
L’imene è un setto di membrana mucosa che sovrasta o ricopre parzialmente l’esterno dell’apertura della vagina (canale vaginale).La deflorazione, dal latino tardo de e flos, cioè privare del fiore della verginità, è la rottura dell’imene che solitamente avviene durante la prima penetrazione, oppure facendo sport o a seguito di traumi. Successivamente di esso non restano che piccoli lembi denominati lobuli imenali; dopo il primo parto si ha una apertura ulteriore e le uniche parti dell’imene che rimangono sono cicatrizzate e denominate “caruncole imenali”. A seconda del suo aspetto e della sua forma, l’imene può essere talmente elastico da non lacerarsi al momento del coito, rimanendo integro. In alcune donne l’imene si presenta inesistente o poco sviluppato. In questo caso il canale vaginale è già completamente o parzialmente aperto.L’imene ha caratteristiche molto diverse da donna a donna: ne sono state rilevate almeno 8 diverse conformazioni. Un aspetto comune della membrana è a mezzaluna, tuttavia la forma e la resistenza dell’imene hanno ampia variabilità.
Forma
L’imene può presentare varie forme, tra cui le principali sono:
- Imene anulare (o circolare): si presenta come un diaframma attraversato da un foro (orifizio dell’imene) che occupa il centro della membrana o localizzato in un punto più o meno eccentrico.
- Imene semilunare: ha una forma a mezzaluna, a concavità supero-anteriore; a seconda dei casi, il margine aderente occupa la metà, i due terzi o i tre quarti dell’orifizio vulvo-vaginale.
- Imene labiato: è costituito da due parti laterali, separate fra loro da una stretta apertura mediana diretta in senso verticale o orizzontale.
- Imene cribriforme: abbastanza raro, è caratterizzato da numerose piccole fenditure lungo tutta la superficie, che lo rendono simile ad un setaccio.
In alcune donne, l’imene è inesistente dalla nascita o poco sviluppato, pertanto il canale vaginale è già completamente o parzialmente aperto; questa conformazione, del tutto fisiologica, non comporta problemi a livello fisico o sessuale.
Imene Imperforato
Altre volte, l’imene è imperforato, ossia copre totalmente il passaggio tra parete vaginale posteriore e vestibolo e non presenta alcuna apertura. Questa evenienza è rara e rappresenta una patologia di tipo medico. L’imene imperforato viene riscontrato solitamente al momento della comparsa dei primi cicli mestruali e richiede un piccolo intervento chirurgico per essere risolto (imenectomia). In pratica, la membrana viene incisa per creare un’apertura e consentire la fuoriuscita delle perdite mestruali. Se tale condizione non è corretta chirurgicamente, il rischio è quello di incorrere alla formazione di un ematocolpo (accumulo di sangue all’interno della vagina per impossibilità di deflusso all’esterno).
Resistenza
Anche lo spessore dell’imene può cambiare considerevolmente: in qualche caso, il setto è sottile ed elastico, altre volte è più spesso e rigido.
Una membrana superelastica si può rompere solo con il parto. Al contrario, un imene poco flessibile può rendere impossibile la penetrazione e può predisporre a varie problematiche, come il vaginismo o l’ipofertilità. Se è molto resistente, la membrana imenale può essere incisa chirurgicamente con un intervento di imenectomia.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Si può rimanere incinta se il rapporto è avvenuto durante le mestruazioni?
Per evitare che la cistite possa recidivare nei mesi caldi estivi, cioè ripresentarsi vari volte anche
Nella menopausa le donne soffrono di fastidiose vampate di calore indice dello squilibrio ormonale, per alleviare questi sintomi si rivolgono a terapie ormonali. Gli effetti collaterali e l’aumento del rischio di tumore al seno e malattie cardiovascolari, ha spinto la ricerca verso nuove forme di cura tratte dalla medicina complementare per gestire i sintomi della menopausa, stiamo parlando dei fitoestrogeni ricavati dagli isoflavoni della soia e del trifoglio. Oggi ci concentriamo nello specifico sui rimedi di derivazione naturale utili per ridurre la spiacevole sintomatologia legata al periodo della menopausa. Queste molecole sono gli isoflavoni
Per evitare che la cistite possa recidivare, cioè ripresentarsi vari volte anche ravvicinate tra loro, bisogna contrastare i fattori che la favoriscono. Ecco alcuni consigli pratici che consentono di rendere più difficile la risalita dei microbi nell’uretra e la loro proliferazione nella vescica.
Esistono dei cibi che è meglio evitare ed altri che è meglio prediligere quando si ha la cistite o comunque quando se ne soffre spesso e si vuole prevenirla.
La cistite è un’infiammazione della vescica dovuta nella maggioranza dei casi ad un’infezione urinaria spesso causata da microbi presenti naturalmente nel tratto digestivo: gli enterobatteri. Nell’80% dei casi, si tratta di un batterio denominato Escherichia coli. Rapporti sessuali “energici”, frequenti ed occasionali, uniti ad una scarsa igiene intima, aumentano il rischio di soffrire di una infiammazione della vescica, soprattutto se – durante il rapporto sessuale – il pene viene inserito prima nell’ano e successivamente nella vagina senza essere pulito, con il rischio di infezione che in questo caso si estende anche alla vagina. La cistite è circa 30 volte più frequente nelle donne che negli uomini: per quali motivi ciò accade? Almeno due: la vicinanza del meato uretrale rispetto all’ano e la lunghezza dell’uretra.