Dermatillomania: quella irrefrenabile voglia di stuzzicarsi la pelle

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Endocrinologia Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere di fumare DermatillomaniaPer molte persone è un atto abitudinario e naturale come lavarsi il viso ogni mattina. Quando però strofinarsi, scorticarsi, stuzzicare la pelle per eliminare brufoli o punti neri diventa sempre più frequente e messo in atto in maniera compulsiva, si trasforma in un disturbo del controllo degli impulsi. La persona trascorre ore ed ore davanti allo specchio alla ricerca di imperfezioni e avverte un’irrefrenabile spinta a torturarsi la pelle per eliminare irregolarità cutanee (reali o immaginarie) fino a provocarsi sanguinamento, ecchimosi, danni estetici.

Si parla allora di Dermatillomania o Compulsive skin-picking, che compare spesso in adolescenza e può accentuarsi a seguito di eventi di vita stressanti che sottopongono la persona ad una forte tensione emotiva. Questa tensione è inizialmente alleviata dal piacere provato nello stuzzicarsi la pelle, poi però seguono rammarico, vergogna e senso di colpa per i danni provocati. In genere, è il viso la parte del corpo maggiormente interessata, ma possono esserlo anche il cuoio capelluto, le labbra, le braccia, le mani.

Non è presente alcuna motivazione autolesionistica perchè la persona non vuole provare dolore. La tricotillomania (strapparsi i capelli compulsivamente) e l’onicofagia (mangiarsi le unghie compulsivamente) sono spesso disturbi compresenti alla dermatillomania e ad essa affini, ragion per cui alcuni ricercatori li raggruppano nella categoria dei Comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo. L’ansia e il perfezionismo sono le caratteristiche principali del disturbo, che diventa particolarmente preoccupante quando arriva a compromettere la vita relazionale, sociale e lavorativa della persona.

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Donna in coma e incinta: i medici faranno nascere il bambino

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Endocrinolog Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere di fumare Coma Incinta Sepe

L’ospedale Cardarelli di Napoli, dove Carolina Sepe è ricoverata

Un battito di cuore per un bimbo che la mamma, quasi sicuramente, non stringerà mai tra le braccia. Un dolore così grande, bilanciato dalla speranza che il figlio di Carolina Sepe, la ragazza di 25 anni di Lauro (provincia di Avellino), colpita alla testa lo scorso 25 agosto dall’assassino di suo padre Vincenzo, possa nascere comunque. Bambino o bambina, perché tra due settimane si potrà anche conoscere il sesso del feto. Tutto questo proprio perché lunedì la commissione bioetica del Cardarelli – dove è ricoverata Carolina da quella tragica domenica pomeriggio in cui Domenico Aschettino sparò – ha dato l’ok ai medici per proseguire in questo tentativo di far nascere il bimbo, il primo caso al mondo di una gravidanza portata a termine nel corpo di una madre in coma sotto il quarto mese.

La situazione è grave

Come emerge dal racconto che i sanitari hanno rilasciato alle telecamere del Mattino, la dottoressa Maria De Cristoforo, primario del reparto di Rianimazione del Cardarelli ha affermato che «Le condizioni di Carolina Sepe sono gravi, dovute da un trauma da arma da fuoco a livello celebrare molto importante. In questo momento noi siamo in una fase di alleggerimento della situazione farmacologica». Al momento però Carolina non sembra aver recuperato la coscienza. Tornando invece al bimbo, la dottoressa De Cristoforo ha spiegato: «Le condizioni del feto sembrano essere stabili. Siamo in una fase iniziale della gravidanza non sappiamo se riusciremo a portarla avanti, è una situazione estremamente delicata». La preoccupazione maggiore è che la terapia avviata per mantenere in vita la 25enne possa danneggiare il feto: «E’ presumibile – replica il primario di Rianimazione del Cardarelli – che i farmaci che somministriamo possano determinare qualche problema al feto. Siamo stati molto attenti, ma ovviamente i pazienti di rianimazione possono avere tanti problemi e può essere obbligatorio utilizzare farmaci che possono avere effetti a livello fetale». L’unica certezza al momento è che i medici del nosocomio napoletano stanno «cercando di salvare la vita alla madre e al bambino. Le percentuali di sopravvivenza non le conosce nessuno», conclude la De Cristoforo.

