Differenza tra pesi ed elastici: vantaggi e svantaggi delle due tecniche

MEDICINA ONLINE PALESTRA PESI ELASTICI BANDE MUSCOLI MASSA PROTEINE AMMINOACIDI BCAA RAMIFICATI ESSENZIALI WHEY LATTE SIERO CASEINE CREATINA WORKOUT ALLENAMENTO BICIPITI SPALLE GAMBE ESERCIZI DONNA GLUTEI SQUAT.jpgPer chi vuole aumentare la propria massa muscolare o rimanere in forma facendo lavorare i muscoli, esistono principalmente due tipi di esercizio: quelli a corpo libero e quelli con strumenti. I due strumenti più popolari per aumentare la massa muscolare, sono i pesi liberi e le bande elastiche di resistenza. Entrambi hanno vantaggi e svantaggi: vediamo oggi quali.

Pesi liberi

Chiunque abbia frequentato una palestra, almeno una volta avrà tenuto in mano un manubrio o un bilancere. Ma quali sono i vantaggi di utilizzare i pesi liberi rispetto ad usare le bandeelastiche di resistenza?

1 Una volta acquistati sono per sempre. I pesi liberi sono un investimento di una sola volta, una volta acquistati non li devi comprare più perché qualsiasi peso libero di una marca decente, può durare decenni. Gli elastici invece hanno una durata limitata nel tempo e – usandoli – tendono a perdere resistenza.

2 Quantità definita di resistenza. A differenza delle bande elastiche di resistenza, i pesi liberi hanno lo stesso peso nel corso di ogni esercizio, quindi vi forniranno una quantità costante di resistenza. Questo rende più facile misurare i propri progressi e di conseguenza strutturare l’allenamento.

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3 Tempo per abituarsi. Sollevare e spingere sono attività naturali e ti puoi sentire bene con la maggior parte degli esercizi classici. Gli elastici tuttavia forniscono una diversa gamma di resistenza in tutta la fase di sollevamento quindi spingere, tirare ed altri movimenti che si fanno con le bande, potrebbe portarti ad una sensazione di confusione proprio all’inizio. In altre parole, potresti aver bisogno di qualche tempo per adattarti alle bande.

4. Caldo e freddo. I pesi pesano sempre uguale d’estate e d’inverno; le bande, al contrario, offrono resistenza diversa in base al clima. Una temperatura elevata, ad esempio, tende a diminuire la resistenza dell’elastico.

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5. Stimolazione minore. Secondo alcuni gli elastici non stimolerebbero i muscoli come fanno i pesi. Infatti molti istruttori competenti consigliano l’uso degli elastici solo come esercizi secondari (esercizi di assistenza):questo perché gli esercizi principali solitamente sono basati sulla resistenza del peso corporeo che stimolano i muscoli abbastanza per continuare più tardi con gli elastici. Solo con i pesi liberi invece non avrete bisogno di stimolare ulteriormente i vostri muscoli, potrete costruire il vostro corpo solo con essi.

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Bande elastiche di resistenza

Ed ora invece, ci chiediamo: quali sono i vantaggi di utilizzare gli elastici rispetto i pesi liberi?

1. Niente “acrobazie”. Un esercizio con i pesi è possibile perché i poesi… pesano. E pesano perché c’è gravità. Questo significa che è possibile solo sollevarli e ciò è una limitazione non da poco. Per ovviare a ciò, per allenare tutti i muscoli, si dovrà cambiare la posizione del corpo rispetto alla gravità ed il che porta ad assumere posizioni in certi casi complesse e perfino pericolose per i meno esperti. Ciò non avviene con le bande, che determinano resistenza al di là del punto in cui viene esercitata la gravità.

2. La resistenza è variabile. La natura elastica delle bande rende la resistenza progressiva e costante. In altre parole, più si allunga l’elastico maggiore sarà la resistenza. Così la forza cambia durante tutto l’arco del movimento e ed in maniera isometrica; ciò porterà più stress sui muscoli dal momento che dovrà affrontare e controllare la resistenza fluttuante.

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3. Legateli ovunque. Potete fornire voi stessi la resistenza indipendentemente dal punto di attacco dei vostri elastici. Ciò significa che è possibile legarli sotto, davanti, dietro o sopra di voi, ad oggetti ma anche a voi stessi. Per non parlare di tutti gli angoli che potete creare per allenare un determinato muscolo in isolamento.

4. Vi potete allenare in viaggio. A differenza dei pesi liberi potrete portare i vostri elastici ovunque, anche in vacanza. Con pochi kg di elastici, avrete sempre con voi centinaia di kg di resistenza.

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5. Nessun problema di rigidità o di flessibilità. I pesi a lungo andare vi possono rendere rigidi e vi faranno perdere la flessibilità; gli elastici non danno questo tipo di problemi ed anzi, se usati bene, tendono ad aumentare la vostra flessibilità.

6. Riduzione del rischio di infortuni. Un peso da 20 kg, se vi finisce sul piede, ve lo frantuma. Un elastico che offre 20 kg di resistenza, no.

