all’acqua, è il principale componente delle bevande alcoliche; queste ultime contengono altri principi nutritivi (vitamine, sali minerali, proteine, zuccheri) ma sono presenti solo in minime tracce, per questa ragione le bevande alcoliche non possono essere considerate un alimento infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica l’alcol fra le droghe. Su internet girano molti luoghi comuni e falsi miti legati agli alcolici: facciamo un po’ di chiarezza.

L’alcol dà forza
In realtà, essendo un sedativo, fa avvertire meno il senso di fatica e abbassa la soglia del dolore, per cui la persona è portata a sopravvalutare le proprie forze esponendosi a gravi rischi. Inoltre le calorie dell’alcol sono poco efficienti per il lavoro muscolare, per cui le prestazioni calano.

L’alcol dà sicurezza
Non dà ne sicurezza ne coraggio, può solo farvi artificialmente dimenticare la timidezza per un breve periodo di tempo, ma aggravando il problema. Sembra infatti che le persone timide siano più esposte al rischio di sviluppare una dipendenza alcolica.

L’alcol rende più disinvolti e facilita i rapporti con gli altri
Inizialmente, l’azione euforizzante e disinibente dell’alcol eccita e sembra favorire le relazioni interpersonali anche nelle persone più timide. Ma, a lungo andare, l’alcol può peggiorare i sintomi dell’ansia e della depressione, compromettendo le relazioni sociali. Inoltre l’alcol altera il comportamento, ci rende più suscettibili ed irritabili, riduce le capacità di giudizio e di critica, quindi meno disposti ad accettare osservazioni e a confrontarci con gli altri, favorendo situazioni di scontro e di conflitto sia con i colleghi che con i superiori.

L’alcol toglie la sete
L’alcol non toglie la sete. È infatti un diuretico, e come tale fa perder acqua al nostro organismo aumentando la sete.

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L’alcol riscalda
È opinione diffusa che l’alcol riscaldi. L’alcol dà sì sensazione di calore, ma è solo una sensazione di calore temporanea. Esso infatti è un vasodilatatore periferico, e in quanto tale, fa aumentare la quantità di sangue che circola sotto la pelle del corpo producendo una sensazione di calore. A causa di questa vasodilatazione il calore interno del corpo viene disperso in esterno e la temperatura interna scende. Quando l’effetto della vasodilatazione viene meno, se si è bevuto molto e se la temperatura ambiente è rigida, si avvertono intensi e improvvisi brividi di freddo.

L’alcol fa digerire
L’effetto depressivo dell’alcol si esercita anche sui meccanismi che regolano lo svuotamento dello stomaco, rallentando la digestione. Ciò può indurre maggiore sonnolenza dopo i pasti diminuendo i livelli di attenzione e vigilanza. Inoltre l’alcol esercita una azione lesiva diretta sulle pareti dello stomaco e dell’intestino, provocando infiammazioni acute o croniche (ad es. gastriti).

L’alcol aiuta a riprendersi dopo un malore
Se il malore è legato ad un calo di pressione, l’alcol può peggiorare la situazione in quanto l’effetto di vasodilatazione determina un diminuito afflusso di sangue agli organi interni, soprattutto al cervello.

Rimedi contro l’ubriacatura
Un caffè non è sufficiente a far tornare sobria una persona ubriaca, neanche l’esercizio fisico, una doccia fredda o due passi all’aria fresca. L’unico rimedio è attendere, almeno 2 o 3 ore, che il corpo metabolizzi e smaltisca l’alcol in eccesso.

Alcol e globuli rossi (anemia)
Non è vero che l’alcol combatte l’anemia, perché non aumenta il numero di globuli rossi. Anzi, l’alcol può provocare l’anemia, per carenza di vitamina B12 e acidi folici dovuta alla scarsa alimentazione. La falsa credenza probabilmente nasce dal fatto che la vasodilatazione periferica provoca un arrossamento del viso, cosicché la persona anemica, normalmente pallida e emaciata, sembra riprendere colore e quindi stare meglio. In realtà il numero di globuli rossi non è cambiato.