La biometria fetale fa ben sperare

Qualche particolare in più sulla sopravvivenza del feto arriva dal dottor Fabio Sirimarco, primario di Ginecologia dello stesso ospedale: «Adesso siamo per superare la 12esima settimana, siamo nella 13esima. L’unica cosa che risulta è che la biometria fetale, cioè la crescita di questo embrione, è corrispondente alle epoche che mi hanno riferito. Siamo fiduciosi sul prosieguo della gravidanza».

La questione etica e giuridica

A interessarsi della parte etica è il dottor Giuseppe Nazzaro che ha convocato il comitato etico ospedaliero; i medici si sono attivati col giudice del tribunale di Avellino perché venga nominato un tutore del piccolo. E se flebile è la speranza per il bimbo o la bimba di Carolina per la mamma c’è molta preoccupazione, come spiega il dottor Michele Carandente, primario di Neurochirurgia: «Tramite un esame Tac abbiamo appurato che il cervello della ragazza è in gravi condizioni. Difficilmente ci sarà ripresa al 100 %, quanto la ripresa ci sia, si potrà sapere solo se non ci sono complicanze».

Il sottoscritto non può far altro che abbracciare virtualmente la famiglia di questa donna e fare un in bocca al lupo a Carolina augurandosi che i colleghi del Cardarelli facciano tutto il possibile per salvarla.

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I deodoranti che contengono alluminio causano il cancro al seno?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ASCELLA UOMO PUZZA SUDORE SEBO SPRAY COSMETICI PROFUMODa alcuni anni gira su internet un messaggio di tale dottoressa Gabriela Casanova Larrosa Dell’Universita’ dell’Uruguay che lega l’uso di antitraspiranti contenenti  “chloridrato di alluminio” al cancro al seno. Ma sarà vero? In questo momento non esiste alcuna conferma scientifica seria dell’affermazione che deodoranti o antitraspiranti causino il cancro al seno o che addirittura l’utilizzo di tali prodotti sia “la causa principale del cancro al seno” come dice l’appello.

Una smentita molto autorevole a quest’accusa proviene dall’American Cancer Society. Secondo l’ACS, “vi sono moltissimi studi epidemiologici estremamente rigorosi riguardanti i fattori di rischio del cancro al seno, pubblicati nelle riviste mediche. Non siamo al corrente di nessuno di questi studi che dimostri o anche soltanto suggerisca che l’uso di antitraspiranti sia un fattore di rischio per il tumore al seno, men che meno la sua ‘causa principale’”.

Conferme scientifiche cercansi

Per quel che mi risulta, esiste una sola pubblicazione scientifica che suggerisce un possibile legame fra deodoranti/antitraspiranti, depilazione delle ascelle e tumore al seno: è stata pubblicata a dicembre 2003 dallo European Journal of Cancer Prevention, Volume 12, pp. 479-485. Si intitola “An earlier age of breast cancer diagnosis related to more frequent use of antiperspirants/deodorants and underarm shaving” ed è consultabile sul sito dell’EJCP.

Si tratta di uno studio retrospettivo di Kris McGrath, un allergologo di Chicago. È importante notare il termine “retrospettivo”, perché fa molta differenza. Nei test normali, un gruppo di persone viene esposto alla sostanza da testare in condizioni rigorosamente controllate, di norma con un “gruppo di controllo”, ossia un altro gruppo analogo di persone che non viene esposto alla sostanza. In uno studio retrospettivo, invece, ci si basa sul ricordo delle persone, che può essere impreciso. Vi ricordate esattamente a che età avete iniziato a usare deodoranti? Avete sempre usato deodoranti contenenti alluminio cloridrato? Da che età vi depilate le ascelle?

