Le vacanze estive stanno finendo per molti di noi, le città lentamente si riempiono di nuovo e si ritorna a lavoro, ma ora una ricerca britannica ci ricorda un dato che ad alcuni può apparire scontato: lavorare troppo fa male alla nostra salute. Secondo questa ricerca, pubblicata recentemente su Lancet, basta lavorare un’ora più del dovuto ogni giorno per veder salire del 10% il rischio di incappare in un ictus nei successivi otto anni e mezzo. Naturalmente il pericolo si impenna per gli stakanovisti: lavorare 55 ore o più a settimana porta il pericolo ad aumentare di un terzo. Inoltre chi passa più tempo a lavorare è anche più incline a sviluppare una cardiopatia o un ictus cerebrale (il rischio aumenta del 10%).
I dieci consigli per stancarsi di meno a lavoro
1) Bevi un bicchiere d’acqua quando ti svegli
2) Svolgi le priorità lavorative sempre per prime
3) Ogni ora di lavoro, riposa 5 minuti
4) Programmiamo il 90% della giornata (il 10% è per gli imprevisti)
5) Ordiniamo gli oggetti
6) Preparati un “piano B” nel caso in cui le cose vadano male
7) Loda in pubblico e critica in privato
8) Ascolta il tuo corpo
9) Il lavoro non è tutto
10) Il lavoro domani è ancora lì: puoi continuare a lavorare domani!
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Tanti si stupiscono delle frasi d’amore che trovano nel mio blog che, in teoria, dovrebbe parlare solo di medicina. Si stupiscono perché non
E’ avvenuto alcuni giorni fa il primo trapianto di cuore “fermo” (non più battente) in Europa: l’intervento, di cui danno notizia i principali quotidiani inglesi, è stato portato a termine al Papworth Hospital nel Cambridgeshire su un uomo di 60 anni che ha ricevuto un cuore fermo, ed è perfettamente riuscito. Fino ad ora era stato possibile trapiantare cuori ancora in funzione da pazienti in stato di morte cerebrale. Ma i chirurghi britannici hanno dimostrato che anche un cuore fermo può essere riattivato. Il primo intervento è stato portato a termine un mese fa, ed il paziente che ha ricevuto il nuovo cuore si sta riprendendo bene. Huluseyin Uca, il ricevente, ha dichiarato: “Sto bene. Prima del trapianto riuscivo a malapena a camminare, la mia vita era difficilissima. Ora mi sento ogni giorno più forte ed oggi sono andato a piedi in ospedale per un controllo senza nessun problema”.
Mi capita spesso che i pazienti mi chiedano lumi riguardo la parola “infarto”. Tutti sanno cosa sia, ma quando gli chiedi cosa significa esattamente, non tutti… sanno cosa sia! Cerchiamo oggi di fare un po’ di chiarezza. Inizio col dire che quando comunemente si usa la parola “infarto”, nella maggior parte dei contesti è praticamente ovvio che ci stiamo riferendo all’infarto del miocardio. Ma in realtà tale parola può riferirsi a diverse patologie.
Quello che sto per dirvi oggi, dovrebbe essere insegnato almeno dalle scuole medie in poi, perché l’infarto del miocardio è una di quelle patologie in cui la velocità di diagnosi e di trattamento, può realmente fare la differenza tra la vita e la morte. Se voi od una persona di fronte a voi, ha un infarto cardiaco (più precisamente “infarto del miocardio”, cioè del muscolo del cuore), saperlo riconoscere in tempo, salva una vita.
E’ una domanda che molti si fanno spesso: esiste l’amicizia tra uomo e donna, o ci sarà sempre dell’attrazione? Come riportato da
Auguri a tutti quelli che amano. Nessuno escluso. Uomini che amano la propria donna (o il proprio uomo), donne che amano il proprio uomo (o la propria donna), ragazze che amano il proprio compagno di scuola senza avere il coraggio di dirglielo, mamme e papà che amano i propri figli, figli che amano i loro genitori e i propri fratelli e sorelle e cugini, nonni che amano i propri nipoti, nipoti che amano i propri nonni, persone che amano qualcuno che non c’è più ma lo amano ancora, chi è sposato da 40 anni e oltre ma si ama ancora come il primo giorno, chi ama il suo prossimo, chi ama la natura, chi ama il proprio cane/gatto, chi ama il sole, la luna e le stelle, chi ama la vita…