L’alcol aumenta i riflessi
Essendo un depressore del Sistema Nervoso, rallenta la velocità di elaborazione delle informazioni sensoriali e la trasmissione nervosa, per cui il soggetto reagisce più lentamente agli stimoli: i riflessi sono quindi rallentati.

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Dipendenza da alcol: come fare per smettere di bere alcolici e superalcolici

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Se sei qui è perché probabilmente sei un alcolista (o amico o parente di un alcolista) e non riesci a mantenere lucidità e consapevolezza nel momento di scegliere se bere o non bere. Devi sapere che probabilmente non lo fai per il piacere di bere, ma forse solo per placare l’ansia che deriva dai tuoi problemi di vita ed i sintomi che derivano dall’astinenza. Tuttavia bere non risolverà i tuoi problemi e placherà solo temporaneamente i sintomi di astinenza, portandoti a bere sempre di più. Questo circolo vizioso non si fermerà mai da solo, perché si autoalimenta. Il circolo vizioso si può spezzare? E’ dura, ma si può! Vediamo oggi alcuni consigli per riuscirci. Ti anticipo che – soprattutto se sei un bevitore accanito da molto tempo – questo non sarà un processo semplice e senza possibili ricadute, ma già il fatto che sei qui oggi significa che hai ammesso di avere un problema di alcolismo, quindi – ti assicuro – sei già un passo avanti! Cominciamo:

1) Prendi un foglio e scrivi i motivi per cui vuoi smettere di bere. Ecco qui qualche esempio in cui forse ti ritroverai:

  • Perché vuoi ricominciare ad avere relazioni sane ed amorevoli con i tuoi amici, con la tua compagna e con la tua famiglia.
  • Perché non vuoi essere uno schiavo delle tue dipendenze.
  • Perché stai perdendo il sonno, dimenticando di mangiare e ti senti sempre stanco e depresso a causa del tuo problema.
  • Perché sei ingrassato.
  • Perché quando bevi diventi violento con amici, partner, figli.
  • Perché stai spendendo troppi soldi in alcolici.
  • Perché ti sei stancato di passare i pomeriggi e le serate ai pub ed ai bar per bere.
  • Perché senti di aver perso il rispetto per te stesso, la tua dignità e “il controllo sulla tua vita”.
  • Perché stai letteralmente buttando via la tua salute.
  • Perché quando bevi e ti metti alla guida, diventi estremamente pericoloso per te e per gli altri.
  • Perché vuoi smettere di dare un esempio così cattivo ai tuoi figli.

2) Rendi difficile l’accesso alle bevande alcoliche. Elimina completamente tutte le scorte di alcolici che hai a disposizione in casa ed in cantina.

3) Non smettere di bere del tutto. Anche se sarebbe preferibile smettere completamente dall’oggi al domani, per alcuni è davvero impossibile: in questo caso potrebbe essere utile un periodo di diminuzione graduale:

  • Impegnati per limitare ogni giorno di più la quantità di tempo che passi a bere: datti dei limiti temporali.
  • Diminuisci il numero di bicchieri bevuti, anche dilazionando molto i tempi, ma, una volta “scalato” il numero, non tornare più indietro.

4) Ricompensati per il tuo buon comportamento. Pianifica dei premi per ogni successo raggiunto, ad esempio se riesci a stare un giorno senza bere, mangia il tuo dolce preferito o fatti un piccolo regalo, come un paio di scarpe che volevi a tutti i costi. Evita solo di “mettere in palio” un drink: ciò tenderebbe infatti a mitizzare ancor di più un comportamento che invece devi imparare a dimenticare.

5) Se entri in un pub o un bar, fatti accompagnare da una persona che possa controllarti e che – se proprio dovessi bere – può guidare la macchina al posto tuo per tornare a casa.