Comunque sia, persino questa pubblicazione conclude piuttosto blandamente, affermando che “la depilazione delle ascelle, in combinazione con l’uso di antitraspiranti/deodoranti [notare l’inclusione dei deodoranti, che invece l’appello dichiara innocui] potrebbe avere un ruolo nel cancro al seno. Non è chiaro quale di questi fattori sia coinvolto. La letteratura esaminata suggerisce l’assorbimento di sali di alluminio, facilitato dal danneggiamento della barriera cutanea. Sono necessarie indagini con gruppi di controllo [in cui si confrontano persone esposte alla sostanza e persone non esposte] prima di consigliare abitudini igieniche alternative per l’ascella”. Lo studio di McGrath è discusso anche in un’intervista per la NBC. Per contro, nel 2003 è stato pubblicato nel Journal of the National Cancer Institute uno studio un po’ più rigoroso, che mi risulta sia il primo mirato specificamente a confermare o smentire questo supposto legame fra antitraspiranti/deodoranti e cancro al seno. Si intitola Antiperspirant Use and the Risk of Breast Cancer, di Dana K. Mirick, Scott Davis e David B. Thomas, ed è liberament e consultabile sul sito del JNCI. Lo studio non ha trovato indicazioni di questo legame né con i deodoranti, né con gli antitraspiranti.

Per farla breve: prove scientifiche rigorose, per ora, non ce ne sono. Per ora c’è soltanto un’ipotesi assai controversa, supportata da un’unica pubblicazione scientifica basata su tecniche abbastanza imprecise. Nel frattempo, naturalmente, se per prudenza volete astenervi dall’usare deodoranti e antitraspiranti, fate pure, ma attenzione ai danni collaterali che potreste causare se non vi tenete sottovento.

Il “chloridrato di alluminio”

L’alluminio cloridrato è una sostanza chimica che ha proprietà antitraspiranti ed è effettivamente presente in molti prodotti per l’igiene personale. Sotto forma di farmaco di libera vendita, la FDA (Food and Drug Administration), ente statunitense che si occupa di verificare la sicurezza di ogni sostanza, la classifica come sicura per l’uso normale. Questo non significa che è assolutamente innocua (non esistono sostanze assolutamente innocue, come ben sa chi prova a ingerire un etto di peperoncino): significa soltanto che alle dosi in cui è presente nei prodotti in commercio, e applicato sulla pelle, non produce danni rilevabili (e quindi non induce il cancro). Se uno se la spara in bocca o ci fa un bel pediluvio, ovviamente, potrebbe esserci qualche danno, ma queste sciagurate ipotesi non sono coperte dai test per ovvia carenza di volontari. Sull’alluminio cloridrato girano storie di tutti i tipi: c’è chi lo accusa di provocare il cancro al seno, come in quest’appello, e chi dice che produce la perdita di memoria o il morbo di Alzheimer. Nessuna di queste affermazioni ha basi scientifiche, ed è importante notare che chi le fa è spesso promotore di prodotti “ecologici” alternativi che guarda caso si vantano di non contenere alluminio cloridrato, per cui non è necessariamente disinteressato.

Va detto che l’alluminio cloridrato contiene (è abbastanza ovvio) alluminio, e ci sono indicazioni scientifiche secondo le quali l’alluminio, come molti altri elementi, è neurotossico se assimilato in grandi quantità. Tuttavia l’esposizione all’alluminio presente naturalmente nei cibi e nell’acqua potabile è di gran lunga superiore a quella che si potrebbe avere dall’uso normale di antitraspiranti, per cui il rischio è proporzionalmente più basso. In altre parole, se avete paura di prendere il cancro da un antitraspirante, dovreste anche aver paura di avvolgere i cibi nella stagnola (che nonostante il nome è fatta di alluminio).

L’appello sembra suggerire che il pericolo sia costituito dall’alluminio cloridrato, ma in realtà ne “spiega” l’azione in modo contraddittorio. Dice che gli antitraspiranti, impedendo la traspirazione, trattengono le tossine nell’organismo, e queste tossine inducono il cancro. Ma se è vero questo meccanismo, allora qualsiasi prodotto che blocca la traspirazione dovrebbe essere pericoloso, anche se non contiene alluminio cloridrato. Giusto per scrupolo, ricordo che fra “deodorante” e “antitraspirante” c’è una differenza notevole: l’antitraspirante blocca la sudorazione, il deodorante no.

Come capita spesso negli appelli-bufala, il messaggio è semplificato e in bianco e nero: dice che “i deodoranti sono inoffensivi”, ma non tiene conto del fatto che molte persone sono allergiche ad un particolare tipo di sostanza presente in molti antitraspiranti e deodoranti: il profumo. Applicare un prodotto contenente profumo, specialmente sulla pelle già irritata da una depilazione, può causare reazioni cutanee tutt’altro che trascurabili. Non si può quindi essere faciloni e categorici e affermare che i deodoranti sono inoffensivi.

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Lo smartphone fa male alla salute? E il Wi-Fi?

MEDICINA ONLINE UFFICIO STUDENTE SOCIAL PC COMPUTER PORTATILE SCRIVANIA LAVORO SEDIAIl cellulare/smartphone fa male alla salute? E il Wi-Fi? Vi propongo oggi l’opinione del dott. Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Bologna, che in questa intervista non solo sconsiglia l’uso del cellulare, ma ci avverte che chiunque lo usi si espone a un rischio serio per i tessuti cerebrali. Il ricercatore spiega anche che sarebbe meglio per comunicare inviare un sms e addirittura propone di mettere la scritta: “Nuoce gravemente alla salute”. I cellulari fanno davvero male alla salute?

Continua la lettura su https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/29/cellulari-ricercatore-marinelli-rischio-per-tessuti-cerebrali-usarli-solo-in-caso/727173/

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La lista dei film che ti fanno dimagrire solo a guardarli

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO DONNA COPPIA DIVANO AMORE ABBRACCIATI GUARDANO LA TV CINEMA TELEVISIONE FILM SERIE TVCome abbiamo visto precedentemente, vedere alcuni tipi di film può farti perdere parecchie calorie. Ma quali sono i 10 film a più alto tasso di adrenalina che assicurano scientificamente il dimagrimento?

1. Shining: solo guardandolo perdi circa 184 calorie

2. Lo squalo: 161 calorie

3. L’esorcista: 158 calorie

4. Alien: 152 calorie

5. Saw: 133 calorie

6. Nightmare – Dal profondo della notte: 118 calorie

7. Paranormal Activity: 111 calorie

8. Non aprite quella porta: 107 calorie

9. The Blair Witch Project: 105 calorie

10. [Rec]: 101 calorie

Per la cronaca Shining è uno dei miei film preferiti, forse è per questo che riesco a tenermi in forma! Buon film di paura a tutti e buon dimagrimento!

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Vuoi perdere peso senza fatica? Guarda un film horror

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO GUARDA LA TV MENTRE MANGIA POP CORN CINEMA TELEVISIONE FILM SERIE TVStare comodamente seduti sul divano guardando un film horror e perdere l’equivalente calorico di una camminata di mezz’ora o di una barretta di cioccolato. Troppo bello per essere vero? I ricercatori della University of Westminster hanno monitorato un gruppo di volontari mentre guardavano dieci classici del genere horror della durata di 90 minuti rilevando le pulsazioni, l’immissione di ossigeno, l’emissione di anidride carbonica e il dispendio calorico. Il dottor Richard Mackenzie, specialista del metabolismo cellulare e direttore dello studio, ha osservato che “ognuno dei 10 film testati provoca un aumento della frequenza cardiaca. Quando le pulsazioni accelerano, il cuore pompa il sangue più velocemente e il corpo subisce una scarica di adrenalina”.

Più il film fa paura più si perdono calorie

Questo rapido rilascio dell’adrenalina, causato da uno stress intenso o, come in questo caso, dallo spavento, riduce l’appetito e aumenta il tasso metabolico di base permettendo di bruciare una maggiore quantità di calorie. Quindi, sotto l’effetto della paura, l’organismo consuma energia per mantenere in attività le funzioni vitali come il cuore, la respirazione, la temperatura del corpo. Più il film fa paura più si perdono calorie. A patto però di non sgranocchiare patatine o popcorn durante la visione per stemperare la tensione. Ma non siete curiosi di scoprire la lista dei film che vi fanno dimagrire di più solo a guardarli? Scopritelo cliccando questo link!

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Eiaculazione precoce: gli uomini la curano con alcol e droghe. E sbagliano

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMINI GRUPPO AMICI BRINDANO FELICITA ALCOL BIRRA VINO ALCOLICI ALCOLISMO TOSSICODIPENDENZACocaina, eroina, fantomatici farmaci acquistati su internet o alcol. Il tutto per tentare di risolvere un problema che affligge circa il 25% dei maschi in tutto il mondo, l’eiaculazione precoce. E’ la pericolosa scelta ‘fai-da-te’ intrapresa “da almeno un terzo dei pazienti che poi arrivano dal medico in cerca di soluzioni efficaci, che di certo non trovano ricorrendo a sostanze illecite”. A sottolinearlo François Giuliano, urologo dell’Università di Versailles, oggi a Madrid a margine della presentazione di un campagna europea di sensibilizzazione su questo problema sessuale.

“Molti uomini – dice Giuliano all’Adnkronos Salute – durante il week-end”, quando gli incontri sessuali sono più facili, “prendono l’abitudine di bere alcol, che effettivamente ritarda l’eiaculazione, ma di certo non puo’ essere una soluzione duratura per una vera e propria malattia”. Eppure, sottolinea Vincenzo Mirone, docente di Urologia dell’università Federico II di Napoli, “le terapie oggi ci sono: e’ disponibile la dapoxetina, un farmaco efficace che ritarda di 4-5 volte il tempo di durata del rapporto e che va assunto due o tre ore prima dell’incontro sessuale. Ma, al contrario dell’impotenza che abbiamo curato con vari medicinali ormai disponibili sul mercato da anni, risolvere il problema dell’eiaculazione precoce sara’ piu’ difficile: gli uomini tendono non solo a parlarne meno, ma a non rendersi nemmeno conto dell’esistenza del problema”.

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Cosa accomuna una droga, le ortensie ed il gas usato dai nazisti nei campi di concentramento?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FIORI BLU NATURA ORTENSIE PRATO PIANTAPer rispondere a questa strana domanda partiamo dalle ortensie: colorate, lilla o blu, e profumatissime. Se ne devono essere accorti anche molti giovani in Germania, che hanno pensato di provare l’ebbrezza di fumarle, per procurarsi lo “sballo”. E’ proprio questa infatti la nuova frontiera delle droghe, quelle cosiddette “di strada” o “fai-da-te”: costano poco e si possono realizzare in modo semplice. Avete capito bene: la nuova moda in Germania è fumare le ortensie. E sta prendendo piede molto rapidamente anche perchè pare che gli “effetti” sono assicurati. Anche le conseguenze, però, dal momento che fumare questi fiori può essere molto pericoloso, persino mortale. A lanciare l’allarme sulla nuova droga degli adolescenti è stato il giornale svizzero in lingua francese Le Matin , che spiega come la nuova moda si sta diffondendo soprattutto nella Baviera tedesca. I giovani hanno iniziato da qualche tempo a raccogliere fiori e foglie di ortensia, le fanno seccare e poi le fumano, come fossero semplici foglie di tabacco.

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