I neurologi vi mostrano la mappa scientifica delle zone più erogene del corpo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA IN SPIAGGIA MARE ESTATE ABBRONZATURA SOLE CALDO VACANZE ABBRACCIOUna ricerca condotta da due università britanniche e una sudafricana (università di Bangor, università di Witwatersrand, università di Johannesburgh), pubblicato sulla rivista Cortex, ha cercato di scoprire quali siano le zone erogene preferite da uomini e donne di continenti diversi e se ci fossero divergenze o convergenze tra i dati relativi a zone del mondo diverse. Alle persone che hanno partecipato alla ricerca è stata sottoposta una mappa del corpo con una serie di punti potenzialmente erogeni.

Al primo posto resistono i genitali, ma la classifica delle zone ritenute più eccitanti da uomini e donne rivela qualche sorpresa. Dal secondo al quinto posto, ci sono rispettivamente: labbra, orecchie, interno cosce e scapole. Gli uomini amano la stimolazione della parte posteriore della gamba e stimolarla alla propria compagna, mentre le donne la considerano pochissimo. I piedi, ritenuti da sempre una zona erogena molto importanti, sono finiti stranamente in fondo alla classifica con uno “zero” tra le preferenze sia di inglesi che di africani.

Per le donne sono molto importanti, oltre le zone tipicamente erogene come i genitali (clitoride ed interno della vagina) ed i seni, anche le mani, ritenute zona decisamente sensibile alle carezze. E’ interessante notare che – secondo la ricerca – tra uomini e donne non esistano particolari differenze, inoltre non è vero che per gli uomini l’unico punto erogeno è rappresentato dal pene, visto che si è scoperto che anche ai maschi procura eccitazione il tocco sul collo e sulle orecchie.

Il professor Oliver H. Turnbull, uno degli autori della ricerca, ha spiegato: “Molte persone ritengono che il corpo delle donne sia pieno di zone erogene e che gli uomini ne abbiano soltanto una, la più ovvia. Chiaramente non è così. La distribuzione è quasi uguale, con una leggera prevalenza per le donne, ma non in questo modo esagerato”.

E’ interessante notare come non esistano significative divergenze nel riconoscimento di zone erogene da parte di persone di continenti diversi, anche culturalmente molto distanti tra loro. Il professor Turnbull, ha spiegato:  “Questo indica che esistono preferenze innate, non basate su esperienze culturali o di vita. Il perché questo accada è adesso oggetto di studio da parte dei ricercatori, ma capire come il cuore possa influenzare le reazioni della mente e quindi del corpo non è affare semplice: certo che il tocco dell’amato sul collo avrà effetto sensoriale diverso da quello di un amico o di un conoscente visto che il labirinto delle emozioni resta un mistero insondabile.”

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Cancro al seno: meno operazioni col nuovo test Rd-100i Osna

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME FONENDOSCOPIOMeno interventi chirurgici grazie a un nuovo test per la diagnosi del cancro al seno, che ha ricevuto l”imprimatur’ del Nice (National Institute for Health and Care Excellence), l’organismo inglese che ha il compito di valutare il rapporto costo-beneficio di nuove terapie o procedure. In genere – ricordano i media britannici – la prassi ospedaliera vuole che durante la rimozione di un tumore al seno venga fatta una biopsia dei linfonodi per valutare l’eventuale diffusione del cancro. Sarà poi necessario aspettare circa 3 settimane per avere i risultati ed, eventualmente, subire una seconda operazione. Grazie alla nuova metodica, chiamata ‘Rd-100i Osna’, è possibile individuare già nel corso della prima operazione chirurgica se il tumore si è propagato, ed eventualmente rimuoverlo immediatamente, evitando alle pazienti non solo un secondo intervento con il rischio di complicazioni associato, ma anche lo stress e l’ansia del periodo di attesa per 3 settimane, consentendo inoltre di iniziare immediatamente la chemioterapia.

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Tabagismo in aumento tra i giovanissimi: un 15enne su quattro fuma abitualmente

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZALa sigaretta continua ad essere un vizio molto diffuso tra i giovani. Anche tra i minorenni. In Emilia-Romagna fuma il 23% dei 15enni, il 6% dei 13enni e addirittura l’1% degli 11enni.