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6) Mantieniti impegnato. Il tuo alcolismo cronico può essere nato perché ti sentivi solo, annoiato e non riuscivi a pensare a niente di meglio da fare. Adesso è il momento di prendere la vita nelle tue mani creando una routine significativa che ridurrà al minimo il tempo a tua disposizione e la tua volontà di bere. Ecco come:

  • Allenati. Inizia ad amare la corsa, l’escursionismo o gli sport di squadra. Fare attività fisica ti terrà lontano dall’alcol, inoltre andare al parco o in palestra è una ottima occasione per socializzare con ragazzi e ragazzi che condividono con te la stessa passione.
  • Sviluppa degli hobby che ti tengano lontano dall’alcol. Dipingi all’aperto, segui un corso di fotografia, o passa del tempo a leggere nel parco.
  • Se senti di star “cadendo in tentazione”, distraiti ascoltando della musica o facendo qualsiasi altra cosa.

7) Capisci i motivi alla base. L’alcolismo è quasi sempre il sintomo di un disturbo d’ansia che non deve essere sottovalutato. Spesso il desiderio di bere interviene in un momento in cui ci si sente tristi e l’alcol è un modo per evitare di pensare ai motivi per cui ci si sente così. Chiediti quali sono questi motivi, anche grazie all’aiuto di un medico e di uno psicoterapeuta.

8) Parlane con altri alcolisti. Cerca gruppi di auto-aiuto per condividere il tuo problema con altre persone che soffrono di alcolismo.

9) Trova aiuto su internet. Cerca l’argomento e leggi i consigli delle altre persone che soffrono di problemi simili su forum autorevoli.

10) Evita situazioni pericolose. Evita di andare con gli amici in pub e bar dove loro di possono “bere davanti agli occhi” e dove puoi più facilmente cadere in tentazione.

11) Cerca informazioni e parlane col medico e con lo psicoterapeuta. Se hai cercato di smettere di bere da solo molte volte e non sei stato in grado di farlo, potresti aver bisogno di chiedere aiuto. Parlane col medico e lo psicoterapeuta: potranno consigliarti le giuste terapie, come quella farmacologica e quella cognitivo-comportamentale.

Se credi di avere un problema di dipendenza dall’alcol, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Radioterapia: cosa mangiare e cosa non mangiare?

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Radioterapia: cosa mangiare e cosa non mangiare?

Quando si segue un trattamento di radioterapia non ci sono alimenti sconsigliati a prescindere, tuttavia – seguendo il buon senso – è importante seguire una sana alimentazione, limitando grassi e fritture e bevendo molti liquidi. In queste condizioni l’organismo ha bisogno di proteine, e di un buon apporto di energia, cioè di calorie. È quindi importante evitare diete ipocaloriche, specie se drastiche, e scegliere cibi quali carne, pesce, uova, formaggio, latte intero, legumi, frutta secca. Il medico comunque prima di iniziare il trattamento fornisce indicazioni precise su come mangiare, ed a volte raccomanda anche un colloquio con un dietologo.

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Tè nero e tè verde aiutano a perdere peso

MEDICINA ONLINE DIETA FIBRA VERDURA GRASSI ZUCCHERI PROTEINE GONFIORE ADDOMINALE MANGIARE CIBO COLAZIONE MERENDA PRANZO DIMAGRIRE PANCIA PESO MASSA BILANCIA COLON INTESTINO DIGESTIONE STOMACO CALORIE METABOLISMO FIANCHIUn recente studio della University of California Los Angeles, pubblicata su European Journal of Nutrition ha confermato che il tè nero, come quello verde, aiuta a perdere  peso e porta anche altri benefici alla salute, merito del fatto che modifica i batteri nell’intestino, aumentando il metabolismo dell’energia a livello del fegato. Secondo gli studiosi sia il tè verde che quello nero promuovono a livello intestinale la presenza di batteri associati alla massa corporea magra, facendo diminuire quelli legati all’obesità e modificano anche il metabolismo ma in due modi differenti.

Nel tè verde i polifenoli, sostanze note per la loro azione positiva sulla salute, vengono assorbiti, mentre nel tè nero sono troppo grandi perché ciò accada, perciò avviene un meccanismo che stimola la crescita di batteri intestinali e la formazione di acidi grassi a catena corta, legati al metabolismo dell’energia. “I risultati suggeriscono che il tè verde e quello nero sono prebiotici, cioè sostanze che inducono la crescita di microrganismi buoni che contribuiscono al benessere”, evidenzia Susanne Henning, che ha guidato lo studio.