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7. Non c’è bisogno di un assistente. Quando sollevate carichi pesanti tramite bilancere, avrete probailmente bisogno di uno che vi assista. Se vi allenate da soli come fate? Con gli elastici, a parità di peso/resistenza, non c’è bisogno di supporto.

5. Sono più economici. È vero che i pesi – una volta acquistati – durano decenni mentre gli elastici no, tuttavia quest’ultimi sono decisamente molto più economici di bilanceri e manubri.

Conclusioni

Quindi meglio pesi od elastici? Come abbiamo visto, entrambi hanno vantaggi e svantaggi quindi, non esiste un “vincitore” e la risposta migliore che posso darvi è… prendeteli entrambi!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Integratore di acido alfa lipoico: a che serve e qual è il dosaggio?

MEDICINA ONLINE INTEGRATORE ALIMENTARE DIETA DIETARY SUPPLEMENT COMPLEMENT ALIMENTAIRE SUPLEMENTO DIETETICO NahrungsergänzungsmittelL’acido alfa-lipoico (spesso abbreviato in ALA), è un acido grasso con una potente azione antiossidante che aiuta a combattere lo stress ossidativo provocato dai radicali liberi (responsabili dell’invecchiamento e dei danni cellulari) sia all’esterno che all’interno della cellula nervosa. Rappresenta quindi una molecola preziosa per la persona diabetica, in quanto favorisce la protezione del sistema nervoso e aiuta a contrastare la neuropatia diabetica.

Dove viene prodotto l’acido alfa-lipoico?
L’acido alfa-lipoico è un acido grasso contenente zolfo, che viene naturalmente prodotto dal fegato e da altri tessuti del nostro organismo. Viene inoltre assorbito intatto da alcuni alimenti introdotti con la dieta e si accumula in alcuni tessuti (fegato, cuore, muscolo, cervello e nervi e altri).

Il miglior integratore di acido alfa-lipoico, selezionato, usato e raccomandato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui: http://amzn.to/2AIJ4rK

Dove agisce l’acido alfa-lipoico?
L’ALA combatte i radicali liberi in ogni parte del neurone (ma anche delle altre cellule) ed è l’unico antiossidante a riuscire a farlo. Tra le peculiarità uniche dell’acido alfa-lipoico, c’è, infatti, quella di poter agire sia all’interno della cellula, in un ambiente acquoso (idrofilo) come il citoplasma delle cellule (dove agiscono anche altri antiossidanti come la vitamina C, sia in un ambiente oleoso ovvero ricco di lipidi (lipofilo) com’è la membrana dei neuroni e delle cellule, la cui integrità è fondamentale per la trasmissione degli impulsi nervosi; in definitiva, l’ALA può raggiungere tutti i compartimenti di una cellula proteggendola dentro e fuori dall’attacco incessante dei radicali liberi.

Come agisce l’ALA?
Sia l’acido alfa-lipoico che la sua forma ridotta DHLA (cioè che ha già esercitato la sua azione antiossidante e perciò ha acquistato un elettrone) funzionano come una coppia di potenti antiossidanti, esercitando una cosiddetta azione “scavenger” (spazzino) tra le più potenti sui radicali liberi dell’ossigeno (ROS o Reactive oxygen species, specie reattive dell’ossigeno). Ma c’è di più. Esso, infatti, interviene e promuove importanti cicli metabolici come la produzione di energia e anche questo è un aspetto molto importante, in quanto i radicali liberi attaccano, danneggiandole, anche le membrane dei mitocondri, piccoli organuli presenti all’interno delle cellule, che sono sede delle risorse energetiche e di autoriparazione del nervo. L’acido alfa-lipoico, inoltre, può riciclare e rigenerare i naturali antiossidanti idrosolubili (come la vitamina C e il glutatione) e anche quelli liposolubili (come la vitamina E e il coenzima Q), amplificandone gli effetti. Così facendo protegge nervi e vasi sanguigni (che portano i fattori nutritivi) dai pericolosi attacchi dei ROS, favorendo il benessere delle fibre nervose e svolgendo una generale azione anti-aging. L’ALA, in definitiva, ne protegge l’integrità e le mantiene più giovani a lungo e quindi più in grado di trasmettere in modo efficiente gli impulsi nervosi, indispensabili per la conduzione neuro-muscolare.
Alcuni studi hanno documentato che, somministrato per via orale o endovenosa a dosi si 600-1200 mg/die, l’ALA favorisce la riduzione dei sintomi della neuropatia diabetica (formicolio e intorpidimento alle gambe, dolori brucianti, senso di stordimento) nell’arco di 3-5 settimane di integrazione.

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Ci sono altri effetti dell’ALA utili alle persone diabetiche?
L’acido alfa-lipoico ha anche altri effetti benefici che lo rendono interessante per le persone con diabete di tipo 2 quando somministrato ad alti dosaggi. Alcuni studi hanno documentato che aumenta la sensibilità all’insulina (anche nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico) favorendo l’assorbimento del glucosio e un miglior controllo della glicemia. Favorisce anche una riduzione dei trigliceridi nel sangue. Gli studi hanno documentato che anche ad alti dosaggi l’ALA è sicuro e ben tollerato, in ogni caso per scegliere un’eventuale integrazione è sempre bene chiedere al proprio medico o al farmacista di fiducia.