Tra i ragazzi, la percentuale di chi fuma ogni giorno è in crescita: dello 0,2% negli 11enni; dello 0,8% nei 13enni; del 10% nei 15enni. A loro si aggiungono i ragazzi tra i 18 e i 24 anni, dei quali fuma il 31%, e i giovani tra i 24-35enni (35% di fumatori), la fascia d’età in cui la sigaretta è più frequente. A dirlo sono i dati raccolti nel periodo 2009-2012 dal sistema di sorveglianza “Passi” (Politiche delle aziende sanitarie per la salute in Italia). Nei quattro anni presi in esame, sono state realizzate in Emilia-Romagna più di 13.800 interviste (oltre 150.000 a livello nazionale). E dalle risposte emerge che in regione fuma il 29% degli emiliano-romagnoli tra i 18 e i 69 anni, circa 873.000 persone. Il 22%, invece, è un ex fumatore mentre il 49% degli intervistati non ha mai fumato.

Il fumo di sigaretta, si legge nel report Passi Emilia-Romagna «è più diffuso tra gli adulti con molte difficoltà economiche (il 43%) e con bassi livelli di istruzione (il 60% di chi non ha titoli o ha solo quelli di scuola media o elementare). Tra i fumatori adulti, il 2% è occasionale (meno di una sigaretta al giorno), mentre il 27% è un forte fumatore (20 sigarette o più al giorno)». Più in generale, a livello statistico, «l’abitudine al fumo di sigaretta si conferma maggiore nelle classi d’età più giovani, negli uomini (32% contro il 26% delle donne), nelle persone con un basso livello d’istruzione, in quelle con molte difficoltà economiche e in quelle con cittadinanza italiana o provenienti da altri Paesi a sviluppo avanzato». Dal report “Passi”, la percentuale di fumatori in Emilia-Romagna appare nel complesso stabile nel periodo 2007-2012. In particolare «la mancata diminuzione negli ultra 50enni è legata alla componente femminile, nella quale si evidenzia una minor propensione a smettere di fumare». Il 39% dei fumatori ha dichiarato di aver provato a smettere di fumare negli ultimi 12 mesi (circa 349.000 persone). La maggior parte di loro ha però ripreso a fumare (82%), mentre l’11% non fuma più da meno di sei mesi.

Chi è riuscito ad abbandonare la sigaretta è solo il 7% e quasi tutti spiegano di esserci riusciti da soli. Chi si è aiutato con farmaci o cerotti è appena l’1%, ancora meno chi si è rivolto a corsi organizzati dalle Ausl. Arduo smettere di fumare anche per chi soffre di patologie croniche: continua ad accendere sigarette circa un quarto di chi soffre di cuore, diabete o è malato di tumore, circa un terzo di chi ha patologie respiratorie croniche. Nel report si stima anche che circa il 42% degli intervistati non fumatori sia esposto anche solo occasionalmente al fumo passivo: per il 15% si stima che l’esposizione avvenga con alta frequenza.

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In forte aumento il numero di minorenni che fuma la sigaretta elettronica

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SIGARETTA ELETTRONICA FUMARE NICOTINA FUMO SMETTEREIl fumo elettronico è un fenomeno consistente anche Oltreoceano, soprattutto fra i giovani. La quota di studenti delle scuole medie e superiori che utilizzano le ‘e-cig’ risulta raddoppiata nel 2012 rispetto all’anno precedente, mostrano i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc): per esempio, uno studente su 10 delle scuole superiori ha dichiarato di aver provato la ‘e-cig’ durante l’anno precedente, mentre nel 2011 era uno a 20.

Circa il 3% dei ragazzi ha dichiarato di aver utilizzato una sigaretta elettronica negli ultimi 30 giorni. In totale, 1,8 milioni di studenti delle scuole medie e superiori ha ammesso di aver ‘svapato’ nel 2012. “E’ un fenomeno che sta prendendo davvero piede fra i giovani”, evidenzia Thomas Frieden, direttore dei Cdc.

Una delle maggiori preoccupazioni tra i funzionari della sanità americana è che le ‘e-cig’ diventino un cancello d’entrata per il fumo ‘vero’ tra giovani che altrimenti non avrebbero mai provato le sigarette. Ma l’indagine ha rilevato che la maggior parte degli studenti che avevano sperimentato la sigarette elettronica, aveva anche fumato sigarette tradizionali. Eppure, uno studente delle scuole medie su 5 non aveva mai acceso una sigaretta normale, così come il 7% dei ragazzi delle superiori. Sempre secondo i dati dei Cdc, il 6% degli adulti nel 2011 aveva provato una ‘e-cig’, una percentuale doppia rispetto al 2010. Per il 2012 i numeri non sono ancora disponibili ma lo saranno a breve.

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Tuo figlio va male a scuola? Fagli fare più ginnastica

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAMBINI SPORT CALCIO ATTIVITA FISICA GINNASTICAI ragazzini che hanno migliori livelli di forma fisica ottengono anche punteggi più alti in test sul rendimento scolastico, quelli meno allenati ottengono i voti peggiori a scuola. Lo ha stabilito uno studio condotto da un team dell’Università del Tennessee, Knoxville, negli Usa, su 312 ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, provenienti dalla stessa scuola pubblica del Michigan.

Sottoponendo questi studenti delle medie a una batteria di test chiamata Fitnessgram si è stabilito il loro livello di forma fisica con esercizi come corsa, flessioni, addominali. A ciascun ragazzo è stato assegnato un punteggio da 1 (forma fisica peggiore) a 5 (forma fisica migliore). Poi i ragazzi sono stati sottoposti a test standardizzati sul rendimento e le votazioni prese in quattro materie chiave nel corso di un anno scolastico sono state monitorate.

Quello che è emerso è che i ragazzi che avevano totalizzato punteggi più alti nei test di fitness erano anche quelli che ottenevano risultati migliori nei test standardizzati sul rendimento e voti più alti a scuola. Mentre gli studenti dalla forma fisica meno brillante erano anche quelli che a scuola ottenevano i giudizi più bassi. Resistenza cardiorespiratoria, forza e resistenza muscolare sono le tre componenti della forma fisica più marcatamente associate ai risultati accademici.

“Alcune delle mie ricerche precedenti”, spiega Dawn Core, docentedi kinesiologia e autrice principale dello studio pubblicato sul Journal of Sports Medicine and Physical Fitness, “evidenziavano che se i ragazzi facevano un’ora di attività fisica durante il giorno al posto di un’ora di lezione accademica, non mostravano un calo nel rendimento scolastico rispetto agli studenti che invece studiavano un’ora extra tutti i giorni. Il loro essere fisicamente attivi li metteva in grado di migliorare i propri voti”. La conclusione cui la ricercatrice e i suoi collaboratori sono giunti è che “I giovani impegnati in uno stile di vita fisicamente attivo traggono vantaggi non solo per la salute fisica ma anche in altri aspetti del loro benessere generale, come la salute mentale e il rendimento scolastico”.

FONTE

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Camminare fa risparmiare i soldi delle tasse

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA CHE CORRE SPORT ALLENAMENTO RUNNER MARATONETA CORRERE GAMBE PIEDI MUSCOLIChe cosa può convincere un gruppo di persone obese a camminare per almeno 5.000 passi al giorno per un anno? Non la promessa dei benefici per la salute cardiovascolare, nemmeno la minaccia rappresentata dai rischi che la sedentarietà abbinata all’obesità porta con sé. Può però riuscire nell’ardua impresa un premio per l’assicurazione sanitaria più alto.

Accade negli Stati Uniti, dove il sistema sanitario si basa sulle assicurazioni private che però, vista la notevole diffusione dell’obesità e le sue importanti implicazioni a livello di salute, cominciano a mal sopportare l’idea che i loro assicurati non facciano nulla per migliorare il proprio “profilo di rischio”. Così La Blue Care Network ha iscritto un folto gruppo dei propri assicurati in sovrappeso a un programma di fitness basato sull’uso di un pedometro che dava diritto a uno sconto del 20% sul premio da pagare.

I ricercatori delle Università del Michigan e di Stanford hanno analizzato i risultati di questo esperimento pilota, convinti che sia quella la direzione che sempre più compagnie di assicurazione prenderanno in America. Dopo un anno il 97% delle oltre 6.000 persone coinvolte nel programma erano riuscite a raggiungere o superare l’obiettivo di fare 5.000 passi al giorno tutti i giorni, compresi coloro che avevano giudicato ingiusto e coercitivo l’obbligo di fare fitness per ottenere lo sconto.

In pratica aderire a WalkingSpree, il programma basato sul camminare, equivaleva a indossare un pedometro fornito dalla compagnia di assicurazione, scaricandone poi quotidianamente i dati su un apposito sito internet che teneva traccia del comportamento degli iscritti. “Vi è un dibattito etico intorno all’idea di costringere qualcuno a essere personalmente responsabile per i costi sanitari legati alla sedentarietà”, commenta Caroline R. Richardson, tra gli autori dello studio pubblicato su Translational Behavioral Medicine. “Ma ci aspettiamo di vedere sempre più tentativi di questo tipo per motivare finanziariamente comportamenti salutari”.

Per alcune famiglie lo sconto arrivava a consistere anche di 2.000 dollari l’anno, un bel risparmio davvero. Secondo gli autori i programmi di fitness sponsorizzati da aziende e compagnie di assicurazione aumenteranno per effetto delle politiche dell’Affordable Care Act, (il cosiddetto Obamacare) perché consentono di risparmiare sui costi sanitari se impiegati e assicurati mantengono abitudini sane.

E se la stragrande maggioranza dei 6.548 partecipanti ha mantenuto il patto, e ha davvero camminato quei 450.000 passi a trimestre che erano richiesti dal programma, solo un terzo di loro lo ha fatto controvoglia, mentre gli altri due terzi si sono detti soddisfatti del programma. E se lo hanno trovato facile da seguire e ne hanno tratto beneficio, c’è da sperare che continueranno a camminare e contare i passi anche in futuro, senza bisogno di sconti o incentivi economici.

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La senatrice a vita Elena Cattaneo difende la sperimentazione animale

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ANIMALI CONIGLIO NATURA BOSCO LIBERTASQuesti ultimi giorni ci hanno offerto un nuovo scontro a metà strada tra “politica” e “scienza”. A contrapporsi a distanza sono state Elena Cattaneo, neo senatrice a vita e scienziata esperta di staminali, versus Michela Vittoria Brambilla politico appartenente al Pdl (anzi ora dovrei dire “a Forza Italia”) e presidente fondatrice della LEga Italiana per la Difesa degli Animali (LEIDA).

La senatrice a vita ha risposto così agli animalisti che oggi hanno organizzato a Roma il convegno “Fermiamo la vivisezione”: «Chi afferma che oggi esistano metodi alternativi in grado di sostituire completamente la sperimentazione animale nella ricerca biomedica dice il falso. E questo è particolarmente grave se a farlo sono persone delle istituzioni».

All’incontro è intervenuta anche l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, annunciando la presentazione di una legge per l’abolizione della sperimentazione animale.  La Cattaneo ha aggiunto «Metodi che non comportino l’utilizzo di animali, come simulazioni al computer o test su cellule, sono in uso da anni e ci hanno sicuramente permesso di ridurre il numero di animali utilizzati. E grazie all’avanzamento tecnologico saremo sempre più in grado di ridurre questi numeri, come raccomanda anche l’Unione europea. Ma oggi, se vogliamo continuare a capire perché ci ammaliamo e come possiamo curarci non possiamo rinunciare del tutto alla sperimentazione animale: dobbiamo mettercelo in testa e pensarlo ogni volta che prendiamo un farmaco, che ci sottoponiamo a un intervento chirurgico e anche quando portiamo il nostro cane dal veterinario».

Dice la scienziata che «…è il buon senso, prima delle competenze tecniche, a dirci che una cellula singola non è un organismo intero, così come una simulazione non può ancora essere così sofisticata da prevedere tutte le possibili variabili con cui un organismo può reagire a un trattamento. Se si potesse davvero rinunciare alla sperimentazione animale tutti – dai ricercatori, alle istituzioni, alle case farmaceutiche – sarebbero disposti a farlo, per ragioni non solo etiche ma anche semplicemente economiche. Trovo intellettualmente disonesto verso i cittadini, in particolare verso tutti i malati, continuare a diffondere questi messaggi privi di fondamento, forti di campagne mediatiche fuorvianti, che stanno minacciando pesantemente il futuro della ricerca biomedica e quindi della nostra salute».

Disonesto è chi diffonde queste menzogne mirando ai voti di quanti amano gli animali senza se e senza ma, spesso sorvolando su ovvietà evidenti, come quella per la quale se certe sostanze non fossero testate sugli animali, finirebbero inevitabilmente per essere testate sugli umani. Fuorviante è anche il focus sulla vivisezione, pratica ormai bandita che c’entra veramente poco con la sperimentazione scientifica odierna, ma si sa, ai politici piace cavalcare i temi caldi e usare gli “argomenti” che fanno presa sul target di riferimento, il resto sono dettagli.

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L’uomo con il naso sulla fronte

Dott Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Endocrinolog Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Endocrinologia Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere fumare XiaolianNo, non si tratta di una foto modificata con qualche programma di fotoritocco quella che potete vedere qui sopra e neanche di uno dei quei trucchi usati ad Hollywood per qualche film. I chirurghi dell’ospedale di Fuzhou, nella provincia del Fujian, in Cina, hanno realmente ricostruito il naso di un ragazzo di 22 anni sulla sua fronte.

L’organo dell’olfatto era rimasto sensibilmente danneggiato dopo un incidente stradale, avvenuto nell’agosto del 2012, e si era progressivamente devastato a causa di un’infezione. Prelevando la cartilagine dalle costole, i medici hanno dunque optato per la ricostruzione del naso sulla fronte. In seguito effettueranno un intervento di sostituzione dell’organo, spostando il naso ricostruito nella sua sede normale.

Stando a quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, il paziente, aveva inizialmente trascurato il suo infortunio al naso. Ma con il passare del tempo la cartilagine si era poi lentamente corrosa. Secondo i chirurghi l’operazione di ricostruzione è avvenuta con successo. E sarà realizzata a breve la sostituzione dell’organo. In bocca al lupo e buon naso nuovo!

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