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Diabete: i carboidrati a fine pasto riducono il picco di glicemia

MEDICINA ONLINE CIBO DIETA ALIMENTAZIONE PASTA RISO SUGO DIABETE CIBI GLICEMIA CARBOIDRATI PRANZO CUCINA CENA RICETTAI soggetti che soffrono di diabete di tipo 2 (diabete mellito non insulino-dipendente) dovrebbero mangiare i carboidrati per ultimi durante un pasto, perché tale accortezza dimezza il picco glicemico successivo. Lo afferma una ricerca recentemente pubblicata dalla rivista Bmj Diabetes Research and Care, in cui sono stati testati diversi ordini di assunzione degli alimenti.

I ricercatori della Weill Cornell university hanno arruolato sedici pazienti con diabete di tipo 2, chiedendo loro di consumare lo stesso pasto, composto da pane, pollo, insalata e succo d’arancia tre volte, ma in ordine diverso. Mangiando i carboidrati alla fine, la glicemia dopo il pasto è risultata metà di quella che avevano quando invece li mangiavano all’inizio, e il 40% più bassa rispetto a quando tutti gli alimenti venivano consumati insieme.

Gli autori dello studio hanno affermato: “Noi tutti sappiamo che mangiare meno carboidrati serve a controllare i livelli di zuccheri nel sangue, ma può essere difficile qualche volta seguire questo suggerimento. Mangiarli per ultimi può essere una buona strategia”.

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Troppa liquirizia fa male a cuore, ipertensione e gravidanza

MEDICINA ONLINE LIQUIRIZIA DOLCE DOLCIFICANTE GLICIRRIZINA ALDOSTERONE PRESSIONE ARTERIOSA ALTA IPERTENSIONE ARITIMIA CARDIOPATICO GRAVIDANZA FETO DANNI INCINTA ULCERA PEPTICA.jpgSono tanti gli italiani appassionati di liquirizia, tuttavia deve essere assunta con moderazione, specie dai cardiopatici, dagli ipertesi e dalle donne incinte.

Liquirizia e cuore

Un eccesso di liquirizia, specie sopra i 40 anni, può infatti portare ad aritmie cardiache anche gravi. Lo ricorda l’FDA (Food and Drug Administration l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) in uno dei suoi ‘warning’, secondo cui una quantità di 57 grammi al giorno per due settimane è sufficiente a rischiare il ricovero in ospedale.
La liquirizia, spiega il comunicato, contiene la glicirrizina, un composto contenuto nella radice che fa abbassare i livelli di potassio nel sangue. Quando questo succede alcune persone hanno ritmi cardiaci anormali, pressione alta, letargia e insufficienza cardiaca. “Lo scorso anno – spiega Linda Katz, esperta dell’Fda – l’agenzia ha ricevuto un report su un appassionato di liquirizia che ha avuto problemi medici dopo l’assunzione. E diverse riviste scientifiche hanno legato questo alimento a problemi di salute sopra i 40 ani, soprattutto in chi ha già precedenti di problemi al cuore o pressione alta. I livelli di potassio comunque tornano normali in breve tempo quando si termina l’assunzione”. Molti dei prodotti commerciali alla liquirizia, ricorda l’Fda, contengono realtà olio di anice, che ha lo stesso sapore, e in commercio ci sono anche varietà di liquirizia da cui è stata tolta la glicirrizina.

Liquirizia ed ipertensione

Effetti collaterali dovuti a sovradosaggio di glicirrizina sono l’ipertensione e l’edema, dovuti all’accumulo di ioni sodio e acqua. La glicirrizina infatti, inibisce l’enzima 11beta-idrossisteroide deidrogenasi il quale, in una situazione fisiologica, catalizza la formazione di due molecole di cortisone (forma meno attiva) a partire dal cortisolo (forma attiva). Il cortisolo può agire similmente all’aldosterone sui recettori mineralcorticoidi, con conseguente aumentato riassorbimento di sodio e acqua nel tubulo collettore renale. L’uso è comunque sconsigliato per chi soffre di ipertensione arteriosa.