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È vero che gli antiossidanti lavorano meglio in squadra?
In effetti è così; tra gli antiossidanti, l’unione fa la forza per proteggere il nervo e questo vale anche per l’ALA. A livello della cellula nervosa (neurone), alcuni studi hanno documentato che l’acido alfa-lipoico agisce in sinergia con altri antiossidanti e sostanze cosiddette neutrofiche grazie alla spiccata azione neuroprotettiva che svolgono, in grado di accelerare la riparazione e la rigenerazione del nervo migliorandone la velocità di conduzione nervosa.
Tra gli altri antiossidanti, con cui agisce l’ALA, vanno citati soprattutto la superossidodismutasi o SOD, un potentissimo antiradicalico, tra i più studiati, che agisce all’origine dello stress ossidativo e che ha dimostrato un’ azione antinfiammatoria e neuroprotettiva sinergica con l’ALA; la vitamina E e il selenio che contribuiscono alla naturale protezione delle cellule nervose dallo stress ossidativo provocato dai radicali liberi.
Tra neurotrofici più noti e benefici c’è l’acido gamma-linolenico (GLA), un acido grasso polinsaturo essenziale (Essential Fatty Acids o EFA), che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da solo e che deve essere assunto attraverso una dieta giornaliera appropriata.
Il GLA è un componente della membrana delle cellule nervose dove svolge un’attività riparativa ed è indispensabile per mantenere un’ottimale fluidità di membrana, elemento particolarmente rilevante per la funzionalità delle membrane nervose e della guaina mielinica (la mielina è il rivestimento di ogni cellula nervosa che consente una conduzione più veloce degli impulsi nervosi).

Quali altre attività svolge l’acido alfa-lipoico?
L’acido alfa-lipoico protegge anche dall’ossidazione del colesterolo-LDL (il colesterolo “cattivo”) agendo – quindi – come un fattore di prevenzione del rischio di malattie cardiovascolari. Alcuni studi hanno, inoltre, documentato la capacità dell’ALA di chelare metalli ovvero di catturare e requisire soprattutto rame e ferro che in alcune cellule porterebbero alla formazione di sostanze fortemente ossidanti.
Altri studi hanno evidenziato la capacità dell’acido alfa-lipoico di migliorare la “tolleranza al glucosio”, quindi di favorire un miglior funzionamento del metabolismo degli zuccheri nelle persone diabetiche e/o obese (nelle quali svolge quindi un’azione protettiva sulla neuropatia diabetica grazie alla sua potente azione antiossidante). Questa sua attività, lo rende utile anche nel miglioramento della performance sportiva (ottimizzando l’utilizzo dell’energia) area in cui è anche importante come “scavenger” dei radicali liberi prodotti nel corso dell’attività muscolare di elevata intensità. Ma non è ancora finita: ulteriori studi hanno evidenziato un’azione ipotensiva ed antinfiammatoria che si sta ancora studiando.
L’acido alfa-lipoico viene considerato un memory-enhancer, ovvero una sostanza in grado di migliorare la memoria in età avanzata e contrastare l’invecchiamento del cervello sempre grazie alla sua potente azione antiossidante.

Quali sono le fonti più ricche di acido alfa-lipoico?
In natura, le fonti più ricche di acido alfa-lipoico sono i tessuti animali ad alta attività metabolica (carne rossa, cuore, fegato, rene) che non si consumano spesso. Tra le fonti vegetali ci sono, in via decrescente: spinaci, broccoli, pomodori, piselli, cavolini di Bruxelles, riso.
L’acido alfa-lipoico può essere ricavato anche dall’assunzione giornaliera di un integratore alimentare che assicura un dosaggio fisso giornaliero dell’acido grasso. Per un consiglio adeguato alle proprie necessità è utile chiedere al proprio medico o al farmacista di fiducia.

Dosaggio di acido alfa-lipoico
Il dosaggio consigliato è di assumere almeno 100 mg di acido alfa-lipoico al giorno.

Il miglior integratore di acido alfa-lipoico
Il miglior integratore alimentare di acido alfa-lipoico, scelto e consigliato dal nostro Staff di esperti, è questo: http://amzn.to/2mOkz3W

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Cos’è il cucchiaio nel calcio? Chi lo ha inventato per primo?

MEDICINA ONLINE CALCIO ITALIA INGHILTERRA SEMIFINALE EUROPEO 2012 ANDREA PIRLO CUCCHIAIO TIRO FOTO IMMAGINE CAMPIONE VINTO PERSO CAMPO,RIGORE,PORTA NOME PORTIERE PALLA PALLONE CUOIO.jpgLa parola “cucchiaio”, solitamente legata alla cucina, ha fatto il suo ingresso nel mondo del calcio a partire dal 2000. In particolare, è la semifinale tra Italia e Olanda durante gli Europei 2000 a venir segnata come data storica, vale a dire come data di nascita di questa tecnica.

Il cucchiaio nel calcio è infatti un modo per calciare la palla in direzione della rete avversaria e può esser fatto di corsa oppure da fermi battendo un rigore. Quest’ultimo è il caso più ricorrente, nonché quello effettuato da Francesco Tottiquando nel 2000 si è trovato davanti al portiere olandese Edwin Van der Saar. Il pallone si è sollevato in aria e poi ha come seguito la traiettoria di una parabola rovesciata, finendo in rete sotto gli sguardi attoniti di tutti.

Non si tratta di un pallonetto facile da realizzare e prima di allora non se ne era sentito parlare, ma un rigore simile a quello di Totti, che è ben presto divenuto il padre del cucchiaio, era stato battuto nel 1976 da Antonin Panenka durante la finale degli Europei tra Germania Ovest e Ceccoslovacchia. Il calciatore colpì la palla da sotto, in maniera così decisa che questa si alzò e scavalcò il portiere.

Effettuato in movimento o durante un rigore, il segreto del cucchiaio sta nell’arrivare bene sopra il pallone e calciarlo con il collo del piede; la sua buona riuscita dipende poi da quanto il calciatore riesce a fingere un tiro normale davanti al portiere o quanto riesce a giocargli l’effetto sorpresa. Se per esempio il portiere si aspetta un cucchiaio e non si lancia a terra, è difficile che quel tiro diventi un gol perché la palla avrà molte probabilità di essere parata.

Oggigiorno la tecnica del cucchiaio è molto famosa, tuttavia si cimentano in pochi perché è un colpo che richiede elevate capacità tecniche ed un discreto coraggio. Un campione che relativamente di recente ha fatto un cucchiaio impeccabile è Andrea Pirlo durante la partita Italia – Inghilterra, quarti di finale degli Europei 2012. Il suo rigore, immortalato dalla foto che vedete in alto, è stato perfetto, quindi il suo cucchiaio sarà tra quelli che passeranno alla storia.

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Differenza tra contrazione eccentrica e concentrica con esempi

MEDICINA ONLINE PALESTRA DIFFERENZA CONCENTRAZIONE ECCENTRICA CONCENTRICA DIFFERENT ECCENTRIC CONTRACTION CONCENTRIC ESEMPI MUSCLE MUSCOLO.jpgChiunque frequenti una palestra con l’obiettivo di aumentare la massa muscolare, prima o poi sente parlare dei concetti di movimento concentrico ed eccentrico. Questi termini complessi hanno a che fare con nozioni e azioni fondamentali in un programma di allenamento efficace. Ma illustriamo meglio le caratteristiche dei due concetti.

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Movimento concentrico

È la forma più nota di contrazione muscolare. Immagina di stare eseguendo dei curl per i bicipiti con un manubrio. In questo esercizio, la parte in cui si solleva il peso – mentre si espira – è la fase concentrica dell’esercizio. Il movimento concentrico è caratterizzato da un rigonfiamento del muscolo causato da un avvicinamento delle unità contrattili dei muscoli. All’inizio della contrazione, solo un piccolo numero di unità motorie vengono attivate, generando una forza minima. Più forza è richiesta per compiere il movimento, più unità motorie verranno ingaggiate dal muscolo. Ne deriva che la forza che uno specifico muscolo può generare aumenta in relazione al numero di unità motorie coinvolte. La fase concentrica di solito è effettuata con maggiore forza e velocità rispetto alla eccentrica.

Movimento eccentrico

Dopo aver spiegato cos’è il movimento concentrico, il concetto di movimento eccentrico diventa più semplice da afferrare. In pratica, è l’esatto opposto. Che ci si riposi alla fine del movimento concentrico (per assicurarsi di essere in pieno controllo del peso) o meno, il movimento si conclude portando giù il peso alla posizione iniziale. Questa parte della ripetizione – effettuata mentre si inspira – è chiamata fase eccentrica o fase negativa e molti, sbagliando, tendono a trascurarla. Ad esempio, quando si abbassa un manubrio durante il curl per i bicipiti, il bicipite si distende gradualmente, nonostante mantenga un certo livello di contrazione per quasi tutta la durata dell’esercizio. Nel movimento eccentrico, gli impulsi nervosi continuano a stimolare le unità motorie, benché meno che nella fase concentrica. In questo modo si ha una pressione maggiore su tutte le cellule muscolari coinvolte nell’esercizio e questo ha importanti conseguenze in termini di dolore ai tessuti (processo che porta alla crescita muscolare). La fase eccentrica di solito è effettuata con minore forza e velocità rispetto alla concentrica. Una delle teorie dello sviluppo muscolare sostiene che sia necessario provocare dei danni ai tessuti muscolari per poter innescare una reazione infiammatoria. Questa reazione è uno dei meccanismi che in seguito attiveranno la sintesi proteica e, di conseguenza, contribuiranno a far crescere i muscoli. In una sessione di allenamento normale, quando si esegue il movimento eccentrico, il peso che abbassiamo è lo stesso che solleviamo, solo che nella fase di discesa impieghiamo una quantità minore di fibre muscolari. Quindi ogni fibra che usiamo è soggetta a una maggiore tensione, per cui si danneggia di più, e questo maggiore deterioramento può incentivare la crescita muscolare. In breve, il movimento eccentrico è quello in cui le fibre muscolari si distendono, mentre il movimento concentrico ha a che fare con la contrazione delle fibre muscolari. In questo senso, il movimento eccentrico è molto impegnativo e più dannoso per i muscoli.

Cosa dice la scienza?

La ricerca scientifica conferma che in fatto di crescita muscolare, la componente eccentrica del movimento ha la stessa importanza della fase concentrica. Secondo diversi studi, se comparato con una normale sessione di sollevamento pesi (che includa sia la fase concentrica sia quella eccentrica), un allenamento esclusivamente concentrico necessita di due volte più ripetizioni per produrre gli stessi risultati. Un altro studio, condotto dai ricercatori di un’Università di Roma, ha determinato che in sole poche settimane degli sportivi esperti sono stati in grado di aumentare del 10% il peso massimo nelle distensioni con bilanciere semplicemente abbassando il bilanciere più lentamente di come facevano di solito. Nicholas Burd ha condotto uno studio che intendeva dimostrare che i pesi non sono il fattore più importante nel bodybuilding – o, almeno che non sono l’unico fattore importante. Questo studio ha sottolineato l’importanza del lasso di tempo in cui il muscolo è tenuto “sotto stress”, nel contesto della crescita muscolare. Tuttavia, un altro studio ha indicato che non esistono validi motivi per eseguire gli esercizi più lentamente e con pesi più leggeri. Secondo questo studio, se si è in grado di sollevare dei carichi pesanti, è proprio quello che bisognerebbe fare. Le ripetizioni più lente, con enfasi sulla fase eccentrica, sono comunque utili per le persone che non possono utilizzare carichi pesanti, ad esempio perché non sono disponibili o perché sono reduci da una lesione.

Conclusione

Non è necessario né obbligatorio essere esattamente a conoscenza di tutti i processi che hanno luogo nelle nostre strutture muscolari quando eseguiamo un determinato movimento, eppure potrebbe essere utile capire pochi principi basilari riguardanti questi processi. Ad esempio, è bene tenere presente che, per sviluppare i muscoli, il movimento eccentrico ha la stessa importanza della fase concentrica. Non dimenticare di respirare, naturalmente, e di mantenere il controllo durante tutte le fasi del movimento. Tenere costante la tensione sul muscolo che si lavora ed evitare di fermarsi a metà durante la contrazione. Se ciascuna delle serie viene eseguita con intelligenza e nella maniera corretta, gli allenamenti produrranno una crescita muscolare più rapida.

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Differenza tra pesi e corpo libero: vantaggi e svantaggi

MEDICINA ONLINE PALESTRA PESI MUSCOLI MASSA PROTEINE AMMINOACIDI BCAA RAMIFICATI ESSENZIALI WHEY LATTE SIERO CASEINE CREATINA CARNITINA DIMAGRIRE WORKOUT ALLENAMENTO BICIPITI SPALLE DORSCi sono molte differenze nell’allenarsi a corpo libero o con i pesi ed entrambe le formule hanno vantaggi e svantaggi.

Massa o resistenza?

In primo luogo bisogna capire quale obiettivo si vuole raggiungere: massa o resistenza?
Se l’obiettivo è l’ipertrofia muscolare bisogna tener presente che essa si ottiene quando il nostro organismo attua una risposta ad uno stimolo dato da un sovraccarico; quando invece si usano carichi più leggeri, il corpo usa il principio del reclutamento muscolare: recluta cioè il numero minimo di fibre muscolari per svolgere il lavoro. L’uso di carichi più leggeri attiva inizialmente le fibre muscolari a contrazione lenta, che non sono sensibili alla crescita muscolare quanto le fibre a contrazione rapida. L’altro problema relativo all’utilizzo di carichi leggeri, quindi ad un alto numero di ripetizioni, è che è possibile passare ad un percorso energetico aerobico, che tende ad interferire con la crescita muscolare favorendo i processi di durata muscolare.

Allenarsi ovunque ed incrementare la forza

Il più grande vantaggio dell’allenarsi a corpo libero è il fatto che molti esercizi possono essere eseguiti quasi ovunque, a casa o all’aperto, in vacanza sulla spiaggia, la domenica al parco o perfino il lunedì mattina durante le pause lavorative! Tutto ciò che serve è uno spazio idoneo sul pavimento e vari tipi di trazioni possono essere eseguiti ovunque ci sia una barra rialzata oppure, se hai una solida presa, ovunque tu possa avere un pezzo di corda di un certo spessore. E’ conveniente ed efficiente allo stesso tempo. Se una persona viaggia spesso in luoghi in cui non può aver accesso ai pesi, non ha una attrezzatura idonea a casa, non ama frequentare la palestra o semplicemente preferisce allenarsi a casa o all’aperto può allenarsi in maniera efficace anche con l’uso di esercizi con peso corporeo.

D’altra parte il più grande svantaggio di questa forma di allenamento è che la progressione di resistenza non può essere aumentata facilmente né può essere quantificata in maniera semplice come può accadere con i pesi.
Per diventare più forti bisogna incrementare la resistenza contro cui si lavora durante l’esercizio al fine di ottenere miglioramenti maggiori. La forza contro cui i muscoli lavorano durante l’esercizio è fondamentalmente il prodotto di due fattori principali: la massa e le leve. L’incremento di resistenza con bilancieri, manubri o macchine è semplice da quantificare, registrare e paragonare nel tempo. Diventando più forti si aumentano i pesi utilizzati, ovvero la massa, in maniera proporzionale. I movimenti (le leve) non variano in maniera significativa. Con l’allenamento a corpo libero invece la massa (il corpo) non incrementa in proporzione alla forza.
Per incrementare la resistenza senza ricorrere a cinture o giubbotti zavorrati è necessario aumentare le leve contro cui i muscoli stanno “combattendo”. Questo porta ad eseguire progressivamente sempre più varianti di un certo esercizio o esercizi sempre più stimolanti per ogni gruppo muscolare. E’ possibile diventare estremamente forti e muscolosi usando solo il proprio peso corporeo ma bisogna essere abbastanza forti da poter eseguire trazioni alla sbarra, squat ad una gamba, piegamenti in verticale. Lo svantaggio di usare una variazione di leva invece di incrementare il carico è che ogni nuovo esercizio necessita di una maggiore abilità nell’essere eseguito e inizialmente può essere più una sfida di abilità che di forza.

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Aumento di forza o controllo del corpo?

Semplificando il concetto, possiamo dire che con i pesi – una volta che sia stata consolidata l’esecuzione del movimento di un particolare esercizio – ci si può concentrare “semplicemente” sul diventare più forti; col corpo libero invece il concetto di abilità di esecuzione dell’esercizio rimarrà sempre il nucleo dell’esercizio. Nelle loro versioni più avanzate, gli esercizi a corpo libero sono soprattutto un’espressione di grande controllo del corpo, che ha (come effetto secondario) lo sviluppo (entro certi limiti) della massa muscolare. Ritengo però che i movimenti con i pesi, essendo più semplici possano essere “sovraccaricati” meglio e in condizioni di maggiore sicurezza.
A questo punto giudice della contesa non può essere che l’obiettivo da raggiungere, generalizzando:

Allenamento coi pesi:

  • minore abilità ed agilità nei movimenti;
  • minore resistenza;
  • maggiore ipertrofia ed aumento della massa muscolare;
  • maggiore potenza e forza.

Allenamento a corpo libero:

  • maggiore abilità ed agilità nei movimenti;
  • maggiore capacità di concentrazione durante l’esercizio;
  • maggiore resistenza;
  • minore ipertrofia ed aumento della massa muscolare;
  • minore potenza e forza.

Queste sono ovviamente considerazioni generali dal momento che nulla vieta ad un atleta che si allena coi pesi di avere una migliore abilità di uno che pratica esercizi a corpo libero, come nessuno vieta che quest’ultimo possa avere una maggiore massa muscolare rispetto ad un appassionato di manubri e bilancieri. Quello che fa veramente la differenza – come sempre avviene – è la costanza e la dedizione. E tutto questo è ottenibile solamente a condizione che quello che andiamo a fare ci piaccia e ci permetta di divertirci mentre lo facciamo.

Meglio pesi o corpo libero?

Il nostro consiglio – se siete appassionati di fitness – è quello di praticarli entrambi ed ottenere il massimo dei vantaggi! La storia cambia ovviamente se gli obiettivi diventano molto molto più ambiziosi. E’ naturale che se il tuo obiettivo fosse diventare un body builder o competere in gare di power lifting allora ci sono allenamenti specifici nei quali l’utilizzo di pesi e macchine è praticamente obbligatorio. Tutto dipende, come sempre, dall’obiettivo che volete raggiungere.

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Allenamento con la palla medica: perché è importante e quali sono i vantaggi

MEDICINA ONLINE PALESTRA PESI PALLA MEDICA MUSCOLI DOPO ALLENAMENTO MASSA PROTEINE AMMINOACIDI BCAA RAMIFICATI ESSENZIALI WHEY LATTE SIERO CASEINE CREATINA WORKOUT BICIPITI SPALLE GAMBELa palla medica è uno degli strumenti d’allenamento e fitness più antichi al mondo grazie al quale si possono fare tanti utili esercizi di riabilitazione, potenziamento muscolare, propriocezione, resistenza o velocità. La palla medica non è altro che una palla in materiale sintetico, come il vinile, o pelle, riempita di sabbia o acqua o altro materiale pesante, con peso e diametro variabili e quindi adatti a diverse esigenze, e con un prezzo normalmente intorno a poche decine di euro.

Se Ippocrate usava dei sacchetti di pelle animale riempiti di sabbia per aiutare la riabilitazione degli antichi greci, è negli Stati Uniti che è stata inventata la moderna palla medica: il suo primo uso si deve al medico Robert Jenkins Roberts Jr. nel 1876 ma è con il presidente Hoover che spopolò l’Hooverball, una forma di fitness inventata dal suo medico per tenere in forma il presidente americano.

Fondamentalmente la palla medica è un peso, da afferrare con una o due mani, e con il quale eseguire diversi esercizi per singoli muscoli oppure total body. La si può utilizzare per potenziare le braccia, per eseguire esercizi per gli addominali e i dorsali, per fare torsioni del busto, per gli squat o gli affondi e, in generale, per qualunque esercizio che prevede l’utilizzo di un attrezzo pesante.

I vantaggi della palla medica

Usare una palla medica per allenarsi comporta numerosi vantaggi sia dal punto di vista degli esercizi che si possono fare che da quello dei risultati dell’allenamento.

La palla medica crea instabilità nell’equilibrio

Prendiamo un esercizio semplice: gli squat, o accosciate. Si possono eseguire a corpo libero oppure afferrando una palla medica, da tenere per esempio davanti al petto. Anche senza un grande carico, il solo fatto di dover sostenere la palla medica al petto genera instabilità dell’equilibrio costringendo i muscoli a lavorare più intensamente e più in profondità per mantenere l’equilibrio, e non solo quelli delle gambe ma anche il core, il corsetto addominale che funge da collegamento tra gambe e braccia.

Gli esercizi con la palla medica sviluppano la forza

Proprio perché si tratta di esercizi con un sovraccarico, quelli con la palla medica sviluppano in particolare la forza. Ovviamente in base al peso dell’attrezzo, al numero di ripetizioni e serie che si svolgono, alla velocità dei movimenti e, in generale, al piano d’allenamento, si potranno allenare diversi tipi di forza, da quella resistente a quella veloce, da quella esplosiva a, in alcuni casi, quella massima. Il vantaggio della palla medica è anche quello che si tratta di un attrezzo che si può lanciare e che può cadere a terra senza rompersi, e questo è particolarmente utile negli esercizi che prevedono lanci e che sviluppano la forza esplosiva e veloce.

Con la palla medica si possono fare anche esercizi isometrici

Un altro utilizzo pratico e utile della palla medica è quello per gli esercizi isometrici in cui si mantiene una determinata posizione del corpo per un certo numero di secondi e che non prevedono un movimento articolare e tuttavia stimolano la contrazione muscolare. Per esempio si può reggere la palla medica con le braccia distese davanti a sé per tonificare gli arti superiori, le spalle e il tronco; oppure si possono eseguire i plank con le mani, o i piedi, appoggiati su una o due palle mediche; o ancora si può fissare la palla medica tra le caviglie e sollevare le gambe, dritte o flesse al ginocchio, per poi mantenere la posizione per un determinato tempo.

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Stretching propriocettivo: vantaggi, svantaggi, per chi è adatto?

MEDICINA ONLINE STRETCHING WHARTON PROPRIOCETTIVO ATTIVO PASSIVO BALISTICO STATICO DINAMICO DIFFERENZE CORSA PALESTRA PESI ALLENAMENTO SPORT MUSCOLI TENDINI ALLUNGAMENTO DOLORE IPERTROFILa PNF (Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation), detta anche stretching propriocettivo, è una metodica di allungamento muscolare nata in ambito riabilitativo, ma che attualmente si sta diffondendo anche in ambito sportivo. Questa pratica trova impiego in tutte le situazioni in cui viene compromessa (per infortunio, allenamenti errati o blocchi della motilità) l’estensibilità muscolare.

Pratica della PNF

La pratica di questo protocollo è la stessa per ogni muscolo:

  1. Assumere lentamente, grazie a una forza esterna (che può essere il peso corporeo, l’aiuto di un’altra persona o un vincolo come il muro) la posizione di allungamento muscolare massima e mantenerla per qualche secondo.
  2. Contrazione isometrica (cioè senza movimento dei capi articolari) contro la forza esterna (che può essere il peso corporeo, l’aiuto di un’altra persona o un vincolo come il muro) per la durata di 6-20″; alcuni autori riportano come l’intensità della contrazione debba essere massimale [4], altri submassimale [2], mentre altri non specificano [7]; è comunque preferibile un’intensità submassimale poiché produce gli stessi effetti e comporta probabilmente un minor rischio di infortunio [3].
  3. Breve rilasciamento per 2″.
  4. Allungare successivamente lo stesso muscolo per 15-30″.
  5. Ripetere i punti 1-4 un’altra volta.

N.B.: è fondamentale non esagerare con gli allungamenti e le contrazioni; in altre parole, mai forzare oltre la soglia del medio fastidio muscolare.

È facile intuire come le parti cruciali di questo protocollo siano i punti 2 e 4. Infatti, la contrazione muscolare isometrica a muscolo allungato (punto 2) induce uno stimolo molto intenso, mentre il successivo allungamento (punto 4) provoca un rilasciamento che, in teoria, permette un’ulteriore distensibilità del muscolo.

Gli stimoli indotti dai punti 2 e 4 inducono, con il passar delle sedute, adattamenti (cioè modificazioni permanenti) che portano al miglioramento dell’estensibilità muscolare.

La PNF è da considerare una metodica di allenamento della forza alla massima escursione articolare. Ciò significa che deve seguire alcune indicazioni fondamentali:

  • non eseguire più di 4 ripetizioni per gruppo muscolare; è opportuno (come indicato sopra nel punto 5) iniziare da 2 ripetizioni per gruppo muscolare.
  • Il recupero tra ogni seduta dovrebbe essere tra le 30-48 ore; in altre parole non utilizzare questa metodica più di 2-3 volte la settimana.
  • È necessario far precedere la seduta di PNF da un adeguato riscaldamento, come se si preparasse un allenamento con i pesi.

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Vantaggi e svantaggi della PNF

La PNF è considerata la tecnica più efficace (e che porta risultati più velocemente) per il miglioramento dell’estensibilità muscolare [5,7]. È necessario però fare alcune considerazioni:

  1. nei testi in cui viene riportata questa metodica, non esiste molto accordo sui tempi di esecuzione delle varie fasi e sull’intensità della contrazione isometrica del punto 2.
  2. Secondo personale esperto [2], è necessario far precedere l’utilizzo di questa tecnica da un periodo (che va da 1 a 3 mesi) di esercizi di potenziamento dinamici con movimenti a range articolari ampi, con un elevato numero di ripetizioni e a basso carico. Questa è un prerequisito indispensabile al fine di applicare la PNF senza incorrere in infortuni. Ciò però limita notevolmente il campo di applicazione di questa metodica.
  3. È necessario essere seguiti, almeno le prime volte, da personale qualificato per il rischio di infortuni nel caso si effettuassero tensioni muscolari in maniera scorretta.
  4. Dal punto di vista pratico non è facile l’applicazione del protocollo per tutti i muscoli interessati; esiste una certa  difficoltà nel creare resistenze esterne adeguate per ogni gruppo muscolare.

A chi è adatta la PNF?

Come detto prima, questa metodica è applicabile in ambiti abbastanza ristretti:

  1. Soggetti che, per motivi gravi (interventi chirurgici, immobilizzazione per periodi medio-lunghi ecc.), hanno compromesso l’estensibilità di alcuni gruppi muscolari. In questo caso l’utilizzo della PNF deve essere seguito da personale qualificato.
  2. Atleti in cui è richiesta un’estensibilità superiore alla norma, come praticanti di sport di combattimento, nell’aerobica (intesa come aerobica agonistica) ecc. Dopo un periodo preparatorio di potenziamento con esercizi dinamici (vedi sopra) e dopo aver appreso correttamente le regole di questo protocollo, è possibile effettuare gli esercizi anche da soli, a esclusione di quelli per cui è necessario l’aiuto di un compagno.
  3. Nel body building e in altri sport in cui la preparazione specifica può compromettere (con un eccessivo accorciamento del ventre muscolare) l’estensibilità muscolare. In questi casi è consigliabile l’utilizzo della PNF nella fase di preparazione generale, cioè lontano dalle competizioni.

N.B.: nella ginnastica (artistica e ritmica), in cui viene richiesta un’elevata estensibilità muscolare, non è necessario l’utilizzo della PNF; questo perché la specializzazione, già in età giovanile (fase particolarmente sensibile all’incremento dell’estensibilità), permette un’adeguata sollecitazione già con gli esercizi dinamici e statici. Inoltre è altamente sconsigliabile l’utilizzo della PNF prima dei 16 anni.

Conclusioni

I metodi ideali per il mantenimento dell’estensibilità muscolare sono lo stretching statico submassimale o lo stretching attivo (metodo Wharton). L’utilizzo delle metodiche di stretching richiede una particolare conoscenza delle varie tecniche, anche delle più semplici!

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Come si misura la velocità della pallina da tennis?

MEDICINA ONLINE TENNIS CAMPO PALLINA PALLA VELOCITA BATTUTA DRITTO ROVESCIO RACCHETTA NADAL FEDERER RED BULL VETTEL HAMILTON KIMI RICCIARDO WALLPAPER PICS PHOTO PICTURE HI RESOLUTIONUn dritto può far superare alla pallina da tennis i 150 km orari di velocità: ma come si stabilisce questo valore? La misurazione si effettua usando due radar, puntati verso la linea centrale di ognuna delle due metà campo.

  1. Prima che il tennista serva la battuta, il radar a lui più vicino viene attivato: emette quindi delle onde a una frequenza nota.
  2. Quando le onde intercettano la pallina in movimento, vengono riflesse: la loro frequenza è a questo punto diversa, e dipende dalla velocità della pallina (il cosiddetto effetto doppler, che è lo stesso su cui si basa il funzionamento degli autovelox per misurare la velocità delle automobili).
  3. L’onda riflessa viene quindi intercettata dal medesimo radar: dalla differenza tra la frequenza di emissione e quella riflessa si risale matematicamente (tramite computer) alla velocità della pallina.

I puntatori radar (detti radar guns) sono inoltre dotati di filtri addizionali in grado di leggere un solo tipo di palla per volta (palla da tennis, da baseball, da calcio): questo per eliminare ogni interferenza possibile con altri oggetti che si trovassero sulla traiettoria.

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