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Liquirizia in gravidanza

L’American Journal of Epidemiology ha pubblicato un articolo in cui attribuisce alla glicirrizina contenuta nella liquirizia, un aumento della probabilità di disordini cognitivi e del comportamento nei bambini di donne che ne abbiano fatto un largo consumo in gravidanza: secondo Seckl e Katri Räikkönen, del dipartimento di psicologia dell’Università di Helsinki, la glicirizzina può danneggiare la placenta, lasciando passare alcuni ormoni legati allo stress che vengono prodotti dall’organismo della madre.

Liquirizia ed ulcera peptica

In ambito farmacologico la glicirrizina contenuta nella liquirizia, viene sfruttato come espettorante e come gastroprotettore nell’ulcera peptica. Trova anche utilizzo come dolcificante alimentare, essendo fino a 50 volte più dolce del saccarosio e rispetto al quale il gusto dolce viene percepito più tardi ma rimane più a lungo in bocca. Rispetto al dolcificante sintetico aspartame continua a conferire gusto dolce anche in seguito a riscaldamento.

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Come pulire l’apparecchio per i denti mobile e fisso

MEDICINA ONLINE APPARECCHIO MOBILE FISSO LAVARSI  DENTI GENGIVE LINGUA LABBRA CORRETTAMENTE INCISIVI MOLARI PREMOLARI CANINI BAMBINI ADULTI DENTIFRICIO  SPAZZOLINO MOVIMENTO COLLUTORIO FLUORO FILO INTERDENTALE BOCCA.jpgPulire l’apparecchio è una operazione davvero fondamentale per mantenere la bocca in salute: anche se sappiamo che può risultare più complicato, non farlo significa esporsi ad un più forte rischio di placca e carie.

Come pulire l’apparecchio mobile

L’apparecchio mobile è indubbiamente più semplice da curare, ma tende in ogni caso ad accumulare depositi di placca che minacciano la salute dei denti.

  • Utilizzando uno spazzolino insieme a polveri abrasive antibatteriche come il bicarbonato, spazzolare le zone ruvide e sciacquare bene sotto l’acqua.
  • Almeno una volta al giorno è consigliato immergere l’apparecchio in un bicchiere d’acqua con pastiglia effervescente per protesi dentarie.
  • Oltre all’apparecchio ricordate sempre di lavare i denti almeno tre volte al giorno, impedirete così l’insorgere di carie, gengiviti e alitosi.

Come pulire l’apparecchio fisso

La pulizia dell’apparecchio fisso richiede qualche attenzione in più, tuttavia con particolari attenzioni e strumenti specifici è possibile mantenerlo perfettamente pulito.

  • Usare l’apposito spazzolino ortodontico che permette di pulire facilmente gli attacchi dell’apparecchio e le gengive. Anche lo spazzolino elettrico può essere utilizzato, a patto che si proceda con le testine apposite per apparecchio.
  • Superfloss: questo filo interdentale è dotato di una porzione rigida che permette un inserimento tra dente e dente, iniziando dall’arcata superiore e passando poi a quella inferiore.
  • Pulire la lingua: la lingua è il luogo in cui si annidano più batteri ed è importante pulirla con strumenti appositi.

Alcuni accorgimenti: 

  • Non mangiare le unghie e non mordicchiare oggetti
  • Evita cibi molto duri che possono piegare i fili ortodontici
  • Evita cibi troppo dolci e zuccherati che causano carie

Se hai dei dubbi o delle domande i nostri igienisti possono consigliarti e mostrarti l’utilizzo corretto di tutti gli strumenti necessari alla pulizia dell’apparecchio.

Pulire l’apparecchio oltre a visitare regolarmente il dentista e il tuo igienista dentale, ti permetterà di vivere più serenamente il periodo della terapia ortodontica